Resa a discrezione Teatro in prosa vol. II

Part 6

Chapter 6845 wordsPublic domain

SCENA VI.

ELENA e D'ALMÈNA

ELENA (_vedendo entrare D'Almèna_)

Voi? Vi avrei cercato. Filippo vi ha detto ogni cosa. Ho scongiurato Andrea di perdonarmi, mi sono fatta cencio al suo cospetto, invano. L'avevo preveduto e avevo disposto dapprima all'uopo. Fui ingiusta con voi e volli dirvelo per mostrarvi in qual conto vi tengo. Domani partirò. Ignoro se tornerò più mai a Roma.

D'ALMÈNA

Partite con Filippo?

ELENA

Perchè no?

D'ALMÈNA

Con Filippo!

ELENA

Ah! mi disprezza? Voglio farmi spregevole. Non mi potrà credere innamorata di Filippo. Andrea spergiura che non mi ama più. Sono certa di dargli un dolore mortale. Se m'inganno il mio orgoglio avrà trovato il suo castigo; ma se è vero egli porterà la pena del suo. La mia vita non è troppa cosa per la vendetta infernale che mi propongo. Addio.

D'ALMÈNA

No per carità--per carità!

ELENA

Guardatemi, D'Almèna, vi sembro donna da mutar consiglio? Dov'è Filippo?

D'ALMÈNA

È... non lo so.

ELENA

Non volete dirlo? Lo troverò da me. Addio, mio nobile hidalgo! Ve ne ricordate? Come vanno a finire le cose eh? Ma voi non siete cattivo. (_gli dà la mano_) Via, non ci commoviamo. Non ne vale la pena. Non mi accompagnate. Non voglio altri consigli e riconosco che il vostro dovere è di darmeli. (_via_).

SCENA VII.

D'ALMÈNA, poi FILIPPO, poi ANDREA.

(_D'Almèna rimasto solo, apre l'invetriata che mette in giardino_).

D'ALMÈNA (_chiamando_)

Filippo!

FILIPPO (_entra dal giardino_)

Sono qui.

ANDREA (_dal fondo_)

D'Almèna.

D'ALMÈNA

Che vuoi?

ANDREA

Senti.

D'ALMÈNA

Lasciami dire due parole..... e sono da te.

ANDREA

Vorrei.....

D'ALMÈNA

Abbi pazienza; due minuti; aspetta due minuti.

ANDREA

Non di più!

D'ALMÈNA

No, va...

ANDREA (_accennando il fondo_)

Sto là fuori.

D'ALMÈNA

Sì.

ANDREA (_esce dal fondo_).

SCENA VIII.

D'ALMÈNA e FILIPPO.

D'ALMÈNA

La Marchesa ha deciso di partire con te.

FILIPPO

Sì, se mi coglie. Ho inteso tutto. È innamorata pazza del Dottore.

D'ALMÈNA

Ah!

FILIPPO

E glielo ha detto anche.

D'ALMÈNA

E lui?

FILIPPO

Lui? Le ha ricusato i suoi favori. Ci ho gusto. Bel tiro mi farebbe a partire con me. Le donne sono magnifiche, in parola d'onore.

D'ALMÈNA

Mio caro, ho veduto tanti disperati ubbriacarsi con una bottiglia di Cognac!

FILIPPO

Non vedo il rapporto.

D'ALMÈNA

La Marchesa ti piglia per un liquore spiritoso e inebriante.

FILIPPO

Ho inteso anche quello che ha detto con te. Mi piglia per una boccetta di vetriolo da buttare in faccia al suo innamorato. Fossi grullo!

D'ALMÈNA

Che vuoi fare?

FILIPPO (_fa scoccare il gibus e se lo mette in testa_)

Buona sera. Me ne vado pel giardino senza nemmeno rientrare nelle sale. E prima che la Marchesa mi riveda, voglio che ne passi dell'acqua in Tevere. Addio.

D'ALMÈNA

Non vai nemmeno a prenderti il soprabito?

FILIPPO

Se l'incontrassi glie le direi troppo grosse. E poi... voglio potermi vantare di averle lasciato il mantello a quella Putifarre. Addio. (_quando è sulla porta a vetri si volta_) Sai, se mi serbi il segreto mi fai piacere. (_via per l'invetriata_).

D'ALMÈNA

Povero diavolo! a quest'altro. (_apre la porta di fondo_).

SCENA IX.

D'ALMÈNA e ANDREA.

D'ALMÈNA

Che vuoi?

ANDREA

Tu hai parlato colla Marchesa.

D'ALMÈNA

Sì.

ANDREA

Che ti ha detto?

D'ALMÈNA

Che ti ha scongiurato di perdonarle.

ANDREA

È vero.

D'ALMÈNA

E che sei stato inesorabile.

ANDREA

È vero. Non dovevo esserlo forse?

D'ALMÈNA

Altro. Oh io ti approvo.

ANDREA

Perchè l'offesa che mi ha fatto...

D'ALMÈNA

È gravissima.

ANDREA

Concepisco la scommessa.

D'ALMÈNA

Sì... un momento... di leggerezza... e ancora...

ANDREA

Ma poi...

D'ALMÈNA

Imperdonabile... d'altronde... tu ci credi al pentimento?

ANDREA

Oh questo sì. Povera donna!

D'ALMÈNA

Ci credi?

ANDREA

Tu non l'hai sentita!

D'ALMÈNA

Non l'ami più? Eh?

ANDREA

Se l'amassi ancora mi disprezzerei.

D'ALMÈNA

Bravo! Allora ti posso dire che...

ANDREA

Che?

D'ALMÈNA

Ma è una confidenza. Prometti di non tradirmi?

ANDREA

Parla.

D'ALMÈNA

Me lo prometti? Se anche la vedi e le parli non mostrerai di sapere...

ANDREA

No...

D'ALMÈNA

Parola d'onore?

ANDREA

Parola d'onore.

D'ALMÈNA

Domani parte con Filippo.

ANDREA

Oh!

D'ALMÈNA

Vanno insieme in Isvizzera a fare un viaggetto.

ANDREA

Non è vero!

D'ALMÈNA

Me lo ha confidato lei stessa. Dove vai?

ANDREA

Lasciami.

D'ALMÈNA

Dove vai? Andiamo, non far scene. Per la tua dignità! Quella donna non ne vale la pena.

ANDREA

Oh! mi ha ingannato un'altra volta come un fanciullo! Qui, qui, or ora, mi giurava d'amarmi.

D'ALMÈNA

E già, fanno così!

ANDREA

Ed io quasi ci ricascavo!... E mi rimordevo del mio orgoglio!... e or ora, quando la vidi passare, per poco non mi sono gettato ai suoi piedi come un pazzo!

D'ALMÈNA

Bada!... eccola... vieni via!

ANDREA

No... lasciami... ti giuro che son padrone di me.

D'ALMÈNA

Marinaio, va! (_via_).

SCENA ULTIMA.

ELENA e ANDREA.

ANDREA (_Chiude l'uscio del fondo, si volta verso Elena e le dice con ira minacciosa_)

Voi cercate di Filippo?... Voi partite con Filippo?

ELENA

Andrea!--Dimmi che non vuoi... dimmi che non vuoi!!

ANDREA

No, non voglio! T'amo!

_Cala la tela._

FINE DELLA COMMEDIA.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i seguenti refusi [tra parentesi il testo originale]:

P. 1 - La Contessa Elvira di Francofonte [Francoforte] 68 - fosse stato ordito [udito] da un uomo 165 - Domandatene a D'Almèna [ad Almèna] se non fu così