Le lettere di Michelangelo Buonarroti
Part 43
Sia noto et manifesto ad ogni persona lo presente publico instrumento legeranno et vederanno, come dello A. N. D. mille cinquecento decimo octavo, inditione sei, _die vero_ quindecima del presente mese di marso (_sic_), lo egregio homo maestro _Michele Angelo_ di _Lodovicho Bonarroti_ di _Simone_, citadino et iscultore fiorentino benemerito, qui presente, per sua cierta scientia e non per alchuno di ragione o veramente di facto errore, per sè et suoi heredi et successori, per tenore del presente publico istrumento dà, concede et alluogha alli infrascripti maestri cavatori di marmi, cioè ad maestro _Alexandro_ di _Giovanni_ di _Bertino_ da Septignano, a maestro _Michel_ di _Piero_ di _Pippo_ da Septignano, a maestro _Angelo_ di _Zacharìa_ di _Angelo_ da Septignano, a maestro _Francesco_ di _Maso_ di _Papo_ da San Martino a Mensola, a maestro _Bartolo_ di _Chimenti_ di _Fruosino_ da Septignano, a maestro _Barone_ di _Giovanni_ d'_Andrea_ dal Ponte Assieve, habitante a Septignano, a maestro _Thomaso_ di _Simone_ di _Patriarcha_ da Septignano, a maestro _Andrea_ di _Giovanni_ di _Andrea_ da Septignano, a maestro _Bastiano_ di _Angelo_ di _Benedecto_, decto _Angelotto_, da Azano, vicinanza di Pietra Sancta, tutti maestri et cavatori de marmi et a qualunque di loro principalmente et in solido una solennemente satisfactione contenti, presenti et conducenti pro _sese in solidum_ et loro heredi et successori, tutte ed ogni quantità di marmi che vanno nella faciata della detta chiesa de Santo Lorenzo de Florentia: la quale facciata d'essa Chiesa s'à da fare ad nome del santissimo in Christo padre papa Leone Decimo, et decti marmi esso prefato maestro _Michele Angelo_ ha in decti soprascricti cavatori d'essi marmi allogato, come de sopra, a cavare et sbozare nella montagna et iurisdictione della terra de Pietra Santa del Stato del magnifico et excelso Populo et Dominio florentino, in loco decto Finochiaia _sive_ Transvaserra o veramente altro più veriore nome se appellasse: nel quale loco, dove sono decti marmi et déssi cavare decto marmo; et dirimpetto et riscontro in loco detto alla Cappella, iurisdictione et vicinanza di Pietra Sancta. In dello quale loco decte due parte confessano in presentia di me notaro et testimoni infrascricti, loro et qualunque di loro insieme essere stati et decto loco oculata fede havere et colli loro ochi veduto. In dello quale loco esse ambe parte hanno veduto essere marmi sufficienti et apti et boni allo lavoro et opera s'à da fare per esso maestro _Michele Angelo_, scultore in decta facciata d'essa chiesa di San Lorenzo. Et item sono rimasi de accordio decto maestro _Michele Angelo_ et decti maestri presenti, in decto loco debbino cavare et fodere decti marmi; cum questa declaratione, che se in decto loco seu in loco convicino et appresso decto loco fusseno marmi più accomodati et sieno belli et boni per decto lavoro, chome quelli belli dello loco soprascricto, se intendi per vigore di questo contracto et allogatione essere stato loro per esso maestro _Michelangelo_ allogato, et chosì decti marmi esso maestro _Michelangelo_ sia tenuto et debbia pigliare decti marmi, chome quelli nello loco soprascripto, _dummodo_ habbino ad essere sufficienti, di bona qualità, boni, bianchi e belli et necti di pelo, chome seranno et debeno essere li soprascripti si faranno nello primo loco sopra declarato; et tutta quella quantità di marmi sarà per detti maestri et cavatori da fare che saranno allo proposito d'essa opra, siano tenuti, et così se obligano, darli ad esso maestro _Michelangelo_ tutta isbozata in bona isbozatura, alle misure d'esso maestro _Michelangelo_ qui di sotto si dichiara, et consignarli sani et belli et sanza pelo, come sono et saranno li belli d'esso loco di Finochiaia _sive_ Transvaserra, _videlicet_ colonne dodici che vanno nella sopra detta opera, lungho lo fusto, senza la basa et senza lo capitello, undeci braccia alla misura di Firenze, grossa da piè uno braccio e mezzo et da capo uno braccio e uno terzo l'apunto, per qualunque d'essa colonna; ad pregio et valuta per qualunque d'esse colonne nelle soprascripte misure, ducati trenta d'oro in oro larghi l'una, isbozata et posta a piè del ravaneto allo Poggio dove portare, andare et conducere el carro per quelle caricare, quando sarà fatto la via et strada in decto loco. Et ancora si obligano detti maestri et cavator marmorai soprascripti et così promettano a detto maestro _Michelangelo_ presente etc. dare et consignare a detto maestro _Michelangelo_ allo detto caricatoio sopra expresso et nominato due stipiti di porta marmorei et di marmi predecti lunghi braccia dieci et uno terzo l'uno, de' medesimi marmi, ad ragione et pregio di ducati venti d'oro in oro larghi l'uno, posti in detto soprascripto caricatoio et Pogio, come detto è di sopra: et così similmente promettono detti maestri et cavatori soprascripti a detto maestro _Michelangelo_ presente etc. dare et consignare tutti li altri marmi in quella medesima bontà, biancheza, boni et belli et senza pelo se troveranno et caverannosi in detti luoghi (_di_) Finochiaia, alla misura d'esso maestro _Michelangelo_; intendendo sempre essere bene et sufficientemente isbozati, ad ragione d'uno ducato d'oro in oro largho d'un pezo d'una carrata d'essi marmi, per fino un pezo di cinque carrate l'uno, ducato uno d'oro in oro largho la carrata, come è detto, et di pezi de sei carrate l'uno; ad ragione di lire dieci la carrata di moneta fiorentina, per insino in pezi di octo carrate l'uno; posto tutto lo detto lavoro allo caricatoio soprascripto. Intendendo sempre essere la carrata allo uso et costume di Carrara, cioè di centinaia venticinque per carrata. La quale quantità de marmi, tutti soprascripti maestri cavatori d'essi marmi in solido promettono a detto maestro _Michele Angelo_ presente etc. darli et consignarli in fra anni cinque proximi ad venire, in qualunque anno la debita rata, talmente che in detti cinque anni tutta la quantità acaderà in detta opera allo tempo de cinque anni, incominciandosi finito sarà la detta via, et finiendo come seguiterà, in fra anni cinque proximi ad venire: cum patto in principio, mezo et fine de questo contracto ogni solepne stipulatione vallato, che in caso la Sanctità del nostro Signore, signor papa Leone, sollicitasse esso maestro _Michelangelo_ a sollicitare decta opera in più breve tempo: se dovesse fare; el detto maestro _Michelangelo_ sia tenuto et debbia a' detti maestri cavatori notificare loro questo caso, et possendo loro sodisfare, a detto maestro _Michelangelo_ dare tutto lo lavoro sarà necessario in detta opera, in quello modo che 'l sanctissimo Papa desiderrà, non possa nè debbia pigliare detti marmi da altri maestri che da' decti maestri et cavatori soprascripti; et in caso che non potessano satisfare, sia licito a detto maestro _Michelangelo_ pensare ogni modo et via per satisfare alla voluntà et desiderio d'esso nostro Signore, signore Papa, per decta opera: et cum questo inteso, che accadesse in questo mezo, prima fusse compiuta et finita detta opera, et qualunque causa accadesse non se havesse in quella più allavorare; in decto caso esso maestro _Michele Angelo_ sia tenuto et debbia cum effetto fino a quello dì della saputa data loro, pigliare tutto lo lavoro che per decta opera decti maestri soprascripti haveranno cavato et isbozato alle misure soprascripte d'esso maestro _Michelangelo_, quello satisfare loro fino a quello dì et da quinde in là il decto maestro _Michelangelo_ ultra a' detti maestri non sia tenuto, et similmente loro allui; et questo per patto expresso, inito et firmato tra le dette parte: intendendo sempre lo lavoro doversi consignare allo caricatoio soprascripto.
Et per parte di pagamento d'esso lavoro et magisterio di cavare et isbozare e' soprascripti marmi lo soprascripto maestro _Michelangelo_ a' soprascripti tutti maestri cavatori d'essi marmi qui presenti, stipulanti et recipienti in solido, in presentia di me notario et testimoni infrascripti, presenti et vedenti, dà, pagha, et numera cum effetto ducati cento d'oro in oro larghi di bono oro et iusto peso di diversi cunii, li quali rimaseno apresso d'essi tutti maestri in solido, et lo resto fino alla monta et valuta de tutti decti marmi et lavoro come di sopra nominati, lo soprascripto maestro _Michele Angelo_ per solepne stipulatione promette a detti maestri presenti et recipienti in solido, dare et pagare cum effetto alla rata della consegna per loro sarà da fare d'essi marmi anno per anno fino allo intero pagamento monteranno detti marmi. Et perciò lo soprascripto maestro _Michelangiolo_ obliga a' detti soprascripti maestri cavatori presenti, stipulanti et recipienti, sè et suo heredi et successori et ogni suoi beni mobili et immobili et seu sè moventi presenti et futuri sotto nome di pegno et ypoteca ec. ec.
Actum Petresancte in sala domus habitationis ad presens magistri _Donati_ scultoris olim _Baptiste Benti_, cive florentino, habitatore (_sic_) Petresancte et ser Iohanne olim Dominici Carducci de Petrasancta, testibus.
Et ego Ioannes quondam Pauli Badisse de Petrasancta, publicus imperiali auctoritate notarius, dum suprascripta omnia et singula sic fierent et agerentur, interfui et de his rogatus fui et in fidem me subscripsi etc. etc.
[598] Pubblicato da Vincenzo Santini nel vol. V, pag. 216, de' _Commentarii storici sulla Versilia centrale_: Pisa, Pieraccini, 1863, in-8º, e riscontrato coll'originale nei Protocolli di ser Giovanni Della Badessa.
ARCHIVIO DE' CONTRATTI DI FIRENZE. Pietrasanta, 14 d'aprile 1518.
XXXV.
_Alcuni scarpellini confessano di aver ricevuto cento scudi per cavar marmi nell'Altissimo._[599]
In nomine Domini, Amen. Anno Nativitatis eiusdem, millesimo quingentesimo decimo octavo, die vero xiiij aprilis, anno sexto pontificatus sanctissimi in Christo patris Domini nostri, domini Leonis, divina providentia pape X.mi
Magister _Dominicus_ olim _Michaellis Pighinucci_, _Filippus_ olim _magistri Bertochi_ de Carraria, _Michael Pighinucci_, _Vincentius_ olim _magistri Ioannis_ marmaroli, _et Nicholaus_ olim _Iachomini Rainaldi_, _Pellegrinus_ olim _Augustini Casolis_, omnes de Petrasancta, qui presenti, per loro et ciascuno di loro, costituiti dinanzi a me notaro infrascritto — hanno confessato et publicamente dichiarito, et confessano et dichiarano havere hauto et ricevuto — da lo excellente huomo maestro _Michelangelo_ di _Ludovico di Buonarota_, citadino fiorentino, scultore, presente — ducati cento d'oro in oro larghi et di iusto peso. Li quali ducati cento il prefato maestro _Michelangelo_ diè et pagò — a li prenominati maestro _Dominicho_, _Filippo_, _Michele_, _Nicholao_, _Vincenti_ et _Pellegrino_ presenti. — Et detti ducati cento sono per arra et principio di paghamento di marmi che li soprascripti hanno promisso fare et consegnare al prefato maestro _Michelangelo_ presente — per la facciata de la chiesa di Santo Lorenzo di Firenze, per la santità del Signor nostro papa Leone, per divina providentia papa Decimo: li quali marmi li prefati maestri hanno a cavare et lavorare a l'Altissimo, luogo ditto _a la Piastra_ di verso Strettoia _sive_ Antognia, et dove per lo mandato del prefato maestro _Michelangelo_ li dimostrarà, per gli infrascritti pregii et secondo le misure infrascripte, cioè: per pezo di carrata una per in fine di pezi in carrate cinque, a ragione di ducato uno d'oro largho per ciascuna carrata; et per pezo di carrate sei per fine otto, a ragione di lire dieci di moneta fiorentina per ciascuna carrata; et per pezo di carrate otto per fine in dieci, lire dodici di detta moneta per ciascuna carrata: et che sia di marmo biancho et buono, secondo che appare in ditto luogho. Dichiarando come ditto s'è, che detti marmi et pezi siano et esser s'intendino di marmo biancho et senza peli alcuni, et se pure havessono alcuna venetta, ma non molte, s'intendino essere ydonei et buoni per ditto lavoro; reservando le figure o vero pietre per fare figure, le quali siano et debbino essere di marmo biancho sanza peli, vene o machia alcuna. Et accadendo a prefato maestro _Michelangelo_ havere bisognio di colonne di marmo d'alteza di braccia undici a la fiorentina, et di grosseza corrispondente a la detta alteza, secondo la dichiaratione d'esso maestro _Michelangelo_ e altri per lui; dicto maestro _Michelangelo_ sia tenuto per ciaschuno fuso di dette colonne senza base et capitello, dare et pagare a li sopranominati per loro fatiche et facture ducati trenta d'oro larghi per ciaschuna d'esse colonne.
Item et similmente accadendo bisognio al detto maestro _Michelangelo_ di stipiti di porte di alteza di braccia dieci nette, siano tenuti li soprascripti, li ditti stipiti darli per ducati venti d'oro larghi per ciaschuno stipito. Et tutti li dicti marmi si intendino esser consignati per li soprascripti al prefato maestro _Michelangelo_ in dicto luogho dell'Altissimo — e a le cave di dicti marmi.
Item si sono convenutosi le soprascripte parte che la soprascripta obligatione da l'una et l'altra parte sia et intendisi durare a beneplacito et voluntà de la santità di papa Leone Decimo: de la quale voluntà, quando fusse che non seguisse più avanti, dicto maestro _Michelangelo_, o altri per lui, lo habbi a intimare alli soprascripti, o vero ad alcuno di loro; con questo inteso, che accadendo che la voluntà de la sanctità del Signor nostro papa Leone si mutasse et non volesse persequire più avanti in nel cavare per detto conto, che ditto è di sopra, de la facciata de la chiesa di Santo Lorenzo; che alora et in tal caso, ditto maestro _Michelangelo_ sia tenuto pigliare tutto il lavoro che per li soprascripti fusse cavato a le soprascripte misure per li pregii, come di sopra: et in dicto caso restasseno denari in mano alli soprascripti del prefato maestro _Michelangelo_; che in tal caso siano restituiti per li soprascripti al prefato maestro _Michelangelo_ in pecunia, o vero in tanti marmi a le misure soprascripte et per li soprascripti pregi.
Item che li sopra nominati con ogni vigilantia et sollicitudine siano tenuti a cavare marmi, come di sopra, et in tal lavoro continuare per fine a tanto che dicto maestro _Michelangelo_ non dirà loro non farsi più di bisognio. Et acciò che con più presteza et sollicitudine si facci buona quantità di marmi; il che più facilmente si fa per via di persone assai; dicto maestro _Michelangelo_ si obliga, a causa che li sopra nominati possino aggiungere uomini a tal lavoro, dare a li soprascripti quella quantità di denari per dicto lavoro, et secondo che lavoreranno et monterà dicto lavoro, et secondo le conditione soprascripte etc. etc. etc.
Actum Petresancte in palatio residentie magnifici domini generalis Comissarii Petresante, coram et presentibus excellenti iuris utriusque doctori (_sic_) domino Petro Gerardo de Petrasanta, magistro Simone Santis de Mutina, magistro gramatice, et _Bartolomeo_ olim magistri _Laurentii_ de Petrasanta, testibus etc.
Ego Joannes Bertonus olim ser Mathei Blaxii Bertonis de Petrasanta — notarius — rogatus — scripsi.
[599] Dai Rogiti di ser Giovanni Bertoni. Di questo contratto è una copia nell'Archivio Buonarroti.
ARCHIVIO DEL VECCHIO IN CARRARA. Carrara, 17 d'aprile 1518.
XXXVI.
Michelangelo _fa procuratore_ Donato Benti _per caricare i suoi marmi e condurli alla marina_.[600]
Die XVII aprilis 1518.
Excellens dominus archimagister _Michael Angelus_ olim _Ludovici Bonerote_, civis florentinus, omni meliori modo etc. fecit constituit atque solemniter ordinavit eius procuratorem, factorem et certum numptium specialem et quid de iure melius facere potest, providum virum magistrum _Donatum_ olim _Baptiste Benti_, civem et sculptorem florentinum, presentem et acceptantem generaliter ad onerandum et onerari faciendi et transuehendi omnia et singula marmora que predictus dominus constituens habet in alpibus et sub marinellis Aventie et ad omnia alia et singula etc.
Actum Carrarie in domo mei notarii infrascripti.
[600] Pubblicato dal Frediani, Opusc. cit., dai Protocolli di ser Lionardo Lombardelli.
ARCHIVIO BUONARROTI. Firenze, 22 d'aprile 1518.
XXXVII.
_I Proveditori dell'Arte della Lana concedono, finchè vive, a_ Michelangelo _di estrarre marmi dalle cave della Cappella e del monte Altissimo_.
Die XXij mensis aprilis 1518.
Gli spettabili signori Proveditori degli ordini dell'Arte della Lana per vigore di qualunche loro autorità et potestà, examinando la donatione de' beni fatta all'opera di Santa Maria del Fiore per el comune di Pietra Santa e Seravezza et la Cappella, e maxime e' monti chiamati l'Altissimo; et trovato in detti monti per relatione di periti si farebbe cave di marmi, d'onde aviandogli si caverebbe assai marmi et buoni, e' quali sarebbero a sufficientia alla detta Opera et a ogni cosa si facessi nel territorio fiorentino, e da servire ogni altra natione ne volessi: il che facendosi, donde ora si ha a ire pe' marmi altrove, et comperagli da altri, ve ne sarebbe da usare et potere vendere a ognuno; il che sarebbe grande utile a detta Opera et honore alla città et a detta Opera; e sopra dette cose havuta diligente examina di excellentissimi huomini periti in tal cosa, e di molti prudenti cittadini; et trovato a tale opera condurre essere necessaria grande spesa, et etiam che se ne cavi assai et mettinsi in opera, e per le mani di qualche huomo in detto exercitio excellente et famoso che dia reputatione per cavarne e mettere in opera e' detti luoghi e marmi, _adeo_ s'abbandoni e' luoghi dove si va per essi e venghisi a quelli; et examinato a' presenti tempi a simile opera non esser nessuno più apto che _Michelagnolo di Lodovico Bonarroti_, oggi scultore excellentissimo, et che di riputatione et fama supera ogni altro; et per indurlo a tale opera laboriosa et di spesa assai, et che ricercha diligentia grandissima, hanno deliberato mostrare liberalità inverso ditto _Michelagnolo_, la quale sanno sarà utile grande a detta Opera, et lui per la liberalità usatagli, sanno tutta la sua diligentia metterà in fare detti luoghi utili, et a detti luoghi et marmi dare riputatione et crescere la sua fama; et atteso anche che detti luoghi per diligentia et cura di detto _Michelagnolo_ sono venuti in detta Opera, et per quelli adviare a detta Opera.
Et per tanto providono et ordinorno, che a detto _Michelagnolo_, durante la sua vita, sia lecito cavare et fare cavare di detti luoghi tutti quelli marmi di qualunche ragione et qualità si voglia che lui vorrà, per adoperare in qualunche opera o lavoro lui avessi preso a fare, o per l'avenire piglierà, tante volte quante allui parrà, et quelli trarre di detti luoghi et fare portare dove allui o altri fussi per lui parrà, liberamente et sanza alcuno impedimento, sanza che abbi a detta Opera, o ad altri, pagare premio o cosa nessuna per detti marmi, o cavatura, o trattura di quelli per qualunque parte di detti luoghi, et tante volte quante allui parrà. Et promettono a detto _Michelagnolo_, benchè absente, e a me notaro della presente rogato, ricevente, che a detto _Michelagnolo_, o chi per lui sarà, sarà mantenuta la detta facultà di cavare et trarre detti marmi durante detto tempo della sua vita, et che da nessuno sarà impedito detti marmi cavare et trarre di detti luoghi, et che nè allui nè a' suoi heredi, o chi per lui gli trarrà, mai per tempo nessuno sarà domandato premio o cosa alcuna per marmi ne havessi cavati e caveranno: e altrimenti seguendo, lui et suoi heredi e chi per lui havessi cavato o caverà, conservargli senza danno. Et statuirno et deliberorno che detto _Michelagnolo_, nè altri che per lui cavassi, per modo alcuno possino essere molestati nè impediti detti marmi cavare et trarre per adoperare in qualunche opera o lavoro lui havessi preso affare, o per l'avenire piglierà, tante volte quante allui parrà, et quelli trarre di detti luoghi, et fare portare dove allui, o chi fussi per lui, parrà, liberamente sanza alcuno impedimento: e chi contra facessi, di qualunche qualità, grado o dignità si sia, s'intenda _ipso iure_ caduto in pena di scudi cento d'oro per qualunche volta contrafacessi, da applicarsi per metà a detta Arte, per l'altra metà a detto _Michelagnolo_. Et promettono la presente concessione per tempo nessuno durante la vita di detto _Michelagnolo_ non rivocare, nè in modo nessuno alterare direttamente o indirettamente, ma quella durante detta sua vita observargli et mantenere, obligandogli per la observantia della Arte et huomini di quella, et beni di detta Opera e di detta Arte. _Mandantes conservari, etc. non obstantibus, etc._
Ego Nicolaus olim Michelotii de' Michelotiis, cancellarius dicte Artis et dictorum Provisorum de predictis rogatus, in fidem me subscripsi.
ARCHIVIO DE' CONTRATTI DI FIRENZE. Pietrasanta, 27 d'aprile 1518.
XXXVIII.
Michelangelo _fa procuratore maestro_ Donato Benti _a far cavare, sbozzare e condurre alla marina i marmi di Pietrasanta e di Seravezza_.[601]
Die 27 aprilis 1518.
Spectabilis vir magister _Michael Angelus_, scultor civis florentinus, olim _Lodovici Bonarroti Simonis_ de Florentia hic presens, hoc publico instrumento ex sua certa scientia et non per aliquem iuris vel facti errorem — fecit constituit — suum verum et legitimum procuratorem, — magistrum _Donatum_ olim _Baptiste Benti_, scultorem, civem florentinum et habitatorem Petresancte — quod cum cum sit, quod idem magister _Michael Angelus_ locaverit ad fodiendum, cavandum et disbozandum nonnullis magistris cavatoribus et disbozatoribus marmorum in montibus de Cappella, vicarie Petresancte, pro fodendo, et cavando, et disbozando marmora in dicto et loco dicto Finocchiaia sive Transvaserra — pro fabrica ecclesie Sancti Laurentii de Florentia et pro facciata dicte ecclesie, de mandato sanctissimi Domini nostri, domini pape Leonis Decimi, prout apparet ex publico instrumento locationis scripto et rogato manu mei notarii infrascripti sub die XV mensis martii presentis anni. — Et cum sit quod idem magister _Michael Angelus_, eidem opus sit accedere Florentiam pro suis negotiis urgentibus et ne dictum laborerium remaneret derelictum ab ipso magistro _Michaele Angelo_; propterea devenit ad presens instrumentum procurationis facte in persona supradicti magistri _Donati_ ad omnia et singula infrascripta peragenda, videlicet ad faciendum marmora fienda per dictos magistros et cavatores et disbozatores predictos conduci, trahi et levari de ipsis montibus de Finocchiaia et ipsa conduci facere per viam propterea ordinatam pro ipsis marmoreis conducendis, nec non ad dandum dictis cavatoribus et disbozatoribus dictorum marmorum omnes mensuras et modos qualitatis et condictionis dictorum marmorum ita extrahendorum et fodiendorum de — dictis montibus de Finochiaia, et alia quoque peragenda, fienda et facienda que et qualia exigit dictum laborerium pro constructione et fabricatione suprascripte facciate dicte ecclesie Sancti Laurentii, et in predictis et circa predicta et quolibet predictorum faciendum et exercendum, prout facere et exercere posset et valeret ibidem magister _Michael Angelus_, si presens et personaliter adesset. Et si casu acciderit quod dicti magistri, et cavatores et desbozatores ita conductos et conducendos tam per ipsum magistrum _Michaelem Angelum_, opus et laborerium predictum non ita sollicite, non ita acte, non ita perfecte facerent, exararent et adimpleverint iuxta convencta facta cum ipso magistro _Michaele Angelo_, quod forsan reddundare posset in preiudicium ditti suprascripti magistri _Michaelis Angeli_ constituentis; propterea cum potestate notificandi, intimandi, inquirendi, requirendi et protestandi contra ipsos magistros et cavatores et disbozatores de damnis expensis et interesse ipsius magistri _Michaelis Angeli_ constituentis, et propterea ad omnes lites et causas contra ipsos et quemlibet eorum modo aliquo movendas, agendum, causandum, etc. etc. etc.