Politica estera: memorie e documenti

Part 34

Chapter 343,114 wordsPublic domain

Gli sforzi dell'on. Crispi per togliere di mezzo i dissensi tra l'Italia e la Francia e stabilire su basi sicure la pace tra le due nazioni, furono vani. Cosicchè egli dovette rimanere in vedetta per sorvegliare ogni atto della Francia che potesse recarci nuovi danni.

Assicuratosi che l'annessione della Tunisia non sarebbe avvenuta senza il nostro consenso, cioè senza compensi per noi, continuò a far buona guardia su Biserta che il Governo francese cercava di fortificare. Già da gran tempo egli faceva tener dietro da persone fidate al progresso e alla natura dei lavori che si venivano compiendo in quel porto, denunziandoli alle Potenze amiche ed alleate e interessando il Governo inglese ad associarsi al Governo italiano in una azione diretta ad impedire il proseguimento di quei lavori, che si rilevavano contrarli agl'impegni presi dalla Francia al 1881 e che minacciavano di turbare ancor più l'equilibrio delle forze nel Mediterraneo. Il Gabinetto britannico aveva già riconosciuto che Biserta era _la maggiore posizione strategica nel Mediterraneo_, e insieme alla Cancelleria germanica aveva fatte vive rimostranze a Parigi. E il signor Goblet nel 1889 assicurava Londra e Roma “non esservi alcuna intenzione nè di ampliare, nè di fortificare il porto di Biserta e trattarsi solo di scavi necessarii e periodici„; e il signor Ribot in ottobre 1890 negava “che si compiano studi per l'erezione di fortilizi o di opere militari in Biserta.„

Ma i ministri francesi erano, naturalmente, reticenti; i lavori che si compievano a Biserta erano senza dubbio di carattere militare, e Crispi lo dimostrò in un _memorandum_. La Germania riconobbe che la questione era divenuta grave e appoggiò i nostri passi per un'azione decisiva. Il 20 gennaio 1891 Crispi fece interpellare l'Inghilterra se non fosse il caso di una comune azione immediata; ma la questione cadde col ritiro di Crispi dal potere (31 gennaio 1891) e con l'Italia si disinteressò di Biserta anche l'Inghilterra.

Quanto alla Tripolitania, Crispi ebbe per un momento, nel luglio del 1890, la speranza che potesse divenire italiana, senza contrasto da parte delle grandi Potenze, le quali, tutte, in epoche diverse, avevano riconosciuto la prevalenza dei nostri diritti su quella regione. Non avrebbe voluto, per motivi di politica generale, rompere con la Turchia, ma prevedendo ogni ipotesi, pensò anche ad un'occupazione militare contrastata dai turchi e alla maniera di renderla più facile. Si accinse quindi a preparare il terreno col guadagnare all'Italia la simpatia e l'appoggio degli elementi indigeni della Tripolitania. Il cav. Grande, Console d'Italia a Tripoli, lavorò sagacemente per secondare le vedute del suo Ministro. Il seguente telegramma, relativo alle trattative con Sid Hassuna Caramanli, capo allora della famiglia che aveva signoreggiato il _vilayet_ sino al 1835, indica che il lavoro di accaparramento degli arabi era bene avviato:

Tripoli, 7 agosto 1890.

(Decifri V. E. stessa. Segretissimo). — Profittando, che Sid Hassuna Karamanli trovasi qui, chiamatovi dal Governatore generale per gli ultimi avvenimenti della frontiera, gli feci parlare da un mio e di lui amico intimissimo e confidente. Il colloquio ebbe luogo ieri sera. Raccomandai all'amico che l'apertura delle trattative avesse carattere privato, come provenienza da una particolare iniziativa, esplorandone per ora animo e intenzioni.

