Libro della divina dottrina: Dialogo della divina provvidenza
Chapter 36
Sono pure molto obbligata agli illustri bibliotecari Guido Biagi e Salomone Morpurgo non solo per la gentile ospitalitá concedutami, ma altresí per i loro suggerimenti e per le agevolezze che mi hanno procurate.
Ringrazio poi il ch. prof. Enrico Rostagno, conservatore dei manoscritti nella Laurenziana, che, con cortesia pari alla sua dottrina, mi è stato largo di ammaestramenti e consigli. E sono riconoscente al ch. dott. Curzio Mazzi, della Laurenziana, al cui sapere ed alla cui instancabile cortesia non sono mai ricorsa invano.
Anche debbo ringraziare don Leone Allodi, dotto abate del monastero di San Benedetto in Subiaco, per la descrizione dei tre codd. delle _Revelationes_ ivi custoditi.
II
I CODICI
1
CODICE SENESE T. II. 9 PRESO A FONDAMENTO DI QUESTA EDIZIONE.
Membr., sec. XIV, mm. 260 x 190, cc. 148 e due guardie bianche, una in principio e l'altra in fine, sulle quali è impresso il bollo «Biblioteca pubblica di Siena». Sul verso della prima vi sono cinque righe abrase, di cui appena si distinguono una o due parole; 43 righe per faccia; a c. 10b la scrittura si divide in due coll. e va cosí sino all'ultimo del codice. Il quale fino a c. 137 contiene il _Libro della divina dottrina_, comunemente detto _Dialogo di santa Caterina_. Le ultime undici cc. contengono altri scritti. A c. 137 termina il _Libro della divina dottrina_ con queste parole: «Qui finisce el libro facto et compilato per la venerandissima vergine fidelissima serva et sposa di Yhux° crocifixo Caterina da Siena de l'abito di sancto Domenico socto gli anni Domini MCCCLXXVIII del mese d'octobre. Amen. «Prega Dio per lo tuo inutile fratello. Amen» (in grosse maiuscole gotiche, rosse e nere).
Legatura del sec. XVII in assi e pelle con fermagli e puntali di bronzo; fregi a freddo e dorati nella costola e sui piatti, dov'è, pure in oro, uno scudo nobiliare, vuoto.
Non vi è la tav. dei capitoli, come in altri codici dello stesso _Libro_, ma comincia il testo alla prima carta. Nel margine superiore, in rosso, di scrittura gotica italiana simile a quella del testo, è la seguente invocazione: «Al nome di Yhux° crocifixo e di Maria dolce». Segue: «Questo libro fece la venerabile Caterina da Siena mantellata di sancto Domenico». Poi, sempre in rosso, ma con scrittura semigotica, questa didascalia: «_Liber divine doctrine, date per personam Dei patris intellectui loquentis gloriose et sancte virginis Caterine de Senis, predicatorum ordinis, conscriptus, ipsa dictante, licet vulgariter, et stante in raptu actualiter et audiente quid in ea loqueretur Dominus Deus, et coram pluribus referente_». Indi, nel margine laterale destro, con la stessa scrittura semigotica in rosso, l'argomento del capitolo. Segue il testo, disteso in scrittura gotica italiana, con frequenti segni di paragrafi in rosso e turchino, alternati. Vi sono poi, di tanto in tanto, capoversi con iniziali gotiche, alternate anch'esse in rosso e turchino, ed ornate rispettivamente di rabeschi turchini e rossi. Una maggiore iniziale alla prima carta distingue il principio del testo. La regolare divisione in capitoli numerati e con argomenti fu fatta però posteriormente; e colui che la fece non tenne conto di questi capoversi originari, ma con giusto criterio fece i capitoli piú brevi, in modo che il dettato avesse piú frequenti soste, che riposassero il lettore. Quindi, se i capoversi sono 101, i capitoli sono 167, e, mancando originariamente lo spazio per tutto l'argomento, questo a volte continua nel margine, a volte è scritto per intero nel margine, sempre in rosso, con scrittura semigotica della stessa mano che scrisse la prima didascalia.
