Sciogli la treccia, Maria Maddalena; romanzo

Part 15

Chapter 153,791 wordsPublic domain

Posero il piede ignudo sul primo sasso del guado.

Ma la Santa di Bartrès non si muoveva.

E passarono su l'acqua, tra le frange di spuma, nel pericolo della bianca velocità, con i grembiuli riversi e gonfi, attente ove mettere il piede.

Ora vennero, e le posero la mano su la spalla, e toccarono i suoi capelli pieni di vento, e dissero:--«Lévati! lévati, Bernadette!»

Allora, dal suo povero scialle di lana fulva, Bernadette sollevò, come da un sogno estatico, gli occhi pervasi di un divino sgomento. E le parlavano, ed ella non rispondeva; e le dicevano di levarsi, ed ella stava prosternata.

Poi gridò:--«Inginocchiatevi! pregate con me! Ho veduta la Vergine Maria! Mi apparve da quegli spini, camminando sopra una nuvola bianca. Di là dal fiume, davanti alla rupe di Massabielle, come vedete voi me, così vidi l'Immacolata Concezione.»

E quelle, dopo aver pregato, s'incamminarono. E tremando parlavano del miracolo. E giunsero alle case del borgo. Ed ai primi che incontrarono, dissero che davanti alla rupe di Massabielle, mentre stava Bernadette presso il guado, si era formata una grande nuvola bianca ed erale apparsa, in sembianza di umanità, la Vergine Maria...

Lontano brillava le Pic du Midi.

La perduta in Cristo fu derisa ed imprecata, come quelle che dànno per vere cose vedute nel delirio.

Ma dal borgo il rumore saliva.

Sotto i portici bui, ne' casolari dispersi, ognuno parlava della Vergine di Massabielle, comparsa davanti la caverna degli spini alla segnata nel divino amore, che fu pascolatrice di agnelli nelle praterie di Bartrès, alla pallida figlia del mugnaio Soubirous, a quella che sui duri ciottoli della contrada camminava con un passo di gatta, lungo il muro, trasognata, senza guardare alcuno.

Il rumore ogni giorno saliva.

Quel mugnaio, adirato, parlava di scacciare la figlia. Anzi disse ch'ella aveva nel corpo il dimonio del fuoco degli uomini, e perciò vedeva con doppi occhi, ed era meglio la buttasse per la campagna, con la sua treccia spettinata ed i suoi occhi da trovar fortuna.

Ma dal borgo il rumore saliva.

E tutti volevano che Bernadette ancora tornasse alla rupe di Massabielle, davanti la caverna degli spini, poichè, se apparsa era una volta, certo poteva la Vergine riapparire. E tutti al mugnaio dicevano che non bestemmiasse quelle sante cose, poichè, se la figlia del suo sangue poteva essere il tramite fra loro e Dio, questo era il miracolo più grande nella terra dei cristiani, e già tutta la valle ne parlava, e già da ogni parte si scendeva dinanzi alla rupe di Massabielle, e nessuno più ardiva di passar per il guado alla caverna degli spini, e già un altro pastore, di là camminando, aveva udita una voce arcana ripetere il nome di Bernadette, come il nome di colei ch'era in grazia del Signore.

Dunque la condussero al guado, e Bernadette rivide l'Apparizione.

Anzi, quando ne tornò, il borgo era fermo sul limitare dei campi, e tutti le chiedevan mille cose, toccando la sua veste lacera, i suoi capelli pieni di vento.

Ma ella camminava come un'allucinata, senza guardare alcuno, alta e pallida, con gli occhi visibilmente rapiti nella celeste immagine, sicchè alcune donne si buttaron a ginocchi e baciaron l'orme de' suoi piedi, e il borgo si mosse dietro lei per seguirla, e tutti riconobbero i segni dell'elezione.

Ma ella entrò nella Chiesa, camminò verso l'altare, si pose a ginocchi sul marmo, e stette fino all'alba senza levare la fronte.

L'abate Peyramale, il nuovo parroco di Lourdes, fra così grande rumor di popolo, non osava mettere il suo verbo a servizio dei fanatici ed ancor meno bollare di empietà gli scherni dei diffidenti. Pur sapendo che la visione di Bernadette avrebbe data potenza e gloria all'umile sua chiesa, nondimeno egli era in gravi angustie fra la saggezza de' vescovi e la follìa del suo gregge. Andò per consiglio all'alto episcopato, e venne di ritorno ad annunziare dal pergamo che l'apparizione delle divine sembianze in ogni tempo e luogo è mirabil segno dell'elezione celeste; non però tale da nominarsi miracolo, «ove non sia congiunta con parole atti e fatti che abbiano per sè stessi la specie del miracoloso.»

