Memorie: Edizione diplomatica dall'autografo definitivo

Part 12

Chapter 123,543 wordsPublic domain

Nei progetti di operazioni, combinati tra il governo della Republica, e gli ammiragli delle due alleate nazioni — vi entrava una spedizione nell'Uruguay — ed io ne fui incaricato —

Nel periodo trascorso, la flottiglia nostra, s'era aumentata di vari legni: gli uni presi in affitto, siccome i primi; altri sequestrati ai nemici della Republica — ed altri predati sul nemico, che inviava i mercantili suoi legni nel Buceo — porto immediato al quartier generale di Ourives — ed in altri porti in potere delle sue forze —

Dunque tra l'accrescimento di detti legni, e di altri due della Squadra Argentina, sequestrata dagli Anglo-Francesi, e messi a disposizione del governo Orientale — la spedizione nell'Uruguay, si compose di circa quindici bastimenti — il maggiore dei quali era il _Cagancha_, brigantino di sedici pezzi — ed i minori alcune baleniere —

La truppa di sbarco, componevasi: della legione Italiana, 200 — dugento uomini circa, di nazionali, agli ordini del Collonnello Battlle — oggi (1872), generale e Presidente della Repubblica — e circa cento uomini di cavalleria, due pezzi da 4, e sei cavalli in tutto —

Era verso la fine del 1845 quando partì la spedizione da Montevideo per l'Uruguay — dando principio alla gloriosa campagna, con fatti brillanti ma infruttuosi per l'infelice e generosa nazione Orientale[62].

Giunsimo alla Colonia — città situata sopra un alto promontorio — sulla sponda sinistra del Plata, — ove le squadre Anglo-Francesi ci aspettavano, per espugnare la posizione —

Non fu ardua l'impresa — sotto la protezione dei superflui fuochi dei legni di tre squadre — Io sbarcai co' miei legionari — ed i nazionali in seguito — Il nemico non oppose resistenza tra le mura — ma usciti al di fuori, lo trovammo disposto a combatterci. Dopo noi, sbarcarono gli alleati — Io chiesi agli Ammiragli di farmi sostenere, mentre io procurerei di allontanare il nemico — ed una forza d'ambe le nazioni uscì in nostro apogio — Ma impegnati che fummo in campo aperto, con un nemico superiore — ed ottenuto alcun vantaggio — gli alleati ritiraronsi intramuros — non so per qual motivo — e ci obligarono a far lo stesso — essendo noi soli, di molto inferiori al nemico —

Pria del nostro sbarco — quando i contrari, davanti all'imponenza delle forze navali — avean progettatto di abbandonare la città — essi obligarono gli abitanti a sgombrarla — quindi tentarono di darla alle fiamme — Dimodocchè molte case, presentavano il triste spettacolo dell'incendio — e per ottenerne un'effetto più pronto, avevano infranto la mobilia, e sconquassato ogni cosa —

Allo sbarcare nostro, cioè della legione, e dei Nazionali di Battlle — noi avevimo immediatamente, seguito il nemico in ritirata — e gli alleati sbarcati dopo, occuparono la sgombra città — mandando, come abbiam veduto, a sostenerci, parte della loro truppa — Ora tra il soqquadro delle ruine e dell'incendio, era difficile di mantenere tale una disciplina, da impedire qualunque depredazione — ed i soldati Anglo-Francesi, ad onta delle ingiunzioni severe degli ammiragli — non mancarono di servirsi a piacimento della roba abbandonata nelle case, e per le strade — I nostri rientrati seguirono — in parte — l'esempio, ad onta di fare noi — cioè gli ufficiali, il possibile per reprimerli —

La repressione dei disordini era difficile — considerando: esser la Colonia paese ben fornito d'ogni cosa per provvedimento della campagna, e massime di liquidi spiritosi — che esaltavano le velleità poco oneste dei depredatori —

D'altronde il più importante delle cose tolte dai nostri, furono comestibili, e materazzi portati nella chiesa ov'erimo accampati per coricarsi — suppelletili, che naturalmente furono abbandonate dopo pochi giorni alla nostra partenza — Comunque, senza l'esempio dei nostri alleati che solletticò — com'era naturale i nostri militi — tali eccessi si sarebbero scansati —

