Pro Judaeis: Riflessioni e Documenti
Part 16
(281) GEN., IX, 4 e segg. — LEV., III, 17; VII, 26 e 27; XVII, 12, 14; XIX, 26. — DEUT., XII, 16, 23–25; XV, 23. Cfr. I. SAMUELE, XIV, 32, 33 e 34. — EZECCHIELE, XXXIII, 25. — Che questi precetti biblici fossero rigorosamente osservati dagli Ebrei ci è poi provato dagli _Atti degli Apostoli_, XV, 28 e 29, nè poteva essere altrimenti se ricordiamo Maimonide aver lasciato scritto non esservi vera interpretazione della Bibbia se non quella che non si allontana dal senso naturale. Anche il Medici, acerbo nemico del nome giudaico, conferma in due luoghi questa ripugnanza degli Ebrei pel sangue. A pag. 72 della più volte citata sua opera scrive: “Si astengono parimenti dal sevo di Bue, di Capra e di Agnello e da qualsivoglia sorta di sangue, e di animale. Per non mangiare il detto sangue, scannan la bestia con molte loro superstizioni . . . . . Avanti di cuocere la carne la tengono per lo spazio di un'ora nel sale acciocchè esca tutto il sangue e poscia la lavano con diligenza.” E più innanzi a pag. 82: “Circa la proibizione del sangue è necessario sapere che in molti luoghi della Scrittura Iddio l'ha proibito.”
(282) LEVI, _op. cit._, pag. 431. Cfr. TALMUD PESACHIN, fol. 35.
(283) RABOT, fol. 290, 2.
(284) Luisa Lateau, la famigerata stigmatizzata di Bois d'Haine nel Belgio, la quale ogni venerdì pretendeva soffrire i dolori della Passione di N. S. e sudava sangue dalle stimmate!!
(285) ROHRBACHER, _Storia universale della Chiesa Cattolica_. Torino, Marietti, 1869, vol. VI, pag. 558.
(286) Anche nell'epidemia colerica di questo anno fatti simili si ebbero a deplorare, non soltanto in Marsiglia, ma anche nel nostro Piemonte. (Cfr. un carteggio da Cuneo, 31 luglio 1884, nella _Gazzetta Piemontese_).
(287) Lo scopo per cui si ordiscono simili infami calunnie contro gli Ebrei è sempre un solo: il saccheggio. Chi avesse d'uopo di nuove prove per esserne convinto legga quanto scrivevasi da Pietroburgo, 30 giugno 1884, alla _Gazzetta Piemontese_:
“Eccovi ulteriori ragguagli sulla sommossa antisemitica che ebbe luogo il diciannove del corrente mese nella popolosa Nijni-Novgorod.
“Verso le otto di sera di quel giorno si sparse la voce, nel sobborgo di Konovino, posto sulla riva sinistra dell'Oka, che gli Ebrei si erano impossessati d'un ragazzo e lo avevano nascosto nella sinagoga. Una folla immensa si raccolse tosto nei pressi dell'oratorio israelitico e cominciò a gridare: _Morte agli ebrei!_
“La polizia del sobborgo essendo insufficiente per numero a calmare e disperdere la folla, mandò per soccorsi in città. Questi soccorsi però, mancando un ponte permanente sull'Oka, ritardarono ad arrivare, e la folla, spinta da alcuni facinorosi, ebbe campo a sfogare l'ingiusta ira contro gli Ebrei e le loro sostanze.
“Afferrato un giovane israelita, che in quel punto passava per la via, la plebaglia lo bastonò a sangue. La folla corse quindi alla sinagoga, ne ruppe i vetri e le porte e la invase. Gl'israeliti addetti al servizio del tempio, che si erano rifugiati nelle soffitte, vennero tratti dal loro nascondiglio e battuti ancor essi.
“Mentre tali valentie si compivano nella sinagoga, un altro centinaio di quei furibondi invase la casa d'un israelita impresario di costruzioni. La casa venne saccheggiata e gli abitanti assaliti a colpi di bastone e di pietre. Sei altre case furono demolite ed alcune altre saccheggiate.
“Nove israeliti caddero vittime di quei forsennati. Questi disgraziati non poterono opporre alcuna resistenza, poichè a Konovino le famiglie israelite non oltrepassano la dozzina, mentre il numero dei loro assalitori saliva a parecchie centinaia.
“La folla abbandonò l'inonorato campo delle sue prodezze all'arrivo della truppa, che operò centocinquanta arresti.
