Le livree dei nostri volatili domestici in rapporto allo sport, alla produttività ed alla rusticità

Part 3

Chapter 32,373 wordsPublic domain

Relativamente si offrono poche difficoltà per conservare a norma del codice le livree suddette ma nella razza Italiana gialla si affacciano enormi contrarietà per ottenere animali irreprensibilmente colorati di giallo. Nessun altro colore offre tanta difficoltà come questo. L'intera livrea, dalla testa alla coda, al petto ed alle ali deve avere la stessa intonazione gialla. È ammissibile un colore chiaro o scuro, ma si preferisce quest'ultimo, poichè gli allievi spesso appariscono più chiari dei genitori e finirebbero per divenire troppo sbiaditi se si utilizzassero riproduttori chiari. Il colore intenso e giallo dorato, speciale della razza Cocincina, è preferito. Il gallo ha le lancette del collo e della sella, specie le coverture mediane dell'ala, ordinariamente un po' più oscure, cioè giallo rossastre, ciò non è desiderato dal codice, ma è quasi inevitabile. Il petto ed il ventre sono senza riflessi in ambedue i sessi, più matti del resto del piumaggio; parte posteriore spesso più pallida quasi giallo grigiastra e ciò squalifica l'animale. Le remiganti e le penne della coda sono spesso più scure, quasi nero-bruno. Ciò costituisce vantaggio nell'allevamento, ma non per la gabbia d'esposizione. L'animale da esposizione deve essere giallo intenso anche alla coda, al massimo giallo bruno, mentre che il resto del corpo si richiede uniformemente dorato di giallo appena giallo-rossastro alle spalle. Occorre badare che gli animali da riproduzione non abbino la voluta coda bronzata mista o striata di grigio. Il colore della coda può al massimo essere giallo bruno, lo scuro, disegno bronzino si richiede verdognolo o bruno castagno. Macchie grigie da rigettarsi e similmente le penne della coda quasi nere e con stelo idem. Orli più chiari alle penne del petto, del dorso, delle spalle e della parte posteriore sono da escludere fra i riproduttori. Piccole striature alle lancette del collo si considerano come difetto insignificante se il colore fondamentale è assolutamente ed intensamente giallo dorato; se il colore fondamentale è chiaro allora la listatura al collo costituisce difetto grave. Da escludere nella riproduzione il bianco negli italiani gialli in qualsiasi parte del piumaggio. La piuma alla parte inferiore del corpo si richiede d'un bel giallo e non grigio pallido o grigio biancastro.

Colombi gialli ve ne sono pure a dovizia e sono rinomati i bastardoni caldani (Sottobanca di Modena), i sauri della stessa razza, ecc.; bellissimi i colombi romani gialli di diverse gradazioni, isabella, caldani, sauri, ecc.; molto rappresentato è il giallo cuoio in diverse razze di colombi come p. es. nei Carrier, negli Indiani, ecc. Se solo si volesse compendiare le liste dei colombi gialli questa sarebbe assai lunga e ci basta di avere citato solo tre o quattro razze tipiche.

L'anatra anch'essa è entrata da qualche tempo in quà a far parte in questa categoria e solo due razze vi sono per ora rappresentate, anzi se vogliamo, una sola e questa è l'Orpington gialla o fulva detta altrimenti Khaki. Il corpo del maschio è interamente giallo bruno, mentre che la testa, il groppone e la coda sono bronzati, ma non così la femmina che è interamente giallo bruno. La corritrice indiana è pure prevalentemente fulva, ma in sostanza ha mantello variopinto.

