Le rive della Bormida nel 1794

Part 27

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I monti stanno, gli uomini vanno; e costui era proprio Mattia, grasso, fresco che a petto di quello d'alcuni mesi addietro, pareva un sole di maggio. Egli in quella notte terribile, della primavera antecedente, aveva dato del ceffo nella fossa, e in mano degli Alemanni e in mano dei Francesi; ma questi ultimi, o fosse compassione, o l'avessero stimato tutt'altro che spia; passati i primi furori se l'erano tenuto caro, forse per giovarsi quando che fosse della pratica che egli aveva di là dai gioghi, nelle loro imprese future. Pur non perdendolo d'occhio mai, l'avevano lasciato sciolto pei campi; ed egli da uomo che sapeva navigare a tutti i venti, aveva fiutato quello della buona fortuna. E trovato che soffiava dalla parte dei Francesi, non si sarebbe più allontanato da loro, manco a esserne cacciato a nerbate. «Servi e non badare a chi», aveva detto fra sè: e con quel po' di doppie scroccate al suo paesano, nella notte che per poco non gli era costata la vita; accozzato quel suo negozietto, all'ora in cui Giuliano s'intoppò in lui, era con un avviamento da farsi ricco. Egli non diede tempo al giovane d'insospettire, ma gli narrò alla lesta i casi che l'avevano condotto a quella vita, e gli mostrò un gruzzolo di luigi d'oro guadagnati con sudore e giustamente. Parlò d'un suo disegno di comperarsi con quelli un poderetto, non volendo più battersi il petto a quel mestiere di campanaro e di seppellitore: e qui per non so quali accoppiamenti d'idee, rammentandosi del pievano, chiese sorridendo:

«E don Apollinare, che cosa dice di me?

«Non so--rispose Giuliano--io a D.... vi passai alla sfuggita; e poi tra me e lui, lo sapete, non si era troppo d'accordo.

«Se lo so! Ma io, vede, il torto l'ho sempre dato a lui. Sicuro che non l'andava a dire in piazza: ma so che cosa vale il pievano, e quanto pesano quei di D...... uno per uno..... Oh! se i tempi si mutano! Se questi signori Francesi san fare davvero quello che dicono! Allora sì che ci torno laggiù, e vedranno Mattia.....

«Appunto, vorreste farmi un servizio?

«Tengo la vita per lei, io.....

«Ebbene, voi dovete andare infino a D.... senza aspettare nè Francesi nè altro....

«E il negozio qui, chi me lo tira innanzi?

«In due giorni potete andare e tornare....

«Gesummaria, tornare! Allora sì che me le pianterebbero sei palle in petto!

«Oppure potete rimanere là. L'importante si è che andiate da mia madre a dirle, che quella sua idea di venire a stare da queste parti la smetta, perchè la guerra rincomincia, e potrebbe trovarvisi in mezzo. Pensi a stare di buon animo e tranquilla sul conto mio; ditele che tornerò in tempi migliori e vicini; ma badate a non dirle che io sono qui al campo dei Francesi.

«Ma, e se io do un calcio alla baracca, e parto fin da questa sera?

«Il denaro paga, e il poderetto a D.... lo troveremo vicino ai miei.

«Lasci fare a me.... se domani non mi vedrà più qui a vendere acquavite, s'immagini che io sono a D....

«E dite ancora a mia madre che le raccomando Tecla....

«Tecla.... ah....! sta bene.

«E che se le occorre qualcosa, spacci Rocco. A questo poi in ogni caso insegnerete come avrà a trovarmi...... Siamo d'accordo?

«D'accordissimo...! stanotte parto; ma per carità.... zitto!...

«Buon'andata, Mattia, e non dubitate.

«E lei si tenga riguardato dalle disgrazie, e a rivederlo a D.....»

