Part 60
Non vale l’incomodo di confutare quelli scrittori i quali rappresentano il Principe d’Orange come complice della impresa di Monmouth. La circostanza sopra la quale essi principalmente fondano la loro asserzione, è che le Autorità d’Amsterdam non adoperassero mezzi efficaci a impedire la partenza della spedizione. Questa circostanza, a vero dire, prova moltissimo che Guglielmo non favorisse la spedizione. Niuno che non ignori profondamente le istituzioni e la politica dell’Olanda, considererà lo Statoldero responsabile de’ procedimenti de’ capi del partito di Loevestein.
[364] Avaux, Neg. 7–17, 8–18, 14–24 giugno 1685; _Lettera del Principe d’Orange a Lord Rochester_, 9 giugno, 1685.
[365] Citters, 9–19, 12–22 giugno 1685. Il carteggio di Skelton con gli Stati Generali e con l’Ammiragliato d’Amsterdam, esiste negli Archivii dell’Aja. Alcuni brani se ne trovano negli _Evènements tragiques d’Angleterre_. Vedi anche Burnet, I, 640.
[366] Confessione di Wade, nelle carte di Hardwicke; Ms. Harl., 6845.
[367] Vedi la testimonianza di Buyse contro Monmouth e Fletcher, nella _Collezione dei Processi di Stato_.
[368] _Giornali della Camera de’ Comuni_, 13 giugno 1685; Ms. Harl. 1685; Ms. Lansdowne, 1152.
[369] Burnet I, 641, Confessione di Goodenough, nel Ms. Lansdowne 1152. La _Dichiarazione_, come fu originalmente stampata, è rarissima a trovarsi: ve n’è un esemplare nel Museo Britannico.
[370] _Racconto storico della Vita e delle azioni magnanime dello Illustrissimo Principe Giacomo, Duca di Monmouth_; 1683.
[371] _Confessione_ di Wade; Carte di Hagdwicke; Carte di Axe; Ms. Harl, 6845.
[372] Ms. Harl. 6845.
[373] Testimonianza di Buyse, nella _Collezione dei Processi di Stato_; Burnet I, 642; Ms. di Ferguson citato da Eachard.
[374] _Gazzetta di Londra_, 18 giugno 1685; Confessione di Wade, Carte di Hardwicke.
[375] _Giornali de’ Lordi_, 13 giugno 1685.
[376] _Confessione_ di Wade; Ms. di Ferguson; Carte di Axe, Ms. Harl., 6845; Oldmixon, 701, 702. Oldmixon, che allora era fanciullo, abitava presso il teatro degli avvenimenti.
[377] _Gazzetta di Londra_, 18 giugno 1685; _Giornali de’ Lordi e de’ Comuni_, 13 e 15 giugno; Dispaccio Olandese, 16–26 giugno.
[378] Oldmixon s’ingannava là dove dice che Fenwick portò il decreto alla Camera de’ Lordi; mentre si raccoglie dai _Giornali_, che fu Lord Ancram.
[379] _Giornali de’ Comuni_, 17, 18, 19 giugno 1685; Raresby, _Memorie_.
[380] _Giornali de’ Comuni_, 19, 29 giugno 1685; Lord Lonsdale, _Memorie_, 8, 9; Burnet, I, 639. La Legge, come fu modificata dal Comitato, trovasi nella Storia di Fox, Appendice III. Se il racconto di Burnet è corretto, i delitti che, secondo la Legge modificata, furono puniti con la privazione de’ diritti civili, nella compilazione primitiva della stessa legge venivano considerati come capitali.
[381] Stat. I di Giac. II, c. 17; _Giornali de’ Lordi_, 2 luglio 1685.
[382] Giornali dei Lordi e de’ Comuni, 2 luglio 1685.
[383] Toulmin, _Storia di Taunton_, edizione di Savage.
[384] Sprat, _Vera Relazione_; Toulmin, Storia di Taunton.
[385] _Vita e morte di Giuseppe Alleine_, 1672. _Memoriale dei Non–Conformisti_.
[386] Ms. Harl. 7006; Oldmixon, 702; Eachard, III, 763.