Oltre alla divisione in capitoli, è indicata, dalla stessa mano e con la medesima scrittura in rosso, la partizione in quattro trattati: e cioè, al cap. IX comincia il _Trattato della discrezione_, formando i primi otto capitoli come una specie di prologo; al cap. LIV il _Trattato della orazione_; al cap. CXXXV quello della _Providenza_, e al cap. CLIV il _Trattato dell'obbedienza_, senza che questa partizione interrompa la numerazione dei capitoli, la quale è continua dal principio alla fine. Si nota però un accenno di altra partizione in cinque libri. Infatti, nel margine laterale della prima facciata, sotto all'argomento del primo capitolo, c'è in inchiostro nero: «libro jº», e sotto all'argomento del cap. LI c'è: «libro ijº», e libro iijº al cap. LXXXVI. Fin qui questa partizione non corrisponde ai trattati, ma il libro iiijº e il vº corrispondono l'uno al _Trattato della providenza_, l'altro a quello dell'_Obbedienza_[20].
[20] Nel cod. laurenziano strozziano (si veda p. 427) i capitoli dove Caterina parla dei buoni e dei cattivi sacerdoti, formano un trattato distinto da quello dell'_Orazione_, del quale fanno parte negli altri codici.
Il testo ha alcune correzioni marginali, e qualche volta aggiunte di frasi mancanti, per errore, le quali a volte sono di mano dello stesso copista, a volte di altra mano posteriore. Vi sono anche rare correzioni interlineari, e varie parole, o soltanto lettere, espunte: non mancano però, qua e lá, mende non corrette, come ad es.:
a c. 65a col. 1ª, in princ.: «dicosta» per «discosta».
a c. 99a col. 1ª: «contata» per «contato».
a c. 107a col. 1ª, verso la fine: «contritrione» per «contritione».
a c. 127a col. 2ª, poco dopo la metá: «sensiva» per «sensitiva».
a c. 133a col. 1ª, in principio: «exellentissima» per «excellentissima».
a c. 133a col. 1ª, in principio: «velassò» per «ve la lassò», ecc.
Frequentissimi nel margine, in tutto il testo, sono i segni per additare passi degni di attenzione. Piú frequente è la sigla «nô» o anche semplicemente «N», ovvero «nota» per esteso; spesso vi è disegnata una mano che indica il passo, ovvero uno di quei soliti graffi che servono ad indicare tutto un periodo che si vuole porre in rilievo. Quando nel dettato occorre qualche esempio o similitudine, nel margine è notato con un «exº» o «sili». Non mancano altresí postille latine, quando di mano antica, quando di scrittura posteriore; ad esempio alla c. 77b: «_Nota hic de contemplatione mentali pulchre_».
Macchie d'umido nelle prime carte, e la c. 3 è molto sbiadita. Le macchie vanno scemando sino alla c. 20. La c. 49, sostituita all'antica da una molto posteriore, reca a tergo, nel margine inferiore, queste parole: «Nota come in congiuntura di fare il confronto e correggere il libro stampato de' _Dialogi_ (_sic_) di santa Caterina col presente libro esistente appo il nobile signor Silvio Gori, per ridurre in miglior uso l'opere della santa, si trovò da me, Giulio Donati, che feci la detta fatica, rasato il presente foglio, quale fu di poi l'anno 1704 trascritto da me da altro libro che è una buona copia del sopradetto, che si ritrova il nobile signor Flavio Petrucci».
Le cc. 78b e 79a sono scarabocchiate nei margini. Come pure prove di penna sono nel _recto_ della guardia bianca posteriore, e vi è anche scritto con scrittura moderna: «_Catherinae virginis senensis vita_».