Ma ora ogni giorno Bernadette andava presso il guado, alla caverna degli spini, e rimaneva lunghe ore in solitudine di preghiera, tra il grande canto delle acque primaverili e la musica del vento nell'alta erba dei selvaggi pascoli d'alta montagna.

Comunicata in questa purezza, ella sentiva il prodigio compiersi e rivedeva l'apparizione della Madre di Dio.

Ed una volta che apparì, questa le disse:--«Bernadette, il Signore ti ama; tu sei chiamata per guarire le piaghe degli infermi, le miserie degli addolorati. Va, Bernadette, e di' ai Vescovi che di questa umile pietra sarà costrutta una grande basilica.»

Già era venuto l'arioso tempo della primavera; per il guado scintillava in bianchezza di spume la neve degli azzurri Pirenei: l'odor nuovo della messe nascente si alzava da tutta la montagna, cosparsa di bianche fioriture.

Ora il caprifoglio selvatico e gli spini della caverna di Massabielle, pur sotto l'ombra della rupe sentivano il nascere delle foglie; incendiato nell'alta lontananza, puro come l'eterna aridità, culmine di tutte le altezze, brillava le Pic du Midi.

Ed un giorno il miracolo si fece.

Or che il Vescovo, e tutto il clero, e tutto il popolo sapevan del messaggio divino, che per il labbro della pascolatrice di Bartrès prediceva la costruzione della Basilica, un numero immenso di fedeli era sempre davanti la grotta, e le visioni de' credenti si moltiplicavano e la speranza del miracolo era in tutte le anime. Quando appariva di lontano la vergine Bernadette, co' suoi capelli pieni di vento ed il suo povero scialle di lana fulva, un immenso grido si alzava da quelle turbe inginocchiate; la Santa passava tra loro, alta, pallida, senza guardare alcuno.

Un giorno camminò fino al limitare della grotta, poi si volse e disse:--«Ora vedrete l'acqua del miracolo.»

Entrò nella grotta, senza ferirsi traverso gli spini. E i più vicini videro la sua mano bianca toccare la rupe arida, ov'era una fontana suggellata.

D'improvviso un rivolo brillò. Dagli interstizi della roccia si vide scaturire il filo argenteo, la polla gorgogliante, il nastro tortuoso, che scivolò per il pendio della caverna e si mise a gemere sotto il cespuglio de' caprifogli e degli spini.

La vergine riapparve sul limitare della caverna, con la pallida mano intinta nell'acqua miracolosa.

E le migliaia di fedeli, ch'erano adunati lungo il fiume per attendere il segno di Dio, veduto il miracolo, si buttarono a terra carponi, ed urlarono, e benedissero la Santa, ed asciugaron con la bocca tremante il rivolo d'acqua della rupe di Massabielle; poi si vide un popolo intero correre per la pianura, per il monte, gridando il miracolo della Vergine di Bartrès.

E dicevano:--«La Santa! la Santa!... Nel casolare del mugnaio Soubirous vive la Santa che può risanarci da ogni dolore. Con le sue dita pure ha fatto scaturire dalla rupe di Massabielle la Fontana Incantata. Correte a vedere il prodigio, uomini e donne di tutte le vallate! Quella che ogni giorno parla con la Vergine dal Manto Azzurro, può, se vuole, risanarci da ogni dolore. Portate alla Fontana i vostri infermi. Conducete i mútoli e parleranno; i ciechi e vedranno. Intingete nell'Acqua Incantata le piaghe antiche, le membra contorte, la carne livida, gli ossi disgiunti; commettete alla Santa di pregare per voi, uomini e donne di tutte le vallate.»

Ma ella non era che una pascolatrice d'agnelli, nutrita con poco pane e qualche ciótola di latte nel tugurio del mugnaio Soubirous; la sera tornava dal rumore delle moltitudini, con la sua treccia piena di vento, alta e pallida, senza guardare alcuno.

