La Repubblica di Venezia e la Persia

Part 26

Chapter 263,971 wordsPublic domain

Riconoscemmo in fatto che riaperto di presente il traffico con la Persia, molto contribuisce allo smaltimento delle merci e manifatture, che da questa a quella piazza si spediscono, il libero passaggio che da non molto tempo hanno le carovane di Bassora (prima scala delle Indie nel golfo Persico) e Bagdad per Aleppo e Damasco, nelle quali i sudditi negozianti stabiliti in Aleppo spediscono per arbitrio in dette due piazze merci di Germania, robe, allume, perle false, corniole e diverse conterie.

Gli stessi Arabi conduttori delle carovane fanno considerabili provviste di detti generi per contanti, ciò che rende un riguardevole profitto, ossia perchè i ritorni che ricevono quei veneti negozianti consistono per lo più in droghe diverse, capo di essenzial commercio di questa piazza, ossia perchè gli Arabi suddetti comperando in Aleppo per contanti le sopradette merci e manifatture provvedono li mercanti delle spezie, onde possano adempiere alle commissioni o tratte che lor vengono ingiunte dalli loro corrispondenti proprietari.

Utile pertanto e per noi vantaggioso ravvisando questo commercio, ci siamo perciò applicati nel cercare quale protezione venga nella detta scala di Aleppo donata al nostro traffico, e rilevassimo per il fatto essere presentemente appoggiati questi affari ad una ditta ebrea, e ciò fino a che si trasferisce a quelle parti la suddita persona di Domenico Serioli in qualità di deputato, dipendente questo dal veneto console in Cipro, nella di cui scala doveva per decreto di Vostra Serenità 10 aprile 1770 risiedervi in figura di console nostro Girolamo Brigadi che attualmente ne sostiene il carico. Sembrando a noi nelle già esposte circostanze di questo commercio non adattata la figura di un deputato, perciò chiamati i capi del Consorzio di Egitto e pur quelli di Cipro e Sorìa, ed eccitati a porre in scritto che a pubblici rispetti rassegniamo se convenisse unire li 2 Consorzi e le di loro rispettive casse, se più utile fosse a quel commercio destinarvi colà un console o pur bastasse lasciarvi un deputato, finalmente se la persona che avesse a sostenere il carico in Aleppo potesse soffrire l'annuo aggravio di piastre 600 da corrispondersi al veneto console in Cipro; mostrarono anzi la necessità di trascegliersi un console in Aleppo, indipendente da quello di Cipro, di sollevarlo dall'annua contribuzione delle accennate piastre 600, e perfino di unire i due Consorzii e le casse.

Ed infatti essendo li Consorzi stessi di Cipro, di Egitto e di Sorìa composti di un numero di negozianti che per lo più negoziano del pari nell'uno e nell'altro luoco, ne diviene che le viste dell'interesse sieno comuni e che questi due corpi abbiano ad essere diretti colle stesse massime e con gli stessi principii.

Ben è vero però, che la pratica fin'oggi corsa nel metodo del pagamento dei consolati è stata eseguita in modo differente. Ma è vero altresì che questi rispettivi consoli si mantengono con li diritti consolari che si ricavano dalle merci andanti e venienti da quelle scale, con questa diversità però che il Consorzio d'Egitto corrisponde al suo console generale un annuo ed idoneo assegnamento, ed egli invece esige per cassa nazionale a questa parte tutti i diritti consolari; ma il Consorzio di Cipro e di Sorìa, che non tiene cassa nazionale, assegna alli suoi rispettivi consoli in moneta turca tutti i diritti consolari sopra il valore delle merci andanti e venienti, che risultano in ragione di 2 per 100 delle stime delle dogane turchesche, e mercè di tali esborsi viene la nazione protetta e resa immune da ogni altro aggravio.--Ora pertanto che la esperienza delle cose corse e l'indole delle presenti ci documenta, sembra perciò che convenga al rispettivo interesse dei commercianti ed alla buona disciplina del commercio l'unione di questi Consorzi nella parte che tende al pagamento dei consolati, da farsi sempre da ognuno indistintamente a Venezia, onde andrà a passare tutto il soldo in una cassa nazionale. Oltre il ravvisarvi per le importanti viste di quel commercio necessaria la residenza di un console in Aleppo dalli medesimi negozianti che là vi trafficano come abbiamo accennato, altro riflesso ancora persuase di aderirvi, mentre essendo stata eletta per lo innanzi la figura di deputato nella supposizione che risparmiar potesse molte spese, non sussiste per il fatto la stessa supposizione poichè i Turchi soliti a ricever regali dalla figura colà residente per la dovuta protezione delle rispettive loro nazioni, li professano inalterabilmente e senza alcuna diminuzione, nè potrebbero minorarsi senza molta dispiacenza di quei comandanti, i quali non distinguendo deputato da console, riguardando sì l'uno come l'altro come rappresentante la nazione, allorchè essi non rimanessero contenti, ne succederebbe inevitabilmente una rovinosa conseguenza pei mali trattamenti che riceverebbe la nazione e chi la rappresenta, con pericolo e danno del nostro commercio.

