Le origini degli Stati Uniti d'America

Part 2

Chapter 23,675 wordsPublic domain

La valle del Gran Colorado o Colorado dell'ovest, fiume che non costituisce alcuna via commerciale nonostante i 2000 km. di corso, per difetto di navigabilità, la valle del Sacramento navigabile per 250 km. cui s'unisce alla foce il S. Gioacchino in parte navigabile pur esso, ed infine quella della Columbia od Oregon di difficile e breve navigazione anch'essa nonostante i suoi 2000 km. per l'impetuosità del corso i banchi e le cascate, sono gli unici sbocchi, può dirsi, della Cordigliera sul mare. La costa infatti dal porto di S. Diego allo stretto di Juan de Fuca si mantiene uuiformemente alta e dirupata: chiusa per lunghi tratti a guisa di bastione o muraglia, essa è rotta soltanto dalle foci de' fiumi e da qualche baia per lo più aperta e poco tagliata per entro il continente, se ne eccettui quella di San Francisco dalle sponde ricoperti di verdi boscaglie, simile ad un lago alpino cui fanno corona le vette rocciose e nevose della Sierra Nevada. Frastagliata oltre ogni dire, vera costa da fiordi, è al contrario quella che si protende a settentrione, dallo stretto sopranominato a quello di Bering, se ne eccettui sulla foce del Jucon nella fredda terra d'Alaska, sulla cui costa s'affollano un'infinità di isole.

Unica può dirsi di tutta l'America del Nord, questa regione costiera del Pacifico gode un clima oceanico e perciò mite d'inverno, fresco d'estate.

_Gli altipiani occidentali_. — Fra le due cordigliere si estende una serie di altipiani, che dalla loro situazione hanno preso il nome di _altipiani occidentali_.

Un'infinità di giogaie in direzione da sud-est a nord-ovest sorgono qua e là a rompere la monotonia degli altipiani, dando alla regione con le catene secondarie correnti in direzione diversa l'aspetto come d'uno scacchiere smisurato di innumeri bacini: ora sono valli e terrazze, oasi bene spesso di verdura fra sterili piani, ora depressioni paludose e salate. Di laghi e di paludi salate è disseminato in ispecie il Gran bacino interno, dall'aspetto prevalentemente del deserto, la cui superficie da una media altezza tra i 1300 ed i 1500 metri s'abbassa in qualche punto, come nella valle della Morte, fin sotto il livello del mare.

Ancor più spiccata che in esso è poi l'aridità del suolo nella parte meridionale dei grandi altipiani, tutta a magre steppe od a vero e proprio deserto, in quello del Colorado in ispecie tutto rosso e levigato come un mattone, cosparso di piccole conchiglie.

Ragione principalissima di tanta aridità, cui servono di compenso dal punto di vista economico le ricchezze minerali dei Rocciosi, l'argento in ispecie, è la straordinaria scarsezza di pioggie, impedendo le grandi catene che vi giunga l'aria umida tanto dal Golfo e dall'Atlantico quanto dal Pacifico. La stessa altezza delle catene, che li ripara dai venti, offre il vantaggio d'una relativa mitezza del clima, nonostante i salti della temperatura giornaliera, cagionati dall'enorme assorbimento del calore da parte di un suolo nudo o quasi e dalla rapidissima irradiazione attraverso ad un'atmosfera quanto mai asciutta, salti che arrivano in qualche luogo perfino a 50 gradi!

