Ricordi di un garibaldino dal 1847-48 al 1900. vol. II
Part 22
«All'opera del Mio Genitore diede ausilio, ed aggiunse grazia e splendore quella della Mia Augusta e Venerata Genitrice, (_Lunga ovazione e grida di Viva la Regina Margherita_) che Mi istillò nel cuore e Mi impresse nella mente il sentimento del dovere di Principe e di Italiano (_Applausi vivissimi_). Così all'opera Mia si aggiungerà, quella della Mia Augusta Consorte, che nata anch'Essa da forte prosapia, si dedicherà intieramente alla Sua Patria di elezione. (_Applausi ripetuti e grida di Viva la Regina_).
«Dell'amicizia di tutte le Potenze abbiamo eloquente prova nella partecipazione al Nostro lutto coll'intervento di Augusti Principi e di Illustri Rappresentanti; (_Applausi_) ed Io mi dichiaro a tutte profondamente grato.
«L'Italia fu sempre efficace strumento di concordia, e tale sarà altresì durante il Mio Regno, nel fine comune della conservazione della pace. (_Approvazioni_).
«Ma non basta la pace esteriore. A noi bisogna la pace interna, (_Vivi e prolungati applausi--grida di Viva il Re_), e la concordia di tutti gli uomini di buon volere, per isvolgere le nostre forze intellettuali e le nostre energie economiche. (_Approvazioni_).
«Educhiamo le nostre generazioni al culto della Patria (_Approvazioni_), all'onesta operosità, al sentimento dell'onore (_Benissimo!_); a quel sentimento a cui s'inspirano con tanto slancio il Nostro Esercito e la nostra Armata (_Applausi prolungati--grida di Viva l'Esercito, Viva l'Armata_), che vengono dal popolo e sono pegno di fratellanza, che congiunge nell'unità e nell'amore della Patria tutta intiera la Famiglia Italiana. (_Lunghe e prolungate ovazioni_).
«Raccogliamoci e difendiamoci con la sapienza delle leggi e colla rigorosa loro applicazione (_Applausi vivissimi_). Monarchia e Parlamento procedano solidali in quest'opera salutare. (_Benissimo!_)
_Signori Senatori. Signori Deputati!_
«Impavido e securo ascendo al Trono (_Ovazione lunghissima; grida ripetute di Viva il Re_) con la coscienza de' Miei diritti e doveri di Re (_Triplice salva di applausi_).
«È necessario vigilare e spiegare tutte le forze vive, per conservare intatte le grandi conquiste dell'unità e della libertà (_Applausi_). Non mancherà mai in Me la più serena fiducia nei nostri liberali ordinamenti (_Applausi_), e non Mi mancherà la forte iniziativa e la energia dell'azione (_Grande ovazione e grida ripetute di Viva il Re_), per difendere vigorosamente le gloriose Istituzioni del Paese, retaggio prezioso de Nostri maggiori (_Approvazioni_).
«Cresciuto nell'amore della Religione e della Patria, invoco Dio in testimonio della mia promessa, (_Triplice salva di applausi e grida di Viva il Re!_) che da oggi in poi il Mio cuore, la Mia mente, la Mia vita offro alla grandezza ed alla prosperità della Patria. (_Lunga ovazione che dura_ _per parecchi minuti e grida ripetute di Viva il Re Viva la Regina, Viva Casa Savoia_).
Parole esprimenti alti sentimenti patriottici degne del discendente dell'Avo immortale--Il Padre della Patria--e del Re Buono suo magnanimo genitore Umberto I.
* * *
Giunto alla fine di questi ricordi che sono una eco di storia ripercuotentesi intorno a me--e che riassumono pagine di vita vissuta nelle grandi ore per la libertà della patria--si affollano alla mente mia le sembianze care e gloriose di tutti i compagni dei giorni eroici e lontani--le immagini dei pochi superstiti--dei molteplici morti--dei saliti in alto sulle cime della rinomanza--degli umili rimasti oscuri, non ostante il sagrifizio del sangue e l'altezza divina del sogno!