Se in Aleppo pertanto devesi per gli addotti motivi destinare un console, che per le informazioni prese e per le asserzioni scritte dagli stessi capi delli due rispettivi Consorzii, il più utile ed il più opportuno non sappiamo riconoscere se non se il veneto suddito Domenico Serioli persona di tutta probità e cognizione, avendone già dati saggi nell'esercizio del vice-consolato di Cipro con molta sua laude e nostra approvazione sostenuto; indebita perciò comparisce l'annua corresponsione delle piastre 600 verso il Briganti console in Cipro: sì perchè tal sottrazione gli toglierebbe il modo di potersi mantenere; sì perchè lo stesso Briganti, lorchè risiedeva in Aleppo, considerando non bastevoli i proventi consolari che senza alcuna diminuzione esigeva, supplicò in seguito che gli fossero aggiunti i dritti per le mercanzie che andassero e venissero da Alessandretta, Cipro, Acri ed altre scale; si perchè finalmente il ricavato di alquante merci che dalla dominante colà si spediscono passano con cambiali in danaro in Cipro e nelle coste della Sorìa per la provvista dei coloni e di altri generi necessari al carico delle venete navi di ritorno a questa parte.--Quando pertanto dall'eccellentissimo senato venga adottata la massima di destinar questo console ad Aleppo indipendente da quello di Cipro, vorrà pertanto V. S. precisamente stabilire che il Serioli abbia da rimanere sollevato da tal contribuzione tanto per il passato che per l'avvenire. E che sì l'uno che l'altro debbano conseguire un annuo certo ed idoneo assegnamento, da esser loro corrisposto dalla cassa nazionale che dovrà tenersi in questa parte ed in cui avranno ad affluire tutti i diritti consolari spettanti alli sopradetti due consoli, come si accostuma per quello del Cairo. Ma siccome per deficenze dei lumi non si può ora fissare il preciso annuo quantitativo, così si sono eccitati i capi delli sopradetti due Consorzi a denotarci qual provisionale assegnamento stabilir si potesse a dovuto mantenimento di ambedue questi consoli, sopra il qual punto non avendo essi per ora esibiti i loro pensamenti, ci riserbiamo perciò di produrre il reverente nostro parere in altra scrittura. Avendo la particolarità di questo consolato somministrato a noi argomento di riconoscere nella generalità dei consoli singolarmente del levante, la inosservanza e la indisciplina anco riguardo alla esazione dei cottimi e delle avarìe, faremo pertanto nostro impegno il rintracciarne i disordini, per quindi rilevati portarne distinte le relazioni all'eccellentissimo senato per gli opportuni rimedi e compensi. Ma poichè tale importante argomento esigerà qualche dilazione di tempo, così vorrà intanto la sovrana autorità rinnovare la tanto utile e salutar legge, che i consoli abbiano coi metodi soliti e praticati ad ogni quinquennio ad essere ammessi alla ballottazione o per la loro riconferma, o per la dimissione dal servizio, a norma delle loro direzioni. Grazie.

Data dal Magistrato dei V. Savi alla Mercanzia li 23 decembre 1762.

