Le lettere di Michelangelo Buonarroti

Part 33

Chapter 333,535 wordsPublic domain

E detto dì rende' a Stefano venti otto quattrini per dua libbre d'aguti tolti per detto conto.

E a dì venti di detto a Bastiano legnaiuolo per sopra detto conto per sei giornate, lire nove: portò Stefano miniatore.

E detto dì al Bargiacca scarpellino lire quattro per cinque giornate: portò Stefano.

E detto dì a Francesco legnaiuolo, detto el Camicia, lire cinque per cinque giornate.

E a dì venti uno dètti tre grossoni a Piero ossaio per medicare Bastiano scarpellino che era cascato della vôlta della Sagrestia: cioè el Bargiacca.

E a dì venti sette di febbraio dètti lire sette e soldi dieci a Bastiano legnaiuolo per giornate cinque per conto de' modegli della Sagrestia di San Lorenzo: e' quali portò Stefano miniatore.

E detto dì per detto conto a Francesco, detto il Camicia, legnaiuolo, per giornate cinque, dètti lire cinque: e' quali portò Stefano miniatore.

E detto dì per segare un tiglio per detto conto, soldi venti.

E a dì cinque di marzo 1523 dètti a Bastiano legnaiuolo per sei giornate lire nove pel conto sopra ditto de' modegli della Sagrestia, e lire sei a Francesco, detto el Camicia, legnaiuolo, pel medesimo conto: e detto dì pagai a quattro facchini trenta dua quattrini per portare uno pancone dal Borgo de' Greci a San Lorenzo, che mi vendè il Camicia, per battervi su la terra, per detto conto.

E a dì otto di marzo in dua facchini che portorno marmo pesto dal giardino de' Medici a San Lorenzo per conto dello stucco, dètti crazie sei.

E detto dì dètti crazie sette a Bastiano torniaio per quattro mezzi balaustri pel modello delle sepulture della Sagrestia.

E detto dì trenta soldi dètti a Goro scultore per terra che mi à fatto cavare d'una cantina alla porta a San Niccolò.

E detto dì dètti sei grossoni per sei carrettate di detta terra per portatura da San Niccolò a San Lorenzo per conto de' sopradetti modegli.

E detto dì dètti soldi dieci per dieci some di detta terra pel detto conto.

E detto dì sedici soldi e otto danari a detto Goro scultore per una giornata che stette per me a fare cavare detta terra.

A dì nove di marzo dètti a Pier manovale quattordici quattrini per una libbra di chiodi per conficcare certe capre per detta opera.

E detto dì per terra bianca, che fu libbre quattrocento sessanta, soldi venti dua e un quattrino a ragione di cinque soldi el centinaio.

E detto dì dua quattrini al Camicia per cacio per mastrice.

E a dì dodici di marzo ebbe Stefano miniatore soldi trenta otto per conto, o vero per parte di danari spesi del suo per conto della Sagrestia: e quali danari se gli ritenne de' venti ducati che mi portò detto dì dallo Spina.[539]

[539] Giovanni. Erano denari della provvisione che gli faceva pagare papa Clemente.

E detto dì dètti a Bastiano legnaiuolo lire sei per quattro giornate, che fu l'ultimo dì che fu finito uno de' modegli delle dua sepolture della Sagrestia.

E detto dì pel medesimo conto lire quattro al Camicia legnaiuolo per quattro giornate.

E a dì detto dètti a Baccio da Frascoli soldi trenta dua per conto di certe asse che dètte a Bastiano legnaiuolo per conto della Sagrestia: e' quali portò Stefano.

E detto dì rende' a Stefano miniatore lire sette e soldi quindici che avea pagati a Francesco, detto el Camicia, legnaiuolo, per un pancone di noce per battervi su la terra per la Sagrestia; el quale pancone s'era tolto per insino a dì quindici di febbraio passato.

E detto dì rende' a Stefano lire tre che avea pagate per insino a dì quindici di febbraio per braccia dieci e cinque ottavi d'asse di terzo al Nizza per conto della Sagrestia.

E detto dì rende' a Stefano per some sei di rena, soldi nove, per conto dello stucco.

E a dì detto per libbre dua d'aguti, nove soldi e otto.

E detto dì rende' a Stefano per dua libbre d'aguti, una di tozzetti, l'altra di venti, soldi nove e otto che avea tolti insino a' diciassette di febbraio.

E detto dì rende' a Stefano per dua catini per lavare la rena, quatrini sedici.

