Le vergini: commedia in quattro atti

Part 2

Chapter 23,611 wordsPublic domain

(_Rimangono sul dinanzi della scena Dario e il Cantoni_).

CANTONI

Che famiglia bizzarra!

DARIO

Ti sei già formato un giudizio?

CANTONI

Vittorio mi à spiegato l'ambiente...

DARIO

Oh! mio cugino è un gran pessimista. Te ne avrà detto un mondo di male...

CANTONI

Ma quello che ò potuto constatare sinora non è nulla di meglio. Quelle due ragazze...

DARIO

Quali?

CANTONI

Selene e Ninì...

DARIO

Ah! Ma Paolina è tutt'altra cosa...

CANTONI

Non l'ò ancora osservata bene... Però anche Vittorio mi diceva...

DARIO

Meno male che le rende questa giustizia!

CANTONI

Sì, ma finirà per sentire anche lei l'influenza....

DARIO

Non c'è questo pericolo! È troppo buona, è troppo saggia...

CANTONI

Mi pare che tu le faccia una corte molto assidua...

DARIO

Ti confesso che provo una grande simpatia per lei. Mi fa compassione vedendola qui in questa casa. Come ne soffre! Guarda: ò pensato già più d'una volta, seriamente, se io non potrei fare qualcosa per lei... toglierla di qui...

CANTONI

Eh! non ci sarebbero che due mezzi. Farne la propria amante... o sposarla.

DARIO

Farne la propria amante? Come si vede che non la conosci! Una sola parola che le venga rivolta meno che rispettosa...

CANTONI

Se ne offende? Può essere una _ruse_ come un'altra.

DARIO

Ecco la differenza! Non se ne offende; capisce, poveretta, che non può farlo, che non à il diritto di farlo: ma se ne accora, se ne cruccia sino a muovere compassione. La vita che conduce ne è una prova, del resto!

CANTONI

E allora... non c'è che sposarla... Bada, scherzo, veh!

DARIO (_indifferente_)

Oh! si può anche dirlo sul serio...

CANTONI (_stupito_)

Che?...

(_Entra Vittorio_)

NINÌ (_di dentro, batte le mani e grida_)

Alla _queue_, alla _queue_!

VITTORIO

Divento vecchio... non so più ballare...

DARIO

E la Paolina?

VITTORIO

Non à potuto rifiutare un giro di polka a quel Merati che le fa una corte spietata, con nessun successo però, non spaventarti.

CANTONI

Ma sai che Dario è davvero innamorato della Paolina?

VITTORIO

Eh se lo so! Gli è che la piglia da un lato molto falso. Ma ditemi un po': vojaltri, là in Germania, lo prendete sempre così sul serio l'amore?

CANTONI

Ma davvero che Dario lo piglia troppo sul serio. Figurati che or ora mi diceva come capirebbe che si potesse sposare la Paolina!

VITTORIO

Bè... fin là, spero che non spingerebbe la sua serietà!

DARIO

Perchè no?

CANTONI

Ci canzoni?

DARIO

Niente affatto. Io non ò detto di volerla sposare: ma penso che alla fin fine non c'è una ragione, buona, convincente, che m'impedirebbe di farlo.

VITTORIO

Ma bisogna essere un bambino o un visionario come te, dai subitanei esaltamenti, per pensare di quelle baggianate lì....

DARIO

Non divagare... Dimmi perchè uno che s'innamorasse della Paolina non dovrebbe farne sua moglie. Perchè non à dote?

VITTORIO

Oh! Ma Cantoni, che non vive nelle nuvole come te l'à capito subito il perchè.

DARIO

E dimmelo.

VITTORIO

Ma... guardati attorno...

DARIO

Ebbene?

VITTORIO

Questa casa...

DARIO

Non è la casa di Paolina: è la casa di sua madre...

VITTORIO

E questa madre, e le sorelle?...

DARIO

Parlo di Paolina, non delle sorelle...

VITTORIO (_a Cantoni_)

Ài inteso? Che filosofo me ne ànno fatto lassù, nella terra d'Arminio? Là, là, non discorriamone che è meglio. Sappiate dunque che ò invitato la Signora Tossi, Ninì e Selene, a venir a pranzo domani da me. Inauguro così allegramente la mia nuova casa. (_Al Cantoni_) Naturalmente tu sei della partita.