[387] _Confessione_ di Wade; _Confessione_ di Goodenough, Ms. Harl. 1152; Oldmixon, 702. La narrazione di Ferguson è al tutto indegna di fede. Una copia del proclama trovasi nel Ms. Harl. 7006.
[388] Nel Museo Britannico sì trovano le copie degli ultimi tre proclami; Ms. Harl. 7006. Il primo non l’ho mai veduto, ma è ricordato da Wade.
[389] _Narrazione_ di Grey; Ms. di Ferguson, Eachard, III, 754.
[390] _La Persecuzione esposta_ da Giovanni Whiting.
[391] Ms. Harl. 6845.
[392] Una di queste armi si vede anche oggi nella Torre.
[393] _Narrazione di Grey_; _Narrazione_ di Paschall, nell’Appendice alla _Difesa_ di Heywood.
[394] Oldmixon, 702.
[395] North, _Vita di Guildford_, 132. Racconti della marcia di Beaufort per il Paese di Galles e le vicine Contee, si trovano nella _Gazzetta di Londra_, giugno 1684; _Lettera di Beaufort a Clarendon_, 14 giugno 1685.
[396] Il Vescovo Fell a Clarendon, 20 giugno; Abingdon a Clarendon 20, 25, 26 giugno 1685; Ms. Lansdowne, 846.
[397] Avaux 5–15, 6–16 luglio 1685.
[398] Citters, 30 giugno–10 luglio, 3–13 luglio, 21–31 luglio, 1685; Avaux, _Negoz._, 5–15 luglio; _Gazzetta di Londra_, 6 luglio.
[399] Barillon 6–16 luglio, 1685; Prefazione di Scott, nell’_Albione e Albanio_.
[400] Abingdon a Clarendon, 29 giugno 1685; Bates, _Vita di Henry_.
[401] _Gazzetta di Londra_ 22 e 25 giugno 1685; _Confessione di Wade_; Oldmixon, 703; Ms. Harl., 6845.
[402] _Confessione_ di Wade.
[403] _Confessione_ di Wade; Oldmixon, 703; Ms. Harl., 6845; Querela di Jeffreys al Gran Giurì di Bristol, 21 settembre 1685.
[404] _Gazzetta di Londra_, 29 giugno 1685; _Confessione_ di Wade.
[405] _Confessione_ di Wade.
[406] _Gazzetta di Londra_, 2 luglio 1685; Barillon 6–16 luglio; Confessione di Wade.
[407] _Gazzetta di Londra_, 29 giugno 1685, Citters, 30 giugno–10 luglio.
[408] Ms. Harl., 6845; _Confessione_ di Wade.
[409] _Confessione_ di Wade; Eachard, III, 766.
[410] _Confessione_ di Wade.
[411] _Gazzetta di Londra_, 6 luglio 1685; Citters 3–13 luglio; Oldmixon, 703.
[412] _Confessione_ di Wade.
[413] Matt. West. _Flor. Hist._, A. D. 788; Cronaca Ms. citata da Sharon Turner nella _Storia degli Anglo–Sassoni_, libro IV, cap. 19. Drayton, _Polyolbion_, III; Leland, _Itinerario_; Oldmixon, 703. Oldmixon trovavasi allora a Bridgewater, e probabilmente vide il Duca sul campanile. Il piatto rammentato nel testo, appartiene al signor Stradling, il quale, con sollecitudine degna di lode, ha raccolte e serbate le reliquie e le tradizioni della insurrezione occidentale.
[414] Oldmixon, 703.
[415] Churchill a Clarendon, 4 luglio, 1685.
[416] Oldmixon, 703. L’Osservatore, 1 agosto, 1685.
[417] Paschall, _Narrazione_, nell’appendice a Heywood.
[418] Kennet, edizione del 1719, III, 432. Sono costretto a prestar fede alla verità di questo deplorabile fatto. Il vescovo asserisce d’essergli stato riferito, nel 1718, da un valoroso ufficiale degli Azzurri, il quale aveva combattuto a Sedgemoor, e aveva con gli occhi propri veduta la povera fanciulla andarsene in preda ad un disperato dolore.
