Libro della divina dottrina: Dialogo della divina provvidenza
Chapter 37
17) Cod. Barber. 4063, segno prec. XLVI. 5; membro in f.º; sec. XV; cc. 174; 2 coll. «Questi sono e' capitoli de lo libro facto per divina revelatione de la venerabile e ammirabile vergine beata Caterina da Siena...». Segue la tav. dei 167 capitoli nelle cc. 1-5. A c. 6: «Qui comincia lo libro sopradetto _De la divina doctrina_ data da Dio a la sopradetta vergine beata Katerina da Siena... E questo fu nel 1377 (_sic_)». Dopo questa didascalia con scrittura in rosso, comincia il _Trattato_ con la iniziale «L» miniata: «Levandosi una anima anxietata di grandissimo desiderio...». Finisce a c. 174b: «... del quale lume pare che di nuovo inebrii l'anima mia». «_Conventus sancti Dominici de Senis_». La miniatura nella iniziale «L» rappresenta santa Caterina in estasi, con le mani incrociate sul petto, che guarda l'immagine dell'eterno Padre, e presso di lei, seduta, una suora domenicana che scrive in un libro. Davanti alle due suore seggono in un banco tre uomini, che scrivono sotto dettatura.
i)
Nella Marciana di Venezia[28].
[28] Cfr. C. FRATI e A. SEGARIZZI, _Cat. dei codd. Marciani italiani_ (Modena, 1909-1911).
18) Nº 4790. membr.; in f.º; mm. 198 x 276; sec. XV; ff. 127; in princ. un f. di riguardo non numer.; bianchi i due ultimi; a 2 coll.; 43 l. per col.; rubriche in rosso; iniziali alternatamente rosse e azzurre; capitoli 167. Nel _verso_ del f. di riguardo anter. l'_ex-libris_ di Iacopo Contarini, col motto: «_Fatiget non rapiat_». A f. 5a comincia il _Dialogo della divina providenzia_: «Leuandose una anima anxiatata de grandissimo desiderio». L'iniziale «L» è miniata, con fregi a fiorami nei margini. A f. 115a, con scrittura antica, ma diversa da quella del cod., la data: 1459. Leg. marciana.
l)
Nel monastero di San Michele presso Murano[29].
[29] Cfr. IOH. BENED. MITTARELLI, _Bibl. codicum manuscriptorum monasterii Sancti Michaelis Venetiarum prope Muranum_, ecc. (Venetiis, MDCCLXXIX).
19) N. 246. membr., in 4º; sec. XV; scrittura nitida: in princ. l'effigie della santa; tit. del cod.: _Dialoghi_. Comincia e finisce come gli altri codd. scritti in volgare. Il Mittarelli nota: «_Non spernenda diversitas in lingua dignoscitur inter codicem hunc et edita exemplaria_».
m)
Nel monastero dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia[30].
[30] Cfr. D. M. BERARDELLI, _Codicum omnium latinorum et italicorum qui manuscripti in Bibl. SS. Ioannis et Pauli Venetiarum apud pp. praedicatores asservantur catalogus_, in CALOGERÁ, _Nuova raccolta di opuscoli_, XL (Venezia, 1784).
20) Nº DCXXXII. membr.; in f.º; sec. XIV; ff. 143. Precede la _Leggenda minore_ di santa Caterina, scritta in latino e poi voltata in italiano da fra Tommaso Nacci Caffarini. Segue: il _Dialogo o Libro della divina dottrina_, nella versione latina di ser Cristofano di Gano Guidini. In fine, si accenna che il _Libro_ dal volgare senese fu latinizzato «_quasi de verbo ad verbum..., et hoc est ut in ipso libro legant libentius literati..._». Di scrittura antica, ma diversa da quella del cod., è questa nota: Il _Libro_ fu trascritto col danaro di Antonio Ravagnini di Venezia, per la libreria del monastero dei Santi Giovanni e Paolo, e «_non inde tollendus, nisi reparationis causa_».
n)
Nel monastero di San Benedetto e Santa Scolastica in Subiaco[31].