E detto dì rende' a Stefano soldi trenta dua per dua opere che avea pagate al Candela legnaiuolo per insino a dì diciassette di febbraio: portò Bastiano legnaiuolo.

E a dì dodici di marzo una crazia per cacio da mastrice: rende' a Stefano.

E detto dì rende' a Stefano nove soldi e otto per dua libbre d'aguti.

E detto dì rende' a Stefano soldi quindici che avea dati al Camicia legnaiuolo per conto della Sagrestia.

E detto dì rende' a Stefano sette quatrini avea spesi in cacio da mastrice per detto conto.

E detto dì rende' a Stefano lire quattro e soldi dieci, e' quali avea pagati a Francesco della Croce facchino per opere nove per pestare marmo per lo stucco della Sagrestia.

E detto dì rende' a Stefano lire cinque e mezzo ch'avea spese in un vaglio d'ottone per vagliare la rena per lo stucco: el quale pesò libbre undici e mezzo, a soldi dieci la libbra.

E detto dì rende' a Stefano un grossone per una staffa di ferro pel pestello con che si pesta gli embrici vecchi per lo stucco.

E detto dì rende' a Stefano per dua libbre d'aguti di Barga, soldi dieci.

E detto dì per cinquanta bullette da lamberchiare: rende' a Stefano una crazia.

E detto dì dodici di marzo rende' a Stefano lire nove per giornate diciotto d'uno scarpellino per dirizare e intacare la vôlta della Sagrestia per lo stucco.

E a dì detto rende' a Stefano lire dieci e soldi tre, e' quali avea pagati a Matteo dell'Opera per un tiglio che io tolsi a dì venti sette di febraio passato, e per la portatura soldi dodici: rende' a detto Stefano. El qual tiglio servì al modello delle sepulture della Sagrestia.

E detto dì rende' soldi cinque a Stefano per un tiglio a' segatori.

E a' dì venti nove per tre libre d'aguti diciannove soldi e quatro: rende' a Stefano.

E detto dì rende' a Stefano soldi diciotto per cento bullette da lamberchiare e dua libre di chiodi di sessanta e di Barga.

E detto dì rende' a Stefano quatrini sei avea dato a' segatori.

E per quatro libre d'aguti, una di sessanta, dua di tozetti, e una di trenta sei: rende' a Stefano soldi diciannove e un quatrino.

E detto dì dodici di marzo 1523 portò Stefano miniatore al Nizza legnaiuolo lire dodici per conto, o vero per parte di pagamento d'asse che tolse da lui pel modello delle sepulture della Sagrestia: cioè portò lire dodici.

E a dì venti uno di marzo ò pagato a Baccio da Frascoli, o vero da Decomano, lire quaranta sei, cioè sei corone e quindici grossoni e ònne riavuti tre quatrini, per quatrocento sessanta braccia d'asse di faggio, a ragione di sei quatrini el braccio, per fare el ponte della vôlta della Sagrestia di San Lorenzo, per potere farla di stuco: e dette asse di faggio me le prestò detto Baccio da Decomano a dì primo di febraio 1523 per coprire el detto ponte: e stasera in bottega sua l'ò pagato come è detto, presente ser Giovambatista Zeffi e Donato del Sera: e (_à_) avuto lire quaranta sei.

E oggi a dì venti dua di detto ò pagato al Nizza legnaiuolo diciassette grossoni, presente Stefano miniatore e Pier Gondi in bottega sua, per resto di certe asse che avevo tolte da lui per conto d'un modello delle sepulture della Sagrestia di San Lorenzo.

E oggi a dì trentuno di marzo in quatro fogli di ferro stagniato per fare modanature per gli scarpellini di San Lorenzo, soldi venti, a ragion di cinque soldi el pezzo.

[1524 dall'8 di genn. al 1º d'aprile.]

Nota in quello si sono spesi li fiorini 50 d'oro ricievuti in tre volte, come si dirà appresso; e prima

Per conto d'un modello di legniame delle sepolture della Sagrestia di San Lorenzo che io ò a fare per papa Clemente:

