Le origini degli Stati Uniti d'America

Part 14

Chapter 143,391 wordsPublic domain

Per quanto aspra fosse la condizione dei negri durante la cattura ed il tragitto transoceanico, la sorte, che li attendeva nelle colonie meridionali, era forse peggiore. Quivi il negro diventava oggetto della legge, anzichè soggetto, cessava di esser persona e diventava cosa. Come cosa egli non poteva posseder nulla in proprio: il padrone poteva o no rispettare il peculio dello schiavo, il quale non riceveva alcuna sanzione nel giure coloniale, dove mancano quelle minute disposizioni sul _peculium_ che si riscontrano invece nel giure romano; così lo schiavo non poteva impegnarsi per una somma, sia pure inferiore al suo peculio, senza il consenso del padrone, nè poteva col suo peculio emanciparsi. Gli oggetti, atti a facilitare la fuga o la ribellione degli schiavi, come cavalli, bestiame, barche, veicoli, armi etc., venivano rigorosamente esclusi per legge dal peculio, il quale consisteva d'ordinario nel piccolo pezzo di terra assegnato allo schiavo, perchè vi conducesse a proprio vantaggio la coltivazione che più gli piaceva. Ciò nelle piccole piantagioni costituiva un vantaggio pel padrone, giacchè lo schiavo ricavava talora dal suo peculio gran parte dei mezzi di sussistenza: dove invece i viveri erano a buon mercato o la piantagione ne provvedeva in abbondanza pel consumo di tutti gli schiavi, il padrone trovava più conveniente negare allo schiavo anche questo pezzo di terra, per sfruttare così a proprio vantaggio esclusivo tutta la sua forza di lavoro. Quanto al trattamento dello schiavo nelle piantagioni del Sud troviamo orrori e miserie senza nome: dall'alba al tramonto un lavoro faticoso, che dura le 16 e perfino le 18 ore, sotto la sferza del sole e lo scudiscio del sorvegliante, un alimento ed un vestito appena sufficienti alla vita, una lurida capanna di assi mal connesse fra loro, ecco in breve la vita fisica dello schiavo, vita però che non ha raggiunto ancora quel _maximum_ d'orrore, che raggiungerà coll'aprirsi dell'era cotonifera.

Nè migliore è la condizione morale dello schiavo: come cosa anzichè persona egli non ha alcun diritto riconosciuto dalla legge, neppure quello del matrimonio; i suoi rapporti famigliari sono ridotti ad una crudele ironia, la sua famiglia minacciata continuamente di separazione. Condannato dalla nascita all'ultimo grado dell'abbiezione sociale, il negro non può rialzarsi neppure in seguito al battesimo, giacchè su questo punto è avvenuto un tacito accordo fra proprietari e chiesa: molti padroni del resto sia per uno scrupolo di coscienza, sia pel timore che il cristianesimo diventi nella mente del negro avvilito un fomite di ribellione, vietano addirittura ai loro schiavi il battesimo. Lo stesso timore impedisce nella massima parte dei casi l'insegnamento religioso agli schiavi, come pure ogni forma d'istruzione, contro la quale non mancano delle leggi positive. Quando poi si concede l'insegnamento religioso, questo viene dato in una forma molto grossolana e diretto a rafforzare col suggello ecclesiastico la schiavitù più degradante per la natura umana: in una raccolta di prediche stampate nel 1749, per servire di modello a ministri della religione cristiana, è detto chiaramente che Dio ha fatto gli uomini alcuni per dominare, come i mercanti ed i piantatori, altri per lavorare e servire, e che nulla può mutarsi della volontà divina; che se i servi avessero obbedito ai padroni, avrebbero lavorato per la propria felicità in cielo, dove ognuno sarebbe diventato un libero ed agiato fannullone ed avrebbe trovato quelle ricchezze e quei piaceri, che aveva desiderato in vita; che il dovere infine degli schiavi era di lavorare durante la settimana, pregare la domenica, perchè solo a questo modo sarebbero giunti alla beatitudine[13].