DARIO

E la Paolina?

VITTORIO

Eh! quella lì non ci viene. Se vuoi provare tu... Non esce mai...

CANTONI

E le altre ci verranno?!

VITTORIO

Sicuro che ci verranno. E perchè no? La signora Delfina trova che non c'è nulla di male in questo.

CANTONI

Accettare un pranzo in casa di un giovinotto?

VITTORIO

Mi sarei offeso se non avessero accettato: e per non offendermi!... Del resto, la signora conta su questi inviti, per il pareggio del suo bilancio. Ne à due o tre per settimana. Sai, tra onomastici e compleanni, conoscendo tanta gente, si ànno a disposizione tutte le date e tutti i santi del calendario! E per essa è un'economia. Così, quando invita lei, prepara la zuppa: tutto il resto lo portano gli invitati... e ce ne avanza pel dì dopo... Sempre la questione delle apparenze: denaro mai, ma generi in natura puoi offrirne fin che vuoi!

(_Intanto la Paolina è rientrata, Dario, appena vistala, le si è avvicinato_).

VITTORIO (_volgendosi_)

(Eccolo là! Decisamente è innamorato!)

NINÌ (_rientrando_)

Signor Vittorio, ci à abbandonati completamente?... (_piano_) Venite venite di là tutti, che voglio far ballare il Marchese. Dev'essere una bellezza!

(_Tutti escono fuorchè Dario e Paolina_)

DARIO

Come siete pallida... quasi agitata... State poco bene?... Vi ànno forse detto qualcosa che vi è spiaciuto?

PAOLINA

No, no, sto poco bene... Forse sarà meglio che mi ritiri...

DARIO

Volete che me ne vada io?

PAOLINA

Perchè mai?... No, no...

DARIO

Ò una preghiera da rivolgervi...

PAOLINA

A me?

DARIO

Sì... Vittorio à invitato per domani vostra madre e le vostre sorelle... a pranzo...

PAOLINA (_si turba_)

DARIO

Non à osato d'invitare anche voi, perchè sa che non andate mai da nessuno, voi... Se ve ne pregassi io?...

PAOLINA

Oh! no, signor Dario, non mi dia la pena di doverglielo rifiutare...

DARIO

Sentite... la casa di mio cugino è come fosse la mia casa... E se io vi pregassi di venire da me, con vostra madre, ricevuta nell'istesso modo con cui sempre vi parlo, cioè con tutto il rispetto che meritate, o tutt'al più con quell'affetto che vi porto e che non è più un mistero per nessuno?... Non rispondete?...

PAOLINA

Signor Dario... Ella forse s'inganna sul conto mio... o per lo meno sui sentimenti che prova a mio riguardo...

DARIO (_sicuro di sè_)

Non credo! Ad ogni modo, volete venire domani in casa di mio cugino? Avremo campo di spiegarci meglio, da solo a sola... Non merito, almeno, la vostra confidenza?...

PAOLINA (_commossa, gli sorride, quasi annuendo_)

DARIO

Ci verrete?

PAOLINA

Sì.

(_Entra Delfina e rimane al fondo occupata all'apparecchio del thè_).

DARIO

Grazie.

VITTORIO (_dal fondo, a Dario_)

Questa è sovranamente nojosa!

DARIO

Che?

VITTORIO

Selene m'infligge per il pranzo di domani quel nojosissimo marchese! Mi scongiura d'invitarlo, altrimenti...

DARIO (_ridendo_)

Vuoi che gli faccia io l'invito?

VITTORIO

Sì, bravo, faglielo tu. (_Dario esce_).

PAOLINA (_intanto à preso un giornale ch'era sul tavolo e legge in quarta pagina_)

VITTORIO (_l'osserva un momento, poi le si avvicina adagio, dietro le spalle_)

Anche voi...

PAOLINA (_spaventata si volge_)

VITTORIO

Anche voi avete la vostra piccola corrispondenza in quarta pagina? Via, via, non fatevi rossa... non è un delitto... io poi sarò discretissimo.

(_Intanto la scena si ripopola. Il pianoforte tace_).

