Ricordanze

Part 5

Chapter 51,107 wordsPublic domain

Ultimo amor de la mia vita, or come Volgono i giorni tuoi, poi che ne volle Novamente divisi il fato avverso? Io, quale infermo sognator, che assai Co 'l travolto pensier mari e paesi Visitò sorvolando, e campi lieti D'assidue primavere e monti d'oro Miro stupito, ed allegrossi al bacio Voluttuoso d'un'aërea forma Fuggitiva con gli astri, ove a l'usata Luce si svegli, doloroso intorno Mira il povero letto e qualche pio Volto che piange il dubitante amico, Io deserto così, così dolente Mi travaglio ne l'alma, or, che lontano Dai pietosi occhi tuoi, riveggio il nero Limitar de la mia stanza campestre, E solingo m'aggiro ove altra cosa Che ti guardi non è tranne il cor mio. O mio diserto amor, fu dunque un vôto Sogno la mia felicità? Ben sento Sovra la bocca mia qualcosa io sento Che di te mi favella; odo nei santi Penetrali del cor la tua promessa; Arde, sol ch'io ti nomi, arde il mio sangue Un dolce ed infinito impeto, e come Dolorosa armonia dentro mi piange Tutto l'affanno de l'estremo addio. O mio lontano amor, no, non fu vôto Sogno la mia felicità! Con queste Derelitte mie braccia io tante volte La tua snella persona al cor mi chiusi; Con queste labbra mie bevvi la vita Che spremea da le tue labbra l'amore; E il languir dei tuoi grandi occhi, e i sorgenti Ai sussulti d'amor veli negletti Con questi occhi mirai ch'or apro al pianto. O lontano amor mio, ricordi i giorni Cui diede Amor tant'ale e tante rose? Come colombe ci amavam; quest'egre Giornate mie correan rapide e belle Come raggio di luce! Ai nostri amplessi Breve era il tempo; a le speranze nostre Poca la terra; indifferente e muta Coi suoi stolti tripudi e i suoi dolori A noi dintorno discorrea la vita Senza ieri o domani; e se del cielo Mai ne sorse disio, come smarrite L'alme nostre il cercâr dentro ai nostri occhi. Dove ti cerco io più, dove tu sei, Luce e respir de la mia vita? Io sento Di quest'ultimi fiori, onde s'ingemma Il romito vïal del mio giardino, La modesta fragranza; ad uno ad uno Sorger miro i tremanti astri, ma il dolce Sospir non sento dei tuoi labbri, e in mezzo A tanti astri i tuoi mesti occhi non miro. Dove ti cerco io più, dove tu sei, Luce e respir de la mia vita? Io sorgo Mattutino con l'albe, erro pe' monti Come pazzo fantasma, e le rugiade Scintillanti su l'erbe avido io bevo, Ma dolcezza e virtù pari non hanno A le lacrime tue. Mormora il bosco Secreti inni d'augelli, occulti amori Di zeffiri e di ninfe, io dolorando Chiamo su 'l labbro mio le tue canzoni Dolcissime di tutto, e come avvolta Entro un mar d'armonie l'alma sen fugge Verso quel ciel dove tu aspetti e piangi. Oh! non pianger così! Questa ch'io vivo Da te lontan vita non è; perduta Vela per ampio mare, irto di negre Rupi e di mostri päurosi, in preda Di scatenati demoni, lontana D'ogni luce di faro e d'ogni riva, La mia vita or somiglia; e quando inqueta E tempestosa più l'anima freme, E i cari regni del passato e i neri Profondi abissi del doman vïaggia, Allor tacita più, più inerte e immota Stagna la vita mia. Fulmina il sole I suoi fervidi raggi, ed io per terra Qual vilissima cosa, immobil, muto D'altri ignaro e di me giaccio, ed aspetto Qual mai cosa non so, ch'or mi tien