[31] Cfr. don LEONE ALLODI, _Inventario dei mss. della Bibl. della badia di Subiaco_, in MAZZATINTI, _Inventari dei mss. delle bibl. d'Italia_, t. 1 (Forlí, 1890).
21) Nº CCLXXII. Invent. 277. cart.; mm. 200 x 140; sec. XIV; integro e ben conservato; ff. numero 142; non a coll.; 41 l. per ciascuna c.; scrittura semigotica quasi rotonda; iniziali in rosso e turchino. Tit. del cod.: _Beate Catharinae senensis Revelationes_. Nel prologo, che comincia «_Dixit David filius ysay..._» si legge: «_Hinc igitur et ego frater Raymundus de Capua, in seculo dictus de vineis..._». Don Leone Allodi comunicò, in data 3 febbraio 1912, che il detto cod., perché creduto autografo del beato Raimondo da Capua, era stato chiuso in una cassetta di legno dorato, coperta da cristalli, munita di cinque suggelli, e tenuta per molti anni nel reliquiario della chiesa del Sacro Speco; ma, dopo diligente esame, essendo risultata non vera quella credenza, il cod. fu rimesso nella biblioteca. Leg. con cartoni coperti da pergamena.
22) CCXXVII. Invent. 230; cart.; mm. 205 x 140; sec. XV; integro e ben conservato; ff. numer. 220; miscellanea; scrittura di piú mani: carat. semigotico quasi rotondo; iniziali in rosso, senza ornati; tav. dei 167 capitoli nei primi cinque ff. non numer. Nelle due facce del f. 3 (membr.) un inno di 92 versi, che comincia: «_Gaudeat Ytalia florescens flore recenti, Plaudeat et ecclesia de sponsa convenienti_». A f. 4 il prologo di fra Raimondo da Capua al _Libro doctrine divine revelate beate Katherine_. Nei f. 5b-152a il _Liber divine doctrine date per personam Dei patris intellectui loquentis gloriose et sancte virginis Katherine_.... Da f. 154 a 190, scritti vari. Leg. come il cod. precedente.
23) CCXXX; Invent. 233; cart.; mm. 205 x 140; sec. XV; integro e ben conservato; ff. non numer.; non a col.; 20 a 30 l. per c.; scrittura semigotica di non facile lettura; iniziali in rosso; tit. come i due codd. precedenti; mancano il prologo e la tav. dei capitoli. In fine: «_1467, 23 novembris de sancto gallo_». Leg. come i precedenti.
o)
Nella Braidense di Milano.
24) AD. IX. 36. membr.; mm. 230 x 165; sec. XIV. È la versione latina del _Libro della divina dottrina_ fatta da frate Stefano Maconi. Mutilo de' primi ff., che contenevano il capitolo 1º e gran parte del 2º; ff. 149, esclusi i mancanti; numer. recente; per una differente divisione i capitoli sono 146; l. 35 per faccia; scrittura gotica; rubriche in rosso; iniziali pure in rosso; dalla seconda metá del cod. alcune iniziali con fregi in nero, e la piú notevole è a c. 117b. Poche postille marginali, e qualche volta i segni: «_exº_», «_nº_», una mano o altro. Ben conservato, tranne gli ultimi ff. che hanno dei piccoli fori. Leg. moderna in cartoni e dorso in pelle. In fine a c. 148a, con scrittura identica a quella del testo, ma con inchiostro rosso: «_Explicit liber divine doctrine date per personam Dei patris intellectui loquentis alme virginis Katerine de Senis... ore virgineo ipsa dictante, licet in vulgari sermone, dum esset in raptu sue felicissime mentis...._»: poi due righe abrase. Segue l'orazione: «_O spem miram..._» A tergo della c. 148, nella parte inferiore, si legge, con scrittura diversa da quella del testo: «_Iste liber est domus Sancte Marie de Gratia prope Papiam ordinis carthusiensis_». E segue: «Questo libro si è della certosa di Pavia; e, se alchuna persona, de quale conditione e stato voglia se sia, che in permudará questo libro, el quale á nome _Dialogo_, per... retegnirlo con tuta intentione piutosto de occultarlo che de renderlo, sia certa quella persona che ela sará in peccato mortale de arrobaria, del qual peccato la sancta Scriptura ne parla cosí», ecc. All'ultima c. 149a un principio d'indice.
p)
Nella Casa generalizia dei frati predicatori a Roma[32].
