Le lettere di Michelangelo Buonarroti
Part 45
Facio fede io Carlino di Simone da Santo Terentio habitante a Carrara, come _Piero di Aniballe_ da Pistoia, garzone di _Michelle Anzollo_, vene a Carrara a dì 14 di magio presente, et subito chomo dito _Piero_ fu zunto a Carara trovò _Polina_ e _Bello_ e _Lione_ tuti da Torano, e dimandò a che porto era e' lavoro el qualle loro hano prexo a fare a _Michele Anzollo_ soprascritto, e como apare contrato in fra loro, secondo dice _Piero_ suprascrito: e loro resposono, como e' lavoro non era ancora fornito, ma che era a bono porto. E vedendo _Piero_ che el soprascripto lavoro non era ancora fornito, non à voluto dare alcuni denari. Et io Carlino ho fato questa fede per dito di _Piero_ soprascrito, e Marcho Antonio de Rosso da Carrara disse se trovò a la soprascrita coxa: e la presente scrita è fata presente Marcho Antonio soprascrito e Vaxolo da Gussano, habitante a Carrara.
ARCHIVIO BUONARROTI. Seravezza, 29 di luglio 1520.
XLVII.
_Il_ Bello _e il_ Pollina _confessano d'aver ricevuto venti ducati d'oro da_ Michelangelo.
A dì 29 di luglio 1520.
Appaia manifesto per questa privata schritta, chome è la verità, che _Francesco_ da Torano ditto el _Bello_, e _Iacopo di Tomeo_ de Casa Pogio da Torano, insiemi et in solido con 2 altri loro compagni, come si conteni in uno contratto fatto per mano di ser Giovanni Badessa notaro di Pietra Santa, si chiamano avere auto e rizeuto ogi questo dì soprascritto, da lo spetabile omo maestro _Michele Angelo_, schultore fiorentino, duchati vinti d'oro larghi: li quali ducati 20 d'oro larghi sono per resto di pagamento di pietre cinque sotto le sue misure, quali si contengano ne lo contratto soprascritto, presenti Bacio speziali e maestro _Donatto Benti_, li quali si sotto schriverano di loro propria mano. E io Bernardino di maestro Antonio Voltaglia ò fatto la presente scritta di voluntà de li parte a dì e anno soprascritto.
E ditte 5 pietre sono per lo Papa per la faziata di San Lorenzo di Fiorenza.
Io Bacio ispeziale in Saravezia fui presente a la ricieuta de detti vente ducati, come di sopra si contiene.
Io _Donato Benti_ fiorentino, abitante a presente in Seraveza, fui presente quando e _Bello_ e _Iachopo_ detto _Polina_ riceverno duchati venti d'oro in oro larghi da _Michelagnolo_, iscultore fiorentino, per cinque priete da figure, come apare per uno contratto soprascrito.
ARCHIVIO COMUNALE DI CARRARA. Carrara, 22 d'aprile 1521.
XLVIII.
_Fede di alcuni scarpellini di aver ricevuto da_ Michelangelo _cento scudi per conto di marmi cavati per la Sagrestia di San Lorenzo_.[608]
In nomine etc. Die XXII aprilis 1521.
