La Repubblica di Venezia e la Persia
Part 14
Et per tuo avixo nui havemo mandato per quella propria via el prudente cittadin nostro Polo Ognibene, et havemo indrizzato a la prefata maestà sua cum prexente de uno cavezo de panno d'oro in restagno molto bello, de braza..... Investiga cum diligentia et anche modestia sel dicto Polo è capitato e fato el prexente nostro, e come in tute cosse lui ha facto et obtenuto da quel serenissimo signor re, ogni cosa potrai dimandar apertamente et a la maestà predecta et ad altri; ma del presente fa de intenderlo quanto più cautamente et honestamente poi, et danne avixo de tuto e del dì del suo partir de lì per Caffa, e cusì del tuo zonzer come anche del partir tuo.
L'unico nostro pensiero et desiderio è che lo illustrissimo signor Usson Cassan ritorni questo anno o quanto più prestamente sia possibile a l'impresa contra el Turcho, e questa è la principal causa de l'andata toa et del mandar anche de tuti altri messi et letere nostre; et prima chel seguisse la bataglia fra el prefacto excellentissimo signor et el Turcho, pur per tenerlo suxo l'impresa li mandasemo el nobel homo Josaphat Barbaro cum prexenti e munition, el qual non ha mai per la via de la Sorìa potuto passar, et anchora se ritrova in Cypro cum tute le soprascripte prexenti e munition.
Zonto adonque in cospecto del soprascripto potentissimo signor, li presenterai le letere a lui directive che sono narrative de tuto questo proprio effecto, et in fine la credentiale in toa persona come nostro ambassador come per la copia la qual te havemo facto dar vedrai, et volemo che quelle te siano instruction e doctrina al suader el soprascripto ill.mo signor la ritornata et prosecution de la gloriosa impresa soa, dichiarandoli veramente per esse letere la singular fama et immortal gloria acquistata per lui per la mossa et magnanima imprexa soa predicta, la facilità de la oppression de lo inimicho, li singular et inenarabel beneficij lui ne ha a ricever, la necessità grande del proseguirla, et de accelerarla per non dar a lo inimicho de riposo et de reassumer le forze, perchè più duro e più difficile sarìa poi el vincerlo. Et cum tutte quelle raxon che in dicte letere se contien, da poi facte le conveniente salutation cum le parole e modi se serve cum tal signor, procurerai cum ogni tuo ingegno, studio e diligentia, chel prefato signor per ogni modo questo anno se movi e torni a l'imprexa, che impossibel è che l'inimicho se li opponi per esser stato da lui grandemente frachassato et morto el fior de la zente sue, et impoverito et desperato tuto el suo paexe. La qual cossa cognoscendo tutti li principi christiani sono tuti erecti et aspectano la fama de la ritornata del soprascripto ill.mo signor a l'imprexa per spingerlo et opprimerlo ognuno dal canto suo, et a questo nui continuamente li tenimo inanemati et solicitati per nostri messi et ambassadori. Nui veramente cum l'armata nostra più instructa che mai, cum tute nostre munition et instrumenti bellici mandati l'anno passato et che da novo nui manderemo saremo molto per tempo a quelle marine o dove intenderemo drezarse el soprascripto illustrissimo signor, per poterli porzer non solamente in mare, ma anche in terra i favori nostri. Al qual etiam dichiarerai che cum i nostri presidii seranno anche quelli del serenissimo signor re Ferdinando nostro confederato, come dal suo ambassador quello intenderà, et similiter el summo pontefice et cum le proprie forze et cum el concitar e mover tutti cristiani in forma che non si po nè creder nè stimar altramente, ma che tranne lo inimicho per ogni modo habia ad esser preda et triumpho de quel sublime signor, a chi Dio per suo iusticia et singular bontà et virtù ha per ogni modo promissa questa glorioxa victoria in exaltation soa et in vendeta de tante tirannie, oppression et crudeltà commesse et che ogni dì commette el predicto inimicho. Tute queste cosse e de le altre più difuxamente narremo in dicte letere che in questa commission, tu le anderai amplificando a tuo proposito per persuadere et indur dicto potentissimo signor a l'imprexa. Questo è in effecto, quello nui desideremo et cerchemo come cossa sopra tutte altre salutar al soprascritto ill.mo signor et a nui, però tu niente lassa intentato et non cerchato dicto o facto, che per ti far sia possibile per obtener quanto di sopra te imponemo.
