Pompei e le sue rovine, Vol. 3 (of 3)

Part 21

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«Tutte le lave uscite in questo incendio occupano una superficie di circa 5 chilometri quadrati, cui dando una grossezza media di 4 metri si ha una mole di 20 milioni di metri cubici. Quasi i 3/5 di queste lave non hanno recato danni, perchè sonosi soprapposte ad altre lave. Pure quelle che nelle _Novelle_ sono andate a soprapporsi alle lave del 1868 hanno coperto gli scavi di ottima pietra che da quelle si era cominciata a tagliare, hanno coperti molti sentieri aperti sopra di esse, ed hanno sepolta la nuova chiesa di S. Michele con alcune case che la circondavano, la quale era stata edificata sopra quella sepolta nel 1868.

«Il danno pe’ terreni occupati, pe’ fabbricati distrutti e pel raccolto perduto oltrepassa tre milioni di lire.

«Le mofete solite ad apparire alla fine delle grandi conflagrazioni verso i luoghi più bassi, salvo rare eccezioni, questa volta sono cominciate a manifestarsi alcuni giorni dopo la fine totale dell’incendio, quando i crateri non davano più fumo.

«Coteste mofete sonosi mostrate tra la Favorita e il Palazzo reale di Portici. Le più elevate le ho trovate alle cave di _Sabato Aniello_ ed a’ _Tironi_. Si contano tre o quattro casi di morte di persone per aver respirato l’acido carbonico delle mofete.

«Le acque de’ pozzi questa volta non mancarono, ma sonosi in alcuni siti alquanto alterate con l’apparizione delle mofete.

«La luttuosa conflagrazione del 26 aprile è stata da me considerata come l’ultima fase di un lungo periodo eruttivo, cominciato nel mese di gennaio del 1871.»

Ma il dottissimo professore, dalla eruzione del 26 aprile dedusse osservazioni, studi ed esperienze importantissimi, ed io rimando il lettore che li vuol conoscere e approfondire a leggere la di lui Relazione, che reputo aver recato nuovo e preziosissimo contributo alla scienza.

Il prof. Palmieri diede, in questi ultimi mesi, cioè della prima metà del 1874, del Vesuvio le seguenti notizie:

«Dopo il memorabile e luttuoso incendio del 26 aprile del 1872, sulla cima del Vesuvio restò un ampio e profondo cratere, diviso in due compartimenti da una specie di muro ciclopico di grossi pezzi di lava compatta, alternati con sottili letti di scorie. Il diametro medio di questo gemino cratere era di circa 300 metri e la profondità di 250, e però aveva una capacità di circa 17 milioni di metri cubici. La parte superiore delle pareti era composta di materia frammentaria, rigettata dall’attività eruttiva, e le parti inferiori erano compatte. Dall’orlo perciò del cratere spesso si staccavano scorie e lapilli, i quali finora non avevano sensibilmente scemata la profondità di quelle ampie voragini. Ora in pochi giorni il muro ciclopico è sparito, ed il cratere, senza fenomeni eruttivi, è quasi ripieno. È stato scoscendimento delle pareti franate entro il cratere o sollevamento del fondo di questo? Il fumo e la stagione non hanno permesso di vedere bene tutto ciò che conveniva esaminare per risolvere la questione. Se si dovesse accettare una elevazione del cratere, si troverebbe un indizio di conato eruttivo, in quello che una semplice frana non avrebbe un significato.

«I forestieri che volessero entrare nel cratere potranno farsi condurre non pel solito sentiere, ma per la linea di N. O. ove la fenditura del 1872 presenterà loro un ampio varco per siffatta esplorazione.»

Con questi cenni, la monografia del Vesuvio giunge infino alle sue ultime e interessanti manifestazioni e colle quali impongo fine a questa appendice.

