Le cronache italiane nel Medio Evo
Part 23
[120] Tranne quello di Benzone d'Alba, tutti questi scritti polemici ed altri di cui non tengo discorso, sono stati ripubblicati di recente pei _Monumenta Germaniae Historica_, nella raccolta in tre volumi intitolata _Libelli de lite Imperatorum et Pontificum saeculis XI et XII conscripti_. Hannoverae, 1891-97. Le prefazioni premesse a ciascuno scritto dagli editori sono spesso molto notevoli e riassumono gli studi che sono stati fatti intorno ai diversi scrittori. Due altri scritti notevoli, ripubblicati anch'essi nella stessa raccolta, sono quello del cardinale UMBERTO, _Contra Simoniacos_, e quello del cardinale DEUSDEDIT, _Libellus contra invasores et simoniacos et reliquos schismaticos_. Il cardinale Deusdedit è anche autore di una specie di regesto in cui oltre una collezione di canoni sono raccolti diplomi imperiali e carte di grande antichità che si riferiscono alla Chiesa Romana. Fu pubblicato da monsignor Martinucci a Venezia nel 1869. Un lavoro molto pregevole sui polemisti del periodo Gregoriano è quello di C. MIRBT, _Die Publizistik im Zeitalter Gregors VII_. Leipzig, 1894.
[121] S. PETRI DAMIANI, _Opera_, ed. Const. Caetani, 1783, in-4. È una raccolta in quattro volumi delle opere uscite dalla feconda penna di questo scrittore che in prosa o in verso trattò d'ogni materia nella sua corrispondenza, in vite di santi e in trattati di politica e di religione. Oltre le lettere sono notevoli e insieme assai strani i due scritti intitolati: _Apologia e Liber Gomorrhianus_. Altri due suoi scritti, il _Liber Gratissimus_ e la _Disceptatio Synodalis_, sono stati ripubblicati tra i _Libelli de lite Imperatorum et Pontificum._
[122] Forma dispregiativa per _Bonizo_. L'uso di alterare il nome degli avversarî per torcerlo a significato spregevole, frequente in questi scrittori polemici, è frequentissimo in Benzone. Così, oltre i nomi citati in questo passo, quello di Anselmo vescovo di Lucca, l'amico della contessa Matilde, diviene _Asinelmus_, quel d'Alessandro II _Asinandrum_, e si potrebbero moltiplicar questi esempî di scurrile violenza, da cui anche gli scrittori di parte avversa non si astenevano.
[123] «Runcie deformis factus sine lumine dormis! Laudetur Deus quia vix potuit manus tuas evadere, qui iniuriis linguae ausus est te invadere. Auditum est in quattuor mundi plagis qualiter es ultus, formidanda potestas, super Runtio Cremonensi atque quibusdam aliis. Sed de Bonizello, Armanello, Morticiello, tribus daemonibus, quod non idem contigit improbat omnis populus.»
[124] Il Lehmbgrübner pone la data della sua morte al 14 luglio 1090.
[125] «Queris a me, unicum a tribulatione que circumdedit me presidium: Quid est quod hac tempestate mater ecclesia in terris posita gemens clamat ad Deum nec exauditur ad votum, premitur nec liberatur, filiique obedientie et pacis iacent prostrati, filii autem Belial exultant cum rege suo praesertim cum qui dispensat omnia, ipse sit qui iudicat aequitatem? Est et aliud, unde de veteribus sanctorum patrum exemplis a me petis auctoritatem: si licuit vel licet christiano pro dogmate armis decertare? Quibus tuae mentis fluctuationibus, si aurem sani cordis adhibueris, facile respondebitur, tum quia in promptu nobis est, tum quia hoc tempore mihi scribere hoc visum est pernecessarium. Igitur de Dei misericordia confisi, qui linguas infantum disertas facit, adoriamur sermonem.» BONITHONIS SUTRIENSIS, _Liber ad Amicum_, I, ap. WATTERICH, _Op. cit._, e nei _Libelli de lite_, vol. I ed. DÜMMLER. Oltre il Watterich e il Dümmler pubblicò una edizione di questo libro anche lo JAFFÉ nei _Monumenta Gregoriana_.
[126] È quello medesimo che fece violenza al Papa in Santa Maria Maggiore.
[127] _Vita Anselmi episcopi Lucensis_, auctore BARDONE, in _Monun. Germ. Hist. SS._, XII. Lo stesso Anselmo era autore di parecchi lavori, alcuni dei quali polemici, ma la maggior parte di essi è perduta.
[128] DOMNIZO, _Vita Mathildis_, ed. Bethmann, _Mon. Germ. Hist. Script._, XII.
[129] A. FERRETTI, autore di un saggio piuttosto diligente intitolato: _Canossa_. Reggio Emilia, 1876.
[130] I versi seguenti che descrivono rincontro di Enrico IV con Gregorio VII, serviranno a dare un'idea del verseggiare di Bonizone il quale si trovava anch'egli in quel momento nel castello di Canossa.
Ante dies septem quam finem Janus haberet, Ante suam faciem concessit Papa venire Regem cum plantis nudis a frigore captis In cruce se iactans, Papae saepissime clamans: Parce, beate pater, pie, parce michi, peto plane!
[131] _Monumenta Gregoriana,_ edidit PH. JAFFÉ, Berolini, 1865. Alcune altre lettere sono state scoperte dipoi. Intorno a questo regesto, il GIESEBRECHT pubblicò una importante dissertazione col titolo _De Gregorii VII registro emendando_, Regiomonti, 1858. Secondo l'opinione del Pflugk-Harttung e di altri, il cardinale Deusdedit avrebbe adoperato per la sua _Collectio Canonum_ un altro registro gregoriano, anteriore a quello pubblicato dallo Jaffé e più completo. Contraddice a questa opinione il Loewenfeld. Io qui mi limito a far cenno soltanto delle lettere di Gregorio, ma hanno pur grande valore quelle che ancora si trovano degli altri pontefici che gli furono vicini di tempo.
[132] Per questi scrittori del Mezzogiorno, oltre lo studio che sono venuto facendo sui testi, mi giovo grandemente dell'eccellente lavoro pubblicato dal CAPASSO col titolo: _Le fonti della storia delle provincie napoletane_, nell'_Archivio storico delle provincie napoletane_, an. 1876. Mi hanno pure molto giovato alcune pubblicazioni inserite nell'_Archivio storico siciliano_, e varie opere dei due storici siciliani, il LA LUMIA e l'AMARI. Anzi al caro e venerato autore del _Vespro Siciliano_ e della _Storia dei Musulmani in Sicilia_, debbo anche speciale gratitudine per alcune indicazioni verbali che mi riuscirono utilissime.
[133] Il nome di questo cronista era ignoto. Il prof. Gaudenzi lo ha trovato in un manoscritto della biblioteca nazionale di Napoli in cui questi Annali portano il titolo _Landulphi abbatis S. Mariae de flumine apud Ceccanum Chronica_. Il Gaudenzi dà questa notizia nella prefazione alla cronaca di S. Maria di Ferraria, ma non dà alcuna indicazione circa l'autorità e l'età del manoscritto.
[134] Il Siragusa, ultimo editore del Falcando, pur mentre ne loda i pregi letterari e la mirabile eloquenza, trova soverchio questo appellativo.
[135] «Falcandus has been styled the Tacitus of Sicily, and after a just but immense abatement, from the first to the twelfth century, from a senator to a monk, I would not strip him of his title; his narrative is rapid and perspicuous, his style bold and elegant, his observation keen: he had studied mankind and feels like a man.» GIBBON, _Decline and Fall of the Roman Empire_, cap. LVI.
[136] _La Historia o Liber de Regno Sicilie e la Epistola ad Petrum Panormitane Ecclesie Thesaurarium di_ UGO FALCANDO _a cura_ di G. B. SIRAGUSA tra le _Fonti_ pubblicate dall'Istituto Storico Italiano. Nella prefazione alla _Historia_, il Siragusa riassume con molta diligenza e discute le varie opinioni e i molti studî compiuti intorno al Falcando massime dall'Hartwig, dall'Hillger e dallo Schröter. Anche un altro libro del Siragusa, _Il regno di Guglielmo I in Sicilia_, è da consultare per ciò che riguarda Ugo Falcando e Romualdo Salernitano.
[137] «Madet terra pulchro cruore diffuso, tabetque iuvenili sanguine cruentata, iacent veluti flos purpureus improvida falce succisus.» SABAE MALASPINAE, _Rerum Sicularum Historia_, IV, 16.
[138] Giunto a questa età non è più possibile per me trattare neppur brevemente d'altre fonti storiche oltre i cronisti. Mi limito quindi a rammentar qui in nota le lettere di Pier della Vigna il Gran Cancelliere di Federico II. Il suo epistolario è uno dei più pregevoli monumenti letterarî di quel tempo, e ha valore storico inestimabile. Anche si conoscono altri epistolari contemporanei a quello, scritti da uomini che presero parte alla vita pubblica, ma i più sono inediti e meriterebbero d'essere pubblicati in tutto o in parte. È pure assai desiderabile una edizione completa e definitiva dell'epistolario di Pier della Vigna intorno al quale sono da consultare il saggio del napolitano De Blasiis, e l'altro dell'Huillard Bréholles, _Pierre de la Vigne, sa vie et sa correspondance_. Voglionsi menzionar di passaggio anche la grande raccolta fatta dall'HUILLARD BRÉHOLLES in dieci volumi col titolo _Historia Diplomatica Friderici II_, quella di BARTOLOMEO CAPASSO, _Historia Diplomatica Regni utrimque Siciliae ab an. 1250 ad an. 1266_, e quella del WINKELMANN, _Acta Imperii inedita seculi XIII_.
[139] _Annales Casinenses_ in _Mon. Germ. Hist._ SS. vol. XIX. — _Chronicon Casauriense_, in MURATORI, _Rer. Italic. Script._, II, 2. — _Alexandri abbatis Telesini lib. IV de rebus gestis Rogerii Siciliae regis 1127-1135_ in MURATORI, _Op. cit._, V, e presso DAL RE, _Cronisti Sincroni Napolitani_, Napoli, 1845. — _Chronicon S. Bartholomaei de Carpineto_, in UGHELLI, _Italia Sacra_, vol. VII. — ROMUALDI SALERNITANI, _Annales_, Ibid. — HUGONIS FALCANDI, _Hist. de rebus gestis in Siciliae regno_, in MURATORI, _Op. cit._, VII, e nella edizione già citata del SIRAGUSA. — PETRI DE EBULO, _Carmen de bello inter Heinricum VI et Tancredum_, ap. DAL RE, _Cronisti sincroni napoletani_ e ed. Winkelmann, 1874. — RICARDI DE SANCTO GERMANO, _Chronica, Mon. Germ. Hist._, SS. XIX. — NICOLAI DE JAMSILLA, _De rebus gestis Friderici II_, MURATORI, _Op. cit._, VIII e DAL RE, _Op. cit._ — SABAE MALASPINAE, _Res Siculae_, Ibid., e meglio ap. DAL RE, _Op. cit._ — NICOLAI SPECIALIS, _Hist. Sicula_, MURATORI, _Op. cit._, X. — BARTHOLOMAEI DE NEOCASTRO, _Hist. Sicula_, Ibid., XIII. Un'altra e più antica redazione della cronaca di Riccardo di San Germano è stata pubblicata nei _Monumenti Storici_ della Società napoletana di Storia patria dal prof. Gaudenzi, insieme ad una cronaca inedita di S. Maria di Ferraria che non è priva d'interesse. _Ignoti Monachi Cisterciensis S. Mariae de Ferraria Chronica, et_ RYCCARDI DE SANCTO GERMANO, _Chronica priora_ ed. A. GAUDENZI, Neapoli, 1888. — Degli scritti riconosciuti apocrifi come i _Diurnali_ di MATTEO SPINELLI, e tra le croniche romane quella del MONALDESCHI, non tengo parola, nè tengo parola del _Rebellamentu de Sichilia_, una specie di romanzo storico, come lo chiama l'Amari, dettato in Siciliano e che mi par dimostrato non essere contemporaneo del Vespro.
[140] _Historia Pontificalis_ ed. ARNDT, in _Mon. Germ. Hist_., SS. XX.
[141] Questo scrittore è stato finora conosciuto sotto il nome di Niccolò da Curbio. Il Pagnotti in uno studio molto pregevole che precede una nuova edizione della _Vita d'Innocenzo IV_, dimostrò ch'egli va chiamato Niccolò da Calvi. F. PAGNOTTI, _Niccolò da Calvi e la sua Vita d'Innocenzo IV, con una breve introduzione sulla Istoriografia pontificia nei secoli XII e XIV_, in _Archivio della R. Società romana di storia patria_, vol. XXI.
[142] PTOLEMAEI LUCENSIS, _Historia Ecclesiastica_, in MURATORI, _Rer. Italic. Script._, vol. XI. — Tutte le altre vite pontificie Ibid., vol. III.
[143] _Vita di Cola di Rienzo_, Bracciano 1624 e 1631; ap. MURATORI, _Antiq. Ital._, III, e con note di ZEFIRINO RE, Forlì 1828, ristampata a Firenze dal Le Monnier. Tutte edizioni imperfette e l'ultima più imperfetta delle altre. È debito ricordar qui che Cola di Rienzo fu benemerito degli studi storici, e iniziò in certo modo l'archeologia romana indagando negli storici antichi e nelle epigrafi, la storia di quei monumenti che gl'infiammavano l'anima. I quali fino ad allora ebbero per quasi unica illustrazione le leggende medioevali contenute nella _Mirabilia_, curioso e caratteristico libro di cui molto volentieri avrei parlato se non fosse stato il timore d'ecceder troppo i confini di questo lavoro. Oltre alle _Mirabilia_ è notevole un libro di storie romane, che forse fu noto a Cola di Rienzo, e contiene storie o leggende dell'antica Roma. Se ne ha una traduzione in volgare romano che risale verso la metà del secolo decimoterzo. La R. Società romana di storia patria la pubblicherà tra breve col titolo di _Lyber hystoriarum Romanorum o_ _Storie de Troia et de Roma_ a cura del professore ERNESTO MONACI che già ne discorse ampiamente nel volume XII dell'_Archivio_ della Società stessa. Importantissima per la storia di Cola di Rienzo è la raccolta delle sue lettere pubblicata dall'Istituto Storico Italiano a cura di A. GABRIELLI, tra le _Fonti per la Storia d'Italia_. Voglionsi anche menzionare alcuni annali relativi a Roma e a paesi prossimi a Roma, pubblicati nel volume XIX (SS.) dei _Monumenta Germaniae Historica_.
[144] ADOLFO BARTOLI, _Storia della Letteratura Italiana_, vol. I. Firenze, 1878.
[145] «Brevis est, grandia tamen in Mediolanensi urbe gesta continet, et rerum perturbationes memoria dignas; graphiceque exprimit, quid in animis hominum eorum temporum potuerit, semperque poterit, dominandi cupido. Neque intra pomoeria unius Mediolani consistit Landulphi narratio: multa etiam habet, quibus Italica eius aevi historia illustretur.» MURATORI, in praef. ad _Landulph. R. I. S._, vol. V.
È bene notare che questi cronisti attinsero a più antiche fonti di storia milanese, molte delle quali ci rimangono, e saranno raccolte e date in luce dall'Istituto Storico Italiano, col titolo _Monumenta Mediolanensia antiquissima_. Veggansi intorno a queste fonti gli studi pubblicati dal prof. L. A. FERRAI, nel _Bullettino dell'Istituto Storico Italiano_, e nell'_Archivio Storico Lombardo_.
[146] Questa cronaca è stata generalmente attribuita finora ad un Sire Raoul, di cui non si sapeva nulla oltre il nome, ma il signor Holder-Egger pubblicando pei _Monumenta Germaniae Historica_ una nuova edizione di questa cronaca, ha dimostrato in modo certo che il nome dell'autore è ignoto. _Gesta Friderici I Imperatoris in Lombardia, auctore cive Mediolanensi, recognovit_ O. HOLDER-EGGER. Hannoverae, 1892.
[147] ARNULPHI, _Gesta Archiepiscoporum Mediolanensium_, in _Mon. Germ. Hist_. SS. VIII. — LANDULPHI, _Historia Mediolanensis_. Ibid. — LANDULPHI JUNIORIS DE S. PAULO, _Historia Mediolanensis_. Ibid. XX, e MURATORI, _Op. cit._, vol. V. — ANDREAE, _Vita S. Arialdi_ in _Acta Sanctorum_ (5 giugno). — MOYSIS MAGISTRI BERGOMENSIS, _De Laudibus Bergomi_. MURATORI _R. I. S._ vol. V. — ANONYMI, _Poema de bello et excidio urbis Comensis_. Ibid. — RADULFI _sive_ RAUL, _De rebus gestis Friderici I_. Ibid., VI, e _Annales Mediolanenses, Mon. Germ. Hist._ SS. XVIII, e nuova ediz. Holder-Egger già citata. — _Boncompagni Magistri Florentini_, _De Obsidione Anconae_, MURAT. _R. I. S._ VI. — Un nuovo testo dell'_Assedio d'Ancona_, di Boncompagno, fu pubblicato da A. GAUDENZI, nel fasc. 15 del _Bullettino dell'Istituto Storico Italiano_. — OTTO MORENA, ACERBUS MORENA, ANONYMUS, _De rebus Laudensibus_, in _Mon. Germ. Hist_. SS. XVIII. Una traduzione dell'opera dei _Morena_, fu pubblicata nell'_Archivio storico per la città e comune del circondario di Lodi_. Anni II e III.
[148] «Ottoni Frisingensi episcopo.... viro utique qui singularem habebat dolorem de controversia inter regnum et sacerdotium.» RAHEVINI, _Gesta Friderici_, III, 22.
[149] «Praelium hoc a decima pene dici hora usque ad noctem protractum est. Caesi fuerunt ibi vel in Tyberi mersi pene mille, capti ferme ducenti, sautiati innumeri, caeteri in fugam versi, imo tantum ex nostris, mirum dictu, occiso, uno capto. Plus enim nostros intemperies coeli aestusque illo in tempore maxime circa Urbem immoderatior, quam Romanorum laedere poterant arma.» Eppure «Finito tam magnifico triumpho,» il dì seguente l'Imperatore ritraeva l'esercito e s'accampava a rispettosa distanza da Roma. Non è senza interesse il confrontar questo episodio della storia del vescovo di Frisinga col passo di Liudprando citato qui sopra alla pagina 131. Il testo pubblicato dal Waitz nella nuova edizione delle Gesta, porta il numero dei Romani morti a seicento, ma tra le numerose varianti ch'egli reca, non indica il manoscritto da cui ha tratto questa variante, che pure è così considerevole.
[150] Le edizioni recano veramente: _ex hac comminandi potestate_, ma la frase non mi par che abbia senso. Io credo che debba leggersi _commanendi_ e traduco a seconda della mia congettura, la quale mi par confermata da tutto il passo che dice: «Ex quo fit ut tota illa terra inter civitates ferme divisa, singulae _ad commanendum secum_ diocesanos compulerint, vixque aliquis nobilis vel vir magnus tam magno ambitu inveniri queat, qui civitatis suae non sequatur imperium. Consueverunt autem singuli singula territoria_ ex hac comminandi_ (l. _commanendi_) potestate _comitatus_ suos appellare.»
[151] «Ego autem, qui huius operis principium eius [Ottonis] ex ore adnotavi, finemque eius de principis iussu perficiendum suscepi, et manu mea ipsius extrema lumina clausi.» RAHEVINI, _Gesta Friderici_, IV, 14.
[152] OTTONIS FRISINGENSIS, _Opera_ (I. _Chronicon_, II. _Gesta Friderici Imperatoris_) in _Mon. Germ. Hist_. SS. XX ed. R. WILMANS, e una nuova edizione delle _Gesta_ curata del WAITZ, Hannover, 1884. Oltre Ragevino o Rahevino, che nelle antiche edizioni veniva erroneamente chiamato Radevico, e che ebbe egli stesso un continuatore anonimo, il vescovo di Frisinga ebbe un altro continuatore in Ottone da San Biagio, il quale condusse il Chronicon fino al 1209. Intorno ad Ottone di Frisinga si è scritto molto, e sono da segnalare sopra gli altri gli studî del Giesebrecht e del Wattenbach, e le belle prefazioni del Willmans alla edizione delle opere citate qui sopra. _Guntheri Ligurini,_ _De Rebus gestis Friderici I Aenobarbi_, ed. pr. Basileae, 1569. GOTIFREDI VITERBIENSIS, _Opera_, in _Mon. Germ. Hist_. SS. XXII.
[153] _Gesta di Federico I in Italia_.... a cura di ERNESTO MONACI, nelle _Fonti per la Storia d'Italia_, pubblicate dall'Istituto Storico Italiano, e cf. ERNESTO MONACI, _Il Barbarossa e Arnaldo da Brescia a Roma_, nell'_Archivio della Società romana di Storia patria_, vol. I, e W. V. GIESEBRECHT, _Sopra il poema recentemente scoperto intorno all'imperatore Federico I, lettera al prof. Monaci_. Ibid., vol. II. Il signor C. Wenck propose il dubbio che l'autore potesse essere un _Thadeus de Roma_, nel _Neues Archiv_, IX, 1 (Anno 1883), ma la sua congettura non venne accolta. Il manoscritto che contiene il poema è del secolo XIII, e in calce porta questo titolo: _Gesta per imperatorem Federicum Barbam rubeam, in partibus Lumbardie et Italie_. Ruggero Bonghi nel suo mirabile studio sopra Arnaldo da Brescia si giovò assai della pubblicazione del Monaci rilevandone il gran valore.
[154] Ne pubblicò alcuni frammenti il WAITZ nei _Mon. Germ. Hist._ SS. XXIV. Intorno a questo scrittore io ebbi occasione di fare alcune osservazioni pubblicando un frammento di cronaca scritto da Landolfo Colonna. Cf. _Landolfo e Giovanni Colonna secondo un Codice Bodleiano_, in _Archivio della R. Società romana di storia patria_, vol. VIII.
[155] M. TABARRINI, _La cronaca di Fra Salimbene da Parma_. In tutto ciò che dico di Salimbene, seguo precipuamente il saggio del senatore Marco Tabarrini, uno dei più perfetti lavori usciti dalla penna di quello scrittore eminente. È stato ripubblicato tra i suoi _Studî di critica storica_, Firenze, 1876. Quanto al _Chronicon_ FR. SALIMBENE PARMENSIS, esso fu per la prima volta pubblicato nel 1857 in Parma (_Monumenta historica ad provincias Parmensem et Placentinam pertinentia_, vol. III). Nuove edizioni di questa cronaca sono annunziate dall'Istituto Storico Italiano e dalla Società dei _Monumenta Germaniae_. Intorno alla critica del testo salimbeniano e alle sue relazioni con altre cronache, si è molto discusso, e principalmente dal Clédat, dal Novati, dal Dove, dallo Scheffer-Boichorst, dallo Holder-Egger, dal Wattenbach e dal Michael. Quest'ultimo è autore di un buon libro su Salimbene. E. MICHAEL, _Salimbene und seine Cronik_, Innsbruck, 1889.
[156]
Suo cimitero da questa parte hanno Con Epicuro tutti i suoi seguaci Che l'anima col corpo morta fanno. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Qua entro è lo secondo Federico. DANTE, _Inferno_, X.
[157] «Il guelfo Salimbene in quel suo stile caldo e abbondante ci fa sentire i palpiti del cuore italiano.» AMARI, _Storia del Vespro_, I, 5.
[158] «Reducta in solitudinem eo quod non esset nec cultor nec transiens per eam.... nec poterant homines arare, nec seminare, nec metere, nec vineas facere, nec in villis habitare.... Verumtamen prope civitates laborabant homines cum custodia militum.... Et hoc oportebat fieri propter berruarios et praedones qui multiplicati erant nimis. Et capiebant homines et ducebant ad carceres ut se redimerent pro pecunia.... Et ita libenter videbat homo hominem, tempore illo euntem per viam, sicut libenter videret diabolum.» SALIMB., _Chron_., pag. 71.
[159] Altre due opere storiche notevoli di lui sono la _Cronaca Galvagnana_ e il _Chronicon Maius_. Cf. L. A. FERRAI, _Le Cronache di Galvano Fiamma e le fonti della Galvagnana_, nel _Bullettino dell'Istituto Storico Italiano_, n. 10.
[160] Ne ha data una nuova edizione il FERRAI nelle _Fonti per la Storia d'Italia_, col titolo _Historia Johannis de Cermenate_.
[161] Cf. GORRINI, _Il Comune Astigiano e la sua Storiografia_. Firenze, 1884.
[162] La cronaca dello Smerego fu ristampata dal senatore Lampertico nel volume II dei suoi _Scritti storici e letterari_.
[163] ZANELLA, _Ferreto de' Ferreti_, nel volume intitolato: _Scritti varii_, Firenze, Le Monnier, 1877, e cf. MORSOLIN, _Le Fonti della storia di Vicenza_, Venezia, 1881; MAX LAUE, _Ferreto von Vicenza_; e CIPOLLA, in _Giornale storico della Letteratura_, III, 229; AMARI, _Storia del Vespro_, III, 19.
[164] FERRETI VICENTINI, _Historia rerum in Italia gestarum ab an. 1250 usque ad an. 1318, e De Scaligerorum origine poema_, in MURATORI, _Rer. Ital. Script._, vol. IX. — ROLANDINI PATAVINI, _De factis in Marchia Tarvisina_, lib. XII. _Ibid_., vol. XII, e _Mon. Germ. Hist._, Script., vol. XIX. Gli altri scritti menzionati qui sopra trovansi anch'essi nella raccolta muratoriana. Anche è da ricordare una cronaca che già il Muratori aveva pubblicato col titolo di _Chronicon Patavinum_ (_Antiq. Ital._, vol. IV) e di cui il professore A. Bonardi ha dato una nuova edizione nella _Miscellanea di storia veneta_, ser. II, t. VI, col titolo _Liber Regiminum Paduae_. Il Bonardi dimostra come l'autore del Liber attingesse a fonti originali che sono ora perdute. Le cronache piemontesi furono ripubblicate a Torino negli _Historiae Patriae Monumenta_.
[165] ALBERTINI MUSSATI, _Historia Augusta_, ap. MURATORI, _Rer. It. Script._, vol. X, col. 417.
[166] «Fine facto fremens Senatus in altum voces tulit pari assensu haec omnia sancienda dijudicans.» _Ibid_.
[167] _De Gestis Italicorum_, loc. cit., col. 614.