La Repubblica di Venezia e la Persia

Part 29

Chapter 292,666 wordsPublic domain

Nel terminar detto fiume si arriva alla città di Astrakan, fortezza di considerazione custodita dalli Russi sotto il comando del moscovita. Si sbarca colà e con altri vascelli più grandi si entra nel mar Caspio, nel quale navigando intorno a 20 e 30 giornate al più si arriva nella città di Derbent del Persiano. In questo cammino navigando con vascelli grossi si sta lontano dalla terra, perchè in alcuni siti vi sono genti di mal affare che tendono alle rapine e che non conoscono alcuna superiorità. Arrivati nel Derbent termina la navigazione e viaggiando di là per terra, per paese montuoso e sassoso lo spazio di 8 giornate si capita a Shumachia, città dove vi sta un provveditore generale del Persiano, e di là poi nel progresso di un mese di cammino si arriva ad Ispahan dove risiede il re e metropoli della Persia, facendosi d'ordinario le giornate di 4 o 5 leghe da 5 miglia l'una e talvolta fino 8 leghe per poter giungere alla posata. In questo viaggio vi si cammina sempre per pianura, eccetto che 3 o 4 giornate di montuoso, ma non però tanto malagevole. Sicchè tutto il viaggio da Venezia alla città dominicale di Persia Ispahan, con il continuo cammino vi potrà esser lo spazio di mesi 5 o 6.

Vi è quello poi che si fa per la Turchia. Da Ispahan fino a Erivan si va in 40 giornate per terra, ma vi bisogna l'unione di molti per formare le carovane, e convengono aspettare lo spazio di 2 o 3 mesi e talvolta 4 per la mossa, stantechè vi sono truppe di centinaia di Sciti che vivono di rapine.

Da Erivan in Erzerum si può arrivare in 20 giornate, ma però colle medesime provvisioni unendosi almeno 2 o più mille persone, perchè arrivati in Erzerum ciascuno si incammina pel paese destinato.

Da Erzerum a Tokat, che sono tutte due città grandi e popolate, si giunge in 20 giornate, e di là a Bursa città mercantile, metropoli della Bitinia, in 30 giorni, ed in 5 a Costantinopoli e continuando il viaggio per Adrianopoli con le carovane, al più in 2 mesi si capita a Spalatro, con l'ordinario cammino di 4 o 5 leghe di 5 miglia al giorno. Onde calcolando il cammino per la Germania, Polonia e Moscovia si arriva in Persia tra 5½ in 6 mesi; e quello per Costantinopoli in altrettanto. Da tutte due le parti vi sono i pericoli: per quella di Costantinopoli, l'invasione dei Sciti che svaligiano i viandanti, quando non sono numerosi per resisterli; per quella di Moscovia vi sono le fortune del mar Caspio, ed il rischio che si corre di cader nelle mani di quei popoli nelle rive del mar medesimo, i quali tendono alle rapine, quando non sono provveduti di assistenza.

_Commerciali, 1673-74._

FINE

NOTE:

[1] Dei Commentari del viaggio in Persia di Caterino Zeno il Cavaliere; nella Raccolta del Ramusio. Venezia 1583, vol. II.

[2] Fu poi madre della regina di Cipro.

[3] Commentari Zeno, cit.

[4] Documento II. Col Caramano la repubblica avea conchiuso un trattato di commercio fino dal 1453.

[5] Paolo Morosini, Hist. Veneta, lib. XXIV.

[6] Marin Sanudo, Cronaca ms. nell'Archivio Cicogna.

[7] Malipiero, Annali veneti, Archivio storico italiano, vol. VII e VIII.

[8] Paolo Morosini, Hist. ven. cit., pag. 579.

[9] Cornet, Le guerre dei Veneti nell'Asia, 1470-1474. Vienna, 1856.

[10] L'isola di Negroponte era toccata ai Veneziani nella divisione dell'impero di Romania. Mohammed la occupò nel 1469; e la repubblica che la possedeva da 264 anni, consideravala come uno dei più preziosi stabilimenti che avesse nel levante.

[11] Commissioni 27 novembre 1470 e 2 gennaio 1471. Cornet, op. cit.