forma D'una candida sposa, or si tramuta In un fosco disìo che par la morte. Lascia talor dai suoi morbidi rami Qualche stella cader nitida e fresca Il mio pietoso gelsomin, l'antico Confidente dei miei sogni, e la posa Con occulta pietà su' miei capelli, Fra cui leggera e trepida intrecciossi Tante volte la tua mano, e su 'l fronte Scivolando freschissima, diffuse Mille brividi ardenti entro al mio sangue. Strani e inqueti così volgono i giorni Ch'io lontano da te vivo tra queste Luttüose pareti, ove non scherza Raggio di luce mai, dove non sorge Spirto alcuno di gioia, e vi si asside Tenebroso il silenzio, o vi si aggira Ululando una bruna ombra, che nulla Di vivente non ha tranne il dolore. Povera madre mia! Di me sol'uno, Dopo il pianto ella vive! Avria già chiusi, Senza l'amor che al viver mio consacra, I suoi vedovi giorni entro a la fossa, E raggiunto anzi tempo il cener santo Del mio padre infelice! Io la lasciai Derelitta e piangente, e a le tue braccia, De l'universo immemore, mi spinse Quell'occulta virtù, che volge al cielo Ogni pallida fiamma e a le nascenti Rose del giorno il pellegrino augello. Povera madre mia! M'aspettò tanto, Tanto pregò propizii al mio ritorno L'amor, l'onde, i celesti! Io la guardai Come straniero, allor che con le aperte Braccia al collo mi corse; ignota al core Mi suonò la sua voce; indifferente Passò sovra le mie guance il suo pianto, E se dolce parola ebbe il mio labbro, S'ebbe lagrima il ciglio, era a te vòlta La mia dolce parola e il pianto mio! Deh! perdonami, o madre! Amor s'è fatto Tal tiranno di me, che a nulla io vivo Fuor ch'ai governi suoi. Splendido e sordo Siccome fiamma voratrice, egli arde Nel petto mio; sugge il mio sangue, avvolge Tutti nel suo furor memorie e cose Ed affetti e speranze, e grande e solo Sopra il fatto deserto ei vive e regna! Pur la vita mi è cara, e nuova attingo Virtù dal pianto. Dal mio pianto io miro Sorger come una dolce iri di pace, E crescer fra le mie lacrime il fiore D'una cara speranza. Oh! tu che sai Tutta l'anima mia, tu che sol vivi De la promessa del mio cor, lontana Gioia e sol'aura che il mio cor respira, Tu quel fior con le pure aure alimenta De la tua fedeltà! Forse, o ch'io sogno Non concesse dolcezze, al nostro amplesso Presiederà quella serena e pia Divinità che da gran tempo invoco A la sorda fortuna, ed ove indegne Fian l'alme nostre del divin suo riso, La pace mia la chiederò a la morte!

FINE.

INDICE

DEDICA _pag. 1_

PARTE PRIMA » 3

_Partenza_ » 5 _A te sola_ » 8 _Il Mandorlo_ » 12 _A Maria_ » 17 _A gentile operaia_ » 21 _Addio_ » 26 _Unica mea_ » 31 _A fanciulla inferma_ » 34 _A Ghita_ » 39 _A un segatore di pietre_ » 43 _Due fiori_ » 49 _Luna sulle nevi_ » 51 _Ad A. Salvini_ » 57 _Sole d'inverno_ » 62 _Ultimo Autunno_ » 69

INTERMEZZO » 79

_Francesca da Rimini_ » 81

PARTE SECONDA » 133

_Alla Natura_ » 135 _A Francesco dall'Ongaro_ » 141 _A Madonina_ » 147 _Un Astro_ » 150 _Cara se vuoi saper..._ » 153 _Alle Lucciole_ » 155 _A Giselda_ » 161 _Un Giunco_ » 171 _Nel Natale_ » 174 _Tedio_ » 177 _Io le dicea tremando..._ » 180 _I tuoi baci_ » 182 _Penso talor..._ » 184 _Villeggiatura_ » 187 _Autunno_ » 191 _Lontananza_ » 195

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.