El serenissimo signor re Ferando nostro confederato manda anche lui el magnifico cavalier misser Lanciloto.... zentilomo napoletano, costumata e virtuoxa persona, suo ambassador al soprascripto signor illustrissimo, cum lo qual tu hai qui conferito, cercha la via e modo de lo securo e presto andar vostro o divixi per diverse vie, o in diversi zorni, o uniti parte, e parte divixi, che de questo lassamo a vui prender el miglior partito. Ma zonti ambidui cum la gratia de Dio in corte del soprascripto ill.mo signor conferirete insieme, et insieme tuto procurarete et farete unita et conformamente per nome de ambeduo i signori vostri, azò in ogni andamento vostro et opera apparati et siati conformi et uniti. E se tu zonzesti prima che lui, avixane el soprascripto illustrissimo signor de la venuta del soprascripto ambassador, e cusì cum lui intendeti de qui, che zonzendo lui prima, ne avixi dicto signor de la toa venuta del compagno, el qual venuto moltiplichi poi l'instantia et efficacia de compagnia.
Et ex nunc captum sit quod presens commissio ante discessum oratoris ostendatur oratori regio, sicut de commissione ser Josaphat Barbaro factum fuit cum altero oratore regio et oratore summi pontificis.
Del nobel homo Catharin Zen el qual da poi partito da quello illustrissimo signor è zonto a Caffa niente più avemo sentito de lui, per el che non semo senza qualche dubio de la persona soa, impossibel è che tu per strada o non lo scontri se è sano e libero, o veramente in Polonia non senti da lui qualche cosa, o almancho in Caffa dove pur è zonto. Se tu lo scontri per ventura, informate da lui de ogni cossa necessaria perchè meglio sappi quanto tu hai a far per bona e votiva execution de i nostri comandamenti, et anche del tuo cammino qual quelo habi ad esser da Caffa in là, informati molto bene. E zonto al signor Usson dali avixo che al tuo partir decto ser Catarin non era zonto a nui e cusì havendo de lui sentito o non sentito cossa alguna, avixane la sua sublimità, perchè se forse non li respondesamo a qualche particularità commessa da esserne riferita per decto ser Catharin, essa celsitudine non prendi admiration o sdegno. Et anche avixa esso ill.mo signor, che algune lettere che da Caffa, el predecto ser Catharin ne scriveva mandate per lui per via de Costantinopoli a la mano del capitanio nostro zeneral da mar et per lui a nui, in mar sono perite cum el grippo, sì che nui semo rimasti senza desiderata information de quelle cosse.
El potria occorrer, che insieme cum ti se ritrovasse el nobel homo Josaphat Barbaro, et qualchun altro nostro zentiluomo mandato per la via de Sorìa, et anche Polo Ogniben che nui havemo intitulato nostro secretario. Ritrovandote cum questi o cum alguno de loro, conferite insieme et habiatevi ambassadori per ambassadori, et Polo in suo grado, et unitamente fate quello se convien, sì che tutti appariate como sete mandati da uno instesso signor et per una instessa cossa, per ben de la materia et per più honor nostro, et per quanto aveti chara la gratia nostra, non mostrate fra vui algun segno de discordantia. I messi anche che nui havemo mandati Martin Pin e uno Polo albanexe et altri mandati per el capitanio nostro zeneral cum letere de simel consonantia al soprascripto signor, habiatili e tractatili per nostri nuntii, et expediteli a nui cum vostre lettere, separati l'uno da l'altro et per diverse vie.
