Memorie: Edizione diplomatica dall'autografo definitivo
Part 9
La Repubblica di Montevideo mi offrì ben presto occupazioni — Mi fu offerto, e lo accettai, il comando della corvetta da guerra _Costituzione_ di 18 pezzi — La Squadra Orientale era comandata dal collonnello Cohe, Americano — e quello di Buenos-Ayres, dal generale Brown, Inglese —
Alcuni combattimenti di mare, avevano avuto luogo, ma con risultati di poco momento.
Contemporaneamente era stato incaricato del ministero della guerra della Repubblica un certo Vidal, d'infausta e dispregevole memoria — Uno dei primi e sciagurati pensieri di quell'uomo, fu di togliersi il fastidio della squadra, che diceva molto onerosa allo stato, ed inutile — quella squadra, che immense somme avea costato alla Repubblica, e che fomentata, siccome potevasi allora, e ben diretta, avrebbe potuto costituire una preminenza marcata nel fiume della Plata — senza di cui, Montevideo non sarebbe mai sortita dallo stato di mancipia di Buenos-Ayres, e peggio ancora dell'allora suo tiranno.
All'incontro la squadra di Montevideo, fu intieramente annientata dall'imbecille perversità del ministro suddetto — vendendosene i legni, a vergognosi prezzi, e dilapidandosene i materiali —
Per complettare l'opera di distruzione — io fui destinato ad una spedizione, il di cui risultato — altro non poteva essere: che la perdizione dei legni da me comandati —
CAPITOLO XXX.
Comando la squadra di Montevideo — combattimenti nei fiumi.
Colla corvetta _Costituzione_ di 18 pezzi, il brigantino _Pereira_ con due _culisse_ (rotatori) da 18, ed un trasporto, goletta _Procida_, io fui destinato a Corrientes, provincia alleata, per coadjuvarla, nelle sue operazioni di guerra, contro le forze di Rosas — tiranno di Buenos-Ayres — V'era anche il motivo, od il pretesto di portar delle munizioni in quella provincia —
Darò un piccolo cenno, sulla nuova guerra, a cui, io mi accingevo a prender parte —
Trovavasi la Republica Orientale dell'Uruguay — così chiamata, per trovarsi veramente sulla sinistra sponda di detto fiume — e di cui, Montevideo è capitale — Trovavasi dico: siccome la maggior parte delle Republiche dell'America meridionale, in quello stato di guerra civile — la di cui quasi perenne durata — forma il maggior inciampo al progresso di cui è suscettibile — codesta splendida parte del mondo — certo non seconda a nessun'altra, per ogni naturale ricchezza —
E la cagione delle intestine discordie, era allora la pretensione alla presidenza della Repubblica dei due generali Fruttuoso Rivera, e Manuel Ourives —
Rivera più felice, da principio, pervenne, dopo varie vittorie a cacciarne Ourives — e s'impadronì del potere occupato da quello — L'altro cacciato, si rifuggì a Buenos-Ayres, ove Rosas lo accolse, assieme agli emigrati orientali, e se ne servì contro i propri nemici, capitanati allora dal generale Lavalle — i quali nemici chiamavansi Unitari — mentre il partito di Rosas era chiamato Federale —
Vinto Lavalle, il feroce ex-presidente di Montevideo, si accinse a riacquistare la perduta potestà del suo paese — e trovava in ciò, Rosas la più dilettevole lusinga alle sue mire — cioè la finale distruzione degli Unitari suoi mortali nemici, il di cui ultimo ricovero era Montevideo — e di più l'abassamento d'una Republica vicina, rivale, che le disputava la supremazia dell'immenso fiume — spingendo in seno della stessa i più accaniti e formidabili elementi di tremenda guerra civile —
Al tempo della mia partenza da Montevideo, ed entrata nel fiume — trovavasi l'esercito Orientale in S. Josè dell'Uruguay, e quello d'Ourives alla Capitale della provincia d'Entre-Rios-Bajada — preparandosi ambi ad una decisiva battaglia —
L'esercito Correntino disponevasi di riunirsi all'Orientale — Io dovevo rimontare il Paranà sino a Corrientes — percorrere uno spazio di più di seicento miglia, tra due sponde nemiche — ove, non avrei potuto aprodare, senonchè nell'isole, e nelle coste deserte —
