Libro della divina dottrina: Dialogo della divina provvidenza
Chapter 41
CIX.--Come Dio rende sollicita la predecta anima all'orazione, rispondendo ad alcuna de le predecte petizioni » 219
CX.--De la dignitá de' sacerdoti, e del sacramento del Corpo di Cristo. E di quelli che comunicano degnamente e indegnamente » 220
CXI.--Come i sentimenti corporali tucti sono ingannati del predecto sacramento, ma non quelli dell'anima; e però con quelli si debba vedere, gustare e toccare. E d'una bella visione che questa anima ebbe sopra questa materia » 225
CXII.--De la excellenzia dove l'anima sta, la quale piglia el predecto sacramento in grazia » 227
CXIII.--Come le predecte cose, che sono decte intorno a la excellenzia del sacramento, sono decte per meglio cognoscere la dignitá de' sacerdoti. E come Dio richiede in essi maggiore puritá che nell'altre creature » 228
CXIV.--Come li sacramenti non si debbono vendere né comprare, e come quelli che el ricevono debbono sovenire li ministri de le cose temporali, quali essi ministri debbono dispensare in tre parti » 229
CXV.--De la dignitá de' sacerdoti, e come la virtú de' sacramenti non diminuisce per le colpe di chi gli ministra o riceve. E come Dio non vuole che li secolari s'inpaccino di corrèggiarli » 230
CXVI.--Come la persecuzione, che si fa a la sancta Chiesa o vero a' ministri, Dio la reputa facta a sé, e come questa colpa è piú grave che neuna altra » 232
CXVII.--Qui si parla contra li persecutori de la sancta Chiesa e de' ministri, in diversi modi » 236
CXVIII.--Repetizione breve sopra le predecte cose de la sancta Chiesa e de' ministri » 238
CXIX.--De la excellenzia e de le virtú e de le operazioni sancte de' virtuosi e sancti ministri. E come essi hanno la condiczione del sole. E de la correzione loro verso de' subditi » ivi
CXX.--Repetizione in somma del precedente capitolo; e de la reverenzia che si debba rendere a' sacerdoti, o buoni o rei che siano » 247
CXXI.--De' defecti e de la mala vita degl'iniqui sacerdoti e ministri » 249
CXXII.--Come ne' predecti iniqui ministri regna la ingiustizia, e singularmente non correggendo i subditi » 252
CXXIII.--Di molti altri defecti de' predecti ministri, e singularmente dell'andare per le taverne e del giocare e del tenere oncubine » 254
CXXIV.--Come ne' predecti ministri regna el peccato contra natura. E d'una bella visione che questa anima ebbe sopra questa materia » 256
CXXV.--Come per gli predecti defecti li subditi non si correggono. E de' defecti de' religiosi. E come, per lo non correggere li predecti mali, molti altri ne seguitano » 259
CXXVI.--Come ne' predecti iniqui ministri regna el peccato de la luxuria » 263
CXXVII.--Come ne' predecti ministri regna l'avarizia, prestando ad usura; ma singularmente vendendo e comprando li benefizi e le prelazioni. E de' mali che per questa cupiditá sono advenuti ne la sancta Chiesa » 267
CXXVIII.--Come ne' predecti ministri regna la superbia, per la quale si perde el cognoscimento; e come, avendo perduto el cognoscimento, caggiono in questo defecto, cioè che fanno vista di consecrare e non consacrano » 272
CXXIX.--Di molti altri defecti e' quali per superbia e per l'amore proprio si comectono » 276
CXXX.--Di molti altri defecti e' quali comectono li predecti iniqui ministri » 282
CXXXI.--De la differenzia de la morte de' giusti ad quella de' peccatori. E prima, de la morte de' giusti » 284
CXXXII.--De la morte de' peccatori, e de le pene loro nel punto de la morte » 288
CXXXIII.--Repetizione breve sopra molte cose giá decte. E come Dio in tucto vieta che i sacerdoti non siano toccati per le mani de' secolari, e come invita la predecta anima a piangere sopra essi miseri sacerdoti » 294
CXXXIV.--Come questa devota anima, laudando e ringraziando Dio, fa orazione per la sancta Chiesa » 296