“Il procuratore generale Murawief è partito da Pietroburgo per Nijni-Novgorod per istruire il processo.
“Questa volta pare sul serio che il Governo intenda dare agli antisemiti un esempio salutare. Sarebbe ora!”
La _Wiener Abend Zeitung_ ha da Pietroburgo 2 agosto, che, chiusa l'inchiesta preliminare per questi fatti, vennero chiamati a risponderne 109 persone, divise in 46 gruppi. Il processo avrà luogo in settembre davanti all'autorità militare.
(288) Anche Mosè cedette alle idee dei tempi, non senza però aver contro di esse reagito quanto più poteva; restrinse però di assai i sacrifizi, proibì gli umani ed ordinò che gli altri non si facessero se non nel tempio, presago quasi che un giorno la distruzione del tempio, trascinerebbe seco la fine di ogni effusione di sangue.
(289) _Mœurs des Chrétiens_, cap. XIII. Lo stesso Fleury, nella sua _Histoire Ecclésiastique_, dà prova, in questa questione, di una grande e rara imparzialità.
Nel libro LXXIII, cap. 40 (ed. Avignone 1777, vol. X, pag. 555) dopo aver riferito vari fatti di questo genere, addebitati agli Ebrei nel XII secolo, scrive: “Je ne vois point que jusque-là on ait formé contro les Juifs de telles accusations, qui devinrent très frequentes depuis. Les Juifs prétendent que ce sont des calomnies: mais pourquoi les chrétiens les auroient ils avancées en ce temps plutôt qu'en un autre, s'il n'y avoit eu quelque fondement?” Evidentemente il sostituto del buon Fénélon scrivendo queste parole era convinto che qualche cosa di vero ci fosse nell'accusa mossa agli Ebrei; ma egli progredisce nella sua opera e giunto al secolo XIII si imbatte in nuovi fatti congeneri addebitati agli Ebrei, non manca, è vero, di riferirli nel libro LXXXVIII, cap. 40 (vol. XII, pag. 177 e segg. dell'ed. succitata) ma evidentemente pentito di quanto aveva scritto nel volume precedente, fa seguire la narrazione di tali fatti da questa dichiarazione:
“Quelques auteurs disent que les Juifs commettoient ces cruautés pour avoir du sang des chrétiens, et l'employer à des remèdes ou des opérations magiques; mais les raisons qu'ils en rendent sont si honteuses et si frivoles, que je ne daigne les rapporter. Au reste je ne trouve aucun de ces faits appuyé des preuves incontestables: et il importe peu de les verifier, si ce n'est à cause de ces prétendus martyrs. Car l'église n'a intérêt que de convertir les Juifs et non pas de les détruire ou les rendre odieux.”
(290) ORIGENES _in Celsum_.
I. TERTULLIANI, _Apologeticus_, 7.
CLEMENS ALEXANDRINUS, _Protrept._ LIX, 9.
GREGORIUS NAZIANZENUS, _Orationes_, 33, 532, C.
CASTOR, _Ap. Hist._, 7.
BARONIUS, _Annales ecclesiastici_, An. 120. n. 22, ecc.
EPIPHANIUS, _Contra octaginta hoereses_, 26 e 27.
IRENAEUS, I, 24.
EUSEBII, V, _Historiae_, 1.
JUSTINUS, _Apologia_, 50, c.
HISTORIA _Ecclesiastica_, III, 21.
EUSEBII, IV, _Historiae_, 7.
ATHENAGORAS.
JUSTINUS, 1, _Apologia_.
MINUCIUS FELIX.
