Le rive della Bormida nel 1794
Part 34
Come la comitiva fu al piano, ed ebbe passato il ponte, l'uffiziale fece segno di voler tirare innanzi verso la casa di Giuliano. Ma questi gli disse: «amico, ho pensato.... ho deciso: accompagnatemi ancora un tratto con queste donne, e lei don Marco, mi perdoni, ma ho bisogno di lei sin lassù, alla cappella di San Giovanni.
«Per me ti seguo sin dove ti pare:--rispose il prete, cui parve di indovinare il pensiero che il giovane volgeva in mente; e senz'altre parole, si misero per una viuzza, attraverso ai vigneti dei poggi, che sorgono baldanzosi a sinistra del borgo.
La cappelletta cui accennava Giuliano, si vede tuttavia su d'una vetta, ombrata ora da una quercia, che per farsi gigantesca com'è in suolo arido e magro, deve essersi nudrita dei molti Francesi e Alemanni, caduti là intorno, la vigilia di quel dì. Perchè sin là appunto si era stesa l'ala destra dell'esercito imperiale; là era stato uno dei più stretti gruppi della battaglia; ma a quell'ora anche là era scomparsa ogni traccia di lotta; e soltanto ne rimanevano i segni nella porta della chiesuola sfondata, e negli arredi sconvolti.
«Io vi ho fatto venir qui,--disse Giuliano al Francese, che a quelle parole parve riscotersi da un sogno, essendo venuto su pel colle, pensando alle cose del giorno innanzi:--io vi ho fatto venir qui, perchè mi siate testimonio, che io dinanzi a Dio e a questo mio maestro, offro la mia vita a questa fanciulla, se essa si contenta d'essere donna del figlio di quella santa, che l'ha tanto amata....
«Tecla, vuoi essere sposa di Giuliano?--chiese don Marco, brillando nelle pupille d'una gioia divina, alla giovinetta rimasta lì quasi trasfigurata. Essa chinò gli occhi e all'atto della persona e al rossore di cui si tinse, parve rispondere: «ecco, o Giuliano, la vostra ancella.»
Don Marco prese le mani dei due giovani, se le strinse al cuore e disse: «Figliuoli, Gesù è morto da diciotto secoli promettendo vicino il regno de' poveri. Se il regno de' poveri è cosa di questo mondo; tu, o Giuliano, che hai capita la parola di Gesù, e tu Tecla che hai visto adempiersi in te la sua promessa; ricordatevi che al mondo vi sono molti afflitti, che ne aspettano dai felici il compimento per tutti.
«Ed ora addio Tecla,--disse Giuliano stringendo tra le sue le mani della giovinetta:--tu starai nella casa di nostra madre, finchè io tornerò. Marta, voi servirete la mia sposa, come serviste mia madre: lei don Marco, se vuol farmi un gran bene, stia con queste due creature, finchè i tempi sieno più quieti.
«Ma e tu?--chiese don Marco con ansia.
«Io vado alla casetta, dove mia madre sperò di vivere con me qualche tempo. Tornerò di laggiù, quando lo spirito di lei mi consiglierà a farlo. No... no... maestro, Marta... nessuno mi contrasti con preghiere... io debbo andare. E voi--soggiunse volgendosi al Francese:--proteggete la mia casa, e pregate per me il generale a proteggere il mio povero borgo.»
L'ufficiale non potè rispondere se non con uno sforzo, per far il viso fiero; tanto per non mostrare la tenerezza, che si sentiva dentro a quello spettacolo.
Ancora pochi detti, poche raccomandazioni, pochi sguardi d'intelligenza tra quelle anime; poi don Marco si pigliò Tecla e Marta una per lato; il Francese gli tenne dietro e si misero a discendere il colle.
Giuliano li accompagnò collo sguardo giù per la china, fin che furono giunti nell'atrio della sua casa che si vedeva di lassù assai bene. Quando essi si volsero a cercare cogli occhi, s'egli fosse ancora sopra quella vetta, lo videro sparire scendendo dall'altra china. Il suo ultimo sguardo si era posato su due tetti di D...; quello di Tecla fatta sua, e quello della chiesa parocchiale, sotto le cui volte posava sua madre.
COMMIATO.
Queste cose io le ebbi da un vecchio ottuagenario, morto da parecchi anni, il quale me le dava stando al fuoco colle molle in mano. Egli mi diceva che erano tutte vere verissime: ma rammentando ora certo sorriso che gli veniva sulle labbra, ogni volta che io notava in un mio libercolo qualche fatto: temo forte, che con alcune sue immaginazioni sia riuscito a infinocchiarmi. E voleva il buon vecchio piantarmi senza più dir nulla, alla morte della signora Maddalena; protestando di non voler venire col suo racconto più in quà della fine del secolo, per non far conoscere i personaggi sopravvissuti. Pose anzi cura nel togliermi di mano le fila, tanto che nel cercare da me non mi raccapezzassi: aggiungendo che sarebbe stata opera vana, perchè nulla mi avrebbe aiutato, neanco l'aspetto dei luoghi, mutati del tutto dai nuovi abitatori. A stento aggiunse le poche cose che ho scritte: e avendogli io chiesto qual fine avessero fatto don Marco, padre Anacleto, Bianca e gli altri personaggi; mi rispose che se io voleva vedere a spegnere i ceri l'un dopo l'altro, andassi in chiesa la settimana santa. Io tacqui: ma se quel che raccolsi da altri, si accorda con quello che ebbi da lui; don Marco deve essere vissuto sino all'anno in cui capitarono la seconda volta i Francesi condotti da Buonaparte. Quella volta don Apollinare, tornato col suo comodo alla sua Pieve, non fuggì più. Stette invece saldo al suo posto, aiutando i buoni a tener la pace tra paesani e Francesi; con molte lodi di Giuliano, tornato anch'egli, dopo un anno di lontananza a casa sua. Però non si parlarono tra loro che quella sola volta; sebbene paia che il giovane medico e Tecla e la famiglia che venne su, non siano stati infelici. Marta morì l'istess'anno in cui donna Placidia cessò di parer viva; consolata, povera vecchia, d'aver visto nascere in quella casa un bambino della terza generazione. Ma fino alla morte, non cessò di dolersi d'essere venuta al mondo, in tempi in cui di matrimoni tra una villanella come Tecla, e un giovane signore come Giuliano, non usava vederne. In quanto al signor Fedele durò ancora parecchi anni, senza vivere nè campare; assistito da quell'angelo di bontà che era la cieca Maria; ma nè l'uno nè l'altra videro il loro secolo finito. Di Margherita non seppi mai che cosa avvenisse nè di Bianca; se pure questa non fu una signora, morta prima del venti, vissuta tutta chiesa e casa, consigliata sino all'ultimo da un prete che era stato frate nel convento dei Minori Osservanti di C... spiantato dai Francesi, otto o dieci anni dopo le cose narrate. Chi sa che quel frate non fosse il padre Anacleto secolarizzato? Se fu, povera Bianca! Comechessia, io finisco, sazio del nome di quel frate, come non vorrei che fosse del mio racconto, chi chiude ora il libro con una grande rifiatata.
FINE.
INDICE
DEDICA Pag. 3 CAPITOLO PRIMO 7 » II 25 » III 45 » IV 61 » V 85 » VI 102 » VII 121 » VIII 144 » IX 164 » X 182 » XI 201 » XII 219 » XIII 242 » XIV 257 » XV 274 » XVI 291 » XVII 310 » XVIII 333 » XIX 352 » XX 369 » XXI 394 » XXII 410 COMMIATO 423
NOTE DI TRASCRIZIONE:
Sono stati corretti i seguenti refusi:
d'avventori paesani, che l'avrebbero tenuto sobrio obrio.
pareva un matone, glielo pose aperto tra le
grondante sudore, e colla giumenta ridotta che sei
avesse avuto a fare un altro quarto di miglio gla
sarebbe cascata sotto. Smontò a fatica, tanto avevo
indolenzite le gambe; e lasciata la bestia che andi
tiriamo in disparte: dunqne il santo non vi sarà stato.
quello, che era lì per prorompere chi sà in quali esclamazioni;
la marchesa menzionava; e intando i discorsi dei crocchi
ogni giorno, sicchè egli nel tortare non l'avrebbe più
quella furia; ma la bellezza dal cavallo, dava a pensare
del castello pareva assotigliarsi, Tecla si sentiva crescera
vigilia della Madonna degli Angeli, festa dei Minori Orservanti
Mentre l'omicciatolo diceva, Giuliano affrettato il passo
lagnava di questa guaio in guisa così noiosa; che alfine
da averne secca la gola; finì promettendo che non si sasarebbe
Quella sera l'avemaria suonò all'intess'ora dell'altre
la corea, per giungere a C.... prima che fosse suonato il
del borgo si fossero ritirati, e badasse a non anandar
alla finestra per chiamarlo chi son con qual grido, si vide
del Settapani, da tutta la giogaia; sui fianchi della
gli uomini; vi si ammazzino tra loro; e un palmo di
alzarle un tantino, fu per dare alla sfuggita un'occhiata
sè in mano di quegli Alemanni, che un mese prima, l'avano
oh! questo è il suo! Giuliano, Giuliano, se tu stavi un altr'ora,
all'orecchio della madre e sommessamente le disse?