Memorie di un vecchio carbonaro ravegnano

Part 20

Chapter 20626 wordsPublic domain

L. Da Auvray sono scritte le lettere seguenti dall'8ª alla 12ª delle quali riferisco la sostanza.--Lett. 8ª. 10 luglio '33: descrive il soggiorno di Auvray, dov'è da 8 giorni, chiamandolo «asilo di _chouans_ e di refrattari»; parla del costo dei viveri, della mancanza di vino, dell'uso del _cidre_; desidererebbe di essere trasferito a Valence, «ove è stabilito un nuovo deposito»; soggiunge: «Qui non siamo che 15 circa.... Le persecuzioni contro i rifugiati sento che proseguono tuttora in Marsiglia e in altri luoghi. Pare che i nostri esiliati da Moulins ripassino la Francia per andare nel Belgio e nell'Inghilterra, giacché la Svizzera li ha rifiutati. Montaliegri ha ottenuto di restare in Orleans».--Lett. 9ª, 7 agosto '33 al padre: da 15 giorni malato di febbri, è in tanta miseria che si è deciso a vendere il tabarro; insiste per avere un sussidio e il certificato del viceconsole francese.--Lett. 10ª, 10 settembre '33: ha ricevuto il certificato rilasciato a suo favore dal Gonfaloniere di Ravenna, legalizzato dal viceconsole, e se ne varrà per chiedere di esser trasferito al deposito di Dijon, dove potrebbe far gli studi alla facoltà di diritto; se non ottiene, seguirà a Lorient i compagni che già vi sono andati: «Duillio mi scrive che entro il corr. mese spera di rientrare in Italia»; ha sentito con dolore che il padre è malato; si lamenta del proprio stato; «Spada è nel Belgio insieme con altri esigliati da Moulins, ed ora si trova in Gand: sono stati distribuiti in tre alberghi e percepiscono 40 soldi al giorno; si va ad aprire una forte sottoscrizione: egli si lagna perché la famiglia non ha spedito ad esso alcun soccorso».--Lett. 11ª, 29 ottobre '33: ringrazia per l'aiuto procacciatogli di denari raccolti tra gli amici; credeva di aver ottenuto di andare a Dijon, non senza indennità di via, ma invece gli hanno concesso di andare a Poitiers, dove è pure la facoltà di legge: «Barbetti passò da Moulins ai primi di giugno, deciso di andare in Portogallo; non valsero ragioni per farlo prendere altra direzione, era in compagnia di altri due romagnoli. Ieri sera parlai con un ufficiale proveniente da Oporto, esso è italiano e ci diede contezza di molti nostri; io gli ricordai alcuni romagnoli, e precisamente Barbetti, ma egli non me ne seppe dar nuova. A quello che asserisce il numero degli italiani è d'assai diminuito; si contano due terzi tra morti e feriti, disse che i rimasti non son piú guardati di buon occhio e ben trattati come era per l'avanti, cosí è degli altri stranieri:... tale fu sempre il guiderdone di chi serví fuori di casa sua»; ha avuto lettera del 19 dallo Spada, «il solo oramai tra gli esigliati di Moulins, che non abbia ottenuto di rientrare in Francia;.... io credo che viva sulla generosità di Batuzzi e di Catti, di cui mi fa cordiali saluti»; si lamenta che i ricchi di Ravenna, già a lui benevoli, siano stati renitenti ad aiutarlo, e insiste sulle difficili sue condizioni: «uno che sapesse lavorare stenterebbe averne il permesso per l'opposizione degli _ouvrieri_, i quali dicono che, avendo un assegno dal Governo, potressimo arrecare un ribasso ai lavori: ciò non è una asserzione, ma un fatto positivo avvenuto a Quimper ad un certo Simoni. Certo non è cosí di tutta la nazione, ma dai buoni dipartimenti noi siamo esclusi, che è quanto dire sottratti ad ogni risorsa. Tutti quelli che avanzavano dal deposito di Rodez entrano in Brettagna, dispersi in vari siti».--Lett. 12ª, 16 dicembre '33: «L'amico Frignani coll'appoggio del generale Sebastiani mi ha fatto finalmente conseguire il permesso di recarmi a Dijon»; partirà perciò fra pochi giorni, con la idea di fermarsi a Moulins, dove abbraccierà il Frignani «il quale da Parigi si rende a Marsiglia»; a Dijon si darà agli studî legali; auguri agli amici e alla famiglia.