Partito da Montevideo coi tre legni suddetti, ebbi da sostenere un primo combattimento contro le batterie dell'isola di Martin Garcia — isola che comanda il fiume, verso il confluente dell'Uruguay col Paranà, d'un'altezza considerevole — e dalla quale bisogna passare vicino, non essendovi altri canali più lontani, adequati per bastimenti grandi — Èbbi alcuni morti, e feriti in quel primo conflitto, e passai oltre[55]
A tre miglia da Martin Garcia, arenammo colla _Costituzione_, e disgraziatamente in tempo che la marea bassava, dimodocchè immensa fatica ci costò il poterla rimettere [a] nuoto — e grazie a molta risoluzione ed energia da parte di tutti — ufficiali e marini, non fu perduta in quella circostanza la nostra flottiglia —
Mentre occupati a trasbordare gli oggetti di peso, sulla _Procida_, comparve la squadra nemica, dall'altra parte dell'Isola, avanzandosi a piene vele, e vento favorevole su di noi, con sette legni — La _Costituzione_ era arenata circa tre piedi, e priva de' suoi principali cannoni, ammonticchiati sulla piccola _Procida_ —
Era veramente una terribile situazione quella per me — La _Procida_ complettamente inutile — la _Costituzione_ più inutile ancora — e non rimanevami senonchè il brigantino _Pereira_, il di cui coraggiosissimo Comandante trovavasi vicino a me, colla maggior parte del suo equipaggio, ajutandoci nei nostri lavori —
Intanto il nemico procedeva superbo, alla vista, ed alle acclamazioni delle truppe dell'isola — sicurissimo della vittoria, con sette forti legni da guerra — e noi rimasti con uno solo disponibile, e debole —
Il mio animo non era dato alla disperazione — ciocchè mai mi è succeduto — ma lascio all'altrui sagacia il figurarsi lo stato mio — Non si trattava della vita sola, di cui poco m'importavo in quei momenti — ma, benchè fosse forza d'imprevisti e fatali avvenimenti — anche morendo, difficilmente si salvava l'onore, poichè impossibile, era di combattere, nelle condizioni nostre — La fortuna anche questa volta, stese la sua mano potente e protettrice sul mio destino — e non ci voleva altro che un colpo della sua ruota —
Il legno ammiraglio del nemico, il _Belgrano_, arenò! ed arenò pure nelle vicinanze dell'isola, a circa due tiri di cannone da noi — e fummo salvi!
Il contratempo del nemico, aumentò l'alacrità nostra — in poche ore galleggiò la _Costituzione_ — e ricevette nuovamente la batteria e tutto il materiale suo, trasbordato — «Le fortune siccome le disgrazie non arrivano sole» si dice volgarmente — ed in quella circostanza successe proprio così —
Una nebbia foltissima caduta come per incanto — coprì tutto — e ci favorì grandemente — nascondendo al nemico la direzione nostra — Tale circostanza ci valse sommamente — poichè quando il nemico terminò per far galleggiare il _Belgrano_ — ignorando la direzione nostra — prese a perseguirci nell'Uruguay, ove non erimo entrati — e perdete così molti giorni, pria di conoscere la vera nostra destinazione —
Intanto noi entravamo nel Paranà coperti dalla nebbia, e favoriti dal vento — Io avevo la coscienza dell'impresa, certo, una delle più ardue della mia vita —
In quel giorno stesso, il piacere di scampare ad imminente pericolo, ed il sollettico provato all'idea della grandezza dell'impresa — furonmi amareggiati dallo stupore, paura, e renitenza dei pratici, che sino a quel momento avean creduto dirigersi all'Uruguay — ove la sponda sinistra almeno era in potere dei nostri — mentre le due sponde del Paranà erano assolutamente in potere di nemici formidabili quali Ourives alla sinistra sponda e Rosas alla destra —
Tutti i pratici allegarono non conoscere il Paranà — e veramente, per ingannare il nemico — io avevo chiesto e trovato pratici dell'Uruguay — Essi, da quell'istante rinunziarono a qualunque responsabilità —
Della responsabilità, io poco m'importavo — abbisognavo d'un pratico comunque fosse — In conseguenza di molte indagini, seppesi: uno di loro, aver alcune cognizioni del fiume, ma tacerle per timore — La mia sciabola spianò bentosto le difficoltà — ed ebbimo un pratico —