Io mi sono dilungato alquanto sui dettagli di cotesto avvenimento — descrivendoli con scrupolosità veridica — per rintuzzare certe descrizioni fatte da un _Chauvin_ — certo Mr. Page — comandante allora del brigantino da guerra Francese — il _Ducouadic_ — Uomo detto dai concittadini suoi: una creatura di Guizot, mandato da quel ministro di Luigi Filippo — in qualità di emissario segreto —

Descrivendo i fatti occorsi nella Colonia — cotesta spia diplomatica — diceva peste dei _Brigands Italiens_ — e per effetto della di lui Gallica simpatia io fui obligato — all'iniziativa, da noi operata, dello sbarco — di far mettere la mia gente al coperto — non dai fuochi del nemico: perchè il nemico fuggiva senza sparare al nostro approssimarsi — ma da quelli del _Ducouadic_ — che avendo la sua batteria proprio di fronte alla mia gente, la fulminava a cannonate, in modo scandaloso —

Alcuni uomini della mia gente, furono contusi dai frantumi di macerie e dalle schegge, che i tiri di cotesto nostro alleato c'inviava —

Io ricordo che fra gli altri titoli con cui ci onorava nelle sue stravagganti narrative, vi era quello di _Condottieri_ con cui quel signore affettava di spruzzare di disprezzo gente che più di lui valeva —

CAPITOLO XXXIX.

Il Matrero.

Nella Colonia avevimo dovuto cooperare alla presa di quella città — ma il nostro destino era di seguire oltre, e ristabilire l'autorità della Republica sulla sponda sinistra dell'Uruguay —

L'isola di Martin Garcia — ove anticipai Anzani con una piccola spedizione — si rese senza resistenza — Acquistammo in quell'isola, qualche bestiame, ed alcuni cavalli —

Ebbimo nella stessa il primo _matrero_, un certo Vivorigna, di quelli che tenevano per noi — ed io devo dire una parola su questa classe di valorosi avventurieri — i di cui serviggi tanto ci valsero nell'ardua nostra e gloriosa spedizione —

Il Matrero, è il vero tipo dell'uomo indipendente —

¿E perchè dovrà egli viver tra una società corrotta nella dipendenza d'un prete che l'inganna, e d'un tiranno che gavazza nel lusso e nella gozzoviglie col frutto delle sue fatiche — quando può sussistere nei campi vergini e sterminati d'un nuovo mondo, libero come l'aquila od il leone — riposando la chiomata sua testa in grembo alla donna del suo cuore quando stanco — o volando col selvaggio suo destriero nelle pampas immense in cerca d'uno squisito alimento per lui e per la sua cara?[63].

Il matrero non riconosce governo — ¿E questi Europei, tanto governati sono essi forse più felici? Tante pessime prove si fecero, e si fanno su tale materia da fare la quistione ben ardua a risolversi! Indipendente — il matrero — ei signoreggia quell'immensa estensione di paese colla stessa autorità d'un governo. Non pone imposte — non tributi — non toglie al povero, l'unica sua speranza — il figlio per farne uno sgherro — Egli chiede dall'abitante come dono spontaneo il necessario all'errante sua esistenza — e le necessità del matrero sono limitatissime — e ricambia il donatore coi suoi lavori a cavallo — preziosissimi in quelle contrade —

Un buon cavallo è il primo elemento del matrero — le sue armi, composte ordinariamente d'una carabina, una pistola, una sciabola, e l'inseparabile coltello per aver carne e mangiarla —

Se si considera: che dal bue, egli ritrae i fornimenti della Sella, il mancador, per legare al pascolo il suo compagno cavallo, las _maneas_ per accostumarlo a rimanersi fermo, e non vagare, las _bolas_ che ragiungano il _bagual_ (cavallo selvaggio) quando sfida la velocità dell'uragano — e lo rovesciano — avvitichiandosi nelle gambe del fuggente —

Se non le più utili, _las bolas_ sono le armi più terribili del _gauccio_ (uomo della campagna) — Egli colle bolas, colpisce come abbiam detto il _bagual_, lo struzzo — uccello che non vola — ma che colle gambe, non la cede in velocità al corsiero — e l'uomo quando dopo la battaglia, egli fugge davanti al nemico che la vinse —