[419] _Narrazione di un ufficiale delle Guardie a cavallo_, presso Kennet, edizione del 1719, III, 432; Giornale Ms. della ribellione occidentale, scritto da Eduardo Dummer; Dryden, _il Cervo e la Pantera_, Parte II. Le parole di Dryden sono degne d’essere riferite:
«Tali erano i lieti trionfi del cielo per l’ultima notturna vittoria di Giacomo, pegno d’amore del suo onnipotente Protettore, fuochi di gioia che gli angioli accendevano nelle celesti regioni. Vidi con gli occhi miei la pura luce e leggera serpere pel cupo orrore e vincere la notte. Il messaggiero sollecitamente recò la nuova che racconsolò tre nazioni afflitte; ma il Nunzio del cielo era arrivato innanzi.»
[420] Molti scrittori hanno affermato, ed in ispecie Pennan, che il quartiere di Londra chiamato Soho, deriva il nome dalla parola d’ordine dell’armata di Monmouth in Sedgemoor. Soho Fields si trova rammentato in parecchi libri stampati avanti la insurrezione delle Contrade Occidentali; a mo’ d’esempio, in Chamberlayne; _Stato d’Inghilterra_, 1684.
[421] Esiste un ordine di Giacomo perchè si pagassero quaranta lire sterline al Sergente Weems del Reggimento di Dumbarton «per avere resi buoni servigii nel fatto d’arme di Sedgemoor nello scaricare i grossi cannoni contro i ribelli.» _Ricordo Storico del 1º, ovvero del Reggimento Reale di Fanteria_.
[422] Giacomo II, _Narrazione della Battaglia di Sedgemoor_, nelle Scritture di Stato di Lord Hardwicke; _Confessione_ di Wade; Ms. di Ferguson; _Narrazione_, presso Eachard, III, 768; _Narrazione d’un Ufficiale delle Guardie a cavallo_, presso Kennet, edizione del 1719, III, 432. _Gazzetta di Londra_, 9 luglio 1685; Oldmixon, 703; Paschall, _Narrazione_; Burnet I, 643; Evelyn _Diario_, 8 luglio; Citters 7–17 luglio; Barillon 9–19 luglio; Reresby, _Memorie; La Battaglia di Sedgemoor_, farsa del Duca di Buckingham; _Giornale Ms. della Ribellione occidentale, fatto da Eduardo Dummer; che allora serviva nel corpo d’artiglieria adoperata da sua Maestà ad opprimerla_. Quest’ultimo manoscritto trovasi nella Biblioteca di Pepys, ed e pregevolissimo; non per il racconto, che contiene poco di notevole, ma per la esposizione dei piani così detti, di battaglia, i quali la dimostrano qual era, in quattro o cinque diversi stadii.
«La storia d’una battaglia» dice il più grande de’ capitani viventi «non è dissimile dalla storia d’una festa da ballo. Alcuni possono ricordarsi di tutti i più piccoli eventi, il resultato de’ quali è la perdita della battaglia, o la vittoria: ma nessuno può richiamarsi a mente l’ordine, o quel preciso momento nel quale seguirono; la qual cosa costituisce tutta la differenza rispetto al valore od importanza loro........ Appunto per mostrarvi quanto poca fiducia meritino quelle che si suppongono essere le migliori relazioni d’una battaglia, vi dico solo che il Generale..... nella sua narrazione, ricorda certe cose che non accaddero punto. È impossibile affermare il quando e in che ordine seguì ciascun fatto importante.» _Carte di Wellington_, 8 e 17 agosto, 1815.
