Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. II
volume I, pag. 272.
[640] _Del Principe e delle Lettere_, lib. II, cap. IX.
[641]
Io, quando il monumento Vidi, ove posa il corpo di quel grande, Che, temprando lo scettro ai regnatori, Gli allôr ne sfronda, ed alle genti svela Di che lacrime grondi e di che sangue, ecc.
[642] FOSCOLO, _Prose letterarie_: Firenze, Le Monnier, 1850, vol. II, pag. 433.
[643] A. RIDOLFI, _Pensieri intorno allo scopo di N. Machiavelli nel libro del Principe_: Milano, 1810.
[644] «Er wird, wie Machiavelli, dieser grosse italienische Staatsmann lehrt, das Wohl des Volkes heilig halten, aber dem Auslande gegenüber weder Milde noch Grausamkeit, weder Treue noch Wortbruch, weder Ehre noch Schande, sondern nur Einheit, Grösse und Unabhängigkeit des Vaterlandes kennen. Solch' ein Fürst aber wird alle Hindernisse besiegen, er wird gross, mächtig, unwiderstehlich sein. Wann wirst Du erscheinen, König der Zukunft?» etc., etc. KARL BOLLMANN, _Vertheidigung des Machiavellismus_, pagina 102: Quedlinburg, 1858.
[645] FR. SCHLEGEL, _Geschichte der alten und neuen Literatur_, opera molte volte tradotta. RAUMER, _Über die geschichtliche Entwickelung der Begriffe von Recht, Staat und Politik_. Leipzig, 1832, pag. 27.
[646] MATTER, _Histoire des doctrines morales et politiques des trois derniers siècles_. Paris et Genève, 1836. In tre volumi. Vol. I, pagg. 68-88.
[647] A. FRANCK, _Réformateurs et Publicistes de l'Europe_, pag. 287 e seg.: Paris, M. Lévy, 1864.
[648] PASQUALE STANISLAO MANCINI, _Prelezioni con un saggio sul Machiavelli_, pag. 245-46: Napoli, Marghieri, 1873.
[649] MANCINI, op. cit., pag. 263.
[650] _Ibidem_, pag. 311.
[651] _Ibidem_, pag. 303.
[652] MANCINI, op. cit., pag. 317.
[653] A. W. REHBERG, _Das Buch vom Fürsten von Niccolò Machiavelli, übersetzt und mit Einleitung und Anmerkungen versehen_: Hannover, 1810.
[654] _Histoire littéraire d'Italie_. Paris, 1811-1823, vol. dieci; vol. VIII (1817), pag. 1-184.
[655] _Zur Kritik neuerer Geschichtsschreiber_, pagg. 182-202. Leipzig und Berlin, 1824. Non citiamo qui la seconda edizione (Lipsia, Duncker, und Humblot, 1874), come abbiam fatto altrove, perchè dobbiamo ora esaminare lo scritto del Ranke nella forma in cui comparve la prima volta.
La parte che si riferisce al Machiavelli è del resto riprodotta integralmente nella 2ª edizione, salvo alcune aggiunte e modificazioni a proposito del _Principe_. Ma anche in esse rimane inalterato, come dice l'autore stesso, il concetto fondamentale, del quale solamente dobbiamo ora occuparci: «Auch in Bezug auf den _Principe_ halte ich an den wesentlichen Momenten der ersten Auffassung fest,» pag. 159. — Il Baumgarten mi fece rimprovero di non essermi qui servito della 2ª edizione, che suppose non avessi allora vista; ma non tenne nessun conto della ragione che adducevo per valermi della 1ª edizione, quando esaminavo le diverse critiche nel tempo e nella forma in cui erano venute alla luce.
[656] Qui il Ranke cita le parole del poeta Flaminio a Giulio II:
_Dux opus est acris, populos qui cogat in unum:_ _Qui male concordes iungat ad arma manus._
Cita anche Polidoro Virgilio, che, venti anni dopo, scrivendo a Londra il suo libro _De Prodigiis_, e dedicandolo a Francesco Maria duca d'Urbino (1º agosto 1526), gli manifestava la speranza che da lui venisse il risorgimento d'Italia. E finalmente il Varchi, che scrisse più tardi. Questi, parlando dei Veneziani che volevano indebolire l'Italia per impadronirsene, aveva aggiunto: «E per vero dire mai le fatiche e gl'infortuni d'Italia non cesseranno in fino che essi (poichè sperare dai Pontefici un tale benefizio non si dee) o alcuno prudente e fortunato principe non ne prenda la signoria.» _Storia Fiorentina_, vol. I, pag. 117. Firenze, 1843.