Guai! se il fuggente non cavalca un buon destriero, o non stanco — egli se perseguitato dal boleador — sentirà mancarsi sotto e stramazzare il compagno — senza potersene liberare — a meno: che col poncho trascinando, non raccolga destramente las bolas — e così liberi le posteriori gambe del suo cavallo —

È uno spettacolo sorprendente per noi Europei: il veder una forza di cavalleria, fuggendo davanti altra forza vincitrice — Una nube di bolas s'innalza dalla truppa perseguente, e va a colpire i perseguitati — che sono sovente sgozzati dai primi cammin facendo — e perseguendo alternativamente altri —

Il laccio — il non men utile ausiliario del gauccio, o matrero — che sono quasi sinonimi — essendo il primo non come il secondo — sempre indipendente da ciò che si chiama governo — e che sovente, altro non è che l'amalgama d'alcuni prepotenti — Il laccio, che pende perenne sull'anca destra del corsiero, in un modo che sembra negletto, ma molto accurato — e che serve all'americano del Sud per procurarsi alimento, e per guadagnarsi la vita — quand'egli si trovi in condizione — cosa rara — di dover lavorar per vivere — Infine la carne — generalmente di vaccina — unico alimento del matrero —

Se si considera dico: tutte queste cose, alla costruzione delle quali ed all'uso continuo — è indispensabile il coltello — si avrà un'idea, del conto che il matrero deve fare di quell'arma — della quale, egli mirabilmente si serve pure per tagliar la faccia, o la gola d'un nemico —

Egli giammai rifiuterà di divider con voi, il suo _açado_ (arrosto), ma voi dovete avere un coltello, per non rischiare d'aver il rifiuto di prestarvelo, da lui che lo stima sopra ogni cosa — e che perdendolo avrebbe molta difficoltà di trovarne un altro nel deserto —

Il matrero come abbiam detto — e lo stesso del gauccio de _Las Pampas_ — del monarca _de la cuchilla_ (collina) del Rio-grande; ma più illegale, più indipendente — Egli ubbidirà, quando il governo, sia conforme alle proprie credenze, alle di lui simpatie — Se no, il campo e la selva sono le sue stanze — il suo domicilio — ed il cielo il suo tetto — per la maggior parte del tempo — Egli però costruisce qualche volta capanne nelle foreste — Poco egli comparisce inutilmente nell'abitato; e per lo più ne sarà il motivo l'amante — Il matrero ha un'amante, da cui è generalmente adorato — che divide i suoi disagi, i suoi pericoli, con ugual coraggio. Oh! la donna! che essere straordinario! Essa più perfetta, dell'uomo — è pure d'indole più avventurosa, più cavalleresca di lui! E l'educazione servile, a cui è dannata — fa sì, che meno frequente ne siano gli esempi —

Vivorigna fu dunque il primo dei matreri che ci raggiunse — trovato in Martin Garcia dal Collonnello Anzani — e non era certamente il migliore — Egli, sulle sponde del canale dell'Inferno — tra Martin Garcia, e la costa del continente — aveva guatato una barca — e messa una pistola al petto del barcajuolo, lo avea costretto a trasportarlo nell'isola — ove veniva a presentarmisi.

Altri molti matreri mi si presentarono, e come già dissi: mi servirono immensamente nelle ulteriori operazioni — Ma l'uomo ch'io vorrei fregiare, con un titolo più decoroso — e che riuniva al coraggio, ed all'audacia del matrero — il valore, il sangue freddo, e l'illibatezza del gentiluomo — era il capitano Juan de la Cruz Ledesma — di cui io farò menzione molte volte nel decorso del racconto della Spedizione del Salto —

Juan de la Cruz, alla nera capigliatura — all'occhio d'aquila — al nobile portamento della bella persona — riuniva un cuore d'angelo e di leone — Egli mi fu compagno intrepido e fedele in tutta la campagna dell'Uruguay, ch'io considero la più brillante della mia vita — Lui, e Jozè Mundell figlio di Scozzese, e giunto bambino tra quei coraggiosi ed indipendenti figli d'una vergine natura — mi saranno scolpiti nell'anima tutta la vita —

Mundell non ariegiava tanto il matrero quanto Juan de la Cruz — e d'un tipo diverso — cioè: simile ai concittadini di Wallace — era come lui valoroso e più istruito —