Amici, compagni, sacre legioni di combattenti, come appaiono lontani i tempi nei quali vibrava così piena, così fulgente, così feconda la giovinezza dei nostri cuori e la visione bella dell'Italia sorgente! Quanto appaiono lontani! e come sono diversi da quelli d'ora.
Eppure anche oggi non mancano alti e nobili ideali che s'impongono alla mente ed al cuore delle nuove generazioni!
Per noi, vecchi--nessuna cosa quaggiù, fu ed è più cara della patria! neppur la famiglia che è pur tanta parte di noi stessi.
L'Italia--una--indipendente--forte--fu il nostro ideale--e nessun sagrifizio ci parve abbastanza grande perchè questo ideale fosse raggiunto.
E Voi giovani non sarete da meno dei vecchi padri vostri--come noi--voi pure sentite nell'anima agitarsi prepotente l'amore della patria--voi pure sentite che la terra sacra a cui natura pose i confini che Dante scolpì nel verso immortale, aspetta anche qualche cosa da Voi--Voi sentite che dal monte e dal mare sospirano cuori fraterni, invocanti libertà di lingua, di costumi e di coscienza e comprendete che non è piccolo ideale il completare la grand'opera che fu cementata col sangue dei padri vostri!
Col progredire dei tempi è giusto che nuovi problemi si agitino; che nuove correnti siano determinate dalla forza e dalla fede dei giovani--ma ciò deve raggiungersi senza rinnegare quello che è fondamento alla vita delle Nazioni; la custodia gelosa delle conquiste fatte; l'autorità sempre ferma contro coloro che in un campo o nell'altro cercano minare la sicurezza della patria e diminuirne il sentimento o la dignità.
O giovani, credetelo! I grandi problemi sociali non si risolvono con l'appello all'odio, alle ire, alle malvagità; chi questo consiglia è nemico di ogni civile progresso--è nemico del popolo, di cui si vanta di propugnare la causa.
O giovani, i vostri padri vi hanno dato una patria che dalle brutture dell'oppressione e della tirannia, in breve volgere d'anni è giunta a tale altezza da meritare le maggiori considerazioni fra i popoli civili.
Ispirandovi all'esempio del passato, attingendo sempre maggior fiducia nella giovinezza del paese, personificata nella giovinezza del Re, a cui l'età ha concesso la provvida vigoria degli impulsi rinnovatori, e il carattere e l'intelletto hanno dato la saggezza e la maturità che affida, non avete che a serrarvi intorno a lui, sicuri che Egli condurrà la patria verso i suoi gloriosi destini.
Stringetevi, o giovani intorno al Re Vittorio Emanuele III che, raccolta la Corona nel sangue paterno, seppe anche far scaturire dal cuore e dalla volontà Sua tanta luce di nobili propositi, tanta fiamma di affetti generosi, tanta coscienza della tradizione storica e dell'ufficio che i nuovi tempi domandano!
A noi generazione morente colla pace dell'al di là--non sorride che la speranza nei figli--che debbono--far più prospera--più concorde--la patria che adorammo e sogneremo in perpetua vittoria fin negli estremi riposi....
* * *
E ora, a Voi vecchi compagni d'arme, dei quali ho fugacemente e troppo modestamente riassunti i ricordi e gli ideali, il saluto mio pieno d'amore e di ricordi.
FINE DEL SECONDO ED ULTIMO VOLUME.