A dì otto di gennaio mille cinquecento ventitre a Matteo che sta all'Opera di Santa Maria del Fiore, per dua tigli Lire 22. 14. —. E a dì nove di detto per braccia ventiquatro d'albero comperato a Santa Trinita da un legnaiuolo, con la portatura » 8. 9. —. E a dì sedici detto per braccia diciassette: in tutto con la portatura » 6. 8. 4. E a dì primo di febraio per braccia nove e un terzo d'albero in quatro pezzi comperati da que' di Capello che sta da Santo Tommaso » 3. 1. 8. E a dì sei detto a Baccio da Decomano per braccia nove d'asse di mezo e undici di terzo comperate da lui: in tutto » 6. 5. —. E a dì detto a Stefano miniatore che gli pagò al Nizza legnaiuolo per parte d'asse di mezzo e di terzo » 6. —. —. E a dì detto a Stefano per dare al Nizza » 14. —. —. E a dì tredici di febraio portò Stefano per dare al Niza per resto » 7. —. —. E a dì otto di marzo a Bastiano torniaio per quatro mezi balaustri per detto modello » —. 11. 8. E a dì dodici detto a Baccio da Decomano, portò Stefano, per asse dette a Bastiano legniaiuolo per detto modello » 1. 12. —. E a dì detto lire dieci e soldi quindici a Stefano miniatore, che lire dieci e soldi tre avea pagato a Matteo dell'Opera per un tiglio avuto in fin di febraio, e soldi dodici per la portatura » 10. 15. —. E a dì detto a Stefano miniatore per dare al Niza legniaiuolo per parte d'asse d'albero » 12. —. —. E a dì ventidua detto al Nizza per resto d'asse d'albero » 5. 19. —. E più a Bastiano per un pezo d'asse e per colla sino a dì venti otto di gennaio » —. 11. 8. E più a Stefano che gli avea pagati insino di febraio passato per braccia dieci e cinque ottavi d'asse di terzo » 3. —. —. ———————————— Come si vede monta el legniame Lire 109. 7. 4. ============ E per tanti pagati in detto tempo per segature in più volte » 3. 7. —. E più s'è pagato in detto tempo per portature di più legnami, dove è bisognato, e per cacio da mastrice e fogli: tutto conperato a minuto » 5. 13. 4.

E per opere pagate agl'infrascritti:

A Bastiano legniauolo per opere 49, a soldi 30 l'una, messe in detto modello Lire 73. 10. —. Al Candela legniauolo per opere sedici, a soldi 16 l'una » 12. 16. —. A Agostino legniauolo e altri per opere dieci » 7. 5. —. A Francesco, detto el Camicia, per opere venti » 20. —. —. ———————————— Come si vede in tutto montano. Somma in tutto quello costa detto modello Lire 113. 11. —. ============

Apresso quello s'è speso per la vôlta dello stucco:

A dì primo di febraio per una giornata a Baccio legniauolo per fare el ponte » 1. —. —. E a dì detto a uno maestro di murare che aiutò fare el ponte » —. 18. —. E a dì detto a uno legniaiuolo che aiutò a fare el detto ponte » —. 10. —. E a dì detto a uno manovale che servì al detto ponte » —. 10. —. E a dì sei detto a Bastiano, detto Bargiaca, scarpellino, per 4 giornate per intacare la vôlta della Sagrestia » 3. 4. —. E a dì detto a Goro che forma per una soma di terra battuta con la cimatura per fare gl'intagli d'uno de' quadri della vôlta, acciò che si vedessi come s'à a fare di stucco » 1. 10. —. E a dì detto a tre fachini che portorno scaglie di marmo dalla stanza di Michelagniolo di Via Mozza a San Lorenzo per pestare per lo stucco » —. 5. —. E a dì 13 detto a Bastiano, detto Bargiacca, per sei giornate per intaccare la vôlta dello stucco » 4. 16. —. E a dì detto a Stefano miniatore per libre ottocento venti di bianco, a soldi 8 lo staio, che si fa libre 40 lo istaro » 8. 4. —. E a dì detto per some sei di rena grossa per lo stucco » —. 8. —. E a dì detto a Stefano per dua vagli per lo stucco » 1. 2. —. E a dì detto al Bargiacca per cinque opere: portò Stefano » 4. —. —. E a dì venti uno detto a Piero ossaio per fare medicare el Bargiacca che era cascato della vôlta della Sagrestia » 1. 1. —. E a dì 8 di marzo a dua fachini che portorno marmo pesto dal giardino de' Medici a San Lorenzo per lo stucco » —. 10. —. E a dì dodici detto per some 6 di rena » —. 9. —. E a dì detto a Stefano per dua catini per lavare la rena » —. 5. 4. E a dì detto a Stefano miniatore detto che avea pagato a Francesco delle Crocie fachino per nove giornate per pestare marmo » 4. 10. —. E a dì detto a Stefano detto per un vaglio d'ottone di libre undici e mezo, a soldi dieci la libra » 5. 10. —. E a dì detto a Stefano per una staffa di ferro che si lega al pestello » —. 7. —. E a dì detto a Stefano per dare all'Oca scarpellino per intaccar la vôlta » 9. —. —. E a dì venti uno detto a Baccio da Decomano per braccia 460 d'asse di faggio per el ponte dello stucco » 46. —. —. E per libre undici d'aguti di più ragioni e tozetti conperati in più volte per detto conto » 2. 13. —. E a dì detto a Stefano per più cose spese a minuto in detto tempo » 1. 15. —. ———————————— Sommma in tutto Lire 98. 10. 4. ============