TRACTATO DE LA PROVIDENZIA
CXXXV.--Qui comincia el tractato de la providenzia di Dio. E prima, de la providenzia in generale, cioè come providde creando l'uomo a la imagine e similitudine sua. E come provide con la incarnazione del Figliuolo suo, essendo serrata la porta del paradiso per lo peccato d'Adam. E come providde dandocisi in cibo continuamente nell'altare » 303
CXXXVI.--Come Dio providde dando la speranza ne le sue creature. E come chi piú perfectamente spera, piú perfectamente gusta la providenzia sua » 306
CXXXVII.--Come Dio provide nel Testamento vecchio con la legge e co' profeti; e poi con mandare el Verbo; poi con gli apostoli, co' martiri e con gli altri sancti uomini. Come nulla adiviene a le creature, che tucto non sia providenzia di Dio » 309
CXXXVIII.--Come ciò che Dio ci permecte è solamente per nostro bene e per nostra salute. E come sono ciechi e ingannati quelli che giudicano el contrario » 310
CXXXIX.--Come Dio providde in alcuno caso particulare a la salute di quella anima ad cui adivenne el caso » 313
CXL.--Qui, narrando Dio la providenzia sua verso de le sue creature in diversi altri modi, si lagna de la infidelitá d'esse sue creature. Ed exponendo una figura del vecchio Testamento, dá una utile doctrina » 314
CXLI.--Come Dio provede verso di noi, che noi siamo tribolati per la nostra salute. E de la miseria di quelli che si confidano in sé e non ne la providenzia sua. E de la excellenzia di quelli che si confidano in essa providenzia » 318
CXLII.--Come Dio providde verso de l'anime dando i sacramenti, e come provede a' servi suoi affamati del sacramento del Corpo di Cristo; narrando come providde piú volte, per mirabile modo, verso d'una anima affamata d'esso sacramento » 322
CXLIII.--De la providenzia di Dio verso di coloro che sono in peccato mortale » 326
CXLIV.--De la providenzia che Dio usa verso di coloro che sono ancora nell'amore inperfecto » 328
CXLV.--De la providenzia che Dio usa verso di coloro che sono ne la caritá perfecta » 333
CXLVI.--Repetizione breve de le predecte cose. Poi parla sopra quella parola che dixe Cristo a sancto Pietro, quando dixe: «Mecte la rete da la parte dextra de la nave» » 337
CXLVII.--Come la predecta rete la gitta piú perfectamente uno che un altro, unde piglia piú pesci. E de la excellenzia di questi perfecti » 340
CXLVIII.--De la providenzia di Dio in generale, la quale usa verso le sue creature in questa vita e nell'altra » 342
CXLIX.--De la providenzia che Dio usa verso de' poveri servi suoi, sovenendoli ne le cose temporali » 345
CL.--De' mali che procedono dal tenere o desiderare disordinatamente le ricchezze temporali » 348
CLI.--De la excellenzia de' poveri per spirituale intenzione. E come Cristo ci ammaestrò di questa povertá non solamente per parole, ma per exemplo. E de la providenzia di Dio verso di quelli che questa povertá pigliano » 351
CLII.--Repetizione in somma de la predecta divina providenzia » 357
CLIII.--Come questa anima, laudando e ringraziando Dio, el prega che esso le parli de la virtú de la obedienzia » 358
TRACTATO DELL'OBEDIENZIA
CLIV.--Qui comincia el tractato dell'obedienzia. E prima, dove l'obedienzia si truova, e che è quello che ce la tolle, e quale è il segno che l'uomo l'abbi o no, e chi è la sua compagna e da cui è notricata » 363
CLV.--Come l'obedienzia è una chiave con la quale si disera el cielo, e come debba avere el funicello e debbasi portare attaccata a la cintura. E de le excellenzie sue » 366
CLVI.--Qui insiememente si parla de la miseria de li inobedienti, e de la excellenzia de li obedienti » 369
CLVII.--Di quelli e' quali pongono tanto amore all'obedienzia che non rimangono contenti de la obedienzia generale de' comandamenti, ma pigliano l'obedienzia particulare » 371
