Libro della divina dottrina: Dialogo della divina provvidenza
Chapter 40
_superbia_--Sua descrizione, 63 --Tutti i vizi sono conditi dalla superbia, come le virtú dalla caritá, 272 --Fa perdere il conoscimento, 275 --Una delle tre colonne di vizi onde procedono tutti gli altri, 263, 279.
_Talpa_--V. _avari_.
_tempo_--È quanto una punta d'ago, 86.
_tentazioni_ e loro utilitá, 79, 80, 176, 177.
_timore_--Timore santo, 107 --Timore servile, 94, 106, 107, 109 --Suoi effetti sull'uomo, 184.
_Tommaso_ (s.), 163, 192, 240.
_tralci_, cioè i fedeli, uniti con la vera vite, il figliuolo di Dio, 46 --Ogni tralcio, che non fa frutto, sará tagliato, 46, 47.
_tribolazioni_--I servi di Dio debbono sostenerle per gloria e loda del nome suo, 8 --Date all'uomo per migliorarlo, come la potatura alla vite, 47, 85, 333.
_Trinitá_--L'uomo per le sue tre potenze è immagine della Trinitá, 32.
_Umiltá_--Trovasi nel conoscimento di sé, 14, 22 --Esce dall'odio di sé, 116 --È bália della caritá, 7 --Nutrice della obbedienza, 365 --Virtú piccola, 378 --È la via piú sicura per conservare l'obbedienza, 383 --L'uomo umile con santa coscienza è miglior consigliere dell'anima che il superbo letterato, 165.
_uomo_--Fatto libero perché signoreggi la propria sensualitá, 36 --Dopo aver ribellato a Dio, trovò ribellione a se medesimo, 43 --Per la ribellione a Dio perdette la sua dignitá, 32 --Non può sottrarsi a Dio, ma ci sta o per giustizia o per misericordia, 40, 41 --Non può appagarsi che in Dio, perché le cose create sono tutte minori dell'uomo, 92, 184 --Uomo vecchio: Adamo; uomo nuovo: Cristo, 403.
_usurai_--Vendono il tempo al prossimo, 268.
_Venti_ di prosperitá, di avversitá, di timore e di coscienza percuotono i mondani, 184, 185.
_Verbo_--V. _Cristo_.
_veritá di Dio_ è che fummo creati per la vita eterna, 43, 191, 402, 403 --Ci è manifestata col sangue di Cristo, 191, 403.
_via della bugia_--Vi si passa con fatica. Chi va per essa gusta l'arra dell'inferno, 54, 55.
_via della veritá_--Per essa si va con fatica; ma è dilettevole, 54 --Chi va per essa partecipa, anche in questa vita, al bene della vita durabile, 54, 55.
_vicario di Cristo_--Tiene la chiave del Sangue, 124.
_vigilia corporale e spirituale_, 118.
_virtú_--Non si giunge a lei se non per conoscimento di sé, 80 --E il bene e la cagione del bene, 197 --Nei giusti perfetti passa la natura, 285 --Le virtú hanno vita da Cristo, 6, 52 --Si compiono col mezzo del prossimo, 11 --Sono tutte legate nell'affetto della caritá, 16 --Si provano e fortificano con i loro contrari, 17, 80 --Se al tempo che son provate con molti contrari non fanno buona prova, non sono virtú in veritá fondate, 18 --Sono le pietre murate nel ponte mistico, 52, 53 --Le virtú intrinseche sono tutte operative, 21.
_vita attiva e contemplativa_ stanno insieme come l'orazione mentale e la vocale, 128.
_vizi_--Atterrano il cielo dell'anima, 63 --Contrapposto di vizi e di virtú, 380.
_volgere il capo addietro a mirare l'aratro_, 29, 148. --Allude al detto dell'Evangelo (Luca, IX, 62): «Nessuno che, dopo aver messa la mano all'aratro, volga indietro lo sguardo, è buono pel regno di Dio».
_volontá_--È forte e libera, 79 --Quanto male può venire da lei, 328 a 330 --Iddio la fortifica nelle tentazioni, 135, 177 --Posta in mano al demonio, è un'arme con la quale ci percuote e uccide, 79.
_volontá spirituale_, 199.
_volontá sensitiva_, disordinata, è la sola cosa che dá pena all'uomo, 85, 188 --Deve uccidersi con l'odio della propria sensualitá, 26, 284, 285 --Nei santi è morta, 85, 146 --Essi son vestiti di quella di Dio, 91, 146 --La loro volontá è pienamente appagata, 84.