[657] Come abbiamo già osservato, nella seconda edizione insiste su di ciò anche più che nella prima.
[658] Dicemmo altrove, che ciò fu riconosciuto anche dal Leo.
[659] «Genug Alles zeigt dass diess Buch nicht allein Lorenzo'n dedicirt, sondern ganz und gar auf ihn berechnet ist.» Op. cit., pagina 199.
[660] Ecco le parole, con cui conchiude il Ranke: «Uns lasst endlich gerecht sein. Er suchte die Heilung Italiens; doch der Zustand desselben schien ihm so verzweifelt, dass er kühn genug war, ihm Gift zu verschreiben.» Op. cit., pag. 202.
[661] Questo difetto è nella seconda edizione assai attenuato.
[662] «Das ist überkûhner Scharfsinn,» osservò anche il MOHL, _Die Machiavelli-Literatur_, pag. 580.
[663] Abbiamo più sopra citato questo libro pubblicato a Berlino nel 1826.
[664] Nella citata prefazione, a pag. VII, VIII e _passim_.
[665] Qualche altro scrittore tedesco volle supporre che quest'ultimo capitolo fosse stato più tardi aggiunto al libro. Ma, come abbiam visto, ciò non è vero. Esso trovasi in tutte le più antiche copie del _Principe_ finora conosciute, comprese quelle del Buonaccorsi, una delle quali fu fatta quando il libro era stato _nuovamente_ composto dal Machiavelli.
[666] LEO, op. cit., pag. VIII e seg.
[667] Questo Saggio fu molte volte pubblicato nei _Critical and historical Essays_ del MACAULAY, e fu anche tradotto in più lingue.
[668] _Historische Schriften_. Frankfurt a/M., Warrentrapp, 1833.
[669] Vedi pag. 280 di questo volume, ed _Appendice_, doc. XXII.
[670] Questa teoria il GERVINUS la sostenne anche nella sua _Introduzione alla Storia del secolo XIX_, che menò tanto rumore al suo tempo. Vedi a questo proposito il lavoro critico pubblicato dal prof. K. HILLEBRAND, nei suoi _Zeiten, Völker und Menschen_, vol. II. Berlin, Oppenheim, 1875.
[671] GERVINUS, _Historische Schriften_, pag. 142.
[672] _Ibidem_, pag. 155.
[673] GERVINUS, op. cit., pag. 159-60.
[674] Milano, Pirola, 1840. Furono poi ristampate, insieme col _Principe_ e i _Discorsi_, a Firenze, dal Le Monnier, nel 1857.
[675] «Eine Erklärung ist möglich, aber nur auf eine einzige Weise. Machiavelli muss in seiner Zeit begriffen, und als ein Erzeugniss derselben betrachtet werden.» MOHL, op. cit., pag. 537.
[676] «Von Anfang an ein Anachronismus war.» Op. cit., pag. 540.
[677] «Er ist eine Warnung für alle Zeiten; ein betrübendes Beispiel einer vortrefflich angelegten, aber unvollkommen ausgebildeten Natur; ein mächtiges aber verstümmeltes Bruchstück eines grossen Mannes.» MOHL, op. cit., pag. 541.
[678] Ricordiamo di nuovo, fra le opere recentemente pubblicate in Germania, quella del dott. TH. MÜNDT: _Niccolò Machiavelli und das System der modernen Politik_. Dritte neu bearbeitete Ausgabe: Berlin, Janke, 1867.
[679] _Zur Machiavelli-Frage_ von EMIL FEUERLEIN, nell'_Historische Zeitschrift_, herausgegeben von H. VON SYBEL, anno X (1868), fascicolo I: München.
[680] FEUERLEIN, op. cit., pag. 3-4.
[681] «Eine Art Richtergewalt im alttestamentlichen Sinne.» _Ibidem_, pagina 7.
[682] FEUERLEIN, op. cit., _passim_.
[683] Napoli, Morano, 1870.
[684] Il primo a richiamar l'attenzione sul valore di questa critica del Machiavelli fatta dal De Sanctis, fu il benemerito, gentile e dotto suo ammiratore, il prof. A. Gaspary, così dolorosamente rapito alla scienza ed agli amici. V. il suo articolo, _Die neuesten Kritiker des Machiavelli_, nella Rivista _In neuen Reich_, N. 39: Leipzig, Hirzel, 1894.
