Memorie: Edizione diplomatica dall'autografo definitivo

Part 13

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L'Hervidero era pure un _saladero_, a tempi floridi — cioè: sito, ove si salava carne — maccellando centinaja d'animali ogni giorno — ¿E le sventure sofferte da codeste popolazioni — saranno esse una vendetta per i gran patimenti inflitti alle altre razze animali?

Io credo: la morte una semplice transizione della materia, a cui conviene conformarsi pacatamente — anzi famigliarizzarsi con essa — Ma i patimenti, inflitti da un essere all'altro! — Oh! io credo: che esistendo una vendetta nella natura, essa dev'esser applicata ai ministri del rogo, delle torture, e di qualunque sofferenza inflitta ad animale qualunque!

Esistevano pure gli edifizi, atti a tutte le differenti faccende di quel grandioso stabilimento — dimodocchè, più ad un villaggio, col suo feodale castello, somigliava che a particolare stabilimento di campagna —

All'Hervidero, si fermò la spedizione — presimo possesso delle case, e si fecero alcune fortificazioni provvisorie — La profondità del fiume, non permetteva di seguire oltre co' barchi maggiori —

Anzani colla legione Italiana — dugento uomini circa di fanteria — allogiò nello stabilimento, occupandolo militarmente — come già dissi — e ben valsero, tali misure di precauzione, a respingere un inaspettatto attacco combinato — tra i nemici d'Entre-rios, comandati dal Generale Garzon, e quelli dello Stato Orientale, dal collonnello Lavalleja — Successe tal fatto, mentre io era assente dallo Hervidero — e narrerò prima: del motivo della mia assenza —

Tra le cure di Juan de la Cruz — egli aveva assunto quella: di far avvisare — da alcuni de' suoi — tutti i matreri che si trovavano nella spaziosa campagna, sulla sponda sinistra del fiume Uruguay, e massime quelli del Queguay — assai numerosi —

Un Magallanes, ed un Josè Dominguez, capi secondari, erano tra i più famigerati — e tutti obbedendo volontariamente al loro capo principale José Mundell, di cui già abbiam parlato — Mundell, inglese, ma giunto in quei paesi da bambino, s'era immedesimato cogli abitanti, e le loro consuetudini — Egli aveva regolato una estancia, delle migliori dei dintorni — ed era uno di quei pochi privilegiati, venuti al mondo per dominar, senza violenze, quanti li avvicinano. Senza nulla aver di straordinario nel fisico — era però forte e svelto —

Franco cavaliere, e generosissimo, egli avea guadagnato il cuore di tutti — e massime dei matreros — che beneficava in ogni loro bisogno — temprandone l'indole soverchiamente avventuriera e talvolta sanguinaria — Mundell, ad onta d'aver passato la maggior parte di sua vita nel deserto — aveva, per propensione propria, coltivato lo spirito — ed acquistato collo studio, non mediocri conoscimenti —

Egli mai s'era mischiato in affari politici, sintanto che quelli avevano per motore gare individuali per gelosia d'autorità di presidente, ecc. — ma quando lo straniero agli ordini di Ourives, invadeva il territorio della Republica — Mundell credè delitto l'indifferenza, e si lanciò nelle fila dei difensori della terra che lo aveva accolto infante, e lo ospitava —

Col prestigio acquistato tra i bravi suoi circonvicini egli ebbe riunito, ben presto, un numero di alcune centinaja d'uomini — coi quali, in quelli stessi giorni, mi aveva fatto avvertire, che voleva accompagnarmi — I bravi ragazzi, mandati da Juan de la Cruz, presso Mundell erano giunti all'Hervidero con tale notizia — ed io decisi, immediatamente, di abboccarmi con Mundell nell'_Arroyo Malo_ — a una trentina di miglia abbasso del Salto — secondo il suo desiderio —

Nella prima notte dell'assenza mia, era stato attaccato l'Hervidero — ed udite da noi le cannonate dalle vicinanze dell'Arroyo Malo — io ero rimasto in forte anzietà — com'era naturale — benchè fidente nel valore e capacità d'Anzani, che di tutto era rimasto incaricato —

L'attacco contro l'Hervidero, era stato immaginato, e disposto di modo — che se l'esecuzione vi avesse corrisposto, ci poteva riescire fatale —

