Le Università italiane nel Medio Evo

Part 22

Chapter 223,076 wordsPublic domain

Molti principii di diritto moderno contenuti nei Codici oggi vigenti, si trovano consacrati nei nostri statuti (_Istituzioni civili_ di F. FORTI, lib. I, cap. III, pag. 37. — VILLARI, _Le prime origini e le prime istituzioni della Repubblica fiorentina_ (_Politecnico_, anno 1866).)

[84] SAVIGNY, op. cit., tomo I, pag. 666.

[85] CIBRARIO, _Storia della monarchia di Savoia_, tomo II, lib. IV, pag. 262.

[86] Questo importantissimo documento si trova nell'opera del Savigny, vol. III.

Prima di lui lo pubblicò il Colle (_Storia dello Studio di Padova_). Verrà anche da noi a suo luogo riferito essendo indispensabile per ben conoscere la forma primordiale della, costituzione universitaria.

[87] VALLAURI, _Storia delle università piemontesi_.

[88] SAN GIORGIO, _Le università di Milano e di Pavia_.

[89] Ecco la rubrica dello statuto che ricorda lo Studio di Novara: «Item statutum et ordinatum est, quod quilibet, undecumque sit, possit libere et secure, non obstantibus aliquibus repraesaliis, et contra cambiis datis, vel dandis, venire ad civitatem Novariae, ad studendum in qualibet scientia, et morari, et redire ipse et nuntii sui, dummodo non sit de liberis alicuius rebellis vel hostis communis Novariae» (MORBIO, _Storia dei Comuni_, tom. II, pag. 80).

[90] AZZARIO, _Cronaca milanese_, pag. 291. — CORIO, _Storia di Milano_. — SAN GIORGIO, Op. cit.

[91] TIRABOSCHI, _Storia della letteratura italiana_, tomo V, pag. 77. — Lo Studio di Piacenza ebbe dal papa il privilegio di Studio generale nel 1248. Questa università ebbe una celebre scuola di giurisprudenza dove insegnò il famoso Placentino che poi recatosi in Francia acquistò gran rinomanza a Montpellier. — UMBERTO LOCATI, _De origine Placent._, pag. 188.

[92] TIRABOSCHI, _Bibliot. modenese_, tomo I, pag. 52.

[93] SARTI, _De claris prof. Gymnasii etc._, tomo I, pag. 71.

[94] TACCOLI, _Memorie storiche di Reggio_, P. III.

[95] SAVIGNY, op. cit., tomo IV, _App._

[96] AFFÒ, _Scrittori parmigiani_.

[97] BINI VINCENZO, _Memorie storiche della perugina università_, 1816. Quest'opera è assai ricca di notizie, ma contiene molti giudizii erronei ed opinioni infondate. Anche il Savigny, parlando dell'università perugina (op. cit., I), è caduto in diversi errori, non avendo consultato altri documenti. — VERMIGLIOLI, _Bibliografia storica perugina_ 1823. Sull'università di Perugia vennero pubblicati recentemente tre documenti assai importanti, cioè: _La matricola degli scolari e professori dell'anno 1339_; _L'ordinamento dello Studio nella prima metà del secolo XIV_; e _Gli statuti dell'università degli scolari, riformati nel 1457_. — PADELLETTI, _Documenti inediti per servire alla storia delle università italiane_ (_Arch. Giur._, vol. V, pag. 494; e vol. VI, pag. 97 e 111).

[98] PAPADOPOLI, _Hist. Gymn. Patavini_, 1726, P. I, lib. III. — Sull'università di Ferrara hanno scritto: BORSETTI, _Hist. ferr. Gymnasi_, 1735. — RUFO, _Hist. ferr. Gymn._, 1811. — Nel 1407 furono ordinati e corretti gli antichi statuti dell'università (_Statuta univ. ferrar._). Gran parte delle disposizioni contenute in questi statuti sono state riferite dai sopraricordati storici.