[685] _Geschichte Karls V_, vol. I, pag. 327-32, e nell'_Appendice_, pagina 522-36: Stuttgart, Cotta, 1885.
[686] Pag. 370, nota (2), di questo volume.
[687] La traduzione delle _Opere_ fu pubblicata in dodici volumi, a Parigi, Michaud, 1823-26. L'_Histoire de Machiavel_ occupa metà del primo volume. 288 pagine.
[688] Fra i molti lavori recentemente pubblicati, ricordiamo quello del signor TRÉVERRET, che ha parlato a lungo del Machiavelli nel suo volume: _L'Italie au XVI Siècle_. Première série. Paris, Hachette, 1877. Infinito è poi il numero di opuscoli, articoli di Riviste, discorsi e lavori d'ogni sorta, più o meno lunghi. Noi li abbiamo citati quando ce ne siamo valsi, e così faremo in seguito. Del Machiavelli parla molto anche il prof. U. A. CANELLO, nella sua _Storia della Letteratura italiana nel Secolo XVI_. Milano, Vallanti, 1880.
Fra le nuove biografie, comparve prima quella del signor CARLO GIODA: _Machiavelli e i suoi tempi_. Firenze, Barbèra, 1871. Essa contiene principalmente una esposizione delle dottrine. Un anno dopo venne alla luce il lavoro del signor GASPAR AMICO: _La Vita di Niccolò Machiavelli, Commentari storico-critici_. Firenze, Civelli, 1875. Più tardi il signor FRANCESCO NITTI pubblicò il primo volume di un'altra biografia intitolata: _Machiavelli nella vita e nelle opere, studiato da Francesco Nitti_. Napoli, Detken e Rocholl, 1876. Questo volume narra la vita del Machiavelli fino al 1512, e non tratta ancora delle opere. Il secondo non venne mai alla luce, essendo l'autore immaturamente morto. L'avvocato FRANCESCO MORDENTI pubblicò un libro intitolato: _Diario di Niccolò Machiavelli_. Firenze, tipografia della _Gazzetta d'Italia_, 1880. È inteso principalmente a raccoglier notizie intorno alla vita. Di gran lunga superiore a tutti è senza dubbio il lavoro di O. TOMMASINI: _La Vita e gli scritti di Niccolò Machiavelli nella loro relazione col Machiavellismo._ Il primo volume fu pubblicato colla data: Roma, Torino, Firenze, 1883; il secondo, diviso in due parti, è stato pubblicato nel 1911.
È giusto qui riconoscere che quasi tutti questi scrittori si sono giovati non poco, come abbiamo fatto anche noi, della nuova edizione delle opere del Machiavelli, cominciata dai signori L. Passerini e Fanfani, nel 1873, a Firenze (tipografia Cenniniana), e continuata poi dai signori L. Passerini e G. Milanesi fino al sesto volume, pubblicato nel 1877, quando l'edizione rimase interrotta per la morte del Passerini. Essa contiene le _Storie_ e le _Legazioni_, con molti documenti, massime lettere del governo di Firenze al Machiavelli, quando era in legazione. Come abbiam detto altrove, i documenti non hanno tutti lo stesso valore; ma, se alcuni sono veramente superflui, altri invece riescono utilissimi al biografo, sebbene la correzione della stampa lasci spesso non poco a desiderare. In questi ultimi anni non sono venuti alla luce, che io sappia, altri lavori di gran mole sul Machiavelli.
[689] _Carte del Machiavelli_, cassetta IV, n. 57. Al n. 58, nella stessa cassetta, v'è un'altra lettera del Nasi al Machiavelli.
[690] Questi è l'amico a cui il Machiavelli fece leggere il _Principe_, appena che l'ebbe scritto, e del quale parla nelle sue lettere a Francesco Vettori.
[691] _Carte del Machiavelli_, cassetta IV, n. 113.
[692] Qui pare che manchi _trionfato_.
[693] Forse, _proiettile_.
[694] _Carte del Machiavelli_, cassetta IV, n. 79.
[695] Qui e in fine della lettera allude probabilmente alle mene dei nemici del Machiavelli, delle quali parlò ancora nella lettera del 28 dicembre 1508, pubblicata nelle _Opere_ (P. M.), vol. I, pag. LXXIII-V. Ne abbiamo discorso a pag. 121 di questo volume.
[696] Stile nuovo: 1509.
