Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo II

Part 7

Chapter 73,551 wordsPublic domain

L'ispezione del terzo Professore sarà l'insegnamento dell'Istoria antica, e moderna non meno sacra che profana, quello della Cosmografia, e della Geografia elementare, esso spiegherà nel temo medesimo la sfera Armillare, sviluppandone i tre sistemi differenti che fecero maggiore strepito nel mondo Letterario, cioè, quello di Tolomeo, quello di Copernico, e quello di Tico Brahe: lo studio della Lingua Latina, e quello della Lingua Greca potrebb'essere affidato a questa classe. Sei ore per giorno dovranno essere impiegate in tali amene didascaliche Lezioni.

L'assunto importantissimo d'investigare la verità e di comunicarla agli altri di regolare la vita umana, e perfezionare i suoi Costumi dovrà essere l'occupazione di un quarto Professore, il quale col metodo il più sicuro, e il più conciso sarà destinato all'insegnamento elementare dell'Etica Razionale, dell'arte critica, della Logica, delle Matematiche, e della Metafisica, con tutte le scienze astratte che vi si racchiudono; ma siccome abbiamo riconosciuto che queste filosofiche Instituzione riguardare non possono lo stabilimento da noi quivi fissato, così questi Professore potrà limitarsi a conferire a suoi alunni le nozioni meramente preliminari delle testè indicate scienze, rimettendone l'esercizio profondo, e universale, in tutta l'estensione della quale possono quelle essere suscettibili, alla sola pubblica università, unitamente alla storia naturale, alle fisiche, ed a tutte quelle altre scienze che ne derivano.

Tale è dunque il numero de' Professori de' quali dovrebbe comporsi questo nuovo Instituto Isralitico, eretto sotto i benefici possenti auspicj del nostro eccelso Monarca dalla cui augusta deliberazione dipenderà unicamente la nomina di quelli non meno che l'elezione di un Direttore (quale ingerenza potrebbe essere conferita al primo de' quattro destinati Professori al quale incumberà la vigilanza per l'esecuzione degli ordini nel metodo, e qualità delle Istruzioni da conferirsi a' giovani studenti, siccome ancora per fare loro eseguire gli essenziali doveri della Religione, e nel caso poi di malattia, di assenza, o di morte di questi, uno degli altri Professori ne compirà le veci provvisoriamente fino a tanto che venga dal Governo provveduto alla nuova Installazione di altro Direttore.

Ciascuno di si fatti Institutori, per tutto quello che riguarda le sue scientifiche, o didascaliche applicazioni dovrà avere terminato il di lui Corso co' rispettivi studenti della sua classe nell'intervallo tutto al più di un triennio durante il quale non si ammetteranno altre vacanze fuori di quelle già menzionate, ed un giorno per ogni settimana da fissarsi a comodo, e piacere de' medesimi Institutori. Nel termine di ogni anno tutte le scuole dovranno dare pubblicamente i loro saggi in quella materia che formò il soggetto dell'applicazione decorsa di quell'anno; vi si fisserà l'incoraggimento di emulazione solito a distribuirsi a coloro che più si distingueranno per talento, per genio, e per coltura (58); ed è solo in questo caso che il Direttore, dietro la fede del rispettivo Professore accorderà a quel tale studente un Certificato nelle forme, comprovante la di lui capacità, la sua morale ed i suoi irreprensibili Costumi; e con cui esso potrà quindi abilitarsi a passare da una in altra classe, e da questa infine alla grande università pubblica (la quale si potrebbe anche stabilire non doverlo accogliere in verun modo, se munito esso prima non fosse di un tale indispensabile documento) a compiere la sfera delle scienze delle quali egli non apprese che le sole nozioni superficiali, riportate da noi nella quarta classificazione del nostro metodo, e destinarsi a quel genere di vita, o professione alla quale più esso inclina. E ad oggetto di cimentare con successo migliore l'impegno de' figli d'Israel a profittare de' considerabili vantaggi che risulterebbero immediatamente da un simile Instituto, si potrebbe inoltre stabilire, che niuno fra questi potrà giammai aspirare fondatamente a verun grado nella società, nè conseguire avanzamenti nella patria di sorte alcuna durante la sua vita, s'egli non produce l'attestato autentico emanato da una, o da varie delle suddette scuole da cui apparisca la sua capacità in qualche ramo di amena Letteratura, sia nella cognizione di due lingue almeno, ovvero nel possesso di qualunque siasi altro ramo di proficua erudizione.