La battaglia, intorno alla quale il Duca di Wellington scriveva nel riferito modo, era quella di Waterloo, combattuta solo pochi giorni innanzi, in pieno giorno, e sotto i vigili ed esperti occhi suoi. Quale, dunque, deve essere la difficoltà di compilare da dodici diverse relazioni il racconto d’una battaglia accaduta cento sessanta e più anni sono, e fra tale oscurità che i combattenti non potevano nulla discernere a cinquanta passi di distanza? La difficoltà è accresciuta da ciò, che i testimoni oculari che potevano sapere il vero, non erano inchinevoli a palesarlo. Lo scritto che io ho posto in cima alle autorità sopra citate, si mostra evidentemente parzialissimo di Feversham. Wade scriveva col terrore del capestro. Ferguson, che rade volte mostravasi scrupoloso intorno alla veracità delle proprie asserzioni, in questa occasione fu bugiardo quanto Bobadil o Parolles. Oldmixon che, allorquando seguì la battaglia, trovavasi fanciullo in Bridgewater, dove passò poi gran parte della sua vita, era a tal segno sotto la influenza delle passioni locali, che ogni informazione locale gli fu inutile. Il desiderio ch’egli aveva di magnificare il valore de’ contadini della Contea di Somerset (valore riconosciuto anche da’ loro nemici, e che per ciò non aveva mestieri d’esagerazioni o di finzioni), lo condusse a comporre un romanzo assurdo. La lode che Barillon, uomo francese, avvezzo a spregiare le leve in massa, fece dell’armata de’ vinti, vale assai più: «_Son infanterie fit fort bien. On eut de la peine à les rompre, et les soldats combattoient avec les crosses de mousquet et les scies qu’ils avoient au bout de grands bastons au lieu de picques_.»
Oggimai, poco si può imparare visitando il campo della battaglia, perocchè lo aspetto del paese è grandemente mutato; e il vecchio Bussex Rhine, sulle cui sponde seguì la gran lotta, da lungo tempo più non esiste. Quello che adesso si chiama Rhine, è di data posteriore, ed ha un corso diverso da quello dell’antico.
Mi sono molto giovato del racconto che Roberts fa di quella battaglia nella _Vita di Monmouth_, cap, XXII, il quale racconto in sostanza concorda con le descrizioni di Dummer.
[423] Ho sapute queste cose da persone che abitano presso a Sedgemoor.
[424] Oldmixon, 704.
[425] Locke, _Ribellione delle contrade occidentali_; Stradling, _Prioria di Chillon_.
[426] Locke, _Ribellione delle contrade Occidentali_; Stradling; _Prioria di Chillon_; Oldmixon, 704.
[427] Aubrey, _Storia Naturale della Contea di Wilt_, 1691.
[428] _Relazione del modo onde fu preso il Duca di Monmouth, pubblicata d’ordine di Sua Maestà: Gazzetta di Francia_, 18–28 luglio 1685; Eachard, III, 770; Burnet, I, 644, e la Nota di Dartmouth; Citters, 10–20 luglio 1685
[429] La lettera di Monmouth al Re fu stampata in quel tempo, per ordine del Governo; quella alla Regina vedova si trova fra le _Lettere originali_ di Sir H. Ellis; l’altra a Rochester è nel _Carteggio_ di Clarendon.
[430] «_On trouve_» egli scrisse «_fort à redire icy, qu’il ayt fait une chose si peu ordinaire aux Anglois_;» 13–23 luglio 1685.
[431] _Relazione del modo onde fu preso il Duca di Monmouth: Gazzetta_, 16 giugno 1685; Citters, 14–24 luglio.
[432] Barillon ne fu manifestamente maravigliato: «_Il se vient de passer icy une chose bien extraordinaire, et fort opposée à l’usage ordinaire des autres nations_.» 13–23 luglio 1685.
[433] Burnet, I, 644; Evelyn, Diario, 15 luglio; Sir J. Bramstom, _Memorie_; Revesby, _Memorie_; Giacomo al Principe d’Orange, 14 luglio 1685; Barillon, 16–26 luglio; Ms. Buccleuch.
[434] Giacomo al Principe d’Orange, 14 luglio 1685; Dispacci Olandesi della medesima data: Luttrell, _Diario_; Dartmouth, Annotazione a Burnet, I, 646.
[435] Ms. Buccleuch; Clarcke, _Vita di Giacomo II_, II, 37; _Mem. Orig_.; Citters, 14–24 luglio 1685; _Gazzetta di Francia_, 1–11 agosto.
[436] Ms. Buccleuch; Clarke, _Vita di Giacomo II_, vol. II, 37, 38; _Mem. Orig_.; Burnet, I, 645; la Relazione di Tenison presso Kennet, III, 432, edizione del 1719.
