Part 12
--Si può esser più cieco?
--E più imprudente, dico io! All'ultima festa del Sindaco, lo scorso carnevale, egli mi ha lasciata tutta la notte in balìa di un uffiziale dei cavalleggeri, un bel giovinotto, che mi ha fatto ballare.... che mi ha fatto ballare!... Crederesti? In tutta quella lunga serata, Edmondo mi si è accostato una sola volta per ringraziare il mio cavaliere della sua assiduità, per congratularsi con lui della sua instancabile condiscendenza! Quasichè, a farmi ballare tutta la notte, quel povero uffiziale avesse compiuto un eroico sacrifizio!...
--Amelia... Ciò che tu mi dici è incredibile!...
--E ti assicuro che quell'uffiziale non perdeva il suo tempo... e che io più di una volta fui costretta di richiamarlo al dovere...
--Basta, Amelia! Mi vengono i brividi a pensarci! Io non potrei tollerare che un altro uomo stringesse nella sua, questa tua mano adorabile...
--Via, moderiamo questi trasporti! Il dovere... l'onore... la pace di mio marito!...
--Questi capelli morbidi e profumati... queste labbra spiranti voluttà ... tutti questi tesori della bellezza....
--Calmati!... Dio!... Se qualcuno... se Angiolina.... rientrasse...
Ma in quel momento io era divenuto temerario come si può esserlo a venticinque anni dinanzi ad una giovane avvenente donna, quando gli scrupoli del rispetto e il ritegno di un vero e profondo amore non si oppongano agli impeti violenti del sangue.
Amelia, inebbriata di vanità, opponeva alle mie sollecitudini una resistenza che era tutta di parole.
--Badate! io vado in collera davvero! Io vi lascio... lasciatemi... Io chiamo gente... Mio Dio! Se entrasse qualcuno.... Ma questi non sono modi... Angiolina!.... Angiolina... dico!
Orribile contrattempo!
La signora aveva ripetuto non so bene quante volte il nome della fida cameriera con voce bassa e interrotta dai sospiri.... E nondimeno un rumore di passi, e due colpi bussati alla porta mi fecero trasalire.... mi obbligarono a riprendere una posa che in quel momento era per me la meno naturale.
Angiolina entrò nella stanza con aria affannata....
--Presto, signora!... Una sorpresa... il padrone.... il signor Edmondo è entrato nel cortile in un legno da posta..... Gli ho detto che eravate un poco sofferente... Egli ascende le scale.... egli è là...
Mi alzai dal divano colla sollecitudine dell'uomo colpevole...e mossi alcuni passi per uscire dalla camera....
--Restate! disse Amelia levandosi in piedi e afferrandomi la mano.
--Ma se egli!...
--Ma se egli sa tutto!--esclamò Amelia col suo fare più indifferente...
--Sa tutto!... Mio Dio!...
Il sangue mi si agghiacciò nelle vene. La voce del signor Edmondo Della Rosa mi giunse all'orecchio... Egli si era fermato nell'anticamera per dare alcuni ordini al cocchiere.... Amelia, senza abbandonare la mia mano, mi precedette verso la porta per andare incontro ad Edmondo.--Vi ripeto che egli sa tutto! mi ripetè con voce sommessa--e poi, accennandomi di rimanere in disparte, diede una spinta all'uscio e si trovò fra le braccia di suo marito.
Dopo quello slancio di tenerezza coniugale, compiutosi da ambe le parti con sufficiente naturalezza, Amelia si volse a me per _presentarmi_ al signor Edmondo Della Rosa suo marito.
Io mi feci innanzi timidamente.--Non osava levare la faccia.
--Io vi debbo molti ringraziamenti,--mi disse Edmondo coll'affabilità più cordiale--io so tutto... so quanto avete fatto per mia moglie... e spero che non cesserete di essere dei nostri in questi pochi giorni che avrò il piacere di passare alle acque.
Così parlando, il marito di Amelia mi stese la mano ed io gliela strinsi col fare più amichevole. Che non avrei dato per poter detestare quell'uomo?....
XIV.