[99] Negli statuti cremonesi vengono concessi ai dottori e agli scolari le immunità ed i privilegi di cui largheggiavano in quel tempo a loro favore tutte le città italiane:

(_Statuta-mixta, Rubr. 441-442_) «Item quod omnes scholares et doctores, qui requisiti fuerint per universitatem scholarium, possint venire Cremona libere et secure de quacumque civitate, provintia, villa, seu loco et castro in persona, libris, pannis, animalibus et aliis armis et rebus ad se spectantibus et eorum familiis.... et si quo casu dictis rectoribus, seu scholaribus venientibus ad civitatem Cremonae vel in Cremona aliquod damnum, seu injuria inferretur, Potestas et rectores seu alii officiales, qui pro temporibus fuerint Cremonae, teneantur breviter et summatim, sine strepitu et figura judicii, etiam cum semiplena probatione, vel sufficienti indicia, et sacramento doctoris, vel scholari facere emendari damnum, jniuram, seu robariam illatam et illata dictis scholaribus per terras, loca, villas et communia, ac singulares personas, in quorum territorio, praefato domino nostro subiecto iniuria, seu robaria factae fuerint. Et si quis fecerit insultum in aliquem scholarem vel contra aliquem dictae universitates, quod vicinia, in qua delictum commissum fuerit dictum malefactorem teneantur prosequi, et capere, et captum, seu captos detinere et praesentare Dno Potestati vel ejus judici. Et gaudeant beneficio civium, et pro civibus habeantur dicti scholares.»

[100] TIRABOSCHI, _Storia della lett. it._, ecc.

[101] TIRABOSCHI e ALIDOSI, _Scrittori bolognesi_, pag. 28.

[102] CELESIA, _Lo Studio di Genova_.

[103] TOLA, _Lo Studio di Sassari_.

[104] DEL MIGLIORE, _Firenze illustrata_, pag. 381.

[105] PREZZINER, _Delle Accademie fiorentine_. — Nello Studio di Firenze fu conferita la prima laurea nella facoltà teologica il 9 dicembre 1359 per speciale concessione di papa Clemente VI (VILLANI, _Cronache_, lib. IX, cap. LVIII). Nell'Archivio delle Riformagioni si trovano gli statuti del 1387 relativi allo Studio di Firenze.

[106] Queste notizie le abbiamo tolte dalla memoria dell'egregio L. Banchi, più innanzi citata, e da diversi documenti che si conservano nell'Archivio di Stato di Siena.

[107] TIRABOSCHI, op. cit., tomo V, pag. 83. — _Statuti di Lucca_.

[108] ROFREDI BENEVENTANI, _Opera omnia_.

[109] _Statuti di Arezzo_ (Privilegia scholarium).

[110] GUAZZESI, _Opere_. Pisa 1766, tomo II, pag. 106-108. — Anche il Savigny parla dello Studio di Arezzo, citando spesso quelli statuti che contengono alcune particolarità degne di nota (_Statuta an. 1215_) estratti da un Codice membranaceo dell'Archivio della Canonica di Arezzo al num. 620.

[111] Ciò deduciamo dal non aver trovato nessuna memoria importante che si riferisca a questo Studio, nei documenti del tempo.

[112] SARTI, op. cit., vol. I, pag. 485. — CIAMPI, _Vita di Cino da Pistoia_.

[113] Federigo fu chiamato da Dante «cherico grande,» cioè gran sapiente; essendo ritenuti i chierici fino a quel tempo soli depositarii della scienza.

Il cronista Villani (_Ist. Fiorent._, lib. VI, cap. I), sebbene di partito guelfo e nemico quindi all'imperatore, pur lo chiama: «savio di scrittura, e di senno naturale, universale in tutte le cose.»

[114] Queste opere, furono per cura di Federigo diffuse nelle principali scuole d'Italia (SARTI, op. cit., I, pag. 489). — _Encyclica Friderici qua libros mittit ad universitates_ (HUILLARD-BRÈHOLLES, _Historia_, vol. IV, pag. 384).