Apresso quello s'è speso per fare e' modelli delle figure:

A dì 8 di marzo a Goro scultore per terre à fatto cavare d'una cantina alla Porta a San Niccolò per condurre a San Lorenzo » 5. 10. —. E a dì detto per carrate 6 di detta terra da detto luogo a San Lorenzo » 2. 2. —. E a dì detto per some dieci di detta terra » —. 10. —. E a dì detto a Goro datogli per sua fatica » —. 16. 8. E a dì detto per libre quatrocento sessanta di terra bianca fatta venire da Monte Spertoli, a ragion di soldi cinque al cento » 1. 2. 4. E a quatro fachini per portare uno pancone di nocie dal Borgo de' Greci a San Lorenzo per battere la terra » —. 10. 8. E a dì dodici detto a Stefano miniatore lire sette e quindici soldi che avea pagati al Camicia legniaiuolo per il sopradetto pancone » 7. 15. —. E a dì primo d'aprile per una soma (_di terra_) bianca pesò libre 400 » 1. —. —. ———————————— Somma Lire 15. 6. 8. ============

Apresso quello s'è speso per conto di lavorare di quadro di marmo fuora delle giornate; e prima:

A dì trentuno di marzo 1524 per quatro bande di ferro stagniato per fare modanature » 1. —. —. E a dì primo d'aprile a Stefano miniatore pagò più fa per carboni per gli scarpellini » 2. 10. —. E a dì detto a Stefano per una banda di ferro stagniato » —. 4. 8. E a dì detto a Stefano per dua regoli di braccia cinque » —. 7. —. E a dì detto a Stefano per quatro portatori e un contadino per tirare un marmo dalla stanza di Via Mozza di Michelagniolo a San Lorenzo » 1. 8. —. E a dì detto a Stefano pagò a quatro portatori per detto conto » —. 13. 4. ———————————— Somma Lire 6. 3. —. ============

Come si vede nella prima faccia monta el modello di legname per le sepulture » 238. 18. 8. E per la vôlta della stuco, come si vede di contro » 98. 10. 4. E per il modello delle figure, come si vede di sopra » 15. 6. 8. E per conto di lavorare di quadro, come si vede di sopra » 6. 3. —. ———————————— Somma in tutto quello s'è speso sino a questo dì 1º d'aprile 1524. Lire 358. 18. 8.

Di che s'abatte fiorini cinquanta avuti come di sopra » 350. —. —. ———————————— Resto avere, come si vede per detto conto » 8. 18. 8. ============ E di tanti ò a essere rimborsato Lire 8. 18. 8.

[1524 dal 4 d'aprile al 9 di novem.]

A dì 4 d'aprile 1524:

Dallo Spina fiorini 10 d'oro Lire 70. —. —. Item dì 4 detto a Piero manovale per 70 soldi » 3. 10. —. Item a Stefano per libre 58 di cimatura » —. 18. 8. Item per 2 fogli[540] » —. —. 8.

[540] Queste prime partite del 4 d'aprile sono d'altra mano; quel che segue è scritto da Michelangelo.