MARCANTONIO TREVISAN--L. ANDREA DA REZZE GABRIEL MARCELLO--ALVISE CONTARINI

_Savi alla Mercanzia._

_Senato Mar., Filza 1110._

DOCUMENTO LXXIX.

1762, 29 decembre in Pregadi.

Sollecito il benemerito magistrato dei Cinque Savj alla mercanzia in riconoscere i traffici e le utilità derivanti alla veneta nazione dal commercio, che ella esercita con la piazza di Aleppo, rappresenta nella diligente scrittura ora letta, che riapertasi di presente la comunicazione con la Persia, molto contribuisce allo smaltimento dei generi nostri il libero passaggio delle carovane di Bassora e Bagdad per Aleppo e Damasco, e quindi descrive i vantaggi che ne colgono i sudditi negozianti dalle spedizioni che fanno in dette piazze di merci di Germania, di robe, allume, perle false, conterie ed altre nazionali manifatture.

Dalla descrizione di un così utile e vantaggioso commercio, passando a riflettere alla figura non addattata di un veneto deputato, stabilito col decreto 10 aprile 1760, riferisce il magistrato stesso le commissioni che dietro a tale prudente considerazione ha creduto di dare ai capi del consorzio di Egitto e a quelli di Cipro e Sorìa, per li riflessi dei quali si vede risultare ad evidenza la necessità di doversi stabilire in avvenire un consolato in Aleppo indipendente da quello di Cipro, di sollevar nel frattempo il deputato dalla contribuzione di piastre 600 all'anno imposte a favore del console Brigadi (di Cipro), e finalmente di unire li due consorzi e casse, fissando ai rispettivi due consoli quell'annuo assegnamento che sia conveniente ai rispetti e convenienze dell'uno e dell'altro consolato.

Utili riconoscendosi dalla maturità di questo Consiglio tali suggerimenti, si assente a buon conto in via di massima allo stabilimento del console in Aleppo, indipendente da quello di Cipro in luogo della deputazione; e che debba assegnarsi all'uno e all'altro un congruo stipendio, con l'oggetto che il pagamento dei consolati abbia a farsi a questa parte come si pratica per quelli di Egitto; mentre per quello sia alla proposta unione dei consorzi e casse e rispettivi assegnamenti dovrà il magistrato stesso ricercare ai capi predetti se nel proposto espediente vi sia pure concorsa la volontà dei rispettivi consorzi, con tutto il di più che tiene rapporto alla materia.

Al giungere di tali riferte, che colla maggiore sollecitudine porterà il magistrato alla cognizione del senato, si fisserà parimenti quell'annuo stipendio dovrà assignarsi ai consoli di Aleppo ed a quello del Cairo, sospendendosi la contribuzione delle piastre 600 che dal Serioli doveano corrispondersi al Brigadi.

Nel rimarcarsi infine con sensibile rammarico quanto accenna il magistrato rispetto all'innosservanza e indiscipline dei consoli, singolarmente del levante nella esazione dei cottimi ed avarìe, attenderà questo Consiglio le premesse relazioni, per quindi addattarvi gli opportuni rimedii, unitamente a quanto prescrivono le leggi e i decreti sul generale dei consolati e ciò a lume delle più convenienti deliberazioni.

De si 82 De no 3 Non sinceri 3

CESARE VIGNOLA _Segretario_.

_Fra i nostri Codici._

DOCUMENTO LXXX.

_Copia de una letera copiosa, scrita per ser Donado da Leze q. ser Priamo da Padova, a dì 14 settembre 1514, drizzata a Zuan Jacomo Caroldo secretario._

Come per sue lettere è avisato esser avisi da Costantinopoli del progresso che aveva fatto il signor Turco contra le genti del Sophì quali erano ritirate e el signor era intrado nel paexe 4 zornate et che lo exercito del dito signor Turco essendo in certe montagne havea patido de vituarie e che da poi per via di Trabisonda sono sta soccorsi, et era venuto 14 mille Giorgiani sul campo Turchesco li quali se oferivano de darli vituarie per il campo e che il signor Sophì non se sapea dove fosse et il signor havea deliberato andar in Tauris; a le qual nuove risponde a parte a parte licet non habi le scripture lì, et tutavolta essendo aiutado da domino Zuan Maria Anzolello citadin vicentino qual stete con l'avo de questo signor ani 20, e se ritrovò quando el dito signor andò contra Ussum Cassam sempre nel campo si che scriveva cossa che li piaceva, ecc.