[115] Lo stesso Federigo attese allo studio delle matematiche. — MALASPINA _apud_ MURATORI, _Ber. Ist. Script._, vol. VIII, pag. 788. — LIBRI, _Hist. des sciences mathématiq. en Italie_, tomo II, pag. 22, 27. Paris, 1838.

[116] L'Accademia _Panormitana_ che pare avesse origine nel 1233. — QUADRIO, _Storia e ragione d'ogni poesia_, tomo I, pag. 87.

[117] SARTI, op. cit., P. II, pag. 36.

[118] Leggendo negli scrittori bolognesi questo episodio assai singolare di quella università si nota come l'intimazione di Federigo divenisse argomento di fieri motteggi e di sarcasmi nella città e fra gli scolari; il che sta a confermare quanto profondo fosse in essi il sentimento della propria indipendenza.

Il giureconsulto Odofredo parlando dell'interdizione dello Studio di Bologna per opera di Federigo, dice con fina ironia che tutto il danno dell'ira imperiale fu di aver ritardato di pochi giorni il principio delle lezioni (ODOFREDI, _Opera_).

Lo storico Ghirardacci così racconta il fatto:

«.... i Bolognesi trovandosi in disgrazia di Federigo furono da lui privi dello studio e comandò (ma indarno) che tutti gli scholari si partissero da Bologna e andassero a Napoli. Giudicò Federigo cotanto sdegnato, che fosse il maggior danno, e cosa di maggior dispiacere che a' Bolognesi si potesse fare il privarli dello studio e trasferirlo a Napoli....» (_Hist. bolognesi_, tomo I, pag. 142).

[119] PÈTRI DE VINEA, _Epistolae_, lib. III, epist. X. — DEL VECCHIO, _La legislazione di Federigo II_, pag. 252.

[120] IAMSILLA apud MURATORI, _Rer. It. Script._, vol. VIII, pag. 496.

[121] A dimostrare quanto fosse d'idee liberali Federigo, e qual profondo sentimento della civiltà egli avesse, basterebbe consultare i suoi scritti in cui lampeggiano pensieri degni di un grande riformatore (PÈTRI DE VINEA, _Epistulae_, lib. III, epist. XII).

[122] ORIGLIA, _Storia dello Studio di Napoli_, tomo I, pag. 200 e seg.

[123] SIGNORELLI, _Cultura delle due Sicilie_. — SAVIGNY, op. cit., III.

[124] Eccone un esempio: «Nullus de Civitate Comitatu vel destrictu Florentiae qui velit studere in aliqua quacunque scientia, audeat vel presumat deinceps ire vel stare ad studendum in aliqua scientia ad aliud aliquod Studium quam in Civitate Florentiae et in Studio in Civitate Florentiae deinceps perpetuo, ordinato, et quicumque Civis Comitativus vel Districtualis dicte Civitatis Florentie ivisset vel esset citra montes ad aliquod aliud Studium seu Civitatem vel terram causa studendi teneatur et debeat redir ad Civitatem et Studium Civitatis Florentie hinc ad per totum mensem Decembris proxime futurum sub poena librarum mille florenorum parvorum....» (PREZZINER, _Storia dello Studio di Firenze_, 87).

[125] Nel testo si lesse dapprima _quinquaginta_ (50) in luogo di _quingenta_ (500). I più recenti storici hanno corretto un tale errore (VALLAURI, _St. delle univ. piemontesi_, vol. I, pag. 21, nota 1. — SAVIGNY, III, pag. 258).

[126] Nel testo della Carta dice _totum_. Il Savigny scrive _tutum_, altrimenti il senso non sarebbe chiaro.

[127] Nel testo del documento si trovano sempre unite queste due parole che hanno un significato storico. Infatti dicevasi (_magister_) il professore in genere, (_dominus_) l'insegnante di cui lo scolaro aveva fatto la libera scelta.

Colle due parole _dominus_ e _socius_, l'una relativa all'insegnante e l'altra allo scolare, si esprimeva quel vincolo di rispettosa famigliarità che si era formato nella vita scolastica medioevale fra maestri e discepoli.

[128] Dicevasi _exemplator_ il copista e il depositario di libri corretti per uso delle scuole.