E a dì 7 di detto a Giovanni di Lionardo lanciaio per libre tredici e otto oncie di filo di ferro per e' modegli delle figure di San Lorenzo, a soldi sette la libra » 4. 15. —. E detto dì rende' a Stefano soldi quaranta per cento libre di capechio per detti modegli » 2. —. —. E a dì otto d'aprile pagai a Baccio di Puccione legnaiuolo lire nove per dodici cassette da sedere per gli scarpellini » 9. —. —. E detto dì a detto Baccio di Puccione lire quatro per dodici regoli per gli scarpellini » 4. —. —. E a dì dodici di detto a un manovale, che m'aiutò in su detti modegli, donai crazie cinque » —. 8. 4. E detto dì un carlino per aguti da bastieri per detti modegli » —. 10. —. E detto dì per una mezina, quatrini sei » —. 2. —. E detto dì per una corda, dieci quatrini » —. 3. 4. E a dì tredici di detto a Baccio di Puccione che m'aiuta fare e' modegli di terra per le figure di detta opera, per dua giornate » 2. —. —. E detto dì tredici quatrini in spago » —. 4. 4. E a quattordici di detto a Pier della Bella soldi sessanta nove per una maza d'undici libre e mezzo, a ragion di sei soldi la libra » 3. 9. —. E detto dì in dua fogli reali » —. —. 8. E detto dì in un grossone per una chiave della porta di Sagrestia » —. 7. —. E a dì venti uno d'aprile in un campanuzzo per gli scarpellini per sonare le dòtte » 1. —. —. E a dì ventitre d'aprile in un'ascia da legniaiuoli, diciotto soldi » —. 18. —. E detto dì in un martello, soldi quatordici » —. 14. —. E detto dì in dodici regoli e sei cassette per gli scarpellini e per una cicogna d'un campanuzo, e per un modano d'una mensola a Baccio di Puccione legniaiuolo, lire cinque e diciassette soldi » 5. 17. —. E a dì venti sette d'aprile in una libra di candele per veder lume nella Sagrestia di San Lorenzo per el cattivo tempo » —. 3. —. E a dì ultimo di detto, dètti 13 soldi e un quatrino a Meo delle Corte per ferro stagniato che io lo mandai a comperare per fare modani per la Sagrestia » —. 13. 4. E detto dì, quaranta sette soldi e un quatrino rende' al Bargiacca per carboni avea comperati per assottigliare » 2. 7. 4. E a dì tredici di maggio 1524 per cimatura per le figure delle sepulture della Sagrestia, quatrini trenta uno con la portatura » —. 10. 4. E detto dì, tredici quatrini in spago pel detto conto » —. 4. 4. E a dì venti di detto per cimatura per e' detti modegli, che mi comperò Antonio Mini, che fu libre cento cinque. Parte n'ebbe a uno quatrino la libra, e parte sei danari. Montò tutta con la portatura soldi cinquanta e un quatrino » 2. 10. 4. E detto dì in filo di ferro, cioè in quatro libre, e un'oncia di filo di ferro, soldi venti sei e dua quatrini » 1. 6. 8. E detto dì, quatro soldi in dua fachini che riportorno una panca da legniaioli che io avea accattata nella Sagrestia, quando feci el modello di legniame che lavorò Bastiano di Bicci » —. 4. —. E detto dì in cento cinquanta libre di capechio per e' modegli delle figure di detta opera, el quale mi comperò Antonio da Macìa nostro lavoratore, e nella gabella, che fu tredici quatrini: e 'l capechio uno quatrino la libra » 2. 14. 4. E a dì venti uno di detto, dètti soldi dieci a Baccio di Puccione per una mezza giornata che m'aiutò inporre una figura di capechio per farla di terra, di cimatura, pel sopradetto conto » —. 10. —. E detto dì in dua gomitoli di spago pel detto conto, dieci quattrini » —. 3. 4. E a dì ultimo di maggio 1524 rende' al Pisano e a Urbano scarpellini lire tre e mezzo, che avevano comperato una soma di carboni per assottigliare per la fabrica di San Lorenzo » 3. 10. —. E detto dì comperai dieci pezzi d'asse d'abeto, dieci quatrini il pezzo per cuoprire le pietre lavorate nella stanza degli scarpellini a San Lorenzo, e andò per esse Meo delle Corte e el Bellegote nella Via de' Servi a canto a San Michele » 1. 13. 4. E detto dì per lime per fare modani, soldi sei e dua quatrini. Andò per esse detto Meo » —. 6. 8. E detto dì in una chiave per la porta di sotto della Sagrestia, che s'era rotta, un grossone, e per una chiave co' la toppa per l'uscio di sopra che entra in sul palco della vôlta: venticinque quatrini » —. 8. 4. E a dì 4 di giugno a Gino scarpellino soldi tredici, e a Urbano soldi cinquanta, e a Marchionne soldi sette; rende' ch'avevono comperati carboni per assottigliare » 3. 10. —. E a dì sei di gugnio 1524 soldi dieci a Baccio di Puccione per una mezza giornata m'aiutò a rivestire di capechio una figura de' modegli di San Lorenzo » —. 10. —.

E detto dì sei di gugnio sette quattrini a un fachino che portò capechio da casa mia a San Lorenzo.