(291) Il dottissimo Mortara in una dissertazione pubblicata nel _Mosè, Antologia Israelitica_, di Corfù, dell'aprile 1884, col titolo _Origine dell'accusa del cibarsi di sangue umano nelle agapi dei primi cristiani_, scagiona gli Ebrei dall'accusa di aver diffusa questa calunnia contro i primi cristiani. Il dotto Rabbino prova come Minuzio Felice e Tertulliano non soltanto non abbiano attribuito agli Ebrei l'invenzione di siffatte calunnie, ma ne abbian fatto speciale addebito ai Romani. Appoggiandosi poi all'autorità del Renan (_Saint Paul_, p. 269 e l'_Église Chrétienne_, p. 306) prova come l'accusa potesse facilmente sorgere da una cattiva interpretazione delle parole del Vangelo relative al Sacramento dell'Eucarestia e fors'anche da qualche trista pratica religiosa in uso presso sette cristiane. Locchè è confermato anche dal Fleury che nello stesso capitolo, da cui abbiamo tolte le nostre citazioni, scrive: “Questi sospetti erano appoggiati dagli abbominii che i gnostici, i carpocrati ed altri eretici commettevano nelle loro assemblee.” Proseguendo poi nella sua dimostrazione il chiar. Mortara pone in luce come Eusebio, Atenagora ed altri, non escluso lo stesso Giustino, attribuiscano al diavolo le calunnie di cui eran vittima i Cristiani. Conchiude infine il chiar. autore quella parte della sua dissertazione che concerne l'argomento nostro, facendo risultare come nella epoca in cui sorsero quelle accuse contro i primi Cristiani, gli Ebrei, confusi con essi, fossero coinvolti nelle stesse persecuzioni da parte dei gentili. Locchè esclude che ne fossero gli istigatori. Infine rileva come da un lato i gentili avessero nelle loro storie numerosi esempi di atrocità e di incesti, sicchè potevano agevolmente essere indotti a pensare a siffatti delitti e ad accusarne altri, mentre gli Ebrei, cui riti siffatti furono sempre sconosciuti, non avrebbero avuto dove attingerne l'idea. — Aggiungiamo a queste osservazioni del chiarissimo Mortara che il Pamelio (1536–1587), nel suo commento a Tertuliano, espressamente nota che tale accusa deriva la sua origine dalla Cena cristiana.
(292) TERTULLIANI, _Apologeticus_, 7, 8, 9.
ORIGENES _contra Celsum_, VI, 293.
(293) TERTULL., _Ap._, 50. BARON., an. 138, n. 5 _Bioeothanati. Sarmenticii. Semaxi._ BAR. 385, N. 5.
(294) SVETONIUS, _Claud._, n. 25. Judæos, impulsore Christo, assidue tumultuantes Roma expulsit.
(295) SVET., _Ner._ n. 16. Affecti suppliciis Christiani, genus hominum superstitionis novae ac maleficae.
(296) TACIT., 15, _Annal._
(297) Quos per flagitia invisos vulgus christianos appellabat.
(298) Repressaque in praesens exitiabilis superstitio.
(299) Quo omnia undique atrocia et pudenda confiuunt celebranturque.
(300) GUIBERTUS NOVIGENTINUS, pag. 519, 520. ADEMARI, _Chronicon_, al tomo X dei _Historiens des Gaules_, pag. 159.
(301) _Grandes chroniques de France_, (édit. Paulin, Paris) Cfr. PIERRE DU PUY, pag. 26.
(302) Cfr. JULES LOISELEUR, _La Doctrine Secrète des Templiers_. Paris. Durand, 1872, Libro rarissimo, come quello che non venne tirato che a duecento soli esemplari. Quello che noi abbiamo potuto esaminare si trova nella Biblioteca Nazionale di Firenze.
(303) Cfr. _Diarium_ JOHANNIS BURCHARDI, pubblicato da Achille Gennarelli, pag. 193, Firenze, 1854.
(304) Abbiamo fedelmente tradotto il brano dell'autore da noi citato; se in esso si riscontrano delle oscurità e delle lacune, non voglia il cortese lettore farne colpa al traduttore, il quale può dire, con serena coscienza, _Quod potui dedi_, convinto del resto che ciò che ha dato è sufficiente a confortare le sue asserzioni.
(305) Veggasi in particolare il _Temps_ del 24 giugno 1869, dove si trovano degli estratti del rapporto di Mgr. Platone, metropolitano di Mosca, all'imperatore Alessandro.