Sid Hassuna Karamanli mostrossi disposto coadiuvare occupazione italiana, convinto che, se non noi, sarebbero altri ad occupare la Tripolitania; disse disporre di tutte le forze delle popolazioni della montagna, godendone le simpatie. Per preparare terreno chiede tempo e denaro, non per lui, ma per gli sceiks. Accetterebbe una forma di governo simile a quella della Tunisia. Ciò, dice, eviterebbe la resistenza degli arabi e pacificherebbe il paese. Non dissimula la resistenza della Turchia, la quale però, non secondata dall'elemento arabo, cederebbe di fronte alla forza italiana. Raccomanda la massima prudenza, essendo sorvegliato dal Governatore generale. Dichiara il paese stanco della occupazione della Turchia.

Karamanli mostrò di conoscere la situazione politica dell'Africa e di cogliere l'occasione favorevole. Egli ritorna al Gibel Gharian questa sera. Ha assicurato sarà di ritorno.

GRANDE.

Sicuro dell'adesione di massima da parte dell'Inghilterra, della Germania e dell'Austria-Ungheria all'occupazione italiana della Tripolitania, l'on. Crispi avrebbe facilmente guadagnato anche il consenso della Francia, tenendosi fermo sul terreno della difesa dei nostri diritti nella Tunisia sino alla conclusione di un accordo. E dipoi, con la risolutezza ch'era nel suo carattere, non avrebbe atteso molto a piantare il vessillo d'Italia sull'altra sponda del Mediterraneo. Quanto alla Turchia, gli accomodamenti con l'antico regime non erano difficili; il Sultano ch'era un fine politico e aveva il senso della sua responsabilità e della precaria situazione dell'Impero, si sarebbe adattato all'inevitabile, confortandosi con gli opportuni compensi.

Ma col ritiro di Francesco Crispi dal potere in seguito al voto della Camera del 31 gennaio 1891, la pietra angolare dell'edifizio cedette. L'opposizione contro le fortificazioni di Biserta che alla fine di gennaio era divenuta perentoria, fu abbandonata dal suo successore. E la Francia, lasciata libera di consolidare il suo dominio in Tunisia, non ebbe più bisogno di venire a patti con l'Italia e di farle concessioni.

Quando la questione della Tripolitania fu ripresa, il governo Italiano dovette fare alla Francia sacrificio di altri interessi.

INDICE ALFABETICO

_delle persone citate nel volume._

Adam (madama), 84. Alberto (arciduca), 81. Alessandro di Battenberg, 140, 176, 177. Alessandro III di Russia, 174, 211, 278-279. Alfieri di Sostegno, 342. Alula (ras), 252. Amedeo di Savoja, 207. Andrássy Giulio, 2-4, 23, 25, 27, 46, 49, 52, 54, 59, 60-61, 63, 65-68, 76, 98. Arabi-pascià, 101, 104, 112, 116. Arnold Arturo, 92.

Baccarini Alfredo, 138. Bargoni Angelo, 7. Barthélemy di Saint-Hilaire, 86-88. Bavier (ministro), 217, 227. Beaconsfield (Disraeli), 50, 54, 77. Bennigsen (di) Rodolfo, 20, 42-43, 71, 182. Berio (console Generale), 294. Bertani Agostino, 73. Berthelot, 303. Bertolè-Viale (ministro), 321-324. Biancheri Giuseppe, 136. Bibesco (principe), 227. Bismarck (di) Erberto, 26, 173, 241, 261, 265, 278, 349, 354. Bismarck (di) Ottone, 2, 9, 14, 20-21, 32-35, 44-52, 54, 65, 72-73, 76-77, 81, 85, 95, 107, 110, 126-131, 138, 153, 170-173, 182, 185, 207-208, 210-211, 214, 216-217, 225, 230, 236, 239, 244, 257, 263, 270, 276-277, 307-308, 325, 334, 343, 349-356. Bismarck (principessa), 180. Bittó István, 65. Bixio Nino, 8. Blanc Alberto, 148, 214, 218, 224. Bonaparte, Girolamo, 162. Bonghi Ruggero, 138, 208. Boselli Paolo, 196-203. Boulanger (gen.), 133, 159, 300, 339. Branca Ascanio, 203. Brin Benedetto (ministro), 325. Bruck-Pellegrini (de), 207, 209, 212, 299. Bülow (di), 20, 32-33, 50, 55.

