# Le rive della Bormida nel 1794

## Part 5

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La signora Maddalena gli udì litigare sui nomi dei luoghi invasi dai Francesi e sulle distanze; e lietissima di non essere badata, si mise dentro l'androne, e tirò diritto per la via maestra del borgo. Gli artigiani si affacciavano agli sporti guardandole dietro un istante, mettendosi poi a chiaccherare colle mogli, o chiedendosi da bottega a bottega quella donna chi fosse. Essa smontò ad una porta, che Giuliano le aveva descritto così bene, che neanco cieca avrebbe potato sbagliare; disse ad Anselmo che desse di volta e andasse ad aspettarla, oltre il ponte, presso certa casuccia di costa alla via; poi salì le scale, d'onde s'udiva venir giù una pedata grave e sonora di sproni. E subito comparve un uffiziale Alemanno, allegro in vista come tornasse dall'aver vinto un'esercito; uomo tozzo e impersonato, si che ad ogni mossa, muscoli e polpe parevano lì per isquarciargli i panni. Portava in capo uno di quei berrettoni da ulano, che i vecchi di quelle parti rammentano, paragonandoli per la forma a un manticetto, e ne aveva coperta la fronte fin sulle sopraciglia; sotto le quali balenavano un par d'occhi verdastri, grandi, mirabilmente accompagnati a due mostacchi rossicci, folti, attorciati come le branche d'uno scorpione. Ad averlo visto una volta, lo si avrebbe potato ritrarre dal più inesperto con tre pennellate, di scorcio, di profilo, di prospetto tanto la sua vista colpiva; ma da gentil cavaliero, s'accostò al muro, lasciando spazio, quanto la sua persona ne poteva concedere alla dama; la salutò con garbo tra soldatesco e paesano; e questa continuò a salire fino all'uscio che andava a picchiare.

Damigella Maria e Bianca non s'erano per anco mosso di su l'altana; e una donna che aveva vista la signora Maddalena entrare dal signor Fedele, passando pel vicolo, levò in alto la faccia, e disse alla cieca: «damigella Maria, le viene in casa una signora forastiera.» A Bianca il cuore fece dentro un gran moto, e proprio in quel punto s'udì uno squillo del campanello. Essa, vi fosse o non vi fosse sua padre a sgridarla, corse ad aprire; e la signora Maddalena non aveva lasciato, sto per dire, il cordoncino del campanello, che l'uscio fu spalancato, e le apparve Bianca, dimessa le vesti e in tutta la semplicità della sua bella persona. Vederla, ravvisarla per quella che le aveva detto Giuliano, prenderle fra le mani la testa e baciarla in fronte, fu per lei un solo atto. E la giovinetta si lasciava fare tra desiderosa e soprafatta, sentendosi discendere molto addentro l'occhio di quella donna, che aveva i segni in viso d'una dolcezza infinita. Nè sapeva, ma le pareva d'averla conosciuta; l'immagine di Giuliano veduta a C... tre o quattro volte in quella settimana, la rivedeva lì; non osava richiedere del suo nome la forestiera, ma era certa che n'avrebbe risposto uno caro, già noto, chi sapeva quale? E non pensava lei sola a Giuliano; perdio la signora Maddalena, guardandola la paragonava per la bellezza a lui, qual era alto, aitante e fiero; le pareva di vederlo cogli occhi nerissimi ora fulminei, ora mesti, intenti nella fanciulla; gioì per essa che l'avrebbe trovato uomo degno d'altissimi amori, la cui anima accesa di lei sarebbe divenuta luce; e la castità della vita che brillava in volto al giovine, stimò degna dalla vergine che aveva dinanzi.

Non v'è da meraviglirsi se in quel momento che quasi era in estasi, la signora Maddalena credè già il parentado bell'e fatto; nè se passato il primo silenzio parlò alla fanciulla con materna dimestichezza, dandole del tu, o chiedendole dove fosse suo padre. Allora Bianca capì di più, e tramando per la gioia, metteva lei in una sala; dove andando e tornando alcuni passi, chiedendo confusa e rispondendo colle vampe nel viso, seppe il dolce nome e corse come potè a chiamare il proprio padre.