Garzon le di cui forze ascendevano almeno a due milla uomini, la maggior parte infanteria — doveva approssimarsi alla sponda destra dell'Uruguay — mentre Lavalleja attaccherebbe l'Hervidero dalla sponda sinistra, con cinquecento uomini —

Due brulotti costrutti nel _Juy_ fiumicello a monte di noi — erano stati spinti simultaneamente, verso la squadra per impedirla di dare ajuto a quei di terra —

Il coraggio, il sangue freddo d'Anzani, e la bravura dei dugento — resero inutili tutti gli sforzi, e le astuzie del nemico —

Garzon nulla ottenne, co' suoi fuochi serrati di fanteria — perchè troppo distante — e dominata quella sponda dalle artiglierie de' nostri legni — che la fulminavano — I brulotti abbandonati in balìa della corrente, passarono distanti dai barchi, o furono distrutti dal cannone — Lavalleja spinse inutilmente i suoi contro i prodi nostri legionari, che trincerati negli edifizi — spaventavano i nemici col loro silenzio, e fiero contegno —

Anzani aveva ordinato: non si facesse una sola fucilata, sinchè il nemico fosse a brucia panno, e ben valse: poichè credendo avessero i nostri evacuato le case — i contrari giunsero vicinissimi — e scopiando allora una generale scarica da tutti i punti — essi si diedero a precipitosa fuga — perdendo intieramente la voglia di tornare all'assalto —

Avendo combinato con Mundell, circa l'entrata sua nel Salto — quando da noi occupato — io ritornai all'Hervidero —

In quel tempo, ebbi, dall'Uruguayana, notizie: che il Collonnello Baez, si disponeva di raggiungermi con alcuni uomini — E l'unico legno da guerra del nemico, stanziato nel _Juy_, defezionò a noi con parte dell'equipagio — Tutto quindi arrideva alla impresa nostra —

CAPITOLO XLII.

Arrivo al Salto — Vittoria del Tapeby.

La provincia di Corrientes, dopo la battaglia dell'Arroyo-grande, era ricaduta sotto la dominazione di Rosas; ma la resistenza ammirabile di Montevideo — ed alcune altre favorevoli circostanze — la chiamarono nuovamente all'indipendenza —

I fratelli Madariaga, principali autori di quella bella rivoluzione, avevano chiamato il generale Paz da Montevideo preponendolo al comando dell'esercito — Il vecchio, e virtuoso generale, colla propria fama e capacità avea indotto il Paraguay — ad un'alleanza offensiva e difensiva; e quello Stato avea riunito a Corrientes, un contingente d'esercito rispettabile —

Le cose, dunque, andavano pure a meraviglia da quella parte — e non era il minore ogetto della spedizione nostra, quello di aprire le comunicazioni, con quelle interne provincie — e di riunire nel dipartimento del Salto, gli emigrati orientali, che si trovavano in Corrientes e nel Brasile —

Dall'Hervidero, io mandai dunque una ballenera — (barca leggera) con missione per il generale Paz — Ma essendo stata scoperta, e perseguita dal nemico furono obligati gl'individui che ne componevano la ciurma — di rifuggiarsi nella selva, ed abbandonar la barca — Sino a tre volte, fui obligato di ripetere tale tentativo — sinchè un bravo de' nostri ufficiali Italiani — Giacomo Casella — aprofitando d'una forte crescente del fiume — pervenne a superare tutti gli ostacoli — e giunse nella provincia di Corrientes —

Colla stessa crescente — io giunsi colla flottiglia al Salto — quella città era presidiata da quello stesso Lavalleja che attaccò l'Hervidero — e da una forza di circa trecento uomini, tra cavalleria ed infanteria —

Egli da vari giorni, erasi occupato a far evacuare la città dagli abitanti — per cui, e per la propria forza, stabilì un campo, sulla sponda sinistra del Tapeby, alla distanza di 21 miglia circa dal Salto — Noi occupammo la città, quindi, senza resistenza, e trattammo di stabilirvi alcune fortificazioni, che come vedremo ci servirono egregiamente —

Occupato quel punto, noi rimasimo, com'era conseguente, assediati dalla parte di terra — essendo tutta la campagna orientale in potere del nemico — ed uno dei principali inconvenienti nostri, era naturalmente la mancanza di carne — essendo pure, stato ritirato tutto il bestiame nell'interno — Non restammo però molto tempo, in tale situazione —