Se questa turba senza nome di negri abbrutiti costituisce la base della piramide sociale, il vertice ne è dato dai proprietari di essa, dai latifondisti, i quali possedendo le terre più fertili e l'unico capitale del paese, gli schiavi, formano l'aristocrazia, la classe dominante anche nel campo politico. Essa sola vive nell'agiatezza o nella ricchezza, essa sola ha modo di istruirsi. Esonerata dalla necessità di impiegare l'intelligenza e l'opera nell'impresa privata pel processo automatico di produzione proprio della schiavitù, la vita pubblica diventa il fine pressochè unico della sua attività; ed in essa porta tutti quegli istinti d'orgoglio, d'ambizione, d'arbitrio, di dispotismo, che va innestandole nell'animo fra le mura domestiche il potere assoluto sullo schiavo: «ogni proprietario di schiavi, diceva il Mason, è nato tiranno». Nè solo la direzione politica del paese, ma quella stessa spirituale è riservata a tale classe, giacchè il clero della chiesa dominante, la episcopale, si compone generalmente di piantatori. Non mossi per lo più che dal desiderio d'impinguare le loro rendite nell'assumere il sacro ufficio, questi ministri del culto penseranno bene spesso alla caccia, al giuoco ed alla bibita più che alla cura delle anime, mutando in tante occasioni d'orgia i matrimoni, i battesimi ed i funerali. Non mancherà fra essi chi al momento della comunione griderà al sacrestano «ohi Giorgio, questo pane non è buono nemmeno pei cani»; nè chi si batterà in duello nel cimitero attiguo alla chiesa; nè chi alla festa si farà portare a casa su un seggiolone, ubbriaco fradicio.

Fra l'incudine ed il martello, fra la classe degli schiavi negri e quella dei latifondisti, sta la classe dei bianchi senza possesso, dei futuri «_mean whites_», la quale per quanto vittima della schiavitù ha così poca coscienza di ciò da farsi la sostenitrice più zelante di essa. L'estensione illimitata della terra fertile e l'alto prezzo dei suoi prodotti, l'inesauribilità delle braccia schiave fanno dell'agricoltura l'impiego più proficuo e più facile del capitale, cosicchè questa per la legge psicologica del minimo sforzo bandisce dal mezzogiorno ogni forma d'attività economica, che non sia l'agricola. In esso quindi nessuna industria, nessuna manifattura: perfino gli oggetti di legno verranno importati dal di fuori. Anche il commercio d'esportazione ed importazione non sarà fatto per il vasto paese che da tre o quattro centri, da Baltimora per il Maryland e la Virginia, da Charleston per le Caroline, da Savannah per la Georgia.

L'unica industria del paese rimane dunque l'agricoltura, ma anche da questa è esclusa la popolazione bianca senza capitali, giacchè per una legge economica troppo nota il lavoro schiavo soppianta il libero, tanto più che il lavoro manuale, retaggio dello schiavo, sembra una vergogna agli occhi del bianco povero. Questi si mette quindi ai servigi del latifondista, come soprintendente, amministratore, maestro, cliente in una parola; e quando non trova come occuparsi si dà alla vita semiselvaggia, pago ai prodotti della caccia e della pesca. La schiavitù infatti, mentre condanna i bianchi poveri all'inazione, offre pur loro i mezzi di vivere senza lavorare. Il carattere capitale dell'agricoltura a schiavi è invero l'esaurimento rapidissimo della terra, dovuto all'impossibilità delle rotazioni agrarie con lavoratori così poco versatili quali gli schiavi negri. Col mancare della fertilità del terreno però il lavoro schiavo, dato l'enorme suo costo, diventa addirittura passivo, donde la necessità pel piantatore d'aver alla mano sempre nuove terre feconde da sostituire a quelle già sfruttate, donde insieme col latifondo la presenza di lande deserte, caratteristica delle stesse regioni popolate del Sud. Queste lande appunto divengono il rifugio dei bianchi poveri disoccupati, i quali possono condurvi la loro vita errabonda: ad essi i dominatori del paese possono ricorrere per salvare i loro possessi dalle scorrerie degli Indiani, per ispegnere il minimo tentativo d'insurrezione servile.

