Part 11
Ma la signora, collo svilupparsi della bellezza, diveniva ogni giorno più esigente. Ogni mattina, pettinandosi allo specchio, ella imparava ad apprezzarsi davvantaggio. Le sue bianche mani diafane si intrecciavano con voluttuosa compiacenza alle lunghe abbondanti chiome. Ella vagheggiava in estasi deliziosa i bianchi contorni delle sue spalle di velluto. Tutte le scabrezze erano sparite. La muscolatura leggermente tracciata sotto un trapunto di bambagia palpitante, non serbava reminiscenze di una età più gracile ed incompleta. Il giglio e la rosa si fondevano con insensibili gradazioni. Quello specchio era un terribile nemico di Edmondo. L'amore inalterabile e monotono di quello sposo di dieci anni, era omaggio troppo insignificante per lei.... per quella Danae convertita in Giunone.
--Quell'uomo non vede nulla!--esclamava ogni mattina la sposa di Edmondo, ammirandosi allo specchio.--Quell'uomo è divenuto glaciale.... è istupidito!.... Scommetterei che, in luogo di compiacersi, egli si irrita de' miei.... progressi!.... Non l'ho veduto imbestialire anche l'altra sera, per aver letto nei giornali che alla festa di corte.... io era una delle _stelle_?.... Tant'è, signor marito!.... Io non posso farmi brutta per vostro uso e consumo! Non posso eclissarmi per darvi piacere!.... Ah! badate piuttosto, badate, Edmondo, di non provocarmi!.... Certi mariti non sono contenti fino a quando....
E così, ogni mattina. Abbandonata la sua mobile testolina al pettine del brillante parrucchiere, Amelia si cullava in una fantasia poco sentimentale e non abbastanza legittima.
III.
Allorquando--nell'estate del 1860--Amelia annunziò la pretesa di recarsi alle _acque_--ed era la prima volta che una tale pretesa si introduceva nel bilancio dei coniugi Della-Rosa--Edmondo pose in campo delle difficoltà di prosa economica, che fecero rabbrividire la bella.
Amelia, anche senza gli articoli dell'_Uomo di Pietra_ e del _Figaro_, era convinta di essere una stella dell'olimpo milanese; e una stella che, nel mese di giugno o di luglio, non si tuffi regolarmente nell'Oceano, non ha più diritto di brillare in gennaio nei palchetti della Scala o nelle sale della Prefettura.
Gli ignobili calcoli dell'economia privata messi in campo da Edmondo, diedero luogo ad una scena--ad una di quelle scene che si chiamano _domestiche_, e spesso rappresentano la cosa più selvaggia di questo mondo. Il marito dovette transigere. Promettendo le acque salse per un avvenire indeterminato, egli concesse alla moglie un mese di _acque dolci_ o di acque _fetide_ a libera scelta fra S. Pellegrino, S. Omobono, Barco o Trescorre.
Amelia, per discostarsi il meno che ella potesse dal _figurino_ della moda, prescelse Trescorre.--Ma prima di lasciare Milano, ella protestò rovinosamente contro la spilorceria del marito, saccheggiando senza misericordia i magazzeni di Panseri e Garbagnati.
Quella protesta di stoffe e di cifre rappresentava un _totale_ di quattromila e seicento franchi da pagarsi.... più tardi.
IV.
Io non conosceva la signora Amelia prima che la mia buona fortuna me la facesse incontrare alle acque di Trescorre--ma il di lei nome più volte mi era suonato all'orecchio. Qual'è il milanese che non sappia a memoria i nomi delle _sue stelle_? Qual'è di noi, che a sua volta non abbia subìto il disinganno di queste _etichette_ della bellezza, applicate dalla moda ad una elegante fantasmagoria di merletti e di colori, che vuol essere una donna avvenente?
Ma questa volta l'_etichetta_ non era menzogna--non era solamente una vetrina mobile di Garbagnati e Panseri--era una donna reale, una forma elegantissima di donna.
Quando io vidi la signora Amelia discendere dalla carrozza col suo abito vaporoso, aereo, trasparente come una nuvola di perle; quando ella attraversò il cortile dello Stabilimento, lanciando faville voluttuose dai suoi begli occhi azzurrognoli; quando la sua voce limpida e vibrata risuonò al mio orecchio, io non potei reprimere una esclamazione di meraviglia.