[12] Ducale a Vettor Soranzo in Sicilia, 2 marzo 1471. Ib.

[13] Pubblicata negli Annali di Malipiero. Archivio storico italiano, vol. VII, pag. 68.

[14] Deliberazioni segrete, volume XXV. Cornet, op. cit. pag. 23.

[15] L'antica Hermonassa sulla sponda del Niester, scalo della Valacchia e Moldavia.

[16] Ducali a Vettore Soranzo, 22 aprile e 25 ottobre 1471.

[17] Dracone Zeno, figliuolo di Antonio, viaggiò nel 1425 per gran parte dell'Asia, dimorò molti anni alla Balsera, alla Mecca ed in Persia, e morì a Damasco.

[18] Commentari del viaggio di Caterino Zeno, cit.

[19] Annali del Malipiero, cit.

[20] Secreta XXV, V. Cornet, op. cit., e la tavola qui di fronte.

[21] Secreta XXV, Cornet, op. cit. p. 47.

[22] Secreta XXV, Cornet, op. cit. p. 49 e 63.

[23] Verdiziotti, Dei fatti veneti, p. 572.

[24] Secreta XXV, Cornet, op. cit., p. 65.

[25] Registri Senato Terra, tom. VI, pag. 186, 188, 191, 194. Arch. ven. gen.

[26] Lettere al Senato di Giosafat Barbaro, Vienna 1852, dai codici Foscarini.

[27] Pietro Mocenigo fu poi creato doge a' 16 dicembre 1474. Morì nel 1476 e gli fu posto il seguente epitaffio: «Qui Asia a faucibus Hellesponti usque in Cyprum ferro ignique vastata, Caramanis regibus venetorum sociis, Othomano oppressis, regno restituto....»

E Nicolò Tron, che fu Doge dal 1471 al 1473, ebbe per epitaffio: «Cum rege Parthorum contra Turcum socia arma coniunxit....» e per breve:

Hic Thronus aeteris dux est demissus ab astris Ut Persam Veneto iungeret imperio.

[28] Coriolano Cippico, _De Bello Asiatico_, Venetiis 1594.

[29] Commentari Zeno, op. cit.

[30] Marin Sanudo nel vol. XXII, _Rerum italicarum scriptores_.

[31] Pubblicata negli Annali del Malipiero, cit.

[32] Annali del Malipiero cit. VII, pag. 83.

[33] Ib. pag. 82.

[34] Secreta XXV, Cornet, op. cit., pag. 83.

[35] Secreta XXV, Cornet, op. cit., pag. 84.

[36] Lettere di Giosafat Barbaro, cit.

[37] Aghaliman, il 4 giugno 1473; Malipiero, Ann. pag. 87.

[38] Deliberazione del Senato, 25 giugno 1473. Secreta XXV, pag. 19, Archivio veneto generale.

[39] Lettera dello Zeno, 13 luglio 1473. Così di fatto egli scrisse a Federico III, il quale invece cercò di ridurre la Dieta, perchè non si desse aiuto alcuno ad Uzunhasan, onde il gransignore prosperasse contro la repubblica. E scrisse egualmente al re Mattia, che trattò invece la pace colla Turchia.

[40] L'esercito persiano contava 300,000 uomini. Lettera dello Zeno, 26 luglio 1473.

[41] Commentari dei viaggi dello Zeno, cit.

[42] Malipiero, Annali cit.

[43] Secreta XXVI, Cornet, op. cit.

[44] L'Ognibene sbarcò a Kurku il 18 gennaio 1474, ivi condotto dalla galea Caterina, e per la via di Aleppo andò in Persia.

[45] Commentari Zeno, cit.

[46] Memorie storiche dei Monarchi Ottomani.

[47] Lettere del Barbaro, cit.

[48] Viaggio di Giosafat Barbaro in Persia, Ramusio, op. cit.

[49] Viaggio di un mercante che fu nella Persia, Ramusio, op. cit.

[50] Malipiero, annali op. cit.