Mundell, avendo riunito circa 150 uomini, diede addosso ad un corpo nemico che lo incomodava, ed a noi si ricongiunse nel Salto[64]. Da quel momento principiammo a fare alcune sortite — e raccogliere il bestiame di cui si abbisognava —

Colle cavallerie di Mundell e Juan de la Cruz — fummo capaci di tener la campagna — ed un bel giorno — di andar a cercare Lavalleja nel suo proprio campo —

Alcuni disertori del nemico, mi avevano raguagliato esattamente della di lui posizione, — e del numero delle sue forze — ed io decisi d'attaccarlo —

Una sera, messi insieme dugento uomini di cavalleria, e cento dei nostri legionari — mossimo dal Salto al principio della notte — coll'intenzione di sorprendere il nemico prima del giorno —

Le guide nostre erano i disertori sumentovati; ed abbenchè fossero pratici — siccome non esistevano strade battute, nella direzione da noi presa, ci straviarono, ed il giorno ci colse alla distanza di circa tre miglia dal campo cercato —

Non era forse prudente, attaccare un nemico — almeno quanto noi forte — trincerato nel suo campo — e che d'un momento all'altro doveva ricevere riforzi, che aveva chiesto — Ma tornare indietro, non solo vergognoso sarebbe stato — ma molto influito avrebbe sulla nuova truppa ch'io guidavo, e che aveva concepito grande stima del valore Italiano — Poco, mi molestarono, veramente, le idee retrograde — e decisi d'attaccare senza fermare il movimento in avanti per profitare della sorpresa —

Giunti sopra un'eminenza, ove il nemico aveva un posto avanzato, che si ritirò all'avvicinarsi nostro — io scopersi il campo nemico, e mi capacitai della sua posizione — Vidi vari gruppi di cavalleria, che si riconcentravano verso il campo, da varie direzioni —

Erano distaccamenti, mandati nella notte, su differenti punti per spiarci — avendo avuto, il nemico, sentore della nostra sortita — ad onta d'ogni segretezza usata in ogni disposizione —

Riconcentravansi pure sul campo varie truppe di cavalli, e di buoi — animali importantissimi: i primi come rimonte per cavalleria — ed i secondi — alimento unico di quelle campagne —

Ordinai subito a Mundell, che faceva la vanguardia, di staccare una metà de' suoi plottoni — acciò tentassero d'impedire il concentramento — Fece lo stesso il nemico — scorgendo il movimento nostro, per proteggere i suoi —

Mundell, con molta bravura, aveva eseguito il suo movimento apogiando lui stesso col resto della sua forza i plottoni mandati avanti — ed aveva incalzato e disperso vari distaccamenti nemici — ma nel bollore della pugna — non considerando la gran distanza che lo divideva dalla fanteria nostra — erasi troppo avanzato — dimodocchè trovavasi colla sola sua forza involto da tutta la cavalleria nemica, che rivenuta dal primo sgomento, lo rincalzava colle lancie nei reni — minacciando di dividerlo dal grosso nostro, che tuttora ben distante procedeva alla battaglia — coi nostri fanti — fortunatamente giovani — che correvano colla lingua fuori —

Io non perdevo di vista nulla, certamente — essendo il campo sgombro, e noi discendendo — Pria, desiderando di portar in massa la piccola forza nostra — per eseguire un colpo di mano decisivo — acceleravo bensì la marcia della fanteria — ma tenevo però — la forza di Juan de la Cruz, che marciava alla retroguardia, intera come riserva —

Vedendo la situazione di Mundell, che non permetteva dilazioni — lasciai la fanteria indietro agli ordini del prode Marrocchetti — e spinsi avanti le riserve di cavalleria scaglionate —

Il primo scaglione nostro comandato dal Tenente Gallegos, diede bravamente dentro, e ristabilì alquanto la pugna di cavalleria — Alla carica di Juan de la Cruz, il nemico retrocesse, ripiegandosi verso il campo — e schierandosi dietro la linea di fanteria — coperta da una barricata di carri —

Io avevo ordinato, agli ultimi scaglioni di cavalleria nostra di caricare compatti, senza perder l'ordinanza — dimodocchè al coperto di questi, i matreros di Mundell, che valorosamente avean combattutto — si riordinarono in un momento —