E rare volte mi era accaduto di trovarmi in presenza di un uomo, che a primo aspetto sapesse conciliarsi tanta simpatia. Edmondo Della Rosa era uno di quei signori che hanno l'aria di artisti, od anco--se meglio vi piace--poteva passare per uno di quegli artisti che hanno l'aria da gran signore. La sua statura nè alta nè bassa, i lineamenti delicati, lo sguardo sicuro e vibrato, la fronte serena e spaziosa, il sorriso benevolo e arguto. Vestiva con quella eleganza emancipata che è proprio degli uomini di buon gusto, ritraendo dal figurino della moda solo quel tanto che basta perchè un uomo della buona società non venga tacciato di eccentrico. La sua voce, i suoi modi seducevano.
Dinanzi ad una figura così distinta, così nobile, tutte le mie prevenzioni si dissiparono in un istante. Invano io studiava quella superficie seducente per sorprendervi una ruga, una contraddizione sinistra, la quale accennasse a qualche istinto meno eletto. Il piacere che egli aveva espresso nel rivedere sua moglie era naturale, spontaneo, animato. Le trasparenze del suo linguaggio lasciavano indovinare un affetto profondamente sentito; l'affetto dell'amante che vorrebbe un poco dissimularsi sotto la compostezza del marito. Accoglieva i complimenti un po' comuni di sua moglie colla massima buona fede. Quando ella si accusava indisposta, le accarezzava i capelli, e sorrideva amorevolmente come uno di quegli innamorati felici che sanno di possedere essi soli il segreto per guarire le piccole infermità della donna adorata. Quelle carezze, quei sorrisi mi turbavano il cuore; e il signor Edmondo mi guardava tratto tratto, aspettando che io intramettessi una parola od almeno un leggero cenno amoroso.--Io era là come istupidito. Io sentiva tutto il falso della mia posizione; ma ciò che mi colpiva più dolorosamente, ciò che più ripugnava alla mia schietta coscienza, era il contegno di Amelia, erano gli artifizi delle sue occhiate, delle sue parole a doppio intendimento, la imperturbabile franchezza della sua dissimulazione.--Quel giovine marito e quella giovine donna, seduti l'uno accanto dell'altra sul medesimo divano, rappresentavano un contrasto di caratteri che era tutto in favore del marito. Fra la schiettezza e la menzogna, il mio cuore non esitava. Io non poteva a meno di sentire che in quel momento Edmondo rappresentava la parte più nobile. Quella donna, così abile a fingere col marito e così disinvolta ed ardita nell'ostentare la sua finzione dinanzi all'amante--dinanzi a me, che ero a parte del suo segreto--provocava nel mio animo una reazione di sentimenti che era tutta a vantaggio di lui.--Io non avrei dovuto assistere a quel colloquio... avrei dovuto uscire dalla stanza... Ma ero tanto istupidito dalla mia falsa posizione!... E la signora, cogli occhi e colla mano, faceva tanti accenni telegrafici!... Che serve? Io non ho la pretesa di essere uomo di spirito, ma so che anche gli uomini di spirito facilmente diventano cretini dinanzi a certe eventualità della vita galante create dalla donna.--Io credo che le donne siano tutte _genii_ nell'arte di far all'amore!
XV.
--Ebbene!--disse Edmondo, levandosi in piedi--facciamo a tuo modo! Poichè ti senti spossata e malata, tu rimarrai nella tua stanza.... ti coricherai--- e frattanto io andrò a fare un giro sotto la luna. Laggiù a Milano si moriva dal caldo, ed ho proprio bisogno di empirmi il polmone di questa buon'aria campestre... Se il signore volesse accompagnarmi...?
Amelia mi suggerì la risposta con un'occhiata fulminante... Ma io non ebbi il coraggio di secondarla... e in luogo di improvvisare una scusa qualunque, mi lasciai sfuggire un _volontieri_, che fece impallidire la signora.
Il signor Edmondo strinse la mano di sua moglie, promettendo di tornare bentosto; e mentr'egli cercava il cappello, la signora Amelia mi diede la _buona notte_ con un accento _marcatissimo_--e dopo averci accompagnati fino alla porta, si degnò di soggiungere un _a domani_, che voleva accennare da una possibile amnistia.
XVI.
Il signor Edmondo Della Rosa non poteva farsi un altr'uomo da quello che egli era per questa sola ragione, che io aveva bisogno di giustificare i sentimenti e la condotta di sua moglie, come anche di sorpassare ai miei scrupoli. In quella breve escursione notturna, in quel primo colloquio espansivo io dovetti necessariamente convincermi di aver a fare con un perfetto gentiluomo, con un carattere nobile ed aperto, con un cuore da artista.