[51] Benchè gli etimologi non siano d'accordo intorno alla derivazione del nome sufì, adottiamo questo modo di scriverlo, dopo le preziose considerazioni dell'Hammer, del Marsden, e dei moderni orientalisti.

[52] Sanudo Codd. Marciani, vol. IV, pag. 66. Vedi Brown, Ragguagli sulla vita e le opere di M. Sanudo.

[53] Sanudo IV, pag. 168.

[54] Sanudo V, pag. 137.

[55] Sanudo VII, pag. 407.

[56] Sanudo VII, pag. 168-173.

[57] Persiana, da _agem_, nome col quale gli arabi indicano le terre ad essi straniere, ed in particolare la Persia.

[58] Vol. VII, pag. 194.

[59] Paolo Giovio, Hist. di Venezia, lib. XIII.

[60] Sanudo VII, pag. 425.

[61] Sanudo VII, pag. 508.

[62] Sanudo VIII, pag. 182.

[63] P. Giovio, Hist. cit., pag. 321.

[64] Nel settembre 1509. Sanudo IX, pag. 135.

[65] Il 21 giugno 1511.

[66] Secreta XLIV, pag. 31. Archivio veneto generale.

[67] Secreta XLIV, pag. 73. Arch. ven. gen.

[68] Vol. XV.

[69] Ib.

[70] Morana, Relazione del commercio di Aleppo. Venezia 1799.

[71] Relazioni degli ambasciatori veneti al Senato nel secolo XVI, edite in Firenze da Eugenio Albèri. Serie III, vol. I, pag. 24.

[72] Albèri, Relazioni venete cit., serie III, vol. I, pag. 85.

[73] Serie III, vol. I, pag. 193. Questa relazione porta, in una copia esistente nell'Archivio generale del regno a Torino, il nome di Daniele Barbaro; e nei codici Foscarini a Vienna il titolo: Relatione del Sophi re di Persia, di Armenia, di Assiria e di Media, cogli altri Stati suoi, et successi della guerra col Turco.

[74] Albèri, Relazioni venete cit. Serie III, vol. I, pag. 166.

[75] Albèri, Relazioni cit. Serie III, vol. III, pag. 138.

[76] Albèri, Relazioni cit. Serie III, vol. I, pag. 278.

[77] Nell'anno 1573. Albèri, relazioni cit. Serie III, vol I, pag. 338.

[78] Inedito e tratto dal codice 1762 dell'arch. Cicogna.

[79] Esp. Princ. Registri anni 1580-83. Arch. secreto del Collegio.

[80] Raccolta Svajer, n. 878.

[81] Cod. MDCCLXII.

[82] Albèri, Relazioni venete, serie III, vol. II.

[83] Relazioni consolari inedite, presso di me.

[84] Albèri, Serie III, vol. II.

[85] Albèri, ibid.

[86] Relazione inedita presentata in senato il 16 febbraio 1596.

[87] _Libro cerimoniali_. Arch. gen.

[88] Cerimoniali cit.

[89] Il traffico in Persia non pregiudicava alla nobiltà o alla condizione elevata delle persone. Lo stesso re aveva agenti che mercatavano nei paesi lontani per suo conto, ancorchè investiti di distinto carattere pubblico. Mss. Donà.

[90] Esp. Collegio.

[91] Conforme all'usanza persiana.

[92] Iscrizioni venete del Cicogna, vol. V, pag. 645.

[93] Commemoriale XXVI.

[94] Ricevuta 9 marzo 1603 dalla fabbriceria di S. Marco, in atti Guglielmo di Mapheis, notaio dei procuratori de supra. Il tappeto tuttora si conserva nella sacristia di S. Marco, ma in cattivo stato.

[95] Commemoriale XXVI, pag. 159.

[96] Deliberazione del Senato, 22 settembre 1603.

[97] Deliberazione del Senato, 22 agosto 1603, particolarmente sull'uscita dei 114 zacchi che egli avea comperati.

[98] Vedi la Tavola qui riportata.

[99] Trattato 7 marzo 1605, presentato dall'ambasciatore Mocenigo.

[100] Vedi il fac-simile qui posto, ed il documento XXXIX, che ne è la traduzione.

[101] Filza, Atti Turcheschi, Miscell. A. G.

