Racconti e bozzetti

Part 32

Chapter 32777 wordsPublic domain

— Lo vuole per questo treno? Se aspetta un quarto d'ora c'è il _diretto_.

— No, devo partire con questo.

— Badi che l'altro arriva prima a ***.

— Non importa, vi dico, voglio partire subito. —

L'impiegato mi dà il biglietto borbottando: — Uhm! per poche lire! —

Non mi curo dell'insinuazione, lietissimo di potermela finalmente svignare.

— Ma, caro cavaliere, — gridano in coro i signori Meravigli ed Osteolo che mi avevano raggiunto, — c'è un equivoco. Questo che parte non è il treno _diretto_, ma il treno _omnibus_.

— Lo so, — risposi, — ma mi piacciono i treni _omnibus_.

— Oh diavolo! — osservarono con qualche sorpresa i due signori.

— Mi duole — rispose il signor Meravigli — perchè avrei voluto terminarle il mio discorso. —

Intanto s'intese la parola sacramentale _Partenza_.

— Duole anche a me, — dissi in fretta, porgendo la guancia ai baci del signor Meravigli e del signor Osteolo; — ma ci rivedremo senza dubbio.

— Bravo; questo è parlar bene.... Solamente desidererei sapere una cosa. Che pensa ella in massima del matrimonio?

— Ah! — risposi accomiatandomi — applico a mio modo un noto proverbio arabo e dico: Il matrimonio è di argento, e il celibato d'oro.

— Eppure io la convincerei.... —

Non intesi altro, perchè ero già salito in un vagone.

— Signor cavaliere! signor cavaliere! — gridò una voce di fuori, quand'io avevo già preso il mio posto fra un ecclesiastico e una donna di colossali dimensioni.

Chiesi licenza e mi affacciai alla finestra. Era il capo stazione che aveva riacquistata la padronanza di sè medesimo, e non parlava più in francese.

— Mi permetta in primo luogo ch'io la saluti, — egli disse, — poi che le consegni il suo sacco da viaggio e il suo ombrello ch'ella aveva dimenticato, e lasci per ultimo ch'io le dia da parte del professore Romoli questo piego. Buon viaggio, perchè il convoglio si muove. —

Sul piego c'era incollato un biglietto di visita con la seguente leggenda: «_Il professore Augusto Romoli_ si permette di accompagnare al signor cavaliere Fausto Guarleni cinquanta esemplari del suo discorso _Sulla rinnovazione intellettuale in Italia_, pregandolo di volerli dispensare alle persone che crederà più opportune. Con molte scuse e ringraziamenti.»

Seccatore! Sedetti di nuovo, e presi sonno. E, dormendo, la mia fantasia mi ricondusse al tugurio di Brigida, al suo bambino, e alla buona Eloisa.

Sono ormai scorsi quattro mesi, e confesso ch'io m'ero quasi dimenticato di questa mia gita. Ma iersera mi capitò una letterina col bollo di X***. Era scritta con molta concisione e con bella calligrafia, e suonava così:

_Pregiatissimo signor Fausto. — La povera Brigida ha languito per altri quattro mesi ed è morta questa mattina. Il bambino non ha nessuno. Io farò quello che potrò. Si ricordi della sua promessa._

_La sua affez._ ELOISA MERAVIGLI.

Non ho presa alcuna deliberazione; ma non fallirò certo alla mia promessa.

Eloisa non mi parla nè della illustre Romilda, nè della signora Agnese, nè del signor Antonio, cognato di mia cognata. Segno che stanno tutti benissimo. Chi vuole andarli a vedere prenda un biglietto di strada ferrata per X***. Io non ho intenzione di tornarvi per ora.

_1871._

FINE.

INDICE DEL VOLUME

Una riga di Prefazione Pag. I Un signore possibile 1 Abnegazione. _Novella_ 55 Rimembranze del Cadore 175 Il racconto della signora Adelaide 233 Un raggio di sole. _Novella_ 329 Il colpo di stato di Clarina. _Novella_ 379 Il cognato della cognata. _Bozzetto_ 405

NOTE:

[1] Nel Veneto si chiamano così i convegni dei contadini nelle stalle o nelle rimesse durante le serate invernali.

[2] Il Confortatorio di Mantova. Mantova, 1867, vol. II, cap. XCIV.

[3] Del Calvi dettò una breve, ma splendida biografia il mio amicissimo Antonio Tolomei di Padova, nell'occasione che le ossa del martire furono ricondotte in Briana di Noale, sua patria.

[4] Vedi l'opuscolo del dottor Girolamo Costantini: _Il Cadore e i suoi boschi._ — Venezia, Antonelli, 1864.

[5] In Cadore si lavoravano in antico parecchie miniere: ora si lavora soltanto quella presso Auronzo, che dà un largo prodotto di zinco al capitalista tedesco che la tiene in affitto.

[6] Quantunque non appartengano al Cadore, ma al contiguo distretto di Zoldo, citerò come insigni artefici d'intaglio i fratelli Panciera Besarel.

[7] Un Cadorino che si occupa con intelligente affetto del suo paese, e che, se gli bastassero i mezzi, coopererebbe grandemente a farlo risorgere, è il sig. Giovanni Antonio Talamini, che in alcuni suoi scritti, pubblicati ne' giornali o in opuscoli separati, accennò ai mali che affliggono il Cadore e ai rimedî che potrebbero opporvisi. A' suoi consigli amichevoli io mi pregio di aver largamente attinto, e colgo pure questa occasione per render grazie ai Sigg. Evaristo Talamini, direttore dell'edificio di seghe in Longarone, e Luigi Rizzardi, avvocato in Auronzo, che mi furono cortesi di franche accoglienze e di esatte notizie.

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

End of Project Gutenberg's Racconti e bozzetti, by Enrico Castelnuovo