Le vergini: commedia in quattro atti

Part 5

Chapter 51,272 wordsPublic domain

Portate questo abbasso; poi tornate.

(_Il fattorino trascina fuori il baule_).

NINÌ

Oh Paolina, come va? Stavi poco bene, jersera? (_A Vittorio_) Non c'è tempo da perdere: è il tocco: ò preso la carrozza e ò condotto il facchino... E Selene?... Non è ancora tornata? Dio santo, mi farà mancare la corsa?! — Ma io parto anche senza di lei... (_A Vittorio, piano_) (Dunque non venite, voi?)

VITTORIO

(No... mi rincresce di non potervi accompagnare...)

NINÌ

(Verrete a trovarmi a Napoli... per il mio debutto).

VITTORIO

(O questo sì, certamente).

NINÌ

E la mamma è pronta? Ma Dio santo, non c'è tempo da perdere. (_Si reca alla seconda porta di sinistra e chiama_) Mamma, mamma, andiamo dunque...

(_Rientra il fattorino_).

NINÌ (_al fattorino_)

Ora venite qui. (_Escono entrambi dalla porta del fondo_).

VITTORIO (_a Paolina_)

Mi raccomando, della calma, della calma, Paolina.

SELENE (_dalla comune_)

Si va?

NINÌ (_entrando col fattorino carico di valigie_)

Fate piano, mettete tutto in carrozza... (_Il fattorino esce. A Selene_) Ah sei qua! Partivo senza di te, sai? (_Chiamando_) Mamma, mamma?

(_Entra Delfina_)

NINÌ

Andiamo, andiamo!

DELFINA (_a Vittorio, piano_)

(Oh! bravo signor Vittorio, è qui ancora... Venga anche lei alla stazione... mi faccia questa grazia... io non avrei il coraggio di staccarmi dalle mie figliole).

VITTORIO

(Ci vengo, ci vengo, e dopo la riaccompagnerò a casa).

DELFINA

(Grazie. È un gran dolore, in tutti i sensi... Ma sa che sacrifici mi costa questa partenza... anche materialmente!... Tutti i conti da pagare...)

NINÌ (_a Paolina, avvicinandosele_)

Dunque addio Paolina... (_La bacia_) Tutti i miei auguri... Salutami Dario... digli che mi rincresce di non averlo potuto vedere prima di partire...

PAOLINA

Sì...

NINÌ (_la bacia di nuovo_)

No... no, non commuoverti... Io sono tanto felice!... Che vuoi, seguo la mia vocazione...

VITTORIO (_per togliere Paolina al suo supplizio_)

Su, su, piccine, andiamo... è tardi...

NINÌ

Sì, andiamo... (_Piano a Vittorio_) (Badate che Zamperoni non mi à ancora consegnato lo spadino. Occupatevene, e fate che lo mandi non più tardi di sabato...) Addio Paolina...

SELENE (_baciando Paolina_)

Addio, tanti auguri.

DELFINA

Avete tutto? Non dimenticate nulla?

NINÌ

No, no, andiamo. Addio, addio...

(_Tutti si avviano_).

VITTORIO (_piano a Paolina_)

(Coraggio).

(_Tutti escono. Paolina li accompagna sino all'uscita_).

SCENA V.

PAOLINA, poi DARIO.

PAOLINA (_rimane un momento immobile sulla soglia, cogli occhi fissi, imbambolati, a guardare quelli che se ne vanno. Poi si volge: si guarda attorno. Sulle sedie sono ancora le vesti da sposa come nell'atto terzo. Le osserva, ne prende qualcuna, poi, come ripetesse le parole di Dario_)

Tutte scure, tutte scure... non pajono neppur vesti da sposa... (_Le vesti le cadono dalle mani: fa qualche passo, come in uno stato di sonnambulismo, poi, vinta dall'emozione, dà in un angoscioso scoppio di pianto e cade spossata su di una sedia. Pausa_).

DARIO (_appare sulla soglia della comune, impacciato, quasi vergognoso, e sta un momento ad osservare_)

PAOLINA (_che non si è accorta della presenza di Dario, si alza, si volge, lo vede, e dà un piccolo grido, poi rimane a fissarlo, stupita, dubbiosa_)

DARIO (_commosso, a voce bassa_)

Perdonatemi Paolina, se ò ardito di venir qui... ancora... Ci siamo lasciati, jeri, in un modo così doloroso... e siamo... o siamo stati troppo qualcosa l'uno per l'altro, per non scambiarci almeno una parola ancora, prima di... lasciarci... per sempre... (_Pausa: fa due passi innanzi_) Volete stringermi la mano?

PAOLINA (_con effusione, va incontro a Dario e gli porge la mano, che egli afferra e tiene nella sua, lungamente. Paolina abbassa gli occhi, non osando di guardarlo_)

DARIO

Ò molto da farmi perdonare da voi!

PAOLINA (_sollevando gli occhi_)

Perdonare?

DARIO

Sì. Jeri io sono fuggito, come un vile. Ma era la rovina di tutta la mia vita, della mia felicità... e come mi veniva da voi... mi parve persino che non dovessi neppur ribellarmici... Ora io partirò, andrò lontano... Mi attendono lunghe ore d'angoscia...

PAOLINA

Lei parte?... Oggi?

DARIO

Forse... oggi stesso...

PAOLINA

Non ci vedremo più... À fatto male di venir qui... di rivedermi ancora...

DARIO (_à un impeto di passione, le afferra le mani, poi la circonda alla vita, e appassionatamente le susurra_)

Paolina... mi vuoi bene, ancora?... Mi ami?... Dimmelo!...