[32] Cfr. I. LUCHAIRE, in _Mélanges d'archéol. et d'hist._, fasc. avril-juin 1899.
25) membr.; mm. 281 X 207; sec. XIV; ff. 205; carat. rom.; a 2 coll.; 38-40 l.; miniature di stile ital.; ritratti miniati di due domenicani, che il Luchaire ritiene essere probabilmente quelli di fra Raimondo da Capua e di fra Tommaso Caffarini. La prima parte del cod. (ff. 18-172) comprende la _Leggenda maggiore_ di fra Raimondo. Nei ff. 173-189, orazioni di s. Caterina. Nei ff. 189-195 un frammento del _Liber de providentia Dei per modum dialogi_, nella versione latina di fra Raimondo, come attesta anche l'_explicit_, nel quale altresí è detto che il testo completo della versione latina del _Libro_ si trova a Siena, fatta da un tale «_qui usque nunc superest et appellatur ser Cristoforus de Senis, ibidem scriba sive notarius ac vita et fama precipuus. Usque nunc dico anno Domini 1398_». Segue, ff. 195-204, il sermone detto da fra Guglielmo Flete d'Inghilterra appena avvenuta la morte della santa. Nei margini del ms. molte note storiche, biografiche, geografiche. La scrittura delle note, del sermone e di tutta la parte del ms. che segue alla _Leggenda_ è della stessa mano, cioè di fra Tommaso Nacci Caffarini, il quale a f. 202 nota: «_Quando ego frater Thomas hic scripsi..., recepi litteras de Bononia, continentes qualiter rex Franciae et collegium parisiense substraxerant se ab obedientia antipapae et quod obsessus erat antipapa. Quod fuit anno Domini 1398 circa finem mensis novembris_».
q)
Nella Bodleiana di Oxford[33].
[33] Cfr. A. MORTARA, _Cat. dei mss. italiani che sotto la denominazione di codd. canoniciani italici si conservano nella bibl. Bodleiana di Oxford_ (Oxonii, MDCCCLXIV).
26) N. 283. cart.; in f.º; sec. XV; a 2 coll.; titoli rubricati; cc. scritte 118. Precede la tav. dei capitoli del _Libro della beata Chatharina da Siena_, come se ciò che segue fosse il libro intero; e non è, perché contiene solo gli ultimi 81 capitoli.
Il I capitolo comincia: «alhora quella anima ansietata digrandissimo desiderio...». E finisce a f. 118: «del quale lume pare che dinouo inhebri lanima mia».
r)
Nella biblioteca della Universitá di Utrecht[34].
[34] Cfr. P. A. THIELE, _Cat. codicum manuscriptorum Bibl. universitatis rheno-traiectinae_ (Traiecti ad Rhenum, 1887).
27) membr.; in f.º; ff. 212; sec. XV; ff. 1-6 tav. dei 167 capitoli; f. 7a «_Incipit liber diuine doctrine..._» A f. 212a: «_Explicit liber... Katherine de Senis... Et est domus Sancti Saluatoris ordinis carthusiensis prope Trajectum inferius. Scriptus et comptetus decima die mensis maij anno Domini 1438 per manus cuiusdam fratris dicte domus_». D'altra mano, questa nota: «_Henrici Bor de Trajecto, qui multis annis fuit vicarius_».