Nella Colonia era rimaso il Collonnello Battlle (oggi presidente della Republica) co' suoi nazionali di guarnigione — e Battlle — era uomo da qualunque impresa delle più ardue — Compagni d'armi sin da principio dell'assedio — noi ci dividemmo da quel prode e gentile ufficiale, con vero rincrescimento. A Martin Garcia lasciammo pure alcuni uomini, innalzandovi lo stendardo Orientale — e la spedizione continuò il suo viaggio progredendo nel fiume. Anzani faceva la vanguardia con alcuni legni minori nostri — e s'impadronì di varie imbarcazioni mercantili con bandiera nemica — Giunsimo in tal modo sino al Jaguary confluente del Rio-negro coll'Uruguay —

CAPITOLO XL.

Jaguary.

Il Rio-negro sboccando in quel punto nell'Uruguay, forma varie isole assai estese, coperte di boschi, e di pascoli nei tempi ordinari — Nell'inverno poi, crescendo i fiumi colle pioggie, le allagano quasi intieramente — dimodocchè, pochi sono gli animali che vi ponno stanziare — e la maggior parte degli stessi traversano l'acqua — e passano sul continente — ove pure trovano pascoli richissimi — Così stesso, noi trovammo in quell'isole — assai vaccine per non diffettare di carne — e pure alcune giumenta selvaggie, e puledri —

Il maggior benefizio poi, fu quello di potervi sbarcare i pochi nostri cavalli, e ristorarli dal disagio della navigazione —

Oltre le isole suddette, verso levante, bagnato dal Rio-negro a mezzogiorno e dall'Uruguay a tramontana — havvi il _Rincon de las gallinas_ (canto o gomito delle galline) — Cotale Rincon, è un pezzo di continente magnifico ed ubertoso — riunito al gran continente da un istmo. In quel territorio trovavansi numerosissimi animali d'ogni specie, senza eccettuarne i cavalli e perciò, era una delle predilette stazioni dei matreros —

Una delle prime mie cure, fu quella di marciare con parte della forza di sbarco, e stabilirsi sulla sponda del Rincon — da dove facendo partire in esplorazione il Vivorigna, col il compagno Miranda, a cavallo — non tardarono a ricomparire con vari dei matreri del luogo — Quei nuovi acquisti furono seguiti da altri, e d'allora in poi, potemmo sistemare un principio di cavalleria, che progredì a vista d'occhio —

Colla cavalleria ebbimo in abbondanza della carne — e quella notte stessa s'imprese un'operazione su d'una partita nemica — che ebbe il più felice risultato —

Un tenente Gallegos, partito con noi da Montevideo, fu incaricato dell'impresa — Egli sorprese i nemici in numero di ventina, e pochi poterono scaparsi — ne trasse sei prigionieri de' quali, alcuni feriti — Cotesto nostro ufficiale, era d'un valore brillante — ma sventuratamente troppo sanguinario. Quel fatto ci valse alcuni eccellenti cavalli — interessantissimi nella situazione nostra —

Il sistema adottatto dal nemico d'internare gli abitanti del littorale, per toglierli dalle comunicazioni nostre — ci fece giungere gran parte di quelli infelici — a cui noi offrimmo l'isola maggiore come domicilio — e passammo nella stessa, una buona quantità di bestiame per alimentarli — massime alcune bande di pecore —

La spedizione andava prendendo incremento di numero e d'importanza, aumentata vieppiù dalla venuta del nostro Juan de la Cruz tra noi — Individuo, che con Mundell — meritavano il titolo di principi dei matreros e la di cui scoperta, merita d'esser menzionata —

I matreros del Rincon mi diedero notizie: che Juan de la Cruz, alla testa di varie partite de' suoi, aveva — giorni prima — battute altre partite nemiche, ma che poi soperchiato dal numero — era stato obligato di sciogliere la sua gente — ed inselvarsi solo nei boschi più folti; quindi abbandonare il suo cavallo — e con una leggerissima canoa — vagare per le isole dell'Uruguay, le più recondite; oggetto della maggior vigilanza del nemico — il quale, dopo la battaglia dell'_India Muerta_, massimamente, non essendovi più corpi nostri di cavalleria nella campagna, impiegava ogni sforzo, per preseguire i matreros che non volevan sapere del suo governo —

In tali strette circostanze trovavasi il nostro amico allora — quando mi fu suggerito di mandare alla di lui ricerca.