In questo codice è un foglio volante, senza data né firma, recante la seguente notizia: «Questo libro, che fu donato al signor Silvio Gori Pannellini[21] dal medico Girolamo Bandiera, contiene li Dialoghi di santa Caterina da Siena da lei dettati in tempo che stava in estasi, e fu scritto dal beato Stefano Maconi, compagno diletto della santa, che fu poi generale della Certosa»; e segue citando l'autoritá di Girolamo Gigli a conferma di quest'ultima asserzione; della quale, come ho accennato piú sopra, è lecito dubitare, perché, sebbene la scrittura del codice sia tutta in gotico italiano, evidentemente non è tutta di una sola mano. Infatti, dalla c. 111a fino a c. 137, ove termina il _Libro_, la scrittura cambia notevolmente. In primo luogo è assai piú minuta; poi, a differenza delle carte anteriori, vi si nota: 1º lo scarso uso delle abbreviature; 2º la «e» congiunzione quasi sempre senza il «t», e la «è» verbo in mezzo ai noti segni; 3º il punto sugli «i» è assai marcato; 4º «figliuola», «meglio», «voglio» e simili sono scritti regolarmente, e non giá «figluola», «meglo», «voglo», come era scritto prima; 5º finalmente, vi si osserva l'uso di alcune lettere di forma diversa da quella usata nelle precedenti carte.
[21] Nel 1882 fu poi donato dal sig. Gregorio Gori Pannellini alla Comunale di Siena.
Finito il _Libro della divina dottrina_ c'è la c. 138 bianca e, ritornando il cod. alla scrittura della prima mano, seguono:
1º c. 139a: «La venerandissima vergine Caterina da Siena, mantellata et vera figliuola di sancto Domenico, essendo a Roma, mandò questa lettera al maestro Raimondo da Capua del decto ordine, singularissimo padre de l'anima sua, avendolo papa Urbano sexto mandato a Genova, nella quale di chiaro gli notifica la sua morte, benché onestamente».
2º c. 141a: «Certi nuovi misteri che Dio adoperò ne l'anima della decta sua sposa Caterina la domenica della sexuagesima, come di sopra si fa menzione; e' quali essa significò al decto maestro Raimondo».
3º c. 142b: «Certe parole, le quali essa benedecta vergine orando dixe doppo el terribile caso che ella ebbe el lunedí a notte doppo la sexagesima, quando da la fameglia fu pianta amaramente come morta. Doppo el quale caso, ella mai non fu sana del corpo, ma continuamente agravòe infino al fine».
4º c. 143 a: «Certi ponti del sermone che ella ci fece, sentendosi agravare», ecc.
5º c. 144 b: «Appresso scrivarò parte de l'ordine del glorioso et felice fine di questa dolce vergine, secondo ch'e' nostri bassi intellecti poterono comprendere, preoccupati di grandissimo dolore».
6º c. 146 b: «Una notabile et bella visione che ebbe una matrona romana serva di Dio el dí et l'ora che la decta sposa di Iesu Cristo passòe di questa vita (questa narrazione è in latino; e in ultimo «_Orate pro scriptore_»).
7º c. 148 b: Chiude il volume quella lauda di santa Caterina che ricorre talora nei codd. di Laude, e che ad es. nel palatino 13 della Nazionale di Firenze (v. _Indici e cataloghi_, n. IV) leggesi a cc. 252a--254a attribuita a fra Tommaso (Caffarini), e che comincia: «Sí forte di parlare io son costrecto...». Ma qui è mutilo, terminando col verso: «Ch'ha di suo desidèr sanct'adenpire».
2
CODICI MINORI[A]
[A] Le notizie relative a questi codici e alle stampe furono raccolte, per la maggior parte, dal comm. Carlo Fiorilli, che vivamente ringraziamo [Nota della direzione].
a)
Nella Biblioteca comunale di Siena[22].
[22] Cfr. L. ILARI, _La bibl. pubbl. di Siena. Cat. di tutti i mss. e libri stampati che vi si conservano_ (Siena, 1846-48); _La bibliografia_ inedita _degli scrittori sanesi, compilata dal conte_ SCIPIONE BICHI-BORGHESI, il quale per la parte concernente santa Caterina ebbe a diligente collaboratore il dott. Francesco Grottanelli.
