Le livree dei nostri volatili domestici in rapporto allo sport, alla produttività ed alla rusticità
Part 2
Abbiamo già detto che la qualità del cibo può influire più o meno sulla pigmentazione dell'epidermide e del fusto della piuma, ma quello che è più saliente si è che siffatta pigmentazione si può estendere finanche alle barbe della piuma se al cibo mescoliamo dosi adeguate di sostanze coloranti. Questo fatto è ben noto agli allevatori di canarini che ricorrono a somministrare a questi uccellini il pepe di Caienna nei pastoncini per ravvivarne la livrea; il pepe di Caienna da solo rende la piuma più rossastra, ma gli allevatori inglesi vanno più oltre e preparano miscugli speciali per ottenere diverse gradazioni di colori, così coll'aggiunta di cocciniglia al pepe di Caienna ottengono livree quasi rosse, coll'aggiunta di curcuma ottengono livree intensamente gialle e così via. Vi sono all'uopo ricettari speciali che si possono trovare in qualsiasi manuale sull'allevamento dei canarini e che mirano a fornire tutte le gradazioni di tinte dal giallo al rosso: si cominciano a fornire ai giovani uccellini piccole dosi, cominciando dalla quantità del 3% sino a giungere al maximum del 10% poichè un quantitativo maggiore produrrebbe effetti letali. Si sono intrapresi esperimenti speciali coi suddetti miscugli anche sui polli e, s'intende, su polli bianchi.[2] Veramente non si potrebbe dire se siffatti esperimenti abbiano uno scopo pratico nel campo sportivo, poichè non è affatto dimostrato che polli similmente colorati per diverse serie di generazioni possano finalmente dare una livrea fissa, ma ove ciò fosse, allora certamente varrebbe la pena di continuare la somministrazione di miscele coloranti. Però gli allevatori di canerini che ricorrono alle suddette miscele hanno potuto constatare che prendono più facilmente il colore individui provenienti da genitori che furono già sottoposti al regime del pepe di Caienna, e se questo è vero allora è dimostrato che esiste un principio di forza di trasmissione in quei soggetti dipinti. Ammessa questa iniziale forza di trasmissione, si può a priori ammetterne il suo graduale incremento in un'epoca futura, se per lunghe serie di generazioni si continua il regime colorante: così un bel giorno, da polli primitivamente bianchi, sorgeranno razze fissate di colore rosso, arancio, giallo, ecc.
Veramente io vorrei proporre l'esperimento della colorazione addirittura con materie coloranti artificiali, invece che col pepe di Caienna: per la bisogna occorrerebbe impiegare sostanze coloranti conosciute per la loro assoluta innocuità, così p. es. si potrebbero iniziare esperienze del genere col _giallo d'oro_ in vista di ottenere a lungo andare livree gialle nei polli, simili a quelle del canarino. Il _giallo d'oro_ è una materia colorante assolutamente innocua, tanto che le leggi sanitarie ne permettono l'uso incondizionato per la colorazione artificiale delle paste: si può dire che non vi sono paste non colorite col giallo d'oro, e specie la cosidetta pasta all'uovo è quasi sempre trattata con questo colorante. Veramente non saprei se realmente l'impiego dei coloranti artificiali sia suscettibile di comunicare a lungo andare una colorazione alle barbe delle piume, ma tentare non nuoce; se però ci dovessimo attenere ad esperimenti felicemente riuscitimi sul baco da seta forse la riuscita potrebbe ottenersi anche coi polli. Egli è bensì vero che il baco è impregnato di materia serica che è nota per la sua straordinaria proprietà assimilativa delle materie coloranti e che l'organismo della gallina è in opposizione a questo requisito, ma infine citerò egualmente l'esperimento, che forse potrà sempre portare un po' di luce nell'argomento che trattiamo.