Oltra questi o se questi non fusseno capitati, spazatene de li altri et siate solicitissimi in scriverne e de ogni successo distincto avixo per ogni via, e de Sorìa e de Charmania, et per ogni altra via, e non guardate a sparagno nè de persone nè di dinari, che ben sapete el desiderio nostro de esser cum diligentia et frequentia avixati de ogni deliberation et progresso del soprascritto excellentissimo signor.
Visiterai quando potrai anche quello excellentissimo signor la moglie la despina, la qual intendemo esser in gratia sopra ogni altra persona del soprascripto signor, et ha cauxa de esser implacabel inimicha del turco per la morte del padre e spoliation del sangue suo del suo stato et imperio de Trapexonda. E come nui intendiamo, che è optima christiana e sempre a nui ha mostrato benivolentia et amor, messedando tuti questi respecti et cauxe ad insieme, et presertim le proprie soe e le christiane, procura de inflamarla in questa opinion et voler chel soprascritto illustrissimo signor prosiegui la comenzata imprexa, et possi dir victoria soa, perchè reducto lo inimicho ne i termini presenti se li po ben dir esser vincto e superato.
I figlioli del soprascripto illustrissimo signor similiter visiterai, e dextra et acconzamente a chiascun de loro ricorda conforta e suadi chel signor suo padre proseguì l'imprexa soa, et dimostra anche a loro la facilità e certezza de la victoria, la necessità che li de' indur a cusì desiderar i fructi inenarabili non solamente cum amplication del stato e dominio che è guadagno, ma cum stabilimento de quello già possedono et dominano, che è segurtà e conservation del proprio imperio, che vivendo el Turco e rassumendo per riposo le forze, sempre sarà da lui insidiato e cercato de poner in periculo.
Cum el signor Caraman e cum quelli altri signori se ritroverano in corte de quel signor, cazati per lo Turcho fa anche assiduamente l'officio, inanimali e solicitali, che questa prexente occaxion non si perdi, mostrando anche a loro la facilità anzi certeza de la victoria.
Serenissimo autem domino regi Poloniae mittantur dono per eundem oratorem brachia XVI campi auri pulcherimi, ducat. circa X pro quolibet brachio, sicut melius fieri per deputandos ab collegio videbitur.
Spazata questa commission toa, l'è zonta una nave da Caffa per la qual havemo ricevuto le copie de le letere che quello illustrissimo signor ne scrive, e quelle lui scrive al papa e al re, et havemo intexo la cauxa de la indugia de Catarin in Caffa, el al soprascripto potentissimo signor havemo per più vie risposto a dicte suo letere et per ti anche replichemo quelle instesse, et havemoti fato dar una copia per che ti anche oltra la letera exponi et operi quello medesimo. Et quello più oltra sentirai in camino de dicto Caterin, ne avixerai come de sopra havemo dicto el soprascripto excellentissimo signor.
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_Secreta XXVI._ Cornet, op. cit.
DOCUMENTO XV.
1473. Die 11 Februarij.
_Comissione segreta ad Ambrogio Contarini._
_Ser Ambrosio Contareno oratori ad illustrissimum dominum Ussonum Cassanum._
Per la patente tua commission te havemo imposto quello che generalmente rechiede la materia e che se convien a la comunication havrai a far cum l'ambassador regio. Qui nui te parleremo alquanto più particularmente cussì de la guerra come de la pace, et è nostra intention che tutto questo appresso de ti sia secretissimo per quella forma te sarà comandato, zoè che prima che tu parti de Italia, tu impari molto ben e tengi a memoria cum quelli contrasegni e zifre parerà a ti, questo foglio in tutto brusi et consumi, sì che mai possi esser veduto per alguno.