L'esclamazione più comune, più banale: come è bella!--Amelia era inebbriata di felicità. Lasciò cadere su me e sugli altri, che del pari l'avevano ammirata, uno di quei lampi di sorriso dove si fondono deliziosamente la vanità e l'ironia.--Un sorriso che voleva dire: gran novità! lo sapevamo da un pezzo, che siamo.... quel che siamo!
Ma vi era in quell'orgoglio qualche cosa di amabile, di lusinghiero per tutti.
Alla sera, nello Stabilimento, non si parlava che di lei. Una _stella_ a Trescorre!--una stella senza marito....! Figuratevi l'agitazione degli eleganti....!
Dopo mezz'ora dal suo arrivo, tutti i _lions_ si erano cambiata la cravatta.
V.
Buona parte di quei _lions_--perchè dovrò tacerlo?--non rappresentavano il fiore della giovinezza, nè il fiore della eleganza, nè il fiore dello spirito. Erano quasi tutti provinciali nel senso più traslato della parola. Parecchi erano anche affetti di erpete, malattia poco favorevole alle attrattive personali, e avversa più che altre al romanticismo.--Un Narciso milanese--lo chiamo Narciso piuttosto che Tulipano, per usargli cortesia--era, nella comitiva dei bagnanti, il solo giovanotto che avesse le apparenze di un perfetto gentiluomo. Vestiva col buon gusto di Prandoni--mutava rigorosamente di toeletta tre volte al giorno--cavalcava come un palafreniere--sapeva a memoria una diecina di _calembours_--e suonava con qualche garbo.... una polka. Sulle sue guancie pallide e brune non spuntavano quelle efflorescenze che esigono la cura delle acque sulfuree, od almeno ne accusano gli effetti. Un bel giovanotto--il vero tipo di quei _lions_, che non hanno altra ambizione fuor quella di sentirsi classificare _lions_, anzichè bestie di un'altra specie qualunque dal titolo meno sonoro ma più competente.
Secondo ogni apparenza, il nostro Narciso era venuto a Trescorre per fare delle conquiste; fors'anche egli aveva già designata la sua vittima.--Che serve?... Non facciamo misteri!--Egli sapeva che la signora Amelia Della-Rosa doveva recarsi alle acque--e l'aveva preceduta di alcuni giorni per studiare il terreno delle sue evoluzioni, per prepararsi agli assalti.--Che le sue prime prove fossero cominciate a Milano? Che egli avesse già tentato?... Avrei mille ragioni per supporlo.
I miei lettori, dal seguito del racconto, vedranno che la mia supposizione non era infondata.
VI.
Narciso, il mio vero _lion_, al pari di tutti gli altri che avevano la pretesa ad un tal titolo, dopo aver proiettato sulla signora Amelia una occhiata assassina, corse nelle sue stanze a cambiarsi la cravatta. Anzi, egli si cambiò tutto, dalla cravatta agli stivaletti--e credo anche--ma questa è un'ipotesi assurda--che egli introducesse qualche leggiero cambiamento nel colorito della sua pelle.
Confesso la mia debolezza--quella sera io non ebbi il coraggio di discendere nella sala comune senza prima farmi radere la barba e ritoccare i capelli dal Figaro dello stabilimento.
La bellezza della signora Amelia mi aveva stranamente impressionato. Era stata una commozione subitanea e violenta; un fascino, di cui, per verità, non spettava a lei tutta la gloria--perocchè, a quell'epoca, io avessi appena raggiunti i miei ventidue anni--quell'età solforosa, che non ha bisogno di esca e di faville per infiammarsi ed erompere.
Che poteva io sperare?--Una _stella_!--Questa idea che ella si chiamasse una _stella_ del mondo elegante, mi sgomentava, mi lasciava impietrito.--Ma in nome di Dio, cosa sono queste _stelle_? In che differiscono dalle altre signore, dalle altre.... donne?...--Donne!--è il loro nome più vero--e quanto alla loro fibra, mi pare che non possa altrimenti essere tessuta da quella di tutte le figlie di Eva.--Anche una _stella_ è soggetta alle passioni e deve avere i suoi capricci!...
E la mia logica andava tanto oltre, che io finii col persuadere a me stesso essere altrettanto facile conquistare una _stella_, quanto--mi si perdoni la irriverenza--una ortolana di piazza San Stefano.
