Nuovi studii sul genio vol. II (Origine e natura dei genii)

d. La sua virtù singolare stava nel rispondere prontamente e senza

Chapter 26,268 wordsPublic domain

riflessione apparente e con mirabile precisione a tutti i quesiti più difficili di aritmetica. Ferdinando II, andato a Chieti nel maggio del 1847, ricevette ragguagli di questo giovanetto e volle conoscerlo. Gli mosse varie domande, ed ebbe pronte risposte, verificate esattissime. Allora volle fargliene anch'egli una, che formulò così: _Io nacqui nel giorno tale dell'anno tale, alla tale ora, e fino a questo momento_ (cavando l'orologio e notando i minuti primi e i secondi) _quanti anni, mesi, giorni, ore, minuti primi e secondi ho vissuto_? E il Nobile prontamente rispose, e le cifre furono raccolte e sottoposte a riprova dagli ufficiali, che accompagnavano il re. La prova però non riuscì, essendosi verificato che le cifre date dal Nobile erano di molto superiori alle vere. Egli spalancò gli occhi, contrasse la bocca e parve impazzasse. Il re ne ebbe pietà e lo incuorò, dicendogli: _Ripensa bene_. Egli tacque per pochi istanti, tenendo gli occhi fissi sui numeri scritti dagli ufficiali. Ad un tratto ruppe in un urlo di gioia e, balbettando, esclamò: _Voi, voi non avete calcolati gli anni bisestili, con le differenze delle ore_. Gli ufficiali rifecero i calcoli e riconobbero che Nobile aveva ragione. Il re gli concesse sei ducati al mese, vita durante. Fatto adulto, non ebbe fortuna, e in quegli anni era bidello del collegio... Morì dopo il 1860".

Specialmente dal fatto del non essere riuscito ad altro che a fare il bidello e dai segni somatici, dalla balbuzie, dalla mancanza di sentimenti affettivi, giustamente Giuffrida crede si tratti qui di un deficiente.

3. _Rossi Felice, calcolatore, di Lesa_. — Certo Rossi, d'anni 12, di Lesa, veniva segnalato sulla _Domenica del Corriere_ dal Biazzi come un calcolatore-prodigio, malgrado fosse quasi illetterato. Ne domandai al dott. Martelli e al signor Gabardi, che mi scrissero:

"Le sue specialità sono le moltiplicazioni e massime quelle che servono a tradurre gli anni in mesi, giorni, ore, minuti primi, ecc.

"1º Un gerlo di castagne — gli chiesi — di 47 chili costa 7 lire al quintale. Quanto l'ho pagato?

"E la risposta venne esatta, precisa, dopo un istante, tre secondi d'orologio, il tempo di turarsi coll'indice delle mani gii orecchi e di guardare fisso per terra: "L. 3,29"[155];

"2º Compro una giovenca, che pesa 133 chili, a L. 1,30 al chilo. Quanto l'ho pagata?

"Non avevo finito la domanda, che ne sapevo il prezzo in L. 172,90;

"3º Io ho 22 anni. Quanti mesi e minuti ho vissuti?

"Volevo controllare, ma non ero a metà della prima operazione, che già sapevo d'aver vissuto 264 mesi e 11.563.200 minuti;

"4º Volendogli fare una domanda più difficile, gli chiesi, promettendogli un regalo, quante ore e quanti minuti ha vissuto un uomo a 58 anni. Ed egli, affatto come bimbo, m'interrogò:

"Me la compra la bicicletta, quando va a Milano? Me la compra proprio?".

"Ripromisi.

"Si tappò le orecchie un'altra volta, perchè, a suo dire, i rumori gli tolgono _i sentimenti_, guardò fisso il suolo, eppoi esclamò: "Scriva!", e mi dettò una per una queste cifre: ore 508.080, minuti 30.484.800, avvertendomi che ogni 4 anni fa d'uopo aggiungere 24 ore, vale a dire 1440 minuti".

Il dott. Martelli, poi, così me lo descrive:

"È nato il 6 marzo 1890, da genitori sani, punto alcoolisti, e sofferse fin da bambino epilessia dopo una meningite. Nulla degno di rilievo negli ascendenti. Un cugino in primo grado soffre di epilessia; una sua sorellina morta a 9 mesi soffriva di convulsioni.

"Egli ha sviluppo regolare (altezza cm. 142), circonferenza massima del capo cm. 51, curva longitudinale cm. 28, trasversale cm. 29. La testa è trococefala.

"_Pare_ che in vicinanza degli accessi epilettici più viva si faccia la memoria calcolatrice; è certo che, dopo aver calcolato molto, più intense si fanno le convulsioni e che già mentre calcola (Vedi figg. 4 e 5), si fa strabico e poi chiude gli occhi ed assume una faccia convulsa.

"A tre anni conosceva a memoria tutte le carte dei tarocchi per nome e ne sapeva il valore, stando attento alle mosse e alle parole dei giuocatori qui in bottega. Poi, improvvisamente, cominciò a fare dei calcoli, moltiplicando le cifre con una celerità straordinaria. E sempre mentalmente, perchè a mala pena sa scrivere il suo nome!

"Il Rossi non ha mai frequentato scuole a causa del suo male. È molto espansivo, bacia facilmente qualunque persona gli rivolga benevolmente la parola, è inquieto sempre, ad ogni emozione soffre di convulsioni, ed è, a vero dire, limitatissimo di intelligenza.

"Ha — mi scrive Gabardi — un'irruenza di parole e certi gesti sì recisi e strani in un bimbo della sua età, che subito compresi d'aver di fronte un anomalo".

[Illustrazione: Fig. 4 Fig. 5.

La fig. 4 rappresenta la sua fisionomia normale; la fig. 5 lo rappresenta _in azione_, durante i suoi calcoli.]

4. _Midriasi volontaria ed epilessia in uomo geniale_. — Ho potuto studiare lungamente, col suo consenso e con la sua collaborazione, la nevrosi di uno scienziato di genio, d'anni 25.

E cominciamo dall'eziologia:

_Anamnesi_. — Nato da cugini primi, figli di fratelli, con sorella soggetta a convulsioni e canizie precoce e di vivacissimo ingegno.