Da qualunque lato insomma si consideri, da quello economico come da quello politico, la piantagione si presenta come la cellula fondamentale di questa società composta di piantatori e di schiavi. Con la sua unica abitazione centrale, col suo sbocco sul fiume in riva a cui per lo più siede, col suo signore attorniato da schiavi e da clienti, la piantagione circondata bene spesso dal deserto è un mondo a sè e basta a sè stessa; le piantagioni vicine si aggruppano per gli interessi comuni nella contea, i cui affari vengono amministrati da pochi piantatori col titolo di «giudici di pace». La vita collettiva dei centri abitati, palestra di educazione politica, intellettuale e morale, è ignota può dirsi a questo paese, dove i piantatori vivono isolati gli uni dagli altri nei loro immensi dominî senz'altro commercio quotidiano che coi loro schiavi, dove mancano nonchè le città le abitazioni in vista ed a portata l'una dell'altra, dove la popolazione è tanto dispersa che vi sono parrocchiani distanti talora decine di miglia dalla loro chiesa!

L'ignoranza estrema del popolo sarebbe, insieme con l'assenza completa di ogni attività politica presso di esso, la conseguenza necessaria di tale stato di cose, quand'anche i latifondisti non fossero gelosi di ogni istruzione impartita alle masse. «Io ringrazio Dio, diceva nel 1671 il dispotico governatore virginiano William Berkeley, che non esista nella colonia nè stampa, nè scuole libere, e spero che non ne avremo da qui a cent'anni, perchè la scienza ha generato l'insubordinazione, l'eresia e le sette che desolano il mondo; la stampa le ha propagate; è essa che ha divulgato così i libelli contro il migliore dei governi. Che Dio ci preservi da tutte e due!». La stampa s'introdurrà più tardi, nonostante questo scongiuro, nella colonia; ma fino al 1776 la Virginia non avrà che una sola stamperia interamente sotto la mano del governatore. Lo stesso «Collegio di Guglielmo e Maria», una specie di università virginiana inaugurata nel 1700, non sembra che esercitasse troppa influenza intellettuale sulla colonia, a giudicare almeno da quanto scriveva uno studente nel 1730: «abbiamo qui un collegio senza oratorio e senza statuti, una biblioteca senza libri ed un preside senza autorità».

Gli stessi figli dei proprietari minori, che non potevano recarsi all'estero nè frequentare il mediocre istituto superiore della colonia, venivano educati da precettori presi bene spesso in mancanza di meglio fra gli ex-galeotti. Nel Maryland buona parte della stessa classe dirigente era analfabeta! Le due Caroline prese insieme non avevano più di cinque scuole al cadere del periodo coloniale. In nessuna di queste colonie esisteva ancora al 1749 una bottega da libraio. Prese tutte insieme ed aggiuntavi la Georgia, avevano un numero di giornali pari a quello del solo Connecticut!

In questa specie di vuoto intellettuale, di deserto sociale gli uomini non intendevano e seguivano più che la voce dei loro istinti. L'isolamento, la mancanza di lumi, il potere arbitrario sugli schiavi, la lotta cogli Indiani alle frontiere, sviluppavano in essi una specie d'individualismo violento e feroce, che produceva come regola dei semibarbari, allo stato d'eccezione degli uomini superiori, nati per comandare, penetrati d'una specie di coscienza ingenita del loro diritto ad esser presi per capi: da questi usciranno e Washington e Jefferson e Monroe e Madison, tutti uomini che non dovranno la loro superiorità politica ai pochi o punto studi fatti, ma a quella fecondissima scuola dell'azione, in cui tutta quanta può dirsi si riduceva la società del loro paese. Senz'averne le attrattive cavalleresche, la società meridionale aveva così i tratti caratteristici di quella feudale del Medio evo: la servitù della gleba, la facile ospitalità, il lusso ostentato, le lunghe giornate d'ozio rotte sole da duelli, da risse brutali, da giuochi, da combattimenti di galli, da caccie alla selvaggina od agl'indiani, ricordavano i costumi dell'Europa feudale; mentre l'allegria sensuale, la franca mondanità, la nota satirica, la grazia signorile alternata con la ruvidezza scherzosa davano alla letteratura spontanea del Maryland e della Virginia una lontana analogia con l'arte del menestrello non solo ma anche con quella più raffinata del trovatore occitanico.