In quanto poi agli annui emolumenti da fissarsi a tali Professori, ed alle altre spese indispensabili da erogarsi per uso del medesimo Instituto, non meno gli uni che le altre potranno essere regolati della della maniera seguente:

F. 2400. al Direttore dell'Instituto, e {{suo}} 1. Professore. 4200. A' tre altri Professori, calcolati F. 1400. annui per ciascheduno. 600. All'Instruttore di Caligrafia, di Lettura ebraica, e volgare, di Aritmetica & 600. A due Inservienti Ispettori destinati a presedere alla pulizia ed al buon ordine delle scuole, in ragione di f. 300. annui per ciascheduno. _F. 7800._

Ciò che nella totalità monterebbe alla somma di F. 7800 la quale dovrebbe essere a carico de' più facoltosi ebrei di quel Dipartimento dove tali scuole si potrebbero fissare, che o quotizzandosi un tanto per {{ogni}} famiglia, o consecrando per una sol volta un fondo solido, e intangibile per il mantenimento di esso, e per la sua durabile conservazione, vedrebbero a grado a grado quest'utile quanto urgentissima stabilimento prendere possanza e vigore, con vantaggi considerabili, e decoro del Popolo d'Israel.

Per altro, non debbo io già ommettere di avvertire che una si fatta Instituzione non dovrebbe avere luogo se non se in quel Dipartimento laddove il numero degli ebrei abitanti eccedesse //il numero di\\ tre mila {{individui}}, ed il capo luogo di esso ne contenesse per lo meno la metà, giacchè quelli che contengono una quantità più modica, e più ristretta, o potrebbero unirsi con qualche altro Dipartimento limitrofo, ovvero limitare la sfera degli studj, attenendosi unicamente alle Istruzioni più utili, e più essenziali, come sarebbero le Lingue viventi, l'eloquenza, e la Geografia.

Eccoci finalmente pervenuti all'estremo termine delle nostre interessanti osservazioni sulla coltura de' fanciulli ebrei, a vantaggio de' quali sembrami di avere dimostrato quanto basta ne' Capitoli precedenti la necessità pressante ch'essi hanno d'istruirsi, e d'illuminarsi, e di scuotersi una volta da quel torpore macchinale in cui gemere fatalmente si veggono; ciò che riescire mai non vedremo fino a tanto che i pubblici stabilimenti de' quali parlammo non venghino eretti, e generalmente basati sul sistema che accennata abbiamo, e dove questa classe d'individui la più proficua, e la più interessante di ogni altra, cogli affluenti considerabili vantaggi che può la medesima per tante parti ricavarvi, possa felicemente giugnere ad illustrarsi un giorno nella società degli enti ragionevoli, e non essere mai più considerata come una frazione inutile della medesima.