N. N., sorella X., isterica, P., banchiere Y., fratello di X., altissima onesto, ma di X.: piccolissima, vive mangiava vetro violentissimo epilettico fin tuttora più che in polvere, e collerico, dall'infanzia, ottantenne: 2 vestì cilicio; padre di Z. Z. morì di volte monaca, 2 fu in carteggio epilessia volte fuggì dal con Mazzini: convento. morì apoplettica a 69 anni; madre di: ________________________________ Z. Z., tendenza S., banchiere, alla apoplessia, onesto e vertigini, iracondo, normale, emotivo, scialacquatore. fratello di P., Esoftalmia, ammogliato micrognatismo a M., suicida e canizie precoce; a 32 anni, ammogliato a colta e geniale nelle arti, con nonna materna di genio, madre di _______________________ L., donna geniale, di solida e vasta coltura.

_Appunti autobiografici_. — "Infanzia: nato molto più pesante della media. Il primo mese di vita fui allattato da balia incinta e per poco non ne morii. A 8 o 10 mesi, ossia prima di parlare, guardavo gli angoli oscuri delle stanze con manifesto terrore, così da impensierirne medici e parenti.

"Pubertà piuttosto ritardata.

"Ebbi _pavor nocturnus_ ed insonnia, che perdurarono fino all'età adulta.

"Ho instabilità: melanconia estrema e depressione alternanti con ismodata allegrezza, che esprimo con salti e grida selvaggie anche per la strada. Iracondia, con bisogno di rompere oggetti di porcellana o di vetro, che s'alterna a facilità al pentimento ed al rimorso e bisogno estremo di confessare il male fatto. Tendenza al vagabondaggio ed incapacità ad un lavoro metodico; fui curato a 20 anni per paranoia rudimentale; parevami che tutti ridessero della mia bruttezza, il che però non era del tutto immaginario, perchè allora impressionava il mio aspetto cadaverico. Frequenti le illusioni dell'udito, rare le allucinazioni.

"A 19 anni ebbi un accesso epilettico motorio. Una volta, in un momento di agitazione, mi getto da una finestra, cadendo sopra un vetro; corsi poi (epilessia propulsiva) in giardino per due ore (a 2° sotto zero) senza camicia, senza raffreddarmi".

_Esame antropometrico_. — Statura a 20 anni m. 1,85; ora m. 1,86; a braccia distese m. 1,85. Peso chilogr. 75. Circonferenza orizz. 0,60. Capacità cranica ester. 1661. Indice cefalico 82 mm.

Capo: seni frontali esagerati; fronte sfuggente; acrocefalìa; _torus occipitalis_.

Mentre la sorella e la madre ebbero precoce canizie, egli notò su sè annerimento dei capelli che erano imbianchiti a 12 anni.

Faccia: faccia allungata; denti sani e ben disposti; dente della saggezza mancante; lobulo dell'orecchio aderente; mobilità degli orecchi.

Riflessi: addominali aboliti; vascolari esagerati; scrotali aboliti; rotulei ottusi.

_Tic_ alla spalla, alla faccia ed alle palpebre.

Forza muscolare: dinamometria chilogr. 56 a sinistra, 52 destra; straordinaria agilità.

Ha vertigini, specie dopo essersi coricato di giorno o chinato per raccogliere qualche cosa.

Con la scala fotometrica De Wecker et Masselon (Pl. VI) l'acuità del senso luminoso (L) risulta alquanto superiore alla norma, e precisamente di 11/10. Con la scala cromometrica (Pl. VII) degli stessi A. l'acuità cromatica è pur superiore alla norma: precisamente C = 12/10. Inoltre, il discernimento del rosso dal giallo si effettua per superficie colorate di 1 cm. q. su fondo nero ad una distanza di 14 metri, dando perciò C = 14/5, cioè quasi il triplo dell'acuità cromatica normale per i colori suddetti. — Il campo visivo, quasi normale pel bianco, è notevolmente ridotto pel rosso e più pel bleu, in ambidue i lati, ma più a destra e quest'ultimo con grandi scotomi (Vedi fig. 6).

CAMPO VISIVO DELL'OCCHIO DESTRO.

Sensibilità: meteorica grandissima, in ispecie nell'estate e autunno; poca ai metalli: salvo pel rame; iperestesìa pei rumori: "Mi è assolutamente impossibile — mi scrive — sopportare, perchè doloroso, lo sparo di un'arma da fuoco, vicino a me, e questo mi è causa d'infelicità"; iperestesìa cromatica; mancinismo sensorio, tanto uditivo che visivo, e tattile; così l'udito ha acuità minore a destra (1,50) che non a sinistra (3,15); il potere discriminativo tattile è più ottuso a destra (4,1) che a sinistra (2,00).

Viceversa, la sensibilità generale, saggiata con la slitta di Rhumkorff, è più delicata a destra, 65 mm., che a sinistra, 60, e così la sensibilità dolorosa: 30 a destra e 24 a sinistra,

Ma quello che è più singolare in lui è la facoltà di allargare a volontà la pupilla e aumentare la pressione vasale ed i movimenti cardiaci. Così egli, che aveva al braccio pressione eguale a destra e sinistra di 160-170 (st. di Riva Rocci), potè cinque volte su nove a volontà aumentare la pressione a 220-225.

Le pulsazioni aumentavano sempre quando egli dilatava la pupilla. Come si vede da questo _Cardiopneumogramma_ (Vedi Tavola III), l'acceleramento del moto cardiaco è accompagnato da tremori e dispnee.

Circolazione: sera 24 novembre, ore 9,30, 60 al 1º senza dilatare la pupilla; poco dopo, dilatando la pupilla, 84-86.

Respirazione: 20-22 per 1' senza dilatare; 29-30 dilatando la pupilla. Ma su questo ritorneremo.

Riproduzione. Istinto sessuale scarso e deviato.

Ha estrema zoofilia: perfino pei serpenti Boa, dalle cui spire amò più volte farsi avvolgere.

Presentò accessi epilettici acuti e negli intervalli una vera genialità, specialmente negli studi sociologici.

Memoria tenacissima, poi, e quasi ossessiva per le idee.

Testi mentali 10 su 10 in 3".

"I miei ricordi più lontani — mi scrive — risalgono a due anni e qualche mese, ma chiarissimi, e si riferiscono alla mia bisnonna. Nelle scuole primeggiai, ma non mai per i componimenti italiani, che facevo svogliatamente, mentre riuscivo bene in latino e meglio in greco. Ho una grande facilità ad apprendere le lingue, ma piuttosto come uditivo. Ho attitudini spiccate ger la musica o la scultura: poche al disegno".

"Quanto ai ricordi degli accessi epilettoidi, mi restano confusi quelle pochissime volte che si potrebbe parlare di veri e propri accessi. Quando mi sento spinto a girovagare per le vie senza consiglio e senza guida, non ho la mente del tutto vigile, mi par di sognare. Questo, però, mi accadeva più spesso tre o quattro anni addietro.