Cairoli Benedetto, 73-74, 79, 81-82, 84, 87-89. Calice (barone di), 182, 224. Cambon (ambasciatore), 256. Canovas del Castillo, 207. Caprivi (Cancelliere germanico), 349, 364. Caspar Mugnoz, 208. Catalani Tommaso (Incaricato d'affari), 153, 255, 326. Catargi Lascar, 315. Cavaignac (generale), 168. Cavallotti Felice, 81. Cavour Camillo, 118, 185. Cecchi Antonio, 256. Cialdini Enrico, 51, 53, 77-78, 82, 85-88. Chakir-pascià, 153-154. Charmes Francis, 262. Codronchi Giovanni, 138. Constant d'Estournelle, 90. Corti Luigi, 74-76, 91-92, 114. Csernátory, 65. Cucchi Francesco, 179, 325, 334.

De Broglie, 5. Decazes, 5, 10, 12, 15, 17-18, 85. Depretis Agostino, 9, 13, 16, 30-31, 37, 50, 56, 59-61, 68, 72, 74, 95, 136, 138, 139-144. Derby (lord), 50, 52-56, 58, 73-75. Dernburg Federico, 30, 36, 42. Dilke Charles, 92-93. Di Pietro (Nunzio), 257. Dunker (borgomastro), 44.

Eber, 65. Ehrenroth (generale), 150, 153, 209. Ellena Vittorio, 197, 203-204.

Fabrizj Nicola, 115, 120. Falk, 65. Farini Domenico, 73. Federico Guglielmo (poi Federico III), 126-127, 236-237, 242, 245, 264. Ferdinando di Bulgaria, 140, 143-152, 155, 176, 209, 214. Ferry Giulio, 86, 133, 159, 342, 378, 381. Floquet, 234, 300. Flourens, 187, 204, 209-210, 228-231. Fortou, 5. Francesco Giuseppe, 3, 126-127. Freycinet (ministro), 84-85, 88, 101, 109-110, 115, 119-120, 133, 159, 216, 300, 377.

Galimberti (mons.), 229. Galvagno (ministro), 93. Gambetta Leone, 5, 13-14, 16-17, 28, 77, 82-84, 87, 101, 109, 120, 212. Garibaldi Giuseppe, 122, 163. Garnier Pagès, 16. Gené (generale), 136. Gérard, 206-207, 209, 245, 254. Ghyczy, 65. Giers (de), 153, 231, 262, 298. Giolitti Giovanni, 138, 183. Giorgio (re di Grecia), 155. Girardin (de) Emilio, 16-17. Gladstone Guglielmo, 56-58, 113, 116, 122-123. Glaser, 59, 63. Goblet, 159, 253-254, 281-296, 385. Goedel (Incaricato d'affari), 269, 271. Goldberg Federico, 38-41. Goltz (conte di, Incaricato d'affari), 270, 271. Gorosc, 65. Grande (console), 386. Granville (conte di), 89, 93, 102, 105-106, 108-119. Grävenitz, 42. Greppi (conte), 216. Grévy Giulio, 83, 159, 209-210. Guibert (cardinale), 12. Guglielmo I, 50, 55, 72, 126, 236. Guglielmo II, 242, 258, 276-277, 353.