INDICE
I.--Come l'anima per orazione s'unisce con Dio, e come questa anima, de la quale qui si parla, essendo levata in contemplazione, faceva a Dio quatro petizioni pag. 3
II.--Come el desiderio di questa anima crebbe, essendole mostrato da Dio la necessitá del mondo » 4
III.--Come l'operazioni finite non sono sufficienti a punire né a remunerare senza l'affecto de la caritá continuo » 5
IV.--Come el desiderio e la contriczione del cuore satisfa a la colpa e a la pena in sé e in altrui, e come tale volta satisfa a la colpa e none a la pena » 6
V.--Come molto è piacevole a Dio el desiderio di volere portare per lui » 11
VI.--Come ogni virtú e ogni defecto si fa col mezzo del proximo » ivi
VII.--Come le virtú s'aoperano col mezzo del proximo, e perché le virtú sono poste tanto differenti ne le creature » 14
VIII.--Come le virtú si pruovano e fortificano per li loro contrari » 17
TRACTATO DE LA DISCREZIONE
IX.--Qui comincia el tractato de la discrezione. E prima, come l'affecto non si die ponere principalmente ne la penitenzia ma ne le virtú. E come la discrezione riceve vita da l'umilitá, e come rende ad ciascuno el debito suo » 21
X.--Similitudine come la caritá, l'umilitá e la discrezione sono unite insieme; a la quale similitudine l'anima si debba conformare » 23
XI.--Come la penitenzia e gli altri exercizi corporali si debbono prendere per strumento da venire a virtú e non per principale affecto. E del lume de la discrezione in diversi altri modi e operazioni » 24
XII.--Repetizione d'alcune cose giá decte, e come Dio promecte refrigerio a' servi suoi e la reformazione de la sancta Chiesa col mezzo del molto sostenere » 28
XIII.--Come questa anima per la responsione divina crebbe insiememente e mancò in amaritudine; e come fa orazione a Dio per la Chiesa sancta sua e per lo populo suo » 30
XIV.--Come Dio si lamenta del popolo cristiano, e singularmente de' ministri suoi, toccando alcuna cosa del sacramento del Corpo di Cristo e del benefizio de la Incarnazione » 33
XV.--Come la colpa è piú gravemente punita doppo la passione di Cristo che prima, e come Dio promecte di fare misericordia al mondo e a la sancta Chiesa col mezzo dell'orazione e del patire de' servi suoi » 36
XVI.--Come questa anima cognoscendo piú de la divina bontá, non rimaneva contenta di pregare solamente per lo popolo cristiano e per la sancta Chiesa, ma pregava per tucto quanto el mondo » 38
XVII.--Come Dio si lamenta de le sue creature razionali e maximamente per l'amore proprio che regna in loro, confortando la predecta anima ad orazione e lagrime » 39
XVIII.--Come neuno può uscire da le mani di Dio, però che o egli vi sta per misericordia o elli vi sta per giustizia » 40
XIX.--Come questa anima crescendo nell'amoroso fuoco desiderava di sudare di sudore di sangue; e reprendendo se medesima faceva singulare orazione per lo padre dell'anima sua » 41
XX.--Come senza tribolazioni portate con pazienzia non si può piacere a Dio; e però Dio conforta lei e il padre suo a portare con vera pazienzia » 42
XXI.--Come, essendo rotta la strada d'andare al cielo per la disobedienzia d'Adam, Dio fece del suo Figliuolo ponte per lo quale si potesse passare » 43
XXII.--Come Dio induce la predecta anima a raguardare la grandezza d'esso ponte, cioè per che modo tiene da la terra al cielo » 44
XXIII.--Come tutti siamo lavoratori messi da Dio a lavorare ne la vigna de la sancta Chiesa. E come ciascuno ha la vigna propria da se medesimo; e come noi tralci ci conviene essere uniti ne la vera vite delFigliuolo di Dio » 45
XXIV.--Per che modo Dio pota i tralci uniti con la predecta vite, cioè i servi suoi, e come la vigna di ciascuno è tanto unita con quella del proximo, che neuno può lavorare o guastare la sua che non lavori o guasti quella del proximo » 47
XXV.--Come la predecta anima, doppo alcune laude rendute a Dio, el prega che le mostri coloro che vanno per lo ponte predecto e quelli che non vi vanno » 49