Sempre che el Turco vol far exercito per andar in levante se aponta cum quello in mezzo della Natolia paese atto a nutrir li exerciti nel qual loco andò Baiezid signor Turco contra Tamerlan et li fo roto e preso e messo in una gabia di ferro dove morite e cusì fece Maumetho avo del presente signor quando l'andò contra dito Usson Cassam si che questo sarà el principio del camino che ha tegnudo el presente Selim. E qual camin tolse verso Amasia che è partendosi dal loco de Ancira per greco a man manca et è zornate sei da campo. Da questo loco de Ancira a banda destra per ostro se va al Cogno per sirocho alla Caramania e per sirocho a levante se va alla Cazaria. Ma torniamo in Amasia seguitando il viazo nostro. Amasia è una città grande murata quale era sedia del soldan Achmash posta fra colli ha uno castello alla parte di tramontana sopra uno monte, passa per la dita citade una fiumana la qual nasse nelle montagne del Tochat et come la pasa dita cità per miglia 10, se volze per maistro andando per vallade tra montagne grandissime buta in mar mazor avente Sinope cità nominata. Dala cità di Amasia per due zorni de campo se va al Tochat terra murada dove se fan pani da seda assai et chi se partisse da questo locho et chi andasse per grego per 100 mia anderia in Trapesonda; lassamo questo camin che viene al proposito nostro. Dal Tochat per dieci zorni da campo se va a Sivas casal grande e l'ultimo del paese del signor Turco, lontan dal qual per miglia cinque passa una fiumana grande la qual nasse nelle montagne apresso Trapesonda discore Cazaria et si mette in lo Eufrates. Sopra della strada partendosi da Sivas per passar el dito fiume v'è un ponte de piera grande, questa è la strada principal e più comoda a tutti quelli che voleno andar in Tauris passato dito ponte intrase nel paexe de Erzingan qual è parte de la Armenia minore et è del signor Sophi paese montuoso circumdato da due parte da montagne grandissime, da tramontana in parte montagne de Trapesonda ed in parte da la terra de Giorgiani, da levante le montagne che divide la Armenia mazor e menor le qual principia da li monti dei Giorgiani e va per ostro fino a lo Euphrates sopra le qual le gente del paexe fuze quando li vien invasion alcuna come ha fato al presente. Ma perchè si dice chel Sophis è retrato e non se trova, scrive lui tien certo, el non se trovi a quelle bande perchè come el scrisse lui feva gran guerra nel paese de Zagathay et haveva da far non solum con li fioli del signor de dito loco ma haveva etiam al incontro uno barbaro di diti fioli quale uno de li 7 soldani della Tartaria, si che tien lui non sia stato a queste bande si potria dir che gente sono queste che ha fato mover il signor Turco avvisa el signor Sophì per voler ajutar soltam Murath havea mandato comito a li paesi soi che confina con il Turco. Tutti obedisse al dito Murath e lui haveva fatto exercito de gente comandato a nostro modo, però sono retrati e questo sarà il vero. Passando el fiume Lys se intra nel paese de Erzingan el primo loco che si ritrova se chiama Niessier posto sopra un monte lontan dal fiume Lys mia do a banda mancha del dito locho andando per monte se trova uno altro castello: e da questo per una zornata dessendendo in capo del monte dove se fa lume de rocha, loco murato e forte, e questo è quello che in le lettere si chiama Cussari è paexe sterilissimo, e quando al signor Mahumeth fo li, el suo exercito patì grandemente come ha fato al presente Selim, da questo loco per zorni doi per campagna e coline se va in Erzingan e le dite campagne è dette de Erzingan, questo locho non è murato, ma hanno castello quando vi andò el signor Mahumetho avo de questo signor fo trovato pocha gente perchè tutti eran fugiti a la montagna, fo trovato in una chiexa de ditto caxal un vecchio qual aveva assai libri intorno et essendo andatti dentro molti Turchi dimandato chi l'era non respondendo fo morto. Da poi se intese che l'era gran philosopho el signor Mahumeth se ne dolse assai di questa tal morte.