Nel 1879 per convincermi dell'influenza che può esercitare il cibo sulla pigmentazione dell'epidermide e dei succhi nutritivi assimilati dagli animali, intrapresi una serie d'esperimenti con bachi da seta di razza bianca. Durante tutto il periodo dell'ultima muta sino al giorno in cui i bigatti salirono al bosco somministrai per lotti separati foglie di gelso tinte preventivamente in apposite soluzioni di materie coloranti innocue e poi fatte asciugare in aria corrente, così somministrai ad un lotto di bachi foglie rosse, bleu ad un altro, azzurre ad un terzo, violette ad un quarto e gialle ad un quinto. L'epidermide dei bachi divenne notevolmente colorata, ma stante il fondo cupo del suo colore rimase di tinta sporca ed indefinita, ma la bava che emisero i bachi durante la confezione del bozzolo era riccamente colorita di modo che alla fine si ebbero magnifici bozzoli rossi, verdi, gialli, bleu e violetti. Il lotto figurò alla mostra regionale di Caserta dello stesso anno ed attirò la viva curiosità di tutti i visitatori. La dimostrata colorazione dei succhi nutritivi risultata dalla colorazione dei bozzoli dovrebbe far supporre che forse polli così trattati potrebbero anche dare.... uova colorate, dunque potremmo ottenere polli dal manto e dalle uova vivamente colorate, polli infine che darebbero.... le uova di Pasqua.
Nel mentre la livrea bianca deriva dalla mancanza di pigmento alla piuma, =la nera= rappresenta all'opposto la piuma pigmentata sino alla saturazione da tutti i colori dello spettro. Se realmente esistesse, in rapporto alla rusticità e produttività degli animali, una relazione col pigmento tutte le livree nere dovrebbero appartenere ad animali più robusti dei bianchi: come ho detto precedentemente ciò è presumibile se poniamo di fronte alle razze nere altre razze completamente albine, cioè bianche per così dire sino al midollo delle ossa, ma ho dimostrato che tutte le razze dell'Avicultura a livrea bianca, quasi nessuna esclusa, non si trovano in simili condizioni. Ciò premesso, affermare p. es. che un pollo nero sia più robusto d'uno bianco generalmente non è esatto, specie poi se l'affermazione dovesse riflettere le anatre si direbbe allora specialmente una castroneria.
L'anatra domestica deriva dal germano reale che non è nero mentre abbiamo qualche razza domestica di questo colore, similmente non è nero il gallo Bankiva, il capostipite della gallina domestica, mentre che abbiamo razze nere a dovizia fra le galline e così continuando potremo dire lo stesso del colombo che deriva dal torraiolo noto pel suo manto ardesia. Come nella livrea bianca trattasi di albinismo quasi sempre parziale, nella livrea nera constatiamo che si tratta di melanismo pure sempre parziale; difatti il melanismo nei polli si presenta perfettamente alle barbe delle piume, non sempre così completo al fusto e per nulla affatto all'epidermide, che al contrario rimane bianchiccia, ma non così nella Labrador che è un'altra nota pel suo manto nerissimo e per la sua pelle bensì bianchiccia, ma sempre parzialmente ed insensibilmente soggetta a melanosi. La mora a seta, la gallina che ci offre uno splendido esempio di melanosi localizzata parzialmente nell'organismo e quasi totalmente all'epidermide, ma per nulla affatto alla piuma, che al contrario è bianca, ci prova maggiormente che il melanismo nei polli è come lo albinismo quasi sempre parziale.