E voi o uomini che superbi andate del soave attributo di genitori, l'opera memorabile da voi soli si compia, studiatene i doveri! Procurate, per quanto vi è possibile, di rendervi più degni di un tanto raro pregio di cui la natura volle fregiarvi; ma fino a quando mai vorrete voi essere sordi, ed insensibili al suo linguaggio penetrante? Consultatela di buon senno, e voi allora sentirete con quale improperio essa giustamente condanna la vostra insensibile negligenza intorno a ciò che relativamente a vostri propri figli più dovea per ogni motivo interessarvi. Se coll'avere solo gettati, per così dire, i primi germi elementari della loro macchina, se coll'averli soltanto generati, supponete di avere acquistato sopra di essi un merito reale, un assoluto patrocinio, erroneamente vi lusingate; con ciò presso che nulla voi avete operato in loro giovamento fino ad ora nulla essi debbono a voi, ma tutto alla natura; voi non vi contribuiste per la loro esistenza, che solo con un azione meramente organica, accidentale, cui lascerà sempre ambiguo il giudizio, se avesse per obbjetto la vostra sensuale concupiscenza, ovvero fosse diretta a procreare un ente ragionevole. Siate sensibili una volta per la porzione di voi medesimi procurate a' vostri figli una vita felice, adempiendo all'obbligo pressante che vi corre di bene educarli. Cessino infine {{di predominarvi}} l'avarizia, e il fanatismo nell'importante ricerca di saggi, colti, ed illuminati Professori (59); togliete da' vostri fattizj, e chimerici bisogni ciò di che possiate supplire all'educazione de vostri propri figli, e così vedrete voi rinascere in essi gli antichi luminari della discendenza d'Israel, che tanto degni si resero dell'ammirazione universale di tutti i popoli, altrimenti da quale acerbo rimorso non dovrà essere lacerata l'anima vostra un giorno allorchè fattosi avanti la tradita ragione, querula, e dolente vi farà tutti quanti impallidire co' suoi troppo fondati sensibili rimproveri? Giunga la sua voce salutare a scuotervi una volta da quel turpe letargo in cui la rea superstizione vi tiene sepolti, e fatevi a riflettere per tanto che un anima senza educazione è quale appunto sarebbe una gemma informe nella sua rozza cava, i di cui pregj peregrini restare dovranno sempre sepolti fino a tanto che la mano industre dell'opifice accorto ripulendone le deformità, purificandone ciò che v'ha di migliore, non ne scuopra tutto quanto vi si asconde di magnifico, e di raro, per quindi produrla a tutta quella nitida perfezione di cui può essere la medesima suscettibile: Infatti, quanti uomini celebri giacciono sovente palliati, o nascosti fra que' tanti regolarmente avviliti, e disprezzati, per che un ingiusta sorte fa loro avere la sembianza d'individui plebei i quali sarebbero forse un giorno riusciti uomini distinti o nelle scienze, o nelle arti, se l'industre esercizio di una istruttiva educazione gli avesse purificati e quindi prodotti felicemente al giorno (60). O Genitori! esclamerò, per ultimo, con _Aristippo_, ecco il più cospicuo, il più dovizioso, ed il più solido retaggio che voi possiate mai trasmettere un giorno a' vostri propri figli: esso di gran lunga più fermo, e più durevole di qualunque pingue ed opulente patrimonio, contrastato sovente da funesti inopinati avvenimenti, da avverse crisi, per che non può essere peribile giammai, nè può andare in alcun tempo soggetto a naufragio mentre non è mai suscettibile di ciechi imprevisti accidenti della sorte.

(51) L'emulazione, purchè sensatamente diretta, è la prima virtù morale dello Spirito umano, senza di essa i talenti languiscono nell'avvilimento, e nel torpore; con essa si rendono vasti, colti, e illuminati, nè alcun ostacolo dee essere capace a rallentarla; essa giova a' fanciulli, ed agli adulti, a' dotti, ed agli inscienti; la sola difficoltà consiste di sapere allontanare per tempo i malefici pregiudizj, e le passioni depravate che potrebbero sovente contaminare gli effetti consolanti, e salutari che dalle medesime assolutamente derivano.

(52) L'Istoria ci dice, che il celebre Licurgo non ha sdegnato di adottare da' Cretesi il loro famoso sistema di educazione Comune. Questo Legislatore profondo conosceva bene quali impressioni riceve il cuore dell'uomo da tutto ciò che lo circonda; esso avea esperimentato che i doveri praticati per abitudine diventano più forti allorchè vengono modellati sul percuotente esempio altrui; quindi è che ignorare ei non potea la somma importanza di questa vicendevole azione la quale fissata una volta fra gli uomini gli rende come surveglianti della condotta l'uno dell'altro, il modello, il precettore: _Dans une éducation particulière_, dice uno Scrittore illustre, _un enfant lachement abandonné aux flatteries de ses parents, et de leurs esclaves se croit distingué de la foule, parcequ'il en est separé; dans l'éducation commune l'émulation est plus générale, les états s'égalisent, & se rapprochent; c'est là qu'un Jeune homme apprend chaque jour, à chaque instant, que le mérite & le talent peuvent seule donner une superieurité réelle._ _Voy. du Jeun. Anach. Cap. 6._