_Gli altipiani mediani_. — Ponte immenso gettato, per così dire, dalla sponda orientale alla occidentale, dagli _Allegani_ alle _Cordigliere_, a chiudere verso nord la grande vallata degli Stati Uniti, è una ampia zona di elevazione, che può comprendersi sotto il nome generico di _altipiani mediani_: rasenta essa il bacino del S. Lorenzo ed i cinque grandi laghi canadesi, tocca quindi le sorgenti del Mississippi e prosegue poi verso ovest, ora scendendo ora risalendo, fino ai Rocciosi. Corre su questa elevazione lo spartiacque tra i fiumi, che sboccano nell'Atlantico settentrionale nella baia d'Hudson e nell'Oceano glaciale, ed i fiumi che sboccano nel golfo del Messico; cosicchè essa si presenta come un confine naturale oltrecchè politico: al nord l'America inglese, che declina verso i mari settentrionali, al sud gli Stati Uniti che s'aprono verso il Golfo del Messico. L'altitudine di tale zona è di circa 200 metri sulla piattaforma dei cinque Grandi Laghi canadesi, che comunicando tra loro costituiscono un vero mediterraneo d'acqua dolce per l'estensione di ben 238.000 kmq.: sono essi il Lago Superiore su cui trovasi la più ricca zona di rame del mondo, l'Huron dalle rive erte e rocciose, dalle molteplici baie, penisole ed isole, il Michigan monotono nell'uniformità delle sue rive basse e piane, l'Erie e l'Ontario che nella loro sagoma allungata sembrano segnare il passaggio dalla forma lacustre a quella fluviale del S. Lorenzo, il magnifico fiume dalle acque chiare e dalle rive selvose: fra l'Erie e l'Ontario la famosa cascata del Niagara, vera forra tagliata in un gradino, che l'immane valanga d'acqua salta a precipizio da un livello di 172 metri ad uno di 72.

All'ovest dei Grandi Laghi l'altezza media degli _altipiani mediani_ va aumentando fino ai 300 e 400 metri, ed il paese presenta l'aspetto più variato per un intrecciarsi continuo di foreste, steppe, praterie, laghi, rupi, massi erratici, barriere moreniche, di cui abbonda un terreno costituito nel periodo glaciale con materiali d'erosione e d'alluvione.

Più ad ovest ancora il dileguarsi degli arbusti e dei cespugli, il diradare degli alberi, il succedersi dei tappeti erbosi alla massa dei frutici ingombranti le foreste annunziano il passaggio dalla regione nord-americana delle foreste a quella delle praterie, oltre le quali s'arriva ai Rocciosi.

_Il bacino del Mississippi_. — A mezzogiorno di questi altipiani mediani si distende, come dicemmo, il grande avvallamento del fiume mastodontico, che nasce da essi ad un'altezza di circa 514 metri, è lungo 4200 km. e contando il Missouri 6750, largo in media quasi costantemente da 500 a 1400 metri e profondo dai 40 ai 60: dal piede degli Allegani come da quello delle Cordigliere il terreno scende con doppio pendio fino al bassopiano, costituito dalla valle propria del fiume al sud del suo confluente col Missouri e dalla grande zona che incornicia il Golfo del Messico.

Il pendío occidentale è costituito per la massima parte dalla regione dei _Plains_ e _Praterie_, enorme triangolo col vertice tra i Rocciosi e gli altipiani mediani la base tra la stessa Cordigliera e la valle del Mississippi: in esso predomina la prateria (_praîrie_) dai grassi pascoli nella parte più orientale, la steppa (_plain_) rivestita di cespugli e di sterpi, che soffocano le vere erbe, in quella più occidentale. Torme innumerevoli di bisonti, detti bufali dagli Americani, ristrette dalla civiltà in minori confini, tutto popolavano un giorno quel mare di erbe e di fiori che costituisce la prateria: è questa infatti nella stagione migliore un vero mare, cui le masse arboree danno le isole, i venti le tempeste. Il colore suo predominante è il rosso in primavera, il bleu in estate, il giallo in autunno; ma quando il vento soffia impetuoso tra le foglie delle leguminose dal rovescio biancastro e vellutato, allora si vede la massa verdeggiante moltiplicarsi in onde infinite orlate d'argento.

Nel pendio orientale predomina invece la foresta ed in questa le specie vanno mutando col procedere dal nord al sud, dalle quercie e dai faggi ai castagni alle palme alle magnolie fino al trionfo completo della natura tropicale nella zona adiacente al Golfo del Messico.

Le due forme di vegetazione, che in perfetta corrispondenza con le condizioni climatiche si dividono il suolo degli Stati Uniti, la forma di foresta ad oriente e quella di steppa o prateria ad occidente, vengono così ad incontrarsi nel bacino del Mississippi: in esso, ad ovest del gran fiume, lungo il 95º meridiano O. di Greenwich, abbiamo può dirsi il passaggio dalla regione delle foreste, che deve all'abbondanza delle precipitazioni atmosferiche il suo splendido manto e la sua grande fertilità, alla regione delle praterie e delle steppe, la cui esistenza si deve ascrivere principalmente, nonostante altre ipotesi diverse (grossolanamente ingenua fra le tante quella indiana del fuoco devastatore) all'asciuttezza del clima, al diverso grado della quale corrispondono appunto le sottodivisioni in prateria e steppa, e col variar della quale di epoca in epoca si sposta pure il limite delle foreste e delle praterie.