[697] _Carte del Machiavelli_, cassetta IV, n. 80. L'Archivio di Stato in Firenze ha recentemente acquistato alcuni documenti, fra i quali è una lettera del Buonaccorsi al Machiavelli in Roma. Essa ha la data di Firenze, 5 febbraio 1506/7, e comincia: «Niccolò carissimo. Io vi ho scripto più volte, et la prima vostra doverrà dirne la ricevuta: così vi ho mandato per Michelagnolo scultore quelli danari della Δ (_staffetta_) in uno legatuzo, che sono quelli medesimi riscossi. Dixemi sarebbe costì domenica proxima et vi troverebbe, havendolo anche ad fare per sue faccende: non vi sarà grave anchora di questo dirne una parola.» — Il resto non ha importanza.
[698] Stile nuovo: 1509. Il primo di quaresima fu quest'anno il 21 febbraio.
[699] _Archivio Fiorentino_, Cl. XIII, dist. 2, n. 159, f. 82^t-83. Autografo del Machiavelli.
[700] _Archivio Fiorentino_, Cl. XIII, dist. 2, n. 159, f. 118^t. Autografo del Machiavelli.
[701] _Archivio Fiorentino_, Cl. XIII, dist. 2, n. 159, f. 160. Autografo del Machiavelli.
[702] _Archivio Fiorentino_, Cl. X, dist. 3, n. 121, f. 88^t. Autografo del Machiavelli.
[703] Questa lettera, come abbiamo già detto a pag. 62, si pubblica solo perchè è quella più volte citata da noi, sulla quale si volle da altri fondare l'asserzione che don Michele non fosse spagnuolo, ma veneziano. Si trova nella filza di lettere autografe a Niccolò Machiavelli, che conservasi nell'archivio della signora Caterina Bargagli, nata contessa Placidi.
[704] Anche questa lettera trovasi nella citata filza dell'archivio Bargagli. Nell'originale manca l'anno, che deve però essere il 1508, perchè don Michele dice che è a servizio della Repubblica da un anno e mezzo. Ed egli fu chiamato con deliberazione dei IX d'Ordinanza, il 27 febbraio 1506/7. «Dicti Domini deliberorno, etc. Michele Corigla spagnolo si conducessi per capitano di guardia del contado et distrecto di Firenze, con 30 balestrieri ad cavallo et 50 fanti per uno anno fermo et uno altro ad beneplacito.» _Archivio Fiorentino_, Cl. XIII, dist. 2, n. 70 (Deliberazioni dei IX d'Ordinanza), a c. 9^t; di mano del Machiavelli.
[705] Per _spaventato_. V. anche a pag. 512, verso la fine.
[706] A parole ed a scappellate, non però a fatti.
[707] Firma in diversi modi; generalmente: Michel de Corella. In italiano lo chiamarono anche don Coreglia o Coriglia, ma più spesso, don Michele o don Micheletto.
[708] Queste parole son fuori della lettera, e pur fuori, di traverso, in margine: _Prego vostra Signoria mi mandi el cavalaro indereto_.
[709] _Carte del Machiavelli_, cassetta IV, n. 48. Questa lettera non ha la data dell'anno, ma dev'essere del 1509 o del 1510. La pubblico perchè può dare un'idea di quel che erano le fanterie dell'Ordinanza e sopra tutto della loro poca disciplina. Chi sia poi questo conestabile Pietro Corella non so. Non lo direi parente di don Michele, perchè non mi pare Spagnuolo, sebbene scriva anch'egli assai scorrettamente l'italiano.
[710] Cioè, Vetrine. _Vetrina_ chiamano la materia che si dà sui vasi che vanno nella fornace, e che li rende lustri.
[711] Cioè, _cacciaronlo_.
[712] Forse, un'_angina_.
[713] Forse, Azzano, nella Diocesi di Pisa.
[714] Cioè, _questione_.
[715] Era divenuto tranquillo come un frate.
[716] Aveva stabilito venirsene, la mattina, con la bandiera a Firenze.
[717] Cioè, _covidigia, cupidigia_.
[718] _Manu Propria_.
[719] Cioè: d'aver luogo, d'essere adoperati.
[720] _Carte del Machiavelli_, cassetta IV, n. 45.