Procedemmo allora, verso il campo nemico, in vero ordine di battaglia: La fanteria nel centro, in massa per sezioni — e con ordine di non fare un tiro — Mundell alla destra, e Juan de la Cruz alla sinistra — ed alcuni plottoni di cavalleria seguendo in riserva —

La cavalleria nemica — come abbiam detto — dopo il primo scontro, erasi rifatta dietro la fanteria — coperta questa pure da una linea di carri — Ma il contegno impavido della nostra gente — e il suo procedere compatto, e silenzioso — intimorì il nemico talmente che poca fu la resistenza — In un attimo, non vi fu più pugna — ma una sconfitta completta, ed un fuggire disordinato dei nemici verso il passo del fiume Tapebì.

In quel passo, alcuni de' più coraggiosi — dopo aver passato — vollero far testa — e lo avrebbero potuto essendo esso assai arduo — e fermarono la cavalleria nostra — Ma i nostri legionari alla voce: «di cartucciere al collo, e avanti» si precipitarono nell'acqua come tanti demoni, e non vi fu più resistenza —

Io mai, mi son potuto spiegare: perchè il Colonnello Lavalleja, avea stabilito il suo campo, sulla sponda sinistra del Tapebì — invece della destra — ove, certo, avrebbe potuto fare molto maggior resistenza — massime costruendo alcune opere volanti sul passo stesso —

La sponda sinistra era verso il Salto — e probabilmente non entrò nel criterio del vecchio e bravo colonnello, che pochi marini, e militi nuovi, potessero fare una marcia di venti miglia in una notte — e giunger a combatterlo — Oppure, conscio dell'avvicinarsi dell'esercito vittorioso d'Urquiza — non supponeva che fossimo capaci d'abbandonar il Salto — Il fatto sta: che in guerra le precauzioni son sempre poche. Il trionfo fu completto — la fanteria tutta, in numero di circa dugento — rimase in potere nostro — ed alcuni di cavalleria — Tutte le famiglie del Salto, trascinate fuori dei loro focolari — con numeroso treno d'ogni specie di vettovaglie in 34 carri — estratti pure dalla città — Infine gran numero di cavalli, per noi preziosissimi —

Fra le prede, la più rara, e stimabile fu un cannone di bronzo da sei, fuso a Firenze nel medio evo da un certo Cenni — e che probabilmente era giunto nel Rio della Plata, coi primi spagnuoli al tempo della scoperta — o coi Portoghesi —

Era lo stesso cannone, che avea fatto fuoco all'Hervidero contro noi, e che smontatosi in quella notte di conflitto trovavasi in reparazione nel campo —

Il nostro ritorno al Salto fu una marcia trionfale —

Ci benediva la popolazione, reintegrata nelle proprie case, e tale vittoria ci acquistò meritata reputazione, costituendo il nostro piccolo corpo di sbarco: forza delle tre armi capace di tener la campagna —

CAPITOLO XLIII.

Arrivo d'Urquiza.

L'impresa del Tapebì, era stata eseguita colla prontezza possibile — dopo il fatto d'armi, e dopo di aver raccolto quanto fu possibile, di ogetti utili, cavalli, armi, ecc. — si riprese la direzione del Salto — e ben valse tale celerità — Siccome, ho già accennato: il nemico aspettava riforzo; e tale riforzo, era niente meno; che l'esercito vittorioso del generale Urquiza — che tornava da sbaragliare quello del Generale Rivera all'_India muerta_, e che s'incamminava verso Corrientes per combatterne l'esercito —

Vergara che ne facea la vanguardia, comparse alla vista del Salto, il giorno seguente al nostro ritorno, e ci tolse alcuni cavalli sparsi nel pascolo dei dintorni.