"Contenuti onirici: da bambino prevalentemente "diabolici", con vero _pavor nocturnus_, palpitazione, sudor freddo. Le pulsazioni nell'orecchio appoggiato al guanciale mi atterrivano come passi di un gigante che s'appressasse. Fin da 10 o 12 mesi d'età solevo guardare con terrore gli angoli scuri delle camera.

"Frequenti i sogni di armonie musicali in chiesa o di suonare il pianoforte; i soliti sogni, poi, d'essere esaminato al liceo. Negli ultimi anni, sopratutto a periodi (fin 10 giorni di seguito), sognai di serpenti. Talvolta mi occupano in _sogno_ anche idee astratte visualizzate e ragionamenti in forma di dialoghi. Poco frequenti nel _sogno_ le immagini erotiche. Parlo, rido e grido sognando.

"Ho coscienza dei turbamenti delle funzioni vasomotorie sotto l'influenza della volontà, come di una scarica che parta dal cervelletto".

Affettività diminuita pel padre e pel fratello, vivissima per la madre.

Disturbi psichici: "Delirio del dubbio. Ogni notte prima di andar a letto e sovente di giorno prima di scrivere debbo, per decidermi, dar dei colpi della testa sul muro o del mento sul tavolo fino a dolermene, e guardarmi dietro le spalle". Più volte presentò fenomeni ipnotici e medianici e presentimenti di avvenimenti futuri che si avverarono completamente.

_Midriasi volontaria_. — Fra le particolarità più singolari che egli ha e che ha pure sua sorella — o, almeno, ebbe quando era isterica — è, come accennammo, quella di potere a volontà dilatare le pupille. Ciò non può ottenere, naturalmente, a luce diffusa, abbagliante. Avverte il momento in cui la pupilla s'ingrandisce, e subito dopo la pupilla da 3 mm., si porta fino a 6 mm. e più. Contemporaneamente ha rapide contratture dei muscoli dello zigoma, impallidisce, trema, e le pulsazioni si fanno più rapide; ed appare un leggero strabismo a sinistra. Ciò non costituirebbe ancora un fatto di grande importanza, perchè molti individui da me osservati padroni dell'accomodamento possono a volontà dilatare e restringere la pupilla; lo strano è che può dilatare la pupilla anche quando legge e quindi quando non può mutarsi l'accomodamento oculare. Nello stesso tempo si hanno pure variazioni nel polso e nel respiro; così:

5 Gennaio:

Ore 18: pulsazioni 75-78 al minuto (normale); respiri 20-22;

Ore 18,5: pulsazioni 87-88; respiri 29-30 (mentre dilata la pupilla).

Si è scritto[156] il Cardiopneumogramma durante la dilatazione della pupilla (B —> C e D —> E) e nel periodo normale (A B e F) nella Tavola III: essendo la punta del cuore sotto la 5ª costola, restò poco evidente l'itto cardiaco: durante la dilatazione fa sforzi rilevanti, contrae i muscoli mimici, i respiri si fanno più profondi e numerosi, la curva del respiro copre completamente quella dell'itto cardiaco, già poco chiara; — nella 2ª volta — D —> E — dilatando di nuovo la pupilla, profonde espirazioni ed inspirazioni seguite da brevi fenomeni di Cheine-Stokes, però senza le pause; la respirazione si fa tremula, frequente, irregolare, per leggiere scosse cloniche dei muscoli toracici: il polso irregolare, accelerato.

Egli non dilata dunque la pupilla senza sforzo; ed infatti, anche a sua detta, qualunque movimento degli occhi gli riesce doppiamente faticoso durante la dilatazione delle pupille: nè può provocarla nei giorni in cui è molto esaurito.

Ora viene spontanea una domanda: "Perchè si può produrre in lui un fenomeno che si osserva così raramente negli altri?".

Ed anzitutto il dilatarsi della pupilla in questo caso è veramente un fenomeno volontario? — Mi pare che l'azione volitiva sia abbastanza ben dimostrata dal Cardiopneumogramma, che mostra a chiare note l'enorme sforzo da lui compiuto, fino ad alterargli il respiro, rendendolo irregolare, dispnoico, quasi apnoico; ad accelerare i battiti cardiaci e ad esaurirlo. Avvalora inoltre il nostro modo di vedere il fatto che egli può dapprincipio riprodurre il fenomeno varie volte e poi, stancato, non lo può più. Inoltre, egli può aumentare la pressione a volontà (vedi sopra); fatto quest'ultimo che si può spiegare certamente con l'influenza corticale sui centri bulbari vasomotori (Luciani).

Se invece volessimo far l'ipotesi — col mio carissimo Grandis — di un fenomeno epilettoide accompagnato (come succede non di rado) da dilatazione pupillare, non potremmo capire com'egli possa riprodurre il movimento pupillare varie volte di seguito, conservandone sempre una perfetta coscienza, memoria e padronanza.

Ma ammesso che si tratti di un fenomeno dipendente dalla volontà, come ciò si può spiegare?

I movimenti iridei, che dànno la dilatazione ed il restringimento della pupilla, avvengono per due meccanismi diversi: 1º diversa replezione e costrizione dei vasi sanguigni che abbondantemente irrorano l'iride; 2º per azione delle sue fibre muscolari.

Consideriamo separatamente i due fatti.

I vasi dell'iride formano una grande ed una piccola circonferenza, e tra le due decorrono i vasi raggiati. Se questi ultimi per una ragione qualsiasi si contraggono fortemente e si svuotano di sangue, diminuiscono non solamente il loro diametro, ma anche la loro lunghezza. Siccome l'iride è fissamente aderente alla sua periferia, il raccorciamento fa sentire il suo effetto solamente sul margine libero dell'iride, il quale viene attratto alla periferia, dando luogo a dilatazione della pupilla. Se la contrazione dei vasi è abbastanza energica, ne segue che la contrazione delle fibre muscolari (sfintere) diviene impotente ad esplicare la loro funzione, e la pupilla permane dilatata (esperienze di Mosso).

Vedemmo che durante la dilatazione egli impallidisce assai: se uno svuotamento sanguigno per contrazione dei vasi avviene pure nei vasi raggiati, si avrà certamente una dilatazione pupillare.