Halim, 108. Hassuna-pascià, 386. Hatzfeldt (conte di), 107-108, 270. Haymerle (barone di, ambasciatore), 4, 60, 95-98. Haymerle (colonnello), 80. Hélfy Ignáez, 65. Herbette (ambasciatore), 241, 287. Hitrovo (ministro), 227. Hohenlohe (di) Clovis, 28. Hohenlohe Gustavo (cardinale), 320, 334. Holstein (di), 20, 32, 35, 41, 55, 107, 179, 210, 290. Huene (bar. di, _attaché_ militare), 335.

Kállay, 98. Kállay Beni, 65. Kálnoky, 153, 170, 177, 206, 216, 219, 239, 255, 262, 265, 267, 269-271, 292, 299, 316, 318, 329. Kaulbars (generale), 209. Keudell, 95-96, 126, 130. Kiamil-pascià, 213, 231.

Imbriani Matteo, 81, 342. Isabella di Baviera, 126. Ismail-pascià (ex-Kedivé), 227.

Lacaita Giacomo, 108-111. Lacava Pietro, 138. La Gala, 164. Lamarmora Alfonso, 212, 328. Launay (conte di, ambasciatore), 20, 30, 32, 37, 41, 47, 52, 54, 59, 72, 78-79, 94, 129, 143, 170-171, 181, 240, 258-259, 341. Lawson (deputato), 116. Lefèvre de Béhaine, 324. Leone XIII, 72, 180, 329-334. Leonhardt (ministro), 20, 41. Loewe Ludovico (deputato), 30, 42. Luigi (re di Portogallo), 258-261. Luzzatti Luigi, 197, 203. Lyons (ambasciatore), 89. Lytton (ambasciatore), 230.

Macciò, 83, 86-87. Machiavelli (console generale), 359. Mac-Mahon, 5, 14, 18-19, 45, 56. Maffei, 95. Malet E. (sir), 131-132. Mancini Pasquale St., 6, 51, 93, 101-104, 106-107, 111-115, 118-120, 122-123, 126, 128, 135, 262. Mariani (ambasciatore), 298. Marie, 204. Marocchetti (ambasciatore), 223. Marschall (di), 354. Martin Enrico, 16. Massicault (ministro-residente), 284-286. Mayor des Planches, 173, 371. Mazzini Giuseppe, 1. Mazzoleni (deputato), 335. Melegari L. A. (ministro), 7, 52, 62. Menabrea L. F. (ambasciatore), 50, 54-55, 74, 89, 92, 105-106, 119, 204, 229, 235, 254, 289, 320. Mercinier, 252. Meyendorf (Incaricato d'affari), 262. Mezzacapo Luigi (generale), 51, 53. Minghetti Marco, 2. Miribel (generale), 338. Mohrenheim (ambasciatore), 234. Moltke (maresciallo), 206. Montebello (conte di, ambasciatore), 241. Moret (ministro), 206, 210, 217, 227, 231, 238. Moüy (de) Carlo (ambasciatore), 203, 212, 216-218, 220, 229, 245-246, 282. Münster (ambasciatore), 287, 289.

Napoleone III, 1, 85, 160, 168, 181. Nelidoff (ambasciatore), 4. Nicopoulo, 209. Nicotera Giovanni, 138, 342. Nigra Costantino (ambasciatore), 142, 145, 182, 239, 255, 259, 260-261, 327. Norfolk (duca di), 208.

Onou, 149. Or['c]zy, 59, 62.

Paget Augusto, 74-75, 103. Palamenghi-Crispi Tommaso, 173. Pasi (generale), 173. Pelloux Luigi, 325. Phothiadès-pascià, 218, 220, 230, 241-242. Pianell (generale), 54. Pio IX, 46, 72. Pisani-Dossi Alberto, 173, 238. Portal Gérald, 224. Pulszky, 65. Pyat Felice, 273-276.