Il vento favorevole ci portò nella notte nelle vicinanze di S. Nicolas — primo paese Argentino, che s'incontra sulla sponda destra del fiume — Eranvi alcuni legni mercantili — noi avevimo bisogno di trasporti e di pratici — Una spedizione notturna coi palischermi ci procurò una cosa e l'altra —
Erimo obligati ad usar di prepotenza: la posizione nostra delicata lo esigeva — Un Antonio Austriaco, che da molto tempo navigava nel Paranà — cadette fra i prigionieri, e ci rese importanti servigi nel viaggio —
Procedendo verso la parte superiore del fiume — non ebbimo ostacoli, sino alla Bajada — capitale della provincia d'Entre-rios — ove trovavasi l'esercito d'Ourives —
Operammo nel transito alcuni sbarchi, per acquistare carne fresca, d'animali bovini, che ci venivano contestati dagli abitanti, e dalle truppe di cavalleria vigilanti la costa — Alcuni parziali combattimenti avevano luogo, per tal motivo, con vantaggi e perdite alternativamente —
In una di quelle pugne, ebbi la sensibilissima perdita, dell'ufficiale Italiano Vallerga, da Loano — giovine di sorprendente valore, e d'un genio che prometteva assaissimo — Egli era profondo Matematico — Un'altra croce... sulle ossa d'un figlio della sventurata nostra terra — perduto per una causa giusta è vero — ma che, come tanti altri, sperava di poter dare la vita al suo paese! —
Alla Bajada, ove Ourives avea il suo quartier generale, trovammo formidabili preparativi per riceverci — Ivi, affrontammo un combattimento, le di cui apparenze, nel principio mostravano, dover dare più importanti risultati — ma il vento favorevole, e la distanza in cui potemmo passare dalle batterie nemiche ci lasciarono sfuggire anche in questa circostanza, a pericoli, che potevano esser assai più dannosi — Vi fu un forte cannoneggiamento d'ambe le parti, con perdite insignificanti —
A _las Conchas_, alcune miglia sopra la Bajada operammo uno sbarco di notte — che ci diede — ad onta di forte resistenza del nemico — quattordici bovi —
I nostri pugnarono in quella occasione, con un valore sommo — e vi si distinsero sopra tutti il Vallerga, di cui già feci cenno, e Battaglia domatore da cavalli —
Le artiglierie nemiche seguivano la costa — e profitando della circostanza del vento contrario, e della strettezza ci cannoneggiavano ove potevano con vantaggio — ed ove potevano ci fulminavano anche con moschetteria —
Nel _Cerrito_, posizione forte, sulla sponda sinistra del Paranà, vi stabilì il nemico una batteria di sei cannoni — Il vento era favorevole ma poco; ed in quel punto stesso per le tortuosità del fiume, ci dava in faccia — dimodocchè dovemmo fare un traggito di circa due miglia, a tonneggio — cioè portando ancorotti (piccole ancore) avanti, con lunghe alzane — e tirando sopra le stesse, a suono di tamburo, ed a passo di carica — procedendo così a piccola velocità per esser forte la corrente contraria in siti stretti —
Per fortuna nostra, la batteria nemica, era troppo alta, e troppo vicina — sembrando sospesa sulla nostra testa — Cotesto combattimento fu brillante: La maggior parte della gente nostra, era destinata alle alzane, ed ai palischermi — il resto ai cannoni, e fucili — Combattevasi e si lavorava con alacrità grandissima — le pugne eran diventate giuoco — per i miei valorosi compagni — Si osservi, che il nostro nemico apparteneva ad un esercito esaltato, e superbo da recenti vittorie — Lo stesso esercito che poco dopo, sbaragliava il nostro complettamente all'_Arroyo-grande_ — assieme all'esercito di Corrientes riunito al nostro —
Ogni ostacolo fu superato con poca perdita — e questa cagionata dai moschetti nemici — giacchè i pezzi troppo alti, e troppo vicini, passavano sulle nostre teste, danneggiando appena l'alberatura — E dopo d'aver smorzato i fuochi del nemico, e smontati alquanti de' suoi pezzi, noi giungemmo con tutti i legni in salvo — in una posizione spaziosa, fuori d'ogni pericolo —
Vari legni mercantili provenienti da Corrientes, e dal Paraguay, eransi posti sotto la protezione della batteria nemica — essi cadettero in nostro potere con poca fatica — Tali acquisti ci provvedevano, di vettovaglie — e di mezzi d'ogni genere —
CAPITOLO XXXI.