PAOLINA (_alle parole di Vittorio à un impeto di commozione così viva, così intensa, che anche Vittorio ne è colpito_)

Anche lei, Signor Vittorio, mi giudica così male! Anche lei!

DELFINA (_al fondo_)

Ninì, occupati un poco del thè...

NINÌ

Sì; signor Merati mi ajuta? (_Eseguisce in fondo alla scena, versando il thè nelle tazze._)

VITTORIO (_a Paolina_)

Ma per carità, non vi affliggete adesso...

PAOLINA

Ah! come è triste, come è doloroso di trovarsi in situazioni come la mia...

VITTORIO (_benevolo_)

Oh, Paolina, non giustificatevi... non ò nessuno diritto... sono veramente addolorato di avervi causata una pena... non ne avevo proprio l'intenzione...

PAOLINA

Eh no! io lo capisco bene... lei mi spia da qualche tempo, cerca di cogliermi in fallo... è la sua missione...

VITTORIO (_dissimulando_)

Ma che dite mai!

PAOLINA

Oh! io la apprezzo: à capito che suo cugino forse sta per commettere una pazzia e vuole impedirglielo. Le occorre qualcosa di concreto per convincerlo, e va cercando... Ebbene signor Olgiati... non si dia più questa briga...

NINÌ (_viene colla tazza di thè e la porge a Vittorio poi si allontana_)

Signor Vittorio...

VITTORIO

Grazie piccina. (_A Paolina_) Non vi capisco...

PAOLINA

Sarò io stessa che, nel caso, glielo impedirà...

DARIO (_viene con una tazza di thè e la porge a Paolina_)

Paolina...

PAOLINA

Grazie, non ne prendo...

DARIO

Neppur un sorso?

PAOLINA

No, grazie...

DARIO (_torna al fondo per posare la tazza_)

PAOLINA (_a Vittorio_)

Su quel giornale, cercavo semplicemente di scoprire, se mi riesce, le pazzie delle mie sorelle, per rimediarvi, o evitarne le conseguenze, se è possibile... Ecco tutto... glie lo giuro, signor Vittorio...

VITTORIO

Ma... vi assicuro Paolina...

PAOLINA

Non mi spii più... non scoprirebbe nulla... Le prometto che saprò evitare a Dario e a lei qualunque pena, qualunque dispiacere... (_commossa ognor più_) Glielo prometto... Soltanto... non dica nulla a Dario... non gli dica nulla... Egli potrebbe interrogarmi... potrebbe affrettare una decisione... e allora forse mi mancherebbe il coraggio... E, glielo giuro, ò bisogno di tutto il mio coraggio... (_Sul punto di scoppiare in un singhiozzo, si allontana per nascondere la propria emozione_).

VITTORIO (_a parte_)

(Via! o sa fingere alla meraviglia... o è davvero una gran disgraziata!)

(_Intanto, e cioè al principio del dialogo tra Paolina e Vittorio, Delfina è venuta a sedersi su una poltrona, e a poco a poco si è addormentata. A questo punto, al fondo, dove tutti, fuorchè Paolina e Dario, sono raccolti attorno al piano, scoppiano di nuovo le risate e un vocìo generale_).

VITTORIO (_osserva la scena, poi Delfina addormentata_)

Che madre... romana! (_Poi siede, mentre al fondo s'intuona la canzone di Carulì: egli accende una sigaretta, allunga le gambe, e si accompagna al coro, sottovoce. Cala la tela_).

FINE DEL PRIMO ATTO.

ATTO SECONDO

_Salotto ricchissimo in casa di Vittorio. Al fondo una grande apertura dalla quale si scorge una specie di andito fiorito o serra. Divani, grandi tavole coperte di libri e di riviste. Una parte del salotto è arredata ad uso di studio da pittore: un elegante cavalletto, scatole di colori, ecc. Porte ai lati._

SCENA I.

VITTORIO, CANTONI, poi DARIO.

VITTORIO (_sdrajato su una poltrona, legge. Entra Cantoni dal fondo_)

CANTONI

Ciao, Vittorio.

VITTORIO

Come? Sei già qui?

CANTONI

Sì. Ò pensato di venire un'ora prima per chiacchierare un poco... Tanto, non so come ammazzare il tempo in questa Milano. Non conosco più nessuno!

