Le invasioni barbariche in Italia
Part 37
=Istria.= Si agita per una questione religiosa, 267. È in parte de' Bizantini, 280. Ricordata, a proposito della donazione fatta da Carlo re de' Franchi al Papa, 392.
=Italia.= Una delle quattro Prefetture dell'Impero, 31, 32, 58. Incursioni in essa di Visigoti, 64 e segg., 72 e segg.; di Unni, 106 e segg.; di Vandali, 113 e segg. Ad essa sola, per le continue invasioni de' barbari, si restringe a poco a poco tutto l'Impero d'Occidente, 86, 124; e staccandosi sempre più dalle altre provincie, finisce per costituire una nuova unità politica, 124, 129. Divisione delle sue terre sotto Odoacre e, per incidenza, nei tempi anteriori, 130 e segg. Spenta in essa la vita politica, vi si svolge meglio quella religiosa, 133. Suo stato sotto Teodorico, 146 e segg.; divisione delle sue terre tra i Goti, 151. Guerra tra Goti e Bizantini, 184 e segg.; e sua desolazione, 206 e segg. Quali parti ne abbiano i Goti e quali i Bizantini durante la guerra tra loro, 226, 229, 238. Termina il regno de' Goti, 241. Di un'invasione de' Franchi, 241 e segg. Sue misere condizioni sotto il governo de' Bizantini, 244 e segg. Invasa e conquistata dai Longobardi, 254 e segg. Divisa da loro in ducati, 258, 260, 261; e sua condizione sotto di essi, 261. Ricostituita in regno; e di nuovo delle sue condizioni, e della divisione delle rendite e delle terre tra Longobardi e Romani, e della pretesa servitù di questi, 265, 266, 270 e segg.; e di nuovo del governo de' Longobardi e dei Bizantini, 274 e segg. Quasi tutta unita sotto un re Longobardo, 317; e nuovamente divisa alla sua morte, 322. Dissensi religiosi, 319. Le sue città cominciano ad acquistare una importanza nuova; e germi in essa di una nuova cultura, 323. Primo esempio di una confederazione di città italiane, 327. Ancora dell'autonomia che vanno sempre più acquistando le sue città, 334, 340. Costituzione in essa del regno Franco, 394 e segg., 403, 419. La sua parte meridionale comincia ad avere una storia separata da quella di tutto il rimanente, 424.
=Jesi.= Fa parte della Pentapoli annonaria de' Bizantini, 279.
=Jordanes=, storico de' Goti. Sua descrizione degli Unni, 45. Ricordato ad altri propositi, 48, 63, 104, 153.
=Latifondi= e =latifondisti= romani, 4, 5, 92, 132, 152, 165, 355, 356.
=Leone=, arcivescovo di Ravenna. Suoi conflitti con la Chiesa di Roma, 396 e segg. pass. Muore, 399.
=Leone I=, imperatore. Sua elezione, 119. Altre notizie di lui e del suo governo, 119 e segg. pass. Vicino a morte, 124.
=Leone II=, imperatore, 130.
=Leone III l'Iconoclasta=, imperatore, 328, 329. Respinge un'invasione dei Mussulmani, 330; e reprime alcune ribellioni, 330. Delle sue discordie politiche col Papa, 331; e della sua lotta con esso «per il culto delle immagini», 332, 336. Muore, 340.
=Leone IV=, imperatore, 402.
=Leone I=, papa. Capo d'un'ambasceria ad Attila, 107. Del suo concetto d'una Chiesa universale cristiana con a capo Roma, 108, 109. Dopo il suo colloquio con Attila, questi si ritira, 110. Si oppone anche, ma senza effetto, all'avanzarsi de' Vandali sopra Roma, 115.
=Leone III=, papa. Sua elezione, 408. Datazione delle sue bolle, con che di fatto si dichiara indipendente dall'Impero di Costantinopoli, 409. Manda a Carlo re de' Franchi le chiavi d'oro di S. Pietro e la bandiera della città di Roma, 409. Quale concetto si formi dello stato delle cose; mosaico da lui ordinato, 409. Ambasciata mandatagli in risposta dal Re, 410. Molte e gravi accuse si muovono in Roma contro di lui, 410. Assalito all'improvviso da' suoi nemici, è maltrattato e ferito, 412. Invitato dal re Carlo a Paderbona, vi va ed è accolto solennemente, 413. Continuano le accuse contro di lui, e si prega il Re di sottoporlo a un giudizio, 413. Rimandato con grande accompagnamento a Roma, dov'è trionfalmente ricevuto, 414. S'inizia il processo contro di lui, 414. Riceve il re Carlo in S. Pietro, e giura d'essere innocente delle colpe appostegli, 415. Pone sul capo del Re la corona imperiale; e dei vari giudizi che si fecero di questa incoronazione, 416 e segg.