Chi pensasse che la sala del signor Fedele, sebbene tra le più belle del borgo, fosse arredata con fasto, s'ingannerebbe di molto. I tempi chiedevano poco, e il padrone d'arredi non si curava molto. Poche sedie, coperte di cordovano nero die vi stava appiccato con borchie di ottone; un divano scuro; uno specchio, che a guardarvi dentro si pareva butterati; due quadri antichi, uno dei quali rappresentava il sogno di Giacobbe, l'altro la Samaritana al pozzo: ecco tutto quello che là dentro si poteva vedere in un'occhiata. A una persona nuova, quella sala sarebbe forse paruta d'un israelita usuraio; ma Bianca aveva lasciato negli occhi della signora Maddalena tanto bagliore, che questa non avrebbe veduta più splendida la dimora d'un re. Rimasta collo sguardo fisso là donde Bianca era sparita, quasi continuasse a vederla, ad ammirarla, pensava a quella bellezza, mai più immaginata, agli anni che avrebbe vissuto con essa nella felicità della sua casa di D..., e benediceva Giuliano d'averla voluta per sua.

La tolse da quella sorta di rapimento la voce grossa del signor Fedele, che veniva di stanza in stanza, approssimandosi con certi oh! lunghi e pieni di reverenza; e indi a poco comparì egli stesso frettoloso e grave, col dorso ossequente, e con una mano tesa ad una accoglienza rispettosa, coll'altra acconciandosi tra l'orecchio e la tempia una grossa penna di pollo d'India. Portava calzette nere, come le portano i preti, e brache di stoffa tralucente e nere anch'esse; le grandi fibbie d'argento delle sue scarpe lustravano da far gola ad ogni mariuolo; le catenelle dei due orologi che aveva nel panciotto di seta cangiante, gli battevano sonore sulle cosce; e quella penna l'aveva presa passando dallo scrittoio, così per parere.

«Oh! suonate a gloria campane! sclamò egli appena vide la visitatrice--la signora Maddalena! Ma che miracolo, che buon vento, che fortuna è la mia? segga, si metta a sedere, la prego!» E voltando dieci inchini; prima che la signora avesse potuto dire una parola, già l'aveva ridotta a sedere sul divano, e le si metteva di faccia sulla prima scranna che gli capitò d'agguantare--«Dunque ella sta bene, proseguiva, ed anche suo figlio? n'ho piacere! So della disgrazia del marito... eravamo amici, fratelli! sono dolori, ma che vuole! uno alla volta s'ha da partir tutti! E laggiù il signor pievano, che è sempre grasso, rosso....? questa quaresima hanno avuto un predicatore di qui, mio grande amico e grande oratore.... com'è piaciuto?

«Piacque;--rispose la signora, cui quel tempestare del signor Fedele, metteva addosso non sapeva che confusione.

«Eh......! Bisognerà bene che qualche giorno venga a D.... a pigliargli un pranzo al pievano, se no mi scomunica!....»--continuava egli--ma che vuole? non s'ha mai un'ora libera..... benedetti clienti, benedette liti....!

«Chi sa?--diceva essa.--Forse io potrei darle occasione di venire a D.... più sovente.

«Oh!--sclamò il signor Fedele; e componendosi colle mani sul ginocchio, e col viso sporto, stette aspettando, come a dire, i cenni d'una cliente che poteva pagare assai bene.

«A dire il vero--continuò la signora--vengo per una cosa di cui avrei dovuto farle parlare da qualche amico nostro..... Ma lei mi perdonerà.... mi scuserà....

«Scusarla!--saltò su a dire il legale--che mi fa celia? Io sono qui tutto orecchi, non ha che a comandarmi, sono cosa sua io, la mia professione, la mia casa, la mia famiglia..... e parla di scuse?

«Ebbene--disse la signora pigliando animo--vengo a chiedere la sua Bianca pel mio figliuolo....

«Bianca?--bisbigliò egli sommesso, levandosi e correndo a chiudere per bene l'uscio pel quale era venuto;--più che volentieri.... ma.....»--E qui tornato a sedere, appoggiò il dosso alla spalliera della seggiola, distese le gambe, sprofondò la sinistra nella saccoccia del panciotto, poi colla destra si tirò sul petto la coda come soleva in tutte le occasioni che gli davano da pensare.

«Dunque?--interrogò timida e rimescolata la signora.

«Dunque......., io le dico una cosa; se suo figlio vuole ammogliarsi, diamogli tra un paio d'anni l'altra mia figliuola, la Margheritina.....

«O perchè non Bianca?

«Bianca..., non lo direi a mia madre se tornasse dall'altro mondo..., ma a lei... mi sia segreta..., Bianca l'ho promessa......

«Promessa! sclamò la signora colla voce spenta di chi cadendo da una grande altezza volesse mandare un grido:--promessa? e non vi sarebbe rimedio?

«Oh! quando noi si promette, gli è come avesse parlato il re!

«Pazienza!--essa disse, e si levò da sedere per partirsi. Le gambe quasi non la reggevano, e nulla sapeva più rispondere a lui; che ingegnandosi di parere cortese le parlava di star a desinare, di riposarsi, di far conto di essere in casa sua. A quell'uscio dove Bianca l'aveva accolta, la signora prese commiato; e il signor Fedele tornando al suo studiolo, passò vicino alla fanciulla, che sola, atterrita, sedeva cogli occhi fissi sul pavimento, in una stanza attigua alla sala. Essa aveva inteso ogni cosa. Soffermatosi a guardarla allegro e malizioso in vista: «eh?--le disse--quanti ve ne sono dei padri sui quali s'affollino i partiti per le loro figliuole, l'uno che incontra l'altro su per le scale?» E piantò la poveretta, che a questo parole capì a chi suo padre l'avesse promessa. Le parve che la sua mente si spegnesse; ondeggiò, si slanciò forse per raggiungere la signora Maddalena.....; poi non potendo altro, corse sull'altana, a smaniare colla testa in grembo alla zia, la quale chiedeva invano che vi fosse, e in quella novità non si sapeva raccapezzare.

Sgomenta forse quanto Bianca, la madre di Giuliano camminava, s'andasse a riuscire dove si fosse, pur d'allontanarsi da quella casa e dal borgo. Ma a un tratto diede di volta, rifece la via, fu alla casetta di don Marco, ed entrò chiamando il prete.

Don Marco stava solo solo nella sua cameretta, leggendo l'_Emilio_ di Gian Giacomo, avuto di quei giorni da un amico di gran segreto; e quella lettura gli aveva destato un'avidità febbrile che non gli dava pace nè giorno, nè notte. Uditosi chiamare, si fece incontro con quel libro in mano a chi veniva, e non appena ebbe visto la signora:

«Ecco! ecco--sclamò--suo figlio voleva essere educato con questo libro...., e appunto leggendo pensava a lui......

«Meglio--rispondeva essa--meglio non aver figliuoli, o non essere al mondo a vederli infelici.»

Queste parole e l'atto con cui cadde di sfascio su d'una scranna, fecero tremare al prete le membra e la vita, come se d'un tratto gli si fossero aggiunti vent'anni, nè trovava il fiato per domandarle che le fosse accaduto. Ma in quella s'udì un passo precipitoso, e Bianca accesa in viso di pudore, e bella per angoscia di più scolpita bellezza, si mostrò sulla soglia. Avendo vista dall'altana la signora entrare dal prete, e non potendo più reggere; per certa scaletta che metteva a terreno, era discesa, aveva attraversato il vicolo, e capitava là dentro a crescere lo stupore di don Marco, gettandosi nelle braccia della signora. La quale a prima giunta credendola inseguita, la strinse al seno, guardando l'uscio se qualcuno irrompesse; poi reggendole la fronte: «o Bianca--sclamò--siamo infelici tutti!

«Ma io--proruppe la fanciulla--quell'Alemanno non lo sposerò!

«Che....? quello forse che incontrai per la vostra scala.....?--disse la madre di Giuliano chiarita in un sol punto di tante cose e anche di quell'odio giurato agli Alemanni dal figlio. E la fanciulla con voce solenne:

«Sì...., ma morirò! nessuno potrà costringermi.... nemmeno mio padre!»

«Bianca--entrò a dire don Marco, che rinvenuto dallo sbalordimento, molto aveva capito da quelle poche parole;--e perchè parli sdegnato del padre tuo?»

La fanciulla tacque e chinò gli occhi dinanzi al sacerdote. Egli continuò amorevole:

«A che ti vorrà costringere tuo padre? Perchè tu lo accusi? Va, piangi, sfogati, e prega; stattene raccolta nella tua camera più che puoi..., la solitudine addolcisce l'anima e insegna molte virtù a noi, e a chi ci pare contrario...! Abbraccia la signora Maddalena..., essa mi dirà ogni cosa.... t'aiuteremo.»

Così dicendo sciolse la giovinetta dalle braccia della signora, la prese per mano e la condusse verso l'uscio con gran dolcezza. E «non ti scaccio, no--le disse--ma va, e vedrai che ti vogliamo bene...»

Da quella soglia, la poveretta, con uno sguardo lungo insaziabile, si fissò nella madre di Giuliano; poi si fece forza e partì, confusa e meravigliata d'aver tanto osato.

«Povera Bianca!--sclamò don Marco--dunque se ho capito bene...?

«Sì,--interruppe la signora--venni a chiederla sposa pel mio figliuolo, e la trovo promessa....!»

«Promessa, s'intende a sua insaputa; e siamo in terra di cristiani!

«E dire che Giuliano l'amava da anni! Benedetto figliuolo, se me ne avesse parlato!

«Ed io--disse il prete con voce impressa di rimorso,--io che m'era accorto di quest'amore, sin da quando egli veniva a scuola da me! la colpa è mia che avrei dovuto mettermi di mezzo, e prima ch'egli andasse a Torino, chiedergli che avesse in mente di fare...! Forse non avremmo adesso quest'Alemanno tra' piedi....

«Ma don Marco, don Marco; Giuliano come farò a quetarlo...?

«Bisogna fare che di questo soldato non sappia nulla; pensiamo che questi stranieri sono strapotenti; che qui non si vede nulla più bello di loro: e un cenno, un'occhiata, un sospiro bastano a farci incatenare e condurre come malfattori sin chi sa dove...!

A queste parole la signora Maddalena, quasi dimenticandosi di quel primo dolore; s'empiè di paura, per la nuova sorta di pericoli a cui Giuliano si poteva esporre.

«E allora--proruppe--io non veggo altro rimedio che nel farlo ripartire per Torino! Venga, venga con me, m'aiuterà a persuaderlo; gli diremo che prima di tutto il padre di Bianca vuole che egli sia medico, e che del matrimonio se ne parlerà poi...; per l'amor di Dio venga, perchè io sento che mi pende sul capo una grande sciagura!

«Non per rifiutarmi no;--rispose don Marco--ma se io venissi a D...., non gli potrebbe nascere qualche sospetto? Egli è figlio rispettoso; lo potrà indurre la parola della madre, più che cento d'amici.... E parta prima che gli venga in mente di tornare qui....; gli prometta tutto quello che può giovare a persuaderlo: meglio un inganno pietoso, che un guaio inevitabile.... Poi vi è di buono che questa fanciulla pare deliberata a soffrire ogni cosa piuttosto che sposarsi ad un altro... Io farò di saper meglio questa faccenda dell'Alemanno;.... e alla fine delle fini, vuole che le ne dica una....? I Francesi sono a due passi da qui; la guerra non è cosa da cristiani, ma alle volte rimedia a tante brutte cose! Chi sa? Calando di qua dai monti i Francesi troncheranno questa e molte altre storie, scacciando dalle Langhe questi Alemanni, che già v'hanno spadroneggiato di troppo...!»

Parve alla signora Maddalena, che don Marco parlasse d'oro, e da quei discorsi pigliava consiglio e forza e sino a un certo segno consolazione.

Bianca intanto, tornata sull'altana, questa volta non conobbe più freno, e si gettò a' piedi di damigella Maria; la quale fuori di sè per quei portamenti, ondeggiava tra l'usare la collera e la dolcezza. Ma a questa volta la fanciulla le si aperse; le si confidò d'un Alemanno che la guardava da parecchio tempo; che sempre a passeggio e nell'andare a messa se lo vedeva innanzi: e disse che la persona cui suo padre aveva parlato quel mattino in tanto segreto, era appunto colui e che di certo gliela aveva promessa. «Ma io non lo voglio!» continuava, e narrò dell'amor suo per Giuliano; chiese perdono di non le aver detto mai nulla; parlò della signora Maddalena venuta a domandarla per suo figlio, e ridisse che voleva bene a lui, e che sarebbe morta piuttosto che sposare un altro. La cieca piangeva con quei suoi occhi spenti, lagrime di tenerezza e di paura; nella sua mente vide chiaro che i tempi delle lotte domestiche erano giunti; il suo cuore sentì da madre; e si mise dalla parte di Bianca.

Tutte queste cose accadevano in meno di due ore dalla venuta della signora Maddalena in C..., e l'orologio della chiesa parrocchiale batteva le diciasette, quando essa usciva di casa a don Marco, accompagnata da lui per tornare a D....

I due camminando per una viuzza fuori mano giunsero al ponte, e passando vicino alla cappelletta, dove un par d'ore prima ruzzavano i monelli, videro gente trarvi a folla, e vollero guardare che fosse. Vi giaceva un soldato alemanno, morto e sanguinoso, stato calpestato dai cavalli nel campo. I commilitoni l'avevano portato sugli schioppi, ma là, poveretto, era spirato. La donna infelice e don Marco si allontanarono, questi recitando una preghiera tra sè, quella pensando alla madre lontana di quel morto, la quale in quell'ora non aveva alcun sospetto di tanta sventura. E la prese una profonda malinconia, all'idea della fossa, in cui i soldati avrebbero sepolto quel misero; fossa che si sarebbe chiusa come quella d'un bruto. Allora le si diffuse in faccia un'aria di rassegnazione più durevole e pietosa, e volgendosi al prete gli disse:

«Don Marco, è vero; vi sono al mondo madri più sventurate di me!

«Eh! signora--rispose il prete--la terra se la dividono in due, la sventura e la ingiustizia...; e in tanti secoli che Gesù è morto, le sue promesse sono di là da compirsi!»

La signora lo guardò maravigliata, ma tocca da quelle parole; e tirarono innanzi senza dir altro, sino alla casuccia, dove Anselmo col calesse cominciava a spazientarsi, e scerpando manate d'erba, ne dava a mangiare al cavallo. I due s'accomiatarono ridicendo cogli occhi tutto quello che s'erano detto a voce; poi essa si mise dentro il legno, Anselmo si chinò per baciare la mano al prete, che non volle lasciarlo fare: ma come il cavallo partì, diede di volta pensoso, e passo passo lasciandosi menar dalle gambe, se ne tornò a casa.

Egli era, povero vecchio, il decano dei preti di C..., portava alla meglio i suoi settant'anni, e viveva solo. Da lunga pezza aveva visto addensarsi la bufera, che in quei giorni rumoreggiava terribile dalla Francia; e alcuni che erano stati da lui a scuola, ora che si udivano i fatti, rammentavano certe sue parole, dette molti anni prima, come profezie avverate. Scoppiata la rivoluzione egli ne aveva avuto un senso, diverso da quello fatto al clero, e per esempio a don Apollinare: perchè egli la capiva nelle sue cause; perchè egli aveva un cuore così grande, che nato re si sarebbe fatto mendico; perchè pensava che il medio evo fosse stato un troppo lungo oltraggio alla dottrina di Gesù, ed ancora non gli pareva finito. Perciò il grido di quella rivoluzione gli era giunto come una voce nota; e gli aveva fatto chinare la fronte, quasi somigliasse in qualche guisa ai tuoni del Sinai. A Parigi sarebbe stato coi Girondini sino alla morte; ma amava Danton, in cui per quel poco che n'udiva così da lungi, ravvisava qualcosa di San Paolo; in Vandea avrebbe dato il cuore a Bonchamps, la mano a Marceau; nel suo borgo oscuro, era un povero prete, poco capito, che viveva insegnando la buona latinità. Dal quale ufficio, e da un poderetto che aveva sui colli vicini, e formava il suo patrimonio ecclesiastico, gli veniva quel po' di bene che faceva a metà coi poveri, che di quei tempi battevano numerosi alle porte. Molto aveva speso in libri e molto gli aveva studiati; e così vissuto in certa maniera coi morti, s'era mescolato poco a quel volgo di ricchi sfaccendati e di preti ignoranti, de' quali la borgata allora era ingombra. Questi ultimi sebbene mostrassero d'onorarlo, lo scansavano volentieri; ed egli esperto di sè e del mondo, non se ne aveva a male. Del sacerdozio pensava un po' alla sua maniera, forse da cristiano primitivo; perchè si narrava che un giovane volendo farsi prete, ed essendo andato a lui per consiglio, egli gli avesse detto: «Tirate innanzi un altro tantino colla vita, poniamo fino ai cinquanta: e se a quell'età vi tocchi qualche gran dolore, se Dio vi chiami colla voce severa della sventura; datevi a consolare le afflizioni altrui, parlando del cielo, e pregando con tutti. Sarete un buon sacerdote, di questo v'accerto io: ma a vent'anni farsi prete, come altri si fa medico, soldato, o che so io... no... no... non istà.

«Ma e lei?--si dice che interrogasse l'altro stupito. E don Marco:

«Io? Eh! io sono un uomo che in settant'anni ho imparato molte cose!»

Man mano che invecchiava la sua vita si faceva più raccolta ed operosa, come di chi si apparecchia il viatico per mettersi in cammino; la sua casa s'andava spogliando, ed era ormai quasi vuota. Dormiva su d'un letticciuolo di paglia, perchè aveva dato il proprio letto a due poveri sposi; s'ammaniva da sè il cibo, mangiando da tenersi ritto; e nei detti, negli atti, in tutto, mostrava d'attendere la morte come l'ora dell'adempimento d'un dovere verso gli uomini, e d'un diritto fatto valere verso l'infinito.

CAPITOLO IV.

Mentre che la signora Maddalena partiva da C..., tutt'altra d'animo da quella che v'era venuta, le cose tra Giuliano e don Apollinare si facevano a D... molto oscure. Questi, certo della diligenza di Marta a mandare da lui il giovane, l'aveva atteso invano parecchie ore; dopo la colazione lo aspettava ancora; e per fare un viaggio e due servizi, rannicchiato nel suo seggiolone, diceva l'uffizio. Era già innanzi un bel tratto a recitar salmi, e di tanto in tanto, mentre rovesciando il breviario sul ginocchio, fiutava un po' di tabacco, pensava che se quel renitente fosse capitato, sarebbe stato un bel gusto tenerlo ritto lì fuori dello studiolo, e non farlo entrare almeno per una mezz'ora. «Caspita!--esclamava--questo gusto non se l'ha pigliato Gregorio settimo coll'imperatore Arrigo?» Rammentava d'aver letto quella storia, e d'averne udito predicare, nei verdi anni del Seminario, come della più bella pagina della chiesa: e alla maniera che una lucciola può guardare una fornace ardente, e credere di somigliarle; egli si compiaceva alcuni istanti nella immagine del fiero papa. Poi ripigliava la lettura dei salmi, biasciando a verso a verso; e all'ultimo amen si levò in piedi stizzito, e proruppe: «Adesso vado io!»

Si mise in capo il cappello con piglio risoluto, e nell'andare passò pel salotto, ove stava seduto a dire anch'egli le ore, un Minor Osservante del convento di C..., il quale, fatto il quaresimale in D..., aspettava la domenica _in Albis_, per dare la benedizione papale, e tornarsene poi al proprio convento.

«Dove va, signor pievano?--chiese costui, vedendo don Apollinare pigliar l'uscio difilato.

«Posso dire _in partibus infidelium_!--rispose il pievano.»

Il frate scoppiò in una risata così piena, che s'appiccò fino a Placidia occupata in cucina; Placidia che non rideva di voglia manco tre volte l'anno.

Passin passino don Apollinare discese di castello; e sebbene quanti s'imbattevano in lui, s'affrettassero come l'altre volte, a sberrettarsi, a baciargli la mano che egli sapeva porgere con garbo da vescovo, gli pareva che la gente sapesse la poca obbedienza mostratagli da Giuliano, e perciò gli fosse meno rispettosa. E procedeva levando il bastone vivacemente, e poi misurandone il moto all'andatura, lo vibrava innanzi, lo appuntava a terra; schiacciando i noccioli di ciliegia dell'anno passato, o scansando i ciottoli della via. Giunto al piano, passò il ponte, ed entrò nel vico oltre il torrente. I borghigiani facevano le meraviglie, vedendolo andare diritto verso la casa della signora Maddalena, dove non era tornato da anni; le donne bisbigliavano con aria di mistero, e stavano lì per dirgli come la signora non vi fosse, ma nessuno l'osava.

