Rimatori siculo-toscani del dugento. Serie prima - Pistoiesi-Lucchesi-Pisani

Part 18

Chapter 181,030 wordsPublic domain

I. _Tenzone fra Gonnella Antelminelli, Bonagiunta e Bonodico._ I. Gonnella a Bonagiunta. Perché il ferro si lima col ferro, 91 II. Risposta di Bonagiunta a Gonnella. L'un ferro vince l'altro per forza dell'acciaio, 92 III. Risposta di Bonodico a Gonnella. Il ferro corrode il ferro per artifizio, ivi IV. Risposta di Gonnella a Bonagiunta. Perché vera arte non si può imparare?, 93 V. Risposta di Bonagiunta a Gonnella. L'arte corregge la natura; ma, mentre vuol sollevarla, non cerchi d'opprimerla, ivi

II. _Tenzone fra Bartolomeo e Bonodico._ I. Bartolomeo a Bonodico. Se donna gentile debba amare amante baldo e ardito o incerto e dubbioso, 94 II. Bonodico a Bartolomeo. Donna valente deve amare colui che a lei piaccia, 95

III. GONNELLA DEGLI ANTELMINELLI.

_Stanza._ Come deve contenersi il franco amatore?, 97

IV. FREDI.

_Canzone._ È caduto dall'altezza primiera, ma spera di risollevarsi, 99

V. DOTTO REALI.

_Canzone._ Privazioni e disagi, che sostiene per causa d'amore, 101

_Sonetti._ I. A Meo Abbracciavacca. Domanda schiarimenti perché egli abbia cuore scontento e volontá perfetta, 104 II. Allo stesso. Sulla questione: Se l'anima viene compíta da Dio, com'è che può fallire, 105

NOTA, 107

GLOSSARIO, 121

III — RIMATORI PISANI

I. GALLO O GALLETTO.

I. Ha ricevuto da madonna una rosa e molto spera per questo lusinghiero principio, 135 II. Canzone equivoca. Si lagna che da piú d'un anno sia caduto in servitú di lei, e ne loda le bellezze, 137

II. LEONARDO DEL GUALLACCA.

A Gallo. Brutti lacci quelli d'Amore, e quanti affanni esso procura!, 139

III. PANUCCIO DEL BAGNO.

I. È contento di servire madonna, 143 II. È contento di soffrire gravi pene per lei, 145 III. Si lagna d'aver perduto la gioia che prima aveva avuto, amando madonna, 148 IV. Si lagna delle pene in cui si trova per servire madonna, 150 V. Ancora mostra il suo dolore per la crudeltá di lei, 152 VI. Si lamenta ancora di dover tanto soffrire per essere servo d'Amore, 155 VII. Si lamenta delle prepotenze e ingiustizie che commetteva in Pisa la parte che spadroneggiava al governo della cosa pubblica, 158 VIII. Vorrebbe trovar rimedio contro le pene d'amore, ma non sa come, 161 IX. Dice d'esser tutto preso dall'amore di lei e di non avere altro pensiero, 164 X. Rintronico. Consiglia a soffrire le avversitá con rassegnazione, sperando d'averne un giorno lenimento, 167 XI. Non potendo piú reggere alle amare pene che lo affliggono, si risolve a parlarne, ma in forma coperta, perché non lo intenda un tal Corso, 169 XII. Anche qui parla chiuso, per dare sfogo al dolore che lo affanna, 171 XIII. L'anima viene pura dall'alto; ma si guasta poi e si travia, come quella del poeta, che ha dato a madonna l'impero del suo cuore, 173 XIV. Instabilitá della fortuna, 174 XV. Conforta un amico d'un grave dolore che lo affanna, 175 XVI. Dice ad un amico come giá da tre anni sia servo d'amore, e gli domanda consiglio, ivi XVII. Esorta altri a mostrare, ch'è tempo, il proprio valore, per togliersi dal basso stato, ov'è caduto, 176 XVIII. Discopre le sue pene per essere in signoria d'amore, 177 XIX. Si lamenta di vedere abbandonata la giustizia e trionfare la slealtá, 178 XX. Ogni sua volontá, ogni diletto è in piacere a lei, 179 XXI. Amore ha preso tutta la sua anima ed è porto d'ogni sua virtú, ivi XXII. Ha la graziosa immagine di madonna fissa sempre in cuore, 180

IV. BETTO METTEFUOCO.

Si mostra lieto di essere in servitú d'Amore per una donna avvenente, 181

V. CIOLO DELLA BARBA.

Chiede a madonna, poiché è in tutto servo di lei, che si mova a pietá del suo amore, 185

VI. PUCCIANDONE MARTELLI.

I. Si lagna delle pene che gli dá Amore e chiede a madonna che si mova a pietá del suo dolore, 187 II. Della gioia che prova a guardar lei, 190 III. Si lagna che madonna lo faccia tanto soffrire, 191 IV. Si lamenta che Amore lo abbia ingannato, e lo prega a far sí che madonna abbia pietá di lui, 192 V. In madonna è ogni bellezza e gentilezza, ed è onorato chi ha fermezza in amar lei, 194

VII. BACCIARONE DI MESSER BACONE.

I. Stolti coloro che lodano Amore, fonte di tanti mali, 195 II. Si lagna di Amore, che con tante pene lo tormenta, e chiede perdono a Dio d'essersi fatto schiavo di lui, 199 III. Esprime il dolore che sente a veder governata Pisa da tali che non curano il bene e fanno strazio della patria, 202

VIII. GERI GIANNINI.

I. A Natuccio Cinquino. Si duole della sua dolorosa vita e chiede pietá a Dio, 205 II. Risposta di Natuccio Cinquino. Conforta il dolore che ha, sperando che abbia una volta a finire, 206 III. A Si. Gui. da Pistoia. Se preferisca che la loro amicizia invecchi o sia sempre fresca, ivi

IX. NATUCCIO CINQUINO.

_Tenzoni fra Natuccio e Bacciarone._

I. 1. A Bacciarone di messer Bacone. Perché il dolore e la gioia siano date all'uomo sempre per il suo meglio, 209 2. Risposta di Bacciarone. Nel dolore l'uomo impara a soffrire, e nelle prosperità apprende ad essere grato a Dio, 210 II. 1. A Bacciarone di messer Bacone. Perché il peccato sia piú amato che fare e dire il bene, 210 2. Risposta di Bacciarone. Il peccato è amato piú del bene a causa dell'abitudine, che è piú forte della natura e della ragione, 211

X. LOTTO DI SER DATO.

I. Loda la bellezza e la virtú della sua donna e le chiede scusa se non sa celebrarla come essa merita, 213 II. Si lamenta della sua infelice vita e soprattutto di essere abbandonato dalle persone piú care, 215

XI. NOCCO DI CENNI DI FREDIANO.

Si lagna che madonna gli abbia prima fatto sperare d'aver gioia del suo amore, e poi lo abbia ingannato, 219

XII. GERONIMO TERRAMAGNINO.

I. Dice ad un poeta che è bene riflettere lungamente prima di parlare, 223 II. Doctrina de cort, 224

NOTA, 251

GLOSSARIO, 275

INDICE DEI CAPOVERSI, 287

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le correzioni indicate nella sezione "Errata corrige" sono state riportate nel testo. Il testo spazieggiato nella "Doctrina de cort" è stato segnalato con ~ ~.

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