La serpicina

Chapter 3

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E con parole ed esempii più singolari nel l. II, cap. 4,--5 e 6:--«Voi Signore, condannate il furto........, e nonostante, Signore, io ho voluto commettere un furto, e lo commessi non mica per necessità, ma per puro spreto di giustizia, per eccesso e colmo d'iniquità, avendo involato cose di cui non pativo diffatta, anzi pure ne possedevo in copia e migliori di quelle che io rubava. Rubai, niente altro cercando nel furto tranne il furto stesso, e compiacendomi saziarmi nella laidezza del vizio piuttosto che nel frutto dell'azione viziosa. Era un pero presso la vigna paterna che produceva pere nè belle alla vista nè piacevoli al gusto. Noi fanciulli dopo avere giuocato fin presso a mezzanotte, andammo in frotta a scuotere l'albero e spogliarlo di tutti i suoi frutti, e ritornammo carichi di pere, non per mangiarle, ma solo per rapirle e gittarle ai porci, contenti nel piacere di fare quello che ci era vietato.»--E dopo questo racconto il Santo di raziocinio in raziocinio non dubita paragonare il furto delle pere con i misfatti di Catilina, ed anzi a quegli stessi misfatti anteporlo, imperciocchè a fine di conto Catilina amasse gli omicidii non come omicidii, ma come mezzi di pervenire ai suoi fini, mentre egli trucidasse coteste pere senza scopo, se togli quello di fare del male. Citando Catilina in proposito di pere, mi sembra che Santo Agostino si accosti all'avvocato di Marziale, che difendendo l'abigeato di tre capre, prese a rammentare la guerra Cimbrica ed altri malanni della Repubblica Romana; e poi la esagerazione dei paragoni scredita o la sincerità del pentimento o la rettitudine del giudizio. Come a Rousseau, avveniva a Santo Agostino: la veemenza della immaginazione superava in cotesti uomini il sentimento.

_Pag._ 79.--(3) San Giuliano era e forse ancora è il Santo protettore dei viaggiatori. «Poche orazioni ho per le mani, come colui che mi vivo all'antica e lascio correre due soldi ventiquattro danari; ma nondimeno ho sempre avuto in costume, camminando, di dire la mattina quando esco dall'albergo un paternostro ed un'avemaria per l'anima del padre e della madre di San Giuliano, dopo il quale io priego Iddio e lui che la seguente notte mi deano buono albergo. Boccaccio, _Decamerone_, Giornata II, Nov. 2.

_Pag._ 81.--(4)

_Olim truncus eram ficulnus, inutile lignum: Quum faber incertus scamnum faceretne Priapum, Maluit esse Deum: Deus inde ego...._ HORAT., _Sat._ 8.

Pag. 86.--(5) Io domandai al Sole s'egli era maschio o femmina, e mi guardò e si messe a ridere. _Le Compère Mathieu_, T. 2.

Pag. 93.--(6) Quis novit si spiritus filiorum Adam ascendat sursum, et si spiritus jumentorum descendat deorsum. _Ecclesias_., cap. 3, v. 22.

End of Project Gutenberg's La serpicina, by Francesco Domenico Guerrazzi