Le lettere di Michelangelo Buonarroti
Part 38
Pateat per hoc publicum instrumentum qualiter Dominicus Pargoli et Iohannes Antonius de Merlo ambo de Lavagna, habentes et quilibet eorum est patronus sue barce, constituti coram me notario et testibus infrascriptis convenerunt per pactum expresse cum magistro _Michaelleangelo Ludovici_ florentino sculptore marmorum, quod ipsi patroni promittunt eidem portare Romam 34 carratas marmorum, inter quas sunt due figure, que sunt 15 carrate, in hunc modum, videlicet: Quod dicti Dominicus et Iohannes Antonius promiserunt et promittunt, a presenti die usque ad 20 diem presentis mensis, venire ad littus maris Aventie, et super eorum et utriusque eorum barcis onerare dictas quantitates marmorum et deinde navigare expensis ipsius magistri _Michaelis Angeli_, et deinde dictas quantitates marmorum vehere et portare Romam, expensis ipsorum prenominatorum, exceptis gabellis, si que fuerint; quas ipse magister _Michael Angelus_ teneatur solvere; et deinde eam quantitatem marmorum exonerare ad Ripam, ubi marmora exonerantur. Et si in illo loco ubi ipsa marmora exonerantur, non possent ipsi patroni ipsa exonerare propter periculum frangendi suas barcas; quod exonerare teneantur in loco comodiori, ubi non immineat damnum frangendi dictas barcas: et ibi in exonerando dicta marmora ipse magister _Michael Angelus_ promisit prestare petia lignaminum grossorum secundum consuetudinem et morem boni et nobilis viri. Cum hoc pacto, quod ipsi patroni, post quam oneraverint ipsa marmora in ipso littore Aventie, non possint navigare nec aliud facere aut inceptum capere, nisi ire Romam quam celerius poterint: salvo in omnibus supadictis omni iusto impedimento: et quando dicti Patroni ad dictum 20 diem non venissent ad ipsum littus Aventie sua culpa et non pro iusto impedimento, quod cadant in penam 25 ducatorum solvendorum ipsi magistro _Michaeli Angelo_. Et ex altera parte ipse magister _Michael Angelus_ promisit nomine nauli dare et solvere eisdem patronis, etc. ducatos 62 auri in auro latos, etc. que omnia, etc. promiserunt dicti, etc. et ipse magister _Michael Angelus_ hic presens promisit attendere, etc.
Actum Carrarie in domo mei not. etc.
[570] Lo strumento è tra i Rogiti di ser Pandolfo Ghirlanda da Carrara, e fu pubblicato da Carlo Frediani nel _Ragionamento storico su le diverse gite fatte a Carrara da Michelangiolo Buonarroti_, Massa, pei Fratelli Frediani, 1837, in-8º. Questo e gli altri si dànno secondo la lezione del Frediani.
ARCHIVIO BUONARROTI. Carrara, 10 di dicembre 1505.
IX.
_Convenzione di_ Michelangelo _con alcuni scarpellini di Carrara per cavare marmi_.
Sia noto e manifesto a qualunche persona leggierà la presente scritta, com'io _Michelagniolo di Lodovico Buonarroti_, scultore fiorentino, alluogo e acottimo oggi questo dì dieci di dicembre nel mille cinque cento cinque, a _Guido d'Antonio di Biagio_ e a _Matteo di Cucarello da Carrara_ carrate sessanta di marmi all'uso di Charrara; ciò è dumila cinque cento libre la carrata: e infra i detti marmi s'intende essere quatro pietre grosse, dua d'otto carrate l'una, e dua di cinque; e delle dua pietre d'otto carrate l'una, restiamo d'acordo che io deba dare trenta cinque ducati d'oro largi dell'una; e delle dua pietre di cinque carrate l'una, siamo d'acordo io debba dare venti ducati simili dell'una; e el resto delle carrate per insino al numero sopra scritto debbono esser tutti pezi di dua carrate e da dua in giù; e di queste simili carrate el prezo abbia a essere ducati dua d'oro largi la carrata, che così siamo d'acordo, e le pietre grosse con tutte l'altre carrate soprascritte. Ancora restiamo d'acordo pel detto prezo mi debbin dare in barca a ogni loro spese: e tutta la sopra scritta quantità di marmi, e massimamente le pietre grosse, s'intenda essere nette di peli e di veni e bianche sopratutto; e che non sieno niente peggio che quelle che io ò fatte nel sopra detto milleximo personalmente in Carrara. Ancora debbino essere e' sopra scritti marmi vivi e forti e non cotti e cavati al Polvaccio o in altro luogo; che sieno vivi simile a quegli, quando sono bianchi, netti e begli. Ancora restiamo d'acordo che per tutto el mese di maggio prossimo a venire i sopra scritti ciò è _Guido_ e _Matteo_ mi debbino dare in barca carrate trenta delle sopra scritte, infra le quale carrate debba essere dua delle grosse, una d'otto carrate e l'altra di cinque, e poi per tutto settembre el resto per insino al numero ditto. E tutti e' sopra ditti marmi debbino bozare, secondo le misure che io darò loro. E perchè el sopra detto _Matteo_ resta di venire a Fiorenza infra un mese da oggi, restiamo d'acordo io in questo tempo gli debba dare in Fiorenza le misure de' detti marmi o lasciare gli sieno date.
Ancora se obrigano i sopra scritti darmi buona sicurtà de' mia danari in Luca o dov'io gli farò loro pagare, ciò è in questa forma; che non osservando loro quanto in questa si contiene, la detta sicurtà sia per restituire e' mia danari; e io _Michelangniolo_ soprascritto debba in fra dua mesi da ogi fare pagare a _Matteo_ e a _Guido_ sopra scritto ducati cinquanta colla detta sicurtà. E tutto ciò che in questa si contiene, s'intenda osservare l'uno all'altro, vivendo la Santità del nostro signior papa Iulio; perchè io _Michelagniolo_ sopra ditto e tutti e' sopra detti marmi fo per sua Santità. Ancora, se bene vivessi e non seguitassi l'opera per la quale i' ò bisognio de' sopra ditti marmi, s'intenda non esser valida la scritta; e a quel tempo che l'opera per ogni rispetto non séguiti più, io debba pigliare, e i sopra scritti mi debbino dare marmi begli e netti, come è detto, pe' danari avessino ricievuti. E per fede della verità e' sopra ditti, ciò è _Matteo_ e _Guido_ si sotto scriverranno di lor propria mano.
E io _Michelagniolo_ ò fatto oggi questo dì sopra scritto in Carrara la presente scritta, presente _Baccio di Giovanni_,[571] scultore fiorentino e _Sandro di Nicholò di Bartolo_,[572] scarpellino fiorentino. E il detto _Baccio_ e _Sandro_ per testimoni della verità si sotto scriveranno di lor propria mano.
Io _Guido d'Antonio di Blaxio_ di Carrara sono contento a tuto e quanto di sopra si contiene a dì me(_se_) anno soprascritti.
Io _Matteo di Chucarello_ soprascritto refermo quanto di sopra si contiene a dì e ano soprascritti in Carara.
Io _Bacco di Giovanni_ fiorentino sono testimone a quanto di sopra si contiene.
Io _Sandro di Nicholò di Bartolo_ sopradetto sono testimone a quanto di sopra si chontiene: per fede di ciò mi sono soschritto di mia mano.
Ancora di nuovo, perchè il detto _Guido_ e _Matteo_ non vogliono auere a trovare le barche pe' detti marmi, sieno tenuti avisarmi a Roma, o dov'io sarò, tanto innanzi che io le possa avere proviste al tempo che loro me gli ànno a dare in barca.
[571] Baccio da Montelupo.
[572] De' Fancelli.
ARCHIVIO COMUNALE DI CARRARA. Carrara, 23 di gennaio 1511.
X.
_Lodo dato nella controversia tra alcuni scarpellini per cagione della loro compagnia nel cavar marmi per_ Michelangelo.[573]
In nomine etc. Die XXIII ianuarii 1511.
Nos _Michael_ olim _Andree Iacobi Guidi_ et _Nicodemus_ olim _Cecchini Corselli_, ambo de Torano, arbitri arbitratores et amicabiles compositores et boni viri ellecti assumpti comuniter et concorditer inter.... et _Guidonem Antonii_.... ex alia, super litibus et differentiis et controversis inter ipsos, de quibus apparet in compromisso in nos facto per dictas partes, rogato et scripto manu notarii infr. sub suo datali: Viso in primis dicto compromisso, et visa bailia et potestate nobis attributa et data per ipsas partes, virtute dicti compromissi; Viso et lecto et diligenter considerato et excusso quodam Consilio super dictis differentiis per nos habito de voluntate et mutuo consensu dictarum partium ab eximio legum doctore D. Lazaro Arnolfino, Lucensi cive: quod Consilium ego quoque notarius infrascriptus vidi legi et perlegi coram testibus infrascriptis: cuius Consilii tenor talis est, sic in lingua materna editum et scriptum, videlicet:
Invocato etc. Visto uno scripto de compagnia facto a dì 20 di magio 1506 in fra _Guido di Antonio di Biagio_, et _Matheo di Cucarello_ per una quarta parte, et _Pedro di Matheo di Cason_, per un'altra quarta parte, et _Iacopo di Antonio_ dicto _il Caldana_ per un'altra quarta parte, et _Zampaulo_ el _Mancino_ per un'altra quarta parte, in cavare et lavorar marmi in la cava de dicto _Zampaulo_; in lo quale etiam si chiarisse che il lavoro dato per maestro _Michelangioro_ fiorentino a dicti _Guido_ et _Matheo_ venghi in dicta compagnia: Visto etiam un altro scripto come li dicti _Pedro_ et _Iacopo_ et _Mancino_ si obligano come compagni dare in su la marina a Pierino da Lavagna carrate 16 di marmo, le quali si dicono essere quelli marmi di maestro _Michelangelo_ et per lo quale scripto dicto _Guido_ promette alli dicti due compagni di servirli et pagar per loro li carratori et lavoranti che li serviranno appresso la pietra grossa delle otto carrate: Visto ancora un altro scripto facto a dì 17 agosto 1506, per lo quale il dicto _Guido_ promette a' dicti _Caldana_, _Mancino_ et _Pedro_ servirli di ugni quantità di danari farà loro bisogno per lo lavoro de Firenze loro avevano a compagnia, cioè di ducati uno per carrata o più bisognando, et per lo quale li predetti promettono al dicto _Guido_ per suo premio darli soldi 15 per carrata, et che allo ritratto de' marmi dovesse _Guido_ havere il suo intero pagamento con il suo premio. Visto etiam li acti della lite etc.: Visto etiam il compromesso facto a dì 14 agosto 1510 tra dicti, etc. etc. _presertim_ per rispecto delli marmi di maestro _Michele Angelo_ et delli marmi di Firenze, in _Michele_ e _Nicodemo_ di Torano; giudico le parti di detti arbitri essere in giudicare sopra dicte differentie come appresso, cioè: ec. ec.
Et visis etc. omnibus computis dictarum partium tam ratione laborerii dicti magistri _Michaelis Angeli_, quam etiam ratione laborerii de Florentia: et Visis, etc. Christi ac, etc. nominibus invocatis, etc. pronuntiamus, etc.
Quia primo dicimus et declaramus nos reperisse in dictis computis dictarum partium dictos _Iacobum_, _Petrum_ et _Mancinum_ habuisse et recepisse ducatos 50 a dicto _Guidone_ pro dictis marmoribus faciendis dicto magistro _Michaeli Angelo_ in una partita, et in una alia etiam habuisse mutuo a dicto _Guidone_ ducatos 32 pro vehendis et conducendis ad marinam dictis marmoribus; deinde nos etiam invenisse in dictis computis dictos _Iacobum_, _Petrum_ et _Mancinum_ satisfecisse dicto _Guidoni_ sive magistro _Michaeli Angelo_ de dictis ducatos 50 in tot marmoribus positis ad marinam, etc.... Et dicimus, etc. laudamus omni meliori modo, etc....
Latum, etc. Carrarie in domo mei notarii, etc.
[573] Pubblicato dal Frediani, Opusc. cit.
ARCHIVIO BUONARROTI. Roma, 6 di maggio 1513.
XI.
_Secondo contratto per la sepoltura di papa Giulio II fra_ Michelangelo _e gli esecutori testamentarii di detto Papa_.[574]
Die VI maij 1513.
Cum sit quod alias felicis recordationis Iulius papa Secundus in eius testamento suos executores fecerit reverendissimum dominum, dominum Leonardum, sacrosancte Romane Ecclesie presbiterum cardinalem Agienensem vulgariter nuncupatum, et reverendum dominum Laurentium Puchium prothonotarium apostolicum, Camere apostolice clericum et presidentem nec non ipsius domini Iulii pape Secundi datarium; et inter cetera eis commiserit ut sue sepulture constructionem procurarent; dicti reverendissimus dominus Cardinalis et reverendus dominus Laurentius, volentes testamentum et piam voluntatem ipsius domini Iulii pape in hac parte totis pro viribus exequi: hinc est, quod prefati reverendissimus dominus Cardinalis et dominus Laurentius Puchius, ut executores predicti ac eorum nominibus propriis ex una, et honorabilis vir magister _Michaelangelus_, florentinus scultor, partibus ex altera, super scultura et fabricatione sepulture ipsius felicis recordationis Iulii pape; insimul et ad inuicem convenerunt in modum et formam sequentes:
In primis convenerunt, et ita promisit prefatus magister _Michaelangelus_ non capere aliud opus ad fabricandum saltim importantie et per quod impediri posset fabrica et labor dicte sepulture; quin ymo continue attendere in fabrica et labore dicte sepulture; quam sepulturam promisit facere, finire et integre perficere infra septem annos proxime futuros ab hodie incohandos et ut sequitur finiendos, secundum unum designum modellum seu figuram dicte sepulture vel circa, et iuxta tale designum sive modellum, quantum ipse magister _Michaelangelus_ poterit pro maiori honorificentia et pulchritudine dicte sepulture.
Item conueniunt dicte partes dictis nominibus, quod prefatus _Michaelangelus_ habeat habere pro eius mercede et salario dicte sepulture et pro omnibus expensis in fabricatione dicte sepulture fiendis, quas omnes teneatur et facere debeat dictus _Michaelangelus_, habere debeat ducatos sexdecim mille quingentos auri de Camera soluendos et eidem formis, modis temporibus et terminis infrascriptis. Et quod super valore, extimatione et perfectione figurarum dicte sepulture iudicio et conscientie dicti _Michaelisangeli_, pro quanto honorem et famam suam existimat, stetur et stari debeat.
Item prefatus _Michaelangelus_ fuit confessus habuisse et recepisse de dictis ducatis sexdecim millibus quingentis, ducatos tres mille quingentos auri similes a prefato felicis recordationis Iulio Secundo mille quingentos per manus eiusdem domini Iulii Secundi et duo mille per manus Bernardi Bini ciuis et mercatoris florentini Curiam romanam sequentis. De quibus se bene contentum vocauit et pagatum et propterea eundem et eius successores quietauit.
Item convenerunt insimul super pretio solutionis tresdecim millium ducatorum restantium de dictis ducatis sexdecim millibus quingentis, quod prefatus _Michaelangelus_ debeat habere singulo mense ducatos ducentos auri similes, hinc ad duos annos proxime futuros; et deinde in aliis quinque annis restantibus, ducatos centum triginta sex similes, singulis mensibus, usque ad complementum integre solutionis dicte summe sexdecim millium quingentorum ducatorum auri similium.
Item convenerunt, quod in casum et euentum in quem prefatus _Michaelangelus_ dictam sepulturam finiret ante dictos septem annos et quandocumque ante dictum tempus, secundum designum et modellum ut supra; quod tunc eidem _Michaeli Angelo_ fieri debeat integra solutio usque ad complementum dicte summe sexdecim millium quingentorum ducatorum.
Item convenerunt, quod casu quo dicta sepultura propter aliquem casum fortuitum aut propter difficultatem operis, gravis infirmitatis ipsius _Michaelisangeli_, aut aliquem alium casum infra dictos septem annos finiri non posset; quod nihilominus ipse _Michaelangelus_ in ea continuare debeat et cum omnibus modis et viis possibilibus perficere et finire. Et de tempore in quo eam dicto casu veniente finire debeat, stare voluit idem _Michaelangelus_ declarationi prefati domini Bernardi Bini et domini Bartholomei de Auria infrascripti.
Item promisit prefatus reverendus dominus Laurentius soluere dicto _Michaeliangelo_ singulis primis mensibus ut supra, usque ad summam ducatorum septem milium auri similium, qui sunt restantes de summa decem millium quingentorum, quos prefatus felicis recordationis Iulius papa Secundus pro constructione dicte sue sepulture dimiserat. Ipse vero reverendissimus dominus Cardinalis promisit eidem _Michaeliangelo_ de suis propriis pecuniis soluere et exbursare ducatos sexmille auri in auro similes proportionabiliter ut prefertur, singulis mensibus post solutionem dictorum septem millium ducatorum, singulis mensibus per prefatum dominum Laurentium eidem _Michaeliangelo_ fiendam.
Et ad preces, instantiam et requisitionem dicti reverendissimi domini Cardinalis, prefatus dominus Bartholomeus de Auria civis et mercator ianuensis. Rome commorans, nec non dominus Bernardus Bini ciuis florentinus prefatus, pro et ad instantiam dicti reverendi domini Laurentii Puchii, et quilibet ipsorum respective, ipse Bartholomeus pro reverendissimo domino Cardinali, et ipse Bernardus pro ipso reverendo domino Laurentio, promiserunt et quilibet eorum promisit dicto _Michaeliangelo_ dictam summam solvere et exbursare, ut premissum est, et per prefatum reverendissimum dominum Cardinalem et reverendum dominum Laurentium, ut premissum est. Pro quibus obligarunt se et quilibet ipsorum in solidum etc.
Acta Rome in Palatio apostolico in camera ipsius reverendissimi domini Cardinalis, presentibus dominis Galeatio Boscheto, prothonotario apostolico, et domino Petro de Serris de Cortona, presbytero ipsius reverendissimi domini Cardinalis, testibus.
FRANCISCUS VIGOROSI Curie causarum Camere apostolice notarius.
Sia noto a qualunche persona com'io _Michelagniolo_, scultore fiorentino, tolgo a fare la sepultura di papa Iulio di marmo da el cardinale d'Aginensis e dal Datario, e' quali sono restati dopo la morte sua seguitori di tale opera, per sedici migliaia di ducati d'oro di Camera e cinquecento pur simili: e la composizione della detta sepultura à essere in questa forma ciò è:
Un quadro che si uede da tre facce, e la quarta faccia s'apicca al muro e non si può vedere. La faccia dinanzi: cioè la testa di questo quadro à essere per larghezza palmi venti e alto quattordici, e l'altre dua faccie che vanno verso el muro dove s'apiccha detto quadro, anno a essere palmi trenta cinque lunge e alte pur quattordici e in ognuna di queste tre faccie va dua tabernacoli, e' quali posano in sur uno imbasamento che ricignie attorno el detto quadro e con loro adornamenti di pilastri, d'architrave, fregio e cornicione, come s'è visto per un modello piccolo di legnio.
In ognuno de' detti sei tabernacoli va dua figure magiore circa un palmo del naturale, che sono dodici figure, e innanzi a ogni pilastro di quegli che mettono in mezo e' tabernacoli, va una figura di simile grandeza: che sono dodici pilastri: vengono a essere dodici figure; e in sul piano di sopra detto quadro viene un cassone con quatro piedi, come si vede pel modello, in sul quale à a essere il detto papa Iulio et a capo à a essere i' mezo di due figure ch'el tengono sospeso ed a piè i' mezo di du' altre; che vengono a essere cinque figure in sul cassone tutte a cinque magiore che 'l naturale, quasi per dua volte el naturale. Intorno al detto cassone viene sei dadi, in su quali viene sei figure di simile grandeza, tutte a sei a sedere: poi in su questo medesimo piano dove sono queste sei figure, sopra quella faccia de la sepultura che s'apicca al muro, nascie una capelletta, la quale va alta circa trenta cinque palmi, nella quale va cinque figure maggiore che tutte l'altre, per essere più lontane dall'ochio. Ancora ci va tre storie o di marmo o di bronzo, come piacerà a' sopra detti seguitori, in ciascuna faccia de la detta sepultura fra l'un tabernacolo e l'altro, come nel modello si vede. E la detta sepultura m'obrigo a' dar finita tutta a mie spese col sopradetto pagamento, faccendomelo in quel modo che pel contratto aparirà, in sette anni; e mancando finito i sette anni qualche parte della detta sepultura che non sia finita, mi debba esser dato da' sopra detti seguitori tanto tempo quanto fia possibile a fare quello che restassi, non possendo fare altra cosa.
[574] Questa si può chiamare la seconda convenzione per conto della sepoltura di papa Giulio, essendochè un'altra ne fece con Michelangelo il medesimo Papa, mentre viveva.
ARCHIVIO BUONARROTI. Roma, 6 di maggio 1513.
XII.
_Volgarizzamento del precedente contratto._[575]
A dì 6 di magio 1513.
Conciosiachè _alias_ la felicie memoria di papa Iulio Secondo in suo testamento habbia fatto sui executori lo reverendissimo signore Leonardo cardinale de Agenna et lo reverendo messer Laurentio Puccio, prothonotario apostolico et cherico di camera, suo Datario; et cum altre cose loro avessi commesso prochurassino fare la sua sepoltura; volendo li prefati reverendissimo Cardinale et il reverendo messer Lorenzo datario, esso testamento et pia voluntà de esso signore Iulio papa Secondo in questa parte per tutta la loro possanza exequire; _Hinc est_, che questo presente dì sopra scripto, i prefati reverendissimo Cardinale et il reverendo Lorenzo, come executori sopradicti et alli loro nomi proprii da una parte e l'honorabile homo mastro _Michelangniolo_, fiorentino sculptore, dall'altra parte, sopra la scultura e la fabricatione della sepultura della decta santa memoria di papa Iulio, insieme sonno convenuti in modo et forma infrascripta:
In prima sonno convenuti, et così promette il prefato maestro _Michelangniolo_ non pigliare altro lavoro a fabricare certo et importante, per il quale si potessi impedire la fabrica et il lavoro d'essa sepultura; ma di continuo attendere in la fabrica et lavoro d'essa; la quale sepoltura promette di fare et finirla integramente in fra sette anni prossimi futuri, da ogi incominciando et come séguita finirsi; secondo el disegnio et modello, overo figura de essa sepultura, vel incirca, et secondo il tale desegnio et modello, quanto esso poterà, per magiore honorificentia et belleza di essa sepultura.
Item sonno conventi ditte parti a detti nomi, che il prefato _Michelagniolo_ habbia havere per la sua merzede et salario di decta sepultura et per tutte le expese che sonno da fare in detta fabricatione, alle quale sia tenuto esso _Michelagniolo_, ducati sedicimilia cinquecento d'oro di Camera per pagarli a' tempi, modi et termini infrascripti; et che sopra il valore, extimatione et perfectione delle figure di detta sepultura se ne abbia a stare a iuditio et conscientia de esso _Michelagniolo_, per quanto esso extima suo honore et sua fama.
Item il prefato _Michelagniolo_ si confessa havere hauto et receputo di detta somma di ducati sedicimila cinquecento d'oro simili, ducati tre milia cinquecento dalla prefata felicie memoria (_di_) Iulio Secondo; cioè mille e cinquecento simili per le mani de essa felicie memoria et dumilia per le mani de Bernardo Bini merchante fiorentino: delli quali tremilia cinquecento si domanda bene contento et pagato, et proterea (_sic_) esso et li sua successori et tutti altri ha quello obligati, quita, libera et absolve ec.
Item sonno convenuti insieme sopra il pagamento de' ducati tredicimilia restanti de' ducati sedicimilia cinquecento d'oro simili, habbia ad havere ducati dugento d'oro simili per in fine a dua anni prossimi futuri, et de poi li altri cinque anni restanti, ducati cento trentasei simili per ciascheduno mese, fino allo integro pagamento de decta somma di ducati sedicimila cinquecento simili.
Item sonno convenuti che in caso che esso _Michelagniolo_ finissi detta sepultura innanzi detti sette anni et _quandocunque_ innanzi l'avessi finita secondo il desegnio et modello sopradetto, che allora a esso _Michelagniolo_ si faccia lo integro pagamento della soprascripta somma.
Item sonno convenuti che in caso che detta sepultura per alcuno caso fortuito overo per dificultà dell'opera, o grave infirmità d'esso _Michelagniolo_, o altro caso non si possessi finire in fra detti setti anni; nientedimeno esso _Michelagniolo_ habbia ad continuare, et detta sepultura per tutti li modi et vie possibile finirla, et che del tempo in caso sopradetto in nello quale l'abbia ad finire, ne vole stare alla declaratione di Bartholomeo Doria infrascripti (_sic_).