_Iacopo_ dicto _Pollina_, già de _Thomeo_ da Casapozi, villa di Carrara; _Francesco_ dicto _Bello_, già di _Iacopo Vanelli_ da Torano, di villa Carrara; _Iacopo_ già di _Pietro Guidi_ da Torano predicto, constituiti dinanti a me notaro hanno confessato et publicamente hanno declarato haver auto ec. dallo excellente omo maestro _Michel Angiolo_, figliuolo di _Ludovico Bonarrota_, presente, ducati 100 d'oro ec. ec. Et sono dicti danari per arra di una certa quantità di marmi, la quale secondo il numero de li pezi et le misure alli prenominati scripte et designate per mano di dicto maestro _Michel Angelo_ et sottoscritte per mano di me notaro infrascritto, epse parte di comune concordia hanno stimato esser circa de carrate 200 o più o meno secondo seranno; li quali pezi et misure, _ut supra_ designate, dicto maestro _Michel Angelo_ ha dato et consignato alli prenominati acceptanti, presente et vidente me notaro et testimoni infrascripti. La quale quantità di marmi li prenominati per sè, ec. hanno promesso, ec. di farla secundo dicte misure per di qui ad mesi 18 proximi hanno a venire: et spetialmente fare delli dicti marmi figure tre, et più se più potranno, et similmente delli altri marmi del quadro quanto potranno, per di qui a tutto il mese de luglio proximo hae a venire. Et così facti dicti marmi drento del sopradicto termine al prefato maestro _Michel Angiolo_, o a chi per lui sarà, consignarli posti in barca ad ogni spesa delli prenominati per li precii infr., cioè: Et primo per ogni pezo: dichiarando che siano et debino essere cavati dalla cava che fu del _Mancino_ di _Zampaulo_ di _Casone_, posta al Polvacio; et oltra a questo, siano di marmo vivo et non cotto, bianco et senza vene, machie et peli alcuni, et di quella pasta di marmo quale è uno pezzo di marmo cavato alla cava posta al Polvacio de li prenominati, per loro al presente dato et consignato al prefato maestro _Michel Angelo_, ch'è, come si dice, di circa carrate 7, non abozato, dove serà il segno del prefato maestro _Michel Angiolo_, et similmente di quella sorta et qualità di marmo che sono stati li altri per loro dati per lo passato al prefato maestro _Michel Angiolo_, purchè siano netti, _ut supra_, maxime quelli che sono per fare figure; ma li altri per il quadro, quantunque habessino alcune venette, ma non molte, _ita_ che non sia cosa disohonesta, si habino acceptare. Et _ita_ li prenominati _Iacopo_, ec. hanno promisso, ec. di non fare nè far fare. Et similmente ripigliarsi tutti quelli marmi che loro avessino facto fuora delle dette misure et conventioni, sempre et quando fussino rinuntiati et rifiutati dal prefato maestro _Michel Angiolo_, o da quelli che per lui fussino deputati a pigliar dicti marmi.
Le quali cose tutte ec. ec.
Et per li prenominati _Iacopo_, ec. a loro preghiera et mandato, Martino del Brigantino da Miseglia, villa di Carrara, presente, se ben sapendo lui non essere tenuto, è stato et è principale pagatore verso il prefato maestro _Michel Angelo_, ec. constituendosi lui principale, ec.
_Preterea_ il prefato maestro _Michel Angiolo_ ha promisso per sè di dar loro denari di mano in mano, secondo loro caveranno et lavoreranno.
Et perchè il prefato maestro _Michel Angelo_ fa fare dicti marmi per la Sagrestia di San Lorenzo di Fiorenza, l'opera de li quali marmi lo rev.mo cardinale de' Medici gli fa fare, come epso maestro _Michel Angelo_ disse, pertanto per pacto expresso è stato convenuto fra epse parte che se il prefato rev.mo Cardinale per alcuna cagione non volesse che dicta opera andasse inanti, overo per dicto maestro _Michel Angiolo_ restasse che non seguitasse, alora et in quel caso dicto maestro _Michel Angiolo_ sia tenuto et obligato pigliarsi tutti quelli marmi che saranno facti in quel tempo, quando li prenominati haveranno hauto scientia et notitia della voluntà del prefato rev.mo Cardinale et dicto maestro _Michel Angelo_ et non altrimenti.
Le quali cose dicto maestro _Michel Angelo_ ha promisso di observare, ec. sotto pena, ec. renuntiando, ec.
Actum Carrarie in domo Francisci Pelliccia, sita in la strada del Bosso solita residentia dicti magistri _Michaellisangeli_, presentibus.... etc....
[608] Pubblicato dal Frediani, Opusc. cit., dai Rogiti di ser Niccolò Parlontiotto.
ARCHIVIO COMUNALE DI CARRARA. Carrara, 23 d'aprile 1521.