IL GUARDIANO POMPEJANO

o

L’ITINERARIO PER LA VISITA DELLA CITTÀ

Il lettore che ha avuto la longanimità di percorrere dal principio al fine questa mia opera, rammenterà avergli io detto, come sceso dal vagone della ferrovia che mi condusse da Napoli a Pompei, dopo pochi passi, giunto alla Porta della Marina o, come fu recentemente denominata, della Strada Ferrata, pagate le due lire all’ingresso della città, mi si accompagnasse un guardiano, per essermi guida nella visita delle interessanti ruine. Ma di lui non mi sono più occupato, rapito dagli studj onde quella vista mi fu occasione e una volta cintami la giornea a dir di tante cose, non era sì facile lo smetterla presto.

Giunto al fine del mio lavoro adesso, m’accorgo che a rendere più utile e accetta l’opera, mi sia proprio d’uopo riedere al mio bravo guardiano, bastevolmente istrutto e cortese per farmi pago delle prime e più necessarie inchieste.

Supponendo ora che taluno almeno di coloro ai quali quest’opera mia verrà alla mano, valer si voglia per prepararsi a vedere, o fors’anco per averla a compagna nella peregrinazione di sua curiosità per Pompei, riprodurrò suppergiù per lui quanto a me avesse ad indicare il buon guardiano che mi seguiva a fianco, rimettendo, per ciò che spetta alle più ampie dichiarazioni, a’ capitoli e pagine de’ miei volumi.

_Porta della Marina._

La porta per la quale entriamo dicesi della Marina: essa venne scoperta nel 1863 dal comm. Fiorelli. Reputavasi dapprima che per declinare appunto la città al mare, dalla Porta d’Ercolano a quella di Stabia non corresse cinta di mura, ma essa doveva indubbiamente esistere; la porta ne fa fede: la guerra l’avrà smantellata e distrutta, l’eruzione confuse le ruine.

Come ebbi a dirlo più volte nel corso dell’opera, è da questa parte che sorgono i più interessanti edifici pubblici e privati.

E prima di tutto, eccoci entrati nel Foro, intorno a cui si accoglievano i principali.

La _Basilica_, o luogo nel quale si rendeva la giustizia. Vedine la descrizione. Vol. I. cap. X pag. 525.

A sinistra la _Casa di Championnet_, perchè scoperta del generale di questo nome, in onore del quale fu detta. Vol. III. cap. XX pag. 83.

Il _tempio di Venere_ è nel mezzo. Vol. I. cap. VIII pag. 228.

Dietro di questo tempio, volgendo a destra, si vede il _Modello di capacità per gli aridi_, o _Mensa Ponderaria_, in una pietra di tufo vulcanico rettangolare con tre cavità coniche. Vol. I, cap. IV pag. 103.

_Il tempio di Giove._ Vi si conservavano gli archivii e il tesoro della colonia. Contigua al lato sinistro è la _Casa di Cissonio_ descritta nel n. 10 del 1871, del _Giornale degli Scavi_ nuova serie, ma della quale non m’intrattenni specialmente nel Capitolo delle Case, come di altre, perocchè a dir di tutte sarei ito in soverchie lunghezze, senza beneficio del mio compito, e avrei dovuto ripetere spesso le medesime cose. Del tempio vedi invece Vol. I, cap. VIII pag. 240.

_Foro Civile_, in cui i Pompejani vi trattavano gli affari pubblici. All’epoca della catastrofe era in ricostruzione pei gravi guasti del tremuoto del 65. Vol. I, cap. IX pag. 313.

_Il tempio d’Augusto._ Vol. I, cap. VIII pag. 283.

Subito presso è la _Sala del Senato_ in un edificio semicircolare. Vol. I, cap. XI pag. 366.

A fianco è il _Tempio di Mercurio_. Vol. I, cap. XI pag. 274.

_Edificio di Eumachia_ o _Calcidico_. Vol. I, cap. XI pag. 373.

_Scuola di Verna._ Vol. II, cap. XVI pag. 232.

_Le tre curie_, o sale di Consiglio, dipendenza della Basilica. Vol. I, cap. XI pag. 366.