Edmondo sentiva il bello della natura e traduceva le proprie impressioni con parole animate e faconde. Sapeva a memoria e citava opportunamente i brani più sublimi dei nostri poeti. Questi versi, mi diceva, attraversarono la prosa della società nella quale mi è toccato di vivere, ed è miracolo che non siano naufragati con tante altre illusioni!
Tutto ciò mi è stato rivelato da lui in un lungo monologo, interrotto per mia parte da certe esclamazioni melense, da certe mezze frasi, che mi davano l'aria di un _pertichino_ da cavatina--Ma poi, gradatamente, la conversazione prese forma di dialogo. Alle sue espansioni risposero le mie--i nostri cuori si misero all'unisono,--e in quella ineffabile corrispondenza di principii, di idee, di sentimenti e di affetti, noi ci riconoscemmo amici.
Amici!--sì, lo eravamo dopo poche ore--e forse lo siamo ancora al momento in cui sto scrivendo queste linee, sebbene Edmondo da alcuni mesi mi abbia levato il saluto. E se mai avessimo un giorno ad incontrarci, od egli potesse penetrare le misteriose ragioni del nostro distacco... Allora...! Ma pel bene di... tutti, è necessario che ciò non avvenga.
XVII.
Un passo dopo l'altro, ci eravamo discostati circa tre miglia dello _Stabilimento_, seguendo una stradicciuola abbastanza seducente per due dilettanti di paesaggio quali noi eravamo--una stradicciuola piena di sassi e di perfidie.
--È tempo di rientrare! esclamò Edmondo vivamente. Le donne hanno ragione.... Qualche volta noi altri mariti commettiamo, senza avvedercene, dei tratti così poco galanti, delle scortesie... La mia povera Amelia sarà là ad aspettarmi... Ella avrà a dirmi cento cose... delle corbellerie... vorrà narrarmi i piccoli scandali della stagione.... vorrà sapere le cento bagatelle della nostra Milano... Le avevo promesso di tornare così tosto!... Ed ecco... sentite?.... battono le ore... Undici ore! Affrettiamoci un poco... Quella povera Amelia!.... Mi par di sentirla.... quando io sarò rientrato da lei... E questa volta io sarò costretto a subire la mia lezione senza dir verbo, come un discolo di fanciullo che ha mancato alla scuola!
Al nome di Amelia, io provai quel medesimo brivido che poche ore prima mi avea sorpreso allorquando l'Angiolina era entrata nella stanza della sua padrona per annunziare l'arrivo di Edmondo. La donna che io aveva amata, od almeno desiderata e corteggiata per quindici giorni--la donna che già tanto mi aveva concesso, e alla quale, senza scrupolo e senza rimorso, io aveva predicata la infedeltà coniugale come un diritto di rappresaglia--quell'Amelia che io aveva istigata alla colpa, che all'indomani, data una occasione favorevole, perseguitata da nuove insistenze, avrebbe forse ceduto... Or bene: da due ore essa era la moglie di un uomo che io non poteva a meno di apprezzare, di un uomo probo e leale, che mi aveva profferto la sua amicizia, a cui io dall'interno del mio cuore avea risposto col nome di amico!