(53) _C'est l'émulation_, si potrebbe quì ripetere con _Elvezio_ (_De l'Hom. T. III. Cap. 6._) _qui produit les genies, & c'est le desir de s'illustrer qui crée les talents; c'est du moment où l'amour de la gloire se fait sentir à l'homme, & se developpe en lui, qu'on peut dater les progrès de son esprit._

Ed io col soccorso dell'esperienza ho molto sovente rimarcato che la scienza dell'educazione altro per se stessa forse non è che la scienza di bene conoscere i mezzi ond'eccitare l'emulazione; tanto in teoria agevole a compirsi quanto ne riesce oltremodo ardua l'esecuzione.

(54) Varie sono, e discrepanti le opinioni degli eruditi per rapporto a questo importantissimo soggetto; v'ha chi pretende che l'educazione istruttiva che si dà pubblicamente ne' Collegi dee essere preferita a quella che ricevono i fanciulli privatamente nelle loro {{proprie}} case; e ve n'ha chi sostiene, al contrario, che la gioventù può ritrarre maggiore profitto dall'ultima che da quella; moltiplici sono alla verità i vantaggi solidi, che questa offre in preferenza dell'altra, ed i successi felici che risultare se ne videro sovente, concorrono ad avvalorare questa opinione, la quale è alla prima ovunque finalmente prevaluta: ma taluni, per altro, poco persuasi, o indifferenti a simili vantaggi, sono tenacemente attaccati all'uso di educare i propri figli nelle loro case, malgrado ne riconoscano la lentezza de' progressi, e il danno irreparabile che ne risulta contro di essi.

(55) È un barbaro costume generalmente inveterato nella cristianità d'imbevere i fanciulli appena cominciano ad intendere, ed a parlare delle massime le più detestabili contro l'ebreo in generale; quest'odio inesplicabile si trasmette da' padri a' figli, e in conseguenza da questi al linguaggio susseguente con lo stesso metodo, e accanimento con cui si fa da' medesimi tradizionalmente passare tutti que' prestigj religiosi de' quali restano un giorno essi pure le vittime, e ciò che di peggio ancora si è che il loro vano forsennato livore non solo si estende ad impressionare i propri figli contro il morale di esso, ma giugnere lo fanno fino a denigrarlo anche nel fisico, rappresentandolo come un essere straordinario, un mostro di natura: non è tutto al più che un mezzo secolo da quando l'imbecille spagnuolo, ed il truce portoghese delineavano la figura di un Israelita a' propri figli un animale bipede con lunga coda pendente nell'estremità delle reni. Se il Cattolico romano poi delle nostre parti non delinea oggi l'ebreo con tale arnese, esso tenta di ogni mezzo per avvilirlo, e renderlo il più spregevole degli esseri umani, ciò che noi metteremo al più chiaro giorno, con orrore, ne' Capitoli seguenti.

(56) Fino a tanto che l'uomo dovrà sempre lottare contro i perniciosi errori di una depravata educazione di genitori fanatici, e ignoranti, o contro le viziose lezioni di stolti, o malpratici maestri, qualunque progetto di riforma, sia alla parte dell'Istruzione, sia relativamente a quella del Culto, che si potrebbe presentargli, saranno affatto inutili per esso, ed egli finirà, in ultimo, coll'esserne il bersaglio, se non si procura, per tempo, di svellerlo al baratro di quella, e di sostituire a queste i sublimi ammaestramenti di una sana instruttiva educazione.