[437] Ms. Buccleuch.
[438] Il nome di Ketch spesso andava unito con quello di Jeffreys nelle satire di que’ tempi:
«Mentre Jeffreys siede sul banco, Ketch siede sul gibetto;»
dice un poeta. L’anno che seguì alla morte di Monmouth, Ketch fu destituito per avere insultato uno degli Sceriffi, e gli successe un macellaio chiamato Rose. Ma dopo quattro mesi, Rose fu impiccato in Tyburn, e Ketch rimesso in ufficio. Luttrell, _Diario_, 20 gennaio e 28 maggio, 1686. Vedi una curiosa nota del Dottore Grey all’_Hudibras_, Parte III, Canto II, verso 1534.
[439] _Relazione della decapitazione di Monmouth_, firmata dai teologi che lo assisterono. Ms. Buccleuch; Burnet, I, 646; Citters, 17–27 luglio, 1685; Luttrell, _Diario_; Evelyn, _Diario_, 15 luglio; Barillon, 19–29 luglio.
[440] Non posso frenarmi d’esprimere il disgusto che provo pensando alla barbara stoltezza che ha trasformata questa interessantissima chiesetta in un luogo che rende immagine d’una sala d’adunanza in una città manifatturiera.
[441] _L’Osservatore_, 1 agosto 1685; _Gazzetta di Francia_, 2 novembre 1686; Lettera da Humphrey Vanley, in data del 25 agosto 1698, nella _Collezione_ d’Aubrey; Voltaire, _Dizionario filosofico_. Nella _Collezione_ di Pepys si trovano varie ballate scritte dopo la morte di Monmouth, le quali lo descrivono come vivente, e ne predicono il prossimo ritorno. Ne citerò due brani:
«Quantunque questa sia una lugubre storia della caduta del mio disegno, pure verrò di nuovo cinto di gloria se vivrò fino all’ottantanove; poichè io ho un forte esercito e gran copia di munizioni.»
«Allora Monmouth si mostrerà in tutta la sua gloria ai suoi amici inglesi, e farà cessare tutte le storielle che si spacciano da per tutto. Vedranno che io non mi sono degradato ad esser preso cogliendo piselli, o nascosto dentro un capannone di fieno. Che strane fandonie sono coteste?»
[442] _Gazzetta di Londra_, 3 agosto 1685; _La Battaglia di Sedgemoor_, Farsa.
[443] Pepys, Diario scritto in Tangeri; _Ricordi Storici del Reggimento Secondo, ovvero Reggimento R. Regina di Fanteria_.
[444] _Tribunale di Sangue_; Burnet, I, 647; Luttrell, _Diario_, 15 luglio 1685; Locke, _Ribellione delle Contrade Occidentali_; Toulmin, _Storia di Taunton_, pubblicata da Savage.
[445] Luttrell, _Diario_, 15 luglio 1685; Toulmin, _Storia di Taunton_.
[446] Oldmixon, 705; _Vita ed errori di Giovanni Dunton_, cap. 7.
[447] Il silenzio di Oldmixon e de’ compilatori del _Martirologio del Paese Occidentale_, mi sembrerebbe bastevole a togliere ogni dubbio. Giova anche notare, che la storiella di Rhynsault è riferita da Steel nel nº 491 dello _Spettatore_. Certamente, egli è appena possibile il credere che se un delitto esattamente simile a quello di Rhynsault, fosse stato commesso, a memoria degli uomini allora viventi, in Inghilterra da un Ufficiale dì Giacomo II, Steel, che era indiscretamente e intempestivamente corrivo a far pompa delle sue opinioni Whig, non avrebbe fatta allusione a quel fatto. Intorno al caso di Lebon, Vedi il _Monitore_, 4 Messidoro, Anno III.
[448] Sunderland a Kirke, 14 e 28 luglio 1685. «Sua Maestà» dice Sunderland, «mi comanda di esprimervi il dispiacere che Essa prova a siffatti procedimenti, e desidera che badiate perchè non vi fugga persona alcuna implicata nella ribellione.» È giusto aggiungere che nella medesima lettera Kirke viene biasimato di permettere ai suoi soldati che dimorino fuori le caserme.