XXVI.--Come questo benedecto ponte ha tre scaloni, per li quali si significano tre stati dell'anima. E come questo ponte, essendo levato in alto, non è però separato da la terra. E come s'intende quella parola che Cristo dixe: «Se Io sarò levato in alto, ogni cosa trarrò a me» » 50
XXVII.--Come questo ponte è murato di pietre, le quali significano le vere e reali virtú, e come in sul ponte è una bottiga, dove si dá el cibo a' viandanti; e come chi tiene per lo ponte va ad vita, ma chi tiene di sotto per lo fiume, va ad perdizione e ad morte » 52
XXVIII.--Come per ciascuna di queste due strade si va con fadiga, cioè per lo ponte e per lo fiume. E del dilecto che l'anima sente in andare per lo ponte » 54
XXIX.--Come questo ponte, essendo salito al cielo el dí de la Ascensione, non si partí però di terra » 55
XXX.--Come questa anima, maravigliandosi de la misericordia di Dio, racconta molti doni e grazie procedute da essa divina misericordia ad l'umana generazione » 58
XXXI.--De la indignitá di quelli che passano per lo fiume, di sotto al ponte decto; e come l'anima, che passa di sotto, Dio la chiama arbore di morte, el quale tiene le radici sue principalmente in quatro vizi » 60
XXXII.--Come e' fructi di questo arbore tanto sono diversi quanto sono diversi e' peccati. E prima del peccato de la carnalitade » 62
XXXIII.--Come el fructo d'alcuni altri è l'avarizia. E de' mali che procedono da essa » ivi
XXXIV.--Come d'alcuni altri, e' quali tengono stato di signoria, el loro fructo è ingiustizia » 64
XXXV.--Come per questi e per altri defecti si cade nel falso giudicio. E de la indignitá ne la quale perciò si viene » 65
XXXVI.--Qui parla sopra quella parola che dixe Cristo quando dixe: «Io mandarò el Paraclito che riprenderá el mondo de la ingiustizia e del falso giudicio». E qui dice come una di queste reprensioni è continua » 66
XXXVII.--De la seconda reprensione, ne la quale si riprende de la ingiustizia e del falso giudicio in generale e in particulare » 68
XXXVIII.--Di quattro principali tormenti de' danpnati; a' quali seguitano tucti gli altri e in singularitá della ladiezza del demonio » 69
XXXIX.--De la terza reprensione, la quale si fará nel dí del giudicio » 71
XL.--Come i danpnati non possono desiderare alcuno bene pag. 72
XLI.--De la gloria de' beati » 73
XLII.--Come doppo el giudicio generale crescerá la pena de' danpnati » 76
XLIII.--De la utilitá de le temptazioni, e come ogni anima ne la extremitá de la morte vede e gusta el luogo suo, prima che essa anima sia separata dal corpo, cioè o pena o gloria che debba ricevere » 79
XLIV.--Come el demonio sempre piglia l'anime sotto colore d'alcuno bene. E come quelli che tengono per lo fiume, e non per lo ponte predecto, sono ingannati, però che volendo fuggire le pene caggiono ne le pene; ponendo qui la visione d'uno arbore che questa anima ebbe una volta » 81
XLV.--Come, avendo el mondo per lo peccato germinato spine e triboli, chi sono quelli ad cui queste spine non fanno male, bene che neuno passi questa vita senza pena » 83
XLVI.--De' mali che procedono da la cechitá dell'occhio de l'intellecto. E come li beni che non sono facti in stato di grazia non vagliono ad vita etterna » 86
XLVII.--Come non si possono observare i comandamenti che non si observino i consigli. E come in ogni stato che la persona vuole essere, avendo sancta e buona volontá, è piacevole a Dio » 89
XLVIII.--Come li mondani con ciò che posseggono non si possono saziare; e de la pena che dá loro la perversa volontá pur in questa vita » 91
XLIX.--Come el timore servile non è sufficiente a dare vita eterna; e come exercitando questo timore si viene ad amore de le virtú » 94
L.--Come questa anima venne in grande amaritudine per la cechitá di quelli che s'annegavano giú per lo fiume » 96
LI.--Come i tre scaloni figurati nel ponte giá decto, cioè nel Figliuolo di Dio, significano le tre potenzie dell'anima » 97
LII.--Come, se le predecte tre potenzie dell'anima non sono unite insieme, non si può avere perseveranzia, senza la quale neuno giogne al termine suo » 100