Combattimento di due giorni con Brown.
Noi procedevamo quindi nell'arduo nostro viaggio nel fiume — Il nemico svogliossi di mettere ostacoli — e giunsimo dopo alcuni arenamenti, massime della _Costituzione_ — sino a _Cavallo Guatià_ (cavallo bianco) — ove si congiunse la flottiglia Correntina — composta di due lancioni, ed una calandra armati in guerra — Essa ci traeva alcuni viveri freschi — e la nostra condizione era perciò, alquanto migliorata — Avevimo buoni, e fidati pratici — ed un riforzo, benchè piccolo — assai giovevole, massime sul morale della gente —
Pervenuti così sino alla costa Brava — fummo obligati di fermarsi, per motivo della mancanza di profondità nel fiume — la cui differenza col pescante della _Costituzione_ — era di quattro palmi — e tale inconveniente, principiò ad insospettirmi alquanto sull'esito della spedizione —
Io non potevo ignorare che il nemico, avrebbe tentato il possibile per inutilizzar l'ardito, e temerario tentativo — poichè giunti noi a Corrientes — immenso sarebbe stato il pregiudizio recato al nemico, col dominio d'un fiume come l'alto Paranà — in una posizione intermedia tra le provincie dell'interno della Republica Argentina, il Paraguay e la grande capitale di quella — Sarebbe stato pure un foco da corsari, da infestare e distruggere molta parte del commercio nemico —
A tal uopo, nulla si trascurò per la perdizione nostra — ed in ciò, non poco, contribuì la scarsezza d'acqua nel fiume — che a detto dei pratici, non s'era veduta tale da mezzo secolo — Relazione confermatami dallo stesso Perrè governatore di Corrientes —
Non essendo possibile d'oltrepassare — io decisi: metter la flottiglia in istato della maggior resistenza — aspettandomi un giorno o l'altro alla comparsa dell'ammiraglio Brown, il di cui inganno, non poteva poi durar tanto tempo —
Dalla sponda sinistra del Paranà, al disotto del banco che c'impediva di progredire avanti — in un angolo ove esisteva sufficiente profondità dell'acqua vicino alla costa — io tirai una linea di legni, principiando da un yacht mercantile — su cui feci collocare quattro cannoni — Il _Pereira_ in mezzo — e la _Costituzione_ all'ala destra — formando così una perpendicolare alla direzione del fiume — infilandolo colla batteria sinistra della corvetta, che montava più pezzi e di maggior portata — ed opponendo verso il nemico che doveva comparire d'avalle — tutta la forza possibile —
Tale disposizione ci costò fatica, per motivo della corrente — che, benchè poca in quel punto da noi scelto — non mancava di farci impiegare tutte le catene ancore, e gomine per ormeggiarvi i legni — massime la _Costituzione_ che calava diciotto piedi —
Non terminati ancora, erano i nostri lavori d'imbossaggio, che comparve il nemico in numero di sette legni —
Era superiore d'assai alle forze nostre — ed in situazione da poter ricevere a piacimento, ogni qualunque riforzo e vettovaglie — Noi, non solo lontani da Corrientes, unico paese che ci poteva soccorrere — ma nella quasi certezza del nessun ausilio, come lo proveranno i fatti. Eppure bisognava combattere, anche colla certezza di soccombere — almeno per l'onore delle armi — E combattemmo!