Existimando nui questo anno passato, che quello serenissimo signor fusse per intrar in la Natolia et venir a la extintion del Othoman, havevamo dato comandamento al capitanio nostro zeneral da mar, che cum tuta l'armata vigoroxamente intrasse nel Streto e penetrasse fino a Costantinopoli mettendo a focho e consumando tuto da l'una e dal altra ripa, per el che seria stata forza a lo inimico remandar bona parte de le gente suo a difexa de la propria caxa et sedia soa, e tanto serìa stato mancho potente contra al potentissimo exercito de la soa sublimità, cum grandissima confusion et perturbation de tuto el stato suo, per la intersecation e division de ogni comodità sì de victuarie, come de ogni altra cossa de la Grecia in la Natolia, et cum certo sollevamento et rebellion de molte sue provincie e luoghi de la banda de la Grecia che poteria facilmente esser la ultima ruina de tuto el stato suo in l'una et in l'altra provincia.
Intexo dapoi per letere del nobel homo Catarin Zen nostro ambassador, quello excellentissimo signor haver facto altra deliberation e drizarsi ad altro cammino, aviassemo cum celerità verso le marine del Caraman le munition, artiglierie et homeni al manizarle experti, richiesti per soa celsitudine, le qual ancora se ritrovano in Cypro et ritrovase anche l'ambassador nostro cum i presenti che nui mandèmo per honorar sua illustrissima signoria.
El capitanio veramento nostro che come havemo dicto aspectava de intrar in Strecto, havendo da nui oltra el primo quello anche reservato et exceptivo comandamento de far in tuto e per tuto quanto comanderia quel potentissimo signor, havendo ricevuto lettere dal signor Caraman et cussì da ser Catarin Zen nostro ambassador, che dichiariva la intention et voler del soprascripto illustrissimo signor esser, che cum l'armada se conferisse a le marine del predecto signor Caraman et quello aiutasse a lo acquisto del suo stato, cussì fece conferendosi lì cum l'armata e tute munition, et acquistò et restituì a quel signor quelle castelle et luoghi sape (che sa) la sublimità sopradicta, aspectando sempre la venuta de quella o de la scorta per assegurarli et assignarli le artigliarie predicte, e lo ambassador nostro per venir a la presentia soa per honorar quello come desideriamo.
Successe, stando in questa expectatione, la battaglia fra la celsitudine soa et l'Othoman, per la qual è lo inimicho reducto in grandissimo extermio, licenziate le reliquie del suo esercito, le qual non ponno non confessar la loro extrema et incedibel strage e ruina, e ritrovase el paexe et dominio suo desperato et consumato et cum continua angossa e paura della ritornata a suo ultimo excidio del soprascripto illustrissimo signor.
Queste cosse volemo che tu dichiari a do fini: l'uno perchè questo passato anno dicto illustrissimo signor intendi et cognossi el vero successo de le cosse dal canto nostro e de la speranza conceputa per lui de i presidij nostri, se reputi satisfacto da nui et siane anche certo in lo avenire per ogni imprexa che la soa subblimità deliberi prender.
L'è ben vero che per lo desiderio nostro vossamo (vorremmo) e judichemo sarìa più in proposito proseguir totis viribus contra l'Othoman, soa sublimità per terra, e nui nel Streto come de sopra havemo dicto, che come havemo già dicto è pessimamente conditionato, per non aspectar che cum el tempo si resumi e fortifichi, perchè vincto et estincto costui, niuna più difficultà resta ad esso eccellentissimo signor a la monarchia de tuta l'Asia. Ma quando pur sua celsitudine a la Sorìa più presto fosse disposta per parerli più facilitar et meglio disponer l'impresa nostra contra l'Othoman el qual per niente è da lassar in riposo, dichiarali anche che ad essa imprexa lui è per haver niente mancho l'armata, munition, favori et presidii nostri tuti, come de coloro che cum sua sublimità se reputemo conjuncti et uniti in partecipation de ogni fortuna.