[129] Il Savigny legge _Meguxii_.

[130] MATTEO VILLANI, _Cronica_, vol. I. cap. VIII.

[131] AZARIO, _Cronica_, pag. 291.

[132] TIRABOSCHI, _St. della lett. italiana_.

[133] MURATORI, _Script. Rer. Ital._, tomo XVI.

[134] (Citramontani) Romani, Abrucium et Terra Laboris, Apulia et Calabria, Marchia Anchonitana inferior, Marchia Anchonitana superior, Sicilia, Fiorentini, Pisani et Lucani, Senenses, Ducatus (Spoletani), Ravennates, Veneti, _Januenses_, Mediolanenses, Tesalonici, Longobardi Celestini. (Utramontani) Gallia, Portugallia, Provincia, Anglia, Burgundia, Sabaudia, Vasconia et Alvernia, Bicturia, Turonenses, Castella, Aragonia, Catalonia, Navaria, Alemania, Ungaria, Polonia, Boemia, Flandrenses.

[135] MAZZETTI, _Repertorio de' professori bolognesi_.

[136] MAZZETTI, _Repertorio de' professori bolognesi_.

[137] FABRONI, _Hist. Acad. PS._, I, pag. 86.

[138] PREZZINER, _Storia dello Studio di Firenze_.

[139] SAVIGNY, _Hist. du droit. rom. etc._, III, pag. 218.

[140] FACCIOLATI, _Fasti_, P. II, pag. 20.

[141] _Stat. Bonon._, lib. III, pag. 50.

[142] RUFO, _Hist. Gymn. ferr._ — FACCIOLATI, _Fasti_, P. II, pag. 12.

[143] «..... Nam scholare recedente non debet alius sibi locum vindicare sine licentia domini» (ACCURSIO, lib. V, _de off. mag. off._, I, 31).

[144] GHIRARDACCI, _Storia bolognese_, pag. 329.

[145] =Idem=, pag. 329, 451, 554, 589.

[146] FACCIOLATI, _Syntagmata XII, Gymn. Patav._

[147] COLLE, _St. dello Studio di Padova_, I, pag. 242.

[148] RUFO, _Hist. Accad. ferrar._, pag. 143.

[149] «..... Inveterata ac antiqua consuetudine, observata usque in hodiernum diem Gymnasi Almarum Civitatum Bononiae, Patavique, quod Rectores Juris torumin onnibus actis publicis praecedent Rectoribus Artistis ed quod semper _primum locum obtineant_» (IDEM, pag. 186).

[150] VALLAURI, _Storia delle univers. piemont._, II, Doc. XXVI.

[151] Questo Decreto è dell'anno 1661 (VALLAURI, op. cit., Doc. XXVI).

[152] Per dare un saggio al lettore, delle matricole universitarie, riferiamo quella dello studio di Perugia dell'anno 1339, che per la molta importanza merita di essere trascritta nella sua integrità:

In nomini Domini amen. Anno eiusdem millesimo cccxxxiiij ind. sept. tempor. dni Benedicti. pp. xii die xxv monsis octubris.

Haec est matricula scolarium et universitatis scolarium et doctorum Studii perusini facta tempore sapientis viri domini Iacobi de Muscianis de Urbe rectoris scolarium dicte universitatis. Et scripta per me Franciscum Spenutii notarium infrascriptum et scribam publicum Universitatis predicte. Et de mandatu dicti Dni Rectoris posita inter assides Statuti et in Statuto Communis Perusii per me Franciscum notarium eiusdem. Actum in Civitate Perusii in Palatio Comunis et Populi Perusini, in quo moratur Dnus Capitaneus populi Perusii in audientia dicti Palatii praesentibus etc. (_seguono i nomi dei testimoni_).

Dnus Iacobus de Muscianis de Urbe Rector dictus.