Nell'allevamento industriale dei polli la livrea nera è più diffusa della bianca, così molte fra le più celebrate razze da prodotto sono tutte nere e difatti abbiamo la famosa poule de Bresse, la poule du Mans, la poule de Nantes, la poule de Caumont, la Caussade, la Crèvecoeur, la Flèche, la Barbézieux, la courtes-pattes, ecc. che giustamente formano il vanto dell'Avicultura francese, la razza antica del contado padovano, già celebrata nei versi del Tassoni, la Polverara, la Valdarno vanto dei Toscani, la Langshan, già tanto sfruttata nella formazione di nuove razze e nel rinsanguamento di antiche razze ed ora un po' ingiustamente dimenticata, ecc. ecc. A tutte queste razze ultraproduttive e di fama mondiale, sono state aggregate le corrispondenti varietà bianche che sono, come è noto inferiori alla razza tipica nera sotto tutti gli aspetti, assolutamente. Da questo fatto indiscutibile taluni vogliono inferire che i manti bianchi rappresentano individui più delicati dei neri, ma così non è indubbiamente come ho dimostrato più avanti: net caso che c'intrattiene, se si hanno individui bianchi inferiori alla tipica razza nera, vuol dire che tutte le suddette celebri galline vennero sempre, per abitudine inveterata, a preferenza coltivate nel manto nero e che perciò sotto queste non mentite spoglie assursero gradualmente, di generazione in generazione, alla fama attuale. Vuol dire, che le stesse galline avrebbero egualmente raggiunto gli stessi risultati se fossero sempre state coltivate sotto le spoglie di razze bianche invece che nere. È radicata però in tutti i nostri contadini la convinzione che le galline le più produttive siano le nere e difatti, nel mentre questi sono restii ad adottare un mantello unico nei loro piccoli allevamenti, le adottano talvolta per le galline nere e non è rarissimo il caso di vedere nei cortili, nelle campagne, branchi di simili animali e forse così si spiega il numero preponderante di celebrate galline a manto nero. Il fatto per se stesso è significativo inquantochè dovrebbe deporre a favore delle livree nere di fronte alle bianche ed alle colorate nel requisito della produttività in generale, ma ripeto alla noia che ciò non è ammissibile e che se le razze nere sono in numero preponderante ciò è da attribuirsi soltanto all'uso inveterato di coltivarle con preferenza. Se però abbiamo in sovrabbondanza campioni mondiali fra le razze nere di polli, non così possiamo dire assolutamente sulle razze delle altre specie dell'Avicultura, così p. es. fra le anatre i pochi rappresentanti a manto nero, se sono in generale di valore industriale riconosciuto, non perciò sono superiori alle consorelle bianche, anzi quasi tutte sono di gran lunga inferiori nei requisiti economici.
L'importanza straordinaria della livrea nera nell'allevamento industriale delle galline, specie in Francia, trova eco anche nell'indirizzo sportivo, epperò in questo campo credo che sia prevalente la preferenza al bianco. Tutti i polli neri, specie il gallo, sono caratterizzati da vivaci riflessi verde-metallico, ma spesso degenerano nel violetto. Lo sport saggiamente rifiuta questi ultimi poichè non si accompagnano mai ad un nero perfetto e perciò richiede per qualsiasi razza esclusivamente riflessi verdi. Non tutte le razze di galline nere hanno la medesima intensità di riflessi, così questi sono rappresentati nella massima proporzione presso la splendida Langshan ed in grado veramente sorprendente, tanto che un gallo Langshan dal primo anno di età sino al secondo, che più nero, appare per così dire quasi tutto verde. Il codice tascabile d'Avicultura del Kramer che contiene ben 90 tavole colorate di rara perfezione ci mostra p. es. una coppia di Langshan che dovrebbe sembrare troppo vivacemente ornata di riflessi verdi, e difatti a tutti i profani cui mostrai il libro quella tavola fece sempre l'impressione d'essere troppo caricata di verde; ma positivamente non vi è per nulla esagerazione in quella dipintura, che riproduce assai fedelmente l'eccessivo riflesso di questa splendida razza, riflesso strabiliante non rinvenibile in tale proporzione presso nessun'altra razza di galline nere. La razza italiana nera p. es. è pure fornita di abbondanti riflessi e forse, dopo la Langshan, non ha rivali in questo campo, ma checchè si voglia è sempre abbastanza meno verde di questo. La Cocincinese nera p. es. ha ancora meno riflessi dell'Italiana quantunque, senza dubbio alcuno, per lo passato si perfezionò il già difettosissimo manto nero della Cocincinese coll'intervento della Langshan. Ora se osserviamo la piuma della Langshan in confronto delle altre razze troviamo che la stessa è sempre più intensamente nera, dunque possiamo concludere che l'intensità dei riflessi metallici è proporzionata all'intensità del nero della livrea.