[721] Sembra che il Machiavelli non andasse allora a Barga, ed il Casavecchia gli mandò quindi le trote, con altra lettera dallo stesso luogo, il 25 luglio 1509, la quale diceva: «Vi mando queste poche trote, ad ciò che la sensualità si pasca, e lo spirito dipoi sia più pronto ad le cose di questo mondo, le quali in questi tempi son tante grande, che in epse mi pasco.» Gli chiede nuove dell'alta Italia, aggiungendo che non presume avere da lui una lettera lunga e particolareggiata come l'ultima, della quale si giudica quasi indegno: «Significandovi, che non altrimenti e' frati dicono l'ufitio sera et mattina, che io mi legga la vostra, che di già la credo sapere tutta ad mente.» _Carte del Machiavelli_, cassetta IV, n. 52.
[722] Permettono.
[723] _Carte del Machiavelli_, cassetta IV, n. 52. Riportiamo questa lettera, perchè, oltre a qualche parola intorno alla non molta fede religiosa del Machiavelli, accenna all'assedio di Padova, il che ci sarà utile quando parleremo dell'_Arte della guerra_.
[724] Archivio Bargagli, nella filza già più volte citata. Questa e la lettera seguente si pubblicano solo perchè sembrano accennare anch'esse alla misteriosa accusa fatta al Machiavelli, della quale parla il Buonaccorsi nella sua lettera in data, _xxviii decembris, hora secunda noctis_ 1509, da noi già citata a pag. 121 di questo volume.
[725] Le parole riportate fra virgolette sono nell'originale in cifra, così in questa come nelle lettere che seguono.
[726] _Carte del Machiavelli_, cassetta IV, n. 56.
[727] Qui i puntolini rappresentano alcune parole in cifra.
[728] Segue l'elenco dei nuovi Dieci, che omettiamo per brevità.
[729] _Carte del Machiavelli_, cassetta IV, n. 55. Questa lettera accenna allo stesso affare, cui si riferiscono le due precedenti. Francesco del Nero era parente del Machiavelli, come confermano anche moltissime lettere di contemporanei. Ma quale fosse precisamente questa parentela, non possiamo con certezza determinare. Da una lettera inedita e autografa del Machiavelli, che trovasi nella Biblioteca Nazionale di Firenze (codice II, III, 432, Cl. VIII, n. 1402, Strozziano, a carte 93) il Del Nero apparirebbe suo cognato. «Honorando cognato. Patienza delle brighe che io vi dò. Le chiese sono scomunicate, come per la inclusa vedrete, et per cagione dello Studio; pregovi mi mandiate per il Bologna la liberatione, il quale vi mando apposta; altrimenti io farò rimurare quel cammino et raccomanderovvi a' polli. Vostro sono. A dì 26 di septenbre 1523.» La lettera è firmata: NICCOLÒ MACHIAVEGLI _in villa_, ed è indirizzata: _Magnifico viro et cognato honorando Francisco del Nero in Firenze_. È certo però che la moglie del Machiavelli era una Corsini, e non già una del Nero. Non v'è memoria che egli avesse avuto altra moglie prima, nè, molto meno, dopo, perchè la Marietta gli sopravvisse.
Fra le lettere indirizzate al Machiavelli, che si trovano nell'Archivio Bargagli, ve n'è una in latino che certamente è del tempo, quantunque non abbia firma nè data. In essa lo scrittore gli dice: «Dubitas ne Francisci Nigri sales tibi nocere possint; et iure dubitas. Cur enim tibi non noceant qui diebus preteritis etiam illi nocuere?» E narra poi una lunga storia di Francesco del Nero con certe monache, le quali nel tempo della peste erano andate ad abitare in una sua villa, e da lui vennero sdegnosamente mandate via, dopo averle prima invitate, di che «fuit in toto notissima fabula celo.» Aggiunge finalmente: «Cui ergo mireris de filio tuo Lodovico? Quind mirum ergo cum Franciscus moniales ruri habuerit, si Lodovicus _sororis filius_ confessorem secum habere vult, cum ad hec non dicam pater Eneas sed avunculus excitet Hector?» In altri termini: perchè ti maravigli della condotta di tuo figlio Lodovico? Avendo a casa il confessore, esso segue l'esempio, non voglio dire del padre, ma certo dello zio materno, che ebbe le monache in villa. Ma Lodovico era figlio della Marietta Corsini, e non già d'una del Nero. Come dunque si possono mettere insieme tutte queste notizie contraddittorie? L'unica ipotesi possibile è, secondo noi, che la Cambioni, moglie di Luigi Corsini e madre della Marietta avesse già prima sposato un del Nero, da cui nascesse poi Francesco, il quale sarebbe così stato fratello uterino della Marietta, cognato di Niccolò Machiavelli, e zio materno di Lodovico.