INDICE
CAPITOLO XIX.--1860--Spedizione dei Mille--Marsala-- Salemi--Calatafimi--Palermo--Milazzo-- Reggio Calabria--Napoli--Volturno. Liberazione dell'Italia Meridionale consegnata a Vittorio Emanuele II.......... Pag. 3
" XX.--Liberazione dell'Umbria e delle Marche--Castelfidardo--Ancona............... " 101
" XXI.--Ritiro di Garibaldi a Caprera............... " 146
" XXII.--Presa di Capua e di Gaeta................... " 147
" XXIII.--Aspromonte--Sollevazione in Polonia......... " 156
" XXIV.--Guerra del 1866--Liberazione del Veneto..... " 182
" XXV.--Campagna dell'Agro Romano--Montelibretti-- Roma--Monterotondo--Mentana.................. " 253
" XXVI.--Il 1870--Digione--Entrata in Roma........... " 303
" XXVII.--Morte di Mazzini............................ " 339
" XXVIII.--Morte di Vittorio Emanuele II............... " 343
" XXIX.--Ultimi giorni e morte del generale Garibaldi " 352
" XXX.--Sbarco a Massaua--Guerra Abissina........... " 361
" XXXI.--Volontari Italiani in Grecia................ " 424
" XXXII.--Orrendo misfatto--Morte di Umberto I........ " 443
APPENDICE
agli avvenimenti del combattimento del 15 maggio 1860 sostenuto dai Mille sbarcati a Marsala e dalle Squadre Siciliane.
Ritenuta la non dubbia importanza di alcuni documenti che sono lettere del Dott. Pietro Ripari, che all'ultima ora ci pervengono, non esitiamo a pubblicarle; riferendosi essi alla memoranda giornata di Calatafimi.
ELIA.
* * *
Lettera del Dott. Pietro Ripari, Capo medico dell'ambulanza dei Mille, con la quale si trasmette un'ordine del generale Garibaldi al Dottore Ignazio Lampiasi, ora deputato al Parlamento.
«_Sti.mo sig. Dott. e Prof. in chirurgia_ «_Don Ignazio Lampiasi_,
«Un ordine del generale Garibaldi mi impone di seguirlo col corpo medico dell'ambulanza.
«Dei feriti che trovansi qui in Vita, i più leggermente offesi, saranno entro oggi trasportati in Calatafimi, in quello Ospedale.
«La cura dei gravi, che resteranno nel convento di S. Francesco, dovendo essere affidata a uomini esperti nell'arte, io la invito, dietro comando del Generale a volere compiacersi di assumerla Ella; la quale eventualità, le aprirà la via a far risaltare maggiormente il di Lei valore come chirurgo.
«Ella entra quindi in carica officiale fin da questo giorno e veste l'autorità mia in Vita, che non ha limiti per tutto ciò che riguarda i bisogni, i vantaggi, i comodi dei feriti, ed anche il loro vivere lauto, se avviati a convalescenza, o recati a guarigione.
«Ho l'onore di rassegnarmele con distinta stima
«Collega Dott. PIETRO RIPÀRI «_Capo medico dell'ambulanza generale pei Cacciatori delle Alpi in Sicilia._
«Di Lei stimatissimo sig. Dottore e Professore in chirurgia.
«Vita, 17 maggio 1860».
16 settembre 1860--Visto per la firma del Dott. Ripàri--Il Direttore dell'Ospedale Garibaldi--GR. UGDULENA--Palermo.
«_Sig. Dottore stimatissimo_,
«Nella di Lei lettera del 24, ricevuta oggi, da due Signori di squisiti modi e di piacevole conversare, sento da questa, che i pochi feriti rimasti alla di Lei cura, versano in condizioni di buona, e tra breve di perfetta salute, e ne godo insieme con Lei.
«Mi conforta pure il sentire che buon'aria, pulitezza ed altri conforti presta loro Salemi, ai quali vantaggi aggiungendo il di Lei noto valore dell'arte, mi rende certo della salvezza di tutti.
«Non ho potuto oggi fare parola al Generale della necessità in cui si trovano i feriti di altro denaro, ma ne terrò parola domani e credo potrò ottenere un altro ordine di pagamento di denaro per essi.
«Qui pure abbiamo a deplorare perdite dolorose di prodi che hanno suggellato col sangue il patto antico della giurata libera nazionalità d'Italia: sia lieve la terra ai generosi, e dormano l'eterno sonno avviluppati nel loro mantello di gloria.
«Mi abbia con distinta stima
«Dott. PIETRO RIPÀRI «Capo medico».