(57) Siccome niente avvi assolutamente che più sia capace di paralizzare lo spirito umano di ciò che lo è il disprezzo che dimostrasi per esso, e la persecuzione irrazionale che si esercita sovente contro di quello, così fino a tanto che gli uomini dalla loro parte, divenuti meno superstiziosi, e più illuminati, non si determinino d'accordo ad usare coll'ebreo un trattamento più equo, più sociale, più fraterno, indarno spereranno di vedere sostituire a' pregiudizj di questo popolo i lumi, e le virtù necessarie per metterlo a livello delle nazioni le più colte, le più distinte a cui esso potrebbe fondatamente aspirare, se lasciare ei si vedesse libero il campo all'esercizio del suo Culto, ed alla coltivazione de' suoi talenti, poich'egli è ormai riconosciuto da infinite prove convincenti che solo da una vasta latitudine accordata non meno all'uno, che all'altra, noi possiamo aspettare la solida permanente Rigenerazione del Popolo d'Israel.

(58) Due sorta di prezzi relativamente all'emulazione possono distinguersi molto efficaci ad eccitare i desideri dell'uomo; cioè, la stima di se stesso, ed il suffragio degli altri, quella è il primo de' beni, e l'istromento essenziale della felicità, ma il di cui valore inestimabile non è conosciuto che dal più tenue numero, e l'emulazione ch'essa inspira è soltanto quella de' saggi; questa ha un impero maggiore sulla generalità degli uomini. Da questa potenza dell'ascendente dell'opinione (come lo rimarca un dotto moderno), risulta che l'emulazione ch'esso dà è assai più generale; che la medesima si dilata sopra un orizzonte più vasto; ch'essa è molto più adeguata a sviluppare detagliatamente le passioni comuni, ed insieme le interne tendenze ordinarie dell'uomo sociale. (_Ess. sur l'Emulat. Chap. 1._)

(59) Se i genitori non possono per eglino medesimi dar a' propri figli quella instruttiva educazione della quale abbisognano, ad esempio di Paolo Emilio, di Crisippo, di Lefebre, e di vari altri, atteso che per loro fatale disgrazia la massima parte di essi più de' propri figli sarebbe in circostanza di essere educata, mentre vive in una crassa ignoranza eziandio de' propri doveri; ma non posso d'altronde astenermi dal condannare quale opposto alle Leggi della natura, ed oltremodo esecrabile l'idea che da taluni, per qualche loro abominevole disegno si reputa vantaggiosa, qual'è quello di mantenere sepolto lo spirito di un fanciullo per otto e dieci anni ancora entro il vortice di una totale ignoranza, e scevro interamente ancora della benchè minima superficiale nozione di lettura, o di scrittura; indi affidare l'educazione di esso forse per altrettanti anni alla stupida insofficienza di un ignaro pedante dal di cui abominevole insegnamento la tradita gioventù sorte assai peggiore di ciò ch'essa era quando vi è entrata, per che unitamente agli assurdi che la medesima vi contrae, s'imbeve ancora di vizj che difficilmente giugne a cancellare. E quale di questa ritrovare si può mai cecità più deplorabile! E ben vero che il grato prezzo rende più triviali e più comuni le cose le più rare; ma un calcolo sì stravagante non si fa in simile caso che da uomini all'eccesso ignoranti unicamente i quali non potendo giugnere a conoscere il grave nocumento che apporta un simile risparmio a' propri figli, giusta l'acuta sentenza di un dotto Inglese, cadono insieme co' medesimi nel baratro il più orrido, e inevitabile: _Some persons employ such masters as these to save expenses, others for want of knowing them_: ed indi conchiud'esso giustamente: _These are blind people who suffer themselves to be led by others, that are also blind, and all of them fall down the precipice together_. _Johnson's Works_.

Si può egli mai fare in poche parole un ritratto più genuino, e più veritiero dell'educazione depravata che usualmente si conferisce dalla massima parte de' genitori de' nostri tempi?