Di Francesco del Nero parla anche il _Priorista_ Ricci, dicendolo molto amico dei Medici, avarissimo e ricchissimo. Nulla però scrive della parentela col Machiavelli.
[730] _Carte del Machiavelli_, cassetta IV, n. 111.
[731] Marcantonio Colonna.
[732] I brani riportati fra virgolette si trovano decifrati di mano del Machiavelli.
[733] Nella più volte citata filza dell'Archivio Bargagli trovasi un'altra lettera del Soderini, in data 22 febbraio 1508/9 al Machiavelli, in campo. Essa incomincia: «Nicolò carissimo. Habbiamo ricevuto, due vostre alle quali brevemente risponderemo. Ricordandovi che il naturale di questo mondo è ricevere grande ingratitudine delle grandi et buone operationi, non però appresso a ciascuno. Fate bene, come havete facto insino a qui, et prima N. S. Idio, di poi qualche persona vi aiuterà.» Da queste parole si direbbe quasi, che il Gonfaloniere cominciasse a prevedere la propria caduta e l'ingratitudine de' suoi concittadini verso di lui.
[734] _Carte del Machiavelli_, cassetta V, n. 66.
[735] Roberto Acciaiuoli.
[736] Il cardinal d'Auch, francese, che Giulio II fece chiudere in Castel Sant'Angelo.
[737] Archivio Bargagli.
[738] Forse, Sant'Andrea in Percussina, dove erano la villa e i beni del Machiavelli.
[739] _Tito Quinzio Flaminio_ (LIVIO, lib. XXV, cap. 49).
[740] Dalla scrittura si vede chiaro che non è il Buonaccorsi, ma un altro della cancelleria.
[741] Archivio Bargagli.
[742] Sul littorale toscano, presso Populonia.
[743] _Carte del Machiavelli_, cassetta V, n. 64.
[744] Teodoro Trivulzio, capitano ai servigi di Francia, e molto raccomandato dal Re.
[745] Qui la cifra è decifrata di mano del Machiavelli, che tralasciò solo di decifrare le parole, che vi venga ed el canchero.
[746] Anche qui il decifrato è di mano del Machiavelli.
[747] _Carte del Machiavelli_, cassetta V, n. 23.
[748] Marcello Adriani.
[749] Libro di _Partiti e Deliberazioni_ degli Otto di Guardia e Balìa dal gennaio all'aprile 1508-9, nell'Archivio di Stato di Firenze, n. 143, a c. 23-25.
[750] Qui di fronte, nel margine: «Presentavit se ad confinia predicta die 8 februarii. Fides in filza, manu ser Christofori Peronis de Santo Germano.»
[751] A. Archivio di Stato di Firenze, _Diplomatico, cartaceo, S. Trinita_.
[752] Archivio fiorentino, Atti pubblici, pergamena n. 344. — 7 settembre 1511.
[753] Archivio fiorentino, Atti Pubblici, tomo II, n. 324, cartaceo.
[754] MARIN SANUTO, _Diari_, vol. XV, a c. 14. Avevamo già stampata la nostra narrazione del Sacco di Prato, quando il comm. CESARE GUASTI pubblicò _Il Sacco di Prato e il ritorno de' Medici in Firenze nel 1512_: Bologna, Romagnoli, 1880. Sono due volumetti, che fanno parte della _Scelta di curiosità letterarie inedite o rare_ (disp. 177 e 178), e contengono le già conosciute narrazioni in verso ed in prosa, con molti documenti editi ed inediti. Questi volumi confermano le cose da noi già dette, e aggiungono molti nuovi particolari.
[755] MARIN SANUTO, _Diari_, vol. XV, a c. 27 tº.
[756] I Lippomano, antica famiglia di patrizi veneti.
[757] MARIN SANUTO, _Diari_, vol. XV, a c. 30.
[758] Lacuna nel manoscritto.
[759] MARIN SANUTO, _Diari_, vol. XV, a c. 54 tº.
[760] Il nome del Cardinale è qui ripetuto a tergo della lettera, insieme coll'indirizzo, per indicare da chi essa veniva.
[761] MARIN SANUTO, _Diari_, vol. XV, a c. 321.
[762] Questi sono i nomi de' congiurati o sospetti, imprigionati dagli Otto.