Abbenchè uniforme completamente come la bianca, la livrea nera offre egualmente non poche difficoltà per ottenersi pura e vi sono razze nere di galline che spesso deviano dal nero intenso dando allievi soverchiamente affumicati, specie nelle parti inferiori del corpo. In generale per le razze nere si esigono le seguenti caratteristiche: piumaggio nero intenso a riflessi verdi, penne del volo e della coda anche nere, mai nero fumo o grigio cenere chiaro od oscuro, mai e poi mai parzialmente bianche. Nel cortile più d'un animale appare nero, ma preso nelle mani ed esaminato attentamente lascia molto a desiderare. Costituisce grave difetto, non solo come fu detto la presenza di bianco al volo, ma anche alle falci e similmente un piumaggio grigio-cenere nelle parti inferiori del corpo. Fra tutte le razze di galline nere la Langshan è indubbiamente quella che mostra più di tutte caratteri perfettamente fissati, e tutti i grattacapi in cui si va incontro per attenersi alle prescrizioni d'un manto irreprensibilmente nero come è richiesto dal codice quasi non si verificano in questa razza. Non così p. e. l'Italiana, che spesso venne meno al suo compito e similmente dicasi della Cocincinese nera.
Non meno difficile è la conservazione della livrea nera nei colombi, che assai spesso deviano dal nero intenso o più spesso ancora tradiscono penne bianche: nel colombo nero, al contrario della gallina, sono prevalenti i riflessi violetti e perciò ammessi dal codice. In relazione dei riflessi violetti è pure il nero della piuma, che è perciò sempre piuttosto d'un nero rossastro, anzichè verdastro come nei polli, quindi credo di non errare se affermo che fra tutte le razze nere di colombi nessuna eguaglia nell'intensità il fondo nero del piumaggio della gallina Langshan.
Le anatre nere, più ancora dei polli e dei colombi, formano la disperazione dell'allevatore, poichè è difficile, se non impossibile il più delle volte, d'ottenere costantemente un mantello irreprensibile. L'anatra muschiata p. es. tende sempre a dare allievi pezzati e questo inconveniente manifestasi anche con soggetti selvatici importanti: mantenere un mantello irreprensibile in un allevamento di questi utili animali è difficile assai, quindi varrebbe la pena di adottare la livrea bianca che è molto facile ad essere fissata, ma non così la pezzata che dà sempre macchie irregolarmente distribuite. Non meno ostinata è l'anatra del Labrador che sempre tradisce penne bianche al petto e che non si possono eliminare malgrado la più oculata selezione. Sono caratteristici gli appariscenti riflessi metallici che sempre accompagnano il nero mantello della Labrador: sono riflessi verdi di straordinaria lucentezza distribuiti molto intensamente alla testa e con un po' di minore intensità su tutto il corpo, ma sempre in modo rilevante.
Livree a manto non perfettamente uniforme.
Avendo già definita la natura di queste livree all'esordio di questo capitolo, ora non ci resta che ad esaminarle nel loro dettaglio e ne enumereremo solamente le principali, che le secondarie, quelle cioè che da queste derivano, non meritano particolareggiata menzione, ma solo un accenno fugace. Difatti queste livree secondarie concordano nei particolari, nella disposizione delle loro graduazioni sul piumaggio dell'animale perfettamente colle principali e ne differiscono soltanto nel fondo di colore. Due soltanto sono le livree fondamentali di questa categoria e cioè la _livrea bleu_ e la _livrea gialla_: sia la prima che la seconda danno origine a colori di differenti toni, ma che tutti hanno, nel primo caso il fondo bleu e giallo nel secondo.
La _livrea bleu_ è diffusa in quasi tutte le razze dell'Avicultura e perciò la considereremo separatamente per ogni singola specie che più frequentemente appare sotto queste spoglie.