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_Aggiunta proposta dai savi agli ordini._
Se per ventura tu ritrovassi el soprascripto illustrissimo signor suspexo e tardo al moversi et presertim contra l'Othoman, e le raxon già dicte de la facilità, utilità, gloria et necessità non lo persuadesse, et anche per se medesimo a l'imprexa de la Sorìa ti paresse star in dubio, perchè essendone per se incitado et volunteroxo basta che tu l'offerischi quanto de sopra havemo dicto, in tal caxo per persuaderlo e moverlo per qualche modo, facta ogni experientia de la Natolia, e non si movando, tu suadili la Sorìa reame di tante victualie, intrade e tute altre commodità inenarabile, al vincer veramente niuna difficultà, domata continuamente et desiderata per lo inimico, la qual unita ale forze del soprascripto illustrissimo signor insuperabile per se medesime, et havendo in sua disposizione el mare per mezo de l'armata nostra, per lo qual po' ricever soa sublimità ogni necessario favore e lo inimico ogni danno et ogni disconzo, come questi do superior anni per nui soli li avemo facto, cossa indubitatissima è che l'Othoman in spacio brevissimo et senza difficultà convegni esser per se medesimo suppresso et extincto et quello excellentissimo signor libero dominator de tuto.
Queste cosse proponile, et sforzate de farle molto ben gustar et intender, che o per l'una o per l'altra de queste imprexe la sublimità predicta se movi, l'una vincta, l'altra è necessariamente obtenuta, e non può fallir che cussì non sia. Tutto consiste nel celere moto de quel signor, essendo tutte cosse al suo favor disposte più che mai fusseno o potesseno esser per le allegate raxon: si che venendo non gli è dubietà e difficultà alcuna, che soa celsitudine non abbia ad esser el secondo Alessandro, et lassar in simel stato la soa posterità.
De parte 74.
_Secreta XXVI._ Cornet, op. cit.
DOCUMENTO XVI.
_Altri punti segreti ad Ambrogio Contarini._--1473, 11 Febbraio.
Capitulum distincte scribendum et imponendum oratori secretius una cum aliis secretioribus et non comunicandum cum regio oratore.
Se tu sentisti o nel tuo zorzer o da poi alguna practica tractamento o mention de pace o triegua fra el prefato illustrissimo signor et il signor Turcho, tu quella dessuadi et desturba quanto più tu poi, ricordando el pericolo che per tal pace e triegua po adevenir al stato del soprascripto illustrissimo signor, perchè per quelle si dà tempo e commodità a lo inimico de reassumer le forze al presente debilitate et exauste, e de offender et opprimer, dove hora po senza molta difficultà esser lui offeso et oppresso. Ricorda tuti i regni e provincie lui ha occupato, esser occupati per questi mezi de ritrovar condition de pace o triegua quando lui è stato da la parte del desavantazo come hora è, et instaurate le forze, non ha servato mai fede ad alguno, et però non è da esserli dato tempo nè riposo. Ma questo è el tracto e la occasion de estinguerlo et assecurarse in perpetuo de sue avare et pericolose condition et voglie. Se veramente facta per ti ogni possibel experientia e conato de disuader et romper ogni simel practica, e te accorzesti l'animo del soprascripto illustrissimo signor inrevocabiliter a lo acordo esser disposto, in questo caxo perche semo certissimi che quello excellentissimo signor vorà dicto accordo cum ogni avantazo et segure condition et deturbation de la potentia de lo inimico e vorà che a lui sia restituito Trapesunda, et al Caraman et ad altri signori spogliati e cazati del stato loro, per nui tu anche ricorda e dimanda chel ne sia restituito Negroponte nostro et Argos, o almancho Negroponte non possendo obtenir tuti do, dechiarando a quello excellentissimo signor l'importantia de l'ixola predicta per le cosse da mar, la qual essendo in nostra podestà, sempre tute quelle forze maritime sono ad ogni proposito commodità et voglia de esso excellentissimo signor cum singular sua gloria et exaltation. Fa adunque quanto tu poi et sai, che venendosi a pace o accordo quello sia cum li soprascripti avantazi. Da poi facto ogni cossa, se pur pace o triegua hano necessariamente a seguir a chavo a chavo senza avantazi, procura anche che in quelle insieme cum el serenissimo signor re Ferando siamo nominati comprexi et inclusi per la parte del soprascripto exellentissimo signor, come suo confederati et partecipi cusì della guerra come de la pace e de ogni altra sorte d'acordo, insieme cum li adherenti e recomandati nostri e de chiaschun de nui. Ma questa sia l'ultima cossa che tu dimandi e cerchi, dapoi che tentato ogni cossa per ti non fosse possibel far altramente. Et se al tuo zonzer la pace per ventura fosse facta o triegua ne le qual de nuj doi non fosse sta facta mention, tu modestamente recorda la conjunction et union nostra e la nostra constantia et refuto facto de ogni pace offertane da lo inimicho e fede et speranza nostra in soa sublimità, a qual tu pregherai che in dicta pace o triegua ce vogli includer cum quanta miglior condition sia possibile, purchè cum soa sublimità in ogni condition o fortuna siamo uniti, insieme cum i nostri.