CLVIII.--Per che modo si viene da l'obedienzia generale a la particulare. E de la excellenzia de le religioni » 372
CLIX.--De la excellenzia de li obedienti e de la miseria de li inobedienti, li quali vivono ne lo stato de la religione » 377
CLX.--Come li veri obedienti ricevono per uno cento e vita eterna. E che s'intende per quello uno e per quello cento » 384
CLXI.--De la perversitá, miseria e fadighe de lo inobediente. E de' miserabili fructi che procedono da la inobedienzia » 386
CLXII.--De la inperfeczione di quelli che tiepidamente vivono ne la religione, avengaché si guardino da peccato mortale. E del remedio da uscire de la loro tiepiditade » 390
CLXIII.--De la excellenzia de la obedienzia, e de' beni che dá a chi in veritá la piglia » 393
CLXIV.--Distinczione di due obedienzie, cioè di quella de' religiosi e di quella che si rende ad alcuna persona fuore de la religione » 395
CLXV.--Come Dio non merita secondo la fadiga de l'obedienzia né secondo longhezza di tempo, ma secondo la grandezza de la caritá. E de la prontitudine de' veri obedienti, e de' miracoli che Dio ha mostrati per questa virtú. E de la discrezione nell'obedire, e dell'opere e del premio del vero obediente » 397
CLXVI.--Questa è una repetizione in somma quasi di tucto questo presente libro » 401
CLXVII.--Come questa devotissima anima, ringraziando e laudando Dio, fa orazione per tucto el mondo e per la Chiesa sancta. E, comendando la virtú de la fede, fa fine a questa opera » 404
NOTA » 409
VARIANTI » 443
INDICE DEI NOMI E DELLE COSE NOTEVOLI » 449
AGGIUNTA.
Nell'elenco dei codici minori fu omesso il seguente codice casanatense, descritto dal dr. B. Motzo nel suo studio _Alcune lettere di s. Caterina da Siena in parte inedite_ Siena, 1911 (estratto dal _Bullettino senese di storia patria_, anno XVIII, fasc. II-III).
Codice 292 nella vecchia segnatura E. IV. 26. b, legato in pergamena col titolo a stampa sul dorso: _S. Catharina senens. opere_. Consta di 294 fogli non numerati di mm. 21x14. Nel recto del terzo foglio (che è di carta piú recente come il primo e il secondo) è l'immagine a penna della santa, che regge in una mano un libro aperto e nell'altra un cuore, quale si vede nella stampa dell'edizione di Aldo del 1500. Nel verso del terzo foglio la nota bibliografica recente: «Catterina s.ª da Siena, _Trattato della divina provvidenza_ con alquante divote e fruttifere pistole che la s.ª vestita dell'abito di s. Domenico mandò a piú persone. _Ms. chartac. saec. XV in-4. Accedunt in fine quaedam de nativit. s. Io. alterius auctoris et amanuensis_». Al f. 4 incomincia il trattato «Al nome di Jhesú Christo Crocifixo et di Maria dolce--Levandosi una anima anxietata di grandissimo desiderio verso l'onore di Dio» ecc. Continua sino al f. 198 v. e chiude «Finito il libro composto per la benedecta vergine, fedele sposa et serva di Jhesú Christo Katerina da Siena, dectato in abstractione, vestita del habito di santo Domenico. _Amen_». I ff. 199-203 sono bianchi: a f. 204 cominciano le lettere.
+--------------------------------------------------------------------+ | | | Nota del Trascrittore | | | | L'ortografia originale è stata mantenuta. Minimi errori di stampa | | sono stati corretti senza annotazione. Inoltre sono stati corretti | | i seguenti refusi: | | | | _corpo_--Sua gravezza è impedimento[impedimenmento] allo spirito | | | | --Della riverenza che si deve ai sacerdoti[sasacerdoti], buoni | | | | Manca la parentesi di chiusura della seguente frase: | | non parla (se non come alcuna volta, per l'abondanzia del cuore | | | +--------------------------------------------------------------------+
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