[102] I quattro tappeti si conservano tuttora, ma in cattivo stato, nella chiesa di S. Marco.

[103] Delib. Senato, 2 decembre 1645.

[104] Esp. Princ.

[105] Delib. Senato, 22 e 28 luglio 1673.

[106] Vedi la tavola al frontispizio.

[107] Per curiosità ecco un saggio dei titoli usati dal re di Persia verso il Pontefice nel 1658:

«Luna del cielo, del dominio della gloria, della equità, della potenza, della magnificenza, della perfezione e della liberalità papa Clemente, sostenimento convenevolissimo, trono della fortezza d'animo e della fortuna, di sublime maestà come Alessandro, magnanimo come Dario, splendido come Gemsid, d'intelletto perspicace come Feriddum, di ingegno sublime come il re Chiaus, signore della giustizia come Nisservan, di prudenza singolare e di costumi rarissimi, intelligente come Aristotile, di mente pura come Platone, firmamento degli astri, via e corso dei medesimi, diadema del sole, luna corrente, lucido orione, Giove felice, stabile Saturno, compendio d'ogni ornamento, di animo esemplare, di modestia segnalatissima, portatore dello stendardo dei beneficii liberali, possessore di autorità reale e di tutte le perfezioni, onorato e riverito dai principi cristiani, rifugio di coloro che credono in Gesù, magnificentissimo come Osdroe, corona della maestà re augustissimo e potentissimo, di sublime grandezza d'animo, tesoro delle glorie immense, splendore del sole fiammeggiante ed aurora del mondo, che i fini de' tuoi desiderii siano conformi al tuo volere e siano sotto la protezione di chi li concede». Archivio Cicogna.

[108] In gran parte pubblicati di recente a Vienna nelle _Fontes rerum austriacarum_.

[109] Letteratura veneziana.

[110] A partibus Tartarorum scilicet a Baldach et Thorisio conducta sunt mercimonia. Marino Sanuto, _Secreta fidelium crucis_.

[111] Decreto del Senato 16 giugno 1332.

[112] Volumi _Pacta. Arch. gen. e Fontes cit._

[113] Istrumento di quitanza, nell'archivio gen.

[114] Decreto del Senato, 4 febbraio 1329.

[115] Gradenigo, Cod. ambasciatori.

[116] Minute dell'opera inedita di G. Rossi sul costume veneziano, presso il cav. Cicogna.

[117] V. Parte I.

[118] Decreto 9 maggio 1676.

[119] Decreto dei cinque Savii 26 decembre 1641 e 19 gennaio 1672.

[120] Decreti del Senato, 7 settembre 1622 e 6 luglio 1646, riconfermati il 2 gennaio 1648.

[121] Libro Tanse.

[122] Mirza Ipahan, rifugiatosi nel Belgio, prese il nome di Bois le duc da cui derivò quello attuale della famiglia Boldù.

[123] Relazione inedita del console in Siria, Alessandro Malipiero, 1596; e relazione d'Aleppo del console Morana 1793.

[124] Vedi Parte I, pag. 49.

[125] Deliberazione del Senato, 29 dicembre 1589.

[126] Confermata il 24 febbraio 1627.

[127] Scritture relative al commercio dei Veneziani, presso il nob. Alberti.

[128] Da una memoria inedita del cav. Giacomazzi nell'archivio Cicogna, parrebbe che i Veneziani avessero prestato ai soldani aiuto effettivo collo spedire alcune navi in pezzi ad Alessandria, le quali per terra trasportate sulle coste del mar Rosso ed ivi allestite, passassero poi nei mari dell'India. Nel volume II dei preziosi diarii del Sanudo leggesi soltanto, in data 24 novembre 1503, _che el Soldan fa fare al Cairo fuste, le qual si mandano disfatte in Thor, ove se ficheranno et manderanno in India, perchè dicono in India quando haveranno viste quele fuste queli de lì ne sapranno fare anche loro a quel modo, et haverà marinai assai da quelle bande_.

[129] Diarii Sanudo, vol. II, p. 744.