=Leutari.= V. _Buccellino_.
=Liberio=, papa, 35, 36.
=Liberio=, ufficiale civile nei regni di Odoacre e di Teodorico, 151.
=Liutberto=, figlio di Cuniberto re de' Longobardi; gli è usurpato il trono, 323.
=Liutgarda=, moglie di Carlo re de' Franchi, 414.
=Liutprando=, re de' Longobardi. Sua legislazione, ricordata, 312. Scampato alla persecuzione di Ariberto II contro la sua famiglia, 323. Succede al re Ansprando suo padre, 324. Sue doti, suo lavoro legislativo, 329. È fervente cattolico e si comporta bene col Papa, 330. Profittando delle difficili condizioni dell'Impero, s'impadronisce di Classe, 331; e profittando della lotta tra il Papa e l'Imperatore, cerca di stendere sempre più il suo dominio in Italia, 334. Riesce a sottomettersi i ducati di Spoleto e Benevento, e di nuovo delle sue relazioni e condotta politica coll'Imperatore e col Papa, 335 e segg. pass., 362. Sua morte ricordata, 341, 362.
=Lodovico=, figlio di Carlo re de' Franchi, 401.
=Longino=, successore di Narsete, generale de' Bizantini in Italia, 255, 259, 262.
=Longobardi.= Nell'esercito di Narsete contro i Goti, 235, 237; commettono grandi eccessi, 237; e son licenziati, 238. Della leggenda che poi Narsete li chiamasse in Italia, 250. Della loro origine, 251; e delle inimicizie e guerra coi Gepidi, 252 e segg. Loro invasione e conquista d'Italia, 255 e segg. Si impegnano in una guerra coi Franchi nella Gallia, 258. Per dieci anni non si eleggono il Re, 260. Il Papa e l'Imperatore chiamano contro di loro i Franchi, 263; che potentemente li assalgono, e poi si ritirano, 264. Ricostituiscono la monarchia, 265. Accordi tra Bizantini e Franchi contro di loro, 265, 266, 269. Tentano invano di fare un'alleanza coi Franchi, 266; che poi invece vengono contro di loro, ma sono sconfitti, 267. Di nuovo guerreggiati dai Franchi, 268, e in comune coi Bizantini, 269. Paragone e differenze tra il loro regno e quelli di Odoacre e dei Goti, 270; e dei Bizantini, 278 e segg. Gregorio I si adopera di tirarli al Cattolicismo, 286; e di una sua pace con loro, 291. Ricomincia la guerra tra essi e i Bizantini, 291 e segg. pass. Comincia la loro conversione al Cattolicismo, ma ad un tempo la loro divisione, 296, 301, 308. Loro legislazione in sè, e rispetto al Diritto Romano, 309 e segg. Del crescere della loro conversione e insieme dei disordini, 322, 323, 324. Ancora della loro legislazione, 329. Ancora del loro mutamento religioso, 330; e condotta politica dei Papi con essi durante «la lotta per le immagini» tra la Chiesa e l'Impero, 330 e segg. pass. Sconfitti dai Franchi sotto Pipino, 370; e di nuovo, 371; e sotto il re Carlo, 386. Fine del loro regno, 394. Cospirano coi Romani e i Bizantini contro i Franchi, 396 e segg. pass. Carlo Magno aggiunge alle loro altre leggi, 419.
=Lorenzo=, candidato al papato contro Simmaco, 161, 162.
=Lucca.= Resiste a' Bizantini dopo le ultime disfatte de' Goti, poi si arrende, 242.
=Lupicino=, generale romano, 48.
=Lupo=, duca del Friuli, 321.
=Lupo=, vescovo di Troyes, 104, 110.
=Magiari=, 44.
=Maioriano (Giulio Valerio).= Eletto imperatore, 119; suo governo, 119, 120. Suoi apparecchi contro i Vandali, 120. Sua morte, 121.
=Majores natu= presso i popoli germanici, 20.
=Mantova.= Presa da' Longobardi 256; e demolitene le mura, 296.
=Maometto.= Sua dottrina, e propagazione d'essa, 305, 333.
=Marbodio=, capo de' Marcomanni, 11.
=Marca= presso i popoli germanici, 17, 18.
=Marcello=, doge di Venezia, 344.
=Marciano=, marito di Pulcheria imperatrice, 101. Si rifiuta di pagare certi tributi ad Attila, 101; e minaccia d'invadere le sue terre, 107.
=Marco Aurelio.= Suo elogio, 8. Respinge un'invasione barbarica, 8, 27.
=Marcomanni=, popoli germanici, invadono l'Impero e son respinti, 8, 11, 27.
=Maria=, figlia di Stilicone e moglie d'Onorio imperatore, 65. Sua morte, ricordata, 68.
=Marino=, duca di Roma, 332.
=Mario (C.)=, vincitore dei Cimbri, 10.
=Martino I=, papa. Condanna certi editti imperiali, 318. Condotto prigione a Costantinopoli, e sua morte, 318.
=Massimiano Augusto=, 30.
=Massimino=, ambasciatore di Teodosio II ad Attila, 98.
=Massimo=, pretendente all'Impero, 79.
=Massimo=, successore dell'imperatore Graziano, 51.
=Maurizio=, duca bizantino a Perugia, 291.
=Maurizio di Cappadocia=, imperatore. Cerca di muovere i Franchi contro i Longobardi, 264. Sue relazioni col papa Gregorio I, 290 e segg. Rivoluzione contro di lui, 294.
=Mauro=, arcivescovo di Milano, 319.
=Merovingi=, dinastia di Re Franchi, 349. Le succede quella dei Carolingi, 352.
=Messina=, 229.
=Milano.= Vi risiede l'imperatore Onorio, 66. Assediata e presa dai Goti, 202. Si arrende a' Longobardi, 257, e diventa uno dei loro ducati, 261. Quella Chiesa vuole essere indipendente, 319. Presa da Carlo re de' Franchi, 387.
=Mimulfo=, duca longobardo, 289.
=Missi dominici= nel regno Franco, 420, 424.
=Modena.= Presa da' Longobardi, 257.
=Monofisiti=, eretici. Loro dottrina, 134, 306. Ricordati a vari propositi, 178, 230, 232, 333.
=Monoteliti=, eretici, 305 e segg. pass., 317 e segg. pass., 333.
=Monselice.= Resiste a' Longobardi, 256, 257. Presa da loro, 296.
=Monte Cassino=, monastero, 211, 212. Distrutto dai Longobardi, 263; e da loro stessi ricostruito, 330. Vi si ritira Carlomanno figlio di Carlo Martello, dopo la morte del padre, 361.
=Monza.= Basilica di S. Giovanni, fondatavi da Teodolinda, e palazzo di Teodorico, ricordati; e del tesoro raccolto nella basilica, 299.
=Mori= dell'Africa. Sono in continua guerra coi Romani, 86, 88. Si uniscono coi Vandali, e con essi prendono e saccheggiano Roma, 114, 115.
=Mosaico= celebre di S. Giovanni in Laterano, 409.
=Musulmani.= Accenni alle loro conquiste e guerre nell'Impero, 306, 318, 319, 330 e segg. pass. Debellati da Carlo Martello, 353.
=Napoli.= Tolta da Belisario ai Goti e riconquistata all'Impero, 186. Costretta ad arrendersi ai Goti, 217. Vi si ritira Narsete, 255. È sempre in mano de' Bizantini, 258. Assediata da' Longobardi, 263. È un ducato Bizantino, e fa parte dell'Esarcato, 280; ma a poco a poco acquista indipendenza, 341. Riassunto della sua storia, e sua costituzione politica e sociale fino a questo tempo, 345 e segg.
=Narni.= S'arrende ai Bizantini, 238. Ceduta dai Longobardi ai Franchi, 370.
=Narsete.= Mandato da Giustiniano in Italia contro i Goti in aiuto di Belisario, 200; e come si comporti con lui, 200, 202. Richiamato, 203. Rimandato come generale in capo, suo carattere e qualità, 234. Raccoglie l'esercito, 235; e per che vie e con quali accorgimenti lo meni a combattere, 236. Sconfigge Totila, 237. Assedia e prende Roma, 239. Sconfigge Teja e distrugge il regno de' Goti in Italia, 240. Respinge un'invasione di Franco-Alamanni; suoi fatti d'arme contro di loro e contro le reliquie dei Goti, 241 e segg.; dopodichè assume il governo di tutta Italia, 244 e segg. Gl'Italiani si dolgono di lui all'Imperatore, 249. Di nuovo richiamato a Costantinopoli; e della leggenda ch'egli chiamasse in Italia i Longobardi, 249. Vive ritirato in Napoli, 255.
=Neoplatonismo=, dottrina filosofica, 37 e segg.
=Nestoriani=, eretici, 134.
=Neustria=, regno franco, 351 e segg.
=Norico=, provincia dell'Impero, 74. Desolato dal continuo passaggio dei barbari, 128, 136. Devastato dai Rugi, 136. Una parte della sua popolazione emigra in Italia, 137.
=Occidente (Impero di).= V. _Impero_.
=Oderzo=, 308.
=Odoacre.= Educato all'armi nelle legioni Romane, 25, 127. Caccia di Ravenna Romolo Augustolo, 127. Chi fosse, e altre precedenti notizie di lui, 128. Accordi tra lui e l'Imperatore d'Oriente, 129, 130. Assume il governo d'Italia, sotto la dipendenza di lui, ma in realtà come principe indipendente, 130. Suo regno, 130 e segg. Si aggrega la Dalmazia, 133. Sue relazioni coi Papi, 134, 135; e con l'Imperatore, 137. Combatte e vince i Rugi, 137. Ancora delle sue relazioni coi Papi, 140, 142. Sua guerra con Teodorico e gli Ostrogoti, 141 e segg. Sua morte, 145. Differenza tra lui e Teodorico, 146.
=Olibrio=, romano, 123.
=Olimpio=, esarca, 318.
=Olimpio=, ufficiale della guardia imperiale, 70, 71, 112.
=Onoria=, sorella dell'imperatore Valentiniano III, 97. Relegata a Costantinopoli, invita Attila a liberarla, 98, 102.
=Onorio=, imperatore d'Occidente, 57. Affidato da Teodosio suo padre alle cure di Stilicone, 58; di cui sposa una figlia, 65. Trasferisce la sua sede da Milano a Ravenna, 66. Entra da trionfatore in Roma, dopo una sconfitta de' Goti, 66. Sposa un'altra figliuola di Stilicone, 68. Comincia a ingelosirsi e insospettirsi di lui, 68, 69. È a Pavia, dove scoppia un tumulto contro di lui, 70. Pubblica un editto contro gli eretici, 71. Non vuol fare accordi con Alarico e i Goti che minacciano Roma, 72 e segg. pass. Come senta la presa di Roma fatta dai Goti, 76. Si adopra a risoggettare la Gallia ribellata, 78. Suoi accordi e relazioni con Ataulfo successore d'Alarico, 78 e segg. Di nuovo trionfa, 82. Dissenso tra lui e l'Imperatore d'Oriente, 83, 84. Carattere del suo regno, 84. Alla sua morte due partiti si scuoprono in Occidente, 84.
=Onorio=, papa. Ricordato a proposito d'una disputa religiosa che divide l'Impero, 307.
=Oreste=, padre di Romolo Augustolo. Ambasciatore d'Attila a Costantinopoli, 98. Caccia da Ravenna l'imperatore Giulio Nepote, e altre notizie di lui, 125. Fa eleggere imperatore il figliuolo, 126. È a capo dell'esercito, 126; che gli si ribella, 127. Preso ed ucciso, 127.
=Oriente.= Una delle quattro Prefetture dell'Impero, 31, 58.
=Oriente (Impero di).= V. _Impero_.
=Orléans.= Assediata dagli Unni, 104.
=Ormisda=, papa, 160. Succede a Simmaco, e continua a lottare, come lui, per la supremazia della Chiesa di Roma, 163. Gli succede Giovanni I, 169.
=Orosio=, 75, 77.
=Orso=, doge di Venezia. Aiuta l'Esarca a ricuperare Ravenna caduta in mano de' Longobardi, 337, 344. È ucciso, e gli succede un figliuolo, 344.
=Orte=, 291.
=Orvieto.= È in mano de' Goti, 199, 201. Presa da Belisario, 202.
=Osimo.= È in mano dei Goti, 199, 200, 201. Assediata da Belisario, si arrende, 203. Giura obbedienza al Papa, 389.
=Ostia.= È in mano de' Goti, 221. Presa da' Bizantini, 222.
=Ostrogoti.= V. _Goti_. Vinti e sottomessi dagli Unni, 45. Sono nell'esercito d'Attila e combattono contro i Romani e i Visigoti loro alleati, 96, 104. Si staccano dagli Unni dopo la morte d'Attila e la rovina del suo regno, 138; e occupano la Pannonia, 138. Si uniscono con loro quelli che sono in Costantinopoli, 139; e invadono l'Italia, e se ne impadroniscono, 140 e segg. Le antiche istituzioni germaniche sono mutate presso di loro, 147. Eleggono Teodorico loro re, 148. Loro condizione nel nuovo regno di fronte ai Romani, 149 e segg. pass. Teodorico tenta inutilmente la fusione tra i due popoli, 165. Divisione delle terre tra di loro, 151. Loro stato dopo la morte di Teodorico, 172, 173. Loro avversione ad Amalasunta figliuola di lui, 173, 174. Della guerra mossa loro dall'imperatore Giustiniano, 183 e segg. Assediano Roma, 191 e segg. Fanno proposte di pace ai Bizantini assediati che le rifiutano, 197; indi propongono una tregua ch'è accettata, 197. Levano l'assedio, 198. Continuazione della guerra, 199 e segg. La loro fortuna risorge dopo la partenza di Belisario, generale dei Bizantini, 214 e segg. Tengono l'alta Italia e quasi tutta la centrale, 226. Sbarcano in Sicilia, 229. Assediano Ancona, e la loro armata è distrutta, 234. Disfatti da Narsete succeduto a Belisario, 237; e di nuovo, 240. Fine del loro regno in Italia, 240, 241. Loro ultime resistenze, 241 e segg. Quello che rimanesse della loro legislazione, 245.
=Otranto=, 218.
=Padova.= Resiste a' Longobardi, 251, 257. Presa da loro e distrutta, 294.
=Paganesimo=, 6. Gli Stoici cercano, ma invano, di salvarlo dagli assalti del Cristianesimo, 8; e i Neoplatonici, pure inutilmente, di risuscitarlo, 37 e segg.
=Pagus= presso i popoli germanici, 19 e segg., 26.
=Palude Meotide=, 44.
=Pannonia.= Occupata dagli Ostrogoti, 138.
=Paolo=, cubiculario, soprannominato _Afiarta_. Difensore di Stefano III papa contro le violenze dei capi dell'aristocrazia ecclesiastica in Roma, 381. Spadroneggia, dopo la loro caduta, col favore de' Longobardi, 382 e segg. Ambasciatore del papa Adriano I al re Desiderio, 384. Cerca accordarsi col Re contro il Papa, 385. Imprigionato ed ucciso, 385.
=Paolo=, esarca. Manda un esercito a Roma contro il Papa, 332. Scomunicato e ucciso, 334.
=Paolo I=, papa. Consacrato, 374. Chiede aiuto a Pipino contro la nobiltà laica di Roma, 374. Sua politica tra i Franchi, i Longobardi e l'Impero, 375.
=Paolo Diacono=, storico dei Longobardi, ricordato a vari propositi, 249, 251, 261, 308; in ispecie a proposito della condizione dei Romani sotto i Longobardi, 266, 270, 272; e dell'importanza che acquistarono col tempo sotto di loro le singole città italiane, 323, 327. Un suo fratello è fatto imprigionare da Carlo re de' Franchi, 398. È alla corte di esso Carlo, e altre notizie di lui, 422.
=Paoluccio=, doge di Venezia, 343, 344.
=Parma.= Presa da' Longobardi, 257.
=Pasquale= primicerio, e =Campulo= sacellario, della Curia romana. Congiurano contro il papa Leone III, e lo accusano a Carlo re de' Franchi, 411, 412. Non potendo provare l'accuse, sono arrestati e mandati in Francia, 414. Ricondotti a Roma, 415; e dannati alla pena di morte, commutata poi nell'esilio, 416.
=Pavia.= Vi accade un tumulto, 70, 72. Vi si rinchiude Teodorico durante la sua guerra con Odoacre, 142, 143. Saccheggiata dai Franchi, 203. Assediata dai Bizantini, 205. Una delle principali città de' Goti dopo la loro perdita di Ravenna, 238. Cade anch'essa in mano de' Bizantini, 240. Fa lunga resistenza a' Longobardi, 255, 257; ma infine s'arrende, 258; e diventa uno de' loro ducati, 261. Ricostruzione della sua basilica, ricordata, 308. Vi è sanzionato l'Editto di Rotari, 309. Capitale del regno Longobardo, 317. Assediata dai Franchi, 370; e di nuovo, 371. Vi si rinchiude il re Desiderio, ed è di nuovo assediata da Carlo re de' Franchi, 387; cui finalmente s'arrende, 393, 394.
=Pelagio=, diacono. Fa le veci del Papa assente, 223. Mandato da Totila a trattare di pace con Giustiniano, 224. Eletto papa, 245; si mette in opposizione coi vescovi e prelati italiani, 246. Gli succede Giovanni III, 250.
=Pelagio II=, papa, 262. Si rivolge a' Franchi e all'Imperatore contro i Longobardi, 263, 264, 279. Si accorda coll'Imperatore in una questione religiosa, 267. Muore, 268, 283.
=Pentapoli= de' Bizantini. Città che la compongono, 257. Divisa in marittima e annonaria, 279. Occupata da' Longobardi, 366. Tolta loro in parte da' Franchi e donata al Papa, 371; che mira a ottenerla tutta, 372, 373. Di nuovo donata, e interamente, al Papa, 392, 400.
=Peredeo=, duca longobardo, 338.
=Peredeo=, uccisore d'Alboino, 259; sua morte, 259.
=Persia= e =Persiani=. Sempre nemici dell'Impero; accenni alle loro guerre con esso, 39, 48, 202, 204, 213, 214, 248, 301. Loro conquiste, 302. Ripetutamente sconfitti, 303.
=Perugia.= È in potere de' Bizantini, 217, 226; che indi la perdono, 226; e poi la ricuperano, 238; e la conservano, 258. Occupata da' Longobardi e ripresa da' Bizantini, 291; e di nuovo da' Longobardi, 291.
=Pesaro.= È in potere de' Bizantini, e fa parte della Pentapoli, 257, 279.
=Petronio Massimo.= Eletto imperatore, 113. Ucciso, 114.
=Piacenza.= Resiste a' Longobardi, 257.
=Piceno.= Posto a soqquadro da' Bizantini, 198.
=Pietra Pertusa=, 236. Si arrende a' Bizantini, 238.
=Pietro=, duca bizantino di Roma, 328. Accecato, 334.
=Pipino d'Héristal=, franco, 353.
=Pipino=, figliuolo di Carlomanno, 340, 360. È eletto e consacrato re de' Franchi, 361. A lui si rivolge il papa Stefano II per aiuto contro Astolfo re de' Longobardi, 364; ed egli lo invita a recarsi in Francia, e accoglienza e promesse che gli fa, 364 e segg. Di nuovo consacrato e incoronato dal Papa, 368; e datogli da lui il titolo di Patrizio, 369. Tenta inutilmente di indurre Astolfo a «restituire alla Repubblica Romana e alla Chiesa» le terre da lui occupate, 366, 369. Viene con l'esercito in Italia, toglie ad Astolfo Ravenna e altre città e le cede al Papa, 369, 370. Non mantenendo Astolfo i patti, ritorna; gli toglie altre terre e le dona come le precedenti, 370 e segg. Esorta la nobiltà laica di Roma, levatasi contro la nobiltà ecclesiastica, ad obbedire al Papa, 374. Sue relazioni con l'Imperatore, 374, 375. Muore, 375; e il regno si divide tra Carlomanno e Carlo suoi figliuoli, 379.
=Pipino=, figlio naturale di Carlo re de' Franchi, detto il gobbo. Congiura contro il padre, ed è rinchiuso in un convento, 405.
=Pipino= re d'Italia, figliuolo di Carlo re de' Franchi. Mandato dal padre incontro al Papa, 413. Spedito contro il Duca di Benevento, 415, 419.
=Pisa.= Accenno alla sua condizione politica al tempo della lotta tra Bizantini e Longobardi, 296.
=Placidia=, figlia di Eudossia imperatrice, 116.
=Placiti=, assemblee sotto i Franchi, 420.
=Plotino=, capo del Neoplatonismo, 37, 38.
=Pollenzo.= Vi accade una battaglia tra Goti e Romani, 66.
=Porfirio=, discepolo di Plotino, capo del Neoplatonismo, 37, 38.
=Porto=, città. Occupata da' Goti, 192. Ripresa da' Bizantini, 197; e notizie successive, 220, 221, 222.
=Prammatica Sanzione= pubblicata dall'imperatore Giustiniano, 232, 244, 245, 278, 343, 345.
=Principes= presso i popoli germanici, 20 e segg.
=Prisco=, ambasciatore di Teodosio II ad Attila, scrive una descrizione del suo viaggio, 98 e segg.
=Procopio=, 42, 46, 141, 148. Accompagna Belisario nelle sue guerre, delle quali lascia un prezioso diario, 177. Citato a vari propositi, 190 e segg. pass., 207, 216, 224. Mandato in esplorazione a Napoli, 195.
=Provenza.= Tolta da Teodorico a' Franchi, 159; e governo da lui costituitovi, 159.
=Pulcheria=, sorella di Teodosio II imperatore, 83, 98; a cui succede, 101.
=Quadi=, popoli germanici, 27.
=Rachi=, re de' Longobardi, 362, 372.
=Radagasio.= Battuto nella Rezia, 6; e di nuovo in Toscana, e fatto prigione, 67.
=Ragimberto.= Usurpa il trono de' Longobardi, 323.
=Ravenna.= Capitale dell'Impero d'Occidente, 66. Divisa tra chi vuole l'indipendenza di quell'impero dall'Oriente e chi un accordo con questo, 83. Ricordata a proposito dei monumenti erettivi da Galla Placidia, 94. Assediata e presa da Teodorico, 144, 145; e opere pubbliche da lui compiutevi, 155. Vi è bruciata la sinagoga degli Ariani, 165. Vitige re de' Goti vi raccoglie un esercito, 188, 189. Vi si accosta un capitano di Belisario, 198; e poi egli stesso vi pone l'assedio, 204. Si arrende, 205. Sempre in potere de' Bizantini, 255, 257. Vi risiede il loro Prefetto del Pretorio, 278; e l'Esarca rappresentante dell'Impero, 279. Posta a sacco da' Bizantini, 326. È in mano de' Longobardi, ed è loro ritolta da' Bizantini, 337. Ripresa da' Longobardi, 362. Ritolta loro da' Franchi, e donata al Papa, 371. Di nuovo minacciata da' Longobardi, 384. Quegli Arcivescovi cercano rendersi indipendenti dalla Chiesa di Roma, 379, 385, 396.
=Reggio di Calabria.= Tolta da' Bizantini a' Goti, 221.
=Reggio d'Emilia.= Presa da' Longobardi, 257.
=Reno.= Confine dell'Impero Romano, 2.
=Rezia.= Resiste ostinatamente ai Romani, 2, 3. Vi è sconfitto un esercito barbarico, 65. Posseduta da Teodorico, 157.
=Ricimero=, barbaro, generale dell'Impero d'Occidente, 117. Riporta una vittoria sui Vandali, 118. Fa e disfa gl'Imperatori, 118 e segg. pass. Muore, 123. Per opera sua viene l'Italia in piena balìa de' Barbari, 124.
=Rimini.= Occupata dai Goti, 144. Tolta loro dai Bizantini, 198. Di nuovo assediata da' Goti, 201; a' quali si arrende, 229. È di nuovo in mano de' Bizantini, 257; e fa parte della Pentapoli, 257, 259.
=Ripuari.= V. _Salici_.
=Rodoaldo=, figlio di Gisulfo duca del Friuli, poi duca di Benevento, 309.
=Rodoaldo=, re de' Longobardi, 316.
=Rodogaudo=, duca del Friuli. Cospira contro Carlo re de' Franchi, 395, 398; ed è da lui assalito e sconfitto, 398.