II
STAMPE
Quella che è reputata edizione principe fu impressa a Bologna circa il 1472, e dai piú recenti e insigni bibliografi dei paleotipi (Hain-Copinger, 4689; Copinger, II, 2, p. 253; Pellechet, 3389; Proctor, 6521; Reichling, fasc. IV, p. 177) viene attribuita a Baldassarre Azzoguidi, il quale, pel primo, introdusse ed esercitò nella sua cittá natale l'arte tipografica. Egli stampò, senza nome, luogo ed anno, il _Libro de la diuina providentia composto in uolgare da la seraphica uergene sancta Chatherina da Siena..._ Segue _Lettera ne laquale se contene el transito de la beata Chaterina da Siena scripse Barducio de Pero Canigani_ (Barduccio Canigiani) _a sor Chaterina de Perobon_ (Pieroboni) _nel monasterio de Sancto Piero amonticelli a presso a Fiorenza_. L'Azzoguidi stampò in Bologna dal 1471 al 1481. Si conoscono 17 opere impresse da lui col nome, luogo ed anno; altre 6, senza n. l. a., gli sono attribuite; e fra queste ultime, oltre il predetto _Libro_, anche le _Revelazioni_ di santa Caterina da Bologna, c. 1475. Il Fossi (_Cat. codd. saec. XV impressorum qui in publ. Bibl. Magliabechiana Flor. adservantur_, Firenze 1793-94) avverte che in queste due stampe i caratteri tipografici sono gli stessi. Due bibliografi bolognesi P. A. Orlandi (_Origini e progressi della stampa_, Bologna, 1722) e L. Frati (_Opere della bibliografia bolognese_, Bologna, 1888-89) non citano l'ed. Azzoguidi. Lo Zambrini (_Opere volgari a stampa de' sec. XIII e XIV_, Bologna 1884) ne tocca appena, dicendola «quasi irreperibile». Ve ne sono, invece, esemplari: 1 nella Bibl. universitaria di Bologna; 1 nella Comunale di Siena; 1 nella Palatina della Nazionale di Firenze; 1 nella Magliabechiana; 1 nella Bibl. Landau; 2 nella Vaticana; 1 nella Casanatense di Roma; 2 nella Nazionale di Parigi; 3 nel British Museum; 1 nella Walters' library a Baltimore.
In ordine di tempo vengono le edizioni con la data 28 aprile 1478 e coi nomi di quattro tipografi: Franciscus N. fiorentinus, Bernardus de Dacia, Wernerus Raptor e Conradus Bonebach. Si ignorava chi fosse il primo dei quattro, che firmava il suo cognome con la sola iniziale, ma Konrad Burger (_The printers and publishers of the XV century_, London, 1902) riconobbe che Franciscus N. fiorentinus o Franc. florentinus è Francesco Di Dino, Dini, di Iacopo di Rigaletto, cartolaio fiorentino, vocato «il conte B. Z.». E il Burger gli assegna altre 25 stampe, impresse alcune a Napoli, altre a Firenze. L'ed. di Franc. N. (Hain, 4696, cfr. Proctor, p. 450) è in f.º; 115 ff.; 2 coll.; 41 o 42 l.; s. num. rich., segn.; carat. rom. Il colofono dice: «_Anno_ MCCCCLXXVIII _die vero vicesima octava mensis aprilis impressum in ciuitate neapolitana per discretum virum Franciscum N. fiorentinum_». Oltre le _Revelazioni_ contiene la _Lettera_ di _Barduccio de Pero Canigani_. Il Brunet (dal cat. Boutourlin n. 678) e il Graesse (_Trésor de livres rares et précieux_, Dresde, 1861 e seg.) affermano che questa ed. è essenzialmente differente da quella dell'Azzoguidi e sembra eseguita sopra altro testo. Un esempl. trovasi nella Spenceriana di Londra; un altro è descritto nel cat. Boutourlin, n. 197.
