Romanzo d'una signorina per bene

Part 5

Chapter 5 3,787 words Public domain Markdown

La rada è bella. Un contorno di alture lontane che la nebbia avvolge in un velo azzurrino; una striscia di terra verde, fiorita, che si sdraia su l'acqua con mollezza; e paeselli e casuccie e ville accucciati fra i pini e gli oliveti; e aranci e viti e allori; più in là la montagna ripida, a picco su 'l mare, rude e selvaggia, si direbbe messa a contrasto di quell'eterno sorriso.

Fra due scogli un po' fuori del paese è una casetta tutto bianca, graziosa e bizzarra come il capriccio di una fanciulla. Ha, su 'l davanti un ampio terrazzo che guarda il mare; dietro ed ai fianchi una striscia di terreno coltivato a gelsomini, rose, gaggie; tutto un profumo.

Sotto il terrazzo della graziosa casetta, dove l'acqua scorre su la sabbiolina con un fruscio che pare un sommesso riso di gioia, Lucia in costume di bagno, se ne sta sdraiata al sole, con il capo riparato dal cappellone a larghe tese.

Lucia aveva sperato di fare come di solito in quell'angolo delizioso, una vita ritirata e tranquilla. E visse infatti a suo modo per un mese e più.

Ma poi, che è che non è, lungo la spiaggia, a pena al di là dello scoglio che chiudeva a destra l'insenatura ove stava la sua piccola casa, a un tale saltò il ticchio di aprire uno stabilimento di bagni, che fu rizzato lì per lì, tutto in legno con salotto di lettura, salotto di ballo, terrazze, una meraviglia. E via réclames sopra, réclames per tutta Italia, nelle grandi città, nei piccoli centri! La novità del sito attrasse i curiosi e gli annoiati del solito posto. Lo stabilimento nuovo divenne di moda, il paese, le villette circostanti furono prese d'assalto; l'angolo tranquillo si mutò in un luogo di convegno dove si vedeva raccolto il fiore dell'eleganza.

Da Milano erano venute alcune famiglie; fra queste una amica di casa Ferretti; la vedova signora Marri con tre figliuole tutte giovani fatte. Queste invasero tosto il nido tranquillo di Lucia e le impedirono di vivere a suo modo. Erano lì, spinte dall'ozio della spiaggia, tre, quattro volte il giorno. Erano lì durante le ore dei bagni, avendo trovato modo di dare la scalata a lo scoglio; e venivano a prendere l'amica che andasse con loro, nuotasse con loro, aiutasse a far bella la spiaggia dello stabilimento.

Anche quel giorno la fanciulla, che se la godeva lì soletta, assorta nei pensieri che in quell'aria azzurra dorata in mezzo agli acri profumi delle alghe, prendevano insensibilmente tinte rosee di speranza, fu disturbata nella sua quiete, nella sua solitudine.

«Lucia!

«Bella fantasiosa!

«Su, su!.. Lo stabilimento è oggi al colmo dell'eleganza!

Le tre sorelle, già arrampicate su lo scoglio, saltarono così dicendo, a terra una dopo l'altra, leggiadre nel costume di bagno, con le scarpette ai piedi, i capelli svolazzanti di sotto il cappellone di paglia.

Lucia stentava a togliersi dalla sua posizione; non si decideva a rinunciare a la sua quiete.

«Su pigrona!

«Sai?... C'è il bell'ufficiale, che pare ci abbia la tarantola; gira, guarda, non sta fermo un momento.

Il bell'ufficiale, era un tenente d'artiglieria, che fin dalla prima s'era messo a fare una corte rispettosa a Lucia.

«Che cosa importa a me dell'ufficiale?--rimbeccò la fanciulla aggrottando gli occhi e alzandosi.

Era bella nel costume nero listato di bianco, con le braccia nude, la scollatura modesta che scopriva il collo bianco e gentile.

Non potè a meno di seguire le tre giovani. Ma appena passato lo scoglio, propose di tuffarsi per il nuoto. Entrarono nell'acqua insieme e via a nuotare.

Si spingevano innanzi, innanzi; troppo,

«È un[**'] imprudenza--osservavano le signore.

«Ci possono essere i pesci cani!

«Non si sa mai; una indisposizione improvvisa, un crampo!