Si tratterebbe, dunque, di un fenomeno vasomotorio in lui fino ad un certo punto volontario; e ciò non deve parer strano, osservandosi anche in altri. Così si sa di artisti (Duse) che arrossiscono ed impallidiscono a volontà; il che si spiega con l'ammettere centri vaso-costrittori (oltre il principale bulbare), sia nel midollo spinale, sia — quel che più ci interessa — nel cervello (Luciani, Danilewski, Richet, Franck).

Anche nella contrazione di fibre muscolari speciali dell'iride si può avere un'interpretazione della dilatazione. Oltre il muscolo sfintere sotto la dipendenza del terzo paio, anatomici e fisiologi distintissimi (Kolliker, Retzius, Iwanoff, Luscka, Merchel, Gabrielisdes, ecc.) ammettono un muscolo dilatatore (muscolo di Henle) sotto la dipendenza del simpatico. Ora non si potrebbero fino ad un certo punto paragonare i movimenti dell'iride con quelli del cuore? Da una parte un nervo craniano (3º paio nel primo caso e 10º nel secondo) che ha una data azione, dall'altra il simpatico che agisce in senso opposto: in tutti e due i casi muscoli che non obbediscono alla volontà; ebbene, non sono rari i casi in letteratura di individui capaci di accelerare i battiti cardiaci e variare la pressione. Il prof. Tarchanoff[157] di St-Petersburg descrive appunto uno di questi casi, ed i fratelli Weber potevano a volontà arrestare i movimenti del cuore; fenomeni ora spiegati dal rapporto dimostrato tra i due centri bulbari cardiaci (diastolico e sistolico) con centri cerebrali corticali e subcorticali (Luciani).

Ora non si potrebbe trattare nel nostro caso di una identica azione volontaria su muscoli involontari?

Queste sono, secondo me, le due ipotesi più semplici e più verisimili; ma, trattandosi di un epilettico ereditario che, per quanto sommamente geniale, è pure atavico, mi pare che non sarebbe fuor di posto anche l'ipotesi della possibile presenza di un muscolo dilatatore a fibre striate e quindi volontario, come accade negli uccelli rapaci, tanto più sapendosi delle numerose anomalìe anatomiche e biologiche, ricordanti animali anche lontanissimi (ipertermia continuata, allotrofagia, tendenza all'abbaiamento, miagolamento), che si rinvengono negli epilettici[158]; e nel nostro caso abbiamo anche acuità visiva, abnorme, evidentemente atavica. Che ciò avvenga in un genio, non è strano, perchè il genio si fonde con l'epilessia, e poi son noti appunto in genî i casi di tali moti volontari anomali (E. e F. Weber potevano arrestare i movimenti del cuore, Fontana si provocava a volontà la contrazione dell'iride)[159]. E a questo proposito Ribot, facendo notare che la distinzione fisiologica di muscoli involontari e volontari non è assoluta, ha l'audacia di concludere che il movimento involontario si fa volontario quando, in seguito a prove numerose e riescite, si lega ad uno stato di coscienza e sotto il suo comando[160].

5. _Assenza lacunare in Adelaide Ristori_. — Leggesi in una specie di autobiografia della Ristori[161] questo passo:;

"M'incarnavo così vivamente nel personaggio — narra — da me rappresentato, che persino la mia salute ne era scossa. Una sera in cui recitavo _Adriana Lecouvreur_ mi accadde che per la grande tensione dei nervi e della mente durante quell'ultimo atto di passione e di delirio, poichè venne calata la tela fui assalita da una specie di attacco nervoso, e nel cervello provai tale sconvolgimento, da non riacquistar piena conoscenza di me stessa se non dopo un buon quarto d'ora (_spleen_). Allora prediligevo le passeggiate nei cimiteri".

Questo passo, che accenna a una vera assenza o accesso lacunare epilettoide è una nuova prova della nevrosi epilettoide nel genio.

6. _Pazzia nel poeta Ferdinando Meyer_. — Anche nel poeta svizzero F. Meyer la pazzia influiva sul genio. "Dopo il suo precoce, anomalo sviluppo — scrive E. Hesz[162] —, gli sorse una psicosi d'indole melancolica, ed ambidue fecero sbocciare un genio poetico tardivo (nel 1852-53), che rifiorì col recidivare del morbo nel 1892-98".

Qui non vi son più dubbi del nesso fra i due fenomeni della psicosi nel genio.

INDICE

CAPITOLO I. — Sull'unità del genio _Pag_. 5 " II. — Cause note della varietà dei genî 11 " III. — Vantaggi dell'agiatezza e della miseria 17 " IV. — Vantaggi della libertà 27 " V. — Influenza della pubertà 35 " VI. — Influenza dell'amore 43 " VII. — Influenza della pubertà sulle conversioni e sulla criminalità (con una tavola) 45 " VIII. — La pubertà nei degenerati. Psicopatie sessuali 55 " IX. — Impressioni tardive 67 " X. — Ancora delle impressioni tardive ed altre cause 71 " XI. — I sogni e l'incosciente nel genio 75 " XII. — Dell'idea fissa nel genio 99 " XIII. — Classificazione delle degenerazioni ed il genio 125 " XIV. — I fenomeni contraddittori nel genio 133 " XV. — Anatomia patologica dei genî (con 3 figure ed 1 tavola) 147 " XVI. — La pazzia del genio secondo i pensatori antichi 191 " XVII. — La psicosi del genio nell'opinione dei popoli primitivi e selvaggi 213 " XVIII. — Genî creati artificialmente dai popoli primitivi 233

APPENDICI. — I. Appendice al capitolo X: Le scoperte e le sensazioni ed emozioni secondo Mach 251 II. Appendice alla pagina 111 del cap. XII: Idea fissa, epilessia ed ossessioni angosciose 255 III. Appendice al cap. XV: Nuovi casi di patologia del genio, di calcolatori, ecc. (con tre figure ed una tavola) 257

TAV. III. — CARDIOPNEUMOGRAMMA DEL DOTT. X COL CARDIOGRAFO DI MAREY.

[Illustrazione: Nº 1.]

[Illustrazione: Nº 2.]

_NB._ — Al Nº 2 le lettere D e E furono incise alla rovescia; quindi dove è l'E si legga D, e viceversa.

NOTE:

[1] MACH, _Letture scientifiche_. Torino, Bocca, 1900.