L'ed. del De Dacia, Hain, 4694 (cfr. Proctor, p. 450) è in f.º; s. l.; ff. 117 (Reichling, ff. 120) non num., né segn.; 2 coll.; 41-42 l.; carat. rom.; s. lett. iniz. _Revelazioni_. A f. 2a comincia: «Como per virtú de sante oratione se unisce la anima con Dio, et como questa anima de la quale se parla qui, essendo elevata in contemplacione, adomandava quactro petecione al summo Dio». Il colofono: «_Anno M.CCCC.LXXVIII., die vero vicesima octaua mensis aprilis, impressum per discretum virum Bernardum de Dacia_». Il Brunet (_Man. du libr._) dice:... «_la souscription est tellement identique avec celle que porte l'édition de Naples_ (per Fr. N.) _qu'il paraît que l'une des deux a été copiée sur l'autre, en changeant seulement le nom de l'imprimeur. Ce dernier, Bernardin de Dacia, ne figure dans aucune autre édition connue jusqu'ici, et l'on ignore même le lieu où il a exercé sa presse_». Il Panzer (_Annales typ._, IV, p. 18, n. 115): «_De typographo hoc Bernardo de Dacia ubique est silentium_». Il Giustiniani (_Saggio stor.-crit. sulla tipografia del Regno di Napoli_, Napoli, 1793), ritenendo anch'egli unica ed. quella di Franc. N. e del De Dacia, supponeva che i due tipografi se la fossero divisa, ponendo ciascuno il proprio nome sulle copie di particolare proprietá. L'Olschki (_A proposito di un documento per la storia della tip. napol. nel sec. XV_, in _La bibliofilia_, 3,1901-02) non accetta l'ipotesi del Giustiniani perché, egli dice, confrontando le note bibliografiche del Dibdin alle due edizioni (n. 47 e 48 del cat. della Cassano-Serra nella Iohn Rylands library di Manchester) vi si trovano differenze. Un esempl. del De Dacia è nella Riccardiana di Firenze; un altro era posseduto dal bibliofilo napoletano Francesco Antonio Casella.
Tammaro de Marinis (_Per la storia della tip. napol._, Napoli 15 maggio 1901) fu il primo a pubblicare un contratto da lui rinvenuto nell'Arch. notarile di Napoli, nel quale figurano Giovanni Stanigamer di Landsberg e Werner Raptor di Marburg come tipografi in Napoli. L'ed. firmata «Raptor» è cosí descritta dal Reichling (_Appendices ad Hainii-Copingeri Repert. bibliogr., additiones et emendationes_, fasc. II, p. 27, Monachi 1905-11): _Libro della diuina doctrina..._ [Neapoli] Wernerus Raptor de Hassia, 1478, 28 apr. In 4º; carat. rom. ff. 118 non num., né segn.; 2 coll.; 42 l.; s. lett. iniz. Il colofono: _Anno MCCCCLXXVIII die vero vicesima octaua mensis aprilis conpositum per discretum Vuernerum Raptor de Almania alta de Hassea de terra che chiama_ «_In dem gulden Troghe_». E soggiunge: «_Werneri Raptoris, typographi antea prorsus ignoti, primus mentionem fecit Tamarus de Marinis_». Si conoscono due esemplari di questa ed., l'uno nella Nazionale di Napoli, l'altro nella Universitaria di Genova.
Il quarto è Conradus Bonebach (Copinger, II, 1503; Proctor, _An index to the early printed books in the Brit. Mus._ n. 6723): _Libro dela divina doctrina revuellata..._ In f.º, senza front.; carat. rom.; s. segn. né numer.; s. l. (Neapoli) 1478, apr.; ff. 119; 2 coll.; 40-42 l. Il colofono: «_Impressum per discretum Conradum Bonebach de Almania alta de Hassea terra che chiama «In dem gulden Troghe_». Un esempl. nel British Museum; un altro, posseduto da Carlo Negroni (cfr. _Il bibliofilo_, an. VI, n. 4), appartenne giá ai Medici, come dallo stemma miniato nella 2a carta.
Il De Marinis e il Dziatzko (in _Beiträge zur Kenntnis des Schrift- Buch- und Bibliothekswesens herausgegeben_, VI, 13-23) ritengono unica ed. quella sottoscritta dai quattro sopra nominati, e che le copie, divise fra gli operai, sarebbero state messe in commercio con nomi diversi. Una supposizione presso a poco simile fa il Walters (_A descriptive cat. of the books printed in the 15^th century_, Baltimore, 1906).
C'è discordanza tra i bibliografi quanto al conteggio dei ff., che vanno da un minimo di 114 ad un massimo di 120, secondo che essi calcolano o no i ff. bianchi e le cc. non numerate.