La signora Marri, che allargava le sue ali materne anche su Lucia, ritta su 'l limite estremo della spiaggia, su la sabbia umida, si smaniava a sventolare il fazzoletto, a chiamare.

«Tornate indietro!... A riva! a riva!... Oh Madonna, che ragazze arrischiate!... Indietro! indietro!

Qualche giovinotto faceva mostra di impietosirsi di quelle ansie materne, si tuffava nell'acqua, nuotava con foga per raggiungere le imprudenti e consigliarle al ritorno. Spesso erano parecchi i caritatevoli giovanotti, che per tranquillare la madre nuotavano a la volta delle figliuole. Ed allora il ritorno era gaio e festoso.

Ma quando le signorine uscivano sgocciolanti dal mare, i rimproveri fioccavano fitti.

Non riuscivano però a mortificarle, specie le tre sorelle, che rimbeccavano gentilmente la mamma, dandole della paurosa, dell'esagerata, che guastava loro il piacere non lasciandole godere in pace. E non di rado finivano con allungarle il muso.

Lucia, non appena fuori dell'acqua, si avvolgeva, nell'accappatoio, che Adele, la quale l'accompagnava sempre, le buttava prontamente su le spalle, e entrava subito in cabina a vestirsi.

Ella non aveva l'abitudine di gingillare su la spiaggia drappeggiata nel bianco mantello come facevano le amiche e quasi tutte le signore e signorine, le quali passeggiando o in molli atteggiamenti sdraiate su la sabbia, flirteggiavano con il terzo e il quarto nella confidenza favorita dal bizzarro costume.

Ella, sempre con Adele, si vestiva subito dopo il bagno e uscita dalla cabina, non si fermava a la spiaggia che il tempo necessario a non parere scortese; poi, via al suo nido, al di là dello scoglio.

Sì che, i giovinotti non avevano il tempo di farle la corte e se ne dovevano stare con il desiderio di avvicinarla, di parlarle, di sentirla parlare.

Il giovine ufficiale d'artiglieria, si faceva notare da tutti per il modo con cui la seguiva degli occhi, senza osare di accostarsele.

Ella aveva un contegno tale, senza essere nè seria nè impettita, che nessuno, neanche dei più arditi, avrebbe osato scherzare e ridere con lei, come facevano con le altre signorine.

«È una superbiosa!--si mormorava.

«È una _poseuse_!--osservavano le signore.

Ma tutti sapevano di lei, che oltre ad essere bella era anche ricca, una ereditiera; cosa che faceva perdonare a la superbia e trovar naturale la posa.

Poi che veramente, fra tutta la vivace elegante schiera di signore e signorine della spiaggia, Lucia, alta e snella, dal viso fine animato da due magnifici occhioni scuri, era certo quella che maggiormente colpiva e attirava.

Non sfoggiava; tutt'altro. Vestiva sempre abiti lisci di percale a colori smorti; in testa usava un cappellone a larghe tese, quasi sguernito. Semplicità che si criticava, come una posa anche quella.

Un giorno corse per lo stabilimento un guizzo di curiosità, a l'approdare d'un elegantissimo cutter, dal quale uscì un giovine alto e biondo seguito da sei marinai in costume bianco con fusciacca turchina.

Erano corsi tutti a vedere, ad ammirare la leggiera imbarcazione; gli uomini in mutandine da bagno; le signore e le signorine, chi ancora vestite, chi avvolte negli accappatoi.

Il giovine signore, che si indovinava proprietario del cutter, si arrestò un momento a guardarsi in torno; poi, con passi affrettati andò ad inchinarsi dinanzi a la signora Marri. Dopo alcune parole scambiate rapidamente, questa si alzò dal sedile e si fece su la riva additando le fanciulle che nuotavano.

Adele, lì presso, con l'accappatoio su 'l braccio, guardò con qualche sorpresa il signore, che non a pena l'ebbe riconosciuta, le si fermò dinanzi.

«Riverisco signor Svarzi!--fece la cameriera timidamente.

Il signor Svarzi strizzava gli occhietti miopi di sotto le lenti, per vedere Lucia, che nuotava tra i flutti gorgoglianti, mentre su 'l capo scoperto, il sole le ingemmava, delle sue iridi variopinte, la chioma bruna sparsa di goccioline, e i cavalloni parevano accarezzarla.

«Signorina Lucia!--gridò il giovine facendo delle mani ale a la bocca.