_Le vie_, qual più qual meno lunghe e larghe, bordeggiate di marciapiedi rialzati, con fontane, frequenti. Veggansi in parecchi luoghi sulle pareti esterne delle case affissi pubblici di spettacoli, d’appigionasi e richiami elettorali in rosso ed in nero. Vol. I, cap. VII pag. 189.

_Via dell’abbondanza_ prima _dei mercanti_. Vol. I, cap. VII pag. 196.

_Casa del cinghiale_ così denominata dal musaico del vestibolo che raffigura un cinghiale inseguito da due cani. Vol. III, cap. XX. pag. 83.

_Viottola dei dodici dei_, ricordati nel verso di Ennio, Vol. I, cap. VII, pag. 197.

_Viottola del Calcidico_, Id. Ibid.

_Nuova casa della caccia._ Vol. III, cap. XX pag. 83.

_Vicolo del balcone pensile_, da un balcone appunto di una casetta che vi esiste. Vol. I, cap. II pag. 197.

_Via del lupanare._ Vol. I, cap. VII pag. 196.

_Casa di Sirico._ Vol. III, cap. XX pag. 84.

_Lupanare._ Vol. III, cap. XXI pag. 277.

_Fabbrica di sapone, lutus fullonicus._ Vol. II, cap. XVII pag. 357.

_Via d’Augusto._ Vol. I, cap. VII pag. 197.

_Casa della nuova fontana_, detta anche dell’orso. Vol. III, cap. XX pag. 84.

_Casa di Marte e Venere._ Vol. III, cap. XX pag. 84.

_Forno publico._ Vol. II, cap. XVII pag. 307.

_Terme Stabiane._ Vol. II, cap. XV pag. 214.

_Casa di Cornelio Rufo._ Vol. III, cap. XX pag. 84.

Piedistallo della statua di Marco Olconio Rufo. Vol. III, cap. XX pag. 84.

_Casa N. 4._ Vol. III, cap. XX pag. 84.

_Foro triangolare o nundinario._ Vol. I, cap. IX pag. 319.

_Ludo gladiatorio_ o _quartiere de’ soldati_. Vol. III, cap. XIX pag. 4.

_Teatro comico._ Vol. II, cap. XII pag. 4.

_Teatro tragico._ Vol. II, cap. XIII pag. 53.

_Tempio d’Iside._ Vol. I, cap. VIII pag. 244.

Dietro di esso è la _Curia Isiaca_, detta anche _Trebus_ secondo l’indica l’iscrizione osca che vi si trovò. Vol. I, cap. VIII pag. 268. A sinistra montando è

_Il Tempio d’Esculapio_ o di Giove e di Giunone. Vol. I, cap. VIII pag. 269.

_Casa del Citarista._ Fu così denominata dalla statua in bronzo d’Apollo colla cetra rinvenutavi. Vol. III, cap. XX pag. 84.

Di fronte è forse più propriamente a dirsi la Casa di Lucio Popidio Secondo. Vedi n. di dicembre 1868 del _Giornale degli Scavi_, e che però fa ritenere che l’isola I della Regione I in cui si trovava si appellasse _Popidiana Augustiana_. La Regione VII isola II di Marco Epidio Sabino che è sulla via dell’Anfiteatro, così fu detta per una casa principale appartenente a proprietario di tal nome.

_Casa di Marco Lucrezio._ Vol. III, cap. XX pag. 85.

_Forno e casa di Paquio Proculo._ Vol. II, cap. XVII pag. 308.

_Tintoria._ Vol. II, cap. XVII pag. 332.

_Vicolo fra la via Stabiana e vicolo Storto._

_Via della Fortuna._

_Casa degli Scienziati_, perchè scoperta nel 1845 alla presenza dei dotti riuniti al settimo congresso in Napoli.

_Casa della caccia_, a sinistra. Senza ripetere il rimando alla pagina per ogni casa, veggasi il cap. XX nel vol. III dalla pag. 83 alla 89.

_Casa dei capitelli colorati_, id.

_Casa del gran duca_, id.

_Casa della parete nera_, id.