Nomina Doctorum

Dnus Symon de Vicentia } » Federicus de Sienis } doctores iuris canonici » Arnaldus de Senis } » Archidiaconus Yspanus } » Iohannes de Pagliarensibus de Senis } » Thomas de Azzoguidis de Bononia } doctores iuris » Pynus de Gosedinis de Bononia } civilis Magister Gentilis de Fulgineo } » Martinus de Montepolitiano } doctores in medicina » Peronus de Bononia } » Franciscus de Bononia doctor in phylosophia » Iohannes Theotonicus in loyca

Nomina scolarium

Dnus Nellus Dni Petri de Tolentino » Vannes Magistri Ferdi de Campo Rotundo » Milinus Dni (Antonutii?) de Tolentino » Petrus Patolfi de Florentia » Symutius de Fulgineo » Iacobus dni Francisci } de Bononia » Andreas dni Iocobi } » Dutiosciolus de Yteramme » Nardus } de Monte Alcino » Dolphus } » Franciscus d. Severi de Nursia » Iohannes de Monte Rigale de Regno » Martinus Natadutii de Nursia » Franciscus Butii de Saona » Petrus Vannis de Aquapendenti » Rubertus Filippi de Sancto Gemini » Pulaus Tadei } » Antonius Tadei } de Florentia » Iohannes de Curpilta } » Santus de Curpilta } » Franciscus d. Iacobi de Nursia » Gallus Mutii } De Castello » Iohannes Luce } » Stefanus Vannis de Orte » Nicolaus Magistri Andree de Spello » Iacobus Ser Dini de Coppiano » Paulus Magistri Iohannis de Fulgineo » Vannutius Iacobi de Valentano » Vannicellus Coti de Stabia » Rigardus Dni Petri de Nursia » Ambrosius de Trincosis } » Iacobus Nicolai de Mutis } de Urbe » Frater Blaxius de Iteramme » Balus de Posta » Marcus de Civitate ducali » Lellus Mag. Petri de Sulmona » Iohannes } » Santus Thomasii } Teotonici » Georgius Pasqualis } » Stephanus de Praga } » Petrus Tutii de Cento » Cecchus Nucciarelli de Cortona » Bartolus Quinetii Portus Scti Iacobi » Zigarollus de Toscanella » Cimus Naldi da Scto Severino » Petrus Coradi } » Ricardus } de Viterbio » Iohannes } » Dinus Iacobi } » Vannes D. Mustatii } de Scta Victoria » Cola D. Francischini } » Cataldus } de Visso » Antonius } » Matheus Ser Vannis de Nursia » Tobiolus Giali de Sutrio » Paulus Monachus Sctae Crucis Fontis Avellanae » Superantius Mascii de Cingulo » Arnaldus de Regno } » Rogerius } » Teanus de Pensia } Teotonici » Brandus Feyso } » Teomatus de Statia } » Franciscus D. Francisci de Scta Victoria » Iohannes Iohannis de Monte Regali » Adoardus Blogarutii de Mathelica » Ralgianus Albovini de Provincia » Iacobus Svignoricti de Ebcodinio » Michael Monachus Scti Teofidi Avignonis Dyocesis » Franciscus Mag. Filippi de Fulgineo » Nicolaus de Bononia Monachus Scte Marie de Pescia » Francisus de Gualdo » Homo de Ancona » Venantins Mag. Francisci de Camereno » Gulielmus de Florentia » Gentilis de Esculo » Rubertus de Amelia » Petrus Dni Francisci de Cerreto » Angelus Marci de Amelia » Pelegrinus de Peasia Teotonicus » Nerius de Sarmanno » Iohannes Quentii Petri Guerriatis de Empoli » Iohannes de Castro Fiorentino » Manus Caroli de Saxoferrato » Gulielmus Roy de Odcoduno » Saxus de Setia » Baldus..... Angeli Bianchae } de Assisio » Petrus Mag...... d. } » Masciolus de Spoleto » Macius Nucciarelli } » Iacobus Cole Iohanetti } de Spoleto » Savius Iohannis Dni Consolutii } » Cicchus Mag. Angeli } » Mascilena Bartolutii de Fabriano » Ferandus Iohannis Canonicus Avinionis » Bertus Bini de Santo Gemini » Vannes Masciarelli } » Petrus D. Iohannis } de Bictonio » Tadeus Lelli } » Theobaldus Loi } » Bonifatius D. Corradi de Sancta Anatolia » Archydyaconus de Cathalogna » Lupus et } de Yspanea » Ferrandus } » Andreas de Foro Cinfronio » Symon Ser Nicole de Cortona » Bartolus Ser Iunte de Radicofano » Iohannes de Sicilia » Christophanus de Castello » Gulielmus Feyso » Frater Bonsulanius } de Boemia Ordinis Scti Benedicti » Frater Leo } » Iohannes Pattigianni de Saxoferrato » Nicolaus de Orbino » Marinus de Auximo » Petrus Ser Gilioli } de Monte alto » Laurentus eius frater } » Bartolomeus de Intraduco » Cicchus Nicolai Giptii de Sublaco » Vannes Lutii de Saxoferrato