Racchia Alberto (ammiraglio), 325. Radowitz, 79, 208, 219, 241, 256. Raindre (Incaricato d'affari), 261. Rampolla Mariano (cardinale), 257, 331. Rantzau, 263. Rascon (conte, ambasciatore), 210, 213, 217-218, 220, 223, 230, 238, 240, 245. Rati-Opizzoni, 29. Rattazzi Urbano (_junior_), 139, 173, 324. Ressman Costantino (Incaricato d'affari), 16, 229, 320, 380. Reuss (principe di), 155. Ribot (ministro), 296, 365, 379-385. Ricasoli Bettino, 6. Robilant (di) Carlo, 3, 59, 61-63, 68, 81, 126, 128-130, 136-137, 140, 195. Rodolfo di Asburgo, 309, 314. Rosebery, 77-78. Roustan, 83, 87. Rouvier Maurizio (ministro) 159, 196-203. Roux Luigi, 183. Rudinì (di) Antonio, 138-139. Ruiz Armando, 13. Russel Odo (ambasciatore), 79.

Sadi-Carnot (presidente della Repubblica francese), 300, 339. Said-pascià (Gran Visir), 218-220, 224. Saletta (generale), 207, 241. Salisbury (lord) 76-77, 89, 91-92, 94, 121-122, 147, 153-155, 207, 209, 230, 238, 254, 262, 264-265, 281, 292, 326, 358-375. Saracco Giuseppe, 136-137. Savini Medoro, 10. Say Leone, 205. Schouvalow (ambasciatore), 230. Schülze-Delitzsch, 44. Schweininger (dottore), 173. Simon Giulio, 5. Solms (conte di), 206, 208-211, 213-214, 219, 223-224, 227-228, 231, 238, 240-241, 245, 256-257, 298-299. Sonnino Sidney, 236. Soumagne (vice-console), 251. Spaventa Silvio, 138-139. Spuller E. (ministro), 343-348. Stansfeld James, 50. Stourdza (ministro), 224. Szapáry, 65. Szlávy Jorsef, 65.

Taaffe (ministro), 128, 280. Tajani Diego, 136. Teckenberg, 96-98. Teisserenc de Bort (senatore), 204. Tewfick (Kedive), 108, 116. Thiers Adolfo, 14-16, 19, 162, 263. Tirard (ministro), 159, 229. Tisza Stefano, 64, 128, 279. Tomaso di Savoja, 126. Tornielli Giuseppe (ambasciatore), 77, 238, 256-257, 358. Tosti Luigi (abate), 180.

Ullmann, 279. Umberto I, 72, 136-137, 139, 147, 171, 173, 182, 237, 242-243, 263, 267, 277. Uxkull (conte di, ambasciatore), 216, 228, 231.

Valeri Giovanni, 30. Vega (de la) de Armijo (ministro), 257. Vidulich, 63. Villa Tommaso, 212. Visconti-Venosta Emilio, 2, 342. Vittoria (principessa imp. di Germania), 30, 37, 47, 55. Vittorio Emanuele II, 2, 7, 30-31, 47, 56, 58, 65, 67-68, 72, 164. Vitzthum (conte), 165.

Waddington (ministro e ambasciatore), 76-79, 82, 84, 88, 91, 120. Wahermann Mor, 65. Wetsera Maria, 309-314. White W. (sir) (ambasciatore), 151. Wimpffen, 3. Windthorst (deputato), 350.

Zanardelli Giuseppe, 51, 60, 69, 138, 139. Zsedénzi, 65.

INDICE DEL VOLUME.

Avvertenza Pag. v

CAPITOLO PRIMO.

Una missione segreta. (Pag. 1 a 69).

La Grande Italia. — Il nuovo Regno. — La politica estera della Destra. — Andrássy e Bismarck nel 1873 chiedono invano una _entente intime_ ai ministri della Destra. — L'irredentismo e le relazioni italo-austriache. — La guerra russo-turca. — Le istituzioni repubblicane francesi in pericolo. — Necessità per l'Italia di uscire dall'inerzia. — La missione da Vittorio Emanuele e da Depretis affidata a Crispi alla fine di agosto 1877. — Memorie originali di Crispi e carteggi con Vittorio Emanuele e Depretis, resoconti di colloqui con Decazes, Thiers, Gambetta, Bismarck, Derby, Gladstone, Andrássy, ecc. — Crispi conviene col principe di Bismarck il negoziato per un trattato d'alleanza italo-germanica.