La livrea tipica bleu è propria della gallina di razza andalusa e per lo passato si può dire che era esclusivamente rappresentata da questa razza spagnuola, tanto che si designava allora come livrea andalusa: attualmente le razze a livrea bleu tipica della gallina andalusa sono in soprannumero, ma tutte vennero formate coll'intervento del sangue andaluso, così p. es. la nostra italiana bleu, la Langshan bleu, l'Orpington bleu, ecc. Potrebbe forse darsi che vi fossero eccezioni alla regola, specie nelle razze del Mediterraneo e così p. es. si potrebbe includere in queste eccezioni la gallina italiana bleu e perciò dichiararla non proveniente da intromissione di sangue andaluso nella nostra gallina comune; però se si considera che la livrea bleu nella Italiana è in opposizione al colore giallo del becco e dei tarsi e che spesso presso buoni soggetti, d'altronde sempre molto rari sotto la spoglia andalusa, si riscontrano tarsi quasi grigiobleu come nell'andalusa, si può a priori concludere che il sangue della splendida razza spagnuola bleu a guance rosse non vi è estraneo affatto.
Veramente non mancano nelle nostre campagne soggetti la di cui livrea sia bleu, e che presentino tarsi e becco perfettamente gialli, ma trattasi sempre di mantelli che abbiamo definiti come secondari in rapporto al colore fondamentale e tipico della razza andalusa, cioè di mantelli il cui fondo di colore entra nella categoria delle livree bleu, ma che si discosta dal tono tipico della razza andalusa, di tinte infine che sfumano in grigio o in acciaio, ma mai in bleu ardesia. Chi non ha visto simili polli nelle nostre campagne aventi ben rappresentati i caratteri essenziali della razza? Per ogni dove si vedono polli di colore grigio chiaro, grigio affumicato, grigio brunastro e grigio finalmente quasi nero: trattasi sempre di tinte non perfettamente uniformi come la tipica livrea andalusa, ma talvolta, specie nei grigi chiari, si verifica l'uniformità precisamente come nei manti bianchi e neri e da ciò è facile arguire che spesso trattasi di fusione di caratteri dovuti appunto all'unione di polli bianchi con neri. Non ho creduto di accludere simili livree fra le uniformi, primo perchè raramente si mostrano tali, e poi perchè trattasi di livree indefinite e non entranti ancora nell'orbita del codice di pollicultura.
La livrea bleu tipica, infine la livrea andalusa delle differenti razze di polli deve consistere, come prescrive il codice di pollicultura, in un vivace bleu ardesia, che non deve sfumare nè in grigio e nè in acciaio. Un orlo bruno oscuro, quasi nero ad ogni penna, forma un disegno rimarchevole, che avrebbe potuto indurci a classificare questa livrea fra le variopinte, ma che abbiamo invece preferito di ritenerla fra le non perfettamente uniformi, dal momento che non abbiamo un vero e proprio disegno marcato e molto variato. Il gallo ha le lancette del collo e della sella e la coda sempre un po' più scure. Gli animali perfetti sono dotati di forte riflesso che, secondo la luce, appare d'un untuoso argento chiaro. Il colore fondamentale varia in diverse graduazioni, che sono tutte ammesse dal codice sempre che rappresentino tinte bleu ardesia. Si escludono come riproduttori i galli con rosso o giallo al collo ed al dorso, le galline con giallo paglierino alle ali; remiganti striate d'altri colori e similmente le falci escludono anche gli animali dalla riproduzione. Poco o nulla diffusa nell'allevamento industriale, la livrea bleu tipica andalusa è straordinariamente coltivata nello sportivo e quasi tutte le razze che appariscono sotto diverse livree hanno sempre la corrispondente varietà bleu.
Anche nell'anatra riscontriamo livree bleu, ma trattasi d'un bleu grigiastro piuttosto tendente al cenere anzichè no... e non già d'un vivace bleu ardesia come nella gallina. Due soli sono i rappresentanti di questa livrea e cioè l'anatra svedese e l'anatra Orpington, quest'ultima però è maggiormente coltivata nella livrea gialla. La livrea bleu dell'anatra è mollo apprezzata nell'allevamento sportivo, specie perchè rara, e non è come nel pollo parzialmente uniforme, ma uniforme completamente, precisamente come il nero ed il bianco, però soltanto nella Orpington, giacchè la svedese porta una grande bavetta bianca all'avancollo. In tutte le anatre comuni appariscono le traccie della livrea bleu, quindi non sarebbe difficile di selezionare gradatamente allievi bleu, ma ove più si accentua la livrea bleu è nell'anatra muschiata pezzata e spesso si vedono animali quasi esclusivamente pezzati di bleu.
È semplicemente attraente la livrea bleu nel tacchino, ma per ora assai rara. Una coppia colossale, assolutamente splendida, si vide per la prima volta alla mostra di Roma nel 1903 e giustamente formava la meraviglia di tutti i visitatori. La livrea bleu nel tacchino non raggiunge però mai la tinta bleu ardesia vivace del pollo ed assomiglia piuttosto al grigio bleu dell'anatra, ma è sempre alquanto più vivace di tono.
La livrea bleu abbonda nei colombi e non potrebbe essere diversamente, visto che il loro capostipite, il torraiuolo, è di colore bleu ardesia. Spesso razze variopinte danno allievi che mostrano spiccata tendenza al bleu e si raggiunge questo colore in breve tempo se siffatti allievi si fanno riprodurre fra di loro. Una volta raggiunto lo intento, la livrea è bella che fissata e pochi allievi mostrano riversione di caratteri, cioè ritorno alla livrea variopinta che avevano i progenitori. La grande maggioranza delle razze di colombi che contano diverse livree ha sempre rappresentata la livrea bleu (viaggiatori, gozzuti inglesi, di Lilla e tedeschi, parrucchi, pavoncelli, romani, ecc.)
La _livrea gialla_ è pure, come le precedenti, largamente rappresentata in diverse specie della Avicultura ed è assai diffusa nelle galline, un po' meno nei colombi e meno ancora nell'anatra e nel tacchino. Sotto la denominazione di livrea gialla si comprendono gradazioni di tinte le une diverse dalle altre che hanno di comune solo il fondo giallo del colore; così abbiamo la livrea fulva più o meno chiara e più o meno scura che è propria della gallina cocincinese come la bleu è propria dell'Andalusa, la livrea isabella, la livrea giallo paglierina o cedrata, ecc. ecc. che compaiono in quasi tutte le specie dell'avicultura e che ordinariamente si designano come livree gialle, di modo che spesso i cocincinesi fulvi si chiamano cocincinesi gialli, i colombi di manto isabella colombi gialli e così via. Comunque sia le livree gialle sono molto popolari e gli avicultori le hanno estese, oltre che alle razze di galline, anche alle razze di altre specie, formandone delle varietà d'indiscussa utilità.
Nelle razze galline la livrea la più caratteristica, fra le gialle è la fulva, anzi si può dire che è la tipica, poichè tutte le altre tinte come p. es. la paglierina, la cedrata, ecc. sono poco o nulla rappresentate.
Prima dell'importazione in Europa della mastodontica razza Cocincinese non si conoscevano polli fulvi, quindi si può supporre che in tutte le razze a manto fulvo non vi sia estraneo il sangue asiatico ed a comprova di ciò vale il fatto che sono assai instabili nel mantello la maggior parte delle razze fulve, l'Italiana gialla insegni, ma che per lo contrario la razza della Cocincina ha livrea non stabile e relativamente non tendente a mostrare difetti come nelle suddette razze. La mastodontica Cocincina a livrea fulva mostra tre gradazioni di colore e così abbiamo la varietà fulva chiara, la varietà fulva scura e la varietà fulva rossiccia o scurissima. Il gallo fulvo chiaro è così colorito: petto e parte inferiore del corpo (fulvo chiaro); testa, collo, sella, dorso e coverture delle ali (fulvo più scuro, cioè fulvo dorato); coda (fulvo abbastanza scuro sino a diventare fulvo nerastro). Le altre due varietà fulve, la scura e la scurissima, tranne nell'intensità del colore, corrispondenti alla fulva chiara. Costituisce difetto di poca entità la presenza della coda più chiara nella varietà fulva chiara e quasi nera nella fulva scura, ma la varietà chiara è squalificata completamente se ha coda nera e penne punteggiate di nero al collo. Nelle varietà scure non di rado appare qualche po' di bianco alla coda e talvolta anche alle ali, tutto ciò contribuisce a squalificare gli animali egualmente.