[2] In un foglietto trovato tra le sue carte e che sembra essere la minuta di una lettera all'amico Wolff (professore nel 1886-87 al Conservatorio di Lipsia) sta scritto:

"Il y a entre la musique et les mathématiques un rapprochement que l'on n'a peut-être pas encore remarqué. Si l'on conçoit le domaine général des idées comme étant un système continu, le champ des idées mathématiques n'en forme qu'une très-faible partie; ou, pour mieux dire, elles n'y figurent, à mon avis, que comme les raies de Fraeunhofer dans l'étendue du spectre solaire. Ainsi il y a une gamme mathématique comme il y a une gamme musicale. De ce point de vue, un raisonnement mathématique est comme une suite d'accords tirés de la lyre intellectuelle formée par les raies mathématiques de la pensée humaine, et la découverte d'une branche nouvelle des mathématiques est comparable à celle d'une nouvelle modulation harmonique. Mais tandis qu'on peut très-bien déplacer la gamme musicale sans altérer les rapports harmoniques, on ne peut pas déplacer la gamme mathématique; du moins l'on n'a pas d'exemple, dans l'histoire de la science, que le même théorème se soit presenté, à différentes époques, ou chez différents peuples, dans des tons différents. Les accords mathématiques ont donc une existence absolue, tandis que les accords musicaux n'en ont qu'une relative" (CREMONA, o. c.).

[3] Vedi _Nuovi studi sul genio_, vol. I: _Cardano_.

[4] MÖBIUS, _Uber der Anlage zur Mathematik_. — Leipzig, 1900.

[5] C. LOMBROSO, _L'uomo di genio_, 6ª ed., parte III.

[6] PAOLA LOMBROSO, _Sul problema della felicità_. Torino, Fratelli Bocca, 1899.

[7] NELLI, _Vita di Galileo_, 1793.

[8] G. ANTONINI, _I precursori di C. Lombroso_. Torino, Bocca, 1899.

[9] _Nuova Antologia_. Roma, 1899.

[10] C. LOMBROSO, _L'uomo di genio_. Parte I.

[11] BINET et LECLER, _Annuair de psychologie_, vol. III.

[12] ARAGO, _Œuvres complètes_, vol. II, 1854.

[13] ARAGO, op. cit., vol. III.

[14] _Vie et correspondance de C. Darwin_, pag. 32, 1888.

[15] D. GUERRAZZI, _Autobiografia_. Firenze, 1900.

[16] NELLI, _Vita di Galileo_.

[17] STARBUCK, _The psychologie of Religion_. London, 1900.

[18]

In femmine In maschi

Dei genitori 23% 32% dell'ambiente famigliare 30% 52% di amici e conoscenti 34% 42% del pastore evangelico 23% 29% del maestro 9% 6% di scrittori speciali 17% 17% della scienza 3% 8% dell'arte, della musica e della poesia 8% 32% di libri 10% 15% di morti —% 13% di disgrazie —% 2% di lotte interne —% 9%

[19] Dallo STARBUCK, _The phisiology of Religion_, 1899.

[20] MARRO, _La pubertà_, 2a ed. Torino, Frat. Bocca, 1900.

[21] STARBUCK, op. cit.

[22] KRAFFT-EBING, _Psicopatici sessuali_, pag. 16.

[23] MAGNAN, _Archive de neuropathologie_, 1882, nº 12.

[24] _Archivio di psichiatria_, vol. XX, 1900.

[25] SEINUR, _Obsessions sexuelles_ (_Archive d'anthropologie criminelle_, 15 novembre 1900).

[26] Per chi volesse una prova quasi sperimentale della precocità del genio, gioverà l'osservazione recente di Richet su Pepito Rodriguez Ariola, di 3 anni, 7 mesi e 7 giorni, nato a Ferrol (Spagna), con la madre buona suonatrice di piano a 8 anni e la nonna materna suonatrice di chitarra a 11 anni; a due anni e mezzo egli suonava a perfezione sul piano un'aria nuova che sua madre aveva suonato pochi giorni prima. Dopo d'allora, anche senza che la madre gli desse lezione, suonava o arie che la madre eseguiva davanti a lui, o altre che inventava. Ne suonò di bellissime, a 3 anni meno qualche giorno, di sua invenzione. L'esecuzione è ingegnosa e si vede che inventa da sè il maneggio delle dita; abile per quanto lo permette la piccola mano, non giunge a fare un'ottava, ma che la rimpiazza con arpeggi tranquillamente eseguiti. Alle volte alza la mano in alto con la più gran serietà, per farla cadere sulla nota giusta. Egli è incerto per mezzo minuto, poi tutto a un tratto, come ispirato, si mette a suonare con agilità e precisione anche pezzi difficilissimi, ma non può suonare che sul suo piano che è primitivo, e non si capisce il perchè.

Più che l'esecuzione, l'armonia è in lui straordinaria e sopratutto mirabile è l'espressione. Qualche volta pare non possa sfogare tutte le idee musicali che fremono in lui. Grande ne è la memoria: ha 20 pezzi a mente, che ha appresi a orecchio. Del resto è ribelle alle lezioni ed anche alle correzioni. Basta, ad insegnargli un'aria, suonarla al piano due o tre volte od anche cantarla, ed egli ricostruisce gli accordi dell'accompagnamento e l'armonia come potrebbe fare un musico di valore.

Nelle arie inventate vi ha un'introduzione, un corpo ed un finale e una varietà e ricchezza di sonorità straordinarie. Non sono esse veramente superiori, ma in mezzo a imperfezioni e fanciullaggini si notano idee, combinazioni di ritmo, passaggi da un ritmo all'altro, cambiamenti di tono, perfino lieti motivi, come dettasse un musico. Anche supponendo che 1000 giovani diciottenni ignari di musica passino sei mesi a non fare altra cosa che studiare il piano, non riescirebbero, nell'esecuzione e nell'invenzione, all'altezza di Pepito (C. RICHET, _Un caso notevole di precocità_. _Revue scientifique_, 6 octobre 1900.).

Egli ha statura e peso della sua età, è bello, ha occhi neri e vivi, l'intelligenza non è superiore a quella dei coetanei, ha i gusti, i giuochi, il parlare dei bimbi di 3 anni e mezzo, docile, con memoria eccellente, ma non al disopra della media; non sa leggere, non ha talento pel disegno, ma si compiace — egli dice — a scrivere arie musicali. La scrittura non ha alcun senso; tuttavia egli finge di leggere e suona davvero.

[27] D. E. DUCHÉ, _Precocité intellectuelle. Étude sur le génie_. Paris, Jouve, 1890.

[28] LOMBROSO e FERRERO, _La donna delinquente_. Torino, 1898.

[29] VICTOR HUGO, _Vie par Mabillaud_, 1892.