CAPITOLO SECONDO.

La politica estera dell'Italia dal 1878 alla Triplice Alleanza. (Pag. 71 a 99).

Il conte Corti respinge la proposta di accordi segreti con l'Inghilterra alla vigilia del Congresso di Berlino. — Come la Francia ottiene _carte bianche_ per Tunisi. — La politica dell'isolamento. — Causa l'irredentismo, l'Austria minaccia di passare la frontiera. — La francofilia di Benedetto Cairoli non evita l'occupazione francese della Tunisia. — Storia documentata dell'impresa tunisina e del disinteressamento dell'Inghilterra. — L'Italia avrebbe allora potuto occupare la Tripolitania. — Disillusi della Francia, ci rivolgiamo alla Germania. — Prodromi della Triplice Alleanza. — Il conte Maffei. — Il trattato del 20 maggio 1882.

CAPITOLO TERZO.

La questione Egiziana nel 1882. (Pag. 101 a 123).

L'Italia, invitata a intervenire in Egitto con l'Inghilterra, rifiuta. — Viaggio di Crispi a Berlino e a Londra. — Colloquii col conte Hatzfeldt e con lord Granville. — Nove lettere di Crispi sulla convenienza per l'Italia di accettare la proposta inglese.

CAPITOLO QUARTO.

Dal primo al secondo trattato della Triplice Alleanza. (Pag. 125 a 133).

L'errore d'origine: l'Imperatore d'Austria non viene a Roma. I Reali d'Italia, per ciò, non possono andare a Berlino. — Colloquio tra il principe di Bismarck e il duca di Genova: il pericolo di guerra è rappresentato dalla Francia e dalla Russia. — Il principe Federico Guglielmo a Roma. — Il gabinetto italiano scontento degli alleati. — Il generale Robilant ministro degli Affari esteri. — Un altro giudizio del principe di Bismarck sulla situazione in ottobre 1885. — I negoziati per la rinnovazione della Triplice Alleanza. — Con quali argomenti il principe di Bismarck indusse l'Inghilterra ad un accordo con l'Italia per il Mediterraneo. — Il nuovo trattato del 20 febbraio 1887.

CAPITOLO QUINTO.

Crispi e la questione Bulgara. (Pag. 135 a 157).

La crisi ministeriale del febbraio 1887: il contegno dell'on. Crispi, suoi colloqui col Re, sua nomina a Ministro dell'Interno. — La questione bulgara e la condotta del Governo italiano prima che Crispi assumesse la direzione della politica estera, e dopo. — Carteggi e documenti. — L'Italia propone e fa accettare dalle Potenze il non-intervento in Bulgaria. — La triplice per l'Oriente.

CAPITOLO SESTO.

Il primo viaggio a Friedrichsruh. (Pag. 159 a 194).

Crispi e la Francia — Giudizii di Crispi su l'Impero e su la Repubblica. — L'Esposizione di Parigi del 1889 e l'Europa monarchica. — Primo viaggio di Crispi a Friedrichsruh per visitarvi il principe di Bismarck: loro colloquii. — Il discorso di Torino.

CAPITOLO SETTIMO.

La rottura delle relazioni commerciali con la Francia. (Pag. 195 a 221).

Negoziati per la rinnovazione del trattato di commercio italo-francese. Una missione officiosa dell'on. Boselli a Parigi: sue lettere a Crispi. Ragioni politiche ed economiche che condussero alla guerra di tariffe. — Dal _Diario_ di Crispi, ottobre-dicembre 1887: questioni internazionali — colloquio tra lo Czar e il principe di Bismarck — documenti falsi — l'incidente consolare di Firenze.