Mentre così nella Nuova Inghilterra sulla base della piccola proprietà lavoratrice e del _township_ si sviluppa una società eminentemente progressiva, attivamente politica, veracemente democratica ed egalitaria; nelle colonie meridionali sulla base del latifondo coltivato a schiavi negri si sviluppa una società stazionaria, in cui l'agricoltura soltanto viene esercitata, in cui le classi sociali terminano col ridursi in sostanza a due sole, padroni e schiavi, caste più che classi per l'abisso che le separa, in cui la dispersione degli abitanti impedisce ogni istruzione, ogni progresso del viver civile, in cui il carattere e l'ignoranza della classe lavoratrice impedisce ogni perfezionamento tecnico, in cui sopratutto l'originaria uguaglianza politica dei bianchi viene necessariamente distrutta dalla prevalenza economica, intellettuale, sociale in una parola del latifondista sui bianchi nullatenenti. Ecco perchè il principio democratico, comune agli inizii ad ambedue i paesi, intristisce e muore nel secondo cedendo il campo a quello aristocratico, che si svolge in una aristocrazia fondiaria.

In questa la forza politica, la grande coesione della società meridionale: l'organizzazione strettamente gerarchica è per essa quello che la disciplina ecclesiastica per la società della N. Inghilterra, la forza che, irregimentandoli, tiene avvinti insieme gli individui in un paese, dove tutto tenderebbe a dissociarli, l'unica forza centripeta, che si opponga vittoriosamente alle mille altre centrifughe di questa società. È questa coesione mirabile, che nella mancanza d'ogni altro ascendente intellettuale e morale farà pesar tanto nella bilancia politica della futura nazione l'aristocrazia fondiaria del Sud.

NOTE AL CAPITOLO TERZO.

[10] Fu molto questionato sulla data, che per due secoli e mezzo fu posta dagli storici della Virginia al 1620, data che appare pure in gran parte dei libri europei: la vera data è invece il 1619 (Cfr. Williams, _History of the Negro Race in America from 1619 to 1880_ — New York, 1882).

[11] Metto il Maryland fra le colonie meridionali pel tipo sociale, ch'esso offre, benchè a rigore deva esser messo fra le centrali.

[12] Un acro equivale a 40 are (4/10 di ettaro).

[13] Sulla schiavitù negra oltre alla storia generale della schiavitù dell'_Ingram_, vedi quella speciale del _Kapp_ (Geschichte der Sclaverei in den Vereinigten, Staaten Leipzig, 1856) e la monografia del _Goodell_ (The American Slave code — New York, 1853.) — Sulla costituzione poi del lavoro nelle colonie meridionali vedi, oltre alla monografia generale del _Waltershausen_ (Die Arbeits-Verfassung der Englischen Kolonien in Nordamerika — Strassburg, 1894), quella particolare del _Von Halle_ (Baumwollproduktion und Pflanzungswisthschaft in der Nord-amerikanischen Südstaaten — _Erster Teil_, Die Sklavenzeit — Leipzig, 1897).

CAPITOLO IV

La società commerciale del centro.

§ 1. La Nuova Olanda e New York — § 2. Puritani e quaccheri nel New Jersey — § 3. Pennsylvania e Delaware — § 4. Caratteristica delle colonie centrali.