Il nemico capitanato dal generale Brown — la prima celebrità maritima dell'America meridionale — ed a giusto titolo: avendo comandato la squadra di Buenos Ayres — sino dal tempo della guerra d'indipendenza contro la dominazione spagnuola — il generale Brown dico: procedeva contro di noi, colla fiducia della sua potenza (Mi pare fosse il 15 Giugno 1842) — Il vento era favorevole al nemico, in quel giorno — ma poco — ed abbisognava egli di tonneggi per venire avanti — seguendo la sponda sinistra del fiume — La destra era impraticabile a legni grandi per bassi fondi — Siccome noi dominavamo la sinistra sponda — sulla quale apogiavamo il fianco sinistro della nostra linea — si sbarcarono parte degli equipagi, e truppa di marina non necessari a bordo — per disputare palmo a palmo il tonneggio, a cui era obligato il nemico —
I nostri di terra, si batterono valorosamente in quel conflitto, e ritardarono di molto il suo progresso — ma il nemico — avendo sbarcato sulla stessa sponda cinquecento uomini di fanteria — la superiorità del numero prevalse — e furono obligati i nostri a ripiegarsi sotto la protezione della flottiglia —
Il maggiore Pedro Rodriguez, che comandava la forza nostra di sbarco, pugnò in quel giorno, con tutta la perizia, e valore immaginabili — Egli collocò gli antiposti verso sera, sulla costa — e così si rimase tutta la notte, preparandosi d'ambe le parti al combattimento per il giorno seguente —
Il sole del giorno 16, non s'era alzato ancora — che il nemico principiava il cannoneggiamento su di noi — con tutte le forze che avea potuto collocare al fronte in tutta la notte —
Io avrei desiderato: si fosse — il nemico — maggiormente avvicinato — poichè, solo i nostri pezzi del centro erano di lunga portata, e capaci di danneggiarlo — il resto, ed eran la maggior parte — eran pezzi corti, ed incapaci di ragiungerlo alla distanza in cui s'era tenuto — e si lasciavano quindi inoperosi —
Il vecchio ammiraglio Inglese, conosceva benissimo la portata delle nostre artiglierie, e l'inferiorità marcata che avevano a paragone delle sue — Egli perciò, sacrificando il brillante d'un combattimento a metraglie, e corpo a corpo — si attenne al sodo — profitando della superiorità di portata de' suoi cannoni — e rimase perciò in grande distanza, a noi poco conveniente —
Si combattè senza interruzione sino a notte chiusa, e da ambe le parti col maggiore accanimento —
La prima vittima a bordo della _Costituzione_, fu ancora un ufficiale Italiano di molto valore — Giuseppe Borzone — di bellissime speranze — Io non potei occuparmi de' suoi resti, per l'infierire della pugna —
Non furono pochi i danni d'ambe le parti — i nostri legni erano ridotti a carcasse — La corvetta, ad onta di non tralasciarsi di turare i buchi delle palle — aveva aperto acqua al punto — che difficilmente poteva vincersi, pompando senza posa, ed impiegandovi per torno, tutta la gente —
Il comandante del _Pereira_, era morto in un'arditissima impresa per terra, contro i legni nemici — Io perdevo in lui, il migliore, e più valoroso dei compagni —
Molti erano i morti, più assai i feriti — il rimanente della gente, spossatissima — non poteva aver riposo, per l'acqua soverchiante nella stiva — Eppure v'era polvere ancora — v'erano projettili a bordo e bisognava combattere — non per vincere — non per salvarci — ma per l'onore —
L'onore! mi vien da ridere — quando io penso all'onore del soldato — ma di disprezzo! massime nel genere dell'onore dei Borbonici, degli Spagnuoli, Austriaci, Francesi, quando assaltavano — come assaltano gli assassini sulla strada, i poveri viandanti — L'onore di sgozzare dei conterranei gli uni — dei correligionari politici gli altri — mentre un mostro — una prostituta, un discolo scettratto, se la godono e se la ridono sotto baffi — tra le luride gozzoviglie di Napoli, Vienna, Madrid e Parigi —
Noi dunque, combattevamo per l'onor solo — e codesto era almeno conforme ai dettami della coscienza — giacchè si pugnava per un popolo contro due tiranni — e si combatteva per l'onore — a seicento miglia da Montevideo — con nemici da tutte le parti — dopo una quantità di combattimenti, privazioni, disagi — quasi certezza di perderci tutti —
Intanto Vidal, ministro generale della Republica — accumulava dobloni, per servirsene a delle carozzate — e splendide comparse nelle prime capitali d'Europa — ¿Ed il popolo? Pare creato a pascolo di tanta canaglia!
Malatesta Baglioni, ed imperatori o re — per comandarlo o reggerlo! Preti o dottrinari per ingannarlo!
Ecco l'onore, la libertà, la giustizia, le leggi! Ecco il mondo —
Ecco, a profito di chi suda, e muore di fame la plebe!