CAPITOLO OTTAVO.

Dal “Diario„ di Crispi: Ricevimenti diplomatici dal gennaio a tutto giugno 1888. (Pag. 223 a 245).

Germania e Russia in un colloquio del principe di Bismarck. — La pubblicazione dei trattato austro-germanico del 1879. — Italia e Russia in un colloquio tra Crispi e l'ambasciatore Uxkull. — Flourens vuole evitare l'alleanza franco-russa. — Informazioni sulla situazione interna della Francia. — Preparativi militari in Francia. — Il principe imperiale di Germania in Liguria. — Morte di Guglielmo I. — Le squadre italiana e austriaca a Barcellona. — Cordialità tra Crispi e Bismarck. — Un aspro colloquio tra il conte Bismarck e l'ambasciatore Herbette. — Morte di Federico III. — Re Umberto esprime il desiderio di recarsi a Berlino.

CAPITOLO NONO.

Un altro incidente franco-italiano. (Pag. 247 a 272).

La questione con la Francia per le tasse di Massaua: tre Note diplomatiche di Crispi sui diritti dell'Italia e sulle vessazioni francesi. — Le Potenze danno causa vinta all'Italia. — Dal _Diario_ di Crispi: Spagna e Vaticano. — Un allarme del re Luigi di Portogallo pel viaggio dei Sovrani italiani in Romagna. — Seconda visita di Crispi al principe di Bismarck. — Il Gran Cancelliere austriaco incontra Crispi a Eger.

CAPITOLO DECIMO.

Il terzo incidente con la Francia. (Pag. 273 a 305).

Una lettera apocrifa di Felice Pyat. — Guglielmo II a Roma. — Colloqui di Crispi col conte Erberto di Bismarck. — Storia documentata dell'incidente per le scuole italiane in Tunisia. — Dal _Diario_ di Crispi. — La situazione in Francia alla fine del 1888.

CAPITOLO UNDECIMO.

1889. (Pag. 307 a 348).

Il suicidio dell'arciduca Rodolfo di Asburgo. — La Federazione balcanica e una iniziativa di Crispi. — L'inaugurazione dell'Esposizione di Parigi. — Il pericolo di guerra con la Francia: missione del cardinale Hohenlohe presso Leone XIII; missione del deputato Cucchi presso il principe di Bismarck. — Italiani a Parigi. — L'abolizione delle tariffe differenziali e l'ostilità della Francia. — Giudizii di Spuller sulla stampa francese.

CAPITOLO DUODECIMO.

1890. — Tunisi e Tripoli. (Pag. 349 a 387).

Il licenziamento del principe di Bismarck; i rescritti imperiali per la protezione degli operai; spiegazioni dell'imperatore Guglielmo; Crispi e Bismarck. — La progettata annessione alla Francia della Tunisia; l'opposizione di Crispi; l'appoggio delle grandi Potenze; corrispondenza Crispi-Salisbury. — Tripoli per Tunisi. — Le fortificazioni di Biserta. — In previsione dell'occupazione italiana della Tripolitania.

INDICE ALFABETICO delle persone citate nel volume Pag. 389

AUTOGRAFI:

Lettera 2 ottobre 1877 di W. Gladstone Pag. 13 Lettera 21 ottobre 1877 di Leone Gambetta » 64 Lettera 24 luglio 1889 del cardinale Hohenlohe » 237 Autografo dell'imperatore Federico III » 331 Lettera 21 aprile 1890 del principe di Bismarck » 356 Lettera 4 agosto 1890 di lord Salisbury » 370

RITRATTO di Francesco Crispi nel 1888 col frontispizio

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (sotto-segretario/sottosegretario, benefici/beneficî, follia/follìa e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

A pag. 56 è stata inserita la trascrizione della lettera di Gladstone a Crispi, non presente nell'originale.