Con questo si lasciarono; Giuliano per andarsene in riva al mare, col cuore alleggerito e tranquillo come la faccia delle acque che si stendevano azzurre al sorriso del firmamento: Mattia per tornare al banco, che non aveva mai perso d'occhio. Là affaccendandosi a servire la folla dei soldati, pensava quanta ragione aveva don Apollinare, il quale da tanti anni dava di Giacobino al figliuolo della signora Maddalena; e faceva i suoi conti sul modo di sgabellarsi della sua merce, senza dar nell'occhio, e su quello di partire, non visto, da quei luoghi per servire Giuliano. Del quale aveva capito il latino, quando aveva detto che il podere l'avrebbero trovato a D..... vicino a' suoi. Intanto veniva la notte chetamente, come suole in sul cader della state; la notte che sola poteva aiutarlo a compiere destramente i fatti disegni.

CAPITOLO XVIII.

Quel gran pregare Giuliano di starsi lungi da D..., fatto dalla signora Maddalena, nelle due lettere che gli aveva mandate; non veniva soltanto dai pericoli che gli potevano incontrare per via degli Alemanni, sempre occhiuti a cercarlo; ma ancora da cosa, che essa non gli avrebbe menzionata per nulla al mondo.

Poteva essere una settimana che egli era partito, e gli Alemanni che accampavano a C..., venuti gli aiuti grossi di Lombardia, erano stati tirati indietro alla retroguardia; perchè avevano avuto sulle braccia tutti i travagli di guerra dei mesi innanzi. E la meglio parte alloggiavano in D..., dove lo sposo di Bianca aveva menata questa sua dolcezza; alla quale i giorni passati nella casa paterna, dopo le nozze, erano parsi mille anni; e i commiati presi da quelle due piagnucolone della zia e di Margherita, una noia da finirsi alla lesta, per non arrossirne. Tanto era stato il suo desiderio di allontanarsi, che non aveva manco pensato che D... era la patria di Giuliano; e giunta in quel luogo, s'era messa a tutt'agio, in casa ad una delle famiglie più riputate del castello. Riverita, ossequiata, invidiata, credeva ogni giorno di salire più in alto: e il signor Fedele che veniva a visitarla sovente, si mostrava rispettoso verso di lei, da non parere più suo padre. Lo sposo si serbava beato come il primo dì delle nozze; ma a poco a poco, le usanze del vivere diverso, e quel non avere un linguaggio da poter barattare gli affetti e i pensieri chiaramente nella dimestichezza coniugale, nocquero a Bianca; e i silenzi dolcissimi ed eloquenti da fidanzati; da marito e moglie cominciarono a parerle freddezze. S'aggiungeva che egli, per sue bisogne di soldato, era costretto a star fuori molte ore della giornata; e Bianca rimanendo sola, s'infastidiva di quella sorta di libertà; s'annoiava talvolta, talvolta piangeva, e pigliava un amaro diletto ad accusare il marito di quelle assenze, che per lui erano doveri compiuti tra due amori; quello della donna sua, e quello della sua spada onorata. Essa allora pensava alle tante promesse avute da lui prima del matrimonio; e rompeva sovente in querele, chiamava lo sposo mancator di parola, persino disegnando di fuggire a C... per fargli dispetto. Tuttavia quelle sue collere, quei suoi disegni finivano in nulla; ed il marito non s'era ancora accorto del mutamento cominciato a farsi nel suo umore.

Una sera, che quel mutamento era già innanzi, essa sedeva al balcone ricreando la vista nelle montagne azzurre dell'orizzonte, le quali a vederle dal castello di D... parevano lì per dileguarsi nell'aria. Al venticello che veniva soave su dalla valle, quel torrente che si vedeva immiserito nel suo letto arido e biancheggiante; quei pioppeti delle rive, e i campi, e le case dei due vichi giacenti al basso; a poco a poco pigliarono agli occhi suoi un aspetto così domestico, che sembravano volerle dire qualcosa: e come avessero vaghezza di tentarla, le rammentavano un viso d'uomo, che essa sapeva qual fosse. Si schermiva alla meglio contro i pensieri che l'assalivano; ma questi come i malanni, uno sull'altro nascevano nella sua mente; ed essa dopo molto lottare, si lasciò alfine occupare dai ricordi del suo primo amore. In quella era entrata la fante della casa per qualche servigio: e da donna fatta alla buona, aveva chiesto a Bianca come le piacesse il paese.