Tutto dipende dalle attrazioni o dalle ripulsioni--dalle correnti magnetiche--dal caso--dal luogo e dalle circostanze.
La mia prima esclamazione: _com'è bella!_--quell'atto estemporaneo di sorpresa e di ammirazione mi aveva già guadagnato la riconoscenza e la stima della signora Amelia--mi aveva aperta la via, non dico del suo cuore, ma della sua vanità.--Due mesi dopo, per aver osato rivolgere il medesimo complimento ad una giovane cuciniera che tornava dal verzaro, io mi ebbi, per tutto compenso, un fusto di sedano tra il naso e la bocca!
VII.
Eravamo tutti nella sala comune..... ad aspettare--ed è superfluo aggiungere che aspettavamo la signora.
L'amico Narciso si era impiombato dinanzi al pianoforte, e aveva ripetuto la sua _polka_ una diecina di volte. I suoi occhi dardeggiavano la porta di ingresso--la contrazione della sua fronte rivelava un insolito laborìo di cervello, uno sforzo violento dello spirito. Egli chiamava a raccolta i suoi quindici _calembours_;--fors'anche--per una circostanza tanto solenne, stava creandone dei nuovi.
La bella milanese non si fece molto attendere. Forse--le stelle mi perdonino!--ella era più impaziente di brillare che nol fossimo noi di bearci nei suoi raggi.
Il mio Narciso balzò dallo sgabello--spiccò un salto da levriero, e stese la mano alla signora col fare spigliato di un amico di casa.
--Voi.... alle acque! disse Amelia sbadatamente--e i suoi grandi occhi vellutati passarono in rassegna tutta la comitiva.
--Ah! non è più il caso di dire alle acque, dacchè il sole della vostra bellezza....
--Così presto!.... Rimettetevi al pianoforte, signor Narciso--ai vostri nuovi _calembours_ preferisco ancora la vostra vecchia _polka_!
Era una impertinenza proferita col miglior garbo--e il mio _lion_ rispose con un sorrisetto di beatitudine che rivelava tutta la sua fatuità.
La signora Amelia, come la più parte dei bagnanti, era venuta a Trescorre con una lettera commendatizia pel medico dello stabilimento--una lettera, che accusava tutti quei sintomi di perfetta salute i quali, sommati insieme, costituiscono la grave malattia del regime alla moda, il pretesto per recarsi alle acque.
Ditemi che l'arte medica non serve a nulla!--Il dottore dello stabilimento, appena entrato nella sala, si incaricò spontaneamente delle presentazioni, mormorando all'orecchio della signora tutti quei particolari della cronaca locale per cui ella potesse rendersi conto della situazione, e prendere risolutamente la sua parte.--Di tal modo si stringono le relazioni, si annodano le amicizie e gli amori--si creano e si sviluppano quei giocondi pettegolezzi, quei deliziosi scandoletti, che fanno tanto bene alla salute dei bagnanti, e mettono in credito le.... acque!
Il dottore era uno de' miei mille e trecento amici, ed io dovetti a questa circostanza che egli mi dipingesse alla signora con tinte piuttosto favorevoli.
Fatto è che dopo averla intrattenuta pochi minuti sul conto mio, quel buon dottore mi si fece incontro per annunziarmi che la signora gli aveva espresso il desiderio che io le fossi presentato.
Mi lasciai condurre--ci ricambiammo le solite frasi, il formulario di tutte le presentazioni--ma il fremito della mia voce, il fuoco che traluceva dalla mia timidezza, dicevano più assai delle parole.
Frattanto il mio bel Narciso aveva ripetuto quattro volte la sua vecchia _polka_, meditando un nuovo _calembour_.
Il caldo era opprimente.--Si deliberò di uscire tutti insieme per una breve passeggiata all'aperto.
Come avviene in tali circostanze, la galanteria degli uomini prese fermento.--Un signore dal naso bernoccoluto, dalle guancie di mortadella, si gettò avidamente sopra una zitellona smilza, che era già uscita due volte nell'anticamera a ballare con lui--un prete rubicondo e tarchiato si impadronì di una sua nipotina tutta modestia e tutta polpa--una vecchia contessa bergamasca sopraccarica di collane e di merletti afferrò il braccio di un interminabile seminarista che tre volte, nel far il giro della sala, avea dato del capo nel lampadario--il medico si pose in mezzo a due bicocche in sottana che esigevano, per tenersi in bilico, un punto di appoggio--e tutti quanti avevano già scelta o subita la loro compagna di passeggio--mentre io....