XLIX.
_Ricevuta di altri scarpellini di danari avuti da_ Michelangelo _per conto di marmi cavati_.[609]
_Marcuccio_ già di _Bernardo_ di Petrognano, et _Francione_ già di _Zan Ferraro_, ambedue habitanti in Carrara, constituiti dinanci a me notaro, ec. ec. hanno confessato et publicamente hanno declarato, ec. haver hauto, ec. dallo excellente homo maestro _Michel Angelo_ di _Ludovico Bonarota_, presente, ducati 50 d'oro. — Et sono dicti danari per arra ec. di una certa quantità di marmi, la quale, secondo il numero delli pezi et le misure alli prenominati scripte, hanno stimato essere carrate 100 o più o meno secondo saranno: li quali pezi et misure _ut supra_ dessignate. La quale quantità li prenominati per sè hanno promesso ec. di farla secondo dicte misure per di qui ad uno anno proximo hae a venire: et spetialmente fare delli dicti marmi una figura di Nostra Donna a sedere secondo è disegnata, et più altre figure secondo dicte misure, se più potranno, per di qui a tutto il mese di luglio proximo hae a venire.
Actum Carrarie etc.
[609] Pubblicato dal Frediani, Opusc. cit., dai Rogiti di ser Niccolò Parlontiotto.
ARCHIVIO COMUNALE DI CARRARA. Carrara, 13 di novembre 1522.
L.
_Maestro_ Domenico Bertini _da Settignano sborsa certi danari a_ Marco di Rosso _da Carrara per conto di_ Michelangelo.[610]
In nomine etc. Die XIII novembris 1522.
Pateat per hoc publicum instrumentum qualiter magister _Dominicus_ de Septignano lapicida fuit citatus et requisitus in iudicio et coram domino Vicario Carrarie ad instantiam _Marci Rubei_ de Carraria, in eo et pro eo quod ipse _Marcus_ ad instantiam magistri _Petri de Carona_, Valle Lugani, negociorum gestoris magistri _Michaelis Angeli Bonarota_, scultoris florentini laboravit.... marmora, quibus pro mercede sua ipse _Dominicus_ restabat habere ab ipso magistro _Petro_, nomine dicti magistri _Michaelis Angeli_ ducatos duos auri latos, prout via iuris visum est computum per _Petrum_ olim _Mathei Casoni_ et _Leonem_ de Torano a iure electos: ex quo constitit ipsum _Marcum_ esse creditorem dictorum duorum ducatorum. — Quapropter dictus _Marcus_ sciens ipsum magistrum _Dominicum_ habere in manu aliquam pecunie quantitatem ipsius magistri _Michaelis Angeli_, de iure et a supradicto domino Vicario fuit coactus et compulsus numerare et dare ipsi _Marco_ dictos duos ducatos. Et sic in presentia mei notarii idem magister _Dominicus_ actualiter ibidem numeravit et dedit ipsi _Marco_ in auro duos scutos auri imperiales et residuum in moneta argentea etc. Renuntians etc.
Actum Carrarie etc.
[610] Pubblicato dal Frediani, Opusc. cit., dai Rogiti di ser Pandolfo Ghirlanda.
ARCHIVIO COMUNALE DI CARRARA. Carrara, 3 di novembre 1523.
LI.
_Alcuni scarpellini promettono di cavar marmi a maestro_ Domenico Bertini, _agente del cardinale Giulio de' Medici_.[611]
In nomine etc. Die III novembris 1523.