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«Sì, Madlen, le leggende sono belle come la storia o, per lo meno, la storia non è altro che una continua leggenda. Ed io vi consiglio, Madlen, di non avere inutili curiosità; vi consiglio di non indagare mai cosa è vero e cosa non è vero nei documenti memorabili che di età in età si tramandano gli uomini. Se non ci fosse qualche poeta in mezzo a questa eterna gazzarra di giocolieri e di mercanti che per nove decimi compongono la fiera umana, se non nascesse in ogni età qualche divino illusionista, il quale riesce a colorire di sogno la volgare giunterìa dell'esistenza, oh, cosa mai sarebbe, Madlen, questa buia terra nostra, piena di templi ove si vende Cristo e di postriboli ove si vende l'amore?

Sì, Madlen, lasciate cantare le leggende!... Sono ancora ciò che di più bello noi udremo, in mezzo alle indecenti verità della vita, in mezzo ai cenci ed agli orpelli degli istrioni che recitano la giornaliera commedia umana. Lasciate cantare le leggende, sorgere dai pascoli e dalle catapecchie gli inventori di paradisi!... Questo è ciò che importa. Madlen:--ascoltare una bella favola e credere, come assorti fanciulli, nella divina impossibilità.

Lasciamo ai geometri l'esattezza; per noi basti un poco d'ideale. Vadano gli archeologi ed i conservatori di musei a disturbare le mummie o compulsare i palinsesti:--noi continueremo a credere nei miti. La critica storica non potrà che farci sorridere, come un triste giocattolo di vecchi bambini. La «Weltanschauung» de' filosofi tedeschi e le inestirpabili «Categorie» di quel loico atroce che fu il signor Emanuele Kant, noi le terremo nella tasca del soprabito, come un goffo e pretenzioso Baedecker ad uso dei provinciali moderni che amano viaggiare nell'infinito. Ma su la dolce nostra terra fiorita, noi sempre andremo in cerca di provare qualche brivido,--e questo è ciò che importa.

Perchè noi veniamo dalle città piene di baccanali, dai teatri furiosi di luce, dai transatlantici che portano con sè campi da golf e sale da ballo; veniamo dalle inesorabili esperienze di quella vita senza catene che non può tutta contenersi nel puzzo di rinchiuso d'un'aula universitaria nè sul panno macchiato d'inchiostro d'una tarlata scrivania; noi siamo i profani di tutte le cose, ma insieme i perfetti nel vivere, cui nessuno può nulla insegnare; noi veramente sappiamo conoscere quali fiori mandano profumo nei giardini della vita, e di questi, non d'altri, per noi tesseremo la nostra conviviale ghirlanda.

Voi che vestirono le divine abbigliatrici di Francia, con tutto il sogno che può comporre la trama del più sottile telaio, con tutta la lievità che può essere nella morbidezza della pelliccia e dalla piuma, voi che tempestarono di prodigiose fiamme i pazzi gioiellieri, e sovra ogni cosa che toccò la vostra mano lasciaste un poco di profumo, voi ora entrerete con me nella valle de' cancerosi e degli sciancati, vedrete l'immenso dolore della carne umana, offenderete i vostri occhi pieni di lucente impurità con lo spettacolo di tutte le contaminazioni.

E gli anelli vostri, che brillarono sui tavolieri ambigui delle tavole da giuoco, tremeranno per un attimo dentro la polla dell'Acqua Incantata, e curverete sotto i portici di questa vecchia buia Lourdes la fronte vostra di cortigiana che non si diede, la bocca vostra di vergine che amò patire ogni offesa, e forse conoscerete ancora una ebbrezza ultima:--quella di sentirvi crudelmente gaudiosa in mezzo a questa pena infinita.

E forse voi comprenderete, Madlen--ed io pure sentirò con voi--che due sono le maniere di vivere; due strade conducono ugualmente verso la tomba: il piacere, da un lato; dall'altro la genuflessione.

Or io vi conduco ad intendere la ricchezza di chi non possiede, la gioia di chi solo può essere incatenato al patimento, la voluttà meravigliosa dell'astinenza, il sogno dei traditi.

Voi mi diceste una sera,--la sera che io vi conobbi, tra il rumor dell'oro e le musiche dei pazzi violini:--«Ma voi che avete scritto qualche libro, forse qualche libro d'amore, perchè venite così lontano, in questa città piena di perdizione, ad avvelenare nelle case da giuoco il vostro cuore che ama l'Atlantico?...»

Ecco, ed ora vi rispondo:

«Io vado, traverso il piacere, Madlen, in cerca della genuflessione.»

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--¡Hombre! Usted no conoce mas los amigos!...

Ero fermo con Madlen davanti alla vetrina d'un mercante di paternostri, sul Boulevard de la Grotte, quando mi sentii battere con vivacità un colpo su la spalla ed intesi una voce nota prorompere in quell'allegra esclamazione: «¡Hombre! Usted no conoce mas los amigos!...»

Rivolsi gli occhi dalla vetrina, e mi trovai di fronte il giovine hidalgo Lord Pepe. Appunto egli era venuto su la soglia di quel medesimo negozio e teneva infilato sul braccio un gran mazzo di scapolari.

La mia confusione fu così grande, che guardai Madlen, e per un attimo non seppi cosa rispondere. Ma il delizioso Lord Pepe, tutto vestito quel giorno di uno smorto colore kaki, non concesse gran tempo alla mia confusione.

--¡Deo gratias, caballero! Usted parece en excelente sanidad! Yo llego expresamente de Biarritz para encontrarme con Ustedes!

«Con noi?... veniva egli appositamente da Biarritz per incontrarsi con noi?...» Gli strinsi forte la mano, sebbene cadessi di sorpresa in sorpresa.

Ma Lord Pepe, sempre col suo mazzo di paternostri sul braccio, scese dal gradino del negozio, fece un profondo inchino, e sollevata per l'ápice delle dita la mano destra di Madlen vi depose con impeccabilità il più perfetto bacio che si fosse mai veduto nella cavalleria di tutta la Spagna.

Madlen, ch'era tuttavia rimasta più ferma ed impassibile delle Madonne di cera esposte nella vetrina, gli domandò con molta calma:

--Well? Are you already back, dear Lord Pepe?

E nulla potrebbe mai esprimere la sottile ironia di quella voce tranquilla, con cui gli aveva detto senza turbarsi: «Dunque, siete già di ritorno, caro Lord Pepe?»

--Ma certo! ma certo!...--rispose questi con precipitazione. E poichè la fibbia d'una delle sue ghette si permetteva di lasciar saltare in su il lacciuolo che la stringeva, Lord Pepe si chinò leggermente e rimise in ordine quella fibbia che osava prendersi tanta libertà. Poi disse:

--Cari amici...--anzi aggiunse:--miei cari ed eccellenti amici,--come vedete, sto scegliendo un paio di corone del Rosario. Però mi secca moltissimo di non trovarne almeno due che non sembrino incise dentro gusci di castagne secche. Il gusto francese, in materia di religione, è peggiore del gusto americano in fatto di cappelli a cilindro. Ma questo non è l'essenziale. Tanto più che i rosari di Lourdes saranno certo il monopolio di qualche industria ebraica «Made in Germany». La cosa per me importante è una sola, ed è questa: che finalmente vi ho ritrovati. Pativo la nostalgia di voi. Sì, perdonatemi, cari amici... veramente pativo la nostalgia di voi!

E Lord Pepe, così parlando, esaminava i rosari ad uno ad uno. Li palleggiava tra le sue dita scure, tastandoli e pesandoli, con quel gesto particolare che hanno gli esperti sceglitori di sigari Avana.

Ed egli era più bello che mai, accurato, ben pettinato, fresco di rasatura, senza cappello in testa, come usar deve nel ventesimo secolo un elegante giovine signore, il quale abbia due dita di saper vivere, due granelli di buon senso e di fina educazione.

--L'interno del negozio è tanto scuro,--continuò Lord Pepe,--che non vi si può conoscere la madreperla dalla noce di cocco. Vorreste aiutarmi nella scelta, lady Madlen?...

E disse «lady Madlen» con quel tono protocollare e declamatorio che userebbe, ne' suoi complimenti ufficiali, a Buckingham Palace, il Gran Maestro cerimoniere.

Lady Madlen scelse nel mazzo un degli scapolari più grossolani, e disse ridendo:

--Questo va per voi.

--Grazie,--rispose Lord Pepe;--voi siete sempre stata una donna piena di buon gusto. Però me ne occorron due.

--Due?

--Perchè no? Vi sembra forse che la spesa ecceda il buon senso? Dovete sapere, lady Madlen, che i miei peccati sono molti, e maggiori sono quelli della mia nuova compagna.

--Dunque avete una compagna?... Che fortuna per lei, caro Lord Pepe!

--Non ne dubito.

--E sarà probabilmente quella famosa attrice del Vaudeville...

--Neanche per sogno, lady Madlen. Purtroppo, quando io giunsi a Biarritz, l'attrice del Vaudeville stava già recitando la commedia dell'Europa Innamorata con un certo Commodoro Americano, il quale aveva la pretesa di entrare nelle sale del baccarà conducendovi seco il suo giovine leopardo. Era questo un mezzo radicale per difendersi dai banchieri troppo fortunati. Ma l'Amministrazione del Casino, pedante all'eccesso, lo ha pregato di lasciare il leopardo in guardaroba. «Déposez vos léopards au vestiaire!»--dovrebbe avvertire un cartello affisso nell'anticamera.

--Oh, mio caro Lord Pepe, come diventano insopportabili quei signori di Biarritz!

--È quello ch'io dicevo appunto al Commodoro Americano. Pagare una «cagnotte» disastrosa e non poter nemmeno condur seco il proprio leopardo: ecco una restrizione che deve sembrare davvero insopportabile ad un cittadino della libera America!

--Ma dunque, se non è l'attrice del Vaudeville, diteci chi è mai la vostra nuova compagna,--domandammo a Lord Pepe.

--¡Un misterio, caballero! el mas grande misterio!

E, mentre così diceva, Lord Pepe ci sospinse ad entrare nella bottega del mercante di paternostri. Quale non fu la nostra sorpresa, allorchè, rincantucciata nel fondo, nascosta dietro la siepe de' numerosi avventori, appunto riconoscemmo la bionda Litzine.

Ecco finalmente un matrimonio che poteva dirsi ben combinato!

Le facemmo un'accoglienza festosa e Madlen cominciò ad abbracciarla con effusione. Quel nostro parlar così forte, que' baci, e l'incompostezza delle nostre maniere, disturbavano la pace del religioso negozio; il suo proprietario ci squadrava di sopra gli occhiali a stanghetta, brontolando non so quali parole, tra la barba irsuta e malvagia come quella d'un Fariseo.

Io pensavo intensamente al neo biondo ch'era sul braccio destro di Litzine... Fra quelle medagliette, quelle Madonnine di cera, di stucco, di legno, di bronzo, fra que' rosari variopinti, d'ogni foggia e d'ogni dimensione, fra i ceri grandi e piccini, che davano a quel rinchiuso un puzzo di sego religioso, tra quelle devote in velo nero, tra que' vecchi baciapile dai borsellini enormi e semivuoti, io pensavo intensamente al neo biondo ch'era sul braccio destro di Litzine.

E mi ricordavo l'alba senza stelle, davanti al lampione ad arco del Teatro Eugenia Vittoria, che faceva dondolare, con un lento ronzìo di corde elettriche, il suo globo spento.

Frattanto Lord Pepe, in un pessimo francese, tutto cosparso di vocaboli spagnoli, discuteva da uomo competente sul prezzo de' rosari. Aveva deciso di comperarne almeno quattro; e li scelse con infinita cura, e li fece ravvolgere in carta velina, trattandoli, adesso ch'eran suoi, con particolare devozione.

Chissà?... Fors'egli li destinava ad essere una pia testimonianza della sua devozione presso la zia paralitica e milionaria che governava il feudo di Zaraùz, inchiodata nella vecchia poltrona, con un rosario per braccio, la Bibbia sott'occhi, e il testamento olografo sigillato nel libro dell'amministrazione.

Che malinconia, povero Lord Pepe!... Essere stato elegante come un baronetto inglese, per finire con sposarsi Adelaida, la cugina provinciale, che certo portava con severa cattolicità le opache mutande di cotone! Aver dormito a fianco di Madlen ed immersa la bocca ne' biondi riccioli di Litzine, per slacciare poi, la sera delle nozze, in una camera fredda, presso un fuoco semispento, le dure balene di un busto quasi verticale... Avere quaranta soprabiti, trecento cravatte così bene assortite, saper ballare il tango argentino con le ragazze della Pampa, nella sala del Rat Mort, per seppellire sè stesso all'ombra d'una buia moglie romantica, sul labbro della quale, col volgere dell'età, comincerebbero a spuntare i baffi!... Che malinconia, povero Lord Pepe, que' profumati giardini di Zaraùz!...

Nondimeno, questo figlio d'un banchiere della City, dal quale i Circoli di Regent Street e le sartorie di Piccadilly, gli alberghi del continente ed i balli di Montmartre, le case da giuoco internazionali ed i boudoirs delle cortigiane di Francia andavano man mano cancellando ogni traccia della dura provincia, questo meticoloso buongustaio ed intrepido guidatore di macchine da lunga strada, aveva indelebilmente in sè qualcosa di quella sua razza cattolica ed avara, superba e superstiziosa, che stava ormai tramontando nella poltrona di doña Isabel.

Questo era ben visibile, quand'egli palleggiava come un esperto intenditore i piccoli rosari di Lourdes, o comperava le cartoline illustrate della Grotta Miracolosa, e quando, involontariamente, nelle botteghe di oggetti religiosi, per le vie della sacra Lourdes, non poteva trattenersi dal riverire gli alti prelati ed inchinarsi alle insegne del potere ecclesiastico. L'amabile ironia con la quale parlava di cose della religione, anzichè nascondere, illuminava in lui, ne' suoi occhi di schernitore, l'anima del credente.

Ed un giorno egli sarebbe divenuto senz'alcuna fatica l'onesto marito della buia cugina Adelaida, il duro padrone del feudo di Zaraùz, quegli che avrebbe raccolto dalle mani tremolanti e gialle della zia cattolicissima l'eredità secolare degli Higuera. E il confessore della sepolta doña Isabel, un macilento Gesuita impenetrábile, sarebbe divenuto il braccio destro del giovine vizcomde don Josè; con questo freddo monaco, nella scura biblioteca, d'inverno, sotto il fumo d'una lampada a petrolio, avrebbe riveduti i contratti d'affittanza, i redditi già esosi, quelli da imporre con nuova usura, poi gli sfratti ch'era opportuno dare agli antichi inquilini delle case di Madrid, e gli impieghi da scegliere in titoli esteri, secondo il fluttuare della malcerta peseta...

E la buia cugina Adelaida, or divenuta con severa magnificenza la viscontessa Fernandez de Higuera, lo avrebbe lentamente attratto nella viscosità della sua carne romantica e provinciale, lo avrebbe avvezzo a preferire, fra tutte le ciprie, quella che odora di natural gelsomino, fra tutte le pettinature quella che manca di ferro e di complicazione, fra tutte le gioie dell'amore quelle che approdano alla eterna e sacra maternità...

Dunque sbizzarrítevi ancora un poco, giovine Lord Pepe! Ha ragione vostro padre, banchiere a Londra: per far bene tutto ciò che da voi si richiede, bisogna prima aver dormito nelle braccia folli di questa bionda Litzine!...

Ed ora noi camminavamo per le vie di Lourdes, frammezzo a quella densa folla che sempre vi conduce il tempo dei pellegrinaggi. Litzine raccontava in qual modo Lord Pepe aveva saputo del nostro viaggio a Lourdes, e come in séguito avevano entrambi deciso di venirci a ritrovare nel mistico eremitaggio.

--La mia gita oltre Manica,--diceva Lord Pepe,--non durò che pochissimi giorni. Trovai mio padre d'eccellente umore. Le azioni d'una certa ferrovia paraguayana, carta straccia ne' forzieri della Banca, si eran messe d'un tratto a rendere il cento per cento. Che allegro paese questo Paraguay, il quale sembra inventato apposta per concedere un po' di buon umore ai tetri banchieri della City! Quando confidai a mio padre che, rimasto privo di ogni altro espediente, mi ero deciso ad imbarcarmi per il Paraguay come rappresentante del suo gruppo d'azionisti, mio padre disse:--«Tu es experto de chemin de fer, no de ferrocarriles, hijo mio,»--e con la sua penna stilografica mi firmò seduta stante uno chèque. Io non guardai nemmeno la cifra, e gli risposi:--«Siempre respetuoso de los vuestros órdenes, señor padre.» Tornato súbito a Biarritz, trovai Litzine, che regolarmente faceva colazione con Crisópulo il Greco, pranzava con Ned l'Americano e prendeva il tè con il marchese Sciogátsu, ovverossia il Marchese Capo d'Anno, plenipotenziario del Mikado. Le dissi:--«Poichè vi rimane libera solamente l'ora di cena, vi prego, bellissima Litzine, di accordarla finalmente ad un Europeo.»

--Mais les Grecs sont aussi des Européens,--osservò Litzine con profonda persuasione.