_Casa del Fauno_, a destra. Vol. II, cap. XVIII pag. 399 e vol. III, cap. XX pag. 83. Vi si trovò il famoso Fauno di bronzo.

_Tempio della Fortuna._ Vol. I, cap. VIII pag. 278.

_Via di Mercurio._

_Edificio del Fullone._ Vol. II, cap. XVII pag. 333.

_Casa della gran fontana in musaico._

_Casa della piccola fontana._

_Quadrivio e fontane_ a sinistra. Vol. II, cap. XV pag. 226.

_Casa d’Adone._

_Casa d’Apollo._

_Casa di Meleagro._

_Casa del Centauro._

_Casa di Castore e Polluce_, detta anche del Questore merita essere particolarmente osservata, come una delle più belle, come fu anche fra le più ricche di cose artistiche.

_Osteria._ Vol. II, cap. XVII pag. 298.

_Casa dell’Ancora._

La _Casa di Cajo Vibio_, scoperta in questi ultimi anni, è nella Regione VII isola II N. 18: si distingue dalle altre per la solidità e la buona conservazione delle mura. Vedine l’illustrazione nel numero d’Agosto 1868 del _Giornale degli Scavi_, nuova serie. Quella di Gavio Rufo è vicina: porta il n. 16 ed è illustrata nello stesso giornale, numero di settembre. Quella di Caprasio Primo è al N. 48. Di fronte è la taberna di M. Nonio Campano. Vol. II, cap. XVII pag. 327.

_Via delle Terme._

_Terme pubbliche._ Vol. II cap. XV pag. 207.

_Casa del poeta._ Vol. III cap. XX pag. 83.

Son presso de’ termopolii o venditorii di bevande calde. Vol. II, cap. XVII.

_Casa di Pansa_ edile, e secondo alcuni, di _Paratus_. Vol. III cap. XX pag. 62.

_Casa del maestro di musica_, in cui v’è il musaico all’ingresso, raffigurante il cane col motto _Cave Canem_. Id. pag. 85.

_Fontana._ Vol. II, cap. XV 226.

_Forno e Mulini._ Vol. II, cap. XVII.

_Casa di Cajo Sallustio._ Vol. III cap. XX.

_Forno pubblico._ Vol. II, cap. XVII pag. 307, _passim_.

_Cisterna pubblica._ Vol. II, cap. XV.

A destra è un vicolo che mette capo alla Via di Mercurio, e di fronte a tal vicolo presentasi un atrio con all’intorno alcune camere, nelle quali è installata la _Scuola archeologica_ di Pompei.

Scheletri di una madre e di una figlia, di una matrona e d’un uomo. Vol. I, cap. V.

_Telonium o Dogana._ Vol. I, cap. IV pag. 103.

_Casa detta del Chirurgo._

_Casa delle Vestali._

_Termopolio._ Vol. II.

_Albergo._ Idem.

Fortificazioni e porta d’Ercolano a tre archi colle traccie della saracinesca nell’arcata di mezzo. Vol. I, cap. VII pag. 187.

_Via delle Tombe._ Vol. III, cap. XXII pag. 345.

A sinistra:

_Tomba di M. Cerrinio._ Id. Ibid. pag. 346. A schivare ripetizioni, da questa pagina in avanti stanno, fino a pag. 368, le dichiarazioni delle pur seguenti tombe.

_Tomba di Vejo_ e suo emiciclo.

Monumento ed emiciclo di Mammia.

A destra:

_Tomba delle ghirlande._

Gran nicchia per riposo dei visitatori.

Giardino delle colonne in musaico.

_Albergo e scuderia._

A sinistra:

Il _Pompejanum_, o casa di Cicerone. Non soltanto in questo capitolo XXII, ma anzi più largamente è trattato di essa anche nel Vol. I, cap. III pag. 83.

_Tomba di Scauro._

_Tomba circolare._

A destra:

_Tomba della porta di marmo._

A sinistra:

_Mausoleo di Cajo Calvenzio Quieto._ Anche nel Vol. I, cap. IV pag. 101.