«Molto!--rispose Bianca, e quasi senza badare alle parole che le cascavano dalle labbra, domandò a colei--la casa di quella che voi chiamate la signora Maddalena, dov'è?

«Costaggiù,--s'affrettò a rispondere la fante, additando il vico sulla riva sinistra del torrente--costaggiù, quella bellina e più alta delle altre, che ha quei comignoli murati con garbo, e quell'arco che mette su un piazzale. Il bello è vederla dentro! sale, arredi, specchi, è una ricchezza!»

Bianca non aggiunse parole, non ringraziò colei neppure cogli occhi, nè le pose mente quando se n'andò: ma guardando verso quella casa, sentì nel cuore qualcosa che si ridestava come da un lungo assopimento, e sciolse del tutto il freno alla memoria e alla fantasia. Rammentando quel che era stata, e immaginando quel che avrebbe potuto essere; le pareva di vedere una donna bellissima uscire di quella casa, venire nel borgo a braccetto di quello scuolare di don Marco, che aveva chiesto lei in isposa: e tutti coloro che passeggiavano sul ponte a godere il fresco, sembravano lieti di poter salutare la coppia avventurata, che essa coll'immaginazione accompagnava attorno, e riconduceva in quella casa, della cui vista non si saziava. Che amore, che pace, dovevano avere quei due sposi, sotto la tutela dolcissima della signora che viveva là dentro, e ch'essa aveva conosciuta a C... in tempi sì poco lontani! E vedeva la casa come era fatta, e le sale e gli appartamenti; e le massaie venir la domenica a riverire la padrona; e gli amici raccolti a veglie e a banchetti; e il vicinato consolarsi d'una persona nuova così bella, cortese e felice. Felice! Gli era verissimo che essa non la era meno di quella immaginata e di ogni altra donna; l'orgoglio glielo faceva pensare: ma quel potersi dire tante cose soavi nel linguaggio nativo collo sposo; e avere per tale un uomo cui nessuno potesse tenere lontano da casa, nè comandarlo! E poi il suo aveva certi modi soldateschi anco in casa! Glieli avrebbe fatti smettere sì, ma intanto... quel Giuliano... oh quel Giuliano! E sospirava seguitando a fantasticare; e chiedeva a sè stessa se questi era in D..., che cosa avrebbe fatto, se passeggiando si fosse abbattuta in lui; ondeggiando tra il desiderio e la tema, che questo incontro, un giorno o l'altro, accadesse davvero. Quella sera il marito stette più dell'altre volte a tornare, ma essa non se ne accorse, nè pensò a lagnarsi d'essere rimasta sola troppe ore; e quando egli se ne scusò con parole affettuose, fu facile a perdonare. Ma indi in poi, o sola o con lui, bastava che fosse in parte donde si potesse scoprire la casa della signora Maddalena, sempre il suo sguardo posava sopra quella; e i suoi pensieri v'entravano tra confidenti e guardinghi. Il marito, pur non sembrando, aveva avvertita tra sè la cosa: ma si peritava a chiederle che vedesse di così bello da quella parte. Anzi voglioso d'accontentarla in tutto, o forse di scoprire da sè l'animo della donna; un giorno, disceso con essa dal colle per andare a diporto, l'accompagnava verso quell'arco, di cui pareva tanto invaghita. Bianca si lasciava menare, con un batticuore crescente, man mano che s'accostava all'arco; e camminava leggera come temesse che qualcuno udisse i suoi passi, dolendosi seco di quelli del marito troppo gravi e sgarbati. A un tratto giunti a scoprire l'atrio in fondo al piazzale, essa diede volta quasi spaurita, ed egli rimase a guardarla, impensierito: poi le tenne dietro, la raggiunse, le chiese che cosa avesse visto, ed essa rispose, che nulla. Mentiva la giovane donna, e s'egli in cambio di crederle, accagionando di quella sua fanciullaggine cose lontane dal vero le mille miglia, si fosse pigliata la libertà d'entrare in casa alla signora Maddalena; forse avrebbe colto il filo di quella storia. La madre di Giuliano stava appunto nell'atrio mentre che gli sposi erano comparsi vicino all'arco; e subito ravvisata Bianca, s'era rimescolata come persona cui venga fatto un oltraggio improvviso. Senza badare se i due venissero innanzi; entrata in casa aveva detto a Marta s'andasse a porre nell'atrio, e se qualcuno chiedesse di lei, rispondesse che non si sentiva il caso di far accoglienze. Marta uscì, e trovando il piazzale deserto, corse insino all'arco, donde vide gli sposi che s'allontanavano pel vicolo lentamente. Si mise in capo di sapere chi fosse la giovane compagna di quel soldato: e fattasi oltre finchè trovò le comari del vicinato, raccolte a chiaccherare, intese da esse che quella era la figliuola d'un signore di C..., sposata a quell'Alemanno; il quale a lor parere sarebbe stato un bellissimo uomo, se avesse avuto sulle spalle una testa un po' meno da far paura. Marta tornò in casa studiandosi di far viso allegro, e in verità molto afflitta, avendo capito che quella doveva essere la donna stata carissima a Giuliano: l'accusò tra sè per trista e sfacciata; disse che in sul piazzale non v'era nessuno; sentì l'amarezza delle lagrime che la padrona aveva negli occhi; ma non cercò d'appiccare discorso, nè di consolarla. La signora non si lagnò, ma anche quest'altro dolore, di vedersi colei ronzare attorno alla casa, l'offerse in cuor suo a chi ha in mano le bilance d'una giustizia più alta di quella degli uomini. E allora, benedì la persecuzione degli Alemanni, che avea costretto Giuliano a partire; perchè s'ei fosse stato in D... essendovi anche Bianca, non sapeva qual guaio sarebbe potuto seguire.

Appunto in quel giorno capitò l'ortolano genovese colla lettera di Giuliano. La signora Maddalena fattosi raccontare dal messo, quanto ei sapeva del suo figliuolo; molto lo pregò di non dirgli come l'avesse vista sofferente; lo pagò da donna larga del suo; lo chiamò amico di sentimento; e gli confidò la risposta che abbiamo visto, certa che Giuliano l'avrebbe obbedita. Così contando i giorni, e tribolandosi la vita coi pensieri mesti e tremando sempre; la povera donna finiva l'estate senza più avere novelle di lui; e non osando manco affacciarsi a guardare il cielo dalla parte dove egli era, dalla tema di rivedere quella Bianca, che in verità non comparve più, ma che le pareva venuta là per ischerno. Le donnicciuole del vicinato, non vedendola più da tanto tempo, chiedevano a Marta se la signora fosse a letto ammalata: e la vecchia non rispondendo nè si nè no, faceva spallucce e alzava gli occhi al cielo, quasi volesse dir loro che ne chiedessero a quello. Esse sospiravano, badando a tenere lontani i fanciulli, che non facessero chiasso intorno alla casa; e se a qualcuna bisognava qualcosa da Marta, s'accostava alla porta, e batteva riguardosa, per non dare molestia.

Ma una volta tra l'altre fu battuto da una mano che, s'udì al suono, non aveva tanti rispetti. Era l'indomani di quel giorno, in cui Giuliano e Mattia, incontratisi nel campo dei Francesi, il sagrestano aveva pigliato l'incarico di venire a D... piantando il negozio e ogni cosa, per far servigio al giovane fuggitivo. E per monti e per borri, cansata la via lungo la vallata, in riva alla Bormida, ingombra di soldati, che per allora o Francesi o Alemanni gli tornavano pericolosi all'istessa maniera; costui giungeva alle ventidue, a scoprire il borgo, dalla parte più aspra a venirvi. Non è da credere che alla vista di quel suo luogo quasi nativo, egli cadesse ginocchioni sclamando: o patria, o dolce paese! perchè a questa sorta di affetti non ci aveva fatto il cuore; e per lui la casa e la patria, erano dove si stentava meno il boccone. Ma un tratto che parve stesse contemplando, lo spese invece a risolvere cui avesse a presentarsi prima, o al signor pievano, il quale chi sa di qual occhio l'avrebbe riveduto; o alla signora Maddalena, che di certo gli sarebbe stata gratissima delle novelle che ei le portava. Gli uomini hanno sempre caro di essere tenuti dabbene e generosi; e Mattia messo da parte il pievano, deliberò di visitare la signora. Di che, passo passo, per certi orti, tra siepi e fossati, giunse non visto sino al torrente, in quella stagione quasi secco; lo varcò, fu sul piazzale a noi noto, e appressatosi battè alla porta, in guisa, che ne rimbombò la sala, le stanze, e la cucina nell'angolo più lontano della casa. Qual fu la sua maraviglia quando gli si aperse, e si trovò dinanzi una persona, che per poco non gli fece recare le mani agli occhi, dalla tema d'avere sbagliato! Colei che l'invitava ad entrare con tanta cortesia era proprio la figlia di Rocco? Proprio la figlia di Rocco, che a lui apparito a quel modo, mentre lo si credeva morto da tutto il borgo, sapeva domandare donde venisse con parole che parevano dette da una signora? E quella veste, che egli rammentava d'aver veduta molti anni prima, foggiata altrimenti, indosso alla signora Maddalena; come stava bene a quella fanciulla! E l'acconciatura com'era di garbo; e le mani come le si erano fatte bianche! Un forastiero l'avrebbe creduta figlia della padrona; ma Mattia aveva buona la memoria, e nel suo stupore tempestò le domande: «o tu, tuo padre e i tuoi, che cambiamenti vedo?

«E voi chi vi ha insegnato a battere alla porta come su un tamburo, e a dar del tu alle zitelle?» disse Marta sopravvenendo a troncare le parole del sagrestano: ma visto costui, mutò la cera e tacque, maravigliata di quell'apparizione d'un uomo creduto morto.

«Meritereste,--disse Mattia altezzoso--che mi voltassi addietro, e le novelle che porto me le tenessi per me...

«No... no! Mattia!--pregò Tecla, cui il cuore aveva già promesso assai cose solo a vedere il vecchio,--venite, venite... se sapeste come la signora è ammalata...!

«Malata!--sclamò Mattia quasi parlando seco stesso:--allora gli è inutile che egli le mandi a dire che la aspetta là....»

Tecla si fece di fuoco in faccia, poi come un panno lavato; capì che Mattia non poteva recare altre novelle che di Giuliano; e corse volando di sopra, a dirne alla signora Maddalena.

«Dunque portate notizie di Giuliano?--sclamò Marta rimasta lì sulle brage:--O Santa Vergine! e perchè non lo avete detto subito? Levatemi di quest'agonia; dove l'avete visto?»

Qui Mattia cominciava a sballarne di grosse; e chi sa quante lune nel pozzo avrebbe fatto vedere a Marta; ma buon per questa che Tecla, scendendo la scala da non toccarne i gradini per la gran fretta, chiamava lui dalla signora. E vi salirono tutti e tre, Marta raccomandando pianamente a Mattia di parlar basso, per non dare molestia alla povera donna, la quale di nulla si sentiva far male.

La signora Maddalena non discendeva più dalla scala da parecchi giorni; perchè non era più il caso a salirla, senza pigliarne un affanno, da durare oppressa delle ore. E però usava stare nella sua camera, dove poteva coricarsi in certi languimenti che la coglievano di quando in quando; e nelle ore men tribolate sedeva sul divano, di contro al ritratto del marito, di cui parlava con Tecla a lungo ogni giorno, narrando la dolce vita avuta con esso.

A vedersi dinanzi Mattia seppellitore di morti, e creduto morto egli stesso da lunga pezza; la povera donna sebbene non fosse ubbiosa, provò un senso, come se la morte glielo mandasse, chiedendo per esso se fosse pronta. Tuttavia fece segno di volerglisi fare incontro, ma rimase seduta, perchè alle forze non le riuscì.

«Mettetevi a sedere:--gli disse dolcemente--non vi chiedo nulla di voi, che dovete essere abbastanza felice di rivedere i vostri...; ma il mio Giuliano? che dice? che vita mena....? Mi aspetta sempre?»

Mattia sedutosi timidamente, la guardava; e tanto era il mutamento che la vedeva aver fatto, che quasi gli pareva di udire la voce di persona, la quale avesse sperimentata la morte e l'eternità. E stette così senza rispondere; finchè la signora sclamò spasimata:

«Ma dunque voi mi portate qualche trista nuova?

«No signora--rispose Mattia al quale era rimasto nell'orecchio il suono dell'altra domanda:--egli non la aspetta più...; anzi mi manda a dirle, che ella si levi il pensiero di andarlo a raggiungere; perchè il disagio della via è grande; la guerra sta per ricominciare; potrebbe capitarvi in mezzo...

«E come sa egli che la guerra sta per ricominciare...?

«Eh!... chi l'ha a sapere se non lui...?

«Dunque s'è fatto soldato?--gridò la signora levandosi a mezzo esterrefatta.

«Soldato no!--rispose Mattia dolendosi d'aver detto troppo:--ma al campo dei Francesi è ben veduto, e tutti lo vogliono, persino i generali... Insomma... io debbo andarmene.... non tema, egli spera di vederla qui e presto...»

E si levava in piedi per andarsene davvero; perchè gli pareva che di quel passo sarebbe uscito col dire alla signora, quello appunto che Giuliano gli aveva imposto di tacere. Ma lo rattenne Marta, perchè la signora diceva:

«Mattia, una cosa; di qua ai luoghi dov'è mio figlio, qual'è la via più corta, e come si può fare a trovarlo?

«Si va a Savona;--rispose Mattia--di là si tira oltre verso Finale, finchè si trovano i campi dei Francesi: si chiede del signor Giuliano, e tutti sanno dire dov'è... Ma se manda qualcuno da quelle parti, non gli dica che io ho detto...

«Non temete, Mattia; mio figlio non saprà che voi m'avete detto più ch'egli non volesse. Marta, cercate nel cantarano... datemi quell'involtino che sapete...»

E Marta avendo obbedito, la signora cavò una moneta d'oro e porgendola a Mattia gli disse:

«Non per pagarvi, ma perchè vi ricordiate di me...

«Grazie--rispose Mattia pigliando la moneta:--e se posso servirla mi comandi...

«Eh!... forse presto--rispose la signora sorridendo mestamente; e tolti gli occhi da lui che usciva accompagnato da Tecla, nascose il viso nelle mani e disse a Marta: «io non so che stanchezza mi venga indosso: fate un po' più scuro, mi par di morire...»

Marta corse alla finestra, guardò nel cielo splendido laggiù all'occidente che pareva tutto una gloria; e tentennando leggermente il capo, alzò il pensiero dolendosi a Dio con un confuso timore. Poi accostati gli _scurini_, tornò a sedere; e rimase zitta accanto alla padrona, pensando a quest'altro mal passo di Giuliano.

Tecla intanto, accompagnato Mattia fino all'atrio, gli poneva anch'essa in mano alcune monete, avute già in dono dalla signora; e fissandolo con occhio che sarebbe stato impossibile mentirle, chiese al vecchione:

«Dunque è proprio vero che egli verrà?

«Verissimo. Ma poveretto, a vederlo come è accorato c'è da compatirlo. Oh! ora che mi ricordo, mi ha detto di raccomandarvi tanto a sua madre...

«Addio, Mattia,»--disse la giovinetta arrossendo; e piantandolo confusa e piena di fantasie, tornò su dalla padrona. In punta di piedi s'accostò a Marta; questa le accennò di sedere e di tacere, ed entrambe stettero mute, che si sarebbe inteso un moscerino a volare.

Mattia dato il primo passo fuori del piazzale, fu scoperto da alcuni monelli che ruzzavano al piè d'un muricciolo, giocando alle palle di piombo. Avessero visto ciascuno il suo nonno tornare dalla fiera colle chicche, coloro si sarebbero mostrati meno allegri, che vedendo Mattia; e subito gli furono quali addosso, quali dinanzi; correndo e facendo capriole; dando voce pei vicoli di quell'arrivo improvviso.

«Il malanno ai ragazzi!» tempestò tra sè il sagrestano; e non potè andar oltre a suo modo, perchè di qua, di là, due, quattro, dieci paesani gli si fecero attorno sclamando, chiedendo, stringendo: in pochi istanti si vide affollato di maniera, che a dare una risposta a tutti, non sarebbe arrivato in castello insino a sera.