Pressentendo la tempesta, che ci sovrastava, si fece ogni sforzo per resisterla — Una batteria tracciata da Anzani, nel centro della città, s'innalzava come per incanto — militi e popolo lavorando ad essa alacremente —

Le case atte alla difesa, furono fortificate — e tutta la gente: militi, marini, cavalieria — furono ripartiti sulla linea ognuno al suo posto di battaglia —

Sbarcammo alcuni cannoni di marina, e prepararonsi con affusti di posizione nella batteria —

In quel tempo, giunse nel Salto, il Collonnello Baes, con una sessantina d'uomini di cavalleria. Non tardò a comparire Urquiza, col suo esercito composto delle tre armi — e molto borioso — Egli aveva assicurato i suoi amici: che avrebbe passato l'Uruguay al Salto, coll'ajuto della flottiglia nostra predata — Ma a lui fallì il vaticinio —

L'attacco del nemico, fu simultaneo all'apparizione del grosso delle sue forze —

Havvi dalla parte orientale del Salto, una collina a tiro di fucile dalle prime case, che intieramente domina la città — Noi, non avevimo fortificato tale collina per il motivo della poca forza a nostra disposizione, e per cui la linea di difesa, avrebbe avuto un'estensione troppo grande — quindi per guarnirli male preferimmo abbandonarla, e concentrare tutte le nostre milizie nella batteria, e nelle prime case, destra e sinistra della stessa —

Com'era naturale — Urquiza prese posizione su quella collina — e vi collocò sei pezzi d'artiglieria — Nello stesso tempo, spinse la sua fanteria a passo di carica sulla nostra destra, mentre ci fulminava a cannonate —

Quasi nello stesso tempo, noi avevamo terminato di stabilire due pezzi sulla batteria — ma piattaforma e parapetto non esistevano — ed i cannoni nel far fuoco, sprofondavano nel terrapieno, non consolidato ancora —

La destra nostra, era veramente la più vulnerabile potendovi giungere il nemico, coperto per la concavità d'una valle — e realmente dall'impetto e subitaneo apparire di quello, in numero considerevole, si sbigottì la gente nostra dell'ala destra; ed abbandonando le _azoteas_ (case con terrazzo) fuggiva verso il fiume, coll'intenzione, naturalmente, d'imbarcarsi e ricoverarsi a bordo dei legni — Non vi riuscì però essendo state, preventivamente, allontanate tutte le piccole barche — misura che riescì efficacissima —

Io stavo sulla batteria, e nella disposizione della gente, avevo riserbato una compagnia della legione in riserba, dentro della stessa — Feci subito caricare la metà di quella compagnia — comandata dal prode Tenente Zaccarello — contro l'irrompente nemico —

Dopo la prima, la seconda metà — e sì valorosamente, furono eseguite quelle cariche — che, a suo torno, fu posto il nemico in precipitosa fuga —

La compagnia di cui parlo — era comandata dal Capitano Carone — numerando appena cinquanta uomini; i due plottoni erano agli ordini di Ramorino, e Zaccarello — tutti bravi ufficiali ed eccellenti militi — Il nostro successo sull'ala destra, dissuase il nemico da ogni tentativo d'assalto, ed il combattimento fu limitato a cannonate —

In quest'ultimo genere di pugna — benchè il nemico ci avesse colti non preparati, per non averne avuto il tempo — non si mancò di far buona figura —

Avevo io fatto sbarcare i cannoni di bordo — agli ordini di tre ufficiali di marina — Suzini Antonio, e Cogliolo Leggiero — ambi dell'isola Maddalena — ed un terzo Josè Maria — tutti prodi ufficiali — dimodocchè l'artiglieria nemica, benchè superiore in numero e di posizione, era regolarmente mal menata, ed obligata di nascondersi ogni tanto dietro la collina —

Le perdite d'una parte e dall'altra non furono serie per non esservi stato un assalto generale su tutta la linea — Perdetimo la maggior parte del bestiame bovino, che trovavasi in un corral (recinto) — e siccome era selvatico — aperto il cancello dal nemico, tempestò fuori com'un torrente, e si dileguò per la campagna —

Per tre giorni, continuò Urquiza, i suoi tentativi — ed ogni giorno c'incontrava meglio preparati, poichè anche di notte, non si perdeva un momento, per ultimare i lavori della batteria — innalzare barricate — e riparare i danni ricevuti di giorno — Si collocarono cinque pezzi nella batteria — si ultimò la piatta-forma, il parapetto, e la Santa Barbera — Infine, vedendo egli, che nulla avanzava cogli assalti e le cannonate — adottò il sistema di blocco — e ci rinchiuse ermeticamente dalla parte di terra — Ma anche in quel modo, riusciva deluso — essendo noi padroni del fiume — e potendo da quella parte ricevere le necessarie vettovaglie —