_Cippi della famiglia Istacidia._

_Tomba di Nevoleja Tiche e di Munazio Fausto._ Vedi anche nel Vol. I, cap. VI pag. 101.

_Triclinio funebre._

_Tomba di Marco Allejo Lucio Libella_ padre e _Marco Libella_ figlio.

_Tomba di Cajo Labeone._

_Tomba del fanciullo Velasio Grato._

_Tomba del fanciullo Salvio._

Chiudesi la Via delle Tombe e la serie quindi di esse coi sepolcri della famiglia Arria di Marco Arrio Diomede, di Marco Arrio primogenito, di Arria l’ottava figlia di Marco, di un’altra Arria e di quelli tutti della famiglia di Diomede.

Casa di campagna di Marco Arrio Diomede. Vedi anche Vol. I, cap. V pag. 143, Vol. II, cap. XV e Vol. III, cap. XX pag. 87.

Visitata così tutta la parte della città che è esumata, alla estremità di essa, al fianco opposto a quello delle Tombe che abbiamo appena lasciato, al basso della Via di Stabia, dopo alcuni passi oltre gli scavi, e a traverso de’ campi coltivati, che celano ancora parte della città, si giunge all’_Anfiteatro_, del quale si son date in questa edizione incise la fronte esterna nel titolo del secondo volume dell’opera e nel corpo, la veduta interna. Vol. II cap. XIV.

Questa rapida corsa potrà durare quattro ore e, se appena il lettore ha sentimento artistico, ne ritrarrà di certo da una prima visita il desiderio di altre, le quali certo gli verranno rivelando nuove cose degnissime di osservazione e di nota, e sarà allora, io spero, che gli torneranno più accetti questi miei studi, nel compire i quali, non fatica e stanchezza, ma diletto e conforto ho ricavato sempre contro la cospirazione del silenzio e la viltà di politici avversari, le codarde compiacenze di insipienti Eliasti e la stupidità degli Iloti onde abbonda la nostra terra, _Saturnia tellus_, che mantien vivo l’appetito del vecchio Nume divoratore de’ suoi figliuoli e che così ne compensa le veglie sudate e le opere generose.

Non mi mancarono tuttavia i plausi de’ buoni e gli onesti ed onorevoli incoraggimenti e poichè nel pigliar le mosse di questi miei studj, io ne proclamavo auspice quel fior di senno e d’onestà che è il mio carissimo Pietro Cominazzi; così piacemi chiuderli ancora nel suo nome e il lettore non ascriva a mia vanità, ma al volere di quell’egregio, se finisco qui riferendo i versi de’ quali egli per quest’opera mi voleva onorato

A P. A. CURTI

Sonetto

Lascia ch’io teco ammiri a parte a parte Le combuste rovine, e di =Pompei=, Col sagace poter delle tue carte, L’immagine si desti agli occhi miei!

Qui s’ergeano i delubri, e qui dell’Arte Del bello eternatrice e degli Dei Immortale custode, ecco le sparte Reliquie, onde il disìo pungi e ricrei.

Del suo classico peplo rivestita, — Tanta innanzi mi scorre onda di vero, — Pompei ne’ marmi e nello spirto ha vita.

Tu la vorace ira del tempo hai doma... Nel passato io risorgo, e col pensiero Teco son fatto cittadin di Roma.

FINE DEL VOLUME III E DELL’OPERA.

INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI

Volume primo.

I. _Il Vesuvio_, nel frontispizio. II. _La tomba di Virgilio_, pag. 1. III. _Strada all’Eremitaggio del Vesuvio_, pag. 61. IV. _Mensa Ponderaria_, pag. 91. V. _Bilance Pompejane_, pag. 104. VI. _La Catastrofe di Pompei_, pag. 140. VII. _Scenografia degli Scavi nel 1868_, pag. 161. VIII. _Porta d’Ercolano a Pompei_, pag. 181. IX. _Via Consolare_, pag. 195. X. _Arco trionfale alla Via di Mercurio_, pag. 210. XI. _Il tempio di Venere_, pag. 228. XII. _Il tempio di Iside_, pag. 244. XIII. _Veduta generale del Foro Civile_, pag. 313. XIV. _Foro Nundinario_, pag. 319.