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_Secreta XXVI._ Cornet, op. cit.
DOCUMENTO XVII.
_Carteggio del veneto segretario Giovanni Dario, spedito in Persia dal bailo a Costantinopoli, nel 1485._
Magnifice et generose Domine. Partecipo a Vostra Magnificenza, come ho già fatto con altra lettera che mandai al console nostro in Adrianopoli, che questa mattina fu fata porta solenne per accettar l'ambasciatore del soldano, e anche io andai per vedere cose nuove, e subito presentandomi in quel cerchio che era intorno li signori, per sua grazia mi fecero chiamare e sentare sopra uno scagno incontro di loro, arente i defterdari, e venne da mi un ambasciatore di questi Ungheri, che venne ultimamente con una bella compagnia alla quale mandarono un tappeto fuora del pavion. E poi per buon spazio cominciarono a venire li presenti del sultano, e fu in prima: un animale grande come un lion con varie macchie, negro del capo fino alla coda, che era una terribilità a vederlo; di poi vennero sei corsieri bellissimi, el primo con una sella e briglia d'oro e con barda di lame all'azimesca, e i altri corsieri poi disfornidi. Drio vennero tre cammelli corridori con tre selle e cossinelli di panno di seta, e coverte a lor modo; e drio di questi vennero presenti minudi: tre pappagalli bellissimi con gabbie, e quattro garzoni eunuchi neri, e due spade fornide e quattro disfornie. Doi mazze di ferro bellissime, doi accette con la cima un suo fornimento, elmi, brochieri di azzal, e drio questo furono molte selle, sanibaffi, centure, lizari, panni di seda che in verità a doi pezze per uomo erano più di ottanta per sorte che le portavano. Dietro li presenti venne l'ambasciatore con una berretta in testa e una veste damaschina verde e le maniche di ricamo d'oro, e tutta la sua schiena fino in terra era coperta di zibellini. E subito ch'el se appresentò in quel cerchio li signori uscirono dal pavione con loro seguito e li andarono incontro; dopo la salutatione lo menarono sotto il pavione, ed essendo di sotto il Daut bassà, ed in mezzo agli altri sentati, e ragionando per buon pezzo furono chiamati dal signore e andarono li tre bassà con l'ambasciatore e quel suo dottor grande che venne di Costantinopoli. Et entradi dal signore, stettero manco de un quarto d'ora ed escirono fuori, e tornarono a sentare sotto il pavione, e portarono fuori un gran rotolo di scritture, le quali fecero tagliare, e le lesse il dottor grande, e fu lunghissima lettura.
Da poi letto, portarono il desinare e messe molte vivande davanti li bassà e altri che sentavano con loro. Da poi il desinare fu messo avanti li defterdari e da poi furono messi otto piatti di porcellana avanti di me con diverse cose. E chiamato lo ambasciatore unghero, sedette sotto di me e mangiassimo di quel che vi era cadauno. Levati i piatti vennero i deputati e dissero all'ambasciatore unghero ch'el tornasse fora al suo primo luogo, e così fece, ed ebbe del sole quanto ne ha voluto, ed io rimasi sopra il mio scagno, ed ogni uomo ha giudicato che la persona mia sia stata molto onorata in questa giornata alla corte. E Dio sia di tutto ringraziato.