Ecco, a profito di chi sprecano la vita — innumerevoli generosi Italiani — gettatti sulla terra straniera — dalle sciagure della patria nostra!
Colombo inceppato!... Castelli decapitato sulla piazza di Buenos-Ayres! Borso di Carminati fucilato in Spagna! Che uomini! che servigi resi allo straniero! e con che ingratitudine pagati! Lo straniero, le di cui _simpatie_, si sono manifestate or ora (1849) O Roma! — allorquando la veneranda tua cervice — innalzavasi un momento dal letame obbrobrioso — ove ti mantengono le sconoscenti tue alunne — dopo d'esser state da te strappate dalla barbarie delle foreste..... O madre, o grande, istitutrice e donna delle Nazioni!
Eppur tremarono — allo scuoterti le chiome — e fu loro d'uopo, la frode, le zizzanie, lo spionaggio sfrontato dei sacerdoti dell'inferno — per abbassarti — Dunque sei grande ancora Italia! Dunque, il giorno che una voce gagliarda di redenzione, possa percuotere l'orecchio dei tuoi figli.... In quel giorno sfumeranno gli affamati e codardi avvoltoj che ti divoran le viscere! —
Nella notte del 16 al 17 — tutta la gente fu occupata a preparare i cartucci tutti consumati — tagliare catene per supplire alle mancanti palle — e continuamente pompare l'acqua soverchiante
Manuel Rodriguez — quello stesso ufficiale Catalano, salvatosi meco dal naufragio del _Rio-pardo_ sulla costa di S. Catarina, fu occupato assieme ad un pugno dei migliori — ad assestare alcuni legni mercantili a guisa di brulotti — colla maggior quantità possibile di materie combustibili — e quando furono pronti — circa la mezzanotte, si rimorchiarono alla direzione del nemico — Tale espediente non mancò d'incomodarlo tutta la notte — ma non ebbe l'effetto che me ne aspettavo — era la gente, sommamente stanca — e ciò fu il principale motivo del poco successo —
Tra i contrattempi di quella sventurata notte — il più che mi afflisse, fu la diserzione della squadriglia Correntina — Villegas il comandante di quella — simile a tanti altri milantatori, da me riconosciuti per tali nella calma e nell'orgia — s'intimorì talmente all'avvicinarsi del pericolo — da risolversi al più degradante ed ignominioso dei delitti: la diserzione in presenza, e nell'impegno del nemico —
Egli poco potea servirmi in un combattimento a lunga portata — essendo i suoi pezzi troppo piccoli — ma il suo ajuto poteva esser grande: dovendo ricevere, o dar un arembaggio — giacchè il suo equipaggio era composto di gioventù animosa — Poi, pratico egli stesso, ed avendo buoni pratici del fiume a bordo — mi era molto giovevole — Prezioso infine mi sarebbe stato, dopo la catastrofe per salvare i feriti — e fare una ritirata men disastrosa —
Dal principio del combattimento — io avevo veduto il Villegas impaurito — e gli ordinai perciò di collocarsi dietro la nostra linea — in posizione, da non poter esser colpito dai projettili nemici — e sotto la di lui vigilanza, avevo fatto collocare un legno mercantile che dove servir di ospedale —
Verso sera mi fece dire: che cambiava di posizione — non ricordo per qual motivo, o pretesto — Abbisognando nella notte della cooperazione sua nel lavoro dei brulotti — io lo feci chiamare — ed ebbi la desolante notizia, che in nessuna parte si trovava — Non volli crederlo capace di tanto tradimento — ed andai io stesso con leggero palischermo per assicurarmi del fatto — Non trovandolo — mi avanzai alcune miglia verso Corrientes, ma indarno — il codardo avea fuggito, e tradito — Me ne tornai coll'anima rammaricata!
Ben giusto era il mio rammarico: poichè, la maggior parte delle piccole barche nostre erano state distrute nel servizio durante il combattimento — Io contavo quindi sui legni Correntini, per l'inevitabile ritirata, onde poter salvare i molti nostri feriti — ed imbarcarvi i viveri necessari per tutti — trovandoci molto distanti ancora, dall'abitata frontiera di Corrientes —
L'ultime speranze mi svanivano colla miserabile defezione di quei nostri alleati! La defezione all'ora del pericolo, è il più nefando di tutti i delitti!