Una delle più attraenti livree nel tacchino è certamente la fulva, che si riscontra frequentemente in quel di Casalduni, Solopaca, Solofra (Benevento). In quelle amene plaghe trovai sempre soggetti di merito e che esposi con pieno successo a Torino (una coppia che presi al mercato di Solopaca riportò medaglia d'oro). E' una varietà che meriterebbe maggior diffusione assolutamente e che quando è perfetta deve rispondere alle seguenti caratteristiche del mantello: collo, petto, dorso fulvo rossastro con riflessi untuosi. Covertura dell'ala fulvo rossastro più scuro delle precedenti penne, quasi bruno. Remiganti fulvo chiaro, quasi bianco con bande trasversali di colore quasi bruno. Coda e treno posteriore come le remiganti, ma con bande assai più larghe. Secondo la mia esperienza conviene utilizzare per la riproduzione i soggetti i più scuri, altrimenti i più pallidi daranno molti allievi aventi le remiganti e la coda di colore bianco sbarrato di fulvo quasi bruno: i primi daranno soggetti di colore assai vivace, uniformi di colore, cioè con sbarratura alle remiganti, alla coda ed al treno posteriore poco visibili. Il colore fulvo che sia quanto più possibile rossastro ed allora risulterà quella tinta calda e vivace che dà trasparenze di fuoco quando l'animale fa la ruota. Chi vuol mantenere questa livrea all'altezza della sua fama, segua le norme che ho esposte e vi troverà il suo tornaconto: altrimenti non proverà che disillusioni nell'allevamento di questi bellissimi tacchini.

Le livree variopinte.

Riuscirebbe impossibile di riassumere qui tutte le numerosissime livree variopinte delle principali specie dell'Avicoltura, poichè all'uopo occorrerebbe un volume intiero e poi, ciò facendo noi usciremmo dai limiti del nostro compito, che è quello di escogitare non la fattura del mantello, ma le sue qualità intrinsiche. Se però ho riassunto le livree uniformi e quelle parzialmente uniformi vi ci sono stato indotto dall'obbiettivo di dimostrare le difficoltà che ci si parano dinanzi nella loro coltivazione, difficoltà che apparentemente non dovrebbero sussistere, ma che invece sono pronunziatissime.

Salvo il colombo torraiuolo, che si può considerare come quasi uniformemente colorato, sono variopinti tutti i capostipiti delle specie domestiche dell'Avicoltura, quindi si dovrebbe concludere che le razze variopinte dovrebbero essere le più robuste appunto perchè più affini alle specie madri. Difatti sia il manto nero che il bianco, per non dire degli altri più o meno uniformi, sono dovuti ad anomalie che vengono specificale come casi di melanismo ed albinismo, anomalie che appariscono bensì anche allo stato selvaggio, ma che però sono proprie agli animali sottoposti alla domesticità. Per quanto quasi sempre di nessuna influenza sullo stato di salute degli animali, trattasi sempre di anomalie che nel campo sportivo danno non pochi grattacapi, così abbiamo visto le difficoltà che ci si parano dinanzi per mantenere perfetti siffatti mantelli anormali, difficoltà che certo non mancheranno nemmeno nella selezione dei mantelli variopinti, che anzi spesso accresceranno, ma che una volta superate daranno sempre minore contingente alle anormalità. Vogliasi però notare che quanto è detto non riflette tutti i mantelli variopinti in genere, ma bensì soltanto quelli che, chi più e chi meno, si avvicinano al mantello della specie madre, poichè, quelli che troppo se ne allontanano, sono da considerarsi anche come anormali e difatti spesso rientrano nel bianco o nel nero.

