Storia d'Inghilterra, vol 1

Part 59

Chapter 593,444 wordsPublic domain

[240] Le principali fonti alle quali ho attinto per dipingere il carattere di Jeffreys, sono i _Processi di Stato e la Vita di Guildford_, scritta da North. Qualche tocco di minore importanza lo debbo ai libretti contemporanei in versi e in prosa; come il _Tribunale di sangue_, la _Vita e Morte di Giorgio Lord Jeffreys_, il _Panegirico di Lord Jeffreys_, la _Lettera al Lord Cancelliere_, la _Elegia di Jeffreys_. Vedi parimente Evelyn, _Diario_, 5 dicembre 1683, 31 ottobre 1685. Non è mestieri avvertire il lettore di consultare la insigne opera di Lord Campbell.

[241] _Gazzetta di Londra_, 12 febbraio 1684–85; North, _Vita di Guildford_, 254.

[242] La fonte principale a cui ho attinto, è il dispaccio di Barillon, 9–19 febbraio 1685. Si trova nell’Appendice alla Storia di Fox. Vedi anche la _Lettera_ di Preston a Giacomo, in data del 18–28 aprile 1685, presso Dalrymple.

[243] Luigi a Barillon, 10–20 febbraio 1685.

[244] Barillon, 16–26 febbraio 1685.

[245] Barillon, 18–28 febbraio 1685.

[246] Dartmouth, _Annotazioni a Brunel_, I, 264; Chesterfield, _Lettere_, 18 novembre 1784. Chesterfield è un testimonio incontrastabile; perocchè la rendita di cinquecento sterline era un carico sui beni di Halifax suo avo. Credo che siano mal fondate le aggiunte che fa Pope all’avarizia di Churchill. «Il galante cui ella pagò largamente il salto dalla finestra, visse assai per ricusare alla sua druda mezzo scudo.» Curll chiama malediche queste parole.

[247] Pope, negli _Aneddoti_ di Spence.

[248] Vedi i _Ricordi Storici del 1º de’ Dragoni Reali_. La nomina di Churchill al comando di questo reggimento fu posta in ridicolo come esempio di assurda parzialità. Una satira di quel tempo, che non rammento di aver mai veduta a stampa, ma che esiste Ms. nel Museo Britannico, contiene le seguenti parole: «Tagliamo co’ cucchiai la carne; la cosa è ragionevole quanto la nomina di Churchill al comando de’ Dragoni.»

[249] Barillon, 16–24 febbraio 1685.

[250] Barillon, 6–16 aprile; Luigi a Barillon, 14–24 aprile.

[251] Potrei trascrivere mezzo il carteggio di Barillon a provare la mia asserzione; ma ne citerò solo un brano, in cui la politica del Governo francese verso la Inghilterra è esposta concisamente e con perfetta chiarezza:

«_On peut tenir pour une maxime indubitable, que l’accord du Roy d’Angleterre avec son Parlement, en quelque manière qu’il ne faste, n’est pas conforme aux intèrêts de V. M. Je me contente de penser cela sans m’en ouvrir à personne, ei je cache avec soin mes sentimens à cet ègard_,» Barillon a Luigi, 28 febbraio–10 marzo 1687. Che questo fosse il vero secreto di tutta la politica di Luigi verso il paese nostro, la Corte di Vienna comprendeva perfettamente. Lo imperatore Leopoldo scriveva in questa guisa a Giacomo (30 marzo 9 aprile 1689): «_Galli id unum agebant, ut perpetuas inter Serenitatem vestram et ejusdem populos fovendo simultates, reliquae Christianae Europae tanto securius insultarent_.»

[252] «_Que sea unido con su reyno, y en toda buena intelligencia con el Parlamento_». Dispaccio del Re di Spagna a Don Pietro Ronquillo, 16–26 marzo 1856. Trovasi negli archivii di Simancas, che tengono gran copia di scritture relative agli affari d’Inghilterra. Copie delle più interessanti di tali scritture possiede Guizot, dal quale mi furono prestate. Provo particolare soddisfazione nello attestare questo seguo d’amicizia d’un tanto uomo.

[253] Pochi de’ miei lettori inglesi vorranno approfondire la storia di questa contesa. Si trova sommariamente raccontata da Bossuet nella _Vita del Cardinale Bausset_, e da Voltaire nel _Secolo di Luigi XIV_.

[254] Brunet, I, 661; Lettera in data di Roma; e Dodd, _Storia della Chiesa_, parte VIII, libro I, art. 1.

[255] _Consulte del Consiglio di Stato di Spagna_, 2–12 e 16–26 aprile 1685. negli Archivii di Simancas.

[256] Luigi a Barillon, 22 maggio–1 giugno 1685; Burnet, I, 623.

[257] Clarke, _Vita di Giacomo II_, vol. II, 5; Barillon, 19 febbraio–1 marzo 1685; Evelyn, _Diario_, 5 marzo 1684–85.

[258] «A coloro che chiedono grazie, egli giura pel sangue di Dio, e gli sgrida come se venissero a rubare cucchiai.» _Lamentable Lory_, Ballata, 1684.

[259] Barillon, 20–30 aprile 1685.

[260] Dal dispaccio d’Adda, in data del 23 gennaio–1 febbrajo 1686, e dalle parole del Padre d’Orlèans (_Histoire des Rèvolutions d’Angleterre_, Lib. XI), chiaro si deduce che i Cattolici rigorosi giudicarono inescusabile la condotta del Re.

[261] _Gazzetta di Londra; Gazzetta di Francia_; Clarke, _Vita di Giacomo II_, vol. II, 10; _Gloria della incoronazione di Giacomo II e della Regina Maria_, di Francesco Sandford, Araldo di Lancaster, in folio, 1687; Evelyn, _Diario_, 21 maggio 1685; _Dispaccio_ degli ambasciatori Olandesi, 10–20 aprile 1685; Burnet, I,628; Eachard, III, 734; _Sermone recitato avanti le LL. MM. Giacomo II e Maria, nel dì della loro incoronazione nella Badia di Westminster_, 23 aprile 1685, da Francesco, Lord Vescovo J’Ely e Lord Limosiniere. Ho veduta una relazione in italiano pubblicata in Modena, degna di considerazione, massime per l’artifizio con che lo scrittore tace il fatto, che le preci e i salmi furono cantati in inglese, e che i Vescovi erano eretici.

[262] Vedi la _Gazzetta di Londra_ ne’ mesi di febbrajo, marzo ed aprile 1685.

[263] Sarebbe facile riempire un volume delle cose che gli storici e gli articolisti Whig hanno scritto intorno a questo subietto. Citerò solo uno scrittore il quale era aderente alla Chiesa Anglicana e Tory. «Fu creduto che le elezioni» dice Evelyn «in parecchi luoghi fossero state indecentemente condotte. Il Cielo disponga le cose meglio di quello che alcuni credono inevitabile!» (10 maggio 1685.) E nuovamente: «Vero è che vi furono molti de’ nuovi rappresentanti, la cui elezione o rielezione è stata universalmente condannata.» (22 maggio.)

[264] Da una lettera di notizie, esistente nella Biblioteca dello Istituto Reale. Citters fa menzione della forza dei partito Whig nella Contea di Bedford.

[265] Bramston, _Memorie_.

[266] _Riflessioni intorno a una Rimostranza e Protesta di tutti i buoni Protestanti di questo Regno_, 1689; _Dialogo tra Due amici_, 1689.

[267] _Memorie della Vita di Tommaso Marchese di Wharton_, 1715.

[268] Così chiamasi nelle città d’Inghilterra quel luogo dove in antico era eretta una croce. (_Nota del Traduttore._)

[269] Vedi nel _Guardiano_, Nº 67, un articolo, squisito esempio della peculiare maniera di Addison. Sarebbe difficile trovare in qualsiasi altro scrittore un simile esempio di benevolenza condita delicatamente di spregio.

[270] L’_Osservatore_, 4 aprile 1685.

[271] Dispaccio degli Ambasciatori Olandesi, 10–20 aprile 1685.

[272] Burnet, I, 626.

[273] _Fedele racconto delle infermità, morte e sepoltura del Capitano Bedlow_. 1680;—Narrazione del Lord Capo Giudice North.

[274] Smith, _Intrighi della Congiura Papale_, 1685.

[275] Burnet, I, 439.

[276] Vedi il processo, nella _Collezione de’ Processi di Stato_.

[277] Evelyn, _Diario_, 7 maggio 1685.

[278] Esistono molti ritratti di Oates. Le pittura più viva della sua persona si trovano nello _Esame_ di North, 225, nell’_Assalonne ed Achitofel_ di Dryden, e in un foglio volante che ha per titolo «_Fischi e Grida contro T. O._»

[279] Vedi queste cose minutamente notate nella _Collezione dei Processi di Stato_.

[280] _Gazzetta di Francia_, 29 maggio–9 giugno 1685.

[281] Dispaccio degli Ambasciatori Olandesi, 19–29 maggio 1685.

[282] Evelyn, _Diario_, 22 maggio, 1685; Eachard, III, 741; Burnet, I, 637; L’_Osservatore_, 27 marzo 1685; Oates, _Εἰχών_, 89; _Εἰχών_, _βροτολοιγοῡ_, 1697; _Giornale dei Comuni_, maggio, giugno e luglio 1689; Maso Brown, _Avvertimento al dottore Oates_. Alcune circostanze interessanti sono rammentate in un foglio volante, stampato per A. Brooks, Charing, Cross, 1685. Ho veduto certi articoli di quel tempo scritti in francese e in italiano, e contenenti la storia del processo e della esecuzione della sentenza. Una stampa rappresentante Tito Oates posto alla gogna, fu pubblicata in Milano con questa curiosa epigrafe: «_Questo è il naturale ritratto di Tito Otez, ovvero Oatz, Inglese, posto in berlina, uno de’ principali professori della religione protestante, acerrimo persecutore de’ Cattolici, e gran spergiuro_.» Ho veduto parimente una incisione olandese rappresentante la punizione d’Oates, con alcuni versi latini, de’ quali i seguenti sono un esempio:

_At Doctor fictus non fictos pertulit ictus, A tortore datos haud molli in corpore gratos, Disceret ut vere scelera ob commissa rubere._

L’anagramma del suo nome «_Testis Ovat_» trovasi in molte stampe pubblicate in vari paesi.

[283] Blackstone, _Commentarii_, Capitolo dell’Omicidio.

[284] Secondo Ruggero North, i giudici decisero che Dangerfield, essendo stato prima convinto di spergiuro, era incompetente a far da testimonio nel processo della Congiura. Ma questo è uno de’ molti esempi della inesattezza di Ruggero. Dal rapporto del processo di Lord Castelmaine, fatto in giugno 1680, parrebbe che dopo molti contrasti tra gli avvocati, e molto consultare fra i giudici de’ varii tribunali in Westminster Hall, a Dangerfield fosse concesso di prestare il giuramento e raccontare la propria storia: ma i giudici, con molto senno, non gli vollero prestar fede.

[285] Il processo di Dangerfield non fu registrato; ma in un foglio volante contemporaneo ne ho veduto un racconto conciso. Un sunto della testimonianza contro Francis, e il discorso ch’ei fece sul punto di morire, trovasi nella _Collezione dei Processi di Stato_. Vedi Eachard, III, 741. La narrazione di Burnet contiene più abbagli che parole. Vedi anche lo _Esame_ di North, 256; il breve racconto della vita di Dangerfield nel _Tribunale di Sangue_; l’Osservatore del 20 giugno 1685; e il poemetto intitolato, _Lo Spettro di Dangerfield a Jeffreys_. Un rarissimo volume che ha per titolo _Brevi Genealogie_ di Roberto Halstead, Lord Peterborough dice che Dangerfield, col quale egli aveva avuto qualche relazione, era «un giovane che aveva decente persona, serio contegno, e loquela che non sembrava procedere da una ordinaria intelligenza.»

[286] Baxter, nella prefazione all’opera di Sir Matteo Hale, intitolata: _Giudicio intorno alla natura della vera Religione_, 1684.

[287] Vedi l’Osservatore del 25 febbraio 1685; l’atto d’accusa nella _Collezione de’ Processi di Stato_; il racconto che fa Calamy di ciò che seguì nella corte (_Vita di Baxter_, cap. 14); e i curiosissimi estratti dei Mss. di Baxter, nella vita di lui, scritta da Orme e pubblicata nel 1830.