«Lucia! vieni!--gridò a sua volta la signora Marri.

La fanciulla si avanzò agilissima finchè toccò terra. E come si rizzò e vide il giovine, si rabbruscò in volto, salutandolo freddamente mentre si snodava i capelli che le si sciolsero intorno scintillanti e lunghissimi. Adele la avvolse subito nell'accappatoio e la seguì in cabina, dalla quale uscì prestissimo, stretta nella vesticciuola azzurra, il cappello in mano, tutta fresca e rosea; un vero amore.

Ma era un amore rabbuiato. Porse la destra al giovine, che si chinò a baciarla con evidente emozione; disse sotto voce alcune parole che parvero un rimprovero a giudicare dall'espressione del volto del giovine, e con la cameriera, lasciò la spiaggia.

Il signor Svarzi chiamò i marinari, salutò la signora Marri e le signorine e saltò nel _cutter_ che si staccò e prese il largo.

* * *

Il sole, al tramonto, si perdeva su la marina, in lontananza, in una nebbia di fuoco e l'aria spirava fresca e profumata dalle gaggie in fiore.

Lucia, ritta dinanzi al parapetto del terrazzo, rileggeva la lettera ricevuta poco prima da zia Marta. Era una lettera impressionante. Diceva del gran lusso introdotto nella villetta; diceva dello spreco pazzo di denari che gli sposi facevano nel loro viaggio.

«Il tuo povero papà ha perduto la testa--si sfogava la zia--spende e spande che neanche un Nabab. Il ragioniere capo della casa è impensierito; venne a confidarmi le sue ansie come a la persona più intima del padrone. A la fabbrica non so come procedano le cose. Ma mi hanno detto che furono licenziati parecchi operai, e limitati i lavori. L'ingegnere Del Pozzo sorveglia, lavora, non lascia la fabbrica che a notte fatta per rientrare il mattino prestissimo. Ma anche lui mi pare preoccupato; ed è un continuo spedire e ricevere telegrammi fra la casa e il tuo papà. Vorrei sbagliarmi, ma fiuto nell'aria qualche tempesta. Sono venuta a sapere che la signora Rabbi era ingolfata nei debiti, e che lui, lo sposo, li dovette pagare prima di sposarla. È una sposa, è un amore che costano cari al povero uomo. Ma egli scrive biglietti smaglianti di felicità. La passione lo ricinge intorno d'una fascia di luce vivissima che lo abbaglia ed accieca.

Ma io mi chiedo: «Come andrà a finire tutto ciò?... Adesso sono a Parigi, e fanno vita larga; poi andranno a Londra, quindi a Berlino e in fine a Pietroburgo; dovunque, dove la bellezza della sposa possa essere ammirata, e invidiata la fortuna del marito. Ma per tirar via a menare una vita compagna, non bastano certo le rendite d'un industriale a pena due volte milionario. Io comincio a preoccuparmi della cosa, te lo confesso. E tu non ci pensi?... Tu, parte interessata, lascierai correre l'acqua senza frapporre un ritegno?...»

A questo punto della lettera, Lucia alzò le spalle. Che ritegno poteva mai frapporre lei?... Aveva ella diritto di fare osservazioni a suo padre?... Poteva forse intromettersi in cose tanto delicate, senza parere presuntuosa, ardita, magari spinta da sordide intenzioni d'interesse?... Si sentì scottare la faccia a questa idea, che la offendeva nella sua delicatezza. No, non poteva; no, non voleva; sopra tutto, non voleva. E poi sua zia per certo esagerava. Possibile che suo padre fosse acciecato a quel punto?... Lui che aveva fatto la sua fortuna a forza di onesta accortezza, di economia, di ordine?... Possibile che la passione, per quanta forte, gli facesse dimenticare i suoi doveri verso di lei, l'unica figliola, e verso la società della quale s'era meritato la stima?... che gli offuscasse nell'anima il sentimento della dignità, lo isolasse per così dire, da tutto e tutti assorbendolo completamente?... No; ciò non poteva essere; per quanto bella, per quanto affascinante, una donna non può staccare un gentiluomo da suoi più legittimi, più santi doveri!... La zia doveva per certo esagerare, povera donna!

Chiuse il foglio, poggiò i gomiti su lo sporto della terrazza, riposò sentimento e pensiero nella maestosa solennità dello spettacolo che le si stendeva dinanzi; il mare, giù giù baciato dal cielo, in un caldo, rosso fremito d'esultanza; nulla di terreno fra lei e la grandiosità; nessun ostacolo fra la sua anima e l'idea di Dio. Godette un momento di felice astrazione; visse alcuni minuti della sublime vita dello spirito.

Ma fu un attimo; fu la rapida gioia concessa di rado alle creature davvero buone e nobili.

Fra lei e la solitudine sublime, si frappose, come freccia scagliata da dispettoso disturbatore, un'elegante leggiera imbarcazione; un _cutter_ dalla bandiera bianca e turchina, i marinai in costume bianco con fusciacca turchina, il _cutter_ del signor Aldo Svarzi.

Il rossore corse a la fronte di Lucia che si ritrasse bruscamente.

Quel signor Svarzi ormai si faceva ardito troppo. Non c'era giorno che non passasse nel suo _cutter_; e passava lambendo quasi la riva; e dinanzi a la casetta, spesso si fermava lasciando l'imbarcazione dondolarsi su l'onda.

Non mancava mai di comparire allo stabilimento nell'ora che ella vi andava strascinata dalle insistenze delle sorelle Marri; e lì mostrava pubblicamente, con affettazione quasi, di non occuparsi che di lei. Ed era un incrociarsi di occhiate bieche fra lui e l'ufficiale d'artiglieria, una scena muta che destava l'interesse degli oziosi, che dava luogo a supposizioni, a pettegolezzi d'ogni maniera.

Lucia ne era urtata, quasi offesa; sopra tutto inasprita. Le guastavano la solitudine, le rapivano la dolce quiete del suo angolo tranquillo. Perchè?... perchè?... non era dunque possibile vivere a proprio modo?... La libertà di passare i giorni nel soave silenzio seguendo abitudini care, non era dunque concessa a lei, figlia del facoltoso industriale, salutata e ammirata come ereditiera?...

«Che cosa conta essere ricchi, se con i denari non si può avere quanto si desidera?--sospirò, mettendosi a sedere nel salottino aperto su 'l terrazzo.

Le caddero gli occhi su la lettera della zia, posata sopra il tavolino.

«Sono io ancora ricca?--chiese a sè stessa, ricordando quanto la zia scriveva.

«Il signor Aldo Svarzi si arresterebbe a dondolarsi nel suo _cutter_ davanti a la mia casuccia, se io più non fossi la ricchissima signorina Ferretti?...

Sorrise fra sè e sè guardando al di là della finestra aperta, al punto dove il _cutter_ galleggiava.

Entrò Adele a dirle che era ora di desinare; la minestra era già in tavola.

Dopo pranzo aveva fissato di andare a Pruneto, una fattoria a mezza costa della collina, che le apparteneva da parte della sua povera mamma. La famiglia degli affittaiuoli erano gente di casa; nati e cresciuti lì a la dipendenza degli stessi padroni. Volevano molto bene a la signorina, e quando li andava a visitare era una festa.

Sarebbe andata anche al Camposanto, a visitare la tomba della mamma, della mamma cara, della quale tutta l'anima sua sentiva in quel momento, un imperioso bisogno. Oh se ci fosse stata lei, quella gentile, quella santa creatura!...

Stavano per andarsene tutti tre, poichè Bortolo era della compagnia, quando suonò il campanello e Adele annunciò con qualche ansia e stupore il signor Aldo Svarzi.

Lucia si senti dare un tuffo nel sangue.

Egli osava venirle in casa mentre sapeva ch'ell'era sola con la cameriera e il servitore!... Quello era un passo ardito, anzi sfacciato. O con chi credeva d'aver a che fare?... Impazziva forse per dimenticare così le più elementari regole di convenienza?... O pure... o pure...

Ricordò quanto la zia diceva nella sua lettera. Una supposizione ingiuriosa le sferzò il sangue; diventò pallida fino alle labbra e disse forte a Adele: «Di' al signor Svarzi che sono sola e... e... non posso...

Il resto le fu strozzato in gola dalla improvvisa comparsa dei signor Svarzi su la soglia. Non era più il giovine che si piegava in due dinanzi a lei e le si mostrava rispettoso, quasi impacciato. Un sorriso fatuo dava al suo volto scialbo un'espressione nuova e strana; negli occhi gli guizzavano lampi da conquistatore fortunato.

«La signorina non vorrà proibire a un vecchio amico di venirle a porgere in casa i proprï omaggi!--disse fissandola arditamente e sorridendo sempre del suo sorriso brutto.

Lucia se ne stava muta di sorpresa e di collera guardando il giovine con occhi aperti, sbarrati, torbidi. Aveva posato una mano su la tavola quasi per sostenersi; il tremito le agitava le labbra impedendole di parlare. Oh la sua supposizione!... adesso le si andava mutando in certezza e l'anima sua ne restava sconvolta e sgomenta.

«Sua zia mi aveva autorizzato di venire a porgerle i miei omaggi!--disse Svarzi, un po' scosso da quel contegno.

«Grazie!--rispose Lucia in un susurro.

E chiedendo scusa al signore, non trovò altro da dire se non che ella stava per uscire con Adele e Bortolo e non poteva fermarsi.

Il giovine Svarzi si fece contro lo stipite per lasciarla passare e la seguì senza nulla dire.

Fuori, Lucia, dopo alcuni passi si arrestò di stianto. Il signor Svarzi le si era messo di fianco e camminava di pari passo con lei. La voleva accompagnare; a lasciarlo fare, l'avrebbe seguila.

«Sfacciato... antipatico!--mormorò in petto la fanciulla, guardandolo negli occhi con muta interrogazione, atteggiando la bocca a disprezzo e disdegno.

«Perchè mi segue?... con qual diritto?--chiedeva l'espressione tutta del suo volto. Ma le labbra non emettevano suono, serrate dalla collera.

Stava per tornare indietro piantando lì su i due piedi il giovine signore, quando un improvviso chiacchericcio e un fruscio di passi, le fece volgere il capo a l'imboccatura d'un viottolo lì presso.

«Le signorine Marri!--disse Adele, che camminava avanti con Bortolo.

In fatti, le tre sorelle accompagnate dalla madre, apparvero tosto, ridenti e leggiadre nella loro fresca toeletta della sera.

Una vampa scottante salì al cervello di Lucia, mentre il signor Svarzi scambiava i saluti. Che cosa avrebbero pensato quelle signorine, che cosa avrebbe creduto la signora Marri, sorprendendola lì con il signore, ritti l'uno di fronte a l'altra come se li avesse chiamati un comune desiderio, forse la simpatia?...

Continuarono insieme il cammino. Ormai Lucia non avrebbe potuto tornare indietro senza parere scortese, peggio senza forse avvalorare il sospetto.

Ah! l'odioso sospetto ella lo indovinava negli occhi delle amiche, nella mal celata disapprovazione della loro mamma!... E non aveva torto la signora Marri di trovare inconveniente quell'apparente ritrovo fra lei e il giovine Svarzi. Da quando in qua, in fatti, una signorina per bene, che vive a la spiaggia sola con le persone di servizio, consente che un giovanotto l'accompagni nelle passeggiate e peggio nelle passeggiate serali?...

Turbata e eccitata da questi pensieri, Lucia prese a braccetto Olga, l'ultima delle sorelle Marri e s'incamminò con essa.

Il signor Svarzi si pose fra la signora Marri e le altre due signorine e prese a chiacchierare del più e del meno, scioccamente, secondo l'abitudine sua, da persona che non dice il proprio sentimento nè il proprio pensiero, ma ripete ciò che gli altri sentirono e pensarono, o meglio, blatera di superficialità e di insulsaggini, da molti battezzate con il pomposo nome di spirito.

Presero per il viottolo del poggio fra due filari di piante. Nell'afa calda e rosata del giorno agli ultimi bagliori, stagnavano i profumi troppo dolci e acuti dei mille fiori de' giardini. I contadini rincasavano con gli attrezzi in ispalla; una donna scalza, dalle gonnelle succinte, al di là delle piante, si spingeva innanzi due vaccherelle che si arrestavano ogni poco a pascere l'erba, a guardare con gli occhioni innocenti, a muggire ogni tanto.

Non si poteva arrivare fino a Pruneto; era troppo tardi. Ci sarebbero andati Adele e Bortolo. La signora Marri si sentiva un po' stanca; propose di riposare lì mettendosi a sedere sopra un tronco d'albero disteso per stagionare.

Olga e Lucia sedettero nel prato, al di là del filare, su un mucchio di terra vestito d'erba. Olga ciangottava a l'amica le sue confidenze, le sue speranze di fanciulla smaniosa di accasarsi, di avere un nido proprio, un nido morbidamente imbottito dove crogiolarsi riscaldata da un affetto immaginoso, dove sbizzarrirsi a suo piacere, a sua volontà. Oh non dovere più assoggettare la propria volontà, anzi dominare su l'altrui!... era questo il sogno più ridente, più vagheggiato di Olga.

Le altre due sorelle Marri, Corinna e Irma, a braccetto, presero per un senteruolo che guidava a un punto ove si poteva godere la vista del mare.

Il signor Svarzi rimase con la signora Marri.

Dal suo posto Lucia li sentiva discorrere con qualche vivacità. Certe parole che l'aria le portò nette e precise, la colpirono, svegliarono la sua curiosità, acuirono la sua attenzione.

Mentre Olga diceva con accento non interrotto, ella non pensava ad altro che ad afferrare qualche frase della conversazione fra la signora Marri e lo Svarzi.

E colse al volo una parte del dialogo.

«Quel povero Ferretti!--compiangeva la signora.

«Pazzo! pazzo da legare!--rispondeva il signore.

«La sua disgrazia è quella donna!... lui è da compiangere!

«Ma se lo sapeva che ella aveva già ruinato il primo marito, che era piena di debiti, che era una creatura pericolosa! Lo sapeva e l'ha sposata!... non è una pazzia questa?

«La ruina è proprio completa?

«Completa!

«O e la fabbrica?

«Si sta costituendo una società d'azionisti.

«E quella povera signora Marta?

«Mah!... vivrà della sua pensione di vedova!

«E Lucia!

Nè l'uno nè l'altra si erano accorti, che Lucia la quale si era alzata alle prime parole del dialogo, stava loro dietro le spalle. Si rivolsero sorpresi a sentirla dire con voce un po' rauca e tremante:

«Io dubitavo.--Il signore--e additava con una piega sprezzante intorno a la bocca, lo Svarzi--mi ha dato la certezza della disgrazia. Si è tolto la maschera fino adesso usata davanti a l'ereditiera; si è mostrato qual'è!.. Anch'io mi mostro qual sono, signore, senza il ritegno della convenienza. Ricca o povera, i miei sentimenti furono e sono i medesimi a suo riguardo. La prego di non inuggirmi, di non offendermi con il suo ardire tutt'altro che da gentiluomo!

S'inchinò dinanzi a la signora Marri, salutò Olga e sali con passo svelto per a la volta di Pruneto.

Aveva le mani fredde, le correvano dei brividi lungo il dorso, il cuore le batteva fino a la fontanella della gola; un fremito acre le serpeggiava nel sangue.

«Stupido... vigliacco!--badava a mormorare fra sè e sè.--Mi ha creduta così volgare di accettare i suoi omaggi ora che sono povera!... ha approfittato di questo momento doloroso per perseguitarmi con la sua insistenza, forse per compromettermi!.. Antipatico!--disse forte a gli ultimi bagliori del giorno, che andava morendo in un languore di luce, fra il zizzìo degli insetti, l'ultimo pigolare degli uccelli appollaiati, il lontano scroscio dell'onda, i mille profumi!

Arrivò a la fattoria ansimante e stravolta.

A l'accoglienza festosa degli affittaiuoli, a le premurose sollecitudini di Adele e Bortolo, rispose dando nel pianto; un pianto convulso, tutto singhiozzi e lagrimoni abbondanti; da bambina.

* * *

La giornata era bigia, oppressa da nuvoloni spessi e pieni. Il vento di mare soffiava forte. Sopra i monti cominciò presto a tuonare e balenare; caddero i primi goccioloni a strappare al suolo il caldo odore di terra bagnata; seguì uno scroscio; quindi una pioggerella insistente che scendeva a righe sottili fra la funebre tenda di nuvoloni che copriva i colli e la spiaggia.

Lucia, ritta contro lo stipite dell'uscio a vetri che dava su 'l terrazzo, vagava con gli occhi nell'aria annebbiata dalla piova, mentre in cuore le scendeva un senso di abbattimento. L'abbattimento pieno di tristezza che viene dal pensiero.