Rimasi paralizzato. Le parole mi vennero meno. Edmondo, senza avvedersi del mio turbamento, proseguiva coll'usata spigliatezza:
--Presto! vediamo di accelerare il passo per quanto ce lo permettono i ciottoli della via.... Non troppo! non c'è ragione che io vi esponga a slogarvi una tibia... perchè io giunga più presto a far le mie scuse a madama.... Per riparare ai miei torti... vediamo!... occupiamoci un poco di lei... Non mi avete detto nulla delle vostre passeggiate... delle vostre escursioni alla campagna.... Dite la verità: qualche volta vi sarete annoiato.... Una donna, come la mia Amelia, non è sempre una compagnia divertente..... Non tutti sono disposti a intrattenersi di quei nonnulla che ronzano eternamente nella sua testolina.... Ella non manca di un certo spirito... di un certo talento.... ma l'educazione che si dà alle nostre donne... Come si fa? Noi altri giungiamo troppo tardi per dare alle nostre mogli un indirizzo più ragionevole... E dall'altra parte, che volete?... nella donna io amo tutto quello che caratterizza il sesso... Le frivolezze, le bugiuzze, quei piccoli errori, quei capricci dello spirito hanno anche essi il loro lato seducente. È poi tanto buona, tanto onesta, quella mia creatura... Vuol essere corteggiata... vorrebbe avere intorno una corona di adoratori--sapete perchè?--anche questo è un capriccio abbastanza piccante. Perchè mia moglie non si tiene paga di sapersi amata--ed io l'amo con tutto il mio cuore: ella pretenderebbe che io fossi geloso.... che io dessi nelle smanie..... che io mi battessi ogni giorno con alcuno di questi rivali imaginari.... Adorabile, non è vero?--Ma qualche volta, ve lo confesso--ciò mi disturba e mi impazienta.... Ella mi vuol troppo bene, la mia povera Amelia.--Vorrei che mi amasse più ragionevolmente... Come l'amo io, per esempio. Io la ritengo onesta a tutta prova, incapace di un pensiero riprovevole.... Ebbene: come si fa ad essere gelosi?... Pure, di tempo in tempo, conviene giuocare qualche farsetta... tanto per secondarla. Oggi, per esempio, arrivai inaspettatamente da Milano..... come un geloso che sospetti, che voglia sorprendere.... Non potete figurarvi quanto ella gusti tali scene..... Ella non crederebbe al mio amore, ella forse cesserebbe di amarmi, se tratto tratto non le fornissi queste prove di diffidenza, se non la sollecitassi con queste farse da Otello!... Tutte le sue lettere sono piene di misteriosi adoratori, di reticenze allarmanti.... Appena giunti a Trescorre, mi scrisse di voi... volle farmi supporre che qualche altro la perseguitasse di omaggi e di profferte amorose... Che volete? io rido... Qualche volta fingo di adombrarmi.... più spesso mi sforzo di convincerla che il vero affetto non può basarsi che sulla reciproca stima, sulla fede più illuminata.... Che fare? Oggimai dispero di convertirla... E d'altronde, poichè queste sue velleità non dipendono, in ultima analisi, che da un falso concetto dei sentimenti umani.... lasciamo correre e tolleriamo... Io so di essere amato e ciò mi basta.... E guai per me se dovesse cessare una tale convinzione, che è la gioia segreta, che è l'orgoglio della mia esistenza.... Amelia non comprende i miei gusti per le lettere e per le arti--ma ella è artista sublime nelle ricercatezze della sua toeletta, nelle cure che ella prende per farsi bella ed amirabile. Questo talento delle mogli costa un po' caro ... Non importa... Io lo comprendo e lo apprezzo. Quando Amelia si mette un abito nuovo, quando ella si abbellisce di nuovi adornamenti, io sento che ella vuol dirmi:--Edmondo smetti i tuoi libri... la tua tavolozza... e vedi un poco se non hai torto di perdere tante ore a vagheggiare l'idealismo, mentre io ti offro una realtà le mille volte più incantevole!.... Ma io mi trattengo in un argomento che per voi non può avere interesse.... Perdonate ad un marito, che non ha cessato di essere amante... Frattanto abbiamo rifatto il nostro cammino... Se la mia compagnia non vi tedia, se amate passeggiare di buon mattino, io verrò domani a svegliarvi... Faremo una gita lunga... sbozzeremo de' paesaggi, e parleremo di tutto. Ebbene? convenuto?
--Convenuto!
--Badate che io mi sveglio di buon'ora... Verso le cinque io busserò alla porta della vostra camera.
--Ed io vi prometto che alle cinque sarò in piedi... ad aspettarvi.
Entrati nello stabilimento, ci separammo con una stretta di mano, che questa volta era cordiale da ambo le parti.
Al momento in cui io metteva la chiave nell'uscio, l'Angiolina mi si fece incontro e con aria misteriosa mi porse una lettera.
La presi tremando--mi rifugiai come un colpevole nella mia stanza--e lessi:
«Io non credo che mio marito vorrà sacrificarsi a passare con me la giornata di domani.... Ho già l'anticamera ammorbata dalle sue vernici. Ciò mi prova che egli è venuto a Trescorre per copiare dei paesaggi.... Voglio sperare che non vi sarete offerto di andare con lui a sostenergli la tavolozza... piuttostochè rimanere allo stabilimento a curare una povera malata...»