[449] Vorrei potere prestar fede alla novella popolare, che Ken, immediatamente dopo la battaglia di Sedgemoor, facesse conoscere ai capi dell’armata regia la illegalità delle esecuzioni militari. Non dubito che se egli si fosse trovato presente, avrebbe fatto ogni sforzo per far prevalere la legge e la clemenza. Ma non v’è testimonianza degna di fede, che affermi lui in que’ giorni esservisi trovato. Dai Giornali della Camera de’ Lordi certo risulta, che egli, il giovedì avanti la battaglia, fosse in Westminster. È similmente certo che il lunedì dopo la battaglia, ei si trovasse con Monmouth nella Torre.
[450] North, _Vita di Guildford_, 260, 263, 273; Mackintosh, _Sguardo sul regno di Giacomo II_, pag. 16 in nota; Lettera di Jeffreys a Sunderland, 5 settembre 1685.
[451] Vedi il preambolo all’Atto con cui il Parlamento revocò la sentenza che dannava Lady Alice a morte infamante.
[452] Processo di Alice Lisle, nella _Collezione de’ Processi di Stato_; Stat. I di Gugl. e Mar.; Burnet, I, 649; _Avvertimento contro i Whig_.
[453] _Tribunale di Sangue_.
[454] Locke, _Ribellione delle Contrade Occidentali_.
[455] Ciò che qui affermo posso attestare per rimembranze della mia fanciullezza.
[456] Lord Lonsdale dice che fossero settecento; Burnet seicento. Io mi sono attenuto alla lista che i Giudici mandarono al Tesoro, e che tuttora è visibile ivi in un Epistolario del 1685. Vedi il _Tribunale di Sangue_; Locke, _Ribellione delle Contrade Occidentali_; il _Panegirico di Lord Jeffreys_; Burnet, I, 648; Eachard, III, 775; Oldmixon, 705.
[457] Alcune delle preci, esortazioni ed inni dei giustiziati si trovano nel _Tribunale di Sangue_.
[458] _Tribunale di Sangue_; Locke, _Ribellione delle Contrade Occidentali_; Lord Lonsdale, _Memorie; Narrazione della Battaglia di Sedgemoor_, negli scritti di Hardwicke. Il racconto che ne fa Clarke nella _Vita di Giacomo II_, non è tratto dai manoscritti del re, e si confuta bastevolmente da sè.
[459] _Tribunale di Sangue_; Locke, _Ribellione delle Contrade Occidentali; Umile petizione delle Vedove e dagli Orfani delle Contrade Occidentali d’Inghilterra; Panegirico di Lord Jeffreys_.
[460] Intorno agli Hewling ho seguito le _Memorie_ di Kiffin, e la narrazione di Hewling Luson, che trovasi nella seconda edizione del Carteggio di Hugues, vol. II, nell’Appendice. I racconti che se ne fanno nella _Ribellione delle Contrade Occidentali di Locke_, e nel _Panegirico_ di Lord Jeffreys, sono pieni d’errori. Gran parte della relazione contenuta nel _Tribunale di Sangue_ fu scritta da Kiffin, e concorda in ogni parola con le sue _Memorie_.
[461] Vedi il racconto che Tutchin fa del proprio caso nel _Tribunale di Sangue_.
[462] Sunderland a Jeffreys, 14 settembre 1685; Jeffreys al re, 19 settembre 1685, nell’ufficio delle scritture di Stato.
[463] La migliore descrizione de’ patimenti de’ ribelli che furono deportati, trovasi in un curiosissimo racconto scritto da Giovanni Coad, legnaiuolo onesto e pieno del timore di Dio. Aveva combattuto per Monmouth, era stato gravemente ferito a Philip’s Norton, processato da Jeffreys e mandato alla Giammaica. Il Ms. originale mi fu cortesemente prestato dal signor Phippard, al quale appartiene.
[464] Nei ricordi del Tesoro dell’autunno 1685, sono varie lettere, nelle quali si ordina che vengano fatte indagini intorno ad inezie di questa specie.