(60) Io credo di potere con ogni fondamento assicurare dice _Montagne_ (_Ess. IV._) che di Cento individui v'ha più di novanta che sono ciò ch'essi sono morigerati, o viziosj; inutili, o proficui al consorzio degli uomini; dotti, o ignoranti finalmente in rapporto all'ottima, o depravata educazione morale che hanno essi ricevuta. Se così è dunque solo da questa unicamente dipende la discrepanza notabile rimarcata fra i medesimi e sia ch'essa tende alla parte della virtù, o a quella della depravazione, non dobbiamo ripeterci l'assoluta cagione solo che da noi stessi che ne siamo gli autori. Per altro, se fosse vero, come lo pretende alcuno, che l'organizzazione contribuisce il più a farci quasi in intero ciò che noi siamo, non vi sarebbe certamente allora un motivo adeguati di rimproverare a' genitori la stupidità de' propri loro figli, nè al maestro l'ignoranza de' suoi respettivi alunni; mentre sopra quale fondata base imputare all'istruzione il torto che ripetere unicamente dovremmo dalla sola natura? Indotti che noi siamo per necessità ad ammettere un si fatto principio, come negarne di proposito la conseguenza immediata? Ma il più delle volte l'esperienza stessa concorre a dimostrarci del tutto erroneamente, il principio, ed affatto inverosimile la presunta deduzione.

Cap. VIII.

L'Intolleranza di alcune Leggi, e la superstizione di certi popoli, hanno entrambe fin qui sempre delusi gli sforzi della filosofia ad un tale riguardo.

È cosa ormai troppo generalmente esperimentata che l'ignoranza, e la schiavitù sono fatte per rendere gli uomini ad un tempo medesimo perversi, e disgraziati; siccome l'esperienza concorre parimenti a dimostrarci, che le scienze, la ragione, e l'amplia libertà delle Coscienze possono sole emendare i loro errori, e renderli felici. Ma quando si troncano loro i mezzi di avanzarsi nell'una, di usare dell'altra, di profittare dell'ultima, a che servono mai le risorse de' talenti i più elevati, nè lo stimolo ancora il più pressante di qualunque perspicace disposizione, sia per correggere i propri travviamenti, sia per aspirare al solido possesso di una felicità imperturbabile? Noi fin quì, per reiterate volte riprovammo, è vero, la depravata educazione dell'ebreo Italiano specialmente, la sua ripugnanza per le scienze, e la torpida pigrizia che desso apparve sempre dimostrare per lo sviluppo delle sue proprie facoltà intellettuali; ma dicasi di grazia francamente la genuina colpa che gli fa essere tali, è dessa forse tutta di questi? E quando ancora l'individuo Israelita mostrato avesse qualunque forte declivio per coltivare i suoi talenti, e illuminare il suo spirito, i quale maniera avrebb'esso potuto effettuarlo giammai con ottimo successo? Ogni specie di scuola di scienze, o di arti liberali era chiusa per esso lui, qualunque Letteraria Instituzione gli era vietata, per tutto ei non trovava che ostacoli tenaci e ineluttabili tendenti ad abrutirlo, ed a farlo allontanare dall'acquisto di quelle utili, e necessarie cognizioni che ogni ente dotato di ragione ha diritto di pretendervi. E se anche qualche ebreo dovizioso avido di fare instruire i propri figli avesse tentato in parte superarli, provvedendosi di un abile maestro nella propria sua casa, quanti altri disordini non gli restavano a riparare, quanti funesti argini a vincere? O il metodo delle sue lezioni era inesatto o esso procurava malignamente di tenere allo scuro l'infelice scolare delle cognizioni le più urgenti ad acquisire, e le più proficue a ritenere; o egli usava di ogni artifizio proditorio per indurlo, o colla persuasione, o colla violenza, o coll'inganno ad abjurare la religione de' suoi avi, ed attirarlo quindi alla sua fede (61); aveano un bel declamare d'accordo la filosofia, e la natura contro questi abusi tirannici, esecrabili, antisociali; essi erano frattanto autorizzati, e protetti dalle barbare leggi che gli facevano, con violenza ovunque valere: si sa bene, d'altronde, che il sovrano forma il popolo, e le leggi fanno i suoi Costumi (62).