(306) Gli Skoptsi, setta religiosa russa, fondata, a quanto sembra, da Selivanoff, uno dei tanti impostori che nel secolo scorso si spacciarono per l'imperatore Pietro III; trae la sua origine da una inesatta interpretazione del versetto del Vangelo di s. Matteo: (XIX, 12) “_Perciocchè vi sono degli Eunuchi i quali sono nati così dal ventre della madre; e vi sono degli eunuchi, i quali sono stati fatti eunuchi dagli uomini; e vi sono degli eunuchi, i quali si sono fatti eunuchi loro stessi, per lo regno de' cieli. Chi può esser capace di queste cose sialo._”
Il LEROY BEAULIEU consacra a questi Skoptsi varie pagine del suo studio _L'Empire des Tsars et les Russes_ (_Revue des Deux Mondes_, 1875, vol. 3, pag. 600 e seguenti). Egli però non fa parola di questo orribile addebito ed anzi scrive: “Leurs réunions sont innocentes, on y chante des chastes cantiques, et un mouton blanc ou un pain de blanche farine (_Kalatch_) y sert à la communion.” I _Khlysty_, o _flagellanti_, sembra abbiano avuto origine verso la metà del XVII secolo. A proposito di essi e dei _skakonnys_, o _saltatori_, che ne sarebbero una emanazione, il Leroy Beaulieu (_loc. cit._) scrive: “A en croire leurs adversaires orthodoxes, des sacrifices humains et une sort de cannibalisme sacré se seraient ainsi rencontrés chez des sectaires de la Russie moderne. Chez les uns c'était un enfant nouveau-né, l'enfant d'une fille non mariée qu'on égorgeait après le baptême, et dont le sang et le cœur mêlés à du miel tenaient lieu d'eucharistie et du sang de l'agneau de Dieu (Mgr. PHILARÈTE, _Istoria Rousskoi tserkvg_). Chez d'autres . . . . . . De telles pratiques sanglantes . . . . . signalées il y a mille ans par les annales de Nestor chez les païens de la Russie, se seraient retrouvées de nos jours chez des tribus finnoises de l'empire. On est d'autant plus tenté de croire à l'exagération ou aux fantastiques illusions des récits de ce genre que le paysan russe est naturellement plus doux.”
Fin qui l'illustre economista francese; dal canto nostro, senza dare in proposito nessun giudizio, osserviamo, che la pretesa mitezza del contadino russo ci sembra divenir ferocia sotto l'impero del misticismo religioso cui è grandemente inclinato. Chi non ricorda infatti i delitti di coloro che si mutilavano da sè e dei _stranniki_ (che fanno un atto meritorio dell'assassinio di un eretico), e chi non sa i vani sforzi della polizia per venire a capo dei _Bezpopotzi_ di Jaroslaw (che uccidono i neonati)?
Mentre stiamo correggendo le bozze di questo capitolo, giugno 1884, i giornali politici ci recano la seguente notizia che infirmerebbe alquanto l'asserto del Leroy-Beaulieu: “Telegrafano da Pietroburgo alla _France_ essere stata scoperta in Crimea una nuova setta religiosa, estremamente sanguinaria, il cui dogma è il culto di San Agostino e di Sant'Elena. I credenti di simile setta si obbligano ad uccidere tutti coloro che si rifiutassero di abbracciare la loro religione. Questi fanatici hanno già assassinato gran numero di contadini.”
(307) RAYNOLD ad. an. 1308.
(308) Infinite erano le accuse assurde mosse contro gli Ebrei nel medio evo. Il favore di cui essi godevano da parte degli Arabi infedeli era causa di nuove persecuzioni nei paesi cristiani. Gli Ebrei del mezzodì della Francia furono accusati di aver chiamati i Saraceni per liberarsi dalla crudele tirannia del vescovo di Tolosa. Nell'XI secolo gli Ebrei di Orléans sono accusati di avere eccitati i Mussulmani di Gerusalemme a profanare il sacro sepolcro. L'accusa è assurda, ma basta a dar pretesto a lunghe e sanguinose persecuzioni, (Cfr. DOM. BOUQUET, _Recueil des Hist. de France_, tom. XII, pag. 240 e RODULPH. GLABR. ap. Sism., tom. IV). Nel 1222 in Germania sono accusati di favorire le conquiste dei Persiani e dei Tartari (Cfr. BASNAGE, _op. cit._, pag. 1862). Insomma basta che una sciagura minacci un paese, perchè tosto se ne accusino gli Ebrei. Non basterebbe poi lo intiero volume se volessimo riferire tutte le strane dicerie che ebbero corso fra le plebi sul conto degli Ebrei, e che forse oggi ancora non sono del tutto bandite dalle menti più rozze. Vi fu chi disse che l'ebreo uscendo dall'alvo materno abbia una mano piena di sangue; altri che ogni ebreo porti seco dalla nascita una macchia, od una piaga, che si inciprignisce ogni mese; si farneticò che in mano ad ogni ebreo moribondo si pongano tre pietruzze perchè entrando in paradiso le scagli contro N. S. Gesù Cristo e si arrivò persino ad asserire un fatto che tutti possono coi loro occhi verificare falso; cioè che ogni qualvolta imperversa un temporale, ravvisando nell'infuriare della natura un segno precursore della venuta del Messia, spalanchino le finestre perchè questi possa più agevolmente entrare in casa loro!!