Partendose de Erzingan per miglia 10 se ritrova una fiumana grande la qual nasce nelle montagne che divide la Armenia mazor da la menor; passato detto fiume se entra in un paexe qual dura due zornate fino al fiume Euphrate dove è el passo solito a passar le gente che vano in Tauris, quì il fiume è larghissimo, fa de molti polexeni dentro giarosi. Quivi se apresentò el signor Mahumetho cum lo exercito suo per voler passar, dal altra banda del fiume se ritrovava le gente de Ussum Cassan. El signor Turco volse far experientia de dover passar se anegò Asmurath bassà della Romania et assai altri, si che tra annegati, presi et morti se perse de le persone 12 mille. El signor Turco, visto non poter far altro, lassò la impresa del passar et andò cum l'exercito seguitando el fiume verso levante per zorni due e mezo. Dapoi voltatosi per maistro abbandonato el fiume intrò in algune ville dove el retrovò esser passato Ussum Cassan a traverso di quelle montagne furno a le mani el fu rota a la gente de Ussum Cassan et morto Ezeniel suo fiol prese li cariazì e pavioni e le gente furono fugate dopo de questo el dito signor Mahumetho se redusse a le sue terre e messo lo exercito intorno in termine di 17 zorni l'ebbe a patti, questo è quanto operhò el dito signor Mahumetho contra Ussum Cassan el qual non havea la mità del poder che ha al presente el signor Sophì, sì che questa è la conclusione et opinion nostra che più altro non passerà de quello fece suo avo. E si el passera el camin che aveva a far dito signor per andar in Tauris e questo passato che l'averà lo Euphrate troverà do strade, una verso levante, l'altra verso ostro e sirocho; quella verso levante è strada inusitata per esser mal habitata passando Palu che uno castello sopra un monte, sotto del qual passa lo Euphrate se ritrova campagne che produce giunchi e non se habita, salvo a pe di monti, siche qua exercito non po andar. La strada in ostro e sirocho è quella che è usitata dove vanno caravane, sichè partendose dal fiume per pocho spatio se trova montagne nel principio dele qual è uno castello andando per valle et monti se ritrova Angora per due zornate et per due altre pur vallade e monti se discende in una pianura dove è Amith, questa è città murata et ha un castello sopra un monte, qua se fa grandissime marchatantie sì per la Sorìa come per la Persia. Dal dito loco de Amith per garbin se va per 6 zorni in Alepo. Qui stanzia el capetanio zeneral del signor Sophì; da questo loco per andar in Tauris ghè do strade le qual vanno a una cità nominata Tiflis la quale è posta fra due montagne et è passo fortissimo sì per el sito del loco come per la fiumana che fa forte el dito passo. Quivi ne sarà da far assai.

Da Amith per sirocho se va a Mardin che è passo sopra un monte et è zorni cinque, da Mardin per zorni do per levante se va in Askaranchief, quì se ritrova da la banda da levante del dito locho una fiumana grandissima che quella che vien per Amith, questa fiumana è profonda et ha le rive altissime, sichè ruinato el ponte che passa dito fiume è impossibile che exercito alcun passa da el dito locho de Askaranchief, per 3 zorni pur per levante se va a Tiflis, hor partendose de Amith per levante se va per una vallada larghissima et abitatissima per zurnade 10 se ariva a Tiflis e nel mezo del camin se ritrova una piccola terra de un signor el qual non volea dar obedienzia al Sophì e ghe mosse el campo el have per forza e tagliò tutti a pezi, al presente è tuto rovinato. Quando se parte da Tiflis per levante per 3 zorni declinando uno poco a la mancha se trova Van la quale è in principio de un lago chiamato dello stesso nome, el qual è longo miglia 100 largo 20, l'acqua sua è salsa e non è poca maraveglia perchè essendo detto lago in mezzo de la Armenia sia salso. El se ritrova uno altro lago arente Tauris do zornade lo qual è salso et è grande più de 20 miglia, longo se chiama Salamas del quale se traze sai assai de la qual se fornise la Media, Persia, Armenia et Mesopotamia.