LIII.--Exposizione sopra quella parola che dixe Cristo: «Chi ha sete venga ad me e beia» » ivi
LIV.--Che modo debba tenere generalmente ogni creatura razionale per potere escire del pelago del mondo e andare per lo predecto sancto ponte » 102
LV.--Repetizione in somma d'alcune cose giá decte » 104
LVI.--Come Dio, volendo mostrare a questa devota anima che i tre scaloni del sancto ponte sono significati in particulare per li tre stati dell'anima, dice che ella levi sé sopra di sé a raguardare questa veritá » 106
LVII.--Come questa devota anima, raguardando nel divino specchio, vedeva le creature andare in diversi modi » 107
LVIII.--Come el timore servile, senza l'amore de le virtú, non è sufficiente a dare vita eterna. E come la legge del timore e quella dell'amore sono unite insieme » ivi
LIX.--Come, exercitandosi nel timore servile, el quale è stato d'inperfeczione (per lo quale s'intende el primo scalone del sancto ponte), si viene al secondo, el quale è stato di perfeczione » 109
LX.--De la inperfeczione di quelli che amano e servono Dio per propria utilitá e dilecto e consolazione » 110
LXI.--In che modo Dio manifesta se medesimo all'anima che l'ama » 113
LXII.--Perché Cristo non dixe: «Io manifestarò el Padre mio», ma dixe: «Io manifestarò me medesimo» » 114
LXIII.--Che modo tiene l'anima per salire lo scalone secondo del sancto ponte, essendo giá salita el primo » 115
LXIV.--Come, amando Dio inperfectamente, inperfectamente s'ama el proximo. E de' segni di questo amore inperfecto » 118
TRACTATO DELL'ORAZIONE
LXV.--Del modo che tiene l'anima per giognere ad l'amore schietto e liberale. E qui comincia el tractato dell'orazione » 123
LXVI.--Qui, toccando alcuna cosa del sacramento del Corpo di Cristo, dá piena doctrina come l'anima venga da l'orazione vocale a la mentale; e narra qui una visione che questa devota anima ebbe una volta » 124
LXVII.--De lo inganno che ricevono gli uomini mondani e' quali amano e servono Dio per propria consolazione e dilecto » 130
LXVIII.--De lo inganno che ricevono e' servi di Dio, e' quali ancora amano Dio di questo amore imperfecto predecto » 131
LXIX.--Di quelli e' quali, per non lassare la loro pace e consolazione, non sovengono al proximo ne le sue necessitadi » 133
LXX.--De lo inganno che ricevono quelli li quali hanno posto tucto el loro affecto ne le consolazioni e visioni mentali » 135
LXXI.--Come i predecti, che si dilectano de le consolazioni e visioni mentali, possono essere ingannati ricevendo el demonio transfigurato in forma di luce. E de' segni a' quali si può cognoscere quando la visitazione è da Dio, o dal demonio » 136
LXXII.--Come l'anima, che in veritá cognosce se medesima, saviamente si guarda da tucti li predecti inganni » 137
LXXIII.--Per che modi l'anima si parte da l'amore inperfecto e giogne ad l'amore perfecto dell'amico e filiale » 139
LXXIV.--De' segni a' quali si cognosce che l'anima sia venuta all'amore perfecto » 140
LXXV.--Come gl'imperfecti vogliono seguitare solamente el Padre, ma i perfecti seguitano el Figliuolo. E d'una visione che ebbe questa devota anima, ne la quale si narra di diversi baptesmi e d'alcune altre belle e utili cose » 141
LXXVI.--Come l'anima, essendo salita el terzo scalone del sancto ponte, cioè pervenuta a la bocca, piglia incontenente l'offizio de la bocca. E come la propria volontá essendo morta è vero segno che ella v'è gionta » 144
LXXVII.--De le operazioni de l'anima poi che è salita el predecto sancto terzo scalone » 147
LXXVIII.--Del quarto stato, el quale non è però separato dal terzo; e de le operazioni de l'anima che è gionta a questo stato; e come Dio non si parte mai da essa per continuo sentimento » 149
LXXIX.--Come Dio da' predecti perfectissimi non si sottrae per sentimento né per grazia, ma sí per unione » 153
LXXX.--Come li mondani rendono gloria e loda a Dio, vogliano essi o no » 156
LXXXI.--Come eziandio li demòni rendono gloria e loda a Dio » 157
LXXXII.--Come l'anima, poi che è passata di questa vita, vede pienamente la gloria e loda del nome di Dio in ogni creatura. E come in essa è finita la pena del desiderio, ma non el desiderio » 158
LXXXIII.--Come, poi che sancto Paulo appostolo fu tracto a vedere la gloria de' beati, desiderava d'essere sciolto dal corpo; la qual cosa fanno anche quelli che sono giunti al terzo e al quarto santo stato predecto » 159
LXXXIV.--Per quali cagioni l'anima desidera d'essere sciolta dal corpo. La quale cosa non potendo essere, non discorda però dalla volontá di Dio; ma piú tosto si gloria in questa e in ogni altra pena per onore di Dio » 161
LXXXV.--Come quelli che sono gionti al predecto stato unitivo, sono illuminati nell'occhio dell'intellecto loro di lume sopranaturale infuso per grazia; e come è meglio andare per consiglio de la salute dell'anima ad uno umile con sancta coscienzia, che a uno superbo licterato » 163
LXXXVI.--Repetizione utile di molte cose giá decte; e come Dio induce questa devota anima a pregarlo per ogni creatura e per la sancta Chiesa » 166
LXXXVII.--Come questa devota anima fa petizione a Dio di volere sapere de li stati e fructi de le lagrime » 168
LXXXVIII.--Come sono cinque maniere di lagrime » 169
LXXXIX.--De la differenzia d'esse lagrime, discorrendo per li predecti stati dell'anima » 170
XC.--Repetizione breve del precedente capitolo. E come el demonio fugge da quelli che sono gionti a le quinte lagrime. E come le molestie del demonio sono verace via da giognere a questo stato » 175
XCI.--Come quelli, che desiderano le lagrime degli occhi e non le possono avere, hanno quelle del fuoco. E per che cagione Dio sottrae le lagrime corporali » 177
XCII.--Come li quatro stati di questi predecti cinque stati de le lagrime dánno infinite varietadi di lagrime. E come Dio vuole essere servito con cosa infinita e non con cosa finita » 179
XCIII.--Del fructo de le lagrime degli uomini mondani » 181
XCIV.--Come li predecti piangitori mondani sono percossi da quatro diversi venti » 184
XCV.--De' fructi de le seconde e de le terze lagrime » 187
XCVI.--Del fructo de le quarte e unitive lagrime » 190
XCVII.--Come questa devota anima, ringraziando Dio de la dechiarazione de' predecti stati de le lagrime, gli fa tre petizioni » 193
XCVIII.--Come el lume de la ragione è necessario ad ogni anima che vuole a Dio in veritá servire. E prima, del lume generale » 195
XCIX.--Di quelli e' quali hanno posto piú el loro desiderio in mortificare el corpo che in uccidere la propria volontá; el quale è uno lume perfecto piú che il generale, ed è questo el secondo lume » 198
C.--Del terzo e perfectissimo lume de la ragione. E dell'opere che fa l'anima quando è venuta a esso lume. E d'una bella visione che questa devota anima ebbe una volta, ne la quale si tracta pienamente del modo da venire ad perfecta puritá, e dove anco si parla del non giudicare » 199
CI.--Per che modo ricevono l'arra di vita eterna in questa vita quelli che stanno nel predecto terzo perfectissimo lume » 204
CII.--Per che modo si debba reprendere el proximo, a ciò che la persona non caggia in falso giudizio » 206
CIII.--Come, se, pregando per alcuna persona, Dio la manifestasse, nella mente di chi prega, piena di tenebre, non si debba però giudicare in colpa » 207
CIV.--Come la penitenzia non si die pigliare per fondamento né per principale affecto, ma l'affecto e l'amore de le virtú » 209
CV.--Repetizione in somma de le predecte cose, con una agiunta sopra la reprensione del proximo » 211
CVI.--De' segni da cognoscere quando le visitazioni e visioni mentali sono da Dio o dal demonio » 212
CVII.--Come Dio è adempitore de' sancti desidèri de' servi suoi, e come molto gli piace chi dimanda e bussa a la porta de la sua Veritá con perseveranzia » 215
CVIII.--Come questa devota anima, rendendo grazie a Dio, s'umilia. Poi fa orazione per tucto el mondo e singularmente per lo corpo mistico de la sancta Chiesa e per li figliuoli suoi spirituali e per li due padri de l'anima sua. E, doppo queste cose, dimanda d'udire parlare de' defecti de' ministri de la sancta Chiesa » 216