Di fronte a cosiffatte accuse diviene inutile soffermarsi su tutte le altre che nel medio evo si rivolgevano agli Ebrei, come ad esempio di prestare un'adorazione idolatra ai libri della Bibbia, di tosare le monete, di bestemmiare, ecc., ecc. La falsità evidente delle une, basti a provare la falsità delle altre.
(309) _Adv. Jud._, Hom. 1, pag. 391; Hom. 3, pag. 439. Cfr. BASNAGE, _Hist. des Juifs_, V, 1668.
(310) Non mancò neppure chi, volendo scusare gli Ebrei dalla turpe accusa, sostenne che tali omicidii di bambini sarebbero stati commessi da Ebrei per compiere col sangue ricavatone sortilegi, magie ed altre operazioni diaboliche. Esaminiamo dapprima se la pratica di tali sortilegi sia conciliabile colla religione mosaica.
Son noti a tutti i precetti della Bibbia che vietano agli Ebrei i sortilegi e le arti magiche di qualsivoglia natura, precetti riconfermati dal Talmud in più e più luoghi.
E gli Ebrei si mantennero generalmente ligi a tali precetti, anche quando i popoli fra cui vivevano erano infetti di pregiudizi di ogni natura.
Maimonide, il massimo fra gli scrittori ebrei, è l'autore di una lettera ai Rabbini di Marsiglia, in cui demolisce le basi dell'astrologia giudiziaria, lettera che fu approvata da due papi: Sisto V ed Urbano VII (CONST. XVII. _Bullarii_ t. II).
La ripugnanza degli Ebrei per le arti magiche ci è poi confermata dal seguente brano del MODENA, (_op. cit._, p. V, c. II, pag. 113). . . . . .“Il dar fede ad ogni qual si sia sorte di Auguri alla giuditiaria, tutti sortilegii, Geomantia, Chiromantia et ogni simile divinatione hanno per grave peccato.
Et molto più operar qualsivoglia Negromantia, Magia, Prestigii, Theorgia, scongiuri di demoni o d'angioli, cercar responsii da morti et ogni cosa di queste espresse e comprese dal _Deut._ XVIII, 10, 13.”
Non ci si dica che gli Ebrei seguaci della Cabala poterono consacrarsi alla Magia, perchè le dottrine cabalistiche, da cui non fu alieno neppure san Gerolamo, (HIERON., _Ep._ 155, _ad Paulam Urbicam_, pag. 1307 e 1308. BASNAGE, _op. cit._, lib. III, cap. 24, pag. 1016, 1017), non hanno niente di comune colla magia. Dopo ciò, se fosse provato che qualche ebreo ha ucciso un fanciullo cristiano per adoperare il suo sangue in operazioni magiche, l'autore di tale nequizia non potrebbe considerarsi che come apostata dalla propria religione, nè più nè meno di quello che siano a considerarsi apostati dal Cristianesimo tutti coloro che ad arti magiche, ed a sortilegi si consacrarono.
(311) “Depuis près de deux mille ans cette misérable Nation est eparse sur la terre, elle en est l'excrément, la malédiction, la raclure, elle gémit dans une longue et cruelle captivité” (JURIEU, _L'accomplissement des Prophéties_, t. 3, 12. Rotterdam, 1690, pag. 205).
(312) DE ROSSI, _Dizionario storico degli autori ebrei_, a. v.
(313) VII, 17, 20; XII, 7, 22, 23.
(314) Cfr. _Archives Israélites_, 1º marzo 1862, pag. 163 e 164, e D. H. STREAK. Monatsbb. II (1882), pag. 221 e segg. tolto dall'EVANG. KIRCHENZEITUNG, 12 agosto 1882.
(315) _Prima Epistola di S. Giovanni_, I, 5.
(316) GENESI, I, 2.
(317) GENESI, VI, 2.
(318) _Prima Epistola di S. Giovanni_, III, 9.
(319) SCHMIDT, _Hist. des Cathares_, II, pag. 22, e gli _Actes de l'inquisition de Carcassonne_, 1247, che conservansi manoscritti nella Biblioteca Imperiale di Parigi.