[30] RENDA, _L'ideazione geniale_. Torino, Bocca, 1899.

[31] Vedi _Appendice al capitolo X_ in fine del volume.

[32] SERGI, _Gli uomini di genio_ (_Nuova Antologia_, 1º febbraio 1900); IDEM, _The Monist_, 1895-96; _Renda_, _Comte e l'ideazione geniale_. Torino, Frat. Bocca, 1900.

[33] Prof. PASQUALE TURIELLO, _Un problema psichico storico_, Napoli, 1901.

[34] _H. Journal American Medical_, 1890.

[35] Lo stesso equivoco prese l'illustre prof. Leonardo Bianchi quando formulava contro la mia teoria (_dell'epilessia geniale_) l'obiezione grave: non aver mai osservato ingegni grandi negli epilettici. Ora, la cosa è verissima quando si tratta di epilessia motoria, anche mutatasi poi in epilessia maniaca, non quando si tratta della vera epilessia psichica, che consiste sopratutto in pazzia morale con qualche rarissimo accesso motorio e, più spesso, vertiginoso, come accade nei pazzi morali e nei genî più noti.

È la stessa cosa che può notarsi nell'isterìa in rapporto alla santità e all'ipnotismo; a Torino, dove l'isterìa colpisce sopratutto gli organi del moto e assai poco i centri nervosi superiori, è rarissimo di vedere quei fenomeni di genialità, di santità e, sopratutto, di suggestione ipnotica e di mediumismo che colpisce le isteriche psichiche, specialmente quelle che, avendo un maggior sviluppo dei centri psichici, offrono in queste i fenomeni più meravigliosi dell'intossicazione (chiamiamola così) isterica.

[36] Vedi C. LOMBROSO, _L'uomo delinquente_, 5ª ediz., vol. II, parte II.

[37] VERETZ, _Distrazioni di Meissonnier_, nella _Contemp. Review_, 1899.

[38] BELLEZZA, op. cit. — Vedi pure il vol. I.

[39] MANDELLI, _Distrazioni di Ponchielli_. Cremona, 1899.

[40] F. PIETRO-PAOLO, _Pensiero contemporaneo_, 1899.

[41] SAINT-PAUL, _Essais sur le langage intérieur_, 1898.

[42] PAOLA LOMBROSO, _Vita moderna_, 1893.

[43] SAND, _Histoire de ma vie_.

[44] MACH, op. cit.

[45] ANTONIO RENDA, _L'ideazione geniale_. Torino, Fratelli Bocca, 1900.

[46] MACH, _Wissenschaft Vorlesungen_. Wien, 1896.

[47] FÉRÉ, _Société de biologie_, 1899.

[48] PITRES et REGIS, _Séméiologie des obsessions_ (_Congrès de Moscou_), vol. IV, 1899; FREUD, _Obsessions et fobies_, 1895; MAGNAN, _L'obsession criminelle_, 1892; WESTPHAL, _Uber Zwangvorstellungen_, 1878; BUCCOLA, _Idee fisse_. Reggio-Emilia, 1880; TAMBURINI, _Follìa del dubbio ed idee fisse_. Reggio-Emilia, 1883; WILLE, _Zur Lehre der Zwangvorstellungen_ (_Archive de psychiatrie_, 1881); SHAW, _Un caso di misofobìa_, 1880; SEGRÈRA, _Idee fisse_, 1880.

[49] WILLE, op. cit.

[50] RUBINOWIC, _Obsessions_. New-York, 1893.

[51] WESTPHAL, _Uber Zwang vorstellungen_, 1878.

[52] BUCCOLA, op. cit.

[53] MAGNAN, op. cit.

[54] VALLON et MARIE, _Réflexions sur les obsessions_ (_Congresso di Mosca_), vol. IV, 1899.

[55] C. LOMBROSO, _L'uomo delinquente_, 5ª ediz., vol. II, parte I e II.

[56] VASCHIDE e VURPAS, _Revue scientifique_, août 1901.

[57] REYMOND, _Épilepties psychiques_, 1901.

[58] C. LOMBROSO, _L'uomo di genio_, parte II.

[59] Vedi vol. I.

[60] Vedi Tasso in _Genio e degenerazione_ di _C. Lombroso_; Vedi vol. I di quest'opera su Cardano, Manzoni, ecc.

[61] HAVELOCK-ELLIS, _Ninetenth Century_. N.-York, 1898.

[62] TALBOTT, _The Humanitarian_, 1898.

[63] Vedi capitolo XV.

[64] Vedi nell'_Uomo di genio_ di C. LOMBROSO, 5ª ediz., l'_Appendice_ sull'equazione personale.

[65] A. GRAF, _Foscolo, Manzoni, Leopardi_, 1898.

[66] Vedi C. LOMBROSO _L'uomo delinquente_, vol. II: _Epilessia_.

[67] GRANDIS, _Arch. di psich. e antrop. crim._ Torino, 1898.

[68] VOGT, _Archive de la Société de biologie_, 1899; MENDEL, _Nevrol. Centralblatt_, 1900.

[69] L. BIANCHI, _Ann. di neuropatol_., 1899; _Id_. 1900, III.

[70] MONAKOW, nel _Compte rendu du Congrès medical international de Paris_, 1900.

[71] LEGGIADRI-LAURA, _Rivista di biologia_. Como, 1899.

[72] A. MOCHI, _Archivio di antropologia_. Firenze, 1898; IDEM, _Arch. di psich., antropol. crimin._, ecc. Torino, 1898.

[73] Si veda lo studio fatto da G. FAVARO nell'_Archivio di psichiatria_, vol. XXII, fasc. III, 1901.

[74] PAPILLAUD, _Essai d'étude anthropologique sur Victor Hugo_ (_Revue de psichiatrie_, 1898).

[75] THULIÉ, _Sur l'autopsie de Louis Assoline, membre de la Société d'anthropologie_ (_Bulletin de la Société d'anthropologie_, 1878, pagg. 161-67).

[76] _Revue d'anthropologie_, 1876, pag. 74.

[77] _Bulletin de la Société d'anthropologie_, 1885, pag. 322.

[78] CHUDZINSKI e MATHIAS DUVAL, _Description morphologique au cerveaux de Gambetta (Bulletin de la Société d'anthropologie_, 1886, pagg. 129-152); M. DUVAL, _Les poids de l'encéphale de Gambetta_, (loco cit., pagg. 399-416); LABORDE, _Leon Gambetta_. Paris, Schleicher, 1898. — A tutti questi lavori si aggiungano i bellissimi _Dati anatomici su uomini eminenti di Francia_, del dott. PORTIGLIOTTI, nell'_Archivio di psichiatria, antropologia_, ecc., 1901, pag. 441.