È inutile avvertire che questa lettera senza firma era scritta da... lei.
XVIII.
Per tutta quella notte non potrei chiuder occhio.--Due figure mi stavano sempre dinanzi--un marito ed una moglie--un uomo ed una donna, i quali parevano disputarsi le mie simpatie, provocare una mia determinazione.
Dalla parte di Amelia stavano le seduzioni del sesso e della voluttà--dalla parte di Edmondo le attrattive di un nobile cuore, di uno spirito elevato, di un carattere omogeneo, tutte doti che conciliano benevolenza e rispetto.
Edmondo adorava sua moglie--l'adorava colla fede più ingenua--e quell'amore pieno di tenerezza, quell'amore indulgente e benefico rifletteva una luce sfavorevole sulla frivolezza vanitosa, sulla indifferenza della donna.... incapace di comprendere un affetto sì vero e già pronta a tradirlo.
Il mio cuore propendeva per Edmondo--passando dall'una all'altra figura, il mio pensiero si arrestava di preferenza innanzi a quella che era la più degna di benevolenza e di stima. La bellezza di Amelia scoloriva, perdeva il suo fascino seduttore. Quelle forme voluttuose di femmina divenivano trasparenti, e sotto quelle io scorgeva un povero cuore, sterile di affetti e viziato dalla educazione.
Ella!.... disconoscere il nobile carattere di quell'uomo!.... adorata.... atteggiarsi a vittima!.... tradirlo!.... Ciò era indegno.... era infame....!
E fu proprio su questo atto di accusa che una ipotesi fatale mi balenò nella mente.... Mentre io mi sdegnava con lei, mentre io lanciava la tremenda condanna, improvvisamente fui assalito da questa grave riflessione:
«Se il mio marito sapesse!»
XIX.
Ebbene: se il marito sapesse, qual sarebbe il più svergognato fra te e quella donna?
Mettiti là, galantuomo--al posto di lui--vicino a questa Amelia, che ora ti apparisce così frivola, così rea, così indegna della tua stima!--Ed egli--il marito che sa--vi giudichi entrambi.
Ieri a sera tu gli stringevi la mano, a quell'uomo leale e simpatico--tu accoglievi i suoi ringraziamenti, le sue profferte amichevoli. Edmondo espandeva il suo cuore nel tuo; ti metteva a parte de' suoi segreti. Ti diceva: io amo quella donna e ne sono riamato--ti svelava il segreto della sua felicità, colla piena fiducia di parteciparla a un cuore onesto e sincero al pari del suo. Meno male s'egli avesse ostentato quell'indifferenza volgare, o meglio quel brutale cinismo che è proprio dei mariti di buon genere--se egli ti avesse ripetuto gli ignobili ritornelli; mia moglie io la considero un arnese, un mobile di casa, nè più nè meno--è forse possibile amare la propria moglie?....
Ma nulla di tutto questo.--Edmondo, il tipo più amabile di galantuomo, era anche l'ideale più adorabile dei mariti. Non vi era pretesto per lei, come per me non vi era scusa possibile. Se non che, da parte mia c'era un altro ritegno alla colpa, c'era un nobile sentimento che resisteva alle attrattive della voluttà--la stima e la simpatia per Edmondo. La piccola mente, il piccolo cuore di Amelia poteva disconoscere le doti eminenti del marito; ma io che a primo abbordo le aveva comprese ed apprezzate, io non poteva senza rimorso e vergogna, farmi complice di Amelia nell'oltraggiare quell'uomo.
XX.
Ho riprodotto incompletamente le agitazioni, le lotte, i tormenti di quella mia lunga veglia.
Allo spuntare dell'alba, scesi dal letto, apersi le griglie e mi appoggiai al davanzale della finestra. I colombi uscivano a coppia dalla piccionaia, e svolazzavano nel cortile perseguitandosi, beccandosi spietatamente per gara di amore--i passeri si gettavano a stormi sul gelso, e le foglie agitate esprimevano un immenso tripudio;--il garzone di stalla, uscito ad abbeverare le sue bestie, salutava la giovane lattivendola con occhiate che erano baci e carezze.--Tutti gli animali obbediscono alla legge dell'istinto... Nessuno è tanto stolto.... tanto ribelle ai moti della natura che, data una occasione favorevole, si arresti a riflettere i pericoli, a tormentarsi con iscrupoli vani, a calcolare se sia bene o se sia male ciò che alletta lo spirito e il senso. Corriamo all'amore, al piacere, alla donna!.... Che importa, se questa donna così ben disposta a secondarci....