[763] MARIN SANUTO, _Diari_, vol. XVI, a c. 10.
[764] Da un libro di _Partiti e Deliberazioni e Condanne_, ecc. degli Otto di guardia e balìa di Firenze pei mesi di gennaio, febbraio, marzo e aprile 1512 e 13, che si conserva nell'Archivio di Stato, segnato di n. 155, a c. 35^t. A c. 36^t-37 dello stesso libro è la sentenza capitale pronunziata contro Agostino Capponi e Pierpaolo Boscoli, sotto dì 22 dello stesso mese di febbraio 1512/13.
[765] _Carte del Machiavelli_, cassetta V, n. 26.
[766] La lettera del 26 agosto 1513, che è la XXV nelle _Opere_.
[767] _Carte del Machiavelli_, cassetta V, n. 27.
[768] Filippo Casavecchia.
[769] La lettera precedente dice, infatti, che un orto ed una chiesa erano annessi alla casa.
[770] Giuliano Brancacci.
[771] _Il Principe_, già letto da Filippo Casavecchia in Firenze.
[772] Qui si allude a Donato del Corno, che voleva essere imborsato fra gli eleggibili alle magistrature, del quale affare parlano spesso le lettere del Vettori e quelle del Machiavelli.
[773] Giuliano de' Medici.
[774] Piero Ardinghelli, segretario del Papa.
[775] _Carte del Machiavelli_, cassetta V, n. 28.
[776] Allude alla lettera del 5 gennaio 1513/4, che è la XXVIII nelle _Opere_.
[777] _Il Principe_.
[778] Stile nuovo: 1514.
[779] _Carte del Machiavelli_, cassetta V, n. 29.
[780] Stile nuovo: 1514.
[781] Qui risponde a ciò che il Machiavelli dice nella sua lettera del 4 febbraio 1513/4, che è la XXIX nelle _Opere_.
[782] I nomi degl'imborsati s'estraevano, o per _sedere_, cioè assumere effettivamente gli ufficî, o per essere semplicemente _veduti_, il che era solo un onore. Si diceva quindi: i _veduti_ o _seduti_ gonfalonieri, ecc.; e nel fare le estrazioni si eleggeva spesso uno per essere _seduto_, un altro per esser solo _veduto_.
[783] _Carte del Machiavelli_, cassetta V, n. 30.
[784] Cioè: farlo eleggere come _veduto_.
[785] Cioè: quando il nostro Gonfaloniere di compagnia dovesse eleggersi fra coloro che sono iscritti alle Arti Minori.
[786] _Carte del Machiavelli_, cassetta V, n. 31.
[787] È la lettera XXVI nelle _Opere_, colla data: _Ex Percussina, 4 decembris 1514_.
[788] Qui pare ci sia la conferma, che il Machiavelli raccomandava il Del Corno, senza avere mai pensato a cavarne vantaggio per sè.
[789] _Carte del Machiavelli_, cassetta V, n. 32. In questa medesima cassetta, il foglio seguente, n. 33, ha un'altra lettera del Vettori, del 16 gennaio 1514/5. Non la pubblichiamo, perchè oscenissima. Si parlava allora con indifferenza, e anche ridendo, dei vizii più contrarii alle leggi di natura.
[790] Questo scritto fu da noi pubblicato la prima volta nella _Rassegna Settimanale_ di Firenze (8 settembre 1878). Lo ripubblichiamo ora perchè alcuni giornali tornarono nuovamente sulla questione. In esso noi riassumiamo le nuove ricerche fatte del prof. Piccolomini, dopo che aveva scritto la lettera pubblicata già nell'_Appendice_ (doc. V) al vol. I. Torniamo qui a rendergli grazie sincere dell'aiuto che così ci volle dare, contribuendo, colla sua molta e sicura dottrina, alla soluzione definitiva di un problema assai discusso.
[791] Vedi la nota 1, a pag. 303 e seg. del I volume di quest'Opera, ed il doc. v, a pag. 533 e seg. dello stesso volume.
[792] Il Piccolomini osservò ancora che in un codice della Biblioteca Nazionale di Firenze (Cl. VIII, n. 1402) trovasi una lettera dello Zefi, colla data del 21 gennaio 1518/9, dalla quale apparisce che egli era allora già uomo maturo. Desiderando d'andare come educatore in casa di Filippo Strozzi, aggiungeva: «vorrei che quello fusse l'ultimo mio padrone.» La lettera è diretta a Francesco del Nero, parente del Machiavelli, il che rende anche più credibile l'ipotesi, che questi conoscesse i lavori dello Zefi.
