Le disilluse

Part 2

Chapter 21,594 wordsPublic domain

Di rinascere mi pare, ma... non come nacqui un dì. Io rinasco per amare come nasce il colibrì.

Esso al nido sa portare miele e amore: zuì zuì zuì.... Di rinascere mi pare, ma... non come nacqui un dì.

_Le Fanciulle_

_(intanto, continuano a contemplare il ritratto e a rileggere la lettera.)_

«Io vi scrivo, damigella, per offrirvi la mia mano. So che siete tanto bella, ch'io son ricco è noto; ma....

se un pochino non m'invita il cuor vostro, tutto è vano, chè non bastano alla vita di due sposi oro e beltà.»

_(Ognuna da sè, con ostentata ingenuità)_

Offrire la mano? Che mai vorrà dire? O Dio! Com'è strano!... Mi par d'arrossire!

_Clea e Arunto_

_(l'una accanto all'altro, in estasi)_

Mi sento l'anima da un'anima ghermire, ed ecco stringonsi insiem come due spire.

A un filo magico, ch'è un raggio dell'Eliso, legate, volano del cielo nel sorriso.

_Fleno_

_(che sporge la testa dal finestrino, senza essere veduto, borbotta:)_

Cos'è cotesto affare?! Si sono intesi già? Si tratta... di volare! A vele gonfie ei va.

Ed io, che, senza vela, più navigar non so, qui reggo la candela.... Un bell'ufficio fo!

_Le Fanciulle_

_(affollandosi e facendo ressa intorno ad Arunto lo interrogano in tono lamentevole.)_

O cavaliere amabile, voi di lusinghe e speme venite apportatore. Or diteci, di grazia, quello che più ci preme:

_(mostrando il ritratto)_

dov'è questo signore?

Noi ne vediam l'immagine...! L'immagine è gentile; ma l'_uom_ chi ce lo dà? Noi ne leggiam la lettera, che è scritta in bello stile; ma il resto... dove sta?

_Arunto_

_(tra sè, maliziosamente)_

Che fretta, caspita! Ho ben capito: lo voglion subito questo marito.

Che sian confuse a me non pare.... Le disilluse si dan da fare.

Il gran proposito è già sfumato, pensando al giovine innamorato.

Son d'una pasta queste figliole! A lor non basta... di restar sole!

_(Rivolgendosi alle Fanciulle per tranquillarle)_

Rassicuratevi, fanciulle mie. Altro che storie e fantasie!....

Se l'impazienza frenate un po' dandomi udienza, vi spiegherò.

_(Se le chiama attorno, e mentre esse sono tutte intente a udirlo, egli spiega l'enigma:)_

Di queste immagini ogni fanciulla può far degli «uomini» o... non far nulla.

Sono ritratti d'uomini veri, un poco matti sì, ma sinceri.

Sposano ed amano sinceramente, ognun dicendovi quello che sente.

Ma se per poco voi diffidate, vi spegne il foco.... Ahimè! badate.

_Le Fanciulle_

_(si mostrano vivamente emozionate e parlano tra loro con molto fervore.)_

-- Da queste immagini possono uscire proprio degli uomini?!

-- C'è da impazzire!

-- Sono ritratti d'uomini veri?!

-- Vedrem dai fatti se son sinceri.

-- Sposano ed amano sinceramente?!

-- Fidare e credere non è prudente.

-- Ma se per poco noi diffidiamo, si spegne il foco....

-- No! no! Badiamo!

_Arunto_

_(continuando a spiegare l'enigma.)_

Di queste immagini mi son munito, chè dentro ascondono un bel marito.

Se dunque amate intensamente, voi conquistate l'uomo latente.

Tutti i miracoli può far l'amore, che è già un fenomeno superiore.

Ogni ritratto diventerà un uomo adatto.... che sposerà.

_Fleno_

_(tra sè)_

Ma che fa? Le piglia in giro? È un burlone, o è un fakiro?

_Le Fanciulle_

_(raggianti, ma ancora un po' dubbiose, restano mute, perplesse.)_

_Arunto_

Ebben, su, che risolvete? Siete, alfine, innamorate?

_Le Fanciulle_

_(pudibonde)_

Cavaliere, via, tacete! Perchè ci mortificate?

_Arunto_

_(in tono canzonatorio)_

Dite di no?

_Le Fanciulle_

_(abbassano gli occhi e non rispondono.)_

_(Pausa.)_

_Arunto_

_(piegando le braccia)_

Aspetterò.

_(Pausa.)_

Dite di sì?

_Le Fanciulle_

_(irrefrenabilmente prorompono)_

Sì, sì, sì, sì!...

_Arunto_

Ah! finalmente! Ed ora attente, attente a me.

_(Raccoglie dalle loro mani i ritratti e, con la solennità d'un ispirato, li lascia cadere a uno a uno dietro la siepe. Quindi, con gravità e mistero, che stuzzica sempre più la curiosità non disinteressata delle ragazze, aspetta il risultato del suo audace incantesimo, dicendo:)_

Uno!... due!... tre!

_(Al «tre», dietro la siepe compariscono, scattando su come fantocci da una scatola, tanti giovanotti, belli e luminosamente vestiti, quanti ritratti Arunto ha seminati; ed egli, con un gesto trionfale, esclama:)_

Chiedeste uomini? Eccoli qua!

_Le Fanciulle_

_(pazze di gioia, corrono ognuna presso il rispettivo fidanzato.)_

Oh, l'ineffabile felicità!...

_I Giovanotti_

_(amorosamente, parlano, ognuno alla propria sposina.)_

Io ti ho scritto, damigella, per offrirti la mia mano. Lo sapevo che sei bella; ch'io son ricco è noto; ma,...

_Le Fanciulle_

È il mio core che t'invita. T'ho chiamato da lontano.... Già di te m'ero invaghita. Dove? Quando? Chi lo sa!

_Arunto_

_(alle Fanciulle)_

Sicchè voi ritornate a Zano con me?

_Le Fanciulle_

_(vociferando)_

Ritorniamo! Ritorniamo!

_Arunto_

Io metto ai vostri piedi la mia riconoscenza. Ora che la mia impresa è riuscita posso dirvene la ragione e posso dirvi quanto vi debbo.

_Fleno_

_(che, senza esser visto, non ha mai cessato di far capolino dal buco del suo tugurio, sporge ora un poco più il capo per meglio udire, e mormora:)_

Finalmente capirò anch'io qualche cosa.

_Arunto_

_(alle Fanciulle)_

Quando voi, disilluse, fuggiste da Zano, quel popolo aveva discacciato dal trono il re Fleno... e aveva fatto benissimo!

_Fleno_

_(offeso, tra sè:)_

Oh! questo poi!

_Arunto_

Un pessimo arnese, senza carattere, senza energia, senza intelligenza...

_Le Fanciulle_

È vero! È vero!

_Fleno_

_(tra sè:)_

Cortesissime!

_Arunto_

Ebbene, io mi presentai candidato al trono. Promisi mari e monti, e spesi un fiume... di quattrini, ma non conchiusi nulla. Senonchè, il popolo di Zano mi fece sapere ch'esso concederebbe il trono a chi ritrovasse e riconducesse nel regno le Fanciulle disilluse. Accettai il patto, compresi che la disillusione, con la relativa fuga, non poteva avere avuto altra causa che la mancanza di quel prezioso gingillo che si chiama marito; e quindi, provvedutomi di questo articolo in effigie e in epistola, impresi il viaggio e... il resto lo sapete.

Ogni miracolo può far l'amore, che è già un fenomeno superiore.

L'amore, quando è verace, dà corpo alle ombre, fa d'un ritratto un uomo, fa di un nulla un marito....

_Fleno_

_(tra sè:)_

... e di un marito un nulla!

_Arunto_

E, difatti, sotto la pioggia del vostro amore, i mariti vi sono spuntati dinanzi... come i funghi. In conclusione, io vi condurrò a Zano, avrò il premio, sarò acclamato re, e, per regalo di nozze, offrirò alla mia sposa, una corona... di Regina.

_Giovanotti e Fanciulle_

Sia gloria ad Arunto, il futuro re di Zano!

_Fleno_

_(uscendo, modestamente, dal tugurio)_

Domando la parola per un fatto personale.

_Giovanotti e Fanciulle_

Chi è? Chi è?...

_Fleno_

_(alle Fanciulle)_

Non mi riconoscete, eh? Il vostro amico, il vostro vicino, il vostro povero romito.... Signorine mie, avete creduto per tanto tempo alla mia Vecchiezza: ma essa era falsa, come la vostra Disillusione.

_Le Fanciulle_

E allora, chi eravate? Chi siete?

_Fleno_

Io ero e sono... Fleno, il re discacciato da Zano.

_(Sorpresa generale.)_

_Una delle Fanciulle_

Sì... ora mi rammento di avervi visto una volta in funzione. Fu il giorno in cui cadeste da cavallo.

_Fleno_

Oh, non mi parlate di quel cavallo!... Era un asino!

_Arunto_

... Mi scuserai se t'ho fatto un po' di critica.... Vuoi che io rettifichi?

_Fleno_

Non rettificare, ma permettimi invece di fare appello alla tua coscienza. Prestandoti la mia Vecchiezza, t'ho dato modo di guadagnare un regno e una donna, che vale più del regno. Vuoi essere riconoscente? Tieniti la donna e cedi il regno a me. A quanto ho sentito, chiunque ricondurrà queste fanciulle a Zano avrà in premio il trono rimasto vuoto. Lascia che riconduca io le belle fuggitive in patria. Così il premio sarà mio e riavrò quel che mi fu tolto.

_Arunto_

_(un po' titubante)_

Ma io ho promesso il regno alla mia fidanzata... È lei che deve decidere.

_Clea_

_(solennemente)_

A me basta il Regno dell'Amore! Ritorni Fleno al suo trono!

_Fleno_

_(con pari solennità, stringendole la mano)_

Signorina,... voi siete un galantuomo!

_Arunto_

Va, dunque, buon Fleno: mettiti alla testa di queste felici coppie di sposi. Chiudi un occhio per la strada... e va a rifarti re!

_Giovanotti e Fanciulle_

Sia gloria a Fleno, il futuro re di Zano!

_Arunto_

Con lo stesso entusiasmo avete acclamato me un minuto fa!

_Fleno_

La politica, mio caro, è opportunista come il cuore della donna! Ed ora... voglio lasciare a queste contrade un ricordo del falso vecchio romito, la cui falsità è stata utile a tanta gente giovane e forte. Ecco un robusto tronco d'albero eterno _(mostrando ad Arunto un tronco d'albero, che ha alla cima quasi l'impronta d'una faccia umana)_ il quale continuerà a rappresentare l'esperienza della Vecchiezza e la forza della Gioventù. _(Truccando il tronco da romito, col mantello, con la barba e col bastone)_ Chi sa che anch'esso, con questi panni e questa barba, non debba rendere qualche servigio all'umanità! _(Il tronco ha preso l'aspetto del vecchio romito)_ Così.... Così! _(Salutando il fantoccio)_ Addio, addio, romito!

_Tutti_

Addio, romito! Addio!

_(Grande animazione, saluti, strette di mano, manifestazioni di tenerezza e di allegria.)_

_Clea_

Addio, compagne d'esilio!

_Le Fanciulle_

Addio, Clea!

_Arunto_

Addio, Fleno! Addio, fanciulle!

_Arunto e Clea_

Noi andiamo a far l'amore!

_Le Fanciulle_

Noi andiamo a far le mogli!

_Arunto e Clea_

Non è lo stesso!

_Fleno_

Io vado a non far niente!

_(Si avvia su per un erto sentiero, e, capitanando le coppie degli sposi, le esorta, con gesto di trionfatore, a seguirlo)_.

_Tutti_

Viva il Re! Viva l'Amore! Viva il Matrimonio!

_(L'animazione cresce. -- Arunto e Clea, affascinati, abbracciati, s'incamminano su per un sentiero opposto. -- I vapori dell'atmosfera si vanno diradando... come la pazienza del pubblico.)_

_Arunto_

_(a Clea)_

Vieni, vieni, mia Regina, dove un suddito sarò. È quell'isola divina, che Citera si chiamò.

_Clea_

_(ad Arunto)_

Purchè sia molto vicina, purchè sia piena di te, non voglio esserne Regina: tu devi essere il mio re.

_Fleno_

_(alle coppie)_

Il sentiero è lungo e annoia chi pedestre a Zano va; ma... c'è qualche scorciatoia... che opportuna vi parrà.

_Tutti_

_(agitando i fazzoletti, s'allontanano, e, scambiandosi saluti romorosamente, anche salutano e risalutano il tronco d'albero, che forse vorrebbe rispondere, ma non può. -- Una bianchissima luce inonda la scena. -- Cala la tela lentamente.)_

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Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):

333 -- aprendo la borsa [porta], tra sè 338 -- venite apportatore [appartatore] 345 -- in effigie e in epistola [espistola]