In questo punto udii battere tre colpi alla porta. E provai ancora una volta la scossa, il brivido dell'uomo sorpreso in delitto.
Apersi--Edmondo entrò nella stanza. La sua fronte, i suoi occhi erano sereni come l'alba.
--Ah! non credeva trovarvi in piedi, mi disse--accostandomi all'uscio della vostra camera, sono rimasto in forse per alcuni minuti fra il bussare e l'andarmene tutto solo per la mia escursione campestre.
Io aveva dimenticata sul tavolino la lettera di Amelia--non potei articolare parola prima di averla raccolta e posta nelle tasche del mio soprabito.
--Amelia mi ha dato piena libertà per tutta la giornata, riprese Edmondo--ed io sono molto ben disposto a profittare della sua condiscendenza. Non vorrei obbligarvi ad un sacrifizio superiore alle vostre forze.... Via! siamo sinceri!.... La campagna non può avere per voi delle grandi attrattive, sopratutto con questi calori!.... Io non vi tengo obbligato dalla vostra parola, non voglio imporvi un sacrifizio....
--Ma no.... vi assicuro al contrario....
--Che serve? Amelia mi ha messo in guardia contro le vostre proteste ... Diamine!.... Io posso andar in volta da solo a calunniar la natura co' miei pennelli, ma questa non è ragione perchè un amico debba sudare fra la polvere ed il sole tutta una giornata di luglio!.... Bando ai complimenti! Rimanete!..... Io sarò di ritorno verso le quattro.... Pranzeremo insieme... e stassera.... nel caso vi sentiate in lena di far qualche passo al chiaro di luna, io mi farò un piacere di accompagnarvi.
--In verità non so comprendere....
E rimasi a mezzo della frase, comechè io riconoscessi di profferire una menzogna.
--Volete che io mi spieghi più chiaro?--soggiunse Edmondo col suo sorriso più amabile.--Non è vero che pochi giorni sono avete confessato a mia moglie che non vi è cosa più detestabile per voi quanto il battere la campagna pel solo gusto di fare dei passi e di ammirare ciò che si vede a tutt'agio dalle vostre finestre? Ebbene: mettete che ella si sia fatta un dovere di avvertirmene, mettete che poco fa, quando io usciva dalla stanza, Amelia mi abbia detto: io ti prego di risparmiare quel nostro povero amico che probabilmente non ha nessuna voglia di seguirti...! E dopo ciò: a parte ogni scrupolo.... trattiamoci da veri amici.... e a rivederci.... alle quattro.
La buona fede, la ingenuità, la schietta natura di Edmondo spiccavano da queste parole siffattamente, che io sentii una vampa di rossore espandersi sul mio volto. Quella donna che si faceva istromento del marito a' suoi disegni colpevoli, che spingeva il più affettuoso, il più tenero degli amanti a rappresentare la parte del mezzano e del complice, mi apparve in quel momento un essere degradato e deforme.
Arrossii per me stesso, per lei, per tutti.--Volli parlare, ma il coraggio mi venne meno. Non potendo smentire quella donna, avrei dovuto sostenere a mia volta la parte dell'ipocrita; dinanzi a quel carattere integro e leale rappresentare una menzogna abbominevole.
Edmondo, interpretando il mio turbamento nel senso che per lui era più verisimile, mi battè amichevolmente sulla spalla--e acceso uno zigaro: Così va bene!--mi disse--vedo che mia moglie ha detto il vero, e che voi siete un amico quale io lo desiderava.--Tenete compagnia ad Amelia, e preparatemi un lieto pranzo.
Dopo queste parole, Edmondo si allontanò. Io gli tenni dietro fino alla scala, e a stento ebbi il coraggio di profferire una mezza frase: «Poichè voi... lo credete....»
Rientrai nella mia stanza coll'animo agitato. Io sentiva che quell'uomo aveva ottenuto una piena vittoria, che io non aveva più il diritto di discutere la mia risoluzione.