Part 2
Ora ve lo dico io: perchè sono la moglie del vostro più caro amico. Credete a me, è una specie di fatalità. Moglie, marito ed amico intimo, ecco i tre personaggi che presentano una serie infinita di combinazioni comiche e tragiche, e che dànno alla storia dell'amore il maggior contingente quotidiano. Se si hanno dinanzi due amici indivisibili, l'uno celibe e l'altro ammogliato, si può ciecamente, novantanove volte su cento, invidiare il celibe e compiangere l'ammogliato. Notate: ho detto che si può invidiare il celibe novantanove volte su cento; non ho detto cento volte su cento, per rendere omaggio a voi, che nessuno, in fede mia, potrebbe invidiare. In fondo, gli è che siete una pasta eccezionale di amico intimo. E anzi... io scommetterei....
_Federico_
Scommettereste?
_Clotilde_
Che andrete immediatamente a raccontare a mio marito....
_Federico_
Che cosa?
_Clotilde_
Che mi avete baciata la mano... con una certa violenza.
_Federico_
E se glielo raccontassi davvero?
_Clotilde_
Io... non me ne sorprenderei, ed egli... non vi crederebbe. Del resto, concludiamo. Si tratta o di confermare la disgraziata dichiarazione che mi avete fatta per mezzo di lui o di smentirla e... di riabilitarvi. Se dichiarate d'amarmi ancora, dovete partire; se dichiarate di non amarmi più, potete restare. Decidete, dunque, e rispondetemi subito: dopo il colloquio che abbiamo avuto, mi amate ancora o non mi amate più?
_Federico_
_(raccapezzandosi e irradiandosi)_ Ebbene... ho deciso. _(Entusiasticamente prorompe:)_ Io non vi amo, non vi amo, non vi amo!
SCENA VI.
GIULIO, CLOTILDE _e_ FEDERICO.
_Giulio_
_(entrando dal giardino e avanzandosi con gioia)_ Che sento! Questo è un grido di vittoria.
_Clotilde_
Vittoria completa! Guarigione istantanea! Egli resta.
_Federico_
_(con trasporto)_ Ah sì! Resto!
_Clotilde_
Ti avevo promesso che gli avrei abbassata la temperatura? Bell'e fatto!
_Giulio_
_(a Federico, canzonandolo)_ Ti ha abbassata la temperatura?
_Federico_
Sotto zero!
_Giulio_
_(celiando, a Clotilde)_ Ma, demonietto d'un dottore, come hai potuto guarirlo così presto?
_Clotilde_
Eh, caro mio, noi donne sappiamo... dove mettere le mani.
_Giulio_
_(a Federico)_ Te lo dicevo io! Che donnina è mia moglie!
_Federico_
Meravigliosa!
_Clotilde_
Io non ho fatto che il mio dovere, e voi, signor Federico, andate subito a depositare di nuovo le valige nella vostra stanzetta.
_Giulio_
_(afferrando le valige, tutto gaio e brillante)_ Ma lo servo io! Lo servo io! _(Corre dentro.)_
_Federico_
_(profittando dell'assenza di Giulio, in un momento di slancio, dice appassionatamente a Clotilde:)_ Clotilde, io vi adoro!
_Clotilde_
_(con un rapido gesto, gli rimprovera l'imprudenza.)_
_Giulio_
_(ritornando in fretta, sente la dichiarazione appassionata, ma, senza sospettare di nulla, esclama, ridendo:)_ Ah burlone! burlone! Volevi farmi paura con quel tuo «vi adoro!»; ma non ci sei riuscito! No, non ci sei riuscito!
_Federico_ _e_ _Clotilde_
_(celando l'imbarazzo e la sorpresa, si guardano tra loro e guardano Giulio.)_
_Federico_
_(sforzandosi, finge di ridere della burletta.)_
_(Poi ride anche Clotilde. Poi Giulio ride più forte di lei, Federico ride più forte di lei e di lui, e, ridendo ognuno più forte dell'altro, ridono clamorosamente ed esageratamente tutti e tre.)_
_(Sipario.)_