Dal confluente del Missouri in giù, tra i due pendii dei Rocciosi e degli Allegani, si estende per una larghezza, che varia dai 60 ai 120 km., la valle propria del Mississippi, antico golfo ricolmato nei secoli dalle alluvioni: _bluffs_ sono dette le rive dell'antico letto, in cui correvano un giorno i rami paralleli del fiume costituenti oggi il bassopiano alluvionale, porzioni di suolo naturalmente più solido per la maggiore grossezza dei materiali costitutivi, le quali di tratto in tratto spingono fino alle rive del fiume attuale degli speroni, su cui sorgono le città; _bottoms_ (fondi) i tratti di bassissimo livello, d'ordinario paludosi, inondati dal fiume nelle sue piene.

Allagano queste annualmente enormi territori, dove la mano dell'uomo non v'abbia opposto nelle dighe un ostacolo sufficiente, inondano un suolo sabbioso rendendolo fertile col limo ferace depositato, sradicano e trasportano seco nel ritirarsi un'infinità d'alberi e di piante dalle allagate foreste di pioppi quercie cipressi tulipiferi noci, che arrivano sino alla sponda del fiume.

A destra ed a sinistra il padre dei fiumi protende, smisurato Briareo, le sue enormi braccia, massime fra tutte l'Ohio a sinistra, che coi suoi affluenti e subaffluenti conduce alla piattaforma dei Grandi Laghi ed agli Allegani, e a destra il limoso Missouri coi suoi innumeri tributarii che conducono per le praterie ai Rocciosi, affluenti tutti navigabili i quali formano coi 3000 km. navigabili del Mississippi e coi 3000 e più, che vanno dalla foce del San Lorenzo all'estremità occidentale dei grandi laghi, un'immensa rete fluviale preparata dalla natura ai bisogni della civiltà e completata dall'uomo mediante canali che mettono in comunicazione le regioni più produttive del Nord-America, cioè la zona costiera orientale, il bacino dei Grandi Laghi e quello del Mississippi.

Al confluente del Red River comincia in senso largo il delta del Mississippi, iniziandosi da esso la diramazione delle sue acque in vari rami: in senso stretto però, intendendo per delta la sola regione costituita dalle alluvioni del fiume, esso si limita ad una lingua di terra che s'avanza per 80 km. nel mare e si divide in tre punte, percorse ciascuna da un ramo del fiume, formando la così detta _Zampa d'oca_. Sono ben 32000 kmq. d'un suolo alto sul mare appena 1 metro, tutto paludi e pascoli, coll'unico porto di New Orleans sulla sinistra del gran fiume.

La febbre gialla desola questa regione come quasi tutta del resto la costa paludosa, con cui termina il largo bassipiano che incornicia il Golfo del Messico. La baia di Galveston, laguna in cui sbocca la navigabile Trinity, ad ovest e l'estuario di Mobile, formato dall'Alabama e dal Tombigbee, fiumi in parte navigabili, ad est, sono con New Orleans gli unici sbocchi, può dirsi, del largo bassopiano che per clima culture e prodotti appartiene alla zona tropicale.

_La Florida_. — Dove però la natura tropicale si manifesta in tutta la sua forza è nella Florida, la quale sia pel livello sia per le coste può considerarsi come un prolungamento della zona costiera, vero tratto d'unione tra la fascia orientale e quella meridionale degli Stati Uniti. È questa penisola tutta una bassura di paludi e di laghi, terminante all'estremità sua in un intreccio di formazioni coralline analoghe a quei _key_ od isolotti schierati a sud ovest di essa.

Nelle parti non paludose della penisola sorgono foreste naturali di pini e cipressi, boscaglie di quercie ed allori, cespugli sempre verdi di gelsomini e, lungo i rivi, di magnolie, a cui si frammischiano alberi da gomme, jucche, agavi, cactus, palme arboree; mentre la mano dell'uomo può trarre dal suolo, come nel rimanente bassopiano costiero, tabacco cotone maiz frutta meridionali: nella parte meridionale abbondano i pascoli adatti al bestiame bovino: ne' luoghi sabbiosi sono i soliti _pine barren_ od oasi di pini: nelle paludi infine, animate da una quantità stragrande di uccelli acquatici di pesci e di tartarughe, prospera il riso e nelle isole da esse sommerse lo zucchero.

I fiumi della penisola, che scorrono totalmente in pianura con un corso lentissimo per la mancanza di pendìo, sono in gran parte innavigabili perchè ingombri di taxodie di giunchi di canne. Inospitali quanto mai sono le coste: «gli ancoraggi, inaccessibili a grosse navi, sono deserti e muti recessi, in cui tutto è immobile, le acque mezzo stagnanti, la lussureggiante vegetazione tropicale simile più ad una corona mortuaria che a un serto festivo, sovrano il silenzio e la quiete rotta solo da un'infinità di uccelli acquatici»: unici porti e mediocri anch'essi per la vasta penisola Sant'Agostino sull'Atlantico e Pensacola alla foce dell'Escambia sul Golfo del Messico.

_Il Piedmont e la zona costiera dell'Atlantico_. — A nord della Florida continua sempre quel bassopiano costiero, che fascia, può dirsi, gli Stati Uniti ad est come a sud, dalla foce del Rio Grande del Norte sul Golfo del Messico a quella dell'Hudson sull'Atlantico. Tra gli Allegani ed il litorale dell'Atlantico si distende la larga zona pianeggiante del _Piedmont_ dalle culture subtropicali: il suolo è qui costituito da una triplice serie di terrazze, che dal piede dei monti vanno successivamente degradando fino a terminare dopo una sessantina o più di km. al livello quasi dell'Oceano ed anzi in alcuni tratti al di sotto di esso. Le due prime terrazze alte rispettivamente una sessantina ed una trentina di metri sul mare e larghe insieme una sessantina di km. seguitano come i declivi orientali degli Allegani ad essere vestite di ricca vegetazione arborea, (aceri, quercie, noci) e sono suscettibili delle più ricche culture; la zona più bassa, perfettamente orizzontale, è un succedersi di tratti asciutti e sabbiosi e di tratti paludosi e fangosi, tutti coperti di macchie di cedri pini cipressi (_pine barren_), ma lungo i fiumi ha alberi frondosi e tratti coltivati; l'estremo lembo infine, detto _Sea Island_, è conteso può dirsi dalla terra e dal mare: i fiumi si allargano in forma di laghi e la costa termina in cordoni litorali e paludi separate dal mare da lembi ristretti di terra ferma, che vengono essi pure come i cordoni allagati dalle onde burrascose e superati dalle forti maree.

Una vegetazione fittissima e impenetrabile di piante spinose e allaccianti, sulla quale dominano i cipressi, donde il nome di _Cypress swamps_, ricopre queste paludi, di cui può offrire il tipo la _Dismal swamp_ (palude letale) sulla costa della Carolina Settent., fra la baia di Chesapeake ed il Capo Fear. In queste paludi e lagune muoiono in generale i fiumi del paese, il quali dopo un brevissimo corso montano corrono per la maggior parte in pianura.

Conseguenza di tutto ciò è la difficoltà estrema della navigazione in questa parte della costa atlantica: unici porti e cattivi ancor essi pei banchi di sabbia anteposti sono quelli attuali di Charleston, sul confluente dell'Ashley e del Cooper, e di Savannah sul fiume omonimo.

Oltre il capo Hatteras, in mezzo alla _Dismal swamp_, il litorale diretto fin lì verso nord-est piega bruscamente verso nord-ovest, e col cambiamento di direzione cambia pure la natura di esso, come muta del resto l'aspetto tutto del paese per la maggiore vicinanza dei monti al mare e pel passaggio dalla zona subtropicale alla temperata. Colla profonda baia di Chesapeake, dove mettono foce vari fiumi tra cui il Potomac, ed abbondano i porti tra cui l'attuale Baltimora, la costa comincia ad essere frastagliata ed a crescere sempre più di rilievo col procedere verso nord. Le minime valli diventano lunghi estuarii, le più piccole ondulazioni del terreno lunghe penisole, donde rade immense e meravigliosamente protette, capaci di ricettare flotte intere, la cui navigazione continua in quei fiumi lenti e profondi, che attraversano regioni favorite da incalcolabili ricchezze naturali, minerali in ispecie: tali la profonda baia del Delaware colla città attuale di Filadelfia, che a 150 km. dall'Oceano ne sente nondimeno la marea, e quella, dove oggi sorge New-York, dell'Hudson, il fiume solenne dal letto largo e profondo simile ad un braccio di mare, che sente la marea a ben 230 km. dalla foce ed è messo in comunicazione mediante canali coi Grandi laghi e col San Lorenzo. E mentre con la navigabilità del corso medio e inferiore questi fiumi favoriscono prodigiosamente il commercio, colla forza motrice da essi somministrata nel corso superiore in ispecie sembrano invitare all'esercizio dell'industria.

_La Nuova Inghilterra._ — Ciò s'avverte tanto più oltre l'Hudson, nel tratto più settentrionale della zona atlantica degli Stati Uniti: costituisce questo tratto la Nuova Inghilterra, paese dal suolo roccioso e poco fertile e dal clima freddo e continentale nonostante la posizione sul mare per la prevalenza dei venti occidentali.

I monti seguono qui da presso la costa ed i fiumi, scorrendo quasi totalmente fra essi in letti ampi ma rocciosi con rapide e cateratte frequenti, se non sono che in piccola parte adatti alla navigazione, possono in compenso dar vita ai maggiori stabilimenti industriali. Ai traffici marinari sembra invece invitare gli abitanti la costa alta varia dai mirabili contrasti di rupi e di cupa vegetazione, ricca di ottimi porti fra cui maggiore di tutti Boston sulla baia di Massachussets.

_Regione costiera dell'Atlantico_, _bacino del Mississippi_, _altipiani occidentali_, _regione costiera del Pacifico_ sono dunque a grandissime linee i territori, che si aprivano dall'Atlantico al Pacifico alla colonizzazione europea: alle paludi del litorale succedevano fertili terre pianeggianti e poi montagne non facili a superarsi pel fitto manto di boschi; oltre le montagne continuavano le foreste, seguite più in là da praterie da steppe e finalmente da regioni aride o da veri deserti; quindi un'altra zona quanto mai impervia di altipiani salati e monti nevosi, finchè sul Pacifico, l'oceano futuro degli Americani, s'apriva quale compenso adeguato alle difficoltà del cammino l'incantevole vallata californiana. Questo passaggio successivo da un paese ad un altro affatto diverso per flora ed aspetto del suolo, che corrisponde al succedersi delle varie zone climatiche, determinerà appunto il processo della colonizzazione interna e della civiltà americana; la quale, ostacolata nella sua marcia da oriente ad occidente da catene montuose e sterilissime lande, non troverà invece alcun intoppo alla sua espansione da nord a sud, dalla N. Inghilterra alla Florida, dai Grandi Laghi al Golfo del Messico, mentre in un senso e nell'altro troverà nella varietà straordinaria di sedi, diverse fra loro per clima aspetto e prodotti, un'abbondanza e moltiplicità di elementi naturali di progresso non offerta forse mai ad alcun altro popolo. Nè a garantire le sorti dell'agricoltura, la ricchezza prima del paese, a mantenere perenne la fertilità della terra di fronte agli sperperi dell'avidità umana, la natura mancava di assicurare una riserva enorme di forze produttive nel guano, di cui abbondano alcune isole, e più ancora nei vasti depositi di _grunsand_ e fosforite, ottimi concimi minerali, frequenti lungo le coste dell'Atlantico[2].

Ma quali erano gli abitatori del fortunato paese, quando l'alba della società anglo-americana spuntava appena sul cielo della storia?

§ 2. I MOUND-BUILDERS. — Nella vallata del Mississippi, lungo l'Ohio il Wisconsin lo Jowa, l'occhio del visitatore è preso da meraviglia e l'animo suo si lascia andare alle ipotesi più varie alla vista dei _Mounds_. Consistono questi, come dice il nome, in terrapieni: ora sono ridotti d'area spesso estesissima, circondati da dighe o bastioni, e contenenti serbatoi d'acqua artificiali; ora arginature lunghe in certi casi le 15 e le 16 miglia[3]; ora piattaforme di varia grandezza, alte 60 e 90 piedi[4] sul suolo, alle quali si sale mediante una scala scavata nella terra; ora infine una serie di piccole opere disposte a distanze quasi uguali ed in linea retta per parecchie miglia. Fine ed ufficio loro, a giudicare dagli avanzi, deve essere stato di difesa in alcuni casi, di abitazione o di tempio in altri; varia pure ne è la forma, da quella geometrica di circoli, di quadrati, di poligoni, di elissi regolarissime, a quelle assai strane d'animali o d'esseri umani. Famosi tra gli altri il _mound_ del serpente nell'attuale contea di Adams nell'Ohio, costrutto sopra un rialzo del terreno, che costeggia il fiume, tutto a spirali come un immenso serpente, lungo un migliaio di piedi e largo cinque, colla coda attorcigliata in tre giri e con una specie d'uovo lungo 160 piedi nella bocca; il _mound_ dell'elefante nel Wisconsin lungo 135 piedi e molto simile a quell'animale; il _mound_ dell'orso nel Kentucky ed altri.

I luoghi dove sorgono sono evidentemente scelti ad arte per ragioni commerciali o di difesa, in genere lungo i fiumi navigabili od alle loro confluenze: il materiale adoperato generalmente è la terra, ma non mancano avanzi di mattoni, pietre lavorate e persino legname: utensili ed ornamenti in rame argento e pietre preziose, scuri, scalpelli, braccialetti, coltelli, pezzi di tessuto, stoviglie primitive e vasi di terra dagli svariati ornamenti, oggetti in creta della forma d'uccelli quadrupedi uomini, graffiti e bassorilievi rappresentanti essi pure uomini ed animali, scheletri in polvere, ecco quanto hanno lasciato i _Mound-builders_, i costruttori cioè dei _mounds_; abbastanza per tramandare il ricordo di sè, troppo poco per svelarci l'enigma della loro storia.

Erano essi i progenitori degli Indiani, cosa ben difficile quando si paragoni la civiltà di questi alla loro? Erano tribù affini a quegli Indiani Pueblo del Nuovo Messico, che abitano tuttora in enormi edifici di pietra dalle mura altissime scavalcate in mancanza di porte mediante scale a piuoli, edifici costrutti in cima ai colli e contenenti persino 5000 persone, opinione anche questa improbabilissima, quando si consideri la diversità sostanziale tra queste costruzioni in pietra ed i misteriosi _mounds_ in terra? O sono questi i monumenti di quell'impero grande e civile fondato, come suona la tradizione irochese, dalla tribù indiana dei Lemni Lenapi, scesi dal nord-ovest nella vallata del Mississippi e scacciati di qui da genti più barbare, che li avrebbero costretti a cercare rifugio nei più impraticabili _cañons_, dove pur trovansi vestigie di costruzioni stranissime? O sono opera infine di genti asiatiche, derivate da naufraghi cinesi o giapponesi sbattuti dalle tempeste sulle coste del Pacifico; o di genti venute dal Golfo del Messico, come parrebbero far credere le figure di foche e d'altri animali marini incisi nei loro strumenti? Nulla fino ad ora ci illumina sull'origine e sulla storia di questi uomini. Il Bancroft ne nega addirittura l'esistenza, ritenendo i loro _mounds_ opera della natura, strane forme geologiche e nulla più, opinione distrutta dall'esattezza matematica della costruzione, che attesta non solo una mente ma perfino l'uso di strumenti, e dagli avanzi scopertivi; il Reclus all'opposto, asserendo che _mound-builders_ erano in grado minore gli stessi Seminoli della Florida ed i Cherochesi della Georgia, ed i Natchez del Mississippi, non vede nei _mounds_ che l'opera di tribù nord-americane per nulla dissimili salvo pel grado di civiltà da quelle attuali; il Morton infine, con più ragione forse d'ogni altro, li attribuisce a quel tipo _tolteco_, rappresentato pure dagli abitanti primitivi del Messico, tipo distinto fisicamente da quello nord-americano vero e proprio per essere dolicocefalo anzichè brachicefalo.