[79] HERVÉ, _La circonvolution de Broca; étude de morphologie cérébrale_. Paris, 1888.

[80] CHUDZINSKI e MANOUVRIER, _Étude sur le cerveaux de Bertillon_ (_Bulletin de la Société d'anthropologie_, 1887, pagg. 558-591.)

[81] MANOUVRIER, loc. cit.; IDEM, _Étude comparative des cerveaux de Gambetta et de Bertillon_ (Revue _philosophique, 1887_).

[82] _Bulletin de la Société d'anthropologie_, 1892.

[83] SERGI e PORTIGLIOTTI, _Archivio di psichiatria, antropologia_, ecc., vol. XXII, fasc. III, pag. 457.

[84] EDWARD ANTHONY SPITZKA, _A preliminary communication of a study of the brains of two distinguished physicians, father and son_ (Da, _The Philadelphia Medical Journal_, 6 aprile 1901).

[85] Queste cifre si ottengono considerando equivalente a 100 la lunghezza del bordo dorsale emicerebrale, secondo il metodo di Cunningham. L'indice occipitale è normalmente circa 20,8 per gli uomini adulti e 21,7 per le donne, e cresce, scendendo la scala zoologica: orango 23,2; chimpanzè 24,2; amadriade 29,5; cinocefalo 29,7; mangaby 30,5; macaco 31; cercopiteco 32,9; cebo 33,1. Dunque un indice piccolo è segno di superiorità.

[86] Fenomeno trovato da Cunningham soltanto quattro volte su 62 mezzi cervelli, una volta a destra, una a sinistra ed una volta da ambe le parti. È segno di superiorità, secondo Mickle (_Journal of Mental Science_, January 1897).

[87] EDWARD ANTHONY SPITZKA, _The redundancy of the preinsula in the brains of distinguished educated men_ (_The Medical Record_. New-York, 15 giugno 1901).

[88] RANKE, _Das Gehirn der Matematiker Sonia Kowalewscky (Biologische Untersuchungen)_, settembre 1900.

[89] EDINGER cita a tale riguardo Rubinstein e Cuvier, entrambi i quali dovevano essere stati idrocefalici, il primo com'era rilevabile dalle forme del cranio, il secondo per autentiche relazioni.

Di uomini celebri, dalla fronte larga e sporgente, presentavano in circonferenza cranica: Giovanni Müller 614 mm.; Riccardo Wagner 600 mm.; Bismarck 590 mm. (misura del cappello); ma altri, al contrario, assai meno. Per es., Argelander 555 mm., Napoleone I 564 mm., Darwin 563, Schwan 565 mm.

[90] HANSEMANN, _Uber das Gehirn von Helmoltz_. Leipzig, 1899.

[91] SPERINO, _Descrizione morfologica del cervello di Giacomini_. Torino, _Giornale dell'Accademia di Medicina_, 1900.

[92] EDINGER, _Lezioni sulla struttura di centri nervosi_ (trad. BOTTAZZI), 1890.

[93] BERSANO, _Per la storia della teoria sui rapporti fra genio e pazzia_ (_Archivio di psichiatria ed antropologia criminale_, vol. XXI, fasc. IV).

[94] CICERONE, _De divinatione_, I, 37.

[95] ARISTOTELE, _De divinatione per somnium_, cap. II.

[96] "Aristoteles quidem eos etiam qui valetudinis vitio furerunt, et melancholici dicerentur, censebat habere aliquid in animis præsagiens atque divinum. Ego autem haud scio an nec cardiacis hoc tribuendum sit nec phreneticis: animi enim integri, non vitiosi corporis, est divinatio".

È la stessa obbiezione che ci muoveva Mantegazza, sostituendo solo i cardiaci ai gottosi. — Vedi LOMBROSO, _Genio e degenerazione_. Palermo, Sandron, 1898.

[97] "Come più tardi l'epilessia fu considerata come una ossessione diabolica, guaribile con esorcismi e preghiere, così il nome di _malattia sacra_ presso i Greci sorse probabilmente dalla credenza popolare, rafforzata dai sacerdoti, che l'epilessia fosse una malattia, che si sottraesse alla medicina comune, mandata dagli Dei e da loro solo guarita. Contro tali imposture sacerdotali si scagliò energicamente Ippocrate, rivendicando tale malattia allo studio della scienza e sostenendo che essa non è per nulla più soprannaturale delle altre malattie. Bella è per contro la posizione assunta da Aristotele in tale dibattito: per lui l'epilessia è pur sempre una malattia umana, santa però, poichè l'ebbe Eracle, il purificatore della Grecia, e gran parte dei genî religiosi ellenici" (BERSANO, opera e loco citati).

[98] OMERO, _Iliade_, VI, 200.

[99] ARISTOTELE, _Problemata_, sect. XXX, 1.

[100] ARTURO BERSANO, _Pazzia, genio e delinquenza nella filosofia platonica_ (Appunti). Torino, E. Loescher, 1899.

[101] _Apol._, 22, A. C. Ione, nº 33.

[102] "Negat enim sine furore Democritus quemquam poëtam magnum esse posse. Quod idem dicit Plato, quem, si placet, appellet furorem, dummodo is furor ita laudetur at in _Phaedro_ Platonis laudatus est".

[103] LUCIANO, _Demosth_., _encom_., II, pag. 687.

[104] SENECA, _De tranq_., cap. 15.

[105] Quasi con le stesse parole di Platone sentenzia dell'artista il DURAND (_Nouvelles recherches sur l'esthétique et la morale_, pag. 107. Paris, Alean, 1900): "Loin d'avoir à lui tenir compte de son habileté a rendre le poison agréable, a rendre le mal attrayant, la société devrait, au contraire, mesurer sa responsabilité a son talent, et ne voir en lui qu'un malfaiteur d'autant plus dangereux qu'il est plus habile".

[106] A. CLEMENTE, _Strom._, VI, 827.

[107]

"Ingenium misera quia fortunatius arte Credit et excludit sanos Helicone poëtas Democritus; bona pars non ungues ponere curat Non barbam, secreta petit loca, balnea vitat. Nanciscetur enim pretium momenque poëtæ, Si tribus Anticyris caput insanabile nunquam Tonsori Licino commiserit. O ego lævus Qui purgor bilem sub verni temporis horam! Non alius faceret meliora poëmata...".