Vedete un po' se io ragionava da cretino: «Offrirle il mio braccio.... questa sera... così presto!.... Ma con quale diritto?.... E se ella mi facesse l'affronto di rifiutare? in tal caso tutto sarebbe finito.... non oserei più tentare.... che dico?.... sarei costretto a fuggire da Trescorre... a non più rivederla!....»
Io non mi accorgeva che la mia perplessità, oltre ad esser ridicola, mi esponeva a commettere una villania.--La signora si era levata in piedi, e si incamminava per uscire dalla sala....
Crederesti, lettore?--Io fui sul punto di volgermi a Narciso per supplicarlo a fare le mie veci, a togliermi da quell'imbarazzo....
Ma il signor Narciso non aveva bisogno dei miei eccitamenti--nella sua qualità di _lion_, egli aveva già calcolato che il braccio di Amelia gli apparteneva per diritto--che nessun altro avrebbe osato usurparglielo. Egli aveva indugiato a levarsi dal pianoforte per un sentimento di fierezza, o meglio di fatuità, che era propria del suo carattere--l'unico _lion_ si sentiva indispensabile all'unica _stella_.
E poi, c'era un'altra ragione a quell'indugio--il _calembours_.--Non appena questa enorme concezione del suo spirito creatore gli parve degna della luce, Narciso si lanciò verso la signora.... Ma quella, volgendosi a me subitamente, e ponendo la sua bella mano sul mio avambraccio--signore, mi disse; vi prego!.... salvatemi voi da quell'importuno!
Non c'erano più scuse--conveniva rassegnarsi a farle la corte--non fosse altro per quella serata.
IX.
La luna, il canto degli usignoletti.... No--m'inganno--il cielo era buio--coperto di nuvole opache.--C è proprio bisogno del chiaro di luna per far all'amore?--Al contrario--io credo si possa anche intendersela molto bene con una giovane e bella signora senza la musica degli uccelli.--Preferisco i ranocchi ed i grilli--fanno più rumore.--Quando si passeggia in numerosa brigata, come appunto ci avvenne in quella sera, la sinfonia monotona e chiassosa che si eleva dai pantani e dalle siepi giova assai meglio a coprire il bisbiglio di due innamorati che non il gorgheggio intermittente degli usignoli.
E qual'era il nostro bisbiglio?--Un ritornello molto comune--voi lo sapete a memoria--e potreste ricantarmelo.
Io non amo riprodurre le frasi banali, i dialoghi insensati, che rappresentano la prefazione di tutti gli amori, di tutte le avventure galanti.
La signora Amelia era una donna vanitosa, uno spirito limitato, un carattere di queste.... che io chiamerei piuttosto femmine che donne.
Parlano di amore.... di passione....--e ne parlano qualche volta seriamente, come se amassero davvero, come se davvero soffrissero.--E forse credono di amare, credono di soffrire....! Creature linfatiche e arrendevoli, che facilmente si conquistano, ma presto anche si perdono!
Io non tardai a comprendere quella donna--la sua volubilità, la sua debolezza, i suoi impeti nervosi ch'ella scambiava per aspirazioni sentimentali.
La signora Amelia non era il mio tipo ideale--ma era giovane, era bella, era elegante--e all'età di ventidue anni si oblia facilmente l'idealismo dinanzi a cotali realtà.
Perchè i lettori non rimangano completamente digiuni di quella nostra conversazione, dirò che la signora Amelia, come la Teresa dell'Ortis, nel ricordare il marito lontano, si fermò sospirosa esclamando: son pure infelice!
Dio!--sono tutte infelici queste mogli!
Ad ogni modo la signora Amelia mi aveva fatto la sua professione di infelicità--ed io era in obbligo di consolarla.
Lettori: non vi allarmate!--io era un consolatore novizzo.--Quella sera tornai dalla passeggiata inebbriato di speranze e desideri!
X.