Scolares in Medicina

Magister Angelus D. Angeli de Urbe » Iohannes D. Francisci de Teramo » Andreas de Sancto Geminiano » Nicolaus de Civitate Ducali » Santolus Nicolutii de Esculo » Benedictus de Podio Bonazi » Franciscus Ser Mei de Cortona » Iohannes Mag. Ravnerii de Viterbo » Iohannes Mag. Francisci de Civitate Castellana » Viscardus de Novara » Nicolaus Mag. Vitalis de Castello » Iacobus Nicolai de Esculo » Vannes de Firmo » Thomas Mag. Dyni de Florentia » Naldus Nardi Nicolutii de Esculo » Gibertus de Guastalia Toetonicus » Bonaventura Mag. Laurentii de Foro Cinfronio » Iacobus } de Sicilia » Robertus } » Bynatius Ser Crisci de Sancto Gemini » Filippus Mag. Alamandi de Cerreto » Cecchus Mag. Iohannis de Villa Sete Anetis » Robertus Mag. Iohannis de Anglia

(Dal volume Miscellaneo «Atti del Consiglio Maggiore dal 1260 al 1415» Archivio Decemvirale).

[153] SAVIGNY, _Hist. du droit romain. etc._, III, pag. 133.

[154] SARTI, P. I, pag. 34.

[155] SARTI, P. II, pag. 177.

[156] _Stat. Bonon._, lib. I, pag. 19-20.

[157] Quando fu decretato di compilare gli statuti per l'università fiorentina furono consultati gli scolari, i quali disposero che i detti statuti dovessero essere redatti per cura di nove dottori, presi dai tre collegi dei Canonisti, dei Legisti e dei Medici, e di sei scolari. Questi statuti nel 1473 vennero da Lorenzo de' Medici estesi all'università di Pisa (FABRONI, _Hist. pis._, I, pag. 76).

[158] AZARIO, _Cron._, pag. 415.

[159] MARINI, _Papiri diplomatici_, Introd.

[160] Narra il Villani (lib. VII, cap. XC) che questa somma per i lamenti di molti malevoli cittadini fu ridotta a soli 1000 fiorini.

[161] RUFO, _Hist. Ferrar. Gymn._, lib. I, pag. 51.

[162] FACCIOLATI, _Fasti_, P. II, pag. 48.

[163] IDEM, _Syntagmata_ XII.

[164] IDEM, _Fasti_, P. II, pag. 13.

[165] SARTI, _De Archygium. Bonon. profess._, P. I.

[166] Vedine un esempio nel TIRABOSCHI, _Bibliot. mod._, I., pag. 52.

[167] GHIRARDACCI, _Storie bolognesi_, I, pag. 320.

[168] GHIRARDACCI, vol. II, pag. 424 e SARTI _App._ II, pag. 106.

[169] FACCIOLATI, _Fasti_, P. II, pag. 80-81.

[170] _Accademiarum celebrium, etc._

[171] In Padova se ne trova qualche esempio: ma dal 1426 in poi fu decretata la perpetua esclusione del vescovo dal grado di Rettore (FACCIOLATI, _Fasti_).

[172] Odofredo dice: «per legem municipalem hujus civitatis scholares creant rectores.»

[173] GHIRARDACCI, _Storie bolognesi_, II, disp. 424.

[174] Vedi fra gli altri statuti quello dell'università di Perugia (PADELLETTI, _Contributo alla Storia dello Studio perugino_).

[175] SAVIGNY, _St. del dir. rom., ecc._, III, pag. 203 e 224. — TIRABOSCHI, _Stor. della letterat. italiana_, tomo I, lib. IV, cap. III.

[176] Il Senato di Venezia fece espressa proibizione ai padovani e ai veneziani di prender parte all'elezione del Rettore nell'università di Padova (FACCIOLATI, _Fasti_, II, pag. 81).

[177] FABRONI, _Hist. Acad. pis._, I, pag. 420, 421.

[178] Quando l'elezione di un nuovo Rettore incontrava il generale gradimento, esso veniva portato in trionfo sulle spalle degli scolari dalla cattedrale fino alla sua dimora. Vedine qualche esempio nel FACCIOLATI, _Fasti_.

[179] GHIRARDACCI, _Storia di Bologna_, I, pag. 328.

[180] FACCIOLATI, _Fasti_, P. II, pag. 31-44.

[181] IDEM, P. II, pag. 231.

[182] IDEM, P. II, pag. 242; P. III, pag. 69.

[183] IDEM, P. II, pag. 69.

[184] FACCIOLATI, P. II.

[185] Di questa specie di laurea vedremo parlando dei gradi accademici (cap. VIII).

[186] FACCIOLATI, P. II, pag. 44-48.

[187] RUFO, _Hist. Gymn. ferrar._, pag. 293.

[188] SAVIGNY, _Hist. du droit. rom._, III.

[189] FACCIOLATI, _Fasti_, P. I. pag. 1; P. II, pag. 43, 51, 71, 203, 213.

[190] VALLAURI, _Storia delle università piemontesi_.

[191] «Essendo antica costumanza — dice un Decreto del 1647 — delle Università delli Scholari di questo Studio, o siano di Legge o di Filosofia, o Medicina, di collocare l'onore e la preminenza di Tesoriere in uno dei loro compagni Studenti; gl'Illustrissimi Signori Giudice e Maestrato dei Savii e gl'Illustrissimi Signori Riformatori sono venuti in sentimento, acciocchè tale dignità si renda più conspicua e più stimata, che il soggetto da eleggersi Tesoriere abbia prima con qualche onorata azione dato pubblico saggio del suo virtuoso talento e del progresso delli suoi studj; essendo da tener per fermo, che ciò servirà di stimolo assai pungente alli Scholari, d'attendere con fervore alle intraprese professioni» (RUFO, op. cit., pag. 291).

[192] _Stat. Bonon._, lib. I, pag. 16.

[193] _Stat. Bonon._, lib. I, pag. 17.

[194] Il nome di Stazionari forse fu una derivazione dell'antica voce inglese «stationer» (librajo). Nel medio evo, si diceva comunemente «stazione» il luogo dove si faceva commercio di libri (BOCCACCIO, _Vita di Dante_).

[195] Vedi SARTI, P. II, _Append._, pag. 210, e SAVIGNY IV. _App._

[196] SAVIGNY, _Stor. del dir. rom. nel medio evo_, III, pag. 413. — Odofredo che faceva scuola in casa, teneva per comodo de' suoi scolari una raccolta di libri che imprestava (SARTI, P. I, pag. 149).

[197] _St. Bonon._, lib. I, pag. 25. — L'università di Bologna proibiva agli scolari di portare libri fuori della città senza licenza e bolla, sotto pena di perdere i libri e di grave ammenda. (GHIRARDACCI, _St. bolognese_, lib. XXI, pag. 117).

Negli estratti degli statuti pubblicati dal Savigny (_Storia del dir. rom._, vol. III, pag. 250) si trovano specificati gli obblighi degli Stazionari.

_De stationaribus tenentibus exempla librorum vel apparatum_ (Lib. 4, pag. 68).