§ 1. LA NUOVA OLANDA E NEW YORK. — Mentre la Nuova Inghilterra ed il mezzogiorno sotto l'azione di fattori conformi vengono a costituire due società omogenee, viventi della stessa vita e pervase dalle stesse idee, nonostante la divisione politica delle loro singole colonie, manca al centro dei futuri Stati Uniti quell'uniformità di origini, quella identità di vita economica, che ne faccia un tutto omogeneo nel campo sociale per quanto diviso in quello politico. L'elemento anglosassone termina qui pure col prevalere su quello olandese e svedese, cui si riconnette la prima colonizzazione della contrada, ma rimangono le caratteristiche sociali ed intellettuali, che diversità di origini hanno creato e attività economiche diverse sviluppato. Come la colonizzazione neoinglese si riattacca alla storia della Riforma inglese, così quella, per cui i Paesi Bassi si dividono coll'Inghilterra la gloria d'aver fondato i primi stabilimenti dei futuri Stati Uniti, si riattacca in ultima analisi alla storia della Riforma olandese, dalla quale procede in via diretta il grande movimento d'espansione neerlandese.

Determinata dalle usurpazioni degli Absburgo di Spagna, i quali avevano tentato di abbattere le antiche libertà degli Stati fiamminghi, le vecchie franchigie municipali del paese, la rivoluzione olandese si era mutata ben presto di fronte all'assolutismo ed al fanatismo di Filippo II da una lotta in difesa di privilegi e consuetudini feudali in una lotta per la religione e l'indipendenza. Il mare, fonte prima di vita economica pel paese, era stato il grande alleato degli Olandesi nella loro crociata nazionale contro la Spagna: sul mare s'erano dati convegno i patriotti, sul mare avevano combattuto e vinto i nemici della religione e della libertà. Natura del paese, tradizioni economiche ed origini politiche portavano così lo stato nascente ad essere una repubblica commerciale per eccellenza; e nella prima moneta di essa infatti si scolpiva come emblema un vascello lottante coi flutti, senza vele nè alberi. L'istinto marinaresco innato nell'Olandese per le condizioni del paese riceveva nuovo impulso ad operare da quell'energia nuova infusa in esso dalla lotta per la vita contro la Spagna; e questa guerra santa in difesa della libertà era divenuta una fonte insperata di sviluppo economico, una garanzia di non mai veduta prosperità. Il popolo, che prima dell'insurrezione non possedeva quasi di che riparare le sue dighe contro l'imperversar dell'Oceano, si trovava in grado ben presto di armare flotte sopra flotte, di riunire gli emisferi col suo commercio. La bandiera della neonata repubblica sventolava ormai su tutti i mari, dalla punta meridionale dell'Africa al circolo polare artico: i vascelli olandesi sorpassavano in numero, secondo il Raleigh, quelli dell'Inghilterra e di dieci altri reami; Amsterdam, deposito dei prodotti d'Europa e del Levante, soppiantava Lisbona ed Anversa, divenendo il centro del commercio europeo anzi mondiale; mentre l'industria, quella tessile specialmente, riceveva pur essa nuovo impulso da tanto rigoglio di vita economica.

Sicuri ormai all'interno, floridi i commerci, ripiene le casse dello stato, gli Olandesi passano dalla difesa all'offesa, attaccando la Spagna nelle sue colonie, ruinandone o minandone i commerci in tutti i mari del mondo. Doveva l'America soltanto rimanere indisputata alla corona spagnuola, mentre abbondavano in Olanda i marinai ed i capitali stagnavano? Non più la semplice spogliazione del commercio spagnuolo, nè l'India stessa; ma l'America coi suoi tesori minerali e vegetali, coi suoi enormi territori maldifesi dalle rare cittadelle spagnuole poteva fornire all'intrapresa batava un campo degno di essa e dare alla madrepatria ristretta nuove terre, alla vera religione di Cristo nuovi adepti. Nel 1590 Guglielmo Wesselinx, che aveva vissuto alcuni anni nella Castiglia, nel Portogallo, nelle Azzorre, proponeva la formazione d'una compagnia delle Indie Occidentali; ma il progetto parve allora troppo ardito per la giovane nazione: sette anni dopo, nel 1597, Bikker d'Amsterdam e Leyen di Enkhuysen organizzavano due compagnie private per commerciare con le Indie Occidentali, ed i successi di esse facevano ardere più viva la discussione sull'opportunità o meno d'una compagnia privilegiata delle Indie Occidentali, per la quale nel 1600 si formulava persino un progetto presentato agli Stati generali per esaminarlo ed approvarlo.

