Lettere di Lodovico Ariosto Con prefazione storico-critica, documenti e note

canto XIV, st. 2 a 9, e c. XXXIII, st. 40 e 41.

Chapter 2739 wordsPublic domain

[51] A tale oggetto il duca aveva già mandato a Roma il celebre giureconsulto reggiano Carlo Ruini, ma il papa non accettando scuse e giustificazioni, proruppe in nuove lagnanze contro il duca, accusandolo di tirannia, imputandogli l'uccisione di Ercole Strozzi la notte del 6 giugno 1508 e di un prete ricco a denari e per beneficii, come pure di aver coniata moneta falsa di cui aveva le prove, e perciò disse aver deliberato di privarlo giuridicamente del feudo di Ferrara (CAMPORI, _Notizie_ ecc., l. c., p. 47-48).

[52] ARIOSTO, _Furioso_, canto XIV, st. 4.

[53] ANSELMO MICOTTI, _Descrizione di Garfagnana_. Ms. presso la R. Biblioteca Estense di Modena.

[54] GIOVIO, _Vita di Alfonso I_, trad. del Gelli. Fir., 1553, pag. 127.

[55] ARIOSTO, _Opere minori_, tomo I, pag. 283.

[56] Idem, _Furioso_, canto XXXV, st. 2.

[57] Il BARUFFALDI, _Vita di Lod. Ariosto_, pag. 174, seguendo la Cronaca di Jacopo da Marano, dice che il cardinale Ippolito ritornò a Ferrara il 7 luglio 1516. Vi è certamente l'errore di un mese, poichè a pag. 146 di questo volume riportiamo una lettera del cardinale datata di colà il 10 giugno.

[58] Vedi lettera dell'Ariosto, 25 dicembre 1509, pag. 9 a 11 del presente volume e note relative.

[59] CAMPORI, _Notizie_ ecc., l. c., pag. 56, ov'è pubblicata per la prima volta la lettera del cardinale. La riportiamo in appendice alla presente edizione, avendo rilevato essere tutta di pugno dell'Ariosto.

[60] Il BARUFFALDI dice che il vicario del cardinale a Milano era Beltrando Costabili, confondendolo forse col socio del beneficio. _Vita di Lod. Ariosto_, pag. 178.

[61] BONAVENTURA PISTOFILO, _Vita di Alfonso I_, cap. II. Questa vita rimase imperfetta al cap. CIV per la morte dell'autore avvenuta il primo ottobre 1533, un anno prima di quella del duca. È lodata dal Muratori perchè scritta da persona molto bene informata delle cose da lui stesso trattate a nome di Alfonso I; ma pecca di soverchia parzialità al medesimo.

[62] NAPOLÉON III, _Études sur le passé et l'avenir de l'artillerie_, liv. I, chap. 2 (_Bataille d'Aguadel_).

[63] A' suoi maggiori cannoni d'assedio pose nome di _diavolo_, di _gran diavolo_ e di _terremoto_ (ricordandolo anche l'ARIOSTO nel _Furioso_, c. XXV, s. 14), e così chiamò _Giulia_ una famosa bombarda perchè fatta col bronzo della statua che i Bolognesi avevano innalzata a Giulio II col magisterio del divino Michelangiolo. Su questa bombarda stanno nell'Archivio di Stato in Modena degli Epigrammi a penna dettati da diversi autori in latino ed in italiano, ed eccone un saggio:

_Tela Jovis supero, tremefactaque pondera terræ,_ _Alphonsi Estensis machina facta manu...._ Chi non dirà che Giove e 'l ciel s'adiri, Se avvien che 'l fulminar mio si rimiri?...

Gli avanzi delle artiglierie del duca Alfonso conservaronsi in Modena sino alla fine del secolo scorso, in cui se ne appropriarono i Francesi.

[64] PIETRO GHINZONI, _Nozze e commedie alla corte di Ferrara nel febbraio 1491_ (v. _Archivio storico lombardo_, anno XI, fasc. IV, dicembre 1884). La citata _grida_ aggiunta in fine dal traduttore dei _Menecmi_ ci fa conoscere che la recita venne eseguita sulla riduzione libera in ottava e terza rima che fu poi stampata a Venezia 1528 e 1530, due edizioni molto scorrette. L'_Anfitrione_, commedia di PLAUTO recitata la sera dopo, fu tradotta prolissamente in terza rima da PANDOLFO COLLENUCCIO. Trovasi pubblicata a Venezia nel 1530, e da ultimo nella _Biblioteca rara_ del DAELLI (Milano 1864); ma convien credere che per recitarla (e ciò avvenne anche due volte nel 1487) si dovesse accorciare in più luoghi, giacchè a darla conforme la stampa, e con intermezzi, sarebbe occorso troppo tempo.

[65] FRANCESCO DE' MANTOVANI, nel suo _Libro di alcune croniche_, mss., parlando di Lucrezia, dice: «Il papa li voleva bene, a tale che niuno non poteva ottenire beneficii, se non per via di lei, e per questo guadagnava un tesoro.» Il RAYNAL, _Ann. Eccles._, dichiara che le fu talvolta ceduto dal padre il governo temporale di Roma.

[66] Veggasi a pag. XXXV, nota 2 del presente volume.

[67] ARIOSTO, _Opere minori_, vol. I, pag. 327.

[68] _Archivio storico italiano. Appendice_, tomo II (Firenze, 1845), pag. 307 e 308.

[69] «Oltre cento mila scudi d'oro di dote.... e molte gioie e argenti, ch'ella portò seco venendo a marito, papa Alessandro dette anco all'illustrissima casa d'Este il dominio di Cento e della Pieve. Oltre di questo, come si soleva pagare di censo e per ricognizione di Ferrara alla Sede Apostolica quattro mila scudi l'anno, dedusse il censo a cento ducati l'anno, col consenso del sacro Collegio de' cardinali.» BON. PISTOFILO, _Vita di Alfonso I_, cap. V.

[70] Gli diresse un carme latino, e gli fece l'epitaffio in morte. _Opere minori_, tomo I, pag. 333 e 361. Lodato anche nel _Furioso_,