Volume secondo.

XV. _Veduta esterna dell’Anfiteatro_, nel frontispizio. XVI. _Odeum, o Teatro comico_, pag. 20. XVII. _Anfiteatro interno_, pag. 101. XVIII. _Tepidarium delle antiche terme_, pag. 222. XIX. _Fontane, Crocicchi di Fortunata_, pag. 226. XX. _Busto di Pompeo_, pag. 400. XXI. _Busto di Bruto_, Id. XXII. _La Battaglia d’Isso, musaico_, pag. 410.

Volume terzo.

XXIII. _Il quartiere de’ soldati_, nel frontispizio. XXIV. _La Casa del Poeta tragico_, p. 85. XXV. _Il Lupanare_, pag. 227. XXVI. _Via delle Tombe_, pag. 345. XXVII. _Pianta del Vesuvio_, pag. 391.

INDICE

CAPITOLO XIX. — =Quartiere de’ soldati, e Ludo gladiatorio?= — _Pagus Augustus Felix_ — Ordinamenti militari di Roma — Inclinazioni agricole — Qualità militari — Valore personale — Formazione della milizia — La leva — Refrattarj — Cause d’esenzione — Leva tumultuaria — Cavalleria — Giuramento — Gli evocati e i conquisitori — Fanteria: Veliti, Astati, Principi, Triarii — Centurie, manipoli, coorti, legioni — Denominazione delle legioni — Ordini della cavalleria: torme, decurie. — Duci: propri e comuni — Centurioni — _Uragi, Succenturiones, Accensi, Tergoductores, Decani_ — Signiferi — Primopilo — Tribuni — Decurioni nella cavalleria — Prefetti dei Confederati — Legati — Imperatore — Armi — Raccolta d’armi antiche nel Museo Nazionale di Napoli — Catalogo del comm. Fiorelli — Cenno storico — Armi trovate negli scavi d’Ercolano e Pompei — Armi dei Veliti, degli Astati, dei Principi, dei Triarii, della cavalleria — Maestri delle armi — Esercizj: passo, _palaria_, lotta, nuoto, salto, marce — Fardelli e loro peso — _Bucellatum_ — Cavalleria numidica — Accampamenti — _Castra stativa_ — Forma del campo — _Principia_ — Banderuole — Insegne — _Aquilifer_ — Insegna del Manipolo — Bandiera delle Centurie — Vessillo della Cavalleria — Guardie del campo — _Excubiæ_ e _Vigiliæ_ — Tessera di consegna — Sentinelle — _Procubitores_ — Istrumenti militari: _buccina, tuba, lituus, cornu, timpanum_ — _Tibicen, liticen, timpanotriba_ — Stipendj militari — I Feciali, gli Auguri, gli Aruspici e i _pullarii_ — Sacrifici e preghiere — Dello schierarsi in battaglia — Sistema di fortificazioni — Macchine guerresche: _Poliorcetiæ_: terrapieno, torre mobile, testuggine, ariete, balista, tollenone, altalena, elepoli, terebra, galleria, vigna — Arringhe — La vittoria, Inni e sacrificj — Premj: asta pura, monili, braccialetti, catene — Corone: civica, morale, castrense o vallare, navale o rostrale, ossidionale, trionfale, ovale — Altre distinzioni — Spoglia opima — Preda bellica — Il trionfo — Veste palmata — Trionfo della veste palmata — In Campidoglio — Banchetto pubblico — Trionfo navale — Ovazione — Onori del trionfatore — Pene militari: decimazione, vigesimazione, e centesimazione, _fustinarium_, taglio della mano, crocifissione, fustigazione leggiera, multa, _censio hastaria_ — Pene minori — Congedo Pag. 5