El lago dito de Vanar ha tre insule dentro, una è desabitata e le altre due habitate, la principal se chiama Santa Croxe, l'altra Santa Maria, quella di Santa Croxe è miglia do lontan da terra da la banda de ostro del lago, la qual insula ha uno monasterio dove sta un patriarcha con 100 monaci, in questo monasterio Jacub signor de Tauris fiol de Ussuni Cassam fece custodir sua sorella major che fo de Shàh Aider padre del signor Sophì insieme cum el fiolo qual stete 7 anni et quando fo messo ne haveva nove morto Jacub andò nel paexe del padre e fecesi signor, del qual al presente non se dirà altro, ma andando a Van dal dito loco suso per el lago per una zornata se trova altri casali, fino che dopo 10 giorni, se arriva a Tauris. Tauris è in pianura et è in sul confin de la Media et de la Armenia, volge mia tre murato de terra dove è la stanzia di signori de la Persia, avanti che diti signori l'avvesseno dito locho de Tauris la stanzia sua era in Susa. Resta a dir de' Giorgiani ma per non esser al proposito a questo cammino non se dirà altro.

_Marin Sanudo, Cod. Marciani, vol. XIX._

DOCUMENTO LXXXI.

_Sumario de una lettera de ser Donato da Leze scrita a Zuan Giacomo Caroldo, secretario ducal, a dì 7 octubris 1514._

...... Et quanto a la parte de venir le spetie in Trapesunda per el seno Persico, qui soto noterò il modo se solea tenirse neli tempi passati, essendo l'impero de Costantinopoli ne le man dei Greci. Li navili che venivano dall'India cum spetie non solevano andare nel mar Rosso, ma tutti venivano nel seno Persico, nel qual golfo è uno porto dove buta l'Eufrate, quivi entrava li navili e si conduceva alla cità de la Balsera, la qual è sopra la riva del dito fiume, mìa 50 lontan dal mar. Parte de le qual specie si conduceva in Trabesonda et parte in Erzingan e de lì alla terra, da poi essendo el deto paese in guerra, rote le strade fu forza ai mercanti condurle nel seno Arabico come fanno al presente.

La cità della Balsera è grande e mercantesca, dove se fa faccende assai, come de fide degni armeni ho inteso, et è situata ne la provincia de Babilonia. Da questo loco in Trabesonda sono giornate XXX a mìa XXV per zornata. Sicchè tanta strada feva dita mercanzia e lungo saria narrar li lochi dove capitavano, e de Trabesonda con navigli se conducevano a Costantinopoli. L'altra strada che è Astrakan, partendosi dalla Balsera e fuori per tramontana al fiume Eufrate fina dove se congiunge Tigris che è zornate 8, e de lì a Cazan cità sopra el Tigri giornate 4, poi se passa pur per tramontana molte zornate de caravana fino a la gran cità de Schamachi, e da detto luoco fina in Bachù che è posta sopra il mar Caspio zorni 4. Quivi è una cità dove se fa gran fazende, da la qual è ditto mare de Bachù. In questo loco se cargava le spetie sopra li navigli e se conduceva in Astrakan terra dei Tartari posta sopra il fiume Volga e de qua per 8 zorni chi volesse andar alla traversa se andaria alla Tana per la campagna che per esser disabitada se va suso per el fiume, poi se traversa al dicto loco de la Tana in zorni 16. Quivi venia le galere de Venezia e levavano dicte spetie come è scritto nell'itinerario di Messer Josafat Barbaro.

_Marin Sanudo, Cod. Marciani, vol. XIX._

DOCUMENTO LXXXII.

_Copia de una letera de ser Donado da Leze, podestà e capitano a Rovigo, scrita a Zuan Jacomo Caroldo, secretario. Data a Rovigo adì 2 novembre 1514._