(320) Ancora in pieno secolo decimonono il Rohrbacher nella sua _Storia della Chiesa_ (Torino, Marietti, vol. I, pag. 374) premette ad un rapido cenno sui sacrifizi umani queste parole:
“Satana, il Dio di questo secolo, è non solo uno spirito di superbia, usurpatore degli onori celesti, uno spirito immondo che spinge l'uomo a impurità d'ogni fatta; ma egli fu altresì omicida fin da principio, ed è questo un terzo carattere dell'impero che egli ha esercitato sulla terra sotto il nome d'idolatria.”
Se così si ragiona ai tempi nostri, come si sarà ragionato un quindici o sedici secoli fa?
(321) Il fatto avvenne a Parigi durante l'assedio che quella città ebbe a soffrire da parte dei Prussiani.
(322) Nei tempi in cui si diffuse per le prime volte questa calunnia gli Ebrei non erano ancora confinati nei Ghetti.
(323) BASNAGE, _op. cit._, libro VII, cap. XI, 1679 e segg.
(324) La Chiesa non vide mai di buon occhio la canonizzazione di siffatti bambini. Quel Papa miracolo che fu Benedetto XIV, seccato dal principe vescovo di Bressanone perchè canonizzasse un tal Andrea, nato a Rinn, e che si pretendeva immolato presso Innsbruch dagli Ebrei il 9 luglio 1462 (_si noti se il fatto fosse vero l'imprudenza e la demenza degli Ebrei che avrebbero commesso a soli tredici anni di distanza due delitti di questo genere a poche miglia l'uno dall'altro_) scappò fuori colla costituzione _Beatus Andreas_ che si legge nel tomo XIX del _Bull. Magn._, pagina 120, emanata a' 23 maggio 1755 e diretta a mons. Benedetto Veterani promotore della fede, per dichiarare che non conveniva canonizzare i bambini per più ragioni: 1º per la novità; 2º per non avvilire colla frequenza le canonizzazioni; 3º perchè da questi bambini niun esempio di virtù possono cavare i fedeli, non potendoli essi aver dati in così tenera età. Quindi ordinò al promotore della fede, doversi in tale maniera rispondere a chiunque domandasse la canonizzazione di simili bambini (Cfr. MORONI, _Diz. di Erudiz. Storico-Ecclesiastica_, vol. VII, pag. 312).
V.
Di varie pubblicazioni antisemite.
1º LETTERA.
_Al chiarissimo sig. Direttore della_ Civiltà Cattolica,
Firenze.
I primi capitoli di questo mio, qualsiasi, lavoro erano già licenziati alle stampe, allorquando, ricercando nella _Civiltà Cattolica_ i documenti che sapevo esservi stati pubblicati sul preteso uso del sangue cristiano nei riti ebraici, mi accorsi che il _coscienzioso_ indagatore di quei documenti li aveva fatti precedere da alcune sue articole sulle qualità generali degli Ebrei.
All'articolaio suo non risponderei; chè quelle articole non meriterebbero proprio che io sprecassi attorno ad esse tempo ed inchiostro; ma rivolgo la mia risposta alla Signoria Vostra Preclara, perocchè quelle articole non hanno, agli occhi di ogni uomo spassionato, altro valore, da quello infuori che ad esse deriva dall'essere state accolte in un periodico tanto importante, quale è quello, diretto da V. S. Chiarissima.
Io non so quanto siavi di vero nella comune credenza, che asserisce, la _Civiltà Cattolica_ essere l'organo di quella Compagnia, che nei secoli scorsi ha dato all'Italia, nel Padre Lana Terzi, il divinatore delle maggiori scoperte, per cui vada orgoglioso il secolo nostro, e che, nell'età, nostra, ci diede quel Padre Secchi il cui nome, la cui memoria _ut sidera fulgent_.
Ma appartenga Ella, o meno, alla dotta Compagnia, di una cosa io sono sicurissimo, che cioè Ella risente per essa la maggior stima, e considera le persecuzioni delle quali fu, è, e, pur troppo, sarà, vittima, da una parte, come una prova della malvagità dei tempi, dall'altra, come una grazia specialissima del Signore che vuole, con triboli e persecuzioni immeritate, sperimentare la fedeltà di quei devoti Suoi servi.
Ora, vorrebbe Ella dirmi, riveritissimo signor mio, qual cuore sarebbe il suo se un giorno, aprendo qualche giornale, e non ne mancano, nemico di quella Compagnia, le accadesse di leggervi le seguenti pagine?