2) Cod. I. VI. 13 cart.; in f.º; mm. 281 x 212; sec. XV incip.; ff. numer. 2-144; mancante il 1º f.; numer. antica in cifre arabiche; cinque ff. di riguardo in princ. e due in fine; scrittura d'una sola mano sino al f. 140, e a 2 coll.; l. 37 per col. intera, dal f. 41a a 140b; rubriche e iniziali dei capitoli in rosso; postille marginali e interlineari; scrittura d'altra mano, sec. XVI, pei ff. 141-144; bianchi i ff. 7-10; capitoli 167. Sul _recto_ del 1º f. di guardia Gaetano Milanesi notò: «Si dubita che questo libro sia stato scritto di mano di maestro Andrea di Vanni pittore, amico della santa». Ma il ch. bibliotecario della Comunale di Siena avverte: «Io non lo credo, perché, confrontata la scrittura del cod. con un autografo del Vanni, non mi pare che abbiano rassomiglianze caratteristiche».
Dal f. 1a al f. 6a cinque lettere della santa, non sei, come è segnato sul dorso del cod., perché una lettera è ripetuta. A f. 11a comincia il _Dialogo_: «Al nome di Yhu xpo crociefiso e di Maria dolcie. Questo libro fecie la venerabile vergine Katerina da Siena....». A f. 140b: «Qui finiscie illibro fatto e conpilato per la venerandissima vergine..... sotto gli anni domini mille treciento setanta otto del mese d'ottobre Amene».
A ff. 143a-144a: «Repertorio de dialogi di s. Chaterina». Leg. in pelle del sec. XVI inoltrato.
3) Cod. T. II. 4 membr.; in f.º; mm. 300 X 220; sec. XV incip.; ff. 142; numer. recente; il f. tra il 71 e il 72 non num.; due ff. di riguardo in princ. e due in fine; scrittura semigotica, a 2 coll.; l. 36 per ogni col. intera; rubriche in rosso; capitoli 167 con le iniziali filigranate, alternatamente in rosso e azzurro; richiami in fine d'ogni quaderno. Nell'iniziale a f. 5b una miniatura raffigura santa Caterina col Crocifisso nella destra e un libro nella sinistra. Nell'iniziale a f. 6b altra miniatura rappresenta la santa in estasi dinanzi al Signore apparsole dall'alto, mentr'essa dètta a due segretari. Nel _verso_ del 1º f. di guardia, gli stemmi delle famiglie senesi Gori-Pannilini e Bichi dipinti nel sec. XVIII, e, in lettere dorate, il nome: «Porzia de' marchesi Bichi ne' Gori-Pannilini». Nel _recto_ del f. 2, in lettere pure dorate, la seguente didascalia: «Questo volume contiene i Dialogi di s. Caterina da Siena dettati da lei nel suo volgare a suoi scrittori... E detto volgare fu latinizato da ser Cristofano di Gano Guidini, uno dei suoi segretari e discepoli; et in parte latinizato ancora dal b. Raimondo». Leg. del sec. XVIII in assi coperte di velluto cremisi, con borchie di metallo argentato. Provenienza: ex-convento di San Domenico in Siena.
A f. 1a: «_Incipit ordo capitulorum in latino libri divina revelacione compositi in suo vulgari nativo_...». A f. 5a: «_Incipit prologus in libro supradicto... Iste liber, qui hic infra sequitur, translatus fuit per quemdam scribam ser Xpoforum de Senis... et hoc circa annos domini Mº CCCº LXXXXº. Est eciam quedam porcio huius libri in latinum translati per supradictum magistrum Raymundum in Venetiis apud locum predicatorum. Et quidam alius translatus in latinum per quendam monacum ordinis cartusiensis est apud generalem dicti ordinis_». A f. 6b, col. 1: «_Hic incipit supradictus liber_...». A f.º 141, col. 2: «... _de quo lumine videtur_...».
4) Cod. T. II. 5 membr. in f.º picc. mm. 266 x 192; ff. 183; numer. recente; mutilo di un f. tra il 177 e 178; due ff. di riguardo in principio e due in fine; scrittura semigotica di una sola mano, eccetto il 1º f.; a 2 coll.; l. 31 per col. intera; rubriche in rosso; capitoli 167 con le iniziali in rosso e azzurro, filigranate in violetto e rosso; richiami in fine d'ogni quaderno. Una miniatura sulla iniziale a f. 7b rappresenta santa Caterina in estasi dinanzi al Signore che le appare dall'alto. Nel _verso_ del 1º f. di guardia, gli stemmi gentilizi Borghesi e Petrucci-Palleschi dipinti nel XVIII sec., e, in lettere dorate, il nome: «Flavia Petrucci-Palleschi ne' Borghesi»; nel _recto_ del 2º f., in lettere pure dorate, la seguente didascalia: «Questo volume contiene i Dialoghi di santa Caterina da Siena, o sia il Libro della divina dottrina...». Leg. e provenienza come del cod. precedente.
I due codd. T. II. 4 e 5 contengono la medesima versione latina del _Libro_, e sono sostanzialmente identici.
b)
Nella Mediceo-laurenziana di Firenze[23].
[23] Cfr. BANDINI, _Cat. codd. mss. Bibl. mediceae laurentianae tom. quintus, italicos scriptores exhibens_, col. 334 pel 1 cod.; e _Suppl_., t. II, coll. 253, 254 e 333 per i successivi tre codici.
5) Cod. Gadd. pluteo LXXXIX Sup. C. membr.; in 4º gr.; sec. XIV; a 2 coll.; ff. scritti 184; titoli in rosso; iniziali colorate; scritto accuratamente; macchiato nelle ultime carte. «Il libro facto e compilato per la venerandissima vergine fedelissima serva e sposa di Geso Christo crucifixo Catarina da Siena... sotto gli anni del Signore 1378 del mese d'octobre al tempo del sanctissimo in Christo padre e signore papa Gregorio XI (_sic_)...». Precede la tav. dei 167 capitoli. Inc. «Levandosi una anima...». Fin.: «Del quale lume...». Segue: orazione a santa Caterina «_O spem miram quam dedisti_» ecc.
6) Cod. XXI, Biscioniano, parte cart. e parte membr.; in 4º picc.; sec. XV; benissimo conservato; ff. scritti 226. Precede la tav. dei capitoli, i quali, per una differente divisione, sono 165. «_Il libro della divina doctrina_ data per la persona di Dio Padre parlando allo 'ntellecto della gloriosa vergine beata Catherina da Siena...» Inc. «Levandosi una anima...». Fin. «del quale lume...». Si chiude con questa nota: «... il quale [libro] è del monasterio di Sancto Lorenzo decto Monte Aguto dell'ordine della Certosa d'appresso ad Firenze, il quale iscripse don Francesco da Pisa monacho et professo di decto monasterio a dí XI di giugno 1473, e finissi a dí VII di novembre in decto millesimo».
7) Cod. XXII, Biscioniano, cart.; in 4º picc.; sec. XV; ff. scritti 192. È mutilo: contiene i primi 108 capitoli. Precede l'indice. In fine, una nota in latino, di scrittura identica a quella del cod., avverte ch'esso fu copiato l'anno 1454 per mano del presbitero Andrea Lorenzo de Buonganellis di Firenze, sotto il pontificato di Niccolò IV, essendo arcivescovo di Firenze Antonino dell'ordine de' predicatori.
8) Cod. XXXI, Strozziano, membr.; in 4º gr.; fine sec. XIV; a 2 coll.; benissimo conservato; capitoli 167 con titoli in rosso; ff. scritti 189. In 1a pag. si legge: «Libro del senatore Carlo di Tommaso Strozzi n. 49». Oltre il _Libro_, contiene: 1º _Miracoli_, cioè breve Vita di santa Caterina; 2º _Epistola anonymi_ (di Tommaso Buonconti da Pisa (?) discepolo della santa) sul «transito» di Caterina; 3º Versi di Pio II in onore di lei.
c)
Nella Riccardiana di Firenze[24].
[24] Cfr. S. MORPURGO, _I mss. della r. Bibl. Riccard. di Firenze_ (Roma 1895-96).
9) 1267, cart.; sec. XV; mm. 340 x 235; cc. 205, piú due guardie membr., una in princ., l'altra in fine, le quali sono due fogli di un antifonario del sec. XI con note musicali; bianche le cc. 6 e 202-205; le altre scritte molto regolarmente, a 2 coll. da l. 35, con iniziali e titoli di rubrica. _Dialogo della divina providenza_, cc. 1a-190a. Tav. dei 167 capitoli, cc. 1a-5a. Finito il _Libro_ detto _Dialogo_ di s. Caterina da Siena, questa nota: «Fu finito di scrivere a dí ventidue dicembre, correndo gli anni del nostro Ihesu Christo mille quatrocento ottantacinque; et è il detto libro de monasterio di Santa Brigida, chiamato il Paradiso, di presso a Firence». Da cc. 190a-201b _Miracoli e Transito di santa Caterina_. Leg. antica in assi coperte di cuoio, con fermagli.
10) 1391, P. II 19 cart.; sec. XV; mm. 290 x 210; cc. 203; bianche le cc. 7, 202, 203; le altre scritte assai regolarmente, a 2 coll., da l. 35; iniziali e rubriche colorate. In princ. c. 8a una maggiore iniziale dorata. In fine 201b, di mano del copista: «_Anno domini Mcccclxxiiij, die x mensis octubris_». Leg. moderna. La tav. dei capitoli cc. 1a-6b. A c. 8a com.: il _Liber divine doctrine_... «Levandosi una anima ansietata...». Fin.: «pare che di nuovo si innebbrij l'anima mia». Segue l'orazione: «_O spem miram quam dedisti_».
11) 1392, P. II 18 membr.; sec. XV; mm. 270 x 180; cc. 155; a coll. di circa 40-45 l.; iniziali e rubriche colorate; una maggiore iniziale, con fregi marginali, a c. 6a, distingue il principio del testo. A c. 5b una vignetta rappresenta santa Caterina in cielo, in atto di adorare la Trinitá, e in terra un cardinale inginocchiato. A c. 155b una nota, di scrittura identica a quella del cod., avverte: «Fu scritto da me Pietro Niccola di Iacopo Aiuti di Reggiolo, notaio fiorentino, l'anno 1445, e finito il giorno 17 di giugno». Leg. moderna.
d)
Nella Magliabechiana della Nazionale di Firenze.
12) D. 76. classe XXXV. Cod. LXXVI. Cat. Gad. 291. cart.; mm. 300 x 220; fine del sec. XV. Le _Rivelazioni_ di santa Caterina da Siena. Mutilo; la scrittura dell'ultima carta termina con le parole «alle tue creature» del capitolo CXXXV. Postille marginali; non a coll.; 30 l. per cart.; ff. non numer.; rubriche in rosso sbiadito; spazio lasciato in bianco per le iniziali; ultimi ff. rosicchiati al margine inferiore. Leg. povera in cartone, con la costola in pelle.
13) D. 77. classe XXXV. Cod. LXXVII. Cat. Gad. 148. cart.; mm. 300 x 220; scrittura semigotica sec. XV. _Libro della divina providenzia_, o le _Rivelazioni_. Guardie membr. una in principio, l'altra in fine; ff. numero 152, e 7 ff. bianchi in fine. Il _Libro_ ff. 1-132; capitoli 167. Rubriche in rosso pallido; iniziali colorate; a 2 coll.; senza postille. Segue: 1º lettera di Barduccio di Piero (Canigiani) a suor Caterina de Pieroboni, nel munistero di Monticegli appresso a Firenze, sul transito della beata Caterina; 2º _Libro della vita contemplativa_ del glorioso dottore messer santo Agostino; 3º Divote meditazioni e opera ispirituale di quatro iscaglioni e gradi che ordinò e conpose sancto Aghostino a una sua figliuola ispirituale. Leg. in assi coperte da pelle nera con fregi stampati, e avanzi di puntali.
e)
Inventario ms. dei mss. scelti nelle biblioteche dei soppressi conventi del dipartimento dell'Arno (1808) dalla commissione degli oggetti d'arti e scienze, e rilasciati dalla medesima alla pubblica Libreria magliabechiana.
14) F. 5. 300. sec. XV; mm. 280 x 190. Le _Rivelazioni_ di santa Caterina da Siena. Precede la tav. dei capitoli, di scrittura del sec. XVIII; per una differente divisione, i capitoli sono 165; ff. non numer. e non a coll. Il _Libro_, con scrittura di grosso gotico, comincia a f. 1a. Rubriche e iniziali in rosso. Richiami a piè di ciascun f. Postille marginali e interlineari di mano diversa da quella del cod. Leg. in assi coperte di pelle solo nella costola e nei margini di essa. Provenienza: convento dei Camaldoli presso Poppi. Nell'ultimo fb, questa nota, di epoca posteriore a quella del cod.: «_A xxv de nouyembre, dia di sancta Catarina martire anyo 1568 comence yo fray Francisco Casal daguila la prouacion de nouicio in iste sacro hermo di Camalduli. Dios me dexe perseverar hasta la muerte.
Amr. Ihs
dia segudo de marzo del anyo 1569 comece las misas de paracuellos..._».
f)
Nella Palatina della Nazionale-centrale di Firenze[25].
[25] Cfr. F. PALERMO, _I mss. palatini di Firenze_ (Firenze 1853); AD. BARTOLI, _I codd. palatini della r. bibl. naz. centr. di Fir._ (Roma 1885).
15) Palat. 55. (637. E, 5, 10, 1); cart.; di due diverse scritture; sec. XV; mm. 199 x 144; cc. numero 308; bianche le ultime cinque. Fino a c. 189 la numer. è parte antica, parte moderna; sempre moderna per le rimanenti. Ma la numer. è errata, perché, mancando le cc. 123 e 144, si supplí con due altre carte che furon lasciate non numer.; anche non numer. è un'altra fra le cc. 230 e 231. Le cc. 50 e 51, comprese però nella numer., furono messe in sostituzione di altra c. mancata. Dalla c. 127 si salta alla 129, ma senza lacuna nel testo. Dopo la c. 184 dovrebbe esser posta la c. 185, che ora è dopo la 188. Nel tergo della guardia membr. anteriore è una nota ms. di Pier Del Nero. Appiè della c. 122b, d'inchiostro rosso, è il nome Nofri. Nei margini super. delle cc. 66b, 67a e 71a leggesi: «Lo scorticato sta | in prigione per li peccati | dela madre e del padre». Appartenne alla libreria dei Guadagni. Leg. in cart., cop. di tela.
g)
Nella biblioteca Landau presso Firenze[26].
[26] Cfr. FR. ROEDIGER, _Cat. des livres manuscrits et imprimès composant la bibl. de M. Horace de Landau_ (Firenze, 1885-90).
16) Membr.; sec. XV; 294 ff. in 8º; scrittura minusc. gotica; ad 1 col.: titolo in rosso, con una miniatura in 1a c. La tav. delle materie (1a-10) sta innanzi al _Dialogo della divina providentia_. Leg. moderna in pergamena.
h)
Nella Vaticana[27].
[27] Dal dr. B. Nogara, direttore del museo etrusco Vaticano, al quale si rendono grazie per la cortese comunicazione.