VITTORIO

Ma... come sei entrato?

CANTONI

Bravo, per la porta!

VITTORIO

Grazie tante! Ma non ài trovato Domenico in anticamera? Il mio domestico?

CANTONI

No.

VITTORIO

Perchè...

CANTONI

Disturbo?

VITTORIO

No, ti pare? Ma siccome gli avevo detto che non c'ero per nessuno sino alle sei, così mi stupivo che ti avesse lasciato passare...

CANTONI

Ò capito; decisamente, disturbo...

VITTORIO

Ma no, ti ripeto...

CANTONI

Ài qualche beltà che viene a prendere il _lunch_ in questo salottino che è davvero un amore?! Dimmi la verità... me ne vado... e torno pel pranzo... A che ora è il pranzo?

VITTORIO

Alle 6½. Ma rimani, ti prego...

CANTONI

Ah, no! Dev'essere qualcosa, cioè qualcuno di molto importante, di molto riservato, se l'attendi anche oggi che ài un invito... E che invito, di'?

VITTORIO

Ebbene sì... attendevo qualcuno...

CANTONI

E per che ora?

VITTORIO

Per le cinque.

CANTONI

E alle sei, naturalmente, questo qualcuno si congederà... Ài dei convegni molto spicci!

VITTORIO

No, vedi... adesso ti spiego...

DARIO (_di dentro_)

Ma come? Ma come? Se sono invitato a pranzo... Vittorio, Vittorio... (_Entra_).

SCENA II.

VITTORIO, DARIO, CANTONI.

VITTORIO

(E va benone! anche lui, adesso!)

DARIO

Che faccenda è questa? Domenico non voleva lasciarmi passare a nessun costo.

VITTORIO

Eseguisce i miei ordini.

DARIO

I tuoi ordini?

VITTORIO

Già: vi ò invitato per le 6½: che venite a farci qui, alle 5?

CANTONI (_ridendo, a Dario_)

Siamo capitati male. À un appuntamento.

DARIO

Un appuntamento?

VITTORIO

Affè d'Iddio che siete nojosi! (_Comico_) Bisogna rivelarvi i miei piccoli misteri. Ninì... mi aveva promesso di anticipare la sua venuta...

CANTONI

Ninì? Si tratta di lei? (_Ride_) Là là, allora non ò rimorsi. (_Siede su una poltrona e accende un sigaro_) La riceveremo insieme.

VITTORIO

Converrai... che non è l'istessa cosa...

CANTONI

Infine, senti, non mi farai mica andare a spasso per un'oretta...

DARIO (_accanto alla finestra_)

Come nevica!

CANTONI

Nevica, figurati! Vorrei andarmi a pigliar dell'umido! Qui si sta così bene! (_Crogiolandosi nella poltrona_) Una delizia! Di' Dario, noi, a Berlino, di questi lussi, non ce li siamo neppur sognati mai.

DARIO (_siede e accende una sigaretta_)

VITTORIO (_dopo averli osservati_)

E fate pure! Mettete di essere in casa vostra.

CANTONI

Oh Dio! si capisce: noi ti disturbiamo, ma non ne avevamo l'intenzione. Vuol dire che per oggi rinunzierai alle recondite gioje di un tête à tête con Ninì.

VITTORIO (_sfiduciato, comicamente_)

Per questo, vi giuro che non rinuncio a nulla...

CANTONI

Oh! oh!

VITTORIO

Gli è che Ninì, se verrà, chiederà a Domenico se c'è qualcuno: e quando saprà che ci siete voi tornerà indietro.

CANTONI

Falle dire da Domenico che non c'è nessuno.

VITTORIO

Bravo! per avere una scena dopo... per sentirmi dire che la comprometto e che... «badi a quello che faccio...»

CANTONI

Ah! dice così?

VITTORIO

Sicuro! (_Suona_).

DARIO

D'altronde io ò bisogno di parlarti, Vittorio.

CANTONI

Oh! adesso vi disturbo tutti e due?

DARIO

No, no! al nostro colloquio amo, anzi, che tu sia presente, da quel buono e vecchio amico che mi sei.

(_Entra Domenico_).

VITTORIO (_a Domenico_)

Se viene quella signora, quella signorina...