[288] Mss. di Baxter, citati da Orme.

[289] Atto Parlam. di Car. II, 29 marzo 1651; di Giac. VII, 28 aprile e 13 maggio 1685.

[290] Atto Parlam. di Giac. VII, 8 maggio 1685; l’_Osservatore_, 20 giugno 1685. Lestrange evidentemente desiderava di vedere che lo esempio dato in Iscozia venisse imitato in Inghilterra.

[291] Sono sue parole riferite da lui stesso. Clarke, _Vita di Giacomo II_, volume I, 656. _Memorie Originali_.

[292] Atto Parlam. di Carlo II, 31 agosto 1681.

[293] Burnet, I, 583; Wodrow, III, v. 2, Sventuratamente, mancano gli atti del Consiglio Privato Scozzese di quasi tutto il governo del duca di York.

[294] Wodrow, III, IX, 6.

[295] Wodrow, III, IX, 6. Lo editore del Burnet, stampato in Oxford, si studia di scusare quest’atto, asserendo che Claverhouse avesse allora l’incarico di intercettare ogni comunicazione tra Argyle e Monmouth, e supponendo che Giovanni Brown fosse stato scoperto come portatore di notizie tra i campi ribelli. Sventuratamente per questa ipotesi, Giovanni Brown fu morto il dì primo di maggio, mentre Argyle e Monmouth erano entrambi in Olanda, e mentre non era insurrezione in nessun luogo dell’Isola nostra.

[296] Wodrow, III, IX, 6.

[297] Wodrow, III, IX, 6.

[298] Ibidem, _Nube di Testimonianza._

[299] Wodrow, III, IX, 6. L’epitaffio di Margherita Wilson nel Camposanto di Wigton, è stampato nell’Appendice alla _Nube di Testimonianza_: «Assassinata per aver confessato Cristo capo supremo della Chiesa, e non per altro delitto, che per non avere confessata la Prelatura, e non avere abiurata la fede de’ Presbiteriani, nel mare, legata ad un palo, ella patì il martirio per amore di Gesù Cristo.»

[300] Vedi la lettera al re Carlo II, premessa all’_Apologia_ di Barclay.

[301] Sewel, _Storia dei Quacqueri_, libro X.

[302] _Minute delle Adunante Annuali_, 1689, 1690.

[303] Clarkson, _Del Quacquerismo; Costumi Peculiari_, cap. 5.

[304] Dopo ch’io aveva già scritto questo tratto, ho trovato nel Museo Britannico un manoscritto (Mss. Harl. 7506) col titolo seguente: _Relazione delle presure, de’ sequestri, delle grandi spoliazioni e stragi, fatte negli averi di varii protestanti Dissenzienti, chiamati Quacqueri, dietro processi a seconda di vecchi Statuti fatti contro i Papisti e i Recusanti papalini_. Il MS. è notato come già appartenente a Giacomo, e sembra che dal suo servo di fiducia, Colonnello Graham, fosse stato dato a Lord Oxford. A me pare che ciò confermi il mio modo di giudicare la condotta del re verso i Quacqueri.

[305] Le visita di Penn a Whitehall, e le sue levate da letto in Kensington, sono vivacissimamente descritte, benchè in cattivissimo latino, da Gherardo Croese: «_Sumebat rex saepe secretum, non horarium, vero horarum plurium, in quo de variis rebus cum Penno serio sermonem conferebat; et interim differebat audire praecipuorum nobilium ordinem, qui hoc interim spatio in procoetone, in proximo, regem conventum praesto erant_.» Della folla de’ chiedenti nella casa di Penn, Croese dice: «_Vidi quandoque de hoc genere hominum non minus bis centum_.» _Historia Quakeriana_, lib. II, 1695.

[306] «Ventimila sterline nella mia tasca, e centomila nella mia provincia.» _Lettera_ di Penn a Popple.