[793] Questa lettera, come abbiamo già detto, il prof. Triantafillis dimostrò che è in parte imitata dal discorso d'Isocrate a Nicocle. Al quale proposito il Piccolomini osservava, che il catalogo della Biblioteca di Modena menziona tre codici del secolo XV, che contengono traduzioni latine di quel discorso, una delle quali è di Guarino Veronese.
[794] Le une e le altre sono ristampate nel libro del prof. Triantafillis, a cui mi riferisco nel determinarne il numero.
[795] L'_Allgemeine Zeitung_ (7 luglio 1878) e il _Magazin für die Literatur des Auslandes_ (20 luglio 1878) hanno due articoli del dott. Meyncke, il quale, ammettendo pure qualche reminiscenza, nega giustamente ancor egli, che il Machiavelli avesse nelle cose sostanziali imitato Isocrate.
[796] Tutto ciò risulta anche più evidente a tutti ora che il Burd (op. cit., pag. 318 e seg.) ha pubblicato, accanto alle parole del Machiavelli, i brani corrispondenti di Erodiano, nella traduzione fattane del Poliziano. Vedi anche la stessa opera a pag. 316.
[797] La biblioteca di Modena ha in un codice del secolo XV, n. CCCIX (V. G. 7), fra le traduzioni di altre _Vite_ di Plutarco, anche quella di Filopemene fatta da Guarino Veronese. Delle _Vite_ v'erano allora traduzioni stampate e diffuse fra i dotti.
[798] Biblioteca Nazionale di Firenze, Cod. VIII, Vari 3, 1493. Sono appunti che si trovano ripetuti due volte in forma diversa, e li pubblichiamo perciò sotto i numeri I e II.
Bongianni Guicciardini (1492-1549), fratello minore dello storico Francesco, fu anch'esso uomo d'ingegno, come altri de' suoi fratelli.
[799] Le osservazioni dell'autore si riferiscono specialmente a ciò che il Machiavelli dice (_Discorsi_, I, 26) circa il principe nuovo, il quale, secondo lui, deve far tutto di nuovo: nuovi governi, nuovi nomi, nuovi uomini; «fare i poveri ricchi, come fece David quando ei diventò re: _qui esurientes implevit bonis, et divites dimisit inanes...._ E pigliare per sua mira Filippo di Macedonia, padre di Alessandro, il quale con questi modi di piccolo re diventò principe di Grecia. E chi scrisse di lui dice che tramutava gli uomini di provincia in provincia, come i mandriani tramutano le mandrie loro.»
[800] Qui avea prima scritto «puledro» e poi cancellò.
[801] Sembra alludere a Pausania, l'uccisore di Filippo.
[802] Qui si sottintende o tralascia inavvertentemente _i Medici_.
[803] Prima aveva scritto _nascessi_.
[804] Prima aveva scritto _agnello o montone_, che poi cancellò.
[805] Qui, senza che si veda bene dove introdurle, l'autore ha tra verso e verso aggiunto: _alla quale egli preparò per compagni tutti quelli esaurienti_. Sennonchè, ripetendo questo stesso concetto più sotto, sembra che queste parole dovessero esser cassate.
[806] Segue una parola che non si è potuta leggere.
[807] Segue un'altra parola che non si è potuta leggere.
[808] A pag. 437, abbiamo citato il nome del traduttore e l'edizione del volume annotato di mano dell'ex-regina. Torniamo qui a ringraziare il prof. E. Monaci, che possiede il prezioso volume, del consenso datoci di pubblicare integralmente tutte le annotazioni. Queste furono riconosciute autografe anche dal P. Theiner.
[809] Il Machiavelli.
[810] Prefazione del traduttore. Le parole stampate in corsivo sono quelle che, nel volume annotato, Cristina di Svezia aveva di sua mano sottolineate, perchè su di esse più specialmente voleva richiamare l'attenzione del lettore, e ad esse si riferiscono le postille.
[811] Giusto Lipsio.
[812] Il Valentino.
[813] Questo è l'ultimo passo annotato nella Dedicatoria, in fine della quale Cristina segnò la data _1684_.
[814] Le nuove province.
[815] Il re di Francia.
[816] Le città.
[817] Ai popoli.
[818] Ierone.
[819] Il Valentino.
[820] Il Valentino.
[821] Oliverotto da Fermo.
[822] Oliverotto.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.