Come siete bella!--Tre parole, e un punto ammirativo.--Orbene: modulate queste tre parole e questo punto ammirativo in tutti i toni possibili--variateli, istromentateli colle perifrasi più o meno ampollose--_la bemolle_, _re diesis_, non importa--alternate il _cantabile_ all'_allegretto_, il _moderato_ al _vivace_, il _pianissimo_ al _forte pichettato_--e tosto o tardi riuscirete all'intento.--All'intento di farsi amare?--Via! non siamo troppo esigenti. Per farsi amare da una donna che abbia cuore e intelletto, ci vuol altro che dei punti ammirativi! Non dimenticate che i miei precetti _de arte amatoria_ si riferiscono esclusivamente alla _stella_ del mio racconto, alla signora Amelia Della-Rosa--la quale, come i miei lettori già sanno, non è altro che una femmina di poco spirito e di molta vanità--oh la vanità! esclamerebbe l'amico Cicconi se mi ascoltasse.
Io vi ho dato il talismano per affascinare le donne vanitose--sappiate approfittarne!
XI.
La signora Amelia si annoiava di tutte le conversazioni che non fossero un omaggio alla sua bellezza, un incenso alla sua presunzione di semidea.
Io non amo le donne politiche--detesto le donne letterate--ho in orrore le grandi sapute, che dettano di poesia, di critica musicale, di estetica, d'arte. Ciò non toglie che io ami conversare di politica, di letteratura, di musica e di arte colle donne di spirito e di cuore, che il bello comprendono per istinto, che giudicano rettamente per gusto, che fanno la critica e qualche volta la satira per sentimento o capriccio.
Io adoro la donna che tutto comprende, che tutto sente.--Mio Dio!--La passione domanda le sue tregue--Non si può, anche amandosi fino al delirio, mordersi tutto il giorno e tutta la notte come i gatti sull'abbaino!--Riepilogo il mio concetto per rivelarmi completamente; io non posso amare una donna che non sappia intrattenermi aggradevolmente anche quando le intimità più aggradevoli siano cessate.
Io non poteva dunque amare seriamente la signora Amelia--ella non poteva amare seriamente altra persona fuori di sè stessa.
E nondimeno--ciò si spiega facilmente--la sua bellezza mi aveva colpito, ed ella gustava con ebbrezza i miei enfatici omaggi.--Una sera, fermandoci sotto un riflesso di luna, io le aveva detto: avete il collo di un cigno!--Ella portava, quella sera, una guarnizione piuttosto saliente--all'indomani la guarnizione era tolta, e le spalle rotonde, candide, vellutate, esigevano a loro volta il medesimo complimento.--Tutti i giorni si progrediva--ma quello non era progresso di amore. Se io volessi parafrasare la storia di Otello, riassunta da quei due ammirabili versi:
Ella mi amò per le sventure mie, Ed io l'amai per la pietà che n'ebbe,
dovrei dire... Ma non voglio profanare l'endecasillabo con un concetto sì volgare--dirò in semplice prosa: io non poteva staccarmi da lei per la sua bellezza, ed ella era attratta a me per... i miei punti ammirativi!
XII.
Vi ho risparmiato, con questi pochi tratti, una serie di episodi troppo comuni per essere riferiti, per destare interesse. Questi episodi, che erano la preparazione della grande catastrofe finale, si successero incalzanti e vivaci per quindici giorni...
I bagnanti cominciavano a mormorare... Narciso, il mio elegante rivale, ci importunava col suo spionaggio. Qualche volta egli si prendeva il crudele diletto di intromettersi alle nostre passeggiate solitarie.--Quando noi uscivamo a piedi, egli ci seguiva a cavallo.--Dall'alto del suo bucefalo egli ci dominava superbamente--ci salutava col fare grandioso di Ciniselli, e il suo sorriso cavalleresco pareva dirci: miserabili... che fate all'amore nella platea!
Voi vi aspettate una scena violenta--un duello--disingannatevi!--La fine di questa mia storia potrà sembrare ridicola a molti, ma essa non avrà nulla di comune colle solite istorie di amore.
XIII.
Come ho detto--i preliminari durarono quindici giorni...
Una sera, la signora Amelia, tornando dal passeggio, era alquanto spossata... Accusava una leggera indisposizione...
La accompagnai nella sua stanza da letto--ella si abbandonò languidamente sopra un divano, e stendendomi il braccio tutto nudo, mi pregò di sentire i battiti del suo polso.
La cameriera--un personaggio che finora abbiamo obliato in quanto nel nostro romanzo intimo rappresentasse una parte affatto secondaria sebbene favorevolissima--la cameriera, prevedendo il consulto e l'ordinazione del medico, si offerse tosto di andare alla farmacia.
--Va pure, Angiolina!
La signora Amelia non aggiunse altro. Ma le cameriere indovinano tutto--e Angiolina partì rapidamente senza attendere la ricetta.
Rimanemmo soli.--Buona Angiolina! che Iddio ti compensi delle tue ottime intenzioni, e ti conceda di impiegare quest'ora, come tu meglio desideri, col sottocuoco dello Stabilimento!
E qui--mi perdoni il lettore--è necessario che io riproduca una parte del colloquio fra me e la signora Amelia--che io chiarisca questa scena culminante del dramma, onde nessuno abbia la temerità di supporre oltre il vero.
--Angiolina!... Mio Dio!... Come è imprudente quella ragazza!... Ella se ne va... ci lascia qui soli!...
--Che serve, Amelia?--Non è la prima volta che noi ci troviamo così deliziosamente accompagnati.... senza testimoni, senza...
--Ebbene: ti pare che io abbia la febbre?...
--Mi pare che tu sia più bella che mai... Non ho mai veduto i tuoi begli occhi brillare di tanta luce!...
--Domani giungerà mio marito!--esclamò Amelia atteggiandosi a vittima.
--Egli!
--Rientrando allo Stabilimento, ho trovata una sua lettera che mi dà questa consolante notizia.
--Domani!...
--Sicuro... domani.
Restammo alcun tempo senza parlare. La signora Amelia mi guardava fissamente, con un'espressione ad un tempo desolata e provocante.
Io sentiva i doveri della mia situazione. Quando anche il fascino voluttuoso di quella donna non mi avesse sollecitato, la paura di rendermi ridicolo, di passare per un imbecille, doveva necessariamente animarmi a tentare il più difficile assalto.
--Amelia--presi a dirle con trasporto--non puoi imaginare la terribile scossa che ho provato! Eppure, tosto o tardi ciò doveva accadere... Non era a sperarsi che questa esistenza potesse durare eternamente....
--Eravamo troppo felici!--rispose Amelia sospirando.
--Sì... abbastanza felici--proseguii con calore--per non avvederci che tutto il nostro paradiso era costituito sull'orlo di un abisso!... Quando tu mi parlavi di lui... di quell'uomo che non ha saputo apprezzarti... che ti ha reso tanto infelice--che vuoi?--io prendeva parte alle tue amarezze, io deploravo il tuo passato, senza riflettere che queste amarezze e questo passato dovevano riprodursi in un prossimo avvenire... La condotta di quell'uomo mi faceva raccapriccio; eppure, io mi consolava con questo pensiero, che se egli fosse stato uno sposo più tenero, più sensibile alle tue bellezze, più affettuoso--il tuo cuore sarebbe rimasto a lui solo... Mi era fatto una singolare idea della nostra situazione..... Appoggiandomi alle ragioni del cuore, mi pareva che fra te e lui tutto fosse finito.--Per quindici giorni ho potuto illudermi in questa chimera di felicità... Ed ora tu vieni a dirmi; domani!... Ma dunque... fra ventiquattr'ore... i nostri giocondi ritrovi, i nostri colloqui, tutti gli anelli di questa catena deliziosa si scomporranno..... avrò cessato di stringere al labbro questa tua mano così bianca... così morbida e soave!...
--Oh! spero bene--mi interruppe la signora col suo fare più milanese--spero bene che la presenza di mio marito non ci impedirà di passare insieme buona parte della giornata... spero bene che non cesserai di accompagnarmi al passeggio--che, finita la stagione delle acque, tornando a Milano, vorrai farmi qualche visita...
--Ma tu credi... Amelia.... tu credi proprio che non ci saranno ostacoli per parte di lui?...
--Lui!... mio marito! Sta a vedere che Edmondo comincerà adesso a farmi l'Otello!... Non te l'ho detto tante volte?... Io non sono una donna per mio marito... Vedrai domani... Egli non crede che vi siano al mondo degli uomini così privi di buon gusto da far la corte a sua moglie!