PAOLINA (_dimentica, quasi in estasi_)

Oh Dario!...

DARIO (_c. s._)

E allora no che non ci lasciamo... Non capisci che l'amore, che la passione mi ànno condotto qui... Se mi ami non ci dobbiamo, non ci possiamo dividere... c'è una forza sovrumana che ci unisce!... Io parto stasera, sì... e tu parti con me...

PAOLINA (_colpita, svincolandosi, fissandolo_)

No!...

DARIO (_si guarda attorno rapidamente come se temesse d'esser veduto, poi circonda di nuovo Paolina, vincendo la riluttanza di lei_)

Perchè no?... All'insaputa di tutti... noi fuggiamo, lontano, dove nessuno ci conosce... dove vivremo noi due soli, amandoci, adorandoci per tutta la vita...

PAOLINA (_riuscendo a svincolarsi, commossa, senza astio o durezza di voce_)

No! E non dire una parola di più, perchè mi offendi...

DARIO

Ti offendo?

PAOLINA

Sì, mi offendi: e oggi, oggi, ò il diritto di essere rispettata... (_Colle lagrime nella voce_) Sino a jeri che t'ingannavo, per amore, sia pure, ma t'ingannavo, se tu avessi saputo da altri che da me il mio passato, avresti avuto il diritto di propormi quello che ora mi proponi... (_con un fil di voce_) e l'avrei accettato, forse... Oggi no! Ti vergogni tu, di propormelo, perchè vuoi fuggire, all'insaputa di tutti, ti vergogni di amarmi... e vuoi che io accetti questo amore?!...

DARIO

Ma ti amo!

PAOLINA

No, no che non mi ami!... Se tu mi amassi apprezzeresti quel poco di buono che è in me, capiresti che la mia sventura non è una colpa, e non saresti venuto qui ad avvilirmi, confessandomi che arrossisci di quello che fai... Domani mi disprezzeresti, mi scacceresti forse lontano da te... Ne morirei di vergogna.

DARIO

Ah Paolina, dopo avermi innamorato ài forse creduto che una confessione terribile come quella che tu mi ài fatta non potesse mutare più le mie intenzioni a tuo riguardo... e per questo l'ài fatta!

PAOLINA (_con un gesto disperato_)

Oh Dio, che orrore! (_Poi, a mani giunte, quasi supplichevole_) Dario, Dario, e sei tu che mi parli così, tu, tu che avevi tanta fede in me, sino a jeri... Oggi, che ti ò aperto il mio cuore, a tal punto tu dubiti e mi disistimi?... Ma è possibile? E vorresti che fossi la tua amante! Ah no! Dario, mai, mai!

DARIO

E perchè non ài confessato subito?

PAOLINA

Perchè ti amavo... perchè avevo vergogna di confessarmi qual'ero al primo uomo che mi mostrava della stima e del rispetto sincero!... Oh, Dario tutto è finito, per sempre.... Tu lo vedi.... nessun legame, di nessuna natura, è più possibile tra di noi... Ebbene, in questo momento ti giuro che la mia confessione fu sincera, che fu un impulso dell'anima, che l'ò fatta senza calcolo alcuno... Ma dopo quella confessione io mi sento superiore a te. Non ti debbo più nulla... Non puoi rimproverarmi di nulla... E non ti ò cercato, non avrei tentato di rivederti... Sei tornato, tu, per offendermi. Addio!... (_Si avvia verso la porta a sinistra_).

DARIO (_combattuto_)

Paolina!...

PAOLINA (_quasi sulla soglia, si ferma, si volge_)

DARIO (_accorre a lei, l'abbraccia_)

Paolina!...

PAOLINA (_dimentica_)

Ti amo... ti amo!

DARIO (_le susurra nei capelli_)

Sì... a stasera...

PAOLINA (_con impeto, come prima, svincolandosi_)

No! Addio! (_E fugge nella sua stanza_)

DARIO

(_à un impulso per rattenerla, ma si frena. Sta per chiamarla, ma soffoca le parole mettendosi il fazzoletto sulla bocca. Lotta ancora un momento, poi si risolve, prende il cappello che aveva posato sul tavolino, ed esce dalla comune_). (_Cala la tela_).

FINE.

NOTA.

Questa commedia fu rappresentata per la prima volta al Teatro Alessandro Manzoni di Milano la sera del 16 Dicembre 1889, dalla Compagnia diretta dalla Signora Virginia Marini.

Le parti erano così distribuite:

_Dario_ Sig. Cav. Enrico Reinach. _Vittorio Olgiati_ » Cav. Claudio Leigheb. _Corrado Cantoni_ » Angelo Gattinelli. _Vercellini_ » Ettore Mazzi. _Il Marchese Zoppi_ » Ugo Leigheb. _Cozzi_ » Paolo Cantinelli. _Merati_ » Ettore Berti. _Dellàgo_ » Stanislao Ciarli. _Delfina_ Sig.ª Angela Beseghi. _Paolina_ » Italia Vitaliani. _Ninì_ » Edvige Guglielmetti. _Selene_ » Elisa Berti.

* * * TEATRO * * *

_Marco Praga_, L'AMICO L. 1 — — — ALLELUJA » 2 — — — L'INNAMORATA » 2 — — — LA MOGLIE IDEALE » 2 — — — LE VERGINI » 2 — _E. A. Butti_, IL VORTICE » 1 50 _F. Mariani_, UNA COSCIENZA » 2 50 _Turguenieff_, IL PANE ALTRUI » 2 50

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L. OMODEI ZORINI — Milano.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.