[307] Questi ordini, firmati da Sunderland, si trovano nella _Storia_ di Sewel. Hanno la data del 18 aprile 1685. Sono scritti in uno stile singolarmente oscuro ed intricato, ma credo d’averne esattamente esposto lo spirito. Non ho potuto trovare nessuna prova che alcuno che non fosse Cattolico Romano o Quacquero, riacquistasse, per virtù di questi ordini, la propria libertà. Vedi Neal, _Storia dei Puritani_, vol. II, cap. 3; Gherardo Croese, lib. II. Croese vuole che il numero dei Quacqueri liberati fosse millequattrocento sessanta.

[308] Barillon, 28 maggio–7 giugno 1685; l’_Osservatore_ del 27 maggio 1685; Sir J. Reresby, _Memorie_.

[309] Luigi XIV scriveva a Barillon, intorno a questa classe di Esclusionisti, le seguenti parole: «_L’intèrêt qu’ils auront à effacer cette tâche par des services considèrables, les portera, selon toutes les apparences, à le servir plus utilement que ne pourraient faire ceux qui ont toujours ètè les plus attachès à sa personne._» 15–25 maggio, 1685.

[310] Barillon, 4–14 maggio 1685; Sir Giovanni Reresby, _Memorie_.

[311] Burnet, I, 626; Evelyn, _Diario_, 22 maggio 1685.

[312] Ruggero North, _Vita di Guildford_, 218; Bramston, _Memorie_.

[313] North, _Vita di Guildford_, 228; _Notizie di Westminster_.

[314] Burnet, I, 382; _Carte_ di Rowdon, Lord Conway a Sir Giorgio Rawdon, 28 dicembre 1677.

[315] _Gazzetta di Londra_, 25 maggio 1685; Evelyn, _Diario_, 22 maggio 1685.

[316] North, _Vita di Guildford_, 256.

[317] Burnet, 1, 639; Evelyn, _Diario_, 22 maggio 1685; Barillon, 23 maggio–2 giugno, e 25 maggio–4 giugno, 1685, Il silenzio dei Giornali de’ Comuni rese perplesso il signor Fox; ma si spiega dal fatto che la proposta di Seymour non fu secondata.

[318] _Giornali de’ Comuni_, 22 maggio. Stat. Jac. II, I, 1.

[319] _Giornali de’ Comuni_, 26, 27 maggio. Sir. J. Reresby, _Memorie_.

[320] _Giornali de’ Comuni_, 27 maggio 1685.

[321] Ruggiero North, _Vita di Sir Dudley North; Vita di Guildford_, 166; M’Culloc, _Letteratura della Economia Politica_.

[322] _Vita di Dudley North_, 176; Lonsdale, _Memorie_; Van Citters, 12, 22 giugno 1685.

[323] _Giornali de’ Comuni_, 1 marzo 1689.

[324] _Giornali de’ Lordi_, 18, 19 marzo 1679; 22 maggio 1685.

[325] Stat. 5 di Giorgio IV, c. 46.

[326] Clarendon, _Storia della Ribellione_, lib. XIV; Burnet, _De’ suoi tempi_, I, 546, 625; Wade e Ireton, _Narrazioni_, MS. Landsdowne, 1152, l’_Informazione_ di West nell’Appendice alla _Vera Relazione_ di Sprat.

[327] _Gazzetta di Londra_, 4 gennaio 1684–85; MS. Ferguson, nella Storia di Eachard, III, 764; _Narrazione_ di Gray; Sprat, _Vera Relazione_; Danvers, _Trattato intorno al Battesimo_; Danvers, _La Innocenza e la Verità vendicate_; Crosby, _Storia dei Battisti Inglesi_.

[328] Per la intelligenza dell’allusione, vedi gli _Atti degli Apostoli_, cap. XVIII. (_Nota del Traduttore._)

[329] Sprat, _Vera Relazione_; Burnet, I, 634; _Confessione_ di Wade, Ms. Harl, 6845.

Lord Howard d’Escrick accusò Ayloffe d’avere proposto lo assassinio del Duca di York; ma Lord Howard era un vile bugiardo: tale storiella non formò parte della sua confessione originale, ma vi fu aggiunta dipoi come supplemento; e però non è degna di fede.

[330] _Confessione_ di Wade, Ms. Harl. 6845; Ms. Lansdowne, 1152; Holloway, _Narrazione_ nell’Appendice alla _Vera Relazione_ di Sprat. Wade confessò che Holloway aveva detta la pura verità.

[331] Sprat, _Vera Relazione_, e l’Appendice _passim_.

[332] Sprat, _Vera Relazione_, e l’Appendice; Processo contro Rumbold, nella _Collezione de’ Processi di Stato_; Burnet, _De’ suoi tempi_, I, 633; Appendice alla _Storia_ di Fox, Nº IV.

[333] Narrazione di Grey: il suo processo trovasi nella _Collezione dei Processi di Stato_; Sprat, _Vera Relazione_.

[334] Nella collezione di Pepys v’è una stampa rappresentante una delle feste da ballo che verso quel tempo Guglielmo e Maria dettero nell’Oranje Zaali.

[335] Avaux, _Neg_. 25 gennaio 1685. Lettera di Giacomo alla Principessa d’Orange, gennaio 1684–85, fra gli Estratti di Birch nel Museo Britannico.

[336] _Narrazione_ di Grey; _Confessione_ di Wade, Ms. Landsdowne 1152.

[337] Burnet, I, 542; Wood, _Athenae Oxonienses_, sotto il nome di Owen; _Assalonne ed Achitofel_, parte II; Eachard; III, 682, 697; Sprat, _Vera Relazione, passim; Memoriale de’ Non–conformisti_; North, _Esame_, 399.

[338] _Confessione_ di Wade, Ms. Harl. 6845.

[339] Avaux, Neg. 20, 22 febbraio 1685; lettera di Monmouth a Giacomo, in data di Ringwood.

[340] _Storia del re Guglielmo III_, 2ª edizione 1703, vol. I, 160.

[341] Welwoold, _Memorie_, App. XV; Burnet, I, 630. Grey riferì la cosa in modo alquanto diverso, ma lo fece per salvare la propria vita. Don Pedro Ronquillo, ambasciatore spagnuolo presso la corte inglese, in una lettera al governatore de’ Paesi Bassi, scritta verso quel tempo, irride Monmouth perchè viveva alle spese d’una donna innamorata; e sospetta, senza fondamento nessuno, che la passione del duca fosse venale. «_Hallandose hoy tan falto de medios que ha menester trasformarse en Amor con Miledi, en vista de la necessitad de poder subsistir_.» Ronquillo a Grana, 30 marzo–9 aprile 1685.

[342] Processo contro Argyle, nella _Collezione de’ Processi di Stato_; Burnet, I, 521; _Relazione semplice e vera delle scoperte fatte in Iscozia_, 1684; _La nebbia scozzese dissipata; l’indicazione_ di Sir Giorgio Mackenzie; Lord Fountainhall, _Note Cronologiche_.

[343] Informazione di Roberto Smith, nell’Appendice alla _Vera Relazione_ di Sprat.

[344] _Relazione semplice e vera delle scoperte fatte in Iscozia_.

[345] _Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio_, lib. II, cap. 33.

[346] Vedi la _Narrazione_ di Sir Patrizio Hume, _passim_.

[347] _Narrazione_ di Grey; _Confessione_ di Wade, Ms. Harl. 6845.

[348] Burnet, I, 631.

[349] _Narrazione_ di Grey.

[350] Le Clerc, _Vita di Locke_; Lord King, _Vita di Locke_; Lord Grenville, _Oxford e Locke_. Locke non è da confondersi coll’Anabattista Niccola Look, il cui nome è scritto Locke nella confessione di Grey, e che è ricordato nel Ms. Lansdowne Nº 1152, e nella narrazione di Buccleuch aggiunta alla dissertazione di Rose. Non crederei quasi necessaria questa avvertenza, se non vedessi che la somiglianza di questi due nomi indusse in errore il presidente Onslow, ch’era uomo assai dotto nella storia di quei tempi. Vedi la sua annotazione a Burnet, I, 629.

[351] Wodrow, libro III, cap. 9; _Gazzetta di Londra_, 11 maggio 1685; Barillon, 11–21 maggio.

[352] _Registro degli Atti degli Stati Generali_, 5–15 maggio 1685.

[353] Di ciò si fa ricordo nelle sue lettere credenziali in data del 16 marzo 1684–85.

[354] Bonnepaux a Seignelay, 4–14 febbraio 1686.

[355] Avaux, _Neg._ 30 aprile, 10 marzo, 1–11 maggio, 5–15 maggio 1685; _Narrazione_ di Sir Patrick Hume; Lettera dell’Ammiragliato d’Amsterdam agli Stati Generali, 20 giugno 1685; Memoriale di Skelton, consegnato agli Stati Generali, 10 maggio 1685.

[356] Se taluno inchinasse a sospettare che io abbia esagerata l’assurdità e ferocia di questi uomini, lo consiglierei a leggere due libri, che varranno a convincerlo come io ne abbia mitigato più presto che esagerato il ritratto. Questi libri sono intitolati: _Il villano sfrenato_, e _Le contese fedeli sbrogliate_.

[357] Poche parole che trovavansi nelle prime cinque edizioni di questa opera, sono state omesse in questo luogo. Qui ed altrove, secondo la osservazione di Aytoun, io aveva scambiate le Guardie della Città, che erano comandate da un ufficiale chiamato Graham, coi Dragoni di Graham di Claverhouse.

[358] Gli autori, dai quali ho desunta la storia della espedizione d’Argyle, sono Sir Patrizio Hume, il quale fu testimone oculare di ciò che narrava; e Wodrow, che ebbe tra mani materiali pregevolissimi, e, fra gli altri, gli stessi scritti del Conte. Dove accade questione di veracità tra Argyle e Hume, non dubito che l’autorità d’Argyle meriti più fede.

Vedi anche Burnet, I, 631, e la _Vita di Bresson_ pubblicata dal Dottore Mac Crie. Il racconto della Ribellione Scozzese nella _Vita di Giacomo II_, scritta da Clarke, è un romanzo ridicolo, composto da un Giacomista, il quale non si dette nè anche l’incomodo di guardare una carta topografica del teatro della guerra.

[359] Wodrow, III, IX, 10; _Martirologio dell’Occidente_; Burnet I, 633; Fox, _Storia_, Appendice IV. Non trovo modo, tranne quello indicato nel testo, a conciliare Rumbold che negava d’aver mai avuto in mente la idea d’assassinio, e Rumbold che confessava d’avere nominata la propria casa come luogo convenevole ad assalire i due Principi. La distinzione che, come ho supposto, egli faceva, fu fatta da un altro congiurato di Rye House, il quale, al pari di lui, era vecchio soldato della Repubblica; voglio dire il Capitano Walcot. Nel Processo di Walcot, West, testimone a favore della Corona, disse: «Capitano, voi avete acconsentito di essere uno di coloro che dovevano assaltare le Guardie.»—«Quale è adunque la ragione,» chiese il Capo Giudice Pemperton, «che egli non intendeva uccidere il Re?»—«Egli disse» rispose West «essere vigliaccheria uccidere un uomo disarmato, e che non lo avrebbe fatto.»

[360] Wodrow, III, IX, 9.

[361] _Narrazione_ di Wade, Ms. Harl, 6845; Burnet, I, 634; _Dispaccio_ di Citters, 30 ottobre–9 novembre 1685; Luttrell, _Diario_ della medesima data.

[362] Wodrow, III, IX, 4, e III, IX, 10. Wodrow riferisce, giusta gli Atti del Consiglio, i nomi di tutti i prigioni, mutilati, deportati o segnati col ferro rovente.

[363] La lettera di Skelton ha la data del 7–17 maggio 1686. Trovasi insieme con una lettera dello _Schout_, o Gran Sergente d’Amsterdam, in un volumetto pubblicato pochi mesi dopo, che ha per titolo: «_Histoire des èvènemens tragiques d’Angleterre_.» I documenti inseriti in quell’opera, sono, per quanto ho potuto sincerarmene, ricopiati esattamente dagli Archivi Olandesi, salvo che la dicitura francese di Skelton, che non era purissima, è leggiermente corretta. Vedi anche la _Narrazione_ di Grey.

Goodenogh, nel suo esame dopo la battaglia di Sedgemoor, disse che «lo _Schout_ d’Amsterdam favoriva particolarmente il disegno dei fuorusciti.» Ms. Lansdowne, 1152.