Il Reichling (op. cit., vol. edito nel 1911), a sciogliere l'enigma che avvolgeva queste ed., dice: «_Huius libri sine dubio Henrici Alding typo 1º exscripti varia exemplaria eodem anno ac die emissa, titulo quidem paulum inter se differentia, in fine nomina quatuor diversorum typographorum prae se ferunt: Werneri Raptoris, Bernardi de Dacia, Conradi Bonebach, Francisci Dini. Ad hos igitur viros officina Henrici Alding, qui paulo ante Messanam discesserat, transisse videtur_».
Seguono le edizioni fatte in Venezia da Matheo di Codeca da Parma, altrimenti detto Capcasa. Hain, 4690: «17 marzo 1482»; il Reichling (fasc. IV, p. 177) emenda: «17 mazo, i. e. maggio 1483».
Ed. 1483 (Hain, 4691; Reichling, fasc. II, pp. 143-44): in 4º, carat. rom.; 180 ff. non num.; segno AA, a-x^8, y4; 2 coll.; 38 l.; iniz. xilogr. A f. 1b fig. xilogr. rappresentante santa Caterina. A f. 2a «Epistola prophemiale (_sic_) nel profondissimo et altissimo libro del _Dyalogo_ de la seraphica.... Catherina de Sena....: Ale illustrissime et excellentissime madame et duchesse, madonna Ysabella consorte del illustrissimo signore Lodouico Sforza... frate N. del predicto ordine de obseruantia...» A f. 9a: «Al nome di Iesu Christo crucifixo... _Libro della diuina prouidentia_ composto in uulgare dala seraphica uergine....» A f. 180b: «Impressa in Venetia per Mathio di Codeca da Parma ad instantia de mestro Lucantonio de Zonta fiorentino de lanno MCCCC LXXXIII adi XVII de mazo.» Segue il giglio dei Giunti, c. lett. L. A. Il Reichling, fasc. IV pp. 177-78, nota: «_Haec editio (H., 4690) et illa, quam fasc. II s. H., 4691 recensuimus, ab eodem typographo eodem anno ac die emissae sunt; attamen inter se differunt_». Esemplari: 1 nella Bibl. alessandrina di Roma; 1 nella Casanatense di Roma; 1 nella Palatina della Nazionale di Firenze; 1 nella Magliabechiana; 1 nella Comunale di Siena.
Mathio di Codeca ristampò il _Dialogo_ nel 1494 a dí 17 de mazo (Hain-Copinger, 4692; Proctor, 4998; Reichling, fasc. II, pp. 143-44). Note bibliografiche quasi le stesse della precedente ed. Il Gamba (_Serie dei testi di lingua_, Venezia, 1839) e l'Ilari (op. cit.) avvertono che le due ed. sono simili. Esempl.: 1 nella Palatina della Nazionale di Firenze; 1 nella Comunale di Siena; 1 nella Vitt. Eman. di Roma; 1 nella Vaticana, fondo Barberini; 1 nella Nazionale di Parigi; 2 nel British Museum.
Ultima ed. del periodo paleotipico è quella fatta a Brescia da Bernardino de Misintis di Pavia (Hain-Copinger, 4693; Proctor 7034; Lechi, _Della tip. bresciana nel sec. XV_, Brescia, 1854). In 8º gr.; 191 ff. s. num.; 2 coll.; 40 l.; segno a-z, r^8. È l'ed. principe della versione latina del _Dialogo_ attribuita a fra Raimondo da Capua, confessore della santa. A f. 1a: _Dialogus seraphice ac diue Catharine de Senis cum nonnullis aliis orationibus_. A f. 2a dedicatoria di «_Marcus Civilis brixian._ (cui, secondo l'Audiffredi, si deve l'ed.) _fratri Paulo Sancheo aragonensi, sacri observantis predicatorum ordinis_». In fine: «_Accuratissime impressus ac emendatus in alma civitate Brixiae per Bernardinum de Misintis da Papia die quinto decimo mensis aprilis_ MCCCCLXXXXVI. Esempl.: 1 nella Comunale di Siena; 1 nella Bibl. universitaria di Bologna; 1 nella Bibl. del monastero di Subiaco; 1 nella Magliabechiana della Nazionale di Firenze; 1 nella Nazionale di Palermo; 2 nella Nazionale di Parigi; 1 nel British Museum; 1 nella Walters' library a Baltimore.
Nel sec. XVI si contano undici edizioni del _Libro_ di santa Caterina, in italiano o in altra lingua. Eccone l'elenco in ordine cronologico:
1511, Ferrara, L. de Rubei da Valentia: _Fioreti utilissimi extracti dal divoto Dyalogo vulgare de la seraphica sposa di Cristo sancta Catherina da Siena_, ecc. In 8º. Nel British Museum.
1517, Venetia, C. Ariuabeno: _Dialogo a la seraphica uergine sancta catherina da Siena.... con la sua uita: et canonizatione.... Nouameute reuisto et... castigato_ (con poesie di papa Pio II e di altri in lode della santa). In 8º. Nel British Museum; 2 esempl. nella Nazionale di Parigi; nella Palatina della Nazionale di Firenze.
1519, Londra, Wynkyn de Worde: _Here begynneth the orcarde of Syon, in the whiche is conteyned the revelacyons of seynt Katheryne of Sene, with ghostly fruytes and precyous plantes for the helthe of mannes soule (translated by D. Iames)_. In f.º; 2 coll., senza num. di pp. Nel British Museum.
1540, Venetia, Marchio Sessa: _Dialogo de la seraphica vergine... el quale profondissimamente tratta de la divina providentia... et de molte altre stupende et maravigliose cose...._ Nel frontespizio una fig. xilogr. rappresenta la santa in ginocchio davanti al Crocifisso, e in lontananza Siena. Adi XXIX aprile. Regnante lo inclito principe messer Pietro Lando. ff. num. 224.
1547, Venetia, P. Nicolini da Sabio, ad instantia de Marchio Sessa: _Dialogo della divina providenza_. Nella Nazionale di Firenze, fondo Nencini.
1553, Colonia, I. Gennepaeus: _Theologiae mysticae mirabilium scilicet et inscrutabilium operum Dei lucida demonstratio... per dominum Raymundum a Vineis capuanum.... conscripta partim, partimque e idiomate italico in latinum... ac iam tandem post multos labores exhibita_ (a fr. Theodorico Loher a Stratis). In f.º di 185 ff. Il cat. della Nazionale di Parigi nota che il vol. contiene la vita, il _Dialogo_ e alcune orazioni di santa Caterina.
1569, Colonia, apud T. Baumium. La stessa op. preced. In f.º di 185 ff. Nella Nazionale di Parigi.
1579, Venezia, Farri: _Dialogo_. In fine è il poemetto di Anastasio da Monte Altino (contemporaneo della santa) che celebra il ritorno del papa da Avignone per opera di Caterina. Il poemetto è preceduto da queste parole: «Nastagio da ser Guido da Montalcino, essendo prima molto incredolo de' facti della venerandissima vergine Catharina..., fece l'infrascritto poema doppo la pratica et la experientia che ebbe di lei».
1580, Parigi, G. Mallot: _Le Dialogue et oraisons de l'excellente vierge saincte Catherine de Siene, dicté par elle sortant d'extase et ravissement d'esprit etc. traduict d'ital. en franç._ (par le p. E. Bourgoing), 8º.
1583, Ingolstadt, Sartorius: _Dialogo_. Versione latina attribuita a fra Raimondo da Capua. 8º. È nella Braidense di Milano; nella Nazionale di Firenze, ecc.
1589, Venezia, G. Cornetti: _Dialogo_. 8º.
Nei tre secoli seguenti, tranne l'ed. veneta del Sarzina [Giacomo Scaglia], 1611, e quella del Gigli, della quale si è giá discorso, tutte le altre sono versioni.
1601, Colonia Agrippina, Birckmann: _D. Catharinae senensis... Dialogi in sex tractatus distributi... a domino Raimondo a Vineis... ex italico in latinum conversi, nunc accuratius typis excusi... sumptibus A. Mylii._ 8º.