CAPITOLO XX. — =Le Case.= Differenza tra le case pompejane e romane — Regioni ed Isole — Cosa fosse il _vestibulum_ e perchè mancasse alle case pompejane — Piani — _Solarium_ — Finestre — Distribuzione delle parti della casa — Casa di Pansa — Facciata — La bottega del _dispensator_ — _Postes, aulæ, antepagamenta_ — _Janua_ — Il portinajo — _Prothyrum_ — _Cavædium_ — _Compluvium_ ed _impluvium_ — _Puteal_ — Ara dei Lari — I Penati — _Cellæ_, o _contubernia_ — _Tablinum, cubicula, fauces, perystilium, procœton, exedra, œcus, triclinium_ — _Officia antelucana_ — _Trichila_ — Lusso de’ triclinii — Cucina — Utensili di cucina — Inservienti di cucina — Camino: v’erano camini allora? — Latrina — Lo xisto — Il crittoportico — Lo _sphæristerium_, la _pinacoteca_ — Il _balineum_ — L’_Alæatorium_ — La _cella vinaria_ — Piani superiori e recentissima scoperta — _Cœnacula_ — La _Casa a tre piani_ — I balconi e la _Casa del Balcone pensile_ — Case principali in Pompei — Casa di villeggiatura di M. Arrio Diomede — La famiglia — Principio costitutivo di essa — La nascita del figlio — Cerimonie — La nascita della figlia — _Potestas, manus, mancipium_ — _Minima, media, maxima diminutio capitis_ — Matrimonii: per confarreazione, uso, coempzione — _Trinoctium usurpatio_ — Diritti della _potestas_, della _manus_, del _mancipium_ — _Agnati, consanguinei_ — _Cognatio_ — _Matrimonium, connubium_ — _Sponsali_ — Età del matrimonio — Il matrimonio e la sua importanza — Bigamia — Impedimenti — Concubinato — Divorzio — Separazione — _Diffarreatio_ — _Repudium_ — La dote — _Donatio propter nuptias_ — Nozioni sulla patria podestà — _Jus trium_ _liberorum_ — Adozione — Tutela — Curatela — Gli schiavi — Cerimonia religiosa nel loro ingresso in famiglia — _Contubernium_ — Miglioramento della condizione servile — Come si divenisse schiavo — Mercato di schiavi — Diverse classi di schiavi — Trattamento di essi — Numero — Come si cessasse di essere schiavi — I clienti — Pasti e banchetti romani — Invocazioni al focolare — Ghiottornie — Leggi alla gola — Lucullo e le sue cene — Cene degli imperatori — _Jentaculum, prandium, merenda, cœna, commissatio_ — Conviti publici — Cene sacerdotali — Cene de’ magistrati — Cene de’ trionfanti — Cene degli imperatori — Banchetti di cerimonia — _Triumviri æpulones_ — _Dapes_ — Triclinio — Le mense — Suppellettili — _Fercula_ — Pioggie odorose — Abito e toletta da tavola — Tovaglie e tovaglioli — Il re del banchetto — Tricliniarca — _Coena recta_ — Primo servito — _Secunda mensa_ — Pasticcerie e confetture — Le posate — Arte culinaria — Apicio — Manicaretto di perle — Vini — Novellio Torquato milanese — Servi della tavola: _Coquus, lectisterniator, nomenclator, prægustator, structor, scissor, carptor, pincerna, pocillator_ — Musica alle mense — Ballerine — Gladiatori — Gli avanzi della cena — Le lanterne di Cartagine — La partenza de’ convitati — La toletta d’una pompejana — Le _cubiculares_, le _cosmetæ_, le _calamistræ, ciniflones, cinerarii_, la _psecae_ — I denti — La capigliatura — Lo specchio — Punizioni della toaletta — Le ugne — I profumi — _Mundus muliebris_ — I _salutigeruli_ — Le _Veneræ_ — _Sandaligerulæ, vestisplicæ, ornatrices_ — Abiti e abbigliamenti — Vestiario degli uomini — Abito de’ fanciulli — La _bulla_ — Vestito degli schiavi — I lavori del gineceo » 57