Incaricai quindi, un comandante Saldaña — vecchio amico di Juan de la Cruz, con alguni matreros, in un palischermo nostro, per trovare il di lui nascondiglio e condurlo nosco —

La comitiva sortì con esito fortunato; e dopo alcuni giorni d'indagini incontrarono Juan de la Cruz, in un'isola, sopra un albero, e la di lui canoa nascosta in un cespuglio a piè dello stesso — essendo stata, in quei giorni, inondata l'isoletta — E lo incontrarono, certamente, pronto a rinselvarsi se gli investigatori fossero stati nemici — poichè dal posto suo, egli poteva scoprire chi lo cercava ad una distanza sufficiente per aver tempo di mettersi in salvo —

Imparino i nostri giovani Italiani una lezione della vita, che siam chiamati a sostenere, quando vorremo veramente redimere la patria nostra — È una fatalità — ma pur vera! che l'indipendenza, e la libertà, debbasi acquistare a furia di disagi, di sacrifizio, e di coraggio —

Fu Juan de la Cruz, per noi, un prezioso acquisto — d'allora in poi, ebbimo con noi tutti i matreri dei contorni — ed una eccellente forza di cavalleria — senza di cui è impossibile nulla imprendere, in quei paesi essenzialmente cavallereschi.

CAPITOLO XLI.

Spedizione a Gualeguaychù — Hervidero — Anzani.

L'isola del Biscaïno, la principale di quelle del Jaguary — divenne ben presto una colonia, popolata dalle famiglie fuggenti le barbarie nemiche, e da varie delle povere famiglie della capitale, che la miseria spingeva sulle nostre traccia, sicure di trovare almeno della carne — Quivi passammo molto bestiame — lasciammo alcuni cavalli, ed un ufficiale superiore incaricato di tutto —

La spedizione progredì pel fiume — e quindi in un punto di quello chiamato Fray Bento — nella costa opposta, sulla provincia d'Entre-rios, si gettò l'ancora —

Abbasso circa otto miglia da Fray Bento — nella stessa parte dell'Entre-rios — esiste la bocca del fiume di Gualeguaychù confluente dell'Uruguay — Il paese è distante circa sei miglia dalla foce.

La provincia d'Entre-rios, era nemica, noi abbisognavamo di cavalli per le nostre operazioni — e lì ve n'erano degli eccellenti — Il paese di Gualeguaychù poi — ci allettava, per esser un emporio richissimo — capace di vestire i nostri pezzenti militi — e provvederci di arnesi per i cavalli — e d'ogni cosa necessaria — Fu dunque deciso di farvi una toccata —

Noi avevamo, espressamente, rimontato più insù il fiume, a circa sei miglia, per non ispirare verun sospetto — Nella notte, nei nostri piccoli legni e palischermi — imbarcaronsi i nostri buoni legionari — la gente di cavalleria, con pochi cavalli — e vogammo verso la meta nostra —

Nell'imboccatura del fiumicello, eravi una famiglia stabilita — e sapevasi esservi vari barchi mercantili — ed una ballenera da guerra — Bisognava tutto sorprendere, e veramente tutto sorpresimo —

Noi fummo sì fortunati in quell'impresa, che di sorprese, in sorprese — fummo sino alla casa del comandante di Gualeguaychù — che fu trovato in letto dormendo — Villagra era il Collonnello comandante militare del paese — Tutte le autorità, e guardie nazionali, rimasero in nostro potere —

Si guarnirono colla truppa nostra i punti più forti — si stabilirono dei posti avanzati a certa distanza sulle vie ove potevano comparire nemici — e si procedette a reclutare cavalli, e requisire dal paese, tutti gli oggetti, per noi, di prima necessità. Acquistammo in Gualeguaychù, molti buoni cavalli, la roba necessaria per vestire tutta la gente, gli arnesi per la cavalleria — ed alcuna moneta, che si distribuì ai poverissimi nostri marini e militi — da tanto tempo nelle miserie e privazioni. I prigionieri furono rilasciati tutti alla partenza nostra — generoso procedimento che non avrebbero imitato i feroci fautori di Rosas, se vincenti —