DOMENICO

Ò capito...

CANTONI

(_À una bella intelligenza!_)

VITTORIO

Dille che son solo, ma corri innanzi ad avvertirmi.

DOMENICO

Sissignore. (_Esce_).

CANTONI

Ebbene, ti giuro, Vittorio, tutto questo è curiosissimo.

VITTORIO

Meno di voi, che venite a...

CANTONI

D'accordo! E dimmi un po': se verrà, io e Dario che faremo?

VITTORIO

Uscirete per di lì: c'è la biblioteca, poi il bigliardo, poi il fumoir... Infine, ò un appartamento di quindici camere compresi la cucina e i ripostigli: ve ne metto 14 a disposizione: se vi compiacete di lasciarmene una... in casa mia!

CANTONI (_ride_)

Povera vittima! Di' Dario!...

DARIO (_stava leggendo un giornale illustrato_)

Che?

CANTONI

Oh! miracolo! Nelle nuvole, sempre! (_A Vittorio_) Dimmi: è la prima volta che ci viene, la Ninì?

VITTORIO

Ufficialmente sì.

CANTONI

E... officiosamente?

VITTORIO

No...

CANTONI (_si alza_)

Briccone! E jeri, jer sera, facendomi la fisiologia di Ninì e delle sue sorelle, osavi affermare che...

VITTORIO

Perfettamente!

CANTONI

Oh qui, che ci viene a fare?

VITTORIO

Se lo dico che non ài capito niente! Non sei ancora entrato nello spirito del tipo. Tu credi la Ninì e le sue sorelle... ciò che assolutamente non sono.

CANTONI (_ridendo_)

Viene qui a... parlar di politica? Dimmi, si arrischia sino a... prendere un thè e due tartine?

VITTORIO

Poco di più. È tanto compiacente da farmi da modella...

CANTONI

Oh! oh!

VITTORIO

Per la testa! Tutt'al più un pezzo di braccio...

CANTONI

E poi?

VITTORIO

E poi che?

CANTONI

«Arrivederla, torni presto...?»

VITTORIO

«Arrivederci, torna presto!»

CANTONI

Ah! le dài del tu...

VITTORIO

Officiosamente...

CANTONI

E perchè ci viene?

VITTORIO

Perchè sua madre la lascia andar attorno sola: perchè alla lezione si secca: perchè qui si trova bene un'oretta: perchè le preparo sempre qualche piccolo regalo: infine, perchè non à senso morale... Vieni qui... (_Lo prende per la mano e lo conduce alla porta di sinistra e la apre_). Guarda...

CANTONI (_dopo aver guardato_)

La tua stanza da letto... (_Si scostano_)

VITTORIO

Ebbene: questa soglia, è la colonna d'Ercole di Ninì.

CANTONI

Ma allora, tu sei un amante affatto platonico...

VITTORIO (_comico_)

Per forza!

CANTONI

Ma allora la Ninì che cosa vuole? A che cosa tende?

VITTORIO

A formarsi una posizione, ad assicurarsi un avvenire. I fiori d'arancio per lei non sono il retaggio di una esistenza illibata... non sono il gran tesoro che ogni fanciulla inconsciamente possiede e che porta in dono all'uomo che ama e che le dà il suo nome. Per la Ninì e per la Selene sono unicamente un valore, che esse sanno perfettamente apprezzare. I fiori d'arancio, che ànno sacrosantamente il diritto di portare, rappresentano in esse l'apice della corruzione più sopraffina: e non li lascieranno cogliere che da un innamorato cretino che le sposi, o da un botanico... ricchissimo che ami adornar le sue serre dei fiori più rari e costosi...

CANTONI

Ci sono! Ora ò capito! Ora ti sei spiegato bene!

VITTORIO

Ah, ma ce n'è volute delle spiegazioni! (_Guarda l'orologio_) Cinque ore e mezza Scommetto che à visto entrare uno di voi ed è tornata indietro... Tra mezz'ora sarà qui la madre...

CANTONI

Ah, che amore quella madre che si piglia le sue tre figliole a braccetto e va a pranzare in casa d'un giovinotto... Che tipo!... Di', di', e quel marchese... altro tipo! L'ài invitato anche lui?

VITTORIO

Per forza; me lo à imposto la Selene...

CANTONI

È il suo adoratore?

VITTORIO

Sì, come io lo sono della Ninì. Però, vedi, la Selene s'è imbattuta meglio della Ninì...

CANTONI

Perchè?

VITTORIO

Perchè quel marchese lì, mezzo rimbambolato, raccoglie le due qualità di ricco e di cretino...

CANTONI

È un botanico...?!

VITTORIO

Sì: ma se la Selene à giudizio, riesce a farsi sposare. (_Guarda l'orologio_): Cinque e trentacinque!

CANTONI

Sei sulle spine!... Non sei mica innamorato?...

VITTORIO

Ah no! Ma via, è carina! Non è vero che è carina?

DARIO

Quando avrete finito i vostri discorsi fisiologici e psicologici mi avvertirete, e parlerò io.

VITTORIO

Ma parla pure, cugino.

DARIO (_si alza. A Vittorio_)

In queste pitture così efficaci che fai di quelle ragazze, non ci metti in mezzo anche la Paolina, nevvero?

VITTORIO

No, no. Perchè me ne avresti chiesto ragione sul terreno?!

DARIO

Ti prego di non scherzare, perchè io parlo seriamente, così seriamente come se si trattasse di prendere una decisione importantissima nella mia vita.

VITTORIO

(_Ci siamo! È matto!_)

DARIO

E forse si tratta appunto di ciò.

VITTORIO (_siede_)

Sapevamcelo.

CANTONI

Ripigli il discorso d'jeri?!

DARIO

Sì, e per esaurirlo... Ò riflettuto a lungo e sono deciso a sposare la Paolina... cioè a chiederle se vuol essere mia moglie.

CANTONI

Che fa lo stesso. Perchè se credi che si farà pregare....

DARIO

Forse sì. Ò già accennato a questa mia idea ed ella à sempre cercato di cambiar discorso. Eppure sono certo che m'ama. Anzi, perchè mi ama, poveretta, non vuole assolutamente ch'io trovi in lei un incoraggiamento a compiere questo passo che il mondo potrà giudicare una pazzia! Che delicatezza di sentimento è in quella ragazza!

VITTORIO

E che cieco innamorato tu sei!

DARIO

Oh infine! Sua madre è una donna volgare: le sue sorelle, non so che cosa sieno, ma fossero tutto quello che di peggio si può immaginare, non è men vero che Paolina è una buona e saggia creatura. Vittorio à potuto constatarlo: pratica quella casa da sei mesi: à conosciuta la Paolina e à visto la vita che conduce, pura, illibata. Anche quando ancora non sapeva che io esistessi ella si comportava come adesso; non potete credere dunque che finga ora per me. Infine, l'amo: perchè non posso sposarla?

VITTORIO

Perchè forse non è necessario.

DARIO

Ah, la bella ragione! Farne la mia amante, dici tu. Sì: dato l'ambiente in cui vive, la sua famiglia disgraziata, e poichè mi ama, potrebbe darsi che acconsentisse a diventarla. E perchè accetterei questo sacrificio? E perchè compirei questo vero delitto, di abusare delle condizioni in cui la Paolina si trova non per colpa sua? «Ma il mondo riderà!» direte voi. Ebbene, io rido del mondo!

VITTORIO

E sposala! E che il Signore Iddio vi benedica, e figli maschi!... Già, senti, sei libero, sei padrone di te: non ài più, disgraziatamente, e come me, nè babbo nè mamma che ti debbano dare il consenso. Contento tu, contenti tutti. Io farò forse delle pazzie per la Ninì: e tu fanne una per la Paolina: e che Dio ce la mandi buona...

DOMENICO (_di dentro_)

Sissignora, sissignora. (_Entra affrettato e fa dei segni d'intelligenza a Vittorio_).

VITTORIO (_lestissimo, piglia Dario e Cantoni per un braccio e li spinge a corsa fuori della porta di destra, dicendo piano_)

Giungendo, tra una mezz'ora, non m'avete ancora veduto, oggi... (_Cantoni e Dario escono dalla destra_).

SCENA III.

VITTORIO, NINÌ.

VITTORIO (_correndo incontro alla Ninì che entra dal fondo_)

Piccina, è un'ora che ti attendo.

NINÌ

Sì, è vero, sono in ritardo... ma ò avute tante cose da fare...

VITTORIO (_cerca di abbracciarla e darle un bacio_)

Giù le mani. Ò da parlarvi di una cosa importantissima...

VITTORIO

Ò da parlarvi?!

NINÌ

Sì: sul serio: mi rivolgo al signor Vittorio Olgiati, mio mecenate e protettore...

VITTORIO

Eccomi a' suoi ordini, signorina...

NINÌ

Il cappello mi annoja... Già, alla mamma diremo che sono appena giunta...

VITTORIO

E pur troppo sarà qui a minuti: sono quasi le sei...

NINÌ (_si toglie il cappello_)

Dunque... io ò presa una risoluzione...

VITTORIO

Meno male!

NINÌ

E ò deciso di confidarla a voi in gran segreto, perchè mi ajutiate a mandarla ad effetto...

VITTORIO

Sentiamo.

NINÌ

Voglio cantar l'operetta.

VITTORIO

L'operetta?!

NINÌ

Sì, scritturarmi in una compagnia. Sono stata adesso dall'agente. Tomba mi accetta. Sei lire al giorno, viaggi pagati, due beneficiate effettive ogni anno e due di nome. Mezzo soprano leggiero, debutto in Claretta di Madama Angot!...

VITTORIO

Un momento, un momento! Mi confondi!

NINÌ

Oh! la ribalta, la ribalta è sempre stata il mio sogno! (_Cantando_) _De Madame Angot je suis la fille, je suis la fille..._

VITTORIO

E vostra madre?

NINÌ

Mia madre à una gran fede nelle mie corde vocali e vede in me una futura Patti... Ma io mi conosco: non vedo in me che un mezzo soprano leggiero...

VITTORIO

Oh! leggiero sì!

NINÌ

In casa mi annojo. Che avvenire ò? Che cosa posso sperare? Non mi faccio le illusioni di Selene che spera di trovar marito. Al giorno d'oggi, senza dote non ci si sposa. È vero o no? Dunque! Bisogna che pensi a formarmi una posizione...

VITTORIO

Questi sentimenti vi onorano! Ma la mamma non permetterà...

NINÌ

D'accordo; ma io non le dirò nulla.

VITTORIO

Una fuga?

NINÌ

No. Non le dirò nulla per ora: ma tra quindici giorni (_perchè dovrei trovarmi alla piazza, a Napoli, il 1º febbraio_), quando avrò preparati i costumi, cinque!, e avrò la mia scrittura in mano, con una penale di 1000 lire da pagare se manco, e che le dirò: «Mamma mia, ormai è fatta, addio, ti manderò i giornali...» Dovrà acconsentire per forza.

VITTORIO

Siete... un genio!

NINÌ

Ma bisogna ajutarmi. I costumi costeranno un migliaio di lire. Se mi fate garanzia dal Zamperoni...

VITTORIO

Ma che garanzia! Mi permetterete di offrirveli... Lasciatemi cooperare alla formazione di questa diva che va a sorgere sull'orizzonte dell'arte...

NINÌ

Bè, sentite: io vi rimborserò a poco poco, col frutto delle beneficiate.

VITTORIO

E, dite: così giovane, volete viaggiar sola, vivere sola attorno pel mondo?...

NINÌ

Oh! non ò paura...

VITTORIO

Mi permetterete di accompagnarvi a Napoli...

NINÌ

Siete matto?! Si potrebbe credere chissà che cosa!... (_S'ode di dentro la voce di Delfina e Selene che entrano_) Oh! la mamma; mi raccomando: acqua in bocca... con tutti, anche con vostro cugino...

VITTORIO

Lo giuro! (_Andando incontro a Delfina_) Avanti, avanti...

SCENA IV.

DELFINA, PAOLINA, SELENE, NINÌ, VITTORIO poi DARIO e CANTONI.

DELFINA

Eccoci qua, eccoci qua. È l'ora giusta?

VITTORIO

Ma perfettamente. Come va? (_Le stringe la mano, poi va a stringerla a Paolina e Selene che rimangono un po' più al fondo, e le ajuta a togliersi il cappello e il mantello_).