[130] Diarii Sanudo, vol. III, pag. 149, 1507 31 marzo. Il Tagri-Berdi andò a Firenze ed ivi pure conchiuse trattato di commercio. Vedi la preziosa opera del comm. M. Amari, _I diplomi arabi dello Archivio fiorentino_.

[131] Comm. XIX.

[132] Legge 19 decembre 1548.

[133] Relazione inedita del console Dandolo, 1602.

[134] Relaz. Dandolo, cit.

[135] Diarii, Vol. XVIII, pag. 340.

[136] Relazione del console Sagredo, 1612, inedita.

[137] 13 febbraio 1592. Arch. Manin.

[138] Relazione del console Tommaso Contarini, 1593, inedita.

[139] Prima relazione di G. F. Sagredo, 1611, inedita.

[140] Memoria inedita dello storico Francesco Donà.

[141] Decreto del senato, aprile 1537.

[142] Pubblicato nello Spettatore, Firenze, 1857.

[143] Numismatic Chronicle, februarj 1854, London.

[144] Zennari, Dell'antico commercio dei Veneziani.

[145] Diarii, vol. XV e seg.

[146] Morana, Relazione consolare cit., pag. 7.

[147] Relazione del console Alessandro Malipiero, 1596, inedita.

[148] Relazione del console Giorgio Emo, 1599, inedita.

[149] Relazione del console Girolamo Morosini, 1614, inedita.

[150] Relazione del console Giuseppe Civran, 1625, inedita.

[151] Scrittura dei cinque Savi, 18 aprile 1699.

[152] Commercio di Moscovia. Codici Donà.

[153] Nel libro Zanetta del M. C. si trova un decreto relativo al console di Soldadìa dell'anno 1287, mentre l'Olderico confessa che il primo console genovese fu Paolino Doria nel 1289.

[154] Fontes Rerum Austriacarum cit., vol. XIII.

[155] Libro Reggimenti. Codice Marciano.

[156] Scrittura dei Cinque savi alla mercanzia 28 aprile 1699--Archivio Manin. Cod. Svajer DCCXLII.

[157] V. Barozzi e Berchet, Relazioni degli ambasciatori veneti del secolo XVII, Venezia, 1858; Baschet, La Diplomatie venitienne, Paris, 1862.

[158] Particolarmente nella collezione dell'Albèri. Firenze, 1844-63, ed in quella Barozzi e Berchet citate.

[159] Albèri, Relazioni venete, serie III, vol. II, pag. 256.

[160] Composto di quattro magistrature, cioè: Cinque savi alla mercanzia--Cottimo di Damasco--Cottimo di Alessandria--Cottimo di Londra.

[161] Il Milione, Venezia, 1847, per cura di V. Lazari.

[162] Lazari, Marco Polo, p. 224, 414.

[163] Foscarini, Della Letteratura veneziana, lib. IV.

[164] Ramusio, Delle navigazioni e viaggi, vol. II.

[165] Morì a Damasco nel 1425. Capellari, Campidoglio veneto, ms. della Marciana.

[166] Vedi la Parte I e i Documenti.

[167] Viaggi alla Tana in Persia, ecc.

[168] Alberi, Relazioni venete, serie III, vol. II.

[169] Ciò si deduce dalle altre due relazioni del Sagredo che si conservano inedite.

[170] Hasan, zio di Uzunhasan, figlio di Karajuluk.--Hammer, storia dell'impero Osmano. Vol. V, pag. 192.--Genabi, nella biblioteca imperiale di Vienna, pag. 228.

[171] Ebusaid, figlio di Miran shàh, nipote di Timur. Genabi, pag. 228.

[172] E fin d'ora.

[173] Vedi il Doc. precedente.

Nota del trascrittore

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Pag. 20 - passando per Norimberg, Potsdam [Postdam] e la Russia bassa 30 - grandi apparecchi che si facevano [favevano] da tutti 32 - il giuramento fatto all'ambasciatore [ambaciatore] 144 - et siate solicitissimi [solcitissimi] in scriverne 144 - che è segurtà e conservation [convation] 147 - partecipation de ogni fortuna [fortuma] 168 - sapere, come [come ripetuto] questo re