Seguono altre lettere dello stesso Ripári e di altri che gettano molta luce sui memorabili avvenimenti di quella ambulanza.
E noi esortiamo l'on. Lampiasi di pubblicare tutti i documenti e le notizie di quel periodo memorabile nel quale egli ebbe tanta parte.
ELIA.
* * *
Note di trascrizione: pag. 5 Bisognava accertarsi [accertasi] pag. 9 Rossi, Schiaffino [Shiaffino] pag. 21 Sirtori Giuseppe [Giusepe] pag. 34 i Carabinieri Genovesi [Genevesi] pag. 44 Calatafimi [Calatafini], 16 maggio. pag. 45 a Calatafimi [Calatafini], pag. 52 in nome di Vittorio Emanuele [Emanuale] pag. 59 Medici aveva con sè [se] pag. 60 da altre parti [altri parte] dell'isola pag. 62 dà [da] incarico al Medici pag. 62 dal battaglione Dunn [Duun] pag. 65 e dà [da] gli ordini necessari pag. 65 quanti tentano [tentono] appressarsi pag. 76 all'Assemblea repubblicana [republicana] francese pag. 78 il soproggiungere [soproggiungere] dei Garibaldini pag. 80 chiamava a sè [se] il suo capo pag. 82 dai [dei] forti di Capua pag. 91 comandante del [dei] battaglione pag. 97 il Malenchini promosse [promossi] capitani pag. 112 divorata [didivorata] la via pag. 113 un po' [un po] di riposo pag. 121 rinforzarono [rinforsarono] il 7º pag. 121 in un'ora [un ora] l'intero battaglione pag. 125 il generale Lamoricière [Lamoriciér] pag. 126 tolleranza cristiana a [e] chi pag. 133 Il mio magnanimo [magnamino] alleato pag. 143 trionfi della libertà [libertì] pag. 149 la [le] 3ª e la 4ª pag. 149 in fuga il nemico [menico] pag. 149 bersaglieri esaltati [e saltati] dalle riportate vittorie pag. 158 un valorosissimo [valorossimo] ufficiale pag. 164 bandì l'insurrezione [isurrezione] pag. 169 she will [vill] answer pag. 180 che non si sottoscrissero [sotscrissero] pag. 182 chiamato a sè [se] pag. 182 La Marmora [Lamarmora] incaricava pag. 184 Benchè [Benche] ciò fosse grave pag. 190 il miglior piano di campagna [camgna] pag. 195 In conseguenza di questo presupposto [presuposto] pag. 196 avere con sè [se] seimila uomini pag. 198 da un lato ad Hano [così nel testo] pag. 204 riuniti intorno a sè [se] pag. 205 le importantissime posizioni [posizione] pag. 205 generale La Marmora [Lamarmora] pag. 205 portare soccorso a [e] quella pag. 207 ricevuti dal La Marmora [Lamarmora] pag. 211 Il generale senza [senga] esitare pag. 213 il comando [comandò] del generale Garibaldi pag. 217 a precipitosa [precisitosa] fuga pag. 217 vi presero parte [patte] pag. 220 agli ordini del Castellini [Castellino] pag. 222 impedire al nemico [menico] pag. 224 con furia irresistibile [irresistebile] pag. 233 dal [dal dal] Garda salivano a Trento pag. 237 comandante divisionale [divisonale] pag. 248 dalla tolda [tolta] della nave pag. 251 Il generale La Marmora [Lamarmora] pag. 251 col generale La Marmora [Lamarmora] pag. 262 è [e] il solo caso in cui pag. 267 non si dà [da] per vinto pag. 267 riunito intorno a sè [se] pag. 274 il loro glorioso Calatafimi [Calatafini] pag. 278 fatto sagrifizio di sè [se] pag. 283 al di là [la] dei ponti pag. 286 un'altra [un altra] volta pag. 287 nè [ne] essere meno di 30 pag. 288 l'avanguardia veniva attaccata [attacata] pag. 295 li portasse con sè [se] pag. 305 il fratricidio [fraticidio] della repubblica Romana pag. 306 ma con freddezza [fredezza] pag. 306 immediatamente presso di sè [se] pag. 309 organizzazione [organizzione] alquanto improvvisata pag. 309 circa ventimila [ventimile] uomini pag. 310 centosessantasette [centossantasette] prigionieri pag. 311 sparare in un [un un] attacco pag. 314 che avevano [aveva] fiancheggiato pag. 315 forti posizioni di Talant [Talans] pag. 317 del generale Bourbaky [Bourbacky] pag. 318 arrivare a Montbard, Châtillon [Chatillon] pag. 325 sostennero [sostennnero] pure l'urto pag. 326 muniti di feritoie [ferritoie] pag. 332 accolto [acccolto] dalla maggioranza pag. 335 depositario dell'integrità [dall'integrità] pag. 336 Noi occuperemo pertanto [pertando] pag. 338 Il Duca d'Aosta [D'Aosta], con voce commossa pag. 348 si sentì [senti] un po' [po] meglio pag. 349 la malattia è [e] ben grave pag. 356 sussurrò [sussurò]: "lasciatele stare pag. 364 nè [ne] avvalerci della bella opportunità pag. 369 e di circa 225 indigeni [indigini] pag. 373 combattimento contro le [lo] pag. 374 Il generale Barattieri [Baratieri] non perdè [perde] tempo pag. 375 Il Barattieri [Baratieri] che aveva ottenuto pag. 375 Barattieri [Baratieri] decise di prevenire pag. 378 ai maggiori Toselli e Hidalgo [Hidaldo] pag. 380 gli ordini opportuni [opportunni] pag. 382 ponesse la sua dimora nell'Agamè [nall'Agame] pag. 387 aveva poi concentrate [cencentrate] pag. 388 La colonna di ras Oliè [Olie] pag. 390 ma il [ii] numero esorbitante pag. 392 il presidio di Macallè [Macalè] pag. 394 Mentre i nostri a Macallè [Macalè] pag. 403 non poterono togliersi [togliarsi] pag. 403 Era uno [nno] spettacolo pag. 403 Quanti valorosi [volorosi] ufficiali pag. 403 non è [e] possibile dire pag. 403 il colonnello [connello] Nava pag. 403 nella convalle presso Rebbi Arienni [Rebbi-Arienni] pag. 403 Quando Barattieri [Baratieri] pag. 403 fu raggiunto dal [del] tenente pag. 404 sul ciglio del colle Rebbi Arienni [Rebbi-Arienne] pag. 404 formazione di [di di] ammassamento pag. 404 visto il generale Barattieri [Baratieri] pag. 404 impensierito [impensiesito] di non avere pag. 405 ne erano [erane] grandemente preoccupati pag. 405 va [và] verso Adua pag. 405 si precipitano giù [giu] pel burrone pag. 406 con un pugno [puguo] di bravi pag. 407 nè [ne] alcuna dal Comando pag. 411 la brigata Dabormida [Damormida] avrebbe visto pag. 412 pronti [prontt] per l'assalto pag. 418 là [la] si trovarono pag. 420 alla battaglia di Debra-Ailà [Debra-Ailat] pag. 422 vi era lì [li] appresso pag. 425 sotto il comando [ilcomando] del maggiore pag. 432 la divisione Hairi Pachà [Pacha] pag. 432 del generale Hairi Pachà [Pacha] pag. 434 a sua volta li fulminava [fuminava] pag. 434 tutti provvisti [provisti] di fucile pag. 434 uno splendido [un splendito] bersaglio pag. 435 diedi ordine a Martinotti [Martinoti] pag. 436 comandante la [le] Legione Filellenica pag. 442 una volta [valta] il nome italiano pag. 447 ai sicarî. (Vivissime approvazioni [approvaziani] pag. 447 al parricidio. (Vivissime approvazioni [approvazione] pag. 459 Il presidente della Camera dà [da] comunicazione pag. 459 des sentiments de mes collègues [collegues]
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