Le lettere di Michelangelo Buonarroti

Part 42

Chapter 423,445 wordsPublic domain

In nomine Domini, Amen. Ne l'anno de la Natività del nostro Signore Iesu Christo del mille cinquecento dicesette, inditione quinta, secundo il corso e consuetudine de' notari di Lunisana, a dì dicessette del mese di aprile, la excelentia et sublimità de lo archimaestro sculptore de la Sedia Apostolica, _Michelangelo_ di _Ludovico Bonarota_, citadino fiorentino, da una parte; et _Francesco_ già di _Iacopo_ di _Vanello_ da Torano, et _Bartholomeo_ di _Michel_ dal _Bardino_ abitante a Torano, compagni, insieme et in solido per loro e suoi heredi da l'altra parte; per il qual _Bartholomeo_, perchè è figliol di famiglia, a più abondante cautella, dicto _Francesco_ promette de rato sotto la obligatione de tutti e' suoi beni, constituendosi epso _Francesco_ principale obligato per dicto _Bartholomeo_, renumptiando in forma etc. Et anbe le predicte parte sono venute a li infrascripti pacti e convenctione tra loro. Et prima dicti compagni nominati di sopra, insieme et in solido hanno promesso et in questo publico instrumento solemnemente si sono obligati di dare e consignare al prefato archimaestro _Michelangelo_ qui presente, stipulante, recipiente et acceptante per sè et per li suoi heredi et successori, carate cinquanta di marmore de la cava d'il Papello dal Prado posto a la Mandria pertimentia de Torano, al precio e misure che si contengono in dui altri contracti di conducta de marmori facti per il prefato archimaestro cum _Leonardo_ di _Andrea_ di _Casone_, et _Bartholomeo_ dicto il _Mancino_ di _Zampaulo_ di _Casone_ da Torano e loro compagni, et rogati per ser Galvano di ser Nicola, notario Carrarese publico et autentico: qual precio et misure contente in dicti contracti, epso _Francesco_ et _Bartholomeo_ compagni acceptano e riconfermano per il presente instrumento, sì come in questo medemo instrumento fusseno specificati, nominati e posti, perchè hanno hauto noticia de' precii e misure antedicte contente in epsi cuntracti; con special pacto inhito, facto, expresso fra ambe le dicte parte qui presente e l'una con l'altra insieme stipulante et acceptante, che li dicti _Francesco_ e _Bartholomeo_ compagni, come di sopra, siano tenuti et obligati et cossì epsi promettano et se obligano di dare e realmente consignare al prefato archimaestro _Michelangelo_ qui presente, stipulante, dicte carate cinquanta di marmore, nel modo, forma et termine qui di sotto expresso, carate vinti cinque e più, se più si potrà, caricate in barcha a la piaggia de Lavenza a le proprie spese de ambi dicti compagni, al precio et misure antedicte, dal tempo presente sino a kalende di novembre proximo a venire, e più presto e inanti al dicto termine, se più presto e inanti si potrà. Et il resto de le cinquanta carate di marmore, dicti compagni promettano e si obligano in forma di darle e consignare caricate in barca a loro proprie spese, come di sopra, al prefato archimaestro, a kalende di maggio che seguirà di poi d'il 1518 e più presto, se più presto si potrà, a li precii e misure antedicte: promectendo dicto _Francesco_ e _Bartholomeo_ compagni, obligandosi solemnemente insieme et in solido sotto la pena infrascripta al prefato archimaestro presente et stipulante, come di sopra, di cavare e lavorare continuamente dicti marmori, solamente ad instantia di epso archimaestro, sino al compimento de le cinquanta carrate dicte di sopra, rimosso ogni causa et exceptione che si potesse opponere; excetto che, se per caso evenisse ch'el prefato archimaestro per la Beatitudine del pastore apostolico, Summo Pontefice, o per qualunque altro principale fusse revocato da la impresa, et che il lavoro ordinato non procedesse; in tal caso epso archimaestro promette pigliar solamente ogni quantità di marmi che havessino in quel punto cavati dicti compagni ad instantia di epso, ultra al denaro che havessero hauto, pur che siano a la misura dicta di sopra e sensa alcuno difecto: con special pacto anchora inhito e facto fra ambe le dicte parte, che 'l prefato archimaestro _Michelangelo_ sia tenuto et obligato soccorrere dicti compagni de denari di poco in poco, secundo il lavoro che faranno. E già per arra e per principio di pagamento de' dicti marmori epso archimaestro ha dato, numerato et exborsato a li dicti _Francesco_ e _Bartholomeo_ compagni qui presenti, et confessati di havere hauto et effectualmente riceuto da epso a la presentia di me notario et de li testimoni infrascripti, scudi vinti de oro in oro dal Sole; renunptiando epsi compagni a la exceptione di non havere hauto e riceuto dicta quantità de denari: _et cetera_.

(_Omissis aliis._)

Facto in Carrara, sottoposta a la diocesi di Luni, in casa di me notario antedicto et infrascripto, presenti _Matteo_ di _Cucharello_ da Berzola e _Francesco_ di _Ton_ di _Guido_ da Torano et _Antonio_ di _Mattè_ da Monzone habitante a Gragnana, ville di Carrara, testimoni etc.

Ego Leonardus Lombardellus, etc. notarius, etc. Carrariensis, etc. interfui, eaque rogatus scribere, scripsi etc.

[594] È originale.

ARCHIVIO BUONARROTI. Carrara, 19 di giugno 1517.

XXVIII.

_Confessione di alcuni scarpellini di aver ricevuto danari da_ Michelangelo _per conto di marmi_.

A dì 19 di giugno 1517.

Sia noto e manifesto, come in questo dì sopradetto _Piero Urbano de Anniballe_ da Pistoia, garzone di maistro _Michelle Anzollo Simoni_ di Fiorentia, scultore al presente in Carrara, dà e esborsa in denari contanti, zoè scudi dodexe d'oro in oro, e li quali scudi dà a _Mateo_ dito _Cucarello_ e al _Manzino_ di _Zanpaulo_ da Torano e _Betto_ di _Iachopone_ di _Nardo_; intendendo che cescaduno di loro hane auto scudi quatro per conto de lavore che (_à_) alogato maistro _Michelanzollo_ sopraditto, come n'è contrato per mane di ser Galvano di ser Nicolao, presente prete Antonio di Piero del Mastro e Antonio dito Sarto da Compiano; e coxì dito prete Antonio se sotoscriverà, de simelle _Mateo_ predetto e presente ancora Bernardino di Iacopo del Berettaro: e coxì dito Bernardino se sotto.... e scriverà per Antonio dito Sarto soprascrito, perchè dito Sarto non sa scrivere e simelle scriverà per lo _Manzino_ e _Betto_ soprascriti, perchè loro non sanno scrivere. E io Carlino di Simone da Santo Terenzio ho fato questa scritta con la soprascrita parte, a dì e anno soprascriti.

Io _Mateo_ soprascrito ò areceuto li scudi 4 come di cuante sopera si dise, a dì e anno soprascriti, in Carara.

Io prete Antonio di Piero del Mastro sono stato testimonio a la presente quanto di sopra si contiene...... li soprascritti a dì e anno soprascritto.

E io _Bertino_ ditto il _Mancino_ di _Zanpaulo_ soprascrito confesso avere auto e ricevuto scudi quatro d'oro dal Sole, come dice di sopra, e io Bernardino di Iacopo soprascrito ho scripto per nome del ditto _Bertino_ ditto _Mancino_, perchè lui non sapea scrivere.

E io _Betto_ di _Iacopon_ di _Nardo_ soprascrito confesso avere auto e ricevuto scudi quatro d'oro dal Sole, come dice di sopra, e io Bernardino sopra detto ho scripto per nome di _Betto_ soprascrito perchè non sapea scrivere.

E io Antonio ditto Sarto di Compiano soprascrito fui prexente a le coxe soprascrite, e io Bernardino soprascrito ho scripto de mia propria mano, perchè ditto Antonio Sarto non sapea scrivere, a dì e anno soprascrito.

E io Bernardino di Iacopo del Berettaro fui prexente a le soprascrite cose, e per fede de la verità mi sono soto scrito de mia propia mano a dì e anno soprascrito, in Carrara, in butega mia.

ARCHIVIO COMUNALE DI CARRARA. Carrara, 16 d'agosto 1517.

XXIX.

_Alcuni scarpellini si obbligano di condurre marmi dalla cava del Polvaccio alla spiaggia dell'Avenza._[595]

In nomine etc. Die XVI augusti 1517.

_Matheo Cucarello_, _Leone Puglia_ et _Francesco_ dicto _Bello_, tutti insieme, ec. hanno promesso per questo publico instrumento per sè, ec. allo excellente homo maestro _Michel Angelo_, figliuolo di _Lodovico Buonarota_, ec. presente, ec. di condurre o far condurre a salvamento a ogni loro spesa et periculo dal ravaneto de la cava del _Mancino_ di _Giovampaulo_ di _Cagione_ posta nell'Alpe di Carrara, in logo dicto al Polvaccio, et similmente dal ravaneto della cava di dicto _Leone_ posta in quel medesimo luogo, per insino in su la spiagia di Lavenza, per di qui a tutto il mese di septembre proximo hae a venire, li marmi di esso maestro _Michel Angelo_ infrascripto, existenti al presente in dicti ravaneti, cioè: el primo 1 figura di lungheza brac. 5 con sua grosseza et fatteze; item un'altra figura a sedere di longheza brac. 3 et mezo con sua grosseza et fatteze; et altra figura di longheza braccia 3 et mezzo et quarti tre con sua grossezze et fattezze; quadroni 2 di alteza per ciascuno brac. 3 et quarti 3 et brac. 1 et un terzo per ogni verso. Item 2 altri quadroni di 2 carrate l'uno; item carrate 6 di altri marmi minuti di 1 carrata o manco il pezo. Le quali figure, quadroni et marmi, _ut supra_, dicto maestro _Michel Angelo_ comprò dal sopradicto _Mancino_ abozati per il _Polina_ et per _Domenico_ di _Betto_, ambidue di Tomeo. Item un altro quadrone comprato per esso maestro _Michel Angelo_ dal sopradicto _Leone_. Et così dicte figure, quadroni et marmi conducti et posti in su la dicta spiagia, drento del sopradicto termine ad esso maestro _Michel Angelo_, o a chi per lui serà, consignarli: et questo per ducati 47 d'oro in oro larchi ec. per precio et mercede de dicta conducta. Li quali duc. 47 il prefato maestro _Michel Angelo_ lì in presentia di me notaro et testimoni infrascripti diè, pagò, numerò; de li quali si sono chiamati contenti ec.

Actum Carrarie in domo mei notarii etc.

[595] Pubblicato dal Frediani, Opusc. cit.

ARCHIVIO COMUNALE DI CARRARA. Carrara, 18 d'agosto 1517.

XXX.

_Ricevuta di danari pagati da_ Michelangelo _per conto di marmi cavati_.[596]

In nomine etc. Die XVIII augusti 1517.

_Bartolomeo_ dicto _Mancino_ di _Giovampaulo Cagioni_ et _Matheo Cucarello_ tutti insieme han confessato havere hauto, ec. dallo excellente homo maestro _Michel Angelo_, figliuolo di _Lodovico Bonarota_, ec. presente, ec. scudi 93 d'oro et mezo in nel modo et forma infrascripta, cioè: Et primo sc. 50 d'oro, de li quali appare in instrumento rogato et scripto per mano di me notaro infrascripto a dì 14 marzo 1517, et scudi 12 d'oro, de li quali ne appare una poliza sive scripta privata, scripta per mano di Carlino di Simone da Sancto Terentio habitante a Carrara, a dì, mese et anno che in quella se contiene, et scudi 1 dato et pagato per dicto maestro _Michel Angelo_ a uno lavorante decto Toschino, di comissione et voluntà di dicto _Bartolomeo_; et sc. 2 pagati et dati a esso _Bartolomeo_ inanci a la celebratione del presente contracto; et sc. 28 et mezo. Li quali il prefato maestro _Michel Angelo_ diè et pagò alli prenominati _Bartolomeo_ et _Matheo_: che tutti dicti scudi fanno la somma de li decti scudi 93 et mezzo, de li quali si chiamano ben pagati taciti e contenti: renuntiando ec. Et sono per cagione di pezi 24 di marmo della grandeza, quantità et misura che aparisce nel libro di dicto maestro _Michel Angelo_, al quale si deba aver piena relatione. De li quali pezi 24, tre ne sono conducti alla marina, et 21 ne sono rimasti in nello ravaneto della cava di dicto _Bartolomeo_ al Polvacio, come esse parti hanno asserito: li quali 21 pezi di marmo dicti _Bartolomeo_ et _Matheo_ hanno promisso et promettono condure dalla dicta cava di dicto _Mancino_ per insino in su la spiagia de Lavenza, et consegnarli in barca al prefato maestro _Michel Angelo_ o a chi per lui, ad ogni loro spese et danno, per tutto il mese di septembre proximo hae a venire, senza alcuna exceptione ec. Con pacto expresso, che una volta conducti et consegnati che saranno alla dicta spiagia li dicti pezi 21, il contracto di obligatione facto tra loro et scripto per mano di me notario infrascripto a dì 14 marzo 1517, sia vano, casso et cancellato et di nessuna forza: ma quando che li prenominati _Bartolomeo_ et _Matheo_ non conducessino dicti pezi 21 di marmo et quelli non consegnassino, _ut supra_, allora et in quello caso dicto contracto sia come prima ec. — Item per pacto expresso, ec. si sono convenuti che dicti _Bartolomeo_ et _Matheo_ siano tenuti et obligati mantenere ad esso maestro _Michel Angelo_ quelle figure che sono adesso in nello ravaneto della cava di dicto _Bartolomeo_ di quella bontà, biancheza, misura et qualità che erano et che sono adesso et che aparisce in nel libro di dicto maestro _Michel Angelo_, al quale si deba avere sempre piena relatione. — Le quali cose tutte ec.

Actum Carrarie in domo mei notarii etc.

[596] Anche questo si legge nel citato Opuscolo del Frediani.

ARCHIVIO BUONARROTI. Carrara, 18 d'agosto 1517.

XXXI.

Lionardo _detto_ Cagione _confessa di aver ricevuto da_ Michelangelo _novanta scudi d'oro_.

In nomine Domini, Amen. Anno Nativitatis eiusdem, millesimo quingentesimo decimo septimo, indictione quinta, die xviij augusti.

_Lunardo_ dicto _Cagione_ di _Andrea_ da Torano, villa di Carrara, ha confessato — et dichiarato — haver hauto et riceuto — dallo excellente homo maestro _Michelangiolo_ di _Ludovico Buonaruoto_, cittadino et sculptore fiorentino, presente, scudi novanta d'oro in oro in nel modo et forma infrascripti, cioè: e prima scudi venti d'oro sborsati a esso _Lunardo_ per il prefato maestro _Michelangiolo_ avanti la celebratione del presente contracto, et scudi cinquanta d'oro, de li quali apparisce in nel contracto rogato e scripto per mano di me notaio infrascripto a' dì 14 marzo 1517; et scudi dieci d'oro sborsati al ditto _Lunardo_ per _Pietro_, garzone di dicto maestro _Michelangiolo_, inanci alla ditta celebratione del presente instrumento; et scudi dieci d'oro, li quali il prefato maestro _Michelangiolo_ li pagò et exbursò al dicto _Lunardo_: delli quali scudi novanta dicto _Lunardo_ s'è chiamato ben pagato, tacito et contento. E sono per cagione di pezi venti di marmo della grandezza, qualità et misura che apparisce in nel libro di dicto maestro _Michelangiolo_, al quale si debia haver piena relatione: delli quali pezzi venti di marmo, nove ne sono alla marina et undici ne sono in nello ravaneto della cava di dicto _Lunardo_, posto in nelle Alpe di Carrara in luogo detto a Sponda. Li quali pezzi undici di marmo dicto _Lunardo_ ha promisso al prefato maestro _Michelangiolo_ di condurli dalla dicta sua cava per insino in su la spiagia di Lavenza, et conducto insieme con quelli altri nove pezzi, porli et consignarli in barcha al prefato maestro _Michelangiolo_ — ad ogni sua spesa — per tutto il mese di settenbre proximo. —

Actum Carrarie in domo mei notarii, presentibus Carlino Simonis de Sancto Terrentio, habitatore Carrarie, Angelo Ioannis Dominici de Furno, vicariatus Masse, et Ioannopetro Simonis Tallini de Vinca, habitatore Colunnate, ville Carrarie, testibus etc.

Ego Galvanus olim ser Nicolai ser Thome de Carraria, notarius, rogatus, scripsi etc. etc.

ARCHIVIO BUONARROTI. Carrara, 20 d'agosto 1517.

XXXII.

Lionardo _detto si chiama debitore di_ Michelangelo _della somma di 11 scudi_.

✠ Die 20 augusti 1517.

Sia noto ad ogni persona, come _Lunardo_ ditto _Cagione_ de Carrara si chiama essere vero et legiptimo debitore dello excellente homo maestro _Michelangiolo_, cittadino et sculptor fiorentino, di scudi undici d'oro, li quali dicto _Lunardo_ hae hauto di più delli marmi dati et consignati ad esso maestro _Michelangiolo_ inanci alla presente scripta; per li quali dicto _Lunardo_ promette ad esso maestro _Michelangiolo_, presente et acceptante, di darli tanti marmi per la somma di dicti scudi undici, conducti alla marina et posti in barca, di quella medesima bontà et biancheza et di quella medesima sorte et qualità che sono li altri marmi che dicto maestro _Michelangiolo_ hae hauto da dicto _Lunardo_: et questo per di qui a tutto septembre proximo.

E per fede di ciò io Galvano di ser Niccolò da Carrara ho scripto la presente scripta in casa mia posta in Carrara, presente el _Mancino_ di _Giovanpaulo_ di _Cagione_, testimonio.

Roma, 19 di gennaio 1518.

XXXIII.

_Papa Leone X alloga a_ Michelangelo _la costruzione della facciata di San Lorenzo di Firenze_.[597]

Sia manifesto a qualunque persona, come hoggi questo dì XIX di gennaio MDXVIII, la Santità di nostro Signore papa Leone Decimo ha allogato a _Michelagniolo_ di _Lodovico di Bonarroto Simoni_, sculptore fiorentino, el quale così accepta, lo edifitio o vero fabbrica et muramento della faccia di Santo Lorenzo di Firenze, ne' modi et patti che di sotto si diranno.

In prima detto _Michelangiolo_ piglia sopra di sè ad fare ditta faccia a tutte sue spese, in tempo di anni otto proximi futuri, cominciando tale tempo addì primo di febbraio proximo futuro et così continue da seguire, per prezo di ducati quarantamila d'oro in oro larghi: la quale faccia debba essere di marmi bianchi et fini di Carrara o Pietrasanta, dove meglio iudicherà al proposito della opera: et tutto lo spendio di cavatura, conductura, lavoramento di quadro et figure di rilievo et basso rilievo di marmo et bronzo, et ad marmo et bronzo et calo, sia ad spese di detto _Michelagniolo_. La quale opera debba essere composta, ordinata et seguita ad exemplo et proportione del modello di legname composto con figure di cera et fatto et fatto fare per ditto _Michelagniolo_; el quale lui mandò da Firenze del mese di dicembre proximo passato; et composto nel modo si dirà:

Da basso nella faccia dinanzi infino alla prima cornicie intervengono otto colonne di marmo canalate, alte ciaschuna circa braccia XI, con li sua capitelli et base, infralle quali vengono tre porte della detta Chiesa et quattro figure di tutto rilievo, alte ciaschuna braccia cinque in circa, con certi quadri di mezzo rilievo, com'è nel modello.

Item, in ditto piano fino alla prima cornice viene due rivolte, in ciaschuna delle quali vengono due colonne, et nel mezo d'epse una figura tonda simile ad quelle della faccia dinanzi, come per el ditto modello si vede.

Item, sopra la prima cornicie all'altro grado viene sopra ciascuna delle colonne della faccia dinanzi, et così delle rivolte, uno piramidone o vero pilastro alto braccia sei in sette, in mezo delli quali vengono quattro figure nel dinanzi et due nelle teste, tutte tonde; et stando a sedere, viene la loro alteza braccia 4 1/2: le quali hanno ad essere di bronzo.

Item, allo extremo di detti pilastri si move una cornicie, sulla quale nasce otto pilastri dinanzi, et nelle rivolte quattro pilastri simili, cioè dua da ogni banda, con li loro zocholi, capitelli e imbasamenti, infra quali sono dalla banda dinanzi 4 tabernaculi et 2 tabernaculi simili nelle rivolte: et in ciaschuno ha da essere una figura tonda di marmo di alteza di braccia 5 1/2 incirca.

Item, viene sopra ciascuno de' detti tabernaculi uno quadro, nel quale vi ha ad essere in ciascuno una figura ad sedere quanto è el naturale, di marmo, et di più che mezo rilievo, come nel modello si vede.

Item, nel compartimento di detto modello viene nella faccia dinanzi cinque storie in quadri et due in tondi, quali hanno ad essere di mezo rilievo: delle quali storie di quadro ve ne sono 4 lunghe circa braccia 8 et una circa braccia 9; et delle storie de' tondi, sarà el diametro di detti tondi braccia 6 in 7 per ciaschuno: le quali storie di basso rilievo hanno ad essere di marmo et le figure al naturale o più. Et perchè e' potrebbe essere che ditte storie di basso rilievo non fussino tanto evidente che bastassi, el ditto _Michelagniolo_ vole essere tenuto et obligato ad farle o farle fare di tanto rilievo, che sia a sufficientia, et che stieno competentemente et bene.

Item, all'ultima cornicie vi ha ad essere alla nave di mezo el frontone con le sue cornici et finimenti et ornamenti di arme et di livree, el quale ha ad essere nella forma che pel modello si vede, et di più detti ornamenti.

Item, perchè in ditto modello non sono interamente fatti tutti li ornamenti, come intagli di cornici et porte et altre storiette, el ditto _Michelagniolo_ vole essere tenuto ad fare tutte le ditte cose nel modo et luoghi che si conviene, a tutte sue spese et ancora ad tutto quello muramento achadessi per congiugnere le rivolte di tale faccia col vechio della Chiesa.

Le quali tutte cose ditto _Michelagniolo_ toglie a fare per ditto prezo et tempo in tutto et per tutto a sue spese, facendo le figure di sua mano et così le dette storie. Et volendone allogare alchuna o farsi adiutare, si rimette allui et si li dà piena libertà di allogare et non allogare et fare in tutti quelli modi che penserà nostro Signore sia bene servito et satisfatto nel tempo preditto. Et non obstante li sopraditti patti, per causa di alchuno accidente di fortuna, come malattie, guerre o altro che causassi impedimento alla opera, di tutto ditto _Michelagniolo_ se ne rimette nella discretione di sua Santità.

Et per causa di dare principio all'opera per seguire di poi la sua perfectione, el prefato nostro Signore vole che sia pagato per ciaschuno anno al ditto _Michelagniolo_ ducati cinquemilia d'oro larghi, o quel tanto che lui domandassi sino ad tale somma, durante el tempo delli detti otto anni: intendendosi che di presente li sia dato per cominciare ad cavare e' marmi et per altre spese, ducati quattromilia d'oro in oro larghi, e' quali si debbino difalcare et andare in diminutione della somma del prezo di tutto el preditto lavoro.

Item, che ditto _Michelagniolo_ debba essere achomodato sanza alchuna sua spesa, d'una stanza propinqua alla ditta chiesa di Santo Lorenzo, nella quale possa fare lavorare li marmi et altre cose per conto di detta faccia.

Et ad tutti li predetti patti et conditione ditto _Michelagniolo_ vole essere tenuto et obligato ad arbitrio di nostro Signore prefato. Et per ciò observare, si subscriverà di mano propria di così essere contento.

Placet: I(_oannes_.)

Io _Michelagniolo_ di _Lodovicho Simoni_ sopradecto son chontento a quanto in questa scricta si chontiene, e per fede di ciò mi son socto schricto di mia mano propria in Roma questo dì sopra decto.

[597] Uno de' due originali del presente contratto era un tempo nelle mani del prof. Achille Gennarelli.

ARCHIVIO DE' CONTRATTI DI FIRENZE. Pietrasanta, 15 di marzo 1518.

XXXIV.

Michelangelo _alloga a cavar marmi in Seravezza per la facciata di San Lorenzo_.[598]

In nomine Domini, Amen.