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Part 4

Chapter 4 3,495 words Public domain Markdown

_Il Padre eseguirà quasi sbigottito. Pallidissimo; ma già investito nella realtà della sua vita creata, sorriderà appressandosi dal fondo, come alieno del dramma che sarà per abbattersi su di lui. Gli Attori si faran subito intenti alla scena che comincia._

_Il capocomico (piano, in fretta, al Suggeritore nella buca)._ E lei, attento, attento a scrivere, adesso!

La scena

_Il padre (avanzando con voce nuova)._ Buon giorno, signorina.

_La figliastra (a capo chino, con contenuto ribrezzo)._ Buon giorno.

_Il padre (la spierà un po', di sotto al cappellino che quasi le nasconde il viso, e scorgendo ch'ella è giovanissima, esclamerà quasi fra sè, un po' per compiacenza, un po' anche per timore di compromettersi in un'avventura rischiosa)._ Ah... --Ma... dico, non sarà la prima volta, è vero? che lei viene qua.

_La figliastra (c.s.)._ No, signore.

_Il padre._ C'è venuta qualche altra volta?

_E poiché la Figliastra fa cenno di sì col capo:_

Più d'una?

_Aspetterà un po' la risposta; tornerà a spiarla di sotto al cappellino: sorriderà; poi dirà:_

E dunque, via... non dovrebbe più essere così... Permette che le levi io codesto cappellino?

_La figliastra (subito, per prevenirlo, ma contenendo il ribrezzo)._ No, signore: me lo levo da me!

_Eseguirà in fretta, convulsa._

_La Madre, assistendo alla scena, col Figlio e con gli altri due piccoli e più suoi, i quali se ne staranno sempre accanto a lei, appartati nel lato opposto a quello degli Attori, sarà come sulle spine, e seguirà con varia espressione, di dolore, di sdegno, d'ansia, d'orrore, le parole e gli atti di quei due; e ora si nasconderà il volto, ora metterà qualche gemito._

_La madre._ Oh Dio! Dio mio!

_Il padre (resterà, al gemito, come impietrato per un lungo momento; poi riprenderà col tono di prima)._ Ecco, mi dia: lo poso io.

_Le toglierà dalle mani il cappellino._

Ma su una bella, cara testolina come la sua, vorrei che figurasse un più degno cappellino. Vorrà ajutarmi a sceglierne qualcuno, poi, qua tra questi di Madama?--No?

_L'attrice giovane (interrompendolo)._ Oh, badiamo bene! Quelli là sono i nostri cappelli!

_Il capocomico (subito, arrabbiatissimo)._ Silenzio, perdio! Non faccia la spiritosa!--Questa è la scena!

_Rivolgendosi alla Figliastra:_

Riattacchi, prego, signorina!

_La figliastra (riattaccando)._ No, grazie, signore.

_Il padre._ Eh via, non mi dica di no! Vorrà accettarmelo. Me n'avrei a male... Ce n'è di belli, guardi! E poi faremmo contenta Madama. Li mette apposta qua in mostra!

_La figliastra._ Ma no, signore, guardi: non potrei neanche portarlo.

_Il padre._ Dice forse per ciò che ne penserebbero a casa, vedendola rientrare con un cappellino nuovo? Eh via! Sa come si fa? Come si dice a casa?

_La figliastra (smaniosa, non potendone più)._ Ma non per questo, signore! Non potrei portarlo, perché sono... come mi vede: avrebbe già potuto accorgersene!

_Mostrerà l'abito nero._

_Il padre._ A lutto, già! È vero: vedo. Le chiedo perdono. Creda che sono veramente mortificato.

_La figliastra (facendosi forza e pigliando ardire anche per vincere la nausea)._ Basta, basta, signore! Tocca a me ringraziarla, e non a lei di mortificarsi o d'affliggersi. Non badi più, la prego, a quel che le ho detto. Anche per me, capirà...

_Si sforzerà di sorridere e aggiungerà:_

Bisogna proprio ch'io non pensi, che sono vestita così.

_Il capocomico (interrompendo, rivolto al Suggeritore nella buca e risalendo sul palcoscenico)._ Aspetti, aspetti! Non scriva, tralasci, tralasci quest'ultima battuta!

_Rivolgendosi al Padre e alla figliastra:_

Va benissimo! Va benissimo!

_Poi al Padre soltanto:_

Qua lei attaccherà com'abbiamo stabilito!

_Agli Attori:_

Graziosissima questa scenetta del cappellino, non vi pare?

_La figliastra._ Eh, ma il meglio viene adesso! perché non si prosegue?

_Il capocomico._ Abbia pazienza un momento!

_Tornando a rivolgersi agli Attori:_

Va trattata, naturalmente, con un po' di leggerezza--

_Il primo attore._--di spigliatezza, già--

_La prima attrice._ Ma sì, non ci vuol niente!

_Al Primo Attore:_

Possiamo subito provarla, no?

_Il primo attore._ Oh, per me... Ecco, giro per far l'entrata!

_Escirà, per esser pronto a rientrare dalla porta del fondalino._

_Il capocomico (alla Prima Attrice)._ E allora, dunque, guardi, è finita la scena tra lei e quella Madama Pace, che penserò poi io a scrivere. Lei se ne sta... No, dove va?

_La prima attrice._ Aspetti, mi rimetto il cappello...

_Eseguirà, andando a prendere il suo cappello dall'attaccapanni._

_Il capocomico._ Ah già, benissimo! Dunque, lei resta qui a capo chino.

_La figliastra (divertita)._ Ma se non è vestita di nero!

_La prima attrice._ Sarò vestita di nero, e molto più propriamente di lei!

_Il capocomico (alla Figliastra)._ Stia zitta, la prego! E stia a vedere! Avrà da imparare!

_Battendo le mani:_

Avanti! avanti! L'entrata!

_E ridiscenderà dal palcoscenico per cogliere l'impressione della scena. S'aprirà l'uscio in fondo e verrà avanti il Primo Attore, con l'aria spigliata, sbarazzina d'un vecchietto galante. La rappresentazione della scena, eseguita dagli Attori, apparirà fin dalle prime battute un'altra cosa, senza che abbia tuttavia, neppur minimamente, l'aria di una parodia; apparirà piuttosto come rimessa in bello. Naturalmente, la Figliastra e il Padre, non potendo riconoscersi affatto in quella Prima Attrice e in quel Primo Attore, sentendo proferir le loro stesse parole, esprimeranno in vario modo, ora con gesti, or con sorrisi, or con aperta protesta, l'impressione che ne ricevono di sorpresa, di meraviglia, di sofferenza, ecc., come si vedrà appresso. S'udrà dal cupolino chiaramente la voce del Suggeritore._

_Il primo attore._ «Buon giorno, signorina...»

_Il padre (subito, non riuscendo a contenersi)._ Ma no!

_La Figliastra, vedendo entrare in quel modo il Primo Attore, scoppierà intanto a ridere._

_Il capocomico (infuriato)._ Facciano silenzio! E lei finisca una buona volta di ridere! Così non si può andare avanti!

_La figliastra (venendo dal proscenio)._ Ma scusi, è naturalissimo, signore! La signorina

_indicherà la Prima Attrice_

se ne sta lì ferma, a posto; ma se dev'esser me, io le posso assicurare che a sentirmi dire «buon giorno» a quel modo e con quel tono, sarei scoppiata a ridere, proprio così come ho riso!

_Il padre (avanzandosi un poco anche lui)._ Ecco, già... l'aria, il tono...

_Il capocomico._ Ma che aria! Che tono! Si mettano da parte, adesso, e mi lascino veder la prova!

_Il primo attore (facendosi avanti)._ Se debbo rappresentare un vecchio, che viene in una casa equivoca...

_Il capocomico._ Ma sì, non dia retta, per carità! Riprenda, riprenda, ché va benissimo!

_In attesa che l'Attore riprenda:_

Dunque...

_Il primo attore._ «Buon giorno, signorina...»

_La prima attrice._ «Buon giorno...»

_Il primo attore (rifacendo il gesto del Padre, di spiare cioè sotto al cappellino, ma poi esprimendo ben distintamente prima la compiacenza e poi il timore)._ «Ah... --ma... dico, non sarà la prima volta, spero...»

_Il padre (correggendo, irresistibilmente)._ Non «spero»--«è vero?», «è vero?»

_Il capocomico._ Dice «è vero»--interrogazione.

_Il primo attore (accennando al Suggeritore)._ Io ho sentito «spero!»

_Il capocomico._ Ma sì, è lo stesso! «è vero» o «spero». Prosegua, prosegua--Ecco, forse un po' meno caricato... Ecco glielo farò io, stia a vedere...

_Risalirà sul palcoscenico, poi, rifacendo lui la parte fin dall'entrata:_

--«Buon giorno, signorina...»

_La prima attrice._ «Buon giorno.»

_Il capocomico._ «Ah, ma... dico...»

_rivolgendosi al Primo Attore per fargli notare il modo come avrà guardato la Prima Attrice di sotto al cappellino:_

Sorpresa... timore e compiacimento...

_Poi, riprendendo, rivolto alla Prima Attrice:_

«Non sarà la prima volta, è vero? che lei viene qua...»

_Di nuovo, volgendosi con uno sguardo d'intelligenza al Primo Attore:_

Mi spiego?

_Alla Prima Attrice:_

E lei allora: «No, signore».

_Di nuovo, al Primo Attore:_

Insomma come debbo dire? «Souplesse!»

_E ridiscenderà dal Palcoscenico._

_La prima attrice._ «No, signore...»

_Il primo attore._ «C'è venuta qualche altra volta? Più d'una?»

_Il capocomico._ Ma, no, aspetti! Lasci far prima a lei

_indicherà la Prima Attrice_

il cenno di sì. «C'è venuta qualche altra volta?»

_La Prima Attrice solleverà un po' il capo socchiudendo penosamente; come per disgusto, gli occhi, e poi a un «Giù» del Capocomico crollerà due volte il capo._

_La figliastra (irresistibilmente)._ Oh Dio mio!

_E subito si porrà una mano sulla bocca per impedire la risata._

_Il capocomico (voltandosi)._ Che cos'è?

_La figliastra (subito)._ Niente, niente!

_Il capocomico (al Primo Attore)._ A lei, a lei, seguiti!

_Il primo attore._ «Più d'una? E dunque, via... non dovrebbe più esser così... Permette che le levi io codesto cappellino?»

_Il Primo Attore dirà quest'ultima battuta con un tal tono, e la accompagnerà con una tal mossa, che la Figliastra, rimasta con le mani sulla bocca, per quanto voglia frenarsi, non riuscirà più a contenere la risata, che le scoppierà di tra le dita irresistibilmente, fragorosa._

_La prima attrice (indignata, tornandosene a posto)._ Ah, io non sto mica a far la buffona qua per quella lì!

_Il primo attore._ E neanch'io! Finiamola!

_Il capocomico (alla Figliastra, urlando)._ La finisca! la finisca!

_La figliastra._ Sì, mi perdoni... mi perdoni...

_Il capocomico._ Lei è una maleducata! ecco quello che è! Una presuntuosa!

_Il padre (cercando d'interporsi)._ Sissignore, è vero, è vero; ma la perdoni.

_Il capocomico (risalendo sul palcoscenico)._ Che vuole che perdoni! È un'indecenza!

_Il padre._ Sissignore, ma creda, creda, che fa un effetto così strano--

_Il capocomico._ ...strano? che strano? perché strano?

_Il padre._ Io ammiro, signore, ammiro i suoi attori: il Signore là,

_indicherà il Primo Attore_

la Signorina,

_indicherà la Prima Attrice_

ma, certamente... ecco, non sono noi...

_Il capocomico._ Eh sfido! Come vuole che sieno, «loro», se sono gli attori?

_Il padre._ Appunto, gli attori! E fanno bene, tutti e due, le nostre parti. Ma creda che a noi pare un'altra cosa, che vorrebbe esser la stessa, e intanto non è!

_Il capocomico._ Ma come non è? Che cos'è allora?

_Il padre._ Una cosa, che... diventa di loro; e non più nostra.

_Il capocomico._ Ma questo, per forza! Gliel'ho già detto!

_Il padre._ Sì, capisco, capisco... --

_Il capocomico._--e dunque, basta!

_Rivolgendosi agli Attori:_

Vuol dire che faremo poi le prove tra noi, come vanno fatte. È stata sempre per me una maledizione provare davanti agli autori! Non sono mai contenti!

_Rivolgendosi al Padre e alla Figliastra:_

Su, riattacchiamo con loro; e vediamo se sarà possibile che lei non rida più.

_La figliastra._ Ah, non rido più, non rido più! Viene il bello adesso per me; stia sicuro!

_Il capocomico._ Dunque: quando lei dice: «Non badi la prego, a quello che ho detto... Anche per me--capirà!»--

_rivolgendosi al Padre:_

bisogna che lei attacchi subito: «Capisco, ah capisco...» e che immediatamente domandi--

_La figliastra (interrompendo)._--come! che cosa?

_Il capocomico._ La ragione del suo lutto!

_La figliastra._ Ma no, signore! Guardi: quand'io gli dissi che bisognava che non pensassi d'esser vestita così, sa come mi rispose lui? «Ah, va bene! E togliamolo, togliamolo via subito, allora, codesto vestitino!»

_Il capocomico._ Bello! Benissimo! Per far saltare così tutto il teatro?

_La figliastra._ Ma è la verità!

_Il capocomico._ Ma che verità, mi faccia il piacere! Qua siamo a teatro! La verità, fino a un certo punto!

_La figliastra._ E che vuol fare lei allora, scusi?

_Il capocomico._ Lo vedrà, lo vedrà! Lasci fare a me adesso!

_La figliastra._ No, signore! Della mia nausea, di tutte le ragioni, una più crudele e più vile dell'altra, per cui io sono «questa», «così», vorrebbe forse cavarne un pasticcetto romantico sentimentale, con lui che mi chiede le ragioni del lutto, e io che gli rispondo lacrimando che da due mesi m'è morto papà? No, no, caro signore! Bisogna che lui mi dica come m'ha detto: «Togliamo via subito allora, codesto vestitino!». E io, con tutto il mio lutto nel cuore, di appena due mesi, me ne sono andata là, vede? là, dietro quel paravento, e con queste dita che mi ballano dall'onta, dal ribrezzo, mi sono sganciato il busto, la veste...

_Il capocomico (ponendosi le mani tra i capelli)._ Per carità! Che dice?

_La figliastra (gridando, frenetica)._ La verità! la verità, signore!

_Il capocomico._ Ma sì, non nego, sarà la verità... e comprendo, comprendo tutto il suo orrore, signorina; ma comprenda anche lei che tutto questo sulla scena non è possibile!

_La figliastra._ Non è possibile? E allora, grazie tante, io non ci sto!

_Il capocomico._ Ma no, veda...

_La figliastra._ Non ci sto! non ci sto! Quello che è possibile sulla scena ve lo siete combinato insieme tutti e due, di là, grazie! Lo capisco bene! Egli vuol subito arrivare alla rappresentazione

_caricando_

dei suoi travagli spirituali; ma io voglio rappresentare il mio dramma! il mio!

_Il capocomico (seccato, scrollandosi fieramente)._ Oh, infine, il suo! Non c'è soltanto il suo, scusi! C'è anche quello degli altri! Quello di lui,

_indicherà il Padre_

quello di sua madre! Non può stare che un personaggio venga, così, troppo avanti, e sopraffaccia gli altri, invadendo la scena. Bisogna contener tutti in un quadro armonico e rappresentare quel che è rappresentabile! Lo so bene anch'io che ciascuno ha tutta una sua vita dentro e che vorrebbe metterla fuori. Ma il difficile è appunto questo: farne venir fuori quel tanto che è necessario, in rapporto con gli altri; e pure in quel poco fare intendere tutta l'altra vita che resta dentro! Ah, comodo, se ogni personaggio potesse in un bel monologo, o... senz'altro... in una conferenza venire a scodellare davanti al pubblico tutto quel che gli bolle in pentola!

_Con tono bonario, conciliativo:_

Bisogna che lei si contenga, signorina. E creda, nel suo stesso interesse, perché può anche fare una cattiva impressione, glielo avverto, tutta codesta furia dilaniatrice, codesto disgusto esasperato, quando lei stessa, mi scusi, ha confessato di essere stata con altri, prima che con lui, da Madama Pace, più di una volta!

_La figliastra (abbassando il capo, con profonda voce, dopo una pausa di raccoglimento)._ È vero! Ma pensi che quegli altri sono egualmente lui, per me.

_Il capocomico (non comprendendo)._ Come, gli altri? Che vuol dire?

_La figliastra._ Per chi cade nella colpa, signore, il responsabile di tutte le colpe che seguono, non è sempre chi, primo, determinò la caduta? E per me è lui, anche da prima ch'io nascessi. Lo guardi; e veda se non è vero!

_Il capocomico._ Benissimo! E le par poco il peso di tanto rimorso su lui? Gli dia modo di rappresentarlo!

_La figliastra._ E come, scusi? dico, come potrebbe rappresentare tutti i suoi «nobili» rimorsi, tutti i suoi tormenti «morali», se lei vuol risparmiargli l'orrore d'essersi un bel giorno trovata tra le braccia, dopo averla invitata a togliersi l'abito del suo lutto recente, donna e già caduta, quella bambina, signore, quella bambina ch'egli si recava a vedere uscire dalla scuola?

_Dirà queste ultime parole con voce tremante di commozione._

_La Madre, nel sentirle dire così, sopraffatta da un émpito d'incontenibile ambascia, che s'esprimerà prima in alcuni gemiti soffocati, romperà alla fine in un pianto perduto. La commozione vincerà tutti._

_Lunga pausa._

_La figliastra (appena la Madre accennerà di quietarsi, soggiungerà, cupa e risoluta)._ Noi siamo qua tra noi, adesso, ignorati ancora dal pubblico. Lei darà domani di noi quello spettacolo che crederà, concertandolo a suo modo. Ma lo vuol vedere davvero, il dramma? scoppiare davvero, com'è stato?

_Il capocomico._ Ma sì, non chiedo di meglio, per prenderne fin d'ora quanto sarà possibile!

_La figliastra._ Ebbene, faccia uscire quella madre.

_La madre (levandosi dal suo pianto, con un urlo)._ No, no! Non lo permetta, signore! Non lo permetta!

_Il capocomico._ Ma è solo per vedere, signora!

_La madre._ Io non posso! non posso!

_Il capocomico._ Ma se è già tutto avvenuto, scusi! Non capisco!

_La madre._ No, avviene ora, avviene sempre! Il mio strazio non è finito, signore! Io sono viva e presente, sempre, in ogni momento del mio strazio, che si rinnova, vivo e presente sempre. Ma quei due piccini là, li ha lei sentiti parlare? Non possono più parlare, signore! Se ne stanno aggrappati a me, ancora, per tenermi vivo e presente lo strazio: ma essi, per sè, non sono, non sono più! E questa,

_indicherà la Figliastra_

signore, se n'è fuggita, è scappata via da me e s'è perduta, perduta... Se ora io me la vedo qua è ancora per questo, solo per questo, sempre, sempre, per rinnovarmi sempre, presente, lo strazio che vivo e ho sofferto anche per lei!

_Il padre (solenne)._ Il momento eterno, com'io le ho detto, signore! Lei

_indicherà la Figliastra_

è qui per cogliermi, fissarmi, tenermi agganciato e sospeso in eterno, alla gogna, in quel solo momento fuggevole e vergognoso della mia vita. Non può rinunziarvi, e lei, signore, non può veramente risparmiarmelo.

_Il capocomico._ Ma sì, io non dico di non rappresentarlo: formerà appunto il nucleo di tutto il primo atto, fino ad arrivare alla sorpresa di lei--

_indicherà la Madre._

_Il padre._ Ecco, sì. Perché è la mia condanna, tutta signore: tutta la nostra passione, che deve culminare nel grido finale di lei!--

_Indicherà anche lui la Madre._

_La figliastra._ L'ho ancora qui negli orecchi! M'ha reso folle quel grido!--Lei può rappresentarmi come vuole signore: non importa! Anche vestita, purché abbia almeno le braccia--solo le braccia--nude, perché, guardi, stando così,

_si accosterà al Padre e gli appoggerà la testa sul petto_

con la testa appoggiata così, e le braccia così al suo collo, mi vedevo pulsare qui, nel braccio qui, una vena; e allora, come se soltanto quella vena viva mi facesse ribrezzo, strizzai gli occhi, così, così, ed affondai la testa nel suo petto!

_Voltandosi verso la Madre:_

Grida, grida, mamma!

_Affonderà la testa nel petto del Padre, e con le spalle alzate come per non sentire il grido, soggiungerà con voce di strazio soffocato:_

Grida, come hai gridato allora!

_La madre (avventandosi per separarli)._ No! Figlia, figlia mia!

_E dopo averla staccata da lui:_

Bruto, bruto, è mia figlia! Non vedi che è mia figlia?

_Il capocomico (arretrando, al grido; fino alla ribalta, fra lo sgomento degli Attori)._ Benissimo; sì, benissimo! E allora, sipario, sipario!

_Il padre (accorrendo a lui, convulso)._ Ecco, sì: perché è stato veramente così, signore!

_Il capocomico (ammirato e convinto)._ Ma sì, qua, senz'altro! Sipario! Sipario!

_Alle grida reiterate del Capocomico, il Macchinista butterà giù il sipario, lasciando fuori, davanti alla ribalta, il Capocomico e il Padre._

_Il capocomico (guardando in alto, con le braccia alzate)._ Ma che bestia! Dico sipario per intendere che l'Atto deve finir così, e m'abbassano il sipario davvero!

_Al Padre, sollevando un lembo della tenda per rientrare nel palcoscenico:_

Sì, sì, benissimo! benissimo! Effetto sicuro! Bisogna finir così. Garantisco, garantisco, per questo Primo Atto!

_Rientrerà col Padre._

* * * *

_Riaprendosi il sipario si vedrà che i Macchinisti e Apparatori avranno disfatto quel primo simulacro di scena e messo su, invece, una piccola vasca da giardino._

_Da una parte del palcoscenico staranno seduti in fila gli Attori e dall'altra i Personaggi. Il Capocomico sarà in piedi, in mezzo al palcoscenico, con una mano sulla bocca a pugno chiuso in atto di meditare._

_Il capocomico (scrollandosi dopo una breve pausa)._ Oh, dunque: veniamo al Secondo Atto! Lascino, lascino fare a me, come avevamo prima stabilito, che andrà benone!

_La figliastra._ La nostra entrata in casa di lui

_indicherà il Padre_

a dispetto di quello lì!

_indicherà il Figlio_

_Il capocomico (spazientito)._ Sta bene; ma lasci fare a me, le dico!

_La figliastra._ Purché appaja chiaro il dispetto!

_La madre (dal suo canto tentennando il capo)._ Per tutto il bene che ce n'è venuto...

_La figliastra (voltandosi a lei di scatto)._ Non importa! Quanto più danno a noi, tanto più rimorso per lui!

_Il capocomico (spazientito)._ Ho capito, ho capito! E si terrà conto di questo in principio sopratutto! Non dubiti!

_La madre (supplichevole)._ Ma faccia che si capisca bene, la prego, signore, per la mia coscienza ch'io cercai in tutti i modi--

_La figliastra (interrompendo con sdegno, e seguitando)._--di placarmi, di consigliarmi che questo dispetto non gli fosse fatto!

_Al Capocomico:_

La contenti, la contenti, perché è vero! Io ne godo moltissimo; perché, intanto, si può vedere: più lei è così supplice, più tenta d'entrargli nel cuore, e più quello lì si tien lontano: «as-sen-te»! Che gusto!

_Il capocomico._ Vogliamo insomma cominciarlo, questo Secondo Atto?

_La figliastra._ Non parlo più. Ma badi che svolgerlo tutto nel giardino, come lei vorrebbe, non sarà possibile!

_Il capocomico._ Perché non sarà possibile?

_La figliastra._ Perché lui

_indicherà di nuovo il Figlio_

se ne sta sempre chiuso in camera, appartato! E poi, in casa, c'è da svolgere tutta la parte di quel povero ragazzo lì, smarrito, come le ho detto.

_Il capocomico._ Eh già! Ma d'altra parte, capiranno, non possiamo mica appendere i cartellini o cambiar di scena a vista, tre o quattro volte per Atto!

_Il primo attore._ Si faceva un tempo...

_Il capocomico._ Sì, quando il pubblico era forse come quella bambina lì!

_La prima attrice._ E l'illusione, più facile!

_Il padre (con uno scatto, alzandosi)._ L'illusione? Per carità, non dicano l'illusione! Non adoperino codesta parola, che per noi è particolarmente crudele!

_Il capocomico (stordito)._ E perché, scusi?

_Il padre._ Ma sì, crudele! crudele! Dovrebbe capirlo!

_Il capocomico._ E come dovremmo dire allora? L'illusione da creare, qua, agli spettatori--

_Il primo attore._--con la nostra rappresentazione--

_Il capocomico._--l'illusione d'una realtà!

_Il padre._ Comprendo, signore. Forse lei, invece, non può comprendere noi. Mi scusi! Perché--veda--qua per lei e per i suoi attori si tratta soltanto--ed è giusto--del loro giuoco.

_La prima attrice (interrompendo sdegnata)._ Ma che giuoco! Non siamo mica bambini! Qua si recita sul serio.

_Il padre._ Non dico di no. E intendo, infatti, il giuoco della loro arte, che deve dare appunto--come dice il signore--una perfetta illusione di realtà.

_Il capocomico._ Ecco, appunto!

_Il padre._ Ora, se lei pensa che noi come noi

_indicherà sè e sommariamente gli altri cinque Personaggi_

non abbiamo altra realtà fuori di questa illusione!

_Il capocomico (stordito, guardando i suoi Attori rimasti anch'essi come sospesi e smarriti)._ E come sarebbe a dire?

_Il padre (dopo averli un po' osservati, con un pallido sorriso)._ Ma sì, signori! Quale altra? Quella che per loro è un'illusione da creare, per noi è invece l'unica nostra realtà.

_Breve pausa. Si avanzerà di qualche passo verso il Capocomico, e soggiungerà:_

Ma non soltanto per noi, del resto, badi! Ci pensi bene.

_Lo guarderà negli occhi._

Mi sa dire chi è lei?

_E rimarrà con l'indice appuntato su lui._

_Il capocomico (turbato, con un mezzo sorriso)._ Come, chi sono?--Sono io!

_Il padre._ E se le dicessi che non è vero, perché lei è me?

_Il capocomico._ Le risponderei che lei è un pazzo!

_Gli Attori rideranno._

_Il padre._ Hanno ragione di ridere: perché qua si giuoca;

_al Direttore:_

e lei può dunque obbiettarmi che soltanto per un giuoco quel signore là,

_indicherà il Primo Attore_

che è «lui», dev'esser «me», che viceversa sono io, «questo». Vede che l'ho colto in trappola?

_Gli Attori torneranno a ridere._

_Il capocomico (seccato)._ Ma questo s'è già detto poco fa! Daccapo?