Ne' diciotto giorni, che durò l'assedio, non si stette oziosi — dovendo provvederci di fieno per gli animali — si veniva alle mani ogni giorno col nemico — Poi siccome per restringerci, egli avea dovuto formare una catena circolare di posti — noi, profittavamo della trascuranza degli stessi, per assaltarli di sorpresa — e spesso con vantaggio —

Infine dopo diciotto giorni d'assedio — stancatosi, o forse chiamato dall'altra parte dello Uruguay, per affari più urgenti — Urquiza ci lasciò — e fu a passare il fiume al dissopra del Salto — non coi legni della flottiglia nostra però, com'egli avea promesso —

[Illustrazione: GARIBALDI NEL 1846.]

CAPITOLO XLIV.

Assediati nel Salto da Lamas e Vergara.

Rimasero ad assediarci, le due divisioni di cavalleria Lamas, e Vergara — con circa settecento uomini —

D'allora in poi non potè il nemico, tenerci assediati senonchè a grande distanza — e noi fecimo quindi alcune sortite, ora raccogliendo bovi, ed ora puledri, coi quali si rimise in regolare stato la cavalleria nostra — esausta quasi di cavalli dalla strettezza sofferta dell'assedio —

Si osservi: che i cavalli di quei paesi, si nutriscono generalmente a solo fieno, pascolato al campo — e pochissimi quelli che si mantengono a biade — In quei giorni ebbe luogo un'operazione nostra assai bella, e singolare per noi Europei —

Il corpo d'esercito di Garzon, stanziato alla Concordia dirimpetto al Salto — era marciato a riunirsi con Urquiza, per dirigersi agli ordini di quest'ultimo sopra Corrientes — Era rimasto alla Concordia, un corpo di cavalleria d'osservazione — Dal Salto vedevansi le sentinelle di quella gente, e la _cavallada_ (truppa di cavalli) che, per esser migliori i pascoli nelle vicinanze del fiume, e più comodo per abbevverarli — di giorno l'approssimavano alla sponda — ritirandoli nell'interno di notte —

Il collonnello Baez, mi propose d'impadronirmi di tal cavallada —

Un bel giorno, prepararonsi una ventina di cavalieri scelti, e nudi, con arma unica, la sciabola; ed una compagnia di legionari, divisi tra i legni della flottiglia, pronti ad imbarcarsi nei palischermi — Era verso il meriggio, quando più caldo il sole — Le sentinelle nemiche, colla lancia fitta nel suolo — e fatta barracca del poncho (mantello), stavano sonnacchiando, o giuocando a carte — Il fiume, nel punto in cui dovea passarsi — avrà un cinque cento metri di largo e molto profondo e correntoso —

Diedesi il segnale convenuto: I cavalieri escono da dietro le frasche della sponda del fiume, ov'eran nascosti, e si precipitano nell'onda coi loro corsieri, senza sella, e colle sole redini — I legionari — che uno ad uno eran già discesi nelle barche dalla parte nostra, ove non potevano esser scoperti dai nemici, vogavano nei palischermi, a tutta voga — E quando le sentinelle nemiche si accorgono del movimento già le fucilate dei nostri svelti giovinotti, fischiano alle loro orecchie — e gli anfibi centauri giunti alla sponda, le perseguono per la collina. La prode cavalleria Americana, è unica capace di tali operazioni — e nuotatori eccellenti, uomini e cavalli, assuefatti ambi al passagio di grandi fiumi — essi traversano facilmente le maggiori distanze — tenuti generalmente alla criniera del cavallo, con una mano, nuotano coll'altra — trascinando armi e bagagli nella _pelota_ fatta con la _carona_[65] —

Parte dei nudi cavalieri, restano in osservazione sulla collina — mentre gli altri raccolgono i dispersi cavalli, e li conducono o spingono alla sponda — ove precipitati nel fiume, al punto chiamato porto — ove gli stessi animali sono assuefatti ad abbeverarsi — passano la maggior parte; ed alcuni, più renitenti o più apprezzati, si legano, e si trascinano colle barche — Intanto, i legionari, cambiano alcune fucilate col nemico che va ingrossando — ma non bastantemente per osare di caricarci — e tenendosi a rispettosa distanza, in ossequio di alcune cannonate sparate dalla flottiglia —