[465] _Giornali de’ Comuni_, 9 ottobre, 10 novembre, 26 dicembre 1690; Oldmixon, 706; _Panegirico di Jeffreys_.
[466] _Vita e morte di Lord Jeffreys; Panegirico di Jeffreys_; Kiffin, _Memorie_.
[467] Burnet, I, 368; Evelyn, Diario, 4 febbraio 1684–85, luglio 1686. In una delle satire di quel tempo si leggono le seguenti parole:
Mentre era duchessa, ella era gentile, soave e cortese; Quando fu regina, diventò un demonio rabido e furioso.
[468] Sunderland a Jeffreys, 14 settembre 1685.
[469] Locke, _Ribellione della Contrade Occidentali_; Toulmin, _Storia di Taunton_, edizione di Savage; lettera del duca di Somerset a Sir F. Warre; lettera di Sunderland a Penn, 13 febbraio 1685–86, tratta dall’ufficio delle scritture di Stato, nella collezione di Mackintosh.
[470] Burnet, I, 646, e la nota del presidente Onslow; Clarendon a Rochester, 8 maggio 1686.
[471] Burnet, I, 634.
[472] Calamy, Memorie; _Giornali dei Comuni_, 26 dicembre 1685; Sunderland a Jeffreys, 14 settembre 1685; libro del Consiglio Privato, 23 febbraio 1685–86.
[473] Ms. Lansdowne 1152; Ms. Harl. 6845; _Gazzetta di Londra_, 20 luglio 1685.
[474] Molti scrittori hanno asserito, senza il più lieve fondamento, che Giacomo concedesse il perdono a Ferguson. Taluni hanno spinta la propria assurdità fino a citare questo perdono immaginario,—il quale, ove fosse vero, proverebbe soltanto che Ferguson era una spia della corte,—in prova della magnanimità e benignità del principe che decapitò Alice Lisle e bruciò Elisabetta Gaunt. Ferguson non solo non fu perdonato, ma escluso nominatamente dall’amnistia generale data nella susseguente primavera (_Gazzetta di Londra_, 15 marzo 1685–86). Se, come ne corse universale sospetto e come sembra probabile, gli fu usata clemenza, questa fu tale che Giacomo, non senza ragione, ne sentiva vergogna; e quindi, per quanto fu possibile, si tenne secreta. Le voci che allora ne corsero in Londra, sono ricordate nell’_Osservatore_, 1º agosto 1685.
Sir Giovanni Raresby, che avrebbe dovuto essere bene informato, positivamente afferma, che Ferguson fu preso tre giorni dopo la battaglia di Sedgemoor. Ma Sir Giovanni errò certamente rispetto alla data, ed avrà quindi potuto errare rispetto all’intero fatto. Dalla _Gazzetta di Londra_, e dalla confessione di Goodenough (Ms. Lansdowne 1152), chiaro risulta che quindici giorni dopo la battaglia, Ferguson non era stato preso, e supponevasi nascosto in qualche luogo in Inghilterra.
[475] Granger, Storia Biografica, «Jeffreys.»
[476] Burnet, I, 648; Giacomo al principe d’Orange, 10 e 20 settembre 1685; Lord Lonsdale, _Memorie; Gazzetta di Londra_, 1º ottobre 1685.
[477] Processo di Cornish, nella _Collezione de’ Processi di Stato_; Sir G. Hawles, _Osservazioni sopra il Processo di Cornish_; Burnet, I, 651; _Il Tribunale di Sangue_: Stat. I, Gugl. e Mar.
[478] Processi di Fernley e d’Elisabetta Gaunt, nella _Collezione de’ Processi di Stato_; Burnet, I, 649; _Il Tribunale di Sangue_; Sir G. Bramston, _Memorie_; Luttrell, _Diario_, 23 ottobre 1685.
[479] Processo di Bateman, nella _Collezione de’ Processi di Stato_; Osservazioni di Sir Giovanni Hawles. È pregio dell’opera raffrontare la testimonianza di Tommaso Lee fatta in questa occasione, con la sua confessione tempo innanzi pubblicata per ordine del Governo.
[480] Citters, 13–23 ottobre, 1685.