(ORAZIO, _Ep_., 2, 3, 295).

[108] LUTOSLAWSKI, _Plato's Logic_. London, 1897.

[109] A. BERSANO, _Per la storia dei rapporti tra genio e pazzia_ (_Archivio di psichiatria ed antropologia criminale_, vol. XXI, fascicoli IV e V).

[110] _Zionistische Rundschau, gennaio 1899; Lombroso's Theorie in Judische Schriften_.

[111] G. B. BELLI, _Ragionamento V_.

[112] VALERIO DA POS, _Poesie_. Belluno, Cavezzano. — Da un articolo del dott. ALPAGO NOVELLI nel mio _Archivio di psichiatria_, ecc. Torino, 1899.

[113] Dal GUIDO MARPILLERO, _Francesco Saverio Quadrio e l'uomo di genio_. Pavia, 1900.

[114] IDEM, _ibidem_.

[115] IDEM, _ibidem_.

[116] GUIDO MARPILLERO, op, cit.

[117] BERBRUGGER, _Le Maroc et ses tribus_ (trad.), pag. 31. Bruxelles, 1844.

[118] BARTELS, _Die Medizin der Naturvolkers_, 1893.

[119] BECK, _Allgmeine Schilder, des Otkom. Reiches_, p. 177.

[120] IDEM, _ibidem_, pag. 529, II.

[121] DUBOIS, _Descript. of the Caract._, pag. 360.

[122] PFEIFFER, _Reise_, cap. VII.

[123] Modigliani, _Un viaggio a Nias_, 1890.

[124] MEDHURST, _China State and Prospect_., pagina 75. Londra, 1838.

[125] _Bulletin de la Société d'anthropologie_, 1865.

[126] COOK, _Voy. Pacif._, II, pag. 19.

[127] RIENZI, _Oceania_, VI, pag. 289.

[128] IDEM, _ibidem_.

[129] _Fraser Magazin_, 1866.

[130] SCHOOLCRAFT, op. cit., t. IV, pag. 49.

[131] MÜLLER, _Geschichte der Amerikanischen Ur-religion_, pag. 90. Basel, 1855.

[132] D'ORBIGNY, _Homme américain_, II, pag. 92.

[133] MAX BARTELS, _Die Medizin der Naturwolkers_. — Leipzig, 1893. — Devo la notizia di questo prezioso libro all'egregio collega prof. Giacosa.

[134] IDEM, _ibidem_.

[135] J. G. KIERNAN, _Alienist and Neurologist_, january 1898.

[136] BARTELS, op. cit.

[137] IDEM, _ibidem_.

[138] RÉCLUS, _Les primitifs_, pag. 83.

[139] BARTELS, op. cit.

[140] BARTELS, op. cit.

[141] ALEXANDRE BELLEMARE, _Sociétés sécrètes de l'Algérie_. Paris, nov. 1858. — _Bebrugger_: Medjudibim, 1857.

[142] _Nouv. Ann. des voyages_, juillet, 1857.

[143] LAYARD, _Niniveh_, II, 70.

[144] _Journ. Of. Sacr. Lit._, II, pag. 65, 1849; _As. Resear._, t. XVI, pag. 33.

[145] CLOT-BEY, _Aperçu général de l'Égypte_, tome II. Bruxelles, 1840.

[146] C. LOMBROSO, _L'uomo delinquente_, vol. II.

[147] JUSTINUS, op. cit.

[148] MACH, _Wisschafell Vorlesungen_. Wien, 1896.

[149] _Revues des Revues_, septembre 1901.

[150] BECHTEREW, _Neurologische Central Blatt_, 1898.

[151] MENDEL, _Neurologische Central Blatt_, 1898.

[152] Œuvres de LOUIS DUCHOSAL: _Le livre de Thulé_. Lausanne, Payot, 1891; _La forêt enchantée_. Genève, Eggimann, 1892; _Le rameau d'or_, édition plus complète du même ouvrage, même librairie, 1894; _Le guet_, drame en un acte. Genève, Stopelmohr, 1890; _Marquise, vos beaux yeux me font mourir d'amour_, comédie en un acte, id.; _La petite fleur bleu_. Lausanne, Nazol, 1895; _Polichinelle et C.ie_. Pages littéraires. Genève, 1897. — V. les articles des MM. G. VALLETTE (_La Suisse_, 2 mars 1901); L. Debarge (_Semaine littéraire_, 9 mars 1901); P. LEIPPEL (_Journal de Genève_, 11 et 18 mars 1901); PH. MONNIER (_Gazette de Lausanne_, 16 mars 1901), etc.

[153] DE CESARE, _La fine di un regno_, parte II, pagg. 109 e 110. Città di Castello, 1900.

[154] L'ampiezza della bocca è frequente nei deficienti ed è certamente segno di sviluppo incompleto, sebbene manchi uno studio esauriente a tale riguardo. I difetti di estetica sono già un primo indizio della degenerazione somatica. Cfr. GIUFFRIDA-RUGGERI, _Sulla dignità morfologica dei segni detti degenerativi_, negli _Atti della Società Romana di antropologia_, vol. IV.

[155] Dall'inchiesta di Gabardi.

[156] Vedi Tavola III — Cardiopneumogramma col cardiografo di Marey: — A. — B tracciato normale; B —> C dilata la pupilla; dopo C la pupilla e la curva tornano normali; D —> E dilata la pupilla; dopo E torna normale.

[157] Il prof. I. R. TARCHANOFF, _Ueber die Willkürliche Acceleration der Herzschloge Beim Menschem_ (_Plügers Archiv_., vol. XXXV, pag. 109, anno 1885), ha visto in uno studente in medicina un'accelerazione ed un rallentamento dei battiti del cuore e della pressione.

Polso. Pressione.

Tranquillità, 15" 18 122 " " 17 125 " " 18 122 Accelerazione volontaria " 20 132 " " " 21 135 " " " 23 138.

[158] TREVES, _Congrès d'anthropologie criminelle_, 1902, pag. 389; _Arch. di psich_., ecc., vol. XXII, fasc. 2º, 1902.

[159] Vedi RIBOT, _Les maladies de la volonté_, 15ª ediz., pag. 27, 1901.

[160] IDEM, _ibidem_.

[161] _Ricordi e studi artistici di_ ADELAIDE RISTORI. Torino, Roux e C., 1888.

[162] _Allg. Zeitschr. f. Psychiat._, 1902, 58, 6.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.