Una partita di cavalleria nemica, erasi trovata assente dal paese al nostro ingresso — ed appartenendo alla guarnigione, essa tornava durante l'occupazione nostra — Vista dalle nostre sentinelle vi si mandò alcuni nostri cavalieri — già meglio montati, ed equipaggiati — Fuvvi uno scontro in cui i nostri fuggarono i nemici —

Quel primo fattarello d'armi — rallegrò molto la nostra gente — e solleticò il prurito per le avventure tanto più, che fu combattutto in modo brillante in presenza di tutti — Ebbimo un ferito assai grave —

Eravi nell'imboccatura del fiumicello una penisola, formata dall'Uruguay e dallo stesso — ove dimorava la famiglia anzidetta — Tale penisola ci servì mirabilmente per compire l'operazione indisturbati — giacchè in cotesti paesi di gente bellicosa — in poco tempo si riuniscono forze di cavalleria delli stessi abitanti d'una mobilità e d'un'audacia sorprendenti — La gente di fanteria nostra, imbarcossi nei piccoli legni, che ci avean condotti — La cavalleria marciò sui buoni cavalli predati, e conducendone molti — Ed ivi ci riunimmo nuovamente —

Il lavoro d'imbarcare, e sbarcar cavalli, non c'era nuovo — ed in pochi giorni, tutti furono trasportati fuori: parte nell'isola del Biscaïno — e parte in altre isole nella parte superiore del fiume per servirci alle imprese ulteriori —

Procedemmo nell'interno — e sino a Paysandù — poco, o nulla accadde da meritar menzione — In quella città eravi un presidio assai considerevole — vi aveva, il nemico, costrutte alcune batterie — poi, messi a pico una quantità di barchi, in vari punti del canale del fiume, per ostruire il passaggio — Tutto fu superato — e poche palle nei legni, con alcuni feriti, furono le conseguenze d'un gran cannoneggiamento sostenuto contro coteste batterie —

Io devo far menzione di due ufficiali: Francese l'uno, Inglese l'altro — che comandando due piccoli legni da guerra della loro nazione, ci accompagnarono in quasi tutta quella spedizione — e mi valsero molto, abbenchè le loro istruzioni fossero di non combattere — Dench, era il nome del tenente Inglese — che rimase poco tempo con noi — Hypolite Morier — comandante la goletta l'_Eclair_, era il Francese — quest'ultimo essendo rimasto con noi — tutto il tempo che durò l'impresa, ci era diventato carissimo — ed era ufficiale di molto merito —

Giunsimo all'Hervidero — stabilimento bellissimo, anticamente, ma allora abbandonato e deserto — richissimo ancora, in quelle circostanze di bestiame, che ci valse in tutto il tempo del nostro soggiorno —

Cotesto punto, sulla sponda sinistra dell'Uruguay, chiamasi Hervidero, dallo spagnuolo Herver — bollire — E veramente, — ivi, quando il fiume è basso, sembra una caldaja bollente, dai vortici, cagionati da una quantità di scogli che si trovano sott'acqua — che battutti perennemente da corrente velocissima — fanno molto pericoloso quel passo —

Una casa spaziosa di _azotea_, cioè con terrazza per tetto — ergesi sull'eminenza che domina la sponda sinistra del fiume, ed intorno a quella, una moltitudine di ranchos (barracche col tetto di paglia) attestano la molta servitù di cui disponevano i padroni della famosa Estancia, in tempi più quieti.

Giungeva ancora, intorno alle case, il _ganado manso_ (gli animali vaccini mansuefatti) — in cerca degli esuli abitatori e con loro una _majada_ (grege di pecore) che avvicinava in numero le quaranta milla — Coteste pecore, non tose, trascinavan la lana per terra, e quando movevano per le colline — esse somigliavano alle onde del mare —

Non meno, certo, saranno state le vaccine — compresovi il _ganado chuero o alzado_ (non domestico).

Agiungansi innumerevoli giumente, e puledri — per lo più selvatici — ed altre qualità di quadrupedi — majali, somari, gazzelle, ecc. — e si avrà un'idea di quelle immense campestri proprietà — chiamate _estancias_ — ove potrebbero vivere agiatamente molte famiglie — ed ove non abita un solo individuo — Tutto ciò frutto delle guerre intestine, a cui è dannato cotesto bellissimo e sventurato paese —