L'America era però un campo nuovo, in cui era pur sempre possibile la sorpresa; i mari dell'Africa meridionale e dell'Asia erano invece in pieno possesso del commercio olandese; e ciò spiega come si agisca risolutamente in quanto riguarda il commercio con l'Oriente, mentre per quello coll'Occidente si proceda coi piè di piombo.

Nel 1602 infatti si costituiva la Compagnia delle Indie Orientali, la cui carta non faceva che attribuire ad una corporazione commerciale i privilegi signorili accordati in Inghilterra ai Caboto ed ai Raleigh, favorendo con ciò gli Stati Generali il commercio del paese senza esporlo ad una guerra in Oriente. Alla nuova compagnia si rivolgeva qualche anno dopo l'inglese Enrico Hudson, abbandonato nei suoi disegni dagli armatori di Londra, ai quali nulla fruttavano per quanto gloriose le scoperte nei mari settentrionali d'America, fatte in quegli anni dall'ardito esploratore per trovare il passaggio di nord-ovest. Ascoltato da essa, egli ritentava nel 1609 la ricerca dell'agognato passaggio sulla «Mezzaluna» con un equipaggio per metà inglese, per metà olandese: costretto dai ghiacci a tornare indietro toccava la costa del Maine, quindi il capo Cod cui dava il nome di Nuova Olanda, credendosene il primo scopritore, ed arrivava sempre costeggiando verso sud sino alla Virginia, donde rivolta la prua a settentrione entrava nella baia superba dell'attuale New York, risalendo primo tra gli Europei lo splendido fiume da lui nominato. Più che per le bellezze naturali della vallata dell'Hudson, paragonato ancor oggi col Reno, più che per la rigogliosa vegetazione, la regione scoperta dall'inglese era importante per la sua posizione, che la predestinava per secoli a centro del commercio nord-americano. Nei suoi confini le sorgenti di parecchi fiumi, che versano le loro acque nel golfo del Messico, nella baia di Delaware ed in quella di Chesapeake; sulla sua spiaggia dalle rive alte ed in parte scogliose una baia incomparabile, che veniva continuata, a dir così, nell'interno da un superbo fiume navigabile, pel quale l'Atlantico era messo in comunicazione coi Grandi laghi canadesi. Ben prima che l'Hudson gettasse l'ancora in quelle acque, i selvaggi delle Cinque nazioni s'erano serviti di quei canali naturali nelle loro escursioni a Quebec, sull'Ohio, sulla Susquehannah: la civiltà bianca non avrebbe dovuto far altro che imitare con mezzi centuplicati l'iniziativa insegnata dalla natura ai poveri indiani. Tornato in Europa nello stesso anno, l'Hudson presentava una brillante relazione delle sue scoperte ai patroni olandesi, i quali però rinunziarono lo stesso a ricercare più oltre il passaggio di nord-ovest. Le Provincie Unite reclamavano tuttavia il possesso del paese scoperto dall'agente della compagnia olandese; e l'anno, dopo dei mercanti d'Amsterdam avviavano con esso un primo commercio regolare, mentre l'Hudson tornato su nave inglese alle sue scoperte settentrionali periva miseramente, abbandonato su una fragile scialuppa in balìa delle onde dall'insorto equipaggio.