Osserviamo la gallina domestica per convincerci di quanto abbiamo ora enunciato; molte razze nella muta annuale del piumaggio tradiscono non di rado una certa tendenza a riprendere la livrea del capostipite, del gallo Banckiva, così vediamo galline intieramente nere nel primo anno covrirsi di qualche penna rossa alle spalle, altre anche al collo o solo in questa parte e similmente dicasi di galline di altre livree. Ma non basta; spesso da galline di svariati colori si hanno individui che hanno livree non molto dissimili da quella del gallo Bankiva. Ora se osserviamo qualche razza che nella livrea non si discosta di molto dal gallo Bankiva, constatiamo che in generale ci si presentano individui noti per la loro robustezza e per la costanza di riproduzione del mantello. La razza Combattente inglese a manto rosso bruno, nonchè la consorella a manto rosso nero, sono per lo appunto i degni rappresentanti di questi preziosi requisiti: la resistenza di questa razza è nota a tutti gli allevatori, niente mortalità negli allievi che si sviluppano rapidamente e niente degenerazione della livrea; egli è perciò che più volte è stato consigliato di usare questa gallina come razza incrociante per rigenerare la gallina comune abbandonata a se stessa per ogni dove, ed in verità non sì potrebbe ostacolare una simile proposta tanto più se si fa entrare in considerazione la costituzione eminentemente robusta della gallina combattente a manto rosso bruno o rosso nero; basta soltanto ricordare che il Darwin la crede la discendente più diretta del gallo selvaggio, del capostipite di tutti i nostri polli domestici, il gallo Bankiva. Così continuando potremmo citare la nostra gallina Italiana pernice rossa, la dorata dei tedeschi, che, come la sullodata Combattente, ha la livrea non dissimile di molto dalla specie madre, il gallo Bankiva. Il manto dorato della nostra gallina è il più diffuso per tutte le campagne, poichè non essendo i nostri polli mai selezionati per determinati mantelli ne consegue che mai si ostacola la naturale tendenza che è insita in tutti i polli di riprendere il colore della specie madre. Alla livrea pernice rossa si associa la pernice gialla (ala d'anatra dei tedeschi) e la pernice bianca (l'argentata dei tedeschi), che sono anche molto comuni appunto perchè pure coincidono di molto colla livrea pernice rossa di cui hanno il disegno del piumaggio perfettamente simile: però le parti rosse sono rimpiazzate da giallo o da bianco, dunque il mantello è simile nella varietà dorata con tendenza all'albinismo.

L'anatra comune è il diretto discendente del Germano reale che è noto pel suo mantello variopinto: molte sono le razze classiche da prodotto non variopinte, anzi si può dire che le stesse sono prevalenti sulle variopinte, però uno fra i migliori prodotti, se non il migliore di tutti, è appunto variopinto e quasi perfettamente uguale di livrea al capostipite. Questo stesso è rappresentato dall'anatra di Rouen, insuperabile prodotto industriale, che è vanto dell'allevamento francese.

Conclusione

Quali sono dunque le livree che meglio si confanno nell'allevamento sportivo e quali quelle che meglio convengono nell'allevamento industriale? E' questa la domanda che ci siamo posti al principio di questo capitolo ed alla quale ora, dopo l'esame delle svariate circostanze che abbiamo suesposte, riepilogandole e commentandole brevemente, possiamo dare ampia evasione.

In tesi generale sostenere la maggiore o minore produttività d'un volatile in rapporto al suo mantello non è possibile, anzi è assurdo, epperò molte razze speciali di galline che appariscono sotto diverse livree sono più o meno produttive a seconda della livrea, così p. es. la famosa poule de Bresse ecclissa tutte le sue consorelle di diverso mantello e similmente ne è della Crèvecoeur, della Flèche, della Langshan, della Valdarno, ecc. che sono distintissime galline sotto le non mentite spoglie nere: in tutte queste razze è dunque la livrea nera l'indizio d'una buona produzione. Continuando la solfa possiamo citare la Dorking bianca come più produttiva della grigia, la razza combattente inglese rosso-bruna come la più robusta fra le sue consorelle tanto da essere stata additata come atta alla rigenerazione di molte razze decrepite, l'Italiana pernice come la più atta ad essere coltivata perchè appunto predominante in tutti i rustici allevamenti, ecc. Osservando le altre specie dell'Avicoltura non troviamo come nei polli una relazione fra la livrea e la produttività e, meno che meno, colla rusticità, senonchè la sola anatra, e se vogliamo anche l'oca, formano eccezione.

Difatti i due migliori rappresentanti nella coltura delle oche e delle anatre sono l'oca di Tolosa e l'anatra di Rouen, che sono note per la loro analogia di mantello colle rispettive specie madri, cioè coll'oca grigia selvatica e col germano reale. La gallina combattente inglese rossa, bruna, l'anatra di Rouen e l'oca di Tolosa ci forniscono la prova che le specie coltivate le più robuste e produttive sono appunto quelle che più si avvicinano alla livrea della specie madre e se si volesse andare più oltre ancora si potrebbe anche citare il colombo messaggiero belga che è noto per la sua forte resistenza e che più frequentemente riveste la livrea del torraiuolo, cioè del capostipite di tutti i colombi.

In quanto alla preferenza d'una livrea piuttosto che d'un'altra nell'allevamento sportivo non possiamo certo dare un giudizio, perchè qui tutto è dovuto al capriccio della moda, e nel mentre che oggi speciali livree vengono portate alle stelle, domani passeranno in seconda linea. Epperò se di preferenza devesi parlare, lo Sport, per non troppo mettersi in antagonismo coll'allevamento industriale, dovrebbe sempre dare la preferenza alle livree che più frequentemente compariscono nel podere e nel cortile, poichè saranno queste le più affini a quelle delle specie madri, e perciò indizio di stabilità maggiore, e certo anche di rusticità e di produttività. Abbiamo però fatto rilevare che la domesticità assai spesso è causa di far deviare dalla livrea originaria gli individui assoggettativi ed il caso è specialmente contemplato nell'anatra muschiata, che tende ostinatamente a divenire pezzata, ma è presumibile che questa eccezione, se tale la vogliamo definire, non possa influire a farci ricredere di quanto è sovra accennato: certo non possiamo mai esprimerci in tono assoluto su questo soggetto, ma infine una certa regola possiamo stabilirla. La coltivazione di livree troppo abberranti, troppo fantastiche, dovrebbe restare circoscritta negli allevamenti puramente e semplicemente sportivi, infine indicata per amatori che si prefiggono di coltivare i nostri volatili domestici, per solo passatempo, così p. es. i colombi sono gli uccelli che più si prestano a questo divertimento e ciò a causa delle loro svariatissime livree. C'è un vero scopo nella fantastica creazione di tante e tante livree nell'allevamento dei colombi? Indubbiamente no, ma trattandosi di difficile passatempo, questo può sempre essere preso in considerazione per l'intelligenza che richiede da parte dell'allevatore, intelligenza forse sprecata per uno scopo futile del tutto, ma infine intelligenza, se non altro, messa a profitto dell'estetica e perciò dell'arte.

NOTE:

[1] TEODORO PASCAL — _Le razze della gallina domestica_ — Edit. Roux e Viarengo, Roma-Torino 1905.

[2] Sono interessanti le esperienze fatte in proposito da Saermann. Durante un anno egli cibò 12 galline italiane bianche con una miscela di pepe di Caienna. La nutrizione cominciò allorquando i pulcini avevano 8 settimane di età. Oltre il grano turco e l'orzo si distribuì ai polli al mattino e al dopo pranzo 25 grammi di pepe di Caienna, mescolato con pane rammollito e patate. I polli sembrarono di gradire questo miscuglio, quantunque al principio scuotessero il capo, sternutassero e bevessero molto. Al decimo giorno apparvero le prime penne aranciate al petto di un giovane gallo. Dal collo si dipartivano due linee aranciate e si prolungavano da qui sino all'addome. Pochi giorni dopo lo specchio dell'ala diventò aranciato. Nel frattempo un altro galletto si coprì delle stesse strisce al petto. Col tempo il petto del primo galletto divenne sempre più saturo di colore e tutto il corpo si covrì di penne aranciate. L'altro galletto rimase bianco con petto rosso ranciato. Gli altri animali sottoposti all'esperimento rimasero intatti. Secondo i risultati di Saermann l'influenza del pepe di Caienna sulla pigmentazione del piumaggio dei polli è dunque individuale e si manifesta solo presso qualche individuo, mentre che presso i canarini si manifesta su quasi tutti i soggetti. — _Allgemeine deutsche Geflulgel-Zeitung, 1905_.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.