_Antonius_ et _Iacobus_ olim _Petri Guidi_ de Torano, et _Antonius_, cognominatus _Leo_, olim _Puleghe_ de Torano, ambo simul promiserunt magistro _Dominico Iohannis Bertini_ de Septignano, districtus Florentie, tanquam agenti et negotiorum gestori in Valle Carrarie pro reverendissimo domino, domino Cardinali de Medicis, presenti, stipulanti et recipienti nomine et vice prefati reverendissimi Domini, avellere et facere eidem de eorum cavea sita _al Polvaccio_ petios sex marmorum alborum sine aliqua macula vel pilis, secundum mensuras quas dictus magister _Dominicus_ dabit eis vel alicui eorum, illosque consignare eidem positos in barca eorum propriis expensis, pro illo precio et preciis de quibus et prout et sicut alias dicti _Leo_ etc. convenerunt cum magistro _Michaele Angelo Ludovici Bonarote_, scultore florentino, in instrumento rogato manu mei notarii sub suo tempore et datali, ad quod pro veritate debita habeatur relatio. Et hoc promiserunt facere hinc ad et per totum mensem decembris proxime futuri, salvo iusto impedimento etc.
Actum Carrarie etc.
[611] Pubblicato dal Frediani, Opusc. cit., dai Rogiti di ser Girolamo Ghirlanda.
ARCHIVIO BUONARROTI. Firenze, 14 di giugno 1525.
LII.
_Mandato di procura di_ Michelangelo _a ser Giovan Francesco Fattucci per trattare in Roma i suoi interessi per conto della sepoltura di papa Giulio_.
In nomine Domini, Amen. Anno a Nativitate Domini millesimo quingentesimo vigesimo quinto, indictione decima tertia, die vero xiiij mensis iunii, pontificatus Santissimi in Christo patris et domini nostri, domini Clementis divina providentia pape Septimi, anno eius secundo. In mei notarii publici, testiumque infrascriptorum ad hec specialiter vocatorum et rogatorum, presentia personaliter constitutus honorabilis vir dominus _Michael Angelus Ludovici de Bonarrotis_, sculptor florentinus, principaliter pro se ipso; citra tamen quorum adque procuratorum per eum hactenus quomodolibet constitutorum revocatione; omnibus melioribus modo via, iure, causa et forma, quibus melius et efficacius potuit et debuit, fecit, consituit, creavit et nominavit et solempniter ordinavit suum verum, certum, legitimum et indubitatum procuratorem, actorem, factorem, negotiorumque suorum infrascriptorum gestorem ac nuntium specialem et generalem; ita tamen quod specialitas generalitati non deroget, nec è contra; videlicet, venerabilem virum dominum Iohannem Franciscum Antonii Benedicti, cappellanum ecclesie Sancte Marie del Fiore civitatis Florentie, absentem tamquam presentem, specialiter et expresse ad ipsius constituentis nomine et pro eo quandam litem seu controversiam quam habet contra illustrem dominum Bartholomeum de Ruere et alios quoscumque heredes sive executores testamenti felicis recordationis Iulii pape Secundi, coram reverendo patre domino Cornelio della Volta causarum Palatii apostolici auditor, de et super inobservantia certi contractus inter ipsum constituentem ex una, et bone memorie Leonardum cardinalem Agennensem et Laurentium episcopum Prenestinum, sancte Romane Ecclesie cardinalem, executores dicti testamenti, super opera sive fabrica sepulture dicti domini Iulii pape, etc. rebus aliis in actis, etc. huiusmodi latius deductis, celebrati in unum vel plures, arbitrum vel arbitros compromittendum et compromissum generale et speciale faciendum, facultatem dandum, procedendum de iure et de facto, et de iure tantum et de facto tantum alte et basse, diebus feriatis et non feriatis, ac parte citata vel non, pro tempore et termino prout eidem procuratori constituto visum fuerit et placuerit; et promittendum ab arbitris, arbitramento, sive laudo fiendo non reclamare aut reductionem petere ad arbitrium boni viri, sub pena ac pactis et conventionibus prout eidem procuratori constituto visum fuerit expedire. Et si necesse fuerit pro premissis omnibus et singulis et eorum occasione coram quibuscumque iudicibus ecclesiasticis et secularibus comparendum et agendum etc. Promittens nichilominus dictus Constituens michi notario publico infrascripto tamquam publice et autentice persone rite et legitime stipulanti et recipienti vice et nomine omnium et singulorum quorum interest, intererit, aut interesse poterit, quomodolibet in futurum se ratum, gratum, atque firmum perpetuo habiturum totum id et quicquid per predictum suum procuratorem, ac substituendum seu substituendos ab eo, actum, dictum, factum, gestum, procuratumve fuerit in premissis seu aliquo premissorum.
Relevans etc. Rogans etc.
Quibus premissis omnibus et singulis idem Constituens sibi et me notario publico infrascripto unum vel plura instrumenta etc. Presentibus ibidem veneralibus viris dominis _Bartholomeo Dominici Antonii_, legnaiuolo populi Santi Laurentii de Florentia, et ser Ioannantonio Iohannis magistri Ugolini presbitero populi Santi Ambrosii de Florentia testibus.
ARCHIVIO DI STATO IN FIRENZE. Firenze, 22 d'agosto 1528.
LIII.
_Allogazione a_ Michelangelo _del gruppo di marmo di Ercole e Cacco_.[612]
XXII augusti 1528. Prefati excelsi domini et Vexillifer simul adunati — desiderando che d'uno certo marmo che si truova all'ora all'Opera, fatto venire circa tre anni sono da Carrara per farne la imagine et figura di Cacco, et constituirla in luogo publico per ornamento della città, se ne facci qualche bella statua, et però si lavori da uomo excellente in tale mestiero, et cognoscendo la perizia et scienzia inaudita, così nella scultura come nella pittura, dello egregio et unico exemplo di qualunche di decte dua virtù, _Michelagniolo Buonarroti_, loro dilectissimo cittadino, deliberorno per loro solemne partito, et observato quello che per loro Signorie si doveva observare, ch'el decto marmo, non obstante che pel passato fussi stato allogato ad altri, si debba dare et concedere, et così per il dicto partito dectono e concedono el prefato marmo al prenominato _Michelagniolo Bonarroti_, el quale ne debba cavare e farvi drento una figura insieme o congiunta con altra, che et come parrà et piacerà a _Michelagniolo_ decto, per collocarla in quel luogo e modo che per questa Signoria sarà deliberato: el qual _Michelagniolo_ per di qui a Ognisanti proximo ad venire debba a sua beneplacito entrare in opera in detto marmo, et continuare fino alla perfectione di tal figura.
[612] _Deliberazioni della Signoria di Firenze dal 1527 al 1528_, vol. CXCII. Fu pubblicato dal Gaye, Op. cit., vol. II, pag. 88. È noto poi che questo marmo fu dato a Baccio Bandinelli, il quale ne cavò il gruppo d'Ercole e Cacco, tanto biasimato a' suoi giorni, che si vede in Piazza della Signoria.
ARCHIVIO DI STATO IN FIRENZE. Firenze, 6 d'aprile 1529.
LIV.
Michelangelo _è eletto governator generale delle fortificazioni di Firenze_.[613]
A dì VI d'aprile MDXXIX.
Li Magnifici Signori Dieci — desiderando che la munitione et fortificazione della nostra città, dopo lunga discussione et matura consultatione finalmente giudicata non solo utile, ma necessaria a resistere agli imminenti pericoli che si veggono ogni giorno non solo a noi, ma a tutta Italia, per le frequenti inundationi de' barbari soprastare; et veduto tale et così importante impresa non si poter al desiderato fine et alla debita perfezione conducere, senza l'ordine et indirizo d'alcuno excellente architectore, che e' concepti suoi atti secondo la disciplina di quella arte, come peritissimo uomo sappia et come amorevole verso questa patria _etiam_ voglia mettere in opera; hanno hauto in consideratione molte persone che in tale professione sono famosissime, et finalmente giudicorono, dove abondono e' proprii e domestici thesori, esser cosa superflua degli externi andar cercando. Pertanto, considerata la virtù et disciplina di _Michelagnolo_ di _Lodovico Bonarroti_ vostro cittadino, et sapendo quanto egli sia excellente nella architectura, oltre alle altre sue singularissime virtù et arte liberali, in modo che per universale consenso delli huomini non trova hoggi superiori; et appresso, come per amore et affectione verso la patria è pari a qualunche altro buono et amorevole cittadino; ricordandosi della fatica per lui durata et diligentia usata nella sopradetta opera sino a questo dì _gratis_ et amorevolmente; et volendo per lo advenire per li sopradetti effecti servirsi della industria et opera sua; spontaneamente et per lor _proprio motu_, in ogni miglior modo et via che seppeno et poterno, detto _Michelagnolo_ conduxono in generale governatore et procuratore costituito sopra alla detta fabrica et fortificatione delle mura, et qualunche altra spetie di fortificatione et munitione della città di Firenze, per uno anno proximo, hoggi felicemente da incominciare et da finire come segue; con piena autorità di ordinare et comandare a qualunche persona circa le cose pertinenti alla detta reparatione o dependente da quella etc. con stipendio e provisione di fiorini uno largo d'oro in oro, netto d'ogni retentione, el giorno, et per ciascuno giorno, da doversegli stantiare et pagare nel modo et forma, come fu ultimamente per legge proveduto che si pagassino le spese da farsi per il sopradetto magistrato de' Signori Dieci.
[613] La elezione di Michelangelo a fortificare Firenze fu per la prima volta pubblicata nel _Giornale Storico degli Archivi Toscani_, vol. II, anno 1858, pag. 66, traendola dal _Libro di Stanziamenti e Condotte de' Dieci dall'anno 1527 al 1529_. Da questo documento si prova che Michelangelo anche avanti aveva prestato gratuitamente l'opera sua nelle fortificazioni della città.
ARCHIVIO BUONARROTI. Roma, 29 d'aprile 1532.
LV.
_Nuovo contratto per la sepoltura di papa Giulio II._
In nomine Domini, Amen. Anno a Nativitate eiusdem Domini millesimo quingentesimo trigesimo secundo, indictione quinta, die vero vigesima nona mensis aprilis, pontificatus Santissimi in Christo patris et domini nostri, domini Clementis divina providentia pape Septimi, anno nono; coram eodem domino nostro papa Clemente Septimo; de qua sue Sanctitatis voluntate, consensu pariter et assensu ad infrascripta omnia et singula interveniente. In mei Camere apostolice notarii, testiumque infrascriptorum ad hec specialiter vocatorum et rogatorum presentia, personaliter constituti magnifici viri domini Ioannes Maria de la Porta Mutinensis, et illustrissimi domini Francisci Marie ducis Urbini apud eundem sanctissimum Dominum Nostrum orator, et Hieronimus Stacculus de Urbino, Romanam Curiam sequens, eiusdem illustrissimi Ducis procuratores; de quorum mandato constat publico instrumento manu domini Bernardini ser Gasparis de Factoribus civis et notarii publici Pisauriensis, sub die xiiij decembris, millesimi quingentesimi trigesimi primi, ex una; et magister _Michael Angelus de Bonarottis_, civis florentinus, pictor et statuarius in Urbe unicus, partibus ex altera. Asserentes quod alias felicis recordationis Iulius papa Secundus in humanis agens, locavit et ad fabricandum dedit et ad construendum sui sepulchrum seu sepulturam marmoream pro ducatis decem millibus; et inde defuncto predicto Iulio, illius exequtores pro sexdecim millibus, seu verioribus summis predicto magistro _Michaeli Angelo_ denuo locarunt, prout in instrumento desuper per publicos notarios, et presertim vno per ser Albizum notarium publicum florentinum confecto: ad que et illorum tenores partes predicte pro nunc se retulerunt plenius; continetur, quod que pro huiusmodi sepulchri confectione idem magister _Michael Angelus_ habuit, prout idem habuisse confessus fuit in diversis solutionibus summam octo milium ducatorum auri de Camera, et sepulchrum huiusmodi